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Discussione: Il gas di brown: Qui tutte le domande e dubbi

  1. #101
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    CITAZIONE (ElettroRik @ 12/12/2005, 18:23)
    http://www.phact.org/e/bgas.htm


    E qui c'è chi smentisce tutto.....

    Innanzitutto faccio un complimento ad elettrorik: è quello che trova i link migliori.

    In pratica questo gas di brown ( che era un millantatore... e sinceramente non ho capito cosa avrebbe mai inventato...visto che l'elettrolisi la si conosce da mo') non è altro che acqua "elettrolizzata"(OOOOHHHH... ohmy.gif )


    I prodotti ricavati (h2+o) , anche se miscelati sono relativamente stabili sinche non si accendono (OOOOHHHH... ohmy.gif )

    MA se lo stoccaggio di gas subisce una scintilla , o un cambiamento di percentuale di O2 ESPLODE (OOOOHHHH... ohmy.gif )

    Applicazioni:

    1)per alimentare un motore d'auto . Una chiavica:
    L'energia necessaria deve essere caricata su delle batterie, si fa l'elettrolisi con l'acqua, e si brucia tutto in un motore a scoppio. Con una resa se va bene del 30%

    Con una frazione dei componenti, usando un motore elettrico, la stessa corrente avrebbe una resa dell' 85%. wink.gif

    Qui c'è ancora in giro chi crede che con PARTE della corrente dell' alternatore, fa l'elettrolisi, alimenta il motore con il gas prodotto , ricicla il vapore di scarico va in giro a gratis all' infinito e non deve manco rabboccare l'acqua... non funziona propio così... biggrin.gif

    oppure si stoccano enormi quantità di gas pericoloso ... costosissimo da fare comunque (l'elettricità anche a casa non è mica gratis...)

    Solo dei sommergibilisti militari cinesi sono abbastanza sacrificabili da metterli su un mezzo a GDB stoccato.... ph34r.gif e solo in un sommergibile cinese la resa del processo è trascurabile rispetto all' autonomia fornita.
    NB! COMUNQUE in proporzione ad un idrocarburo, la resa calorica in proporzione al volume e peso del serbatoio è COMUNQUE una chiavica... ma in un sommergibile peso e volume sono secondari,(i serbatoi prenderebbero comunque posto e peso degli enormi accumulatori per la navigazione subaquea) per contro il grosso vantaggio TATTICO del GDB credo sia che posso far andare un vecchio motore diesel sotto quota periscopica (leggi: senza aria) e senza gas di scarico a lungo... QUASI come un nucleare, ma con una tecnologia molto più "povera". rolleyes.gif
    Ma poi sarà vero che i cinesi lo usano nei sommergibili? bah... chi lo sa... per alimentare un sommergibile un mese una centrale elettrica deve lavorare tre... e una fabbrica deve fare l'elettrolisi e stoccare il prodotto... in compenso non devo convertire la flotta dei sommergibili in nucleare, ma solo cambiare le batterie quando si consumano con delle bombole.

    2) da mettere in una caldaia: follia... biggrin.gif tanto fa mettere economici radiatori elettrici !!! a meno che non rubiate la corrente all' enel...ma anche in quel caso vi convengono i radiatori elettrici!!!

    3)un vantaggio del gas (chiamiamolo di brown oramai...tanto per definizione ) è che funge bene in un cannello per saldare.

    Ma le avete viste le saldatrici americane a G.D.B. ? sono ENORMI! e consumeranno quantità di corrente invereconde!!! blink.gif Probabilmente hanno senso solo in impianti industriali in mezzo al deserto, dove ho a disposizione energia a volontà, (poca) acqua e in compenso devo fare 2000 miglia per farmi ricaricare le bombole di acetilene e ossigeno... in compenso una normale saldatrice elettrica ad arco voltaico per alcuni usi non è adatta-sufficente.

