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Discussione: Emancipazione delle gerarchie terrestri

  1. #221
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    quello che serve è una patrimoniale leggera, ma universale. Che colpisca qualsiasi cespite patrimoniale. Liquidi, immobili e titoli, in base al valore effettivamente posseduto
    Leggera ok, ma è pur sempre un compromesso. Se troppo leggera non copre le spese.
    Liquidi e titoli sono aggregati monetari, percui concordo a trattarli in modo uguale.
    Gli immobili li tratterei in modo diverso dai capitali monetari perchè sono dei prodotti come altri che fanno girare l'economia. Manterrei esentasse la proprietà di residenza (fino ad un certo valore perchè non si può trattare una monofamiliare allo stesso modo di un castello con 100 ettari di parco) e per tutto il resto un'imposta catastale, anche se antipatica. La ragione è profonda, perchè non è "fare cassa" ma bensì regolamentare, creando un meccanismo di rientro e ridistribuzione per i possedimenti fondiari (terreni).

    Lo Stato dovrebbe finirla di smuccinare soldi ovunque e in qualsiasi modo. Quando potrà contare su entrate indipendenti dai fatturati privati, saremo ufficialmente entrati nella post-industrializzazione (o era industriale di terzo livello, con industrie completamente automatizzate con qualche tecnico e una manciata di sviluppatori altamente qualificati).
    Finchè la produzione generale è limitata alla capacità di acquisto della popolazione (che per regola di mercato viene assoldata con criterio simile ad asta al ribasso, quando ancora non fosse conveniente sostituirla con le macchine) tutto il sistema appare come un cane che si morde la coda (anzi, è più azzeccata la metafora dell'avido che per non spendere i propri soldi si impone di mangiare pastina tutti i giorni)
    Hai ben compreso che c'è di mezzo il dogma del lavoro, ed è necessario un rinnovamento culturale per uscirne, altrimenti andremo avanti come abbiamo fatto fin'ora, mettendo rattoppi qua e là.
    Intanto il tempo passa e la natura fa il suo corso. Ma è solo questione di tempo, se una riforma davvero innovativa non verrà fatta dalle nostre generazioni, tra qualche decennio sarà comunque inevitabile e quelle nuove generazioni ne trarranno tutti i benefici.

    Qualcuno sceglierà la via facile e scapperà all'estero. Forse. Ma molti semplicemente si ingegneranno investendo in ciò che a quel punto sarà meno costoso. E cioè la PRODUZIONE di ricchezza e non la RENDITA come è adesso!
    Certo, stimolare con ogni mezzo la produzione e gli scambi, mettendo a punto un sistema fiscale trasparente ed equo. Percui l'Italia oggi sta ancora procedendo in contromano.

  2. #222
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    E' inutile esprimere teorie contro altre teorie che non portano al nulla senza centrare veramente il problema o nocciolo della questione .

    ~CONSUMATORI: «STRADA LUNGA E INCERTA». La fuoriuscita dalla crisi, per Federconsumatori e Adusbef, è «ancora lunga e incerta. Un percorso fatto di molti ostacoli». «Fino a che gli stipendi restano al palo le famiglie non ce la faranno ad arrivare alla fine del mese e i consumi resteranno congelati», ha concluso l'Unione nazionale consumatori spronando il governo a rinnovare i contratti della pubblica amministrazione.

    ~Su 8,3 milioni di persone in attesa del rinnovo, secondo i dati Istat, circa 2,9 milioni lavorano infatti nel pubblico impiego, che sconta da sette anni il blocco della contrattazione. Hanno il contratto scaduto complessivamente oltre sei dipendenti su dieci (il 64,1%) e l'attesa media per il rinnovo, calcolata sul totale dei lavoratori, supera i due anni, toccando il valore record di 24,3 mesi (erano 20,5 un anno fa).

    http://www.msn.com/it-it/money/storie-principali/stipendi-aumento-al-minimo-dal-1982/ar-BBtwzUC?ocid=spartanntp

    Come può l'Italia competere con altre nazioni che hanno una tassazione più bassa ?
    Come può l'Italia competere un debito pubblico esorbitante e con uno spread abnorme ?
    Come può l'Italia risollevarsi pagando un debito di 80 miliardi anno di interessi ?
    Come può l'italia andare avanti con il signoraggio bancario chiedendo sempre prestiti alla BCE?
    Come può essere libera se è sempre schiava di altri che decidono in Europa e USA ?

    A voi la parola ...


    Ultima modifica di zagami; 27-05-2016 a 13:08
    a eroyka piace questo messaggio.
    Dante: "Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza ".

  3. #223
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    Quella di giovedì 26 maggio è stata l’ottava giornata consecutiva di mobilitazione in Francia, paralizzata dalle proteste contro la ‘Loi Travail‘, la riforma del lavoro molto simile al nostro Jobs act, parecchio controversa in quanto approvata dall’Assemblea Nazionale senza discussione né voto, grazie a un particolare meccanismo parlamentare.

    Nonostante i disagi, i sondaggi dicono che oltre 6 francesi su 10 considerano giustificati gli scioperi, e 7 su 10 vorrebbero che la legge fosse ritirata o modificata.

