Io ho notato che nei parchi della mia città il numero dei bombi è notevole.
Io ho notato che nei parchi della mia città il numero dei bombi è notevole.
Per quanto mi riguarda ho decine di metri di recinzione perimetrale della mia casa ricoperta di vite americana in fiore e c'è un'invasione di apette festose, con un ronzio molto intenso!
La mia casa è in un paese di pianura in provincia di Reggio Emilia.
D'altro canto un mio amico che ha diverse arnie di api in campagna, sempre in provincia di Reggio Emilia, mi ha raccontato il suo dramma: mi ha detto che da qualche anno ha più che dimezzato (forse ridotto a 1/3) la produzione di miele! Mi ha detto che trovava centinaia di api morte all'ingresso delle arnie!!
Anche lui dava la colpa agli antiparassitari dei contadini, avanzando la teoria che secondo lui i suddetti non rispettano i dosaggi consigliati ma eccedono, infine mi ha detto che ha letto studi sulle api che dimostrano come queste siano molto ma molto più sensibili agli antiparassitari rispetto allo smog delle città!!
Saluti
Ultima modifica di Merlino; 01-07-2008 a 23:29
Non vi preoccupate se spariranno le api, non servono più, ci penserà la Monsanto e tante altre *.LTD a venderci le sementi OGM.
L'impollinazione la faranno nei loro laboratori e ai contadini non rimane che seminare, non devono neanche preoccuparsi di conservare i semi per il nuovo anno, basterà comprarli belli confezionati.
Abbiamo una catastrofe davanti ai nostri occhi, e invece guardiamo gli europei di calcio e le telenovelas....
Gli OGM c'entrano nulla. Pare abbastanza probabile, secondo molte fonti ormai, che il problema della moria sia dovuto principalmente ad una classe di insetticidi relativamente nuova, quella dei neonicotinoidi (il primo dei quali è utilizzato moltissimo in agricoltura ma anche in hobbistica contro gli afidi soprattutto, con i nomi commerciali Confidor e Provado). Da quando questi insetticidi sono utilizzati in concia alle sementi di mais e girasole si verificherebbero morie in concomitanza delle semine. Naturalmente a questo si aggiunge uno stato sanitario delicato dovuto all'acaro parassita varroa e ai virus da questo favoriti.
In Francia e Germania l'impiego di nicotinoidi in concia al seme è stato sospeso, De Castro stava raccogliendo ampie info per prendere decisioni, ora non so con il nuovo ministro. Anche la Slovenia ne ha vietato l'impiego: FAI - Federazione Apicoltori Italiani - Avvelenamenti : anche la Slovenia sospende i neonicotinoidi
stranamente c'è sempre in mezzo qualche colosso farmaceutico.
sapete se sono già in corso iniziative online, eventi, raccolte firme o qualcosa del genere per far emergere il problema?
Al momento dalle mie parti no , proteste a gò gò ma nessuna iniziativa , sembra che prevalga la rassegnazione . Il problema è sempre quello , gli agricoltori e le case farmaceutiche chiedono dati scentifici altrimenti ciccia ! E chi li ha i soldi x condurre un'analisi di questa portata ? Non certo gli apicoltori . L'assurdo è che qui da me c'è la Slovenia a due passi e loro si sono già attivati !!! Pensavo ai giubbotti o alle cinture esplosive da inserire a Montecitorio ma mi dicono che qui da noi gli esplosivi e il resto ( tranne i giubbotti ) costano troppo , bisogna trovare un'esplosivo a basso prezzo e sicuramente ecologico , vada x l'esplosione ma inquinare Roma e i Romani non va bene , non è una bella cosa , e poi i miei amici Romani mi farebbero un mazzo tanto se partecipo all'inquinamento . Saluti e preparate i giubbotti . Spartano .
Saluti . A proposito del possibile utilizzo dei bombi se interessa leggete questo :
FAI - Federazione Apicoltori Italiani - Bombi al posto delle api ? Neanche per sogno!