    Questo è perchè per usi "normalmente" professionali dove non c'è problema di farsi ricaricare le bombole di gas si usa ossiacetilene , mentre per uso hobbystico basta e avanza la saldatrice elettrica del brico...

    Edited by marcomato - 4/1/2006, 20:04

  2. #102
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    CITAZIONE (marcomato @ 4/1/2006, 19:32)
    CITAZIONE (ElettroRik @ 12/12/2005, 18:23)
    http://www.phact.org/e/bgas.htm


    E qui c'è chi smentisce tutto.....

    Innanzitutto faccio un complimento ad elettrorik: è quello che trova i link migliori.

    In pratica questo gas di brown ( che era un millantatore... e sinceramente non ho capito cosa avrebbe mai inventato...visto che l'elettrolisi la si conosce da mo') non è altro che acqua "elettrolizzata"(OOOOHHHH... ohmy.gif )


    I prodotti ricavati (h2+o) , anche se miscelati sono relativamente stabili sinche non si accendono (OOOOHHHH... ohmy.gif )

    MA se lo stoccaggio di gas subisce una scintilla , o un cambiamento di percentuale di O2 ESPLODE (OOOOHHHH... ohmy.gif )

    Applicazioni:

    1)per alimentare un motore d'auto . Una chiavica:
    L'energia necessaria deve essere caricata su delle batterie, si fa l'elettrolisi con l'acqua, e si brucia tutto in un motore a scoppio. Con una resa se va bene del 30%

    Con una frazione dei componenti, usando un motore elettrico, la stessa corrente avrebbe una resa dell' 85%. wink.gif

    Qui c'è ancora in giro chi crede che con PARTE della corrente dell' alternatore, fa l'elettrolisi, alimenta il motore con il gas prodotto , ricicla il vapore di scarico va in giro a gratis all' infinito e non deve manco rabboccare l'acqua... non funziona propio così... biggrin.gif

    oppure si stoccano enormi quantità di gas pericoloso ... costosissimo da fare comunque (l'elettricità anche a casa non è mica gratis...)

    Solo dei sommergibilisti militari cinesi sono abbastanza sacrificabili da metterli su un mezzo a GDB stoccato.... ph34r.gif e solo in un sommergibile cinese la resa del processo è trascurabile rispetto all' autonomia fornita.
    NB! COMUNQUE in proporzione ad un idrocarburo, la resa calorica in proporzione al volume e peso del serbatoio è COMUNQUE una chiavica... ma in un sommergibile peso e volume sono secondari,(i serbatoi prenderebbero comunque posto e peso degli enormi accumulatori per la navigazione subaquea) per contro il grosso vantaggio TATTICO del GDB credo sia che posso far andare un vecchio motore diesel sotto quota periscopica (leggi: senza aria) e senza gas di scarico a lungo... QUASI come un nucleare, ma con una tecnologia molto più "povera". rolleyes.gif
    Ma poi sarà vero che i cinesi lo usano nei sommergibili? bah... chi lo sa... per alimentare un sommergibile un mese una centrale elettrica deve lavorare tre... e una fabbrica deve fare l'elettrolisi e stoccare il prodotto... in compenso non devo convertire la flotta dei sommergibili in nucleare, ma solo cambiare le batterie quando si consumano con delle bombole.

    2) da mettere in una caldaia: follia... biggrin.gif tanto fa mettere economici radiatori elettrici !!! a meno che non rubiate la corrente all' enel...ma anche in quel caso vi convengono i radiatori elettrici!!!

    3)un vantaggio del gas (chiamiamolo di brown oramai...tanto per definizione ) è che funge bene in un cannello per saldare.

    Ma le avete viste le saldatrici americane a G.D.B. ? sono ENORMI! e consumeranno quantità di corrente invereconde!!! blink.gif Probabilmente hanno senso solo in impianti industriali in mezzo al deserto, dove ho a disposizione energia a volontà, (poca) acqua e in compenso devo fare 2000 miglia per farmi ricaricare le bombole di acetilene e ossigeno... in compenso una normale saldatrice elettrica ad arco voltaico per alcuni usi non è adatta-sufficente.