    Francia paralizzata contro il Jobs act: “Non faremo la fine dell’Italia” | QuiFinanza

    La Stampa
    ha parlato con i lavoratori, che hanno fatto un parallelo proprio col Jobs act italiano: “Non credete a questa menzogna del progresso! Vi siete fatti fregare, voi italiani. Non faremo lo stesso. Questo legge sulla flessibilità del lavoro è un ritorno al passato, vogliono togliere di mezzo il sindacato e disporre dei lavoratori a piacimento. Lo chiamano futuro, ma è una nuova forma di schiavitù. Ci possono licenziare a piacimento. Possono obbligarci a fare quanti straordinari vogliono, pagandoli di meno. Non garantiscono più la stessa assistenza sanitaria ai lavoratori. Ma la cosa più grave è che hanno imposto questa legge in totale disprezzo della democrazia, tagliando fuori il Parlamento”.

    Che dire questi francesi hanno le palle , al contrario degli italiani che le hanno perse , non per niente la rivoluzione francese nacque in Francia , mentre in Italia era divisa in tante piccole città stato senza una identità nazionale .
    Dante: "Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza ".

  4. #224
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    Il capitalismo sta provocando danni devastanti, le cui conseguenze pagheremo per secoli:

    Allarme negli Usa, donna colpita da batterio resistente a tutti gli antibiotici - Repubblica.it

  5. #225
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    che c'azzecca il capitalismo con i batteri,siamo in tanti è normale che prima o poi una o più malattie
    decimeranno la popolazione mondiale se ci va bene

  6. #226
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    Quote Originariamente inviata da max001 Visualizza il messaggio
    Leggera ok, ma è pur sempre un compromesso. Se troppo leggera non copre le spese.
    Non deve servire a coprire le spese, ma a trasferire parte dell'attuale carico che copre le spese. Se leggera trasferirà poco carico a tutti (o meglio più carico a chi finora è stato sfruttato troppo e serve per la crescita come le aziende), se pesante alleggerirà di più il reddito della gran parte della gente spingendo i consumi, ma aumenterà anche il rischio (gestibile) che qualcuno cerchi di far espatriare i capitali.
    Concordo sulla tassazioen immobili con detrazione, anche completa, per le prime case non di lusso.

    Quote Originariamente inviata da max001 Visualizza il messaggio
    Finchè la produzione generale è limitata alla capacità di acquisto della popolazione (che per regola di mercato viene assoldata con criterio simile ad asta al ribasso, quando ancora non fosse conveniente sostituirla con le macchine) tutto il sistema appare come un cane che si morde la coda
    Ecco, questo è esattamente il punto fondamentale.
    Come puoi vedere da altri interventi qua sopra è diffusissima l'illusoria idea che la crescita è data dal consumo reso possibile dagli stipendi pagati. Questo porta qualche buontempone alla ardita proposta di aumentare la tassazione imposta ai produttori per pagare di più i dipendenti pubblici che così "consumano" e mantengono le imprese. Che li mantengono!
    Anche su questo forum ogni tanto c'è quello che propone la ruota che gira all'infinito ed anzi produce energia semplicemente per moto perpetuo. E sono sempre tutti convinti che sia un semplice problema di quali pesi, magneti, braccini metti e come li regoli!
    Nel campo dell'ingegneria macroeconomica del dopolavoro la solfa è la stessa. Le teoria altrui "non portano a nulla". Quel che serve è affrontare il "nocciolo"! Cioè aumentare la spesa improduttiva e parassitaria sperando che questo stimoli i consumi! Abbiamo scoperto la "macroeconomia a moto perpetuo"!! Evviva!