Questo sui neonicotinoidi : FAI - Federazione Apicoltori Italiani - Home Page
Sempre su questi : home page Unaapi - mieleitalia
Ciao . Spartano .
Sembra che qualcosa si stia muovendo , Il Ministro Zaia si sta interessando al problema , leggete questo : http://www.politicheagricole.gov.it/...imo_blocco.htm . Mi sembra che anche l'Università di Udine abbia mandato a Roma uno studio con i risultati degli studi fatti , speriamo . Ciao . Spartano .
Perdonate l'intromissione, ma questo problema (peraltro talmente grande che è riscontrabile in maniera empirica, prima che negli studi sul fenomeno) state cercando di affrontarlo dal punto di vista degli apicultori e del danno che ne ricevono, oppure dal punto di vista dell'impatto a livello globale?.
Perchè dal secondo punto di vista, il problema non è ancora così grave (a mio avviso). Le api nostrane verranno sostituite (questo processo darwiniano è già iniziato) da specie più resistenti, che sanno difendersi meglio dalle temibili vespe giganti (attualmente una colonia di api europee quando viene individuata dalla vespa esploratrice viene poi inesorabilmente distrutta da 15 vespe nel giro di 1 ora, mentre le api americane riescono ad uccidere la vespa esploratrice con un sistema ingegnoso e a mantenere segreta ed al sicuro la colonia) e con l'evoluzione diventeranno più resistenti ai prodotti che ora le uccidono.
Dal punto di vista dell'apicoltura nostrana il problema è sicuramente più grave; si sà, la natura da una parte ti dà, dall'altra ti toglie, le vespe americane poducono decisamente meno miele delle europee, quindi il piano di un apicultore và totalmente rivisto, e potrebbe non risultare più economico. Qui, a seconda della visione macroeconomica, lo stato potrebbe intervenire incentivando i produttori, ma poi alla lunga l'effetto inesorabile sarà il netto aumento del prezzo del miele per il consumatore finale.
Ovviamente, tutto ciò, In My Humble Opinion.
Con i Migliori Saluti
E' bene che in Italia rimanga l'ape italiana che è molto mansueta rispetto alle altre specie (mai sentito parlare delle api assassine?)
Le vespe che distruggono gli alveari mi sanno molto di leggenda metropolitana.
Mio padre le ha allevate per venti anni e non ci è mai successo che un alveare sia stato distrutto dalle vespe. Con questo non escludo che possa essere successa una cosa del genere, ma la casistica è talmente rara da non costituire un problema.
L'altra sera a Voyager è stto trattato il problema ma secondo me da un approccio sbagliato.
Sono state tirate in ballo la Varroa e la Peste Americana, problemi gravi per le api è vero, ma sono decenni che ormai esistono ed ogni buon apicoltore le sa tenere sotto controllo. Sulle onde radio non sto nemmeno a commentare, mi pare di essere tornato ai tempi della caccia alle streghe.
Il vero problema sono i pesticidi e sarebbe ora che, chi di competenza, prendesse i necessari provvedimenti per limitarne l'uso.
Perché se avviene l'impollinazione è in gran parte grazie alle api e se queste spariscono, entro poco tempo sono dolori per tutti.
Saluti.
Federico
il problema per gli apicoltori è grave già da un paio d'anni..
se avete voglia leggetevi questo dossier sui principi attivi ritenuti responsabili:
http://www.mieliditalia.it/download/neonicotinoidi.pdf
![]()
spero proprio che il problema si risolva completamente sospendendo l'utilizzo di neonicotinoidi e di fopronil per favorire lunga vita alle api nostrane.
[Moderatore: ho tolto l'ultima parte. Rimaniamo in tema, grazie]
Ultima modifica di CaloRE; 29-09-2008 a 00:00
Ciao,
un piccolo aiuto per le api è quello di costruir loro dei piccoli nidi.
