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  1. #1
    stranger
    Ospite

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    Il tungsteno puro non si trova in natura, ma è possibile travare la wolframite che è un insieme di minerali che contengono ossidi ti tungsteno legati ad altri elementi.

    In natura il tungsteno esiste ma è ossidato.

    Esistono impianti metallurgici appositi per estrarre l'ossigeno dall'ossido di tungsteno e produrre quindi il tungsteno puro.
    Ovviamente: per estrarre l'ossigeno dall'ossido occorre compiere un lavoro non indifferente, per capire il lavoro che si dovrebbe compiere è possibile fare una analogia con l'acqua nella quale vogliamo estrarre l'ossigeno e ricavare idrogeno puro, bisogna compiere un lavoro e nel caso dell'elettrolisi questo lavoro è molto grande.

    E' possibile rubare energia a quella azienda che aveva prodotto il tungsteno, facendo il processo chimico inverso che aveva fatto l'azienda, quindi possiamo ricavare energia sotto forma di calore semplicemente ossidando il tungsteno.
    Però l'ossidazione del tungsteno è molto lenta, occorre un catalizzatore che ne acceleri il processo, oppure occorre un processo fisico.
    E' possibile accelerare l'ossidazione del tungsteno scaldandolo fino a 3000 gradi celsius mediante per esempio l'effetto joule, cioè facciamo passare un forte corrente elettrica nel tungsteno, questo riscalda fino a raggiungere i 3000 gradi, occorre anche la presenza di ossigeno quindi il tungsteno incandescente deve essere immerso nell'aria o nell'acqua.
    Raggiungendo i 3000 gradi succede che l'ossidazione diventa veloce, e diventando veloce emette maggiore calore.
    Quindi abbiamo nel tungsteno 2 fonti di calore: il calore per effetto joule e il calore causato dalla rapida ossidazione.
    Il calore causato dall'ossidazione permette di raggiungere in un tempo minore la temperatura di incandescenza, questo mi permette di diminuire la corrente quindi mi permette di diminuire l'effetto joule.


    Dopo che le scorie di tungsteno sono completamente ossidate, io potrei recuperare di nuovo il tungsteno puro, ma dovrei eseguire lo stesso procedimento che esegue l'azienda che lo produce.

    Teoricamente, il tungsteno può essere ossidato e deossidato innumerevoli volte, quindi il tungsteno mi permette di accumulare energia e quindi è un vettore a tutti gli effetti.
    :D

  2. #2
    Seguace
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    307

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    1) Perché proprio il tungsteno
    2) L'energia richiesta per l'ossidazione è maggiore di quella rilasciata
    3) Il tungsteno è abbastanza raro in natura e costa molto

  3. #3
    stranger
    Ospite

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    CITAZIONE
    Perchè proprio il tungsteno ?

    Mah...
    a dire la verità io non sono tanto esperto di tungsteno.


    Prova a domandare a quelle persone che frequentano questa sezione.
    link sezione

    Loro sicuro sanno risponderti perchè fanno prove sperimentali tutti i giorni e spendono soldi a comprare barre di tungsteno.




    .

  4. #4
    randagio73
    Ospite

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    CITAZIONE (stranger @ 21/11/2007, 15:55)
    Il tungsteno puro non si trova in natura, ma è possibile travare la wolframite che è un insieme di minerali che contengono ossidi ti tungsteno legati ad altri elementi.

    In natura il tungsteno esiste ma è ossidato.

    Esistono impianti metallurgici appositi per estrarre l'ossigeno dall'ossido di tungsteno e produrre quindi il tungsteno puro.
    Ovviamente: per estrarre l'ossigeno dall'ossido occorre compiere un lavoro non indifferente, per capire il lavoro che si dovrebbe compiere è possibile fare una analogia con l'acqua nella quale vogliamo estrarre l'ossigeno e ricavare idrogeno puro, bisogna compiere un lavoro e nel caso dell'elettrolisi questo lavoro è molto grande.

    E' possibile rubare energia a quella azienda che aveva prodotto il tungsteno, facendo il processo chimico inverso che aveva fatto l'azienda, quindi possiamo ricavare energia sotto forma di calore semplicemente ossidando il tungsteno.
    Però l'ossidazione del tungsteno è molto lenta, occorre un catalizzatore che ne acceleri il processo, oppure occorre un processo fisico.
    E' possibile accelerare l'ossidazione del tungsteno scaldandolo fino a 3000 gradi celsius mediante per esempio l'effetto joule, cioè facciamo passare un forte corrente elettrica nel tungsteno, questo riscalda fino a raggiungere i 3000 gradi, occorre anche la presenza di ossigeno quindi il tungsteno incandescente deve essere immerso nell'aria o nell'acqua.
    Raggiungendo i 3000 gradi succede che l'ossidazione diventa veloce, e diventando veloce emette maggiore calore.
    Quindi abbiamo nel tungsteno 2 fonti di calore: il calore per effetto joule e il calore causato dalla rapida ossidazione.
    Il calore causato dall'ossidazione permette di raggiungere in un tempo minore la temperatura di incandescenza, questo mi permette di diminuire la corrente quindi mi permette di diminuire l'effetto joule.


    Dopo che le scorie di tungsteno sono completamente ossidate, io potrei recuperare di nuovo il tungsteno puro, ma dovrei eseguire lo stesso procedimento che esegue l'azienda che lo produce.