    Più seriamente il problema a mio parere è che ovviamente è necessario che la popolazione, tutta, abbia le risorse per accedere al mercato. Ma NON PUO' più essere sostenuta la demenziale ipotesi che queste risorse debbano essere fornite dalle sole aziende! Sempre, comunque e in modo per di più del tutto indipendente dal carico fiscale e contributivo che gli stessi percettori di quelle risorse hanno deciso di scaricare sul collo delle aziende!
    Cioè... in parole semplici, comprensibili anche dai macroeconomi della mutua, se a me il dipendente produce 4000€ al mese di ricchezza io, impresa, portrò sostenere per lui un costo di 3500€. Ma comprendendo dentro TUTTO TUTTO MA PROPRIO TUTTO! Se per la sicurezza del lavoro sono costretto a investire una cifra... quella cifra non è una cosa "a parte", che riguarda complessi scenari di bilancio che chi non è commercialista può ignorare! Rientra a pieno titolo nel TUTTO! Per rifarci all'esempio nei 3500€ citati! Stessa cosa per decisioni di ordine sociale. Permessi retribuiti, leggi per l'assistenza a familiari con problemi, TUTTO per la contabilità aziendale entra nel conteggio. E TUTTO determina una cifra che definisce la possibilità o meno che quella posizione lavorativa venga alla luce!
    Se in quei 3500€ che ho citato prima pretendi di caricare il 35% di previdenza, il 30% di tassazione e qualche altro costo accessorio... è ovvio ai bambini che ti troverai un cuneo altissimo e una forbice sul netto che lo ridurrà ai livelli infimi attuali. Sperare che quella forbice sia eliminata dalle aziende con gli "investimenti" è illusorio.
    Questo stà conducendo a una fortissima polarizzazione di reddito non solo fra i ricchissimi (sempre più ricchissimi perchè utilizzano i meccanismi finanziari) ed i poverissimi, ma anche fra gli "integrati" (quelli che possono usufruire del sistema di protezione essendo stipendiati) e quelli non integrati compresi gli occupati giovani, che ormai NON sono più in grado di supportare i consumi e quindi la crescita!
    La soluzione a mio parere non può che passare per una estensione dei sistemi di protezione del reddito a TUTTI. Ad es. con il reddito incondizionato di cui si parlava, ma ovviamente con una parallela riduzione progressiva sia dei privilegi finanziari delle elite (con la patrimoniale) SIA di molti privilegi degli inseriti anziani!
    La solita obiezione che sia fa a questa visione è quella del pericolo di creare una generazione di "bamboccioni nullafacenti" che si accontentano di vivacchiare con sussidio passando il giorno al cellulare.
    Questo è molto ingiusto verso i giovani e anche stupido. Non è per nulla detto che un giovane che è costretto a saltare da un impiego trimestrale all'altro sia meno produttivo di ricchezza del nerboruto che batte il martello sulla lastra d'acciaio della retorica sovietica! Anzi! Soprattutto alla luce del fatto che il nerboruto da noi è più spesso sotituito dal vigile in mutande che striscia il badge per gli amici!
    E' evidente che lo scontro fra la parte di esclusi e la parte degli inseriti è appena agli inizi.

    E per gli entusiasti della nouvelle revolution... http://economiapericittadini.it/soci...ra-shawn-tully

    Interessante notare anche il grafico relativo al costo unitario del lavoro

    che, forse per qualcuno sorprendentemente ma non per me, mostra che i COSTI unitari più elevati li hanno i paesi con più gravi problemi economici (i famosi PIIGS)! E la Germania dei "ricchissimi" stipendi netti ha costi inferiori!

    Ultimo punto. La spesa per il pubblico impiego è insieme a quella pensionistica l'unica che rimane da decenni maggiore della media europea. I contributi previdenziali che erano una volta del 12-15% sono stati raddoppiati e "parificati" dalla solita, immonda, "sentenza" di qualche primate togato a quelli, abnormi, del settore privato in nome di una "parificazione" a senso unico, tipica della mentalità italiota sindacalistica che ci ha ridotto come siamo. Inoltre nel periodo di 10 anni precedente al blocco degli aumenti ora in vigore (ma già sottoposto agli attacchi dei soliti primati togati...) tutti scordano che i salrai pubblici sono aumentati di ben 11,4 punti percentuali IN PIU' del settore privato.
    Se a qualcuno sfuggisse è OVVIO che i contributi per i dipendenti statali altro non sono che TASSE imposte a chi lavora.
    E' sicuramente vero che la differenza di trattamento è abnorme e man mano che si sale nella scala di gerarchia la differenza con gli altri paesi civili diventa ridicola e un manager pubblico italiano arriva a guadagnare diverse volte più dell'operaio rispetto ad un collega francese o tedesco, ma queste sono problematiche che NON riguardano l'economia statale, ma la gestione del pubblico impiego che è sempre stata in mano sicura dei sindacati e certo non può essere "appaltata" al fisco ora!
    Quindi uno stato in grave crisi di liquidità, come qualsiasi azienda, è OVVIO che dovrà ridurre le spese correnti. Visto che le pensioni, anche le più indecenti d'oro, argento e mirra sembrano intoccabili e la riduzione per licenziamento o demansionamento resta in Italia un tabù granitico non vedo quale altra strada esista del blocco del turn over (che determina una riduzione degli organici, certo, ma al costo di un invecchiamento della forza lavoro e l'ennesima, grave, discriminazione verso i giovani) e perlomeno il blocco della vergognosa manfrina clientelare degli aumenti slegati da inflazione, produttività, o qualsiasi altro pretesto credibile, che ha portato negli anni a far diventare posti di lavoro nati come "servizio" delle specie di rendite garantite a carico di Pantalone!
    So che è antipatico per molti sentirlo, ma non credo che i numeri possano sempre essere interpretati come fa comodo!
    Ultima modifica di BrightingEyes; 28-05-2016 a 11:01

  7. #227
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    Zagami, mi sembra che di possibili soluzioni e proposte percorribili, qui ne siano state elencate alcune. Ma la cittadinanza deve avere la volontà di attuare questi cambiamenti.

    BE: Non deve servire a coprire le spese, ma a trasferire parte dell'attuale carico che copre le spese.
    BE, mi trovi d'accordo nel cominciare a spostare almeno una parte della fiscalità sulla massa monetaria, cosicchè si inizierà a verificare i vantaggi.