    Questo è perchè per usi "normalmente" professionali dove non c'è problema di farsi ricaricare le bombole di gas si usa ossiacetilene , mentre per uso hobbystico basta e avanza la saldatrice elettrica del brico...

    da nessuna parte abbiamo sostenuto che il brown gas e' adatto ai motori a combustione interna...

    e tutti i progetti ed esperimenti proposti e sostenuti da noi vedono il brown gas come un "tool" per la saldatura...

    da quello che dici mi sembra proprio che non hai mai visto quanto e' scomodo un saldatore con bombole per un autonomia accettabile... e infatti dici tu stesso che le saldatrici brown gas sono gigantesche confronto a quuelle ad acetilene...

    per utenze hobbistiche la saldatrrice elettrica non basta... non ho mai visto nessuno riparare un tubo d'acqua con una saldatrice ad arco o una per saldare i fili tra loro...

    in oltre la mia utenza e' obbistica e guarda caso avendo la saldatrice elettrica non mi e' bastata...

    altra cosa il brown gas al momento e' un tool utile soprattutto agli sperimentatori poiche' avendo un attrezzo tipo water torc ci fai tutto!! ci saldi ci tagli e ci riduci i metalli ossidati...



    Edited by ag_smith - 5/1/2006, 21:23

  3. #103
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    Un saluto a tutti smile.gif , un contributo alla discussione . Volevo farvi vedere questo semplicissimo sistema per produrre un "elettrolizzatore" a tensione pulsante ( sembra aumenti l'efficienza fino al 170% ) a frequenza variabile , inoltre la particolare geometria degli elettrodi .

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    Edited by kalos66 - 5/1/2006, 09:34

  4. #104
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    CITAZIONE (kalos66 @ 5/1/2006, 09:32)
    Un saluto a tutti smile.gif , un contributo alla discussione .  Volevo farvi vedere questo semplicissimo sistema per produrre un "elettrolizzatore" a tensione pulsante ( sembra aumenti l'efficienza fino al 170% ) a frequenza variabile , inoltre la particolare geometria degli elettrodi .

    Kalos, ancora complimenti. Ti segnalo un errorino nel link dell'immagine degli elettrodi... Potresti indicare il sito da cui provengono?

    Volevo intervenire perchè questa cosa che ci ha segnalato Kaloss (tanto per cambiare, he, he), è molto interessante.
    Sarebbe ancora più interessante che qualcun altro si mettesse a fare test di rendimento elettrolitico, usando però non lo schema qui indicato da Kalos66 (che, seppure già valido potrebbe avere ampi margini di miglioramento), ma questo qui: http://www.forumcommunity.net/?t=2323336&s...5#entry31175466
    Il vantaggio è che questo è regolabile sia in frequenza che in Duty-Cycle, quindi potrebbe migliorare ancora il rendimento. Inoltre il sistema 'finale di potenza' è molto più robusto, e potrebbe tranquillamente reggere decine di elettrodi 'a grappolo' sfruttando bene l'idea di base che si vede nella foto, con 2 tubi inseriti uno nell'altro e fissati con i 3 distanziali.
    La tensione continua dello stadio finale può essere molto più bassa di quanto indicato nello schema, anche solo 15-20Volt. In quel caso si potranno anche scegliere dei mosfet più adatti, come IRF540 o IRFZ34, che erogheranno ancora più Ampere (anche oltre 100A) purchè si resti sotto i 50V di alimentazione Vpwr.

    Chi si cimenta?

