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  1. #1
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    Predefinito Da Conducibilità elettrica a Residuo fisso

    Mi sembra d'aver capito che tramite il risultato della misurazione della conduttività elettrica, tramite un calcolo, si puo risalire alla misura, forse teorica, del residuo fisso, come si fà?

    Grazie.

  2. #2
    nll
    nll non è in linea
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    Se intendi delle acque minerali, il valore in mg/l è riferito al residuo a 180°C (c'è su tutte le etichette). La conducibilità elettrica a 20°C è un ulteriore valore in μS/cm nell'analisi dell'acqua, ma non è sostitutivo di quello del residuo secco.

    [13/07/2009 13:40] «eroyka» Per chi continua a chiedermelo: io e Energeticambiente siamo assolutamente CONTRO il nucleare a fissione, tecnologia obsoleta, pericolosa e costosa. L'unico nucleare che sosteniamo è la fusione e in particolare quella fredda che è PULITA e NON RADIOATTIVA!

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  3. #3
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    Di sfuggita ma ho letto una formula adeguata, che ovviamente non ricordo, indi riprovo a postare la domanda, spero in modo corretto:
    La misura della conducibilità elettrica del mio impianto ad osmosi inversa (acqua proveniente dall'acquedotto) attualmente è di 45 *S/cm già corretta in gradi dall'apparecchio di misura, che comunque si può valutare in 20°, misurata nella quantità di un bicchiere, penso 150cl, mi piacerebbe sapere il residuo fisso, sempre si possa fare questo calcolo.

    * non c'è verso che riesca a scrivere il simbolo che hai scritto tu.

    Grazie.

  4. #4
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    Mi sembra d'aver capito che tramite il risultato della misurazione della conduttività elettrica, tramite un calcolo, si puo risalire alla misura, forse teorica, del residuo fisso, come si fà?
    C'è una diretta proporzionalità fra la conducibilità ed il residuo fisso, ma le formule che qualcuno usa sono empiriche perchè come ha detto nll "non è sostitutivo di quello del residuo secco".
    Il motivo è semplice: misurando la conducibilità si misura SOLO l'attività ionica, mentre nell'acqua possono essere disciolti anche elementi che non hanno caratteristiche ioniche. Quindi, anche la misura della conducibilità non è esatta, è solo un metodo indiretto ed approssimato rispetto all'essiccazione in stufa.

    Comunque, ci sono anche i misuratori di TDS (Total. Dissolved Solids), ovvero dei solidi totali disciolti in mg/l o in ppm. Il TDS sostanzialmente misura in modo completo la totalità degli elementi che sono disciolti in acqua, (e non solo i sali che determinano la conducibilità). Tieni presente che anche quelli non sono esatti, tolleranze del 10% rispetto all'essiccazione in stufa sono normali.

    Se poi ti accontenti di tolleranze anche del 50%, allora puoi usare le formulette di conversione, che sono assolutamente empiriche (tanto che ognuno usa dei coefficienti di moltiplicazione diversi, oltre al fatto che ci sono coefficienti diversi anche a seconda del range di durezza dell'acqua)

    Per calcolare il residuo fisso di un’acqua puoi allora moltiplicare la conducibilità per un coefficiente:
    0,64 fino a 150 μS/cm; 0,77 per valori tra 166 e 333 μS/cm; 0,72 fino a 833 μS/cm ; 0,76 oltre questa soglia.

    Facendo un esempio, se hai un acqua sotto i 150 uS/cm: 1uS/cm=0,64ppm

    Se sei ancora meno pignolo, puoi anche dividere per due:
    100 uS/cm = 50 ppm

    Naturalmente, se vuoi una misura precisa dimenticati queste formulette: l'errore può essere anche del 100%.
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  5. #5
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    In effetti, ora capisco che è stato chiaro anche nll con la sua risposta, completata dalla tua, vi ringrazio.
    Sapevo che poteva essere un calcolo empirico ma accidenti non cosi tanto, comunque acquisto anche un TDS e se sballa solo il 10% non è poi tanto grave, pignolo abbastanza ma insomma.. 10% di scarto non sono poi cosi tanti per questa misura.

    Ci sarebbe anche questo strumento, cosa ne dici?
    Hanna Instruments - HI 98129 - Un unico strumento tascabile per pH/EC/TDS/Temperatura; scala EC/TDS bassa

    forse troppe misure assieme, è meglio che sfrutti il mio Hanna Dist3 (HI98303) ed aggiunga un TDS?

    Saluti.

    PS: sapresti indicarmi dove studiare il funzionamento passo passo di un apparecchio ad osmosi inversa famigliare, tipo quelli da sottolavello con 4 filtri una uv e serbatoio, ho qualche problema per capirne il funzionamento.
    Ultima modifica di vince1948; 19-02-2011 a 07:21 Motivo: aggiunta PS.

  6. #6
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    Il vantaggio di avere due strumenti separati è che quando se ne guasta uno non rimani a piedi....
    Anch'io ho un DIST, ma lo uso solo per misure preliminari... rispetto a strumenti professionali, non è gran che. Quasi le stesse percentuali di errore delle formulette....

    Comunque, non è detto che tu abbia bisogno di una grande precisione, dipende da quale uso devi farne.
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  7. #7
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    Si sono d'accordo, anche perchè quell'aggeggio costa na cifra, se aggiungo un TDS risparmio ecc..
    Le mie misure sono puramente informative, ad uso famigliare per intenderci, però, seppur capendo la logica differenza con i professionali, se mi parli di errori quasi da formulette, tanto vale che non mi preoccupi affatto, oppure che mi preoccupi molto, viste le percentuali d'errore citate.
    Hai qualche dritta per il mio PS?