    Come puoi vedere da altri interventi qua sopra è diffusissima l'illusoria idea che la crescita è data dal consumo reso possibile dagli stipendi pagati... Abbiamo scoperto la "macroeconomia a moto perpetuo"!! Evviva!
    BE il tuo discorso è perfettamente chiaro, però si rischia di mantenere delle regole nocive per un sistema industriale fortemente avanzato come quello attuale. E' sicuro che redistribuire la ricchezza attraverso aumenti di salario o redditi incondizionati che contemporaneamente NON vengono bilanciati da una vigorosa produzione, rimarrebbe ben poco da redistribuire. Ma questo ragionamento era ottimo fino a 40 anni fa, ed infatti era una lancia dei capitalisti novecenteschi scagliata ad ogni occasione verso il sistema socialista sovietico:

    La gente non era per nulla stimolata a produrre maggiormente, perchè tutto il surplus era prelevato coattivamente dallo stato centrale. Anzi avendo uno stipendio fisso, la tendenza era una minore produttività, mandando in stallo il sistema di redistribuzione che era fondato al 90% sulla manodopera umana.

    Oggi paradossalmente vi è il problema opposto: C'è uno scheletro produttivo potentissimo, coaudiuvato da computers e androidi che smaltiscono il 90% dell'opera produttiva e le industrie vengono limitate a un quinto dei regimi di produzione perchè non c'è domanda.
    Se il 90% dell'opera produttiva è svolta da macchine, quel 90% rimane reddito dei titolari azionisti e che non viene redistribuito attraverso il tradizionale sistema di assunzioni da lavoro.
    Ergo le industrie sono limitate a regimi castranti perchè il mezzo che permette gli acquisti si è ormai rarefatto per la maggioranza della popolazione.

    Ciò che dice Zagami, di aumentare i salari del pubblico, secondo me è inammissibile perchè sarebbe l'ennesimo favoritismo nei confronti di una sola parte di popolazione, quando invece lo Stato deve trattare tutti allo stesso modo come "figli uguali" per evitare conflitti sociali.

    La soluzione a breve termine ottimale, che già da sola porterà grandi benefici in termini di produttività è istituire un reddito di base ai cittadini europei residenti, prelevato con una decurtazione della massa monetaria.
    Occorre rivedere i fondamenti morali del lavoro. Ma solo superficialmente perchè il reddito base è appena sufficiente alla sopravvivenza e sarai premiato con molti altri soldi solo se sei produttivo, esattamente come ora.
    E poi c'è di mezzo anche il "dogma del risparmio". Non sarà facile far capire a tutti che tassando di poco i capitali monetari si potrà alleggerire di molto il cuneo fiscale.

    Soluzioni valide ci sono ma non vengono colte subito. La storia si evolve sei secoli e nei millenni perchè prevalentemente si lascia sempre ristagnare a oltranza (cambiare la mentalità dell'uomo è una cosa difficilissima, egli tende a perseverare anche negli errori) fino a quando per un motivo o per l'altro, scatta la scintilla del cambiamento.

  8. #228
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    Quote Originariamente inviata da max001 Visualizza il messaggio
    Ciò che dice Zagami, di aumentare i salari del pubblico, secondo me è inammissibile perchè sarebbe l'ennesimo favoritismo nei confronti di una sola parte di popolazione, quando invece lo Stato deve trattare tutti allo stesso modo come "figli uguali" per evitare conflitti sociali.
    .
    Non c'è nessun favoritismo ma una equa ridistribuzione del reddito a chi lo ha perso grazie alla moneta euro che in pratica ha dimezzato lo stipendio , diminuendo in tal modo la possibilità di spendere ed aiutare l'economia nazionale che non è lo stato ma in mano alle industrie che debbono vendere i loro prodotti .
    Questo significa aumentare il PIL , ogni prodotto acquistato è soggetto ad iva e barzelli vari , ogni euro dato ritorna subito dopo allo Stato.
    Ti ricordo che il 50% del mio stipendio mi viene prelevato automaticamente dallo Stato ogni mese prima di arrivare nel mio cc.
    Purtroppo si è anche impedito che un dipendente pubblico della mia categoria possa anche fare il libero professionista e ci hanno castrato le palle , diverso è il discorso pe i medici che possono fare intramoenia ed avere perciò un reddito supplementare , perciò non si lamentano .

    Ma leggo una buona notizia infine , che mette un po do di luce a questo governo illegittimo di Renzi .
    Marò: Salvatore Girone è a casa. "Grazie Italia, siamo un bel popolo" - Asia - ANSA.it
    ~Girone è arrivato in Italia dall'India a bordo di un aereo dell'aeronautica militare atterrato a Ciampino. Poi, a bordo di un altro aereo, con la famiglia e il sindaco di Bari Antonio Decaro, ha raggiunto Bari.
    Un applauso ha salutato a Ciampino i suoi primi passi sul suolo italiano. Girone, sorridente, ha salutato con le mani incrociate in segno di vittoria.

    Dovrebbero dire però chiaramente a tutto il mondo che non sono stati loro ad aver sparato alla barca indiana , che vi è stato un malinteso dalle parti delle autorità dell'India e ripeterlo chiaramente e tante volte .
    Dante: "Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza ".