    Edited by ElettroRik - 5/1/2006, 10:32

  5. #105
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    ciao kalos e gli altri amici,

    non ho grandi competenze con l'elettronica, il sistema da te proposto che genere di tensione pulsante produce (ampere e volts) ?

    volevo poi chiedere, l'efficacia dell'elettrolisi dipende da quale parametro ? dai volts o dagli ampere ?

    è lecito pensare, riguardo all'elettrolisi ad impulso, di poter elettrolizzare una goccia d'acqua con un solo impulso, istantaneamente ? secondo voi che intensità dovrebbe avere l'impulso ?

  6. #106
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    CITAZIONE (akqua @ 5/1/2006, 10:35)
    ciao kalos e gli altri amici,

    non ho grandi competenze con l'elettronica, il sistema da te proposto che genere di tensione pulsante produce  (ampere e volts) ?

    volevo poi chiedere, l'efficacia dell'elettrolisi dipende da  quale parametro ? dai volts o dagli ampere ?

    è lecito pensare, riguardo all'elettrolisi ad impulso, di poter elettrolizzare  una goccia d'acqua con un solo impulso, istantaneamente ? secondo voi che intensità dovrebbe avere l'impulso ?

    Ammazzaquantoseibbrutto!!! tongue.gif

    Scherzi a parte,mi sa che devi mettere parecchio ordine nelle tue idee.
    Ciò che dissocia l'acqua è l'energia, ovvero Potenza per Tempo applicato, ovvero ancora, Tensione x Corrente x Tempo.

    In un sistema impulsivo però non ha molto senso parlare di Ampere o di Volt, non trovi? E' come voler fare la fotografia a un oggetto in rapido movimento incostante...
    Quello che puoi calcolare è il valore medio, sia di V che di I, che ti danno la potenza media impiegata. Quella la puoi moltiplicare per il tempo (che per fortuna scorre in manuera lineare).

    Il fatto è che, un sistema alimentato a 15volt che assorbe 1 Ampere richiederà 15 Watt di potenza applicata e produrrà X grammi di H2 / O2 dissociati al secondo.
    E' però possibile che se gli stessi 15Watt li applichi con impulsi da 150V (che fanno assorbire 10A) quindi con impulsi da 150Watt al 10% (ad intervalli regolari da 1/10 di secondo ON intervallati da 9/10 di OFF), tornando quindi a 150 x 10% = 15Watt, la quantità di H2 e di O2 sia superiore. Da qui il maggior rendimento a parità di energia elettrica immessa.

    La risposta alla goccia dovresti quindi trovarla da solo: è impossibile rispondere se non dai una misura reale a quello che tu chiami 'istante'.

    Edited by ElettroRik - 5/1/2006, 11:08

  7. #107
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    Allora Elettrorik , secondo me in Italia siamo ancora all'abc per quanto riguarda questo tipo di sperimentazione di ricerca "alternativa " , al contrario siamo fra i migliori per quanto riguarda la FF e simil . I link che mi hai chiesto :

    http://www.icubenetwork.com/files/watercar...ommercial/dave/
    interessanti i video wink.gif .

    http://www.icubenetwork.com/files/watercar...non-commercial/

    guardati la directory di Daniel Dingel un anziano filippino con la sua macchina ad acqua ( interessante la produzione di idrogeno da acqua di "rubinetto" senza elettrolita utilizzando l'alta tensione . Potrebbe essere una bufala ma si potrebbe provare .

    http://www.icubenetwork.com/forum/viewtopi...48d48eef69ecd60

    un 3d specifico .........

    il forum ...
    http://www.icubenetwork.com/forum/index.php?c=4

    un altro forum

    http://groups.yahoo.com/group/egaspower/


    il sito ufficiale del defunto genio Stanley Meyer

    http://www.stanleymeyer.com


    Direi che ci sono due cose necessarie per la produzione di idrogeno/ossigeno ad alta efficienza wink.gif impulsi modulati ad alta frequenza e alta tensione ( questa probabilmente e la cosa più importante a mio parere ) e anche la forma degli elettrodi wink.gif ancora vortici smile.gif
    user posted image

    ps : ancora aspetto un tuo schema per pilotare il mio QM400HA-H con driver e isolamento ottico per sperimentare con in generatore di segnali . biggrin.gif biggrin.gif biggrin.gif mi scoccia studiarmi 2000 pagine di manuale di multisim biggrin.gif biggrin.gif