    Teoricamente, il tungsteno può essere ossidato e deossidato innumerevoli volte, quindi il tungsteno mi permette di accumulare energia e quindi è un vettore a tutti gli effetti.
    :D

    certo possiamo recuperare parte dell' energia che l' industria ha speso per deossidare il tungsteno ossidandolo (volgarmente "bruciandolo" ) ( anche se noi poi paghiamo il prezzo all'' enel.. ed il prezzo del fiammifero è abbastanza alto..
    il calore dell' ossidazione del tungsteno si somma a quello dell' effetto joule e questo aumenta la sua emissione di elettroni che vanno a scontrarsi con i gli ioni h+ (protoni) nella nostra celletta elettrolitica(scusa vado fuori tema..
    Non solo ma l' ossdo dovrebbe diminuire anche la corrente circolante perchè fa da dielettrico
    una volta ossidato dobbiamo spendere energia per ottenere il tungsteno puro che noi avevamo quando lo abbiamo acquistato ..sempre con le perdite immancabili
    Si teoricamente hai ragione il tungsteno è un vettore energetico come tutti gli elementi che si ossidano
    però nel nostro caso il catalizzatore è poco conveniente...
    Nei nostri vasetti vi è un eccesso di energia misurato da me e da altri che non si spiega con l' effetto joule e con l' ossidazione ma probabilmente questi fenomeni aiutano
    ciao

  5. #5
    randagio73
    Ospite

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    CITAZIONE (stranger @ 21/11/2007, 19:15)
    CITAZIONE
    Perchè proprio il tungsteno ?

    Mah...
    a dire la verità io non sono tanto esperto di tungsteno.


    Prova a domandare a quelle persone che frequentano questa sezione.
    link sezione

    Loro sicuro sanno risponderti perchè fanno prove sperimentali tutti i giorni e spendono soldi a comprare barre di tungsteno.




    .

    secondo te cosa avviene quando protoni ed elettroni si prendono a capocciate??

  6. #6
    stranger
    Ospite

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    CITAZIONE (randagio73 @ 21/11/2007, 20:11)
    secondo te cosa avviene quando protoni ed elettroni si prendono a capocciate??

    Difficile dire...
    Io credo che non si prendono neanche a capocciate, nonostante la diversa carica...

    Il neutrone è più pesante del protone ed eletrone messi insieme, per cui la collisone p+e deve essere abbastanza energetica da fare quandrare i conti, altrimenti rimangono separati.
    Non è la diversa carica elettrica a tenerli separati, ma è la legge della conservazione dell'energia.

    massa del protone938272310,00 ev
    massa dell'elettrone510999,06 ev
    massa del neutrone939565630,00 ev
    p+e938783309,06 ev
    n-(p+e)782320,94 ev


    780 Kev sono tanti, non credo che in una banale cella elettrolitica si possa fare.

    Forse con un acceleratore da tavolo da 2,5 Mev...





    .

  7. #7
    Seguace
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    287

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    dera genco,


    proverò a rispondere a alcuni dubbi...

    1-perchèil W?o tungsteno....

    penso ti riferisca alle prove di ff che abbiamo postato nella sezione ff....

    beh, ti devo dire che i fenomeni di ff avvengono con tanti altri tipi di elettrodo...
    abbiamo provato di tutto,,,titanio,ferro, nikel, rame,alluminio...acciaio... leghe varie...
    e con tutti i metalli si ottiene sempre lo strano plasma, o glow plasma...

    abbiamo provato pure non metalli, e con ad es ... grafite o silicio abbiamo sempre questo strano fenomeno....
    basta che conducano....
    raggiunti limiti vari di saturazione della soluzione, e voltaggi attorno ai 250 V , fino al max di 330 V che raggiunge il variac di remond...
    sempre si accende rapidamente il plasma, a normali temperature ambienti....

    ora il tung ci permette di effettuare esperimenti più controllabili, più lunghi nel tempo,
    e ci permette osservazioni più precise dei comportamenti della soluzione...
    gli altri hanno delle distruzioni così violente e rapide da non permetterci facili misure...
    quindi in realtà non possiamo neanche dire se ad es il ferro, ha cop maggiori che il tung...

    la maggior controllabilità delle reazioni, ci ha permesso di effettuare misure migliori anche nelle trasmutazioni.....

    è solo questo il motivo.....non per rese energetiche migliori che non conosciamo sinceramente...
    forse qualcuno pensa di utilizzare la ff come scaldabagno...in questo caso il W è quello che semplicemente ha maggiori resistenze all'usura...
    2--elettroni e protoni...
    beh, per far collidere neutroni e protoni,occorrono molti Gev....ottenibili in LHC ad es...
    e nel caso di collisioni-fusioni...
    beh, abbiamo bellissimi jet di mesoni vari....rarissimo che ,per reazioni secondarie si produca un neutrone.....
    per produrre neutroni ,dalla cattura di un elettrone,...
    beh...dobbiamo andare nelle stelle di neutroni...
    dove ,per enormi compressioni gravitazionali, siamo sempre a moltissimi Gev...
    un elettrone può essere catturato da un protone presente in un nucleo a peso atomico elevato...oltre il ferro....
    e trasformarsi in neutrone, con trasmutazioni varie.....
    quindi i 780 Kev ipotizzati, che fra l'altro non esistono neppure nella ff, non sono neppure minimamente sufficienti per indurre
    questo tipo di reazione....





 

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