  9. #229
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    Quote Originariamente inviata da zagami Visualizza il messaggio
    Ti ricordo che il 50% del mio stipendio mi viene prelevato automaticamente dallo Stato ogni mese prima di arrivare nel mio cc.
    Del tutto falso. Persisti a incartarti da solo con bubbole facilissime da smascherare da chiunque!
    Lo stipendio lordo medio nel settore pubblico è ora di circa 34000€. Considerando anche i contributi a carico del dipendente le tasse ammontano a meno di 8500€. Cioè il 25% scarso del lordo.
    In compenso, grazie alle immonde sentenze già citate di qualche primate ideologizzato del passato, i contributi "a carico del datore di lavoro" (cioè noi...) ammontano a... 8500€ circa!
    In pratica l'intero carico fiscale che teoricamente il dipendente pubblico paga... gli viene restituito come gentile omaggio dei contribuenti ai fini pensionistici! Ovviamente poi di fronte alle critiche la posizione comune è "ho pagato contributi per tutta la vita e me la sono guadagnata"! Cerrrrto, come negarlo?
    Quindi in pratica se domani decidessimo di assumere 1.000.000 di dipendenti pubblici non solo non ci troveremmo alcun incremento nella domanda, ma verosimilmente ci troveremmo a dover anche aumentare corposamente il carico fiscale su tutti solo per pagare l'abnorme esborso contributivo imposto dai pagliacci in toga ai veri lavoratori! Infatti non è un caso che tutti i paesi con problemi dovuti alla crisi abbiano in qualche modo ridotto il peso del settore del pubblico impiego. Il blocco del turn-over altro non è che una forma "light" di riduzione dei costi. Che ha funzionato peraltro.
    Grazie, ma credo che ci terremo euro e blocco degli stipendi pubblici. Sempre che qualche corte di suprema complicità ideologica non riesca a trovare un escamotage! Certo.. Auguri nel caso!
    Sul discorso della libera professione però, se ti può consolare, anch'io credo che sarebbe corretto che chi decide di lavorare nel pubblico resti nel pubblico.

    Quote Originariamente inviata da max001 Visualizza il messaggio
    Ergo le industrie sono limitate a regimi castranti perchè il mezzo che permette gli acquisti si è ormai rarefatto per la maggioranza della popolazione.
    L'innovazione tecnologica stà già andando nella direzione di eliminare la produzione in numeri enormi (con sprechi terribili) e di passare a una produzione mirata, elastica ma a costi sempre bassissimi. Resta l'altro lato del problema e cioè tornare a permettere alla gente di consumare, seppure con maggiore consapevolezza e coerenza.
    Infatti non scordiamo che anche una visione di consumismo sfrenato fatta da miriadi di prodotti a basso costo, progettati per essere quasi "usa e getta" in modo da rinnovare al più presto il bisogno e mantenere alta la domanda (effetto obsolescenza programmata!) non è il massimo a cui ambire!
    Fino a poco tempo fa le idee su decrescita e rifiuto dei consumi erano diffusissime proprio fra quelli che ora invocano l'intervento statale e aziendale per sostenere i consumi! Non che ci sia nulla di sorprendente del resto, quando la fame vera batte... le fantasie ideologiche hanno spesso la peggio.
    MA non credo che una visione di una società in grado di utilizzare al meglio le produzioni superautomatizzate e quindi ELIMINARE il gigantesco spreco energetico e ecologico dato dalla necessità di mantenere altissimi numeri di produzione, sia così utopica.
    Per arrivarci serve certo una tassazione diversa, spostata sul versante dei capitali e delle rendite, ma a mio parere serve anche un sistema di reddito garantito. Non credo che ci sia il rischio di una "sovietizzazione" purchè nulla vada a ledere il meccanismo del mercato. Insomma non devi creare tessere annonarie, ma permettere alle persone con nullo o scarso reddito di avere una dignitosa tranquillità che permetta loro di mantenere consumi di base.
    Ultima modifica di BrightingEyes; 28-05-2016 a 23:21

  10. #230
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    Sono d'accordo.

    non scordiamo che anche una visione di consumismo sfrenato fatta da miriadi di prodotti a basso costo, progettati per essere quasi "usa e getta" in modo da rinnovare al più presto il bisogno e mantenere alta la domanda (effetto obsolescenza programmata!) non è il massimo a cui ambire!
    Si. Ma il consumismo sfrenato dovrebbe essere limitato dalla normativa tramite un disincentivo economico della produzione inquinante o insostenibile.
    Lo Stato ha gli strumenti per regolare e dirigere i consumi verso prodotti sostenibili, i cui scarti/rifiuti dovrebbero essere recuperabili e rigenerabili nella quota più alta possibile.

  11. #231
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    Quote Originariamente inviata da BrightingEyes Visualizza il messaggio
    ..Del tutto falso. Persisti a incartarti da solo con bubbole facilissime da smascherare da chiunque!....

    Sul discorso della libera professione però, se ti può consolare, anch'io credo che sarebbe corretto che chi decide di lavorare nel pubblico resti nel pubblico.
    .
    Del tutto falso lo dici tu ? Ma perrr faavoooore . Ma se sei il primo a dire inghiate ...