    Edited by kalos66 - 5/1/2006, 13:11

  8. #108
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    mmm.. immaginavo che le cose erano un pò complicate..

    la mia domanda era solo per comprendere, a grandi linee, l'entità delle potenze in gioco...visto che non ho ancora sperimentato di persona,,(è vero, l'elettrolisi è alla portata di tutti ed è ormai passato un sacco di tempo da quando giocavo con la pila 9v ed un bicchiere di acqua salata...ma la mia domanda si riferiva a qualcosa di mooolto + potente di un asemplice piletta..)

    Per istante intendevo un tempo relativamente breve, tipo 0.25 secondi circa.

    non sono così brutto !!



  9. #109
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    ERRATA CORRETTA: wink.gif


    Visto che dai vari link segnalati da tutti voi, che mi sono letto tutti con calma, e di cui mi sono "permesso" di fare un sintetico riassunto, ho desunto che lo stoccaggio dei prodotti dell' elettrolisi miscelati è poco pratico e sicuro, non conviene separare O e H raccogliendoli sora gli elettrodi ed eventualmente immagazzinarli a parte?

    Se devono alimentare un cannello, li si ricombina in prossimità dello stesso ( e visto che le sopracitate saldatrici hanno 2 tubi...credo facciano propio così... ) mentre se magari voglio usare l'idrogeno (prodotto magari con energia solare) come combustibile altrove, lo posso comprimere in una bombola... senza comburente all' interno credo sia molto più sicuro. unsure.gif

    Edited by marcomato - 6/1/2006, 12:11

  10. #110
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    CITAZIONE
    Visto che dai vari link segnalati da tutti voi, che mi sono letto tutti con calma, e di cui mi sono "permesso" di fare un sintetico riassunto, ho desunto che lo stoccaggio dei prodotti dell' elettrolisi miscelati è poco pratico e sicuro, non conviene separare O e H raccogliendoli sora gli elettrodi ed eventualmente immagazzinarli a parte?


    i prodotti non vengono stoccati ma direttamente bruciati separarli sopra gli elettrodi e' quasi impossibile perche' gli elettrodi sono tantissimi e sono vicinissimi tra loro

    CITAZIONE

    Se devono alimentare un cannello, li si ricombina in prossimità dello stesso ( e visto che le sopracitate saldatrici hanno 2 tubi...credo facciano propio così... )


    no non fanno cosi' altrimenti non potrebbero esattamente rispettare il rapporto stechiometrico fondamentale per il brown gas la differenza tra 2H2+O2 e brown gas e' proprio questa

    il secondo tubo serve per immettere ossigeno in eccesso per tagliare oppure idrogeno in eccesso per ridurre un pezzo arrugginito

    l'ossigeno e l'idrogeno in eccesso sono separati tramite un apposito congegno magnetico che ho postato in precedenza

    CITAZIONE
    mentre se magari voglio usare l'idrogeno (prodotto magari con energia solare) come combustibile altrove, lo posso comprimere in una bombola... senza comburente all' interno credo sia molto più sicuro.

    ssi per stoccare ad alta pressione e' molto meglio cosi' purtroppo poi e' impossibile ricreare l'esatto rapporto stechiometrico e quindi perdi i benefici rispetto al normale idrogeno

    salutoni!!

  11. #111
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    Grazie Ag... questa si che è una risposta.

    In pratica la caratteristica di questo gas sta solo nel ricreare la combustione in proporzioni esatte, cosa che non accade bruciando H con O o H con aria.