Basta che prendiate un pezzo di legno abbastanza grosso (almeno 7-8 cm di profondità per una larghezza che può essere anche di pochi cm) e fate dei fori col trapano di diametro vario dai 2 mm al centimetro.
Lo appendete o appoggiate in un punto tranquillo e le api solitarie (la maggior parte delle api in circolazione) faranno li il loro nido e avrete il giardino o il frutteto ben impollinato!!
Roy
Fukushima: "In breve nessuno vuole paralizzare l'economia e tutti preferiscono stimolare l'oncologia"
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Essere realisti e fare l'impossibile - http://www.progettomeg.it
Scusa, ma questa dove l'hai trovata?
Le api solitarie non esistono. Le api sono animali sociali e vivono solo nell'alveare. Da sole non potrebbero sopravivere per il freddo della notte (si scaldano stando l'una accanto all'altra).
Inoltre l'ape operaia (che è quella che impollina) è asessuata e non potrebbe mai vivere e riprodursi da sola. L'unica ape che si riproduce è l'ape regina, dopo essersi accoppiata durante il volo nuziale (l'unica volta che esce dall'alverare nella vita, sciamature a parte) con i maschi (fuchi).
Ogni ape operaia, nella sua breve vita (meno di 40 giorni solitamente, qualche mese nel periodo invernale) ha dei compiti precisi: pulitura e preparazione delle celle nei primi giorni, guardia all'alveare e infine bottinatrice. Se non torna alla propria arnia muore o viene uccisa se entra in un'altra arnia, almeno che non porti del polline.
Saluti.
Federico
Ciao Federico,
veramente, informati anche solo partendo da internet, le api che creano gli alveari sono poche specie. La maggior parte delle api vive da sola e si crea la propria tana sfruttando quel che trova (canne vuote, gusci di lumache, buchi nei tronchi) per farsi il nido. Ci porta dentro il cibo e provvede da se alla sua alimentazione.
E sono per lo più queste tipologie di api a impollinare nei vasti territori e boschi.
Buona cultura,
Roy
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Io quando parlo di api, intendo la specie apis mellifera, come credo il 99% della gente e non il genere apis o la famiglia apidae, in generale. I bombi li chiamo bombi e così via.
Qualche anno fa misi sul terrazzo di casa un fascio di canne per favorire la nidificazione delle osmie. Ma le chiamo osmie e non api.
Comunque basta intendersi sui termini. Non è assolutamente per alimentare polemiche.
Saluti.
Federico
Se fosse veramente come scrive Roy, sarebbe relativamente facile produrre industrialmente qualche milione di pezzi di legno trapanati da diffondere sul territorio, per facilitare la vita delle api (e altri insetti o animaletti). Possibile che i grandi pensatori incaricati di risolvere il problema non l'abbiano considerato?
P.S.: forare industrialmente milioni di pezzi di legno costa meno in energia rispetto alla foratura con trapano elettrico portatile, anche considerando i trasporti.
Ciao
Mario
Ciao,
La famiglia delle api in effetti è molto vasta. Le api solitarie (che non sono giustamente apis mellifera), sono diverse decine di specie tra cui alcune assomigliano moltissimo all'ape comune mentre altre ne differiscono parecchio.
In questo sito si vede qualche piccola immagine e viene spiegato un qualcosa di base: vespe...
L'idea di Mario non è del tutto giusta, anche se aiuterebbe, semplicemente perchè la morte delle api è causata da un agente chimico per cui anche quelle solitarie soccomberebbero se non viene eliminato dall'agricoltura il fattore mortale. Ma lo spargere in boschi e in aree anche vicine e confinanti con i terreni coltivati le "casette prefabbricate" aiuterebbe comunque ad aumentarne il numero e la capacità di nidificazione e moltiplicazione.