    Tu dici di essere un medico ?

    Strano che sei cosi competente di economia da farmi i calcoli in tasca a me ... O sei un medico (????) o sei un economista (?*£$%&) , cosa sei ?
    Che cosa sei , che cosa sei , non cambi maiii...

    Se io non so se a fine mese mi riducono del 50% dello stipendio tu sei Napoleone Bonaparte .

    Certamente lo vedo io , o no ? O vuoi vedere la mia busta paga ? Se tu mi fai vedere la tua , io ti faccio vedere la miaaa .
    Ma credo che dovresti credermi sulla parola se vuoi , oppure anche no ?
    Lo sai benissimo per che per quando riguarda i medici è stato consentito svolgere la doppia attività o no ? Al contrario delle altre professioni biologi , chimici, fisici ,che hanno dovuto scegliere il tempo pieno , ma a questo punto dubito (ergo sum) che cosa faccia realmente tu ?

    Ma che ti piaccia o non ti piaccia il contratto sarà rinnovato , checchè ne pensi tu , e sarai tu pagarlo , o ci sarà la rivoluzione francese italiana .

    Ti ricordo poi che i migliori evasori fiscali sono proprio i liberi professionisti , questo per chiarire le idee se sia più ladro il dipendente o il non dipendete . Un occhio di riguardo naturalmente per tutti i disoccupati che hanno la mia solidarietà e per questo credo non vi sia altra alternativa che uscire dall'euro ed andare alla sovranità monetaria, per garantire un reddito minimo a tutti e rilanciare l'economia italiana , che è morta e sepolta con questo azzo di euro .

    Credo poco al tuo pietismo di voler dare un reddito minimo garantito a qualcuno , di chi ha le tasche con una barca di soldi, anche perché con l'euro no è possibile farlo e lo sai benissimo , quindi i tuoi discorsi sono solo carta straccia .
    Ultima modifica di zagami; 29-05-2016 a 06:53
    Dante: "Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza ".

  12. #232
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    Quote Originariamente inviata da max001 Visualizza il messaggio
    Lo Stato ha gli strumenti per regolare e dirigere i consumi verso prodotti sostenibili, i cui scarti/rifiuti dovrebbero essere recuperabili e rigenerabili nella quota più alta possibile.
    Ecco, questo è un ottimo esempio di un settore che il sistema tradizionale considera un fattore parassitario, un costo marginale da ridurre, mentre un sistema industriale basato su produzioni superautomatizzate e individualizzate potrebbe considerare un fattore di crescita economica da ricompensare!


    Quote Originariamente inviata da zagami Visualizza il messaggio
    Del tutto falso lo dici tu ? Ma perrr faavoooore .Se io non so se a fine mese mi riducono del 50% dello stipendio tu sei Napoleone Bonaparte
    Si sono un medico, libero professionista. Da oggi dovrò anche mettermi il tricorno francese e infilare la mano nel panciotto, perchè la tua pretesa continua ad essere una bubbola completa. Infatti non sei in grado nemmeno di produrre un singolo dato a supporto, a parte le fanfaronate da bar.
    No, non ti mostrerò la mia busta paga perchè non l'ho mai avuta. Ho un reddito dichiarato.
    Non sono mai stato nel pubblico e ripeto che CONCORDO con te sul fatto che chi sceglie di lavorare nel pubblico dovrebbe rinunciare alla libera professione, ma la lobby dei medici dipendenti pubblici per tua sfortuna mi sà che ha molta più influenza di altre.
    Il contratto sarà rinnovato, ma non certo con ulteriori aumenti di spesa. Su dove taglieranno per darvi soddisfazione possiamo farci una bella discussione, ma finchè le tasse non ne risentono, per me liberi tutti! Il problema non è come viene divisa la quota di spesa assistenziale o pseudoassistenziale, ma che questa non cresca e semmai diminuisca! Poi se gli occupati nel settore sanitario approfitteranno dei risparmi nel settore scolastico o viceversa... non è un problema!
    La geremiade sull'evasione in Italia è un must che ogni categoria che si vede mettere in dubbio un qualche privilegio economico estrae subito dal cilindro. Di solito la accetto perchè effettivamente è risaputa per alcune categorie come i liberi professionisti, ma di solito la trovo più credibile da parte di chi non cerca di spacciare la propria per "risparmio", vabbè.
    Non serve alcuna "competenza" per smentire le bubbole sul 50%. Basta guardare lo stipendio medio nel pubblico, fare il calcolo irpef (ci sono decine di siti che te lo fanno) e guardare qual'è la percentuale di contributi che l'attuale contratto impone. Così ho fatto, visto che come ti avevo già detto queste non sono discussioni al bar dove chiunque può dire che è alla fame anche mentre si gusta la brioche.
    Quando saremo tornati alla lira vedremo chi avrà la "carta straccia" in tasca, semmai...
    Ultima modifica di BrightingEyes; 29-05-2016 a 12:09

  13. #233
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    Ciao a tutti,
    scusate sono nuovo e vorrei poter dire la mia senza offendere nessuno
    Dato che la discussione sta intersecando tantissimi argomenti, divido per punti.