    Quindi il fatto che lo Space Shuttle abbia i serbatoi separati, è dovuto al fatto che vista l'immane quantita di energia che deve immagazzinare, non potrebbe stivare abbastanza combustibile in forma di B.G. ?

  12. #112
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    CITAZIONE (marcomato @ 6/1/2006, 12:18)
    Grazie Ag...  questa si che è una risposta.

    In pratica la caratteristica di questo gas sta solo nel ricreare la combustione in proporzioni esatte, cosa che non accade bruciando H con O o H con aria.

    Quindi il fatto che lo Space Shuttle abbia i serbatoi separati, è dovuto al fatto che vista l'immane quantita di energia che deve immagazzinare, non potrebbe stivare abbastanza combustibile in forma di B.G.  ?

    si esattamente

    in oltre penso che nello space shuttle non interessa raggiungere 5933.15°K ma interessa soprattutto l'aumento di volume dopo la combustione per avere spinta in avanti anfatti ultimamente usano la nitrazina che e' un composto di idrogeno e azoto tra l'altro inquinantissimo che a quanto pare dopo la combustione aumenta di volume molto di piu' dell'idrogeno...

    in oltre il brown gas per avere i suoi pieni effetti ha bisogno di un arco elettrico( una scintilla continua tipo un fulmine in miniatura( facilissimo da realizzare... ) ) sempre acceso in modo che h2 e 02 si scindano in 20 e 2h e ricombinandosi sia molecolarmente sia chimicamente cedono una gran quantita' di calore che permette il raggiungimento delle altissime temperature ( il doppio della fiamma ossiacetilenica... ) !!!



    Edited by ag_smith - 6/1/2006, 12:40



    CITAZIONE (kalos66 @ 5/1/2006, 09:32)
    Un saluto a tutti smile.gif , un contributo alla discussione . Volevo farvi vedere questo semplicissimo sistema per produrre un "elettrolizzatore" a tensione pulsante ( sembra aumenti l'efficienza fino al 170% ) a frequenza variabile , inoltre la particolare geometria degli elettrodi .

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    io metterei un tubo dentro l'altro in modo da poter usare voltaggi piu' alti e amperaggi piu' bassi...
    tuttavia usando questi tubi gli elettrodi non hanno tutti la stessa superfice quindi alla fine il tubo grosso rende quanto quello piccolo...

  13. #113
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    QUOTE (ag_smith @ 6/1/2006, 12:42)
    io metterei un tubo dentro l'altro in modo da poter usare voltaggi piu' alti e amperaggi piu' bassi...
    tuttavia usando questi tubi gli elettrodi non hanno tutti la stessa superfice quindi alla fine il tubo grosso rende quanto quello piccolo...

    Ciao , probabilmente se consideriamo l'effetto capacitivo del sistema hai ragione tu , ma noi stiamo parlando di elettrolisi in condizioni particolari , quindi non sono sicuro che la leggera differenza di superfice possa inficiare il rendimento della cella . tra l'altro la particolare geometria si presterebbe a fenomeni particolari di arricchimento degli elettroni liberi nell'elettrolita che avrebbero un movimento vorticoso . In ogni caso occorrerebbe sperimentare entrambi le soluzioni geometriche usando gli stessi parametri di alimentazione ,elettrolita e materiali degli elettrodi immersi . La forma cilindrica favorirebbe a uqnto pare un aumento di efficienza dovuta ad effetti di risonanza delle molecole in particolare frequenza . Ovviamente per quello che ho letto sui siti internet di chi si dedica a questo tipo di ricerca sperimentale .
    Spero a breve di poter sperimentare qualcosa io smile.gif .

    Un saluto a tutti biggrin.gif

    Edited by kalos66 - 7/1/2006, 14:24

  14. #114
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    la differenza e' poca tra il primo e il secondo ma tra il primo e l'ultimo( magari i tubi sono 10... ) la differenza e' tanta e quindi formando i tubi una serie il rendimento e' lo stesso...