Se poi si vuole risparmiare quasi del tutto energia per la fabbricazione delle casette si può fare come detto da fede, mettendo un gruppetto di pezzi di canna di diverso diametro uno affianco all'altro creando un bel cilindro (o la forma che si vuole) e bloccando tra loro le canne stringendole con del comune spago o fil di ferro sottile.
Lo appendete e il gioco è fatto.
Ciao.
Roy
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Ciao a tutti . Mah , secondo me c'è un pò di confusione . Io direi che la priorità è quella di salvare l'ape comune che se pur distinta in varie specie ( non mi metto a scriverle tutte ) è normalmente conosciuta x chè è quella che ci dà il miele ecc , ecc . X fare questo è necessario capire perchè muoiono e attualmente sembra che i neonicotinoidi siano i maggiori responsabili quindi bisogna verificare se è vero o no ( questo lo scrivo tanto x farlo ) , se è vero che i responsabili delle morie sono questi basta eliminarli , poi si vedrà quali sono gli altri eventuali problemi . L'idea di costruire delle casette , bastoni forati e / o
altro x il ricovero delle stesse è totalmente inutile perchè se si pensa a questa soluzione x le api libere sappiate che le api libere mellifere non esistono , si sono estinte da tempo .
Anche ammettendo che uno sciame parta da un'alveare le probabilità che si piazzi dove volete voi sono una su mille , non sono sceme e cercano un posto soleggiato la mattina , poco soleggiato nel resto della giornata e comunque con'una esposizione solare ben precisa insieme ad un riparo certo sia dal troppo sole che dal vento pioggia ecc , e se vi è capitato di vedere uno sciame a portata di mano è solo perchè le api esploratrici stanno cercando il posto giusto , se non lo trovano entro pochi giorni può essere che restino dove sono rischiando di morire durante l'inverno . Altro problema : le api che sciamano non hanno nessuna scorta di cibo se non quello che hanno abbondantemente trangugiato prima di partire e quindi non hanno scorte x passare l'inverno . Altro problema : sempre le stesse api sono sicuramente infestate da parassiti e/o malattie e dato che non possono curarsi da sole difficilmente passeranno l'inverno anche perchè trasmetteranno quello che hanno anche alle possibili larve . Non ultimo il fatto che x lottare contro il freddo devono essere numerose altrimenti il glomere non riuscirà a riscaldarsi e addio regina , niente regina niente futuro alveare in primavera perchè muoiono tutte nel giro di un mese e anche meno . X quanto riguarda le vespe che eliminano un 'alveare di api in pochi minuti , va bè , anche io a suo tempo ho visto guerre stellari , un bel film . In sostanza penso che sia necessario battere più sulla salvezza di quello che già abbiamo piuttosto che cercare di rimediare cercando altre strade tutte da 8000 senza ox . Ciao . Spartano .
Per agevolare lo sciame sulla scelta della casa e utile sfregare un limone sulle pareti della casetta o dell'arnia, per il resto valgono le delucidazioni di spartano, insolazione, ventosita', "pulizia", ecc.. (oppure prendi lo sciame e lo metti dentro la cassetta o arnia che sia...difficilmente andra via)
Per la sopravivenza delle api spontanee non ci sono solo problemi dati dai pesticidi, anzi tutt'altro, visto che e' molto raro che si somministrino pesticidi quando le piante sono in fiore, i problemi piu' grossi le malatie proprie delle api es. la varroa (piccolo pidocchio che a lungo andare se non curato debilita la colonia sino alla morte della stessa).
Peste americana, in un batter d'occhio stermina una colonia e con molta probabilita anche le colonie circostanti....Peste europea...ecc... ecc... ecc....
Aggiungo che l'ultima puntata di Reporter (RAI 3) spiegava "idiot proof" il motivo (piu' plausibile, scientificamente parlando) della scomparsa delle api
La puntata è visibile on line al seguente link: Rai.tv - Report - Il Piatto è servito
Buona visione!
Roy
Fukushima: "In breve nessuno vuole paralizzare l'economia e tutti preferiscono stimolare l'oncologia"
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