    • Secondo me c'è una relazione tra capitalismo e malattie, ed è il consumismo. Alla fine, tutti - o quasi - mangiamo le stese cose prodotte all'ingrosso e prendiamo le stesse medicine fatte in serie. Se ci fosse più diversificazione, forse sarebbe meglio.

    • L'Euro ci sta schiacciando come sta schiacciando tutta Europa. Ho un'amica lituana che mi racconta che, da quando c'è l'euro, lì il turismo si è ulteriormente ridotto. Prima ti bevevi mezzo litro di birra con 1 euro, adesso i prezzi si stanno uniformando. Stanno vivendo quello che noi abbiamo vissuto anni fa.

    • Il problema non è con lo stipendiato medio della pubblica amministrazione, ma di tutte quelle lobby che vivono in sistemi intoccabili e che non lasciano più entrare nessuno e non dovrebbero esserci nel 2016 (tipo l'ordine dei giornalisti.

    Saluti!
    a zagami piace questo messaggio.

  14. #234
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    Ciao .
    Non ti preoccupare parla pure liberamente perché in questa stanza non ci offendiamo , se si parla di questioni concrete senza offendere nessuno .

    Ti ho messo un mi piace semplicemente perché il tuo discorso sintetizza in breve quello che penso io ed altri milioni di italiani , ma si sa come in tutte le cose c'è il partito del si e quello del no , non si è mai tutti d'accordo su tutto e meno male dico io .

    Chiaramente da amici da bar ci scappa poi la battuta facile e quello che vuol fare il sapientone o l'avvocato o l'economista senza esserlo .

    Il problema è allo stato attuale che questi governi fantoccio ultimi , ci stanno portando sul lastrico con la loro pretesa di austerità e riduzione e tagli indiscriminati .
    Se almeno si vedesse uno spiraglio di ripresa della economia ed aumento della occupazione saremo tutti contenti e lo approveremmo ,ma questo non succede , quindi per forza di cose dobbiamo dirne peste e corna di chi pretende di comandare senza soddisfare i bisogni della gente e dello stato .
    La situazione è disastrosa anche negli altri paesi , vedi Francia per non citare facilmente la Grecia .
    Ma gli economisti alla Bagnai -Borghi ed altri lo avevano già previsto nel 2008 che questo avrebbe portato alla recessione e così è stato , nonostante il grande economista prof.illustrissimo.grandissimo.eccelentissimo.figl idipu.senatore Monti (?) al contrario del Tremonti che affermava l'inverso .

    Ma che possiamo fare ? aspettiamo in riva al fiume diceva il proverbio cinese , che passi il ....
    Che queste l'hobby massoniche multinazionali hanno bloccato o sospeso o messo in standbay la democrazia e per una volta tanto debbo dare ragione al berlusca che è apparso i tv l'altra sera .

    Ciao.
    Ultima modifica di zagami; 30-05-2016 a 16:13
    Dante: "Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza ".

  15. #235
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    Esiste sempre questo eterno problema su chi è ottuso e chi no. Da sempre chi guadagna meno se la prende con chi ha o riceve di più.Temo che non vi sia soluzione possibile. Non esiste e non può esistere parità fra gli umani e quindi si seguono i falsi idoli che promettono quanto di più vicino al proprio ideale di vita. Esisterà sempre un sistema di classi che ci farà bestemmiare o gioire e l'unica speranza è quella che si possa favorire il su e giù rapido e di merito. L'educazione e il sacrificio sono il metodo più semplice per attuarlo.
    Certamente esistono spigoli e strozzature nel sistema e la democrazia è fatta apposta per correggere tali punti, ma essa non è condivisione. Chi vince governa e se non vi date da fare, sarete governati.
    Je suis Charlie e amo mamma e papà.

  16. #236
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    Quote Originariamente inviata da DaniPri80 Visualizza il messaggio
    Se ci fosse più diversificazione, forse sarebbe meglio.
    Non sono completamente d'accordo sull'appaltare semplicemente al "consumismo" ogni colpa. Anche perchè molte delle ricette per uscire dalla crisi in pratica sono inni al consumismo più sfrenato. Ad es. chi propone di stampare a manetta carta moneta e aumentare la disponibilità di denaro a tutti o rifiutare la globalizzazione è OVVIO che propone una ricetta squisitamente consumistica! E non è detto che in tempi di crisi sia totalmente sbagliato, come sosteneva anche Keynes.
    Diversificare per me si può, ma solo accettando la ciclopica trasformazione tecnologica che comincia ora e che comporterà inevitabilmente una produzione in numeri limitati, personalizata e a chilometro zero (se hai bisogno di una sedia te la fa l'azienda "maker" dietro casa a costo Ikea o meno), ma contemporaneamente un'occupazione limitatissima.
    Ultima modifica di BrightingEyes; 31-05-2016 a 09:26

  17. #237
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    No BE non è una occupazione limitatissima , ma si creerebbero tanti posti di lavoro di artigianati autonomi che potrebbero guadagnare con il loro lavoro senza andare per forza a cercare l'industriale turno che lo occupi .
    Insomma come si viveva nel dopoguerra , ma le leggi attuali sono tutti a favore delle grosse aziende e delle multinazionali che dettano legge e renderebbero il lavoro autonomo pericoloso per chi lo pratica incorrendo in multe e sanzioni impossibili .
    Km zero ? Si va bene ma poi il povero agricoltore malcapitato che vende arance o pomodori all'anglo della strada ci va la finanza o vigili urbani a prendere multe salate .
    Meglio il suicidio .
    Dante: "Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza ".