  15. #115
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    QUOTE (ag_smith @ 16/1/2006, 14:29)
    we che succede appena mi allontano io si spegne tutto??

    cmq una configurazione coi tubi va bene in parallelo ma perdi i vantaggi di poter usare voltaggi non troppo bassi e quindi devi usare alti amperaggi!!! che sono scomodissimi!!

    Ciao, l'obbiettivo è quello di ottenere un sistema ad alto rendimento .... , tensioni e correnti basse rapportate al gas prodotto . In realtà da Meyer ai sperimentatori australiani ( quelli più avanti rispetto ad altri ) e americani , l'alimentazione della cella viene fatta con tensione impulsiva modulata in ampiezza a frequenze dai 10Khz ai 40Khz ( dipende dalla frequenza di risonanza della cella ) e ad alta tensione tra i 200V ai 1500V.
    Ovviamente visto che non ho fatto una sperimentazione in prima persona riporto solamente quello che leggo nei forum "stranieri" e in documentazioni varie .
    Non credo che la semplice elettrolisi con placche in acciaio e alimentazione in CC sia la soluzione ideale per la produzione del gas , un utilizzo "serio" prevederebbe la produzione "on demand" di quantità tali da potersi utilizzare come carburante , immaginate una macchina a vapore alimentata con gas di brown wink.gif , non ho scritto macchina a combustine interna per i notevoli problemi di carburazione e erosione dei metalli da parte del gas wacko.gif .
    Un saluto a tutti . tongue.gif

  16. #116
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    CITAZIONE (kalos66 @ 5/1/2006, 10:32)
    Volevo farvi vedere questo semplicissimo sistema per produrre un "elettrolizzatore" a tensione pulsante ( sembra aumenti l'efficienza fino al 170% ) a frequenza variabile , inoltre la particolare geometria degli elettrodi .

    Tornando a casa da fare il mixerista (mi pago università, vizi e virtù così) stanotte ho avuto un'idea:
    il PWM. pulse width modulation. bingo fuel generato da PWM con dutycicle molto basso. Entro qui e vedo che in fondo non era una stupidata clossale. e di già, perchè non centrare la frequenza del PWM intorno ai famosi 25 e 60kHz di cui si parla spesso quando entra in gioco la sonoluminescenza?
    riguardo il dato, credo aumenti del 170%, non fino al 170%.
    Riguardo la generazione ON DEMAND, il PWM è nato proprio come modulazione di potenza, basta aumentare il dutycicle..

    Edited by zintolo - 30/9/2006, 04:03

  17. #117
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    Ciao a tutti, sono nuovo del forum.
    Da un pò mi sto cimentando anche io alla creazione del brown gas per la realizzazione di una saldatrice.
    Volevo sapere se qualcuno di voi a concluso la realizzazione della cella.
    inoltre ho visto qualche post fa che parlavate della relativa implosione/esplosione e volevo sapere se qualcuno di voi ha verificato se si tratta dell'una o dell'altra. per la scintillazione e la relativa implosione/esplosione che usate? per la realizzazione della saldatrice devo prima realizzare l'esplosione/implosione o posso direttamente utilizzare il gas dell'elettrolisi?
    Grazie a tutti!


    P.S.: Dimenticavo, l'acciaio aisi 316 che ho utilizzato l'ho acquistato al brico come filo in matassina(monofilo da 0,6 mm), penso possa essere + pratico per la realizzazione degli elettrodi.
    Per il momento a parte far esplodere le camere di elettrolisi non ho fatto molto :-) , cmq ho acquistato delle valvole di non ritorno per acquari per evitare i ritorni di fiamma che proverò prossimamente.
    per il momento uso il tutto in corrente continua, voglio fare qualche verifica sul gas, prima di fare l'alimentatore, per una produzione intensiva.