  8. #8
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    tanto vale che non mi preoccupi affatto
    Esatto

    Per capire un'impianto cosa intendi? Di solito c'è un prefitro con cartuccia in rete o in filo per fermare le particelle di sabbia e di ruggine, poi una cartuccia di filtraggio a carboni attivi, poi una per l'osmosi, poi una cartuccia con una lampada UV o un post filtro che può essere ancora a carboni attivi o uno specifico per certi contaminanti.
    Depurazione dell'acqua con l'osmosi inversa
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  9. #9
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    Intendo il giro dell'acqua e della sua depurazione, entra di qua va in questo filtro poi in quello, e perchè, poi va nel vaso d'espansione, e perchè ci mette una vita, poi esce dal rubinetto.
    Oltre tutto capisco ancor meno l'acqua che viene scartata, scaricata, che non è poca, non sò quanta è.
    Credo che capirei meglio se avessi anche uno schema di flusso.

    Il mio impianto è più o meno quello che vedi in allegato.
    Immagini Allegate

  10. #10
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    Dunque, l'acqua entra nel prefitro con cartuccia in rete o in filo per fermare le particelle di sabbia e di ruggine (primo stadio), poi di solito va in un'altro filtro a cartuccia uguale al primo, solo che la cartuccia è piena di carbone attivo (secondo stadio). Il carbone attivo ha la proprietà, come la carta assorbente, di assorbire certe sostanze disciolte, alcuni gas come il cloro etc.

    Da lì va alla cartuccia per l'osmosi (terzo stadio): se guardi il link che ti ho inserito, vedi che esiste una cosa chiamata pressione osmotica, che tende a spingere l'acqua attraverso una membrana facendola andare verso la parte dove la soluzione è più concentrata, diluendola ed innalzandone anche il livello, (proprio come se la spingessi applicando una pressione)



    Se invece io applico una pressione dall'altra parte (una pressione superiore a quella osmotica naturale) il fenomeno si inverte (infatti si chiama osmosi INVERSA) e l'acqua pura tende a passare dall'altra parte (mentre la soluzione "sporca" tende a sporcarsi ancora di più).
    Ora, per avere la pressione necessaria può bastare la pressione dell'acquedotto, ma se fosse insufficiente si mette anche una pompa per portarla al livello necessario; per garantire il livello di pressione serve anche un riduttore di pressione allo scarico della soluzione concentrata... ed ecco lo spreco di acqua.
    Il rapporto fra acqua pura prodotta ed acqua scaricata può essere anche di uno a quattro: negli impianti industriali si mettono ulteriori stadi di osmosi in cascata per recuperare qualcosa anche dallo scarico e ridurre lo spreco.

    Dopo l'osmosi, ci può essere ancora un filtro a cartuccia coi carboni attivi (quarto stadio) oppure uno specifico per una sostanza (es, se hai molti nitrati, magari hai un filtro specifico per toglierli).

    A valle c'è poi la lampada UV per la disinfezione antibatterica: a volte è esterna e indipendente, altre volte è all'interno del serbatoio di accumulo (quello che tu chiami "vaso di espansione") per mantenerlo libero da batteri ed alghe.

    Se l'erogazione è bassa vuol solo dire che hai un impianto piccolo e passa poca acqua (escludendo naturalmente che sia per un guasto: se la portata cala rispetto al normale, intendo).

    La portata cala col tempo, per l'intasamento delle membrane o lo sporcamento del riduttore: basta lavarle coi giusti prodotti e seguendo le procedure consigliate.
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  11. #11
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    Oilalà. dove insegni che mi iscrivo subito!!
    Naturalmente sto seguendo anche il link postato, ma la tua spiegazione è decisamente meglio.

    Nel contempo ho un caso, dove purtroppo non ho a disposizione un idraulico sul posto perchè vivo lontano dalla città, succede che in uscita osmosi ho pochissima acqua, pertanto, via telefono, con il manutentore cerco di rimediare.
    Dopo solo tre giorni dalla sostituzione di tutti i filtri, succede che l'impianto continua a scaricare senza nessun prelievo, va bene si deve ricaricare il serbatoio ma accidenti tre gg di scarico son troppi, per tanto ho contattato il manutentore ed il consiglio è di staccare il vaso d'accumulo, scaricarlo totalmenti di acqua e aria, ricollegarlo ed aspettare che si carichi sin quando l'impianto smette di scaricare acqua, ok ora non scarica più, ovvio che non ho pressione in uscita e che appena tolgo un bicchiere d'acqua inizia lo scarico.
    Naturamente prima di queste manovre ho controllato, a serbatoio vuoto d'acqua, la pressione che era di 0.6 bar ed è rimasta tale per una notte intera senza rilevare alcun calo, indi presumo sia integro.
    Ora devo attendere lunedi per contattare l'idraulico per sapere le manovre che devo fare.
    Per non restare con mani in mano, rigonfierei ad occhio, il vaso d'espandione, pieno d'acqua per vedere l'effetto che fa, ma non capendone un tubo non sò che cosa succederà, in teoria dal rubinetto dovrebbe uscire una pressione esagerata, visto che gonfiandolo comprimo di più il contenuto d'acqua.
    Insomma se il vaso tiene non capisco questa prova, tu cosa ne pensi?


 

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