  18. #238
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    Con produzione a km zero non si intende solo la produzione agricola, per ora effettivamente l'unica possibile.
    La visione è quella della fabbrica superautomatizzata, con lavorazioni 3D di stampa, taglio, modellazione, che produce IL pezzo che serve nel momento in cui serve contrapposta alla grande fabbrica costretta a sfornare migliaia di pezzi tutti uguali al costo minore sperando di venderli.
    Parlando in termini consumistici il problema non è tanto nella "voracità" del consumatore che pretende sempre nuovi prodotti, ma nella NECESSITÀ, obbligata dalla forma di produzione attuale, di inventare sempre nuove produzioni, con qualche gadget diverso, per ingolosire il consumatore e farlo acquistare. La necessità di tenere i costi bassi obbliga poi a un'economia di scala estrema, con sprechi giganteschi!
    In parole povere progetto un nuovo cellulare, lo DEVO produrre in numeri vertiginosi per renderlo competitivo... magari ha meno successo del previsto e mi trovo con uno spreco gigantesco di risorse, energia e produttività che ha prodotto solo un quantitativo enorme di oggetti che sono fuori mercato e in pratica rifiuti industriali in tempi brevissimi. Inoltre questo provoca una forte polarizzazione dei ricavi. Basta una decisione progettuale sbagliata e una costosissima linea di prodotto perde ogni appetibilità commerciale e diventa solo zavorra.
    L'alternativa non possono essere le illusioni nostalgiche.
    Zagami, oggi una società di piccoli artigiani tipo dopoguerra che tu immagini è pura utopia. Nulla impedisce oggi a un artigiano di aprire un negozio e vendere oggetti costruiti con le proprie mani... se non il fatto, banale, che NESSUNO glieli pagherebbe!
    Non serve essere esperti di macroeconomia. Entra in un supermercato. Guarda il prezzo di una sedia (per esempio), informati da un artigiano e vedrai che solo il costo del suo lavoro netto supererebbe abbondantemente il prezzo che ti propone il supermercato.
    Agiungici tasse, contributi, materiale, iva e il costo lievita perlomeno di 2,5 volte! Non ci sono norme o leggi a favore delle grandi industrie. Semplicemente la produzione industriale in grandi numeri mette totalmente fuori mercato qualsiasi concorrenza.
    L'unica cosa che può contrastare questo sistema non è il ritorno alla lira o la lotta alla globalizzazione, ma la possibilità di avere produzione
    personalizzata locale a bassissimo costo. Cosa che può essere garantita solo dall'evoluzione tecnologica e dai robot. Ma al costo, ovvio, della caduta occupazionale.
    Questa caduta, tra l'altro non è nemmeno tanto un problema per i paesi post-industriali, ma lo sarà, e tanto, proprio per i paesi emergenti che ora crescono grazie all'occupazione di massa.
    Certo, occorrono decisioni normative che rendano più appetibili per il consumatore i prodotti locali. Ad es. l'obbligo per ogni produttore di gestire anche i rifiuti prodotti SENZA che questi possano essere scaricati alla comunità!
    Ma dovrebbe valere per TUTTO! Gli imballaggi ad es. dovrebbero essere "scaricabili" nel cortile dell'azienda che li ha prodotti, con addebito dell'eventuale trasporto. In questo modo prodotti localizzati, costruiti magari su licenza da macchine automatizzate, avrebbero un vantaggio competitivo notevole.
    Questa visione è magari un pò drastica (o forse solo troppo in anticipo sulla realtà), ma un abbozzo del genere comincia a vedersi nei paesi avanzati con consorzi di recupero e riciclo o costi di riciclo già caricati sul prezzo di vendita.
    Oltre all'ovvio vantaggio ecologico questo sistema è facile comprendere che determina nuovi settori occupazionali, non parassitari, ma necessari a coprire bisogni che una volta non esistevano!
    Ultima modifica di BrightingEyes; 31-05-2016 a 09:34

  19. #239
    mgc
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    Zagami,ma perché non la pianti di sostenere un punto di vista stalinista e di economia particolare e centralizzata? Da centinaia di anni la burocrazia e' serbatoio di voti e clientelismo e, questa struttura, c'è la godremo per molti anni ancora. Almeno un poco di sano realismo e di ragionamento autonomo e non il riportare idee altrui, fedelmente.
    Je suis Charlie e amo mamma e papà.

  20. #240
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    Beato te che ti accontenti di cosi poco ...
    Dante: "Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza ".


 

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