  18. #118
    Ospite

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    Ecco le foto di quello che uso per fare le prove, spero mi diate qualche dritta e che mi togliate i dubbi che vi avevo scritto prima. (alt + q)

    http://minmax.altervista.org/camera_elettrolisi.html


  19. #119
    Ospite

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    Ultima news, su uno dei link da voi segnalato, dice che il gas di brown prima esplode e poi implode.... ho l'impressione che tutti dicano cose diverse, ho qualche dubbio che siano tutte sciocchezze, vorrei qualche vostro commento per mettere una pietra sopra sul funzionamento e metodologie di tutto l'ambaradan

  20. #120
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    Scusate ma il filippino se non schersa ha replicato la cella di meyer o sbaglio comunque e' impressionante la quantita' prodotta

  21. #121
    Ospite

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    Ho notato, che lasciando lavorare la cella , va aumentando nel tempo la temperatura dell'acqua e la corrente utilizzata (prove su elettrolisi di 10 ore), penso sia dovuto al fatto che diminuendo l'h2o la la soluzione diventi più concentrata.
    La chiamo soluzione, poichè uso acqua di rubinetto e quindi dovrei avere h2o + sali vari disciolti naturalmente.
    che ne pensate?

    p.s.: mi sono fissato che gli elettrodi abbiano un redimento migliore nella configurazione di 2 fili avvolti a pochi millimetri sullo stesso supporto.
    Intendo migliore rispetto a 2 piastre a pochi millimetri tra loro.

  22. #122
    Ospite

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    confermo che la geometria degli elettrodi è molto importante per il rendimento della cella, non necessariamente a fili avvolti.
    devo purtroppo dire che gli elettrodi in accicaio aisi 316, si corrodono piuttosto in fretta :-(
    qualcuno di voi ha provato con il titanio? che ne pensate?

    Edited by minmax78 - 11/1/2007, 11:58

  23. #123
    Ospite

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    CITAZIONE (ag_smith @ 7/3/2007, 15:00)
    interessa e come...

    non mi ricordo se poi ti avevo detto se avevi provato con elettrodi di grafite o no...

    purtroppo, sia usando la grafite delle matite sia delle pile, mi si polverizza sul fondo

  24. #124
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    CITAZIONE (minmax78 @ 7/3/2007, 15:47)
    CITAZIONE (ag_smith @ 7/3/2007, 15:00)
    interessa e come...

    non mi ricordo se poi ti avevo detto se avevi provato con elettrodi di grafite o no...

    purtroppo, sia usando la grafite delle matite sia delle pile, mi si polverizza sul fondo

    normale... in realta' non esistono materiali che resistano il trucco sta nel dare la corrente un po in un verso e un po nell'altro verso

    la forma di elettrodo piu' pratico e' sempre la piastra ci sono pero' dei "trucchi" per aumentarne il rendimento per esempio trattamenti per aumentarne la superficie una cosa molto home made sarebbe dare una grattata con carta vetrata abbastanza grossolana

    cmq rispondendo alla tua domanda in tag il posto piu' adatto e' qui

    il fatto e' che se uno vuole farci solo gli esperimentini va bene pure una geometria strana am se uno vuole realizzarci un progetto funzionante tipo una saldatrice a browngas devi ricorrere per forza alle piastre...

  25. #125
    Ospite

    Predefinito

    ho provato avvolgendo 2 pezzi di filo in aisi 316 a spirale formando 2 piste a 2 mm di distanza. ho eseguito la stessa prova avvolgendo i due pezzi (lunghi quanto i precedenti) su un supporto in plastica, lo sviluppo di gas è aumentato e anche la corrente assorbita. Come promesso in passato metto un link con alcune delle mie prime celle. al più presto vedo di metterle tutte http://www.maurolandia.it/celle/celle.htm

    Edited by ag_smith - 8/3/2007, 13:11


 

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