Sono d’accordo sull’unità di misura, ma volevo evidenziare il fatto che secondo alcune valutazioni il nucleare risulta vantaggioso secondo altre un po’ meno e questo forse deve farci riflettere sul metodo di calcolo.
In parte d’accordo su l’EROEI che riguarda TUTTI i processi produttivi che finiscono per produrre un bene con una sua utilità e di conseguenza valore di mercato.
E’ dato per scontato che sia inferiore ad uno, ma non lapalissiano perché ha una sua utilità (spero di spiegarmi meglio in seguito).
In agricoltura, a quanto ne so, sono circa 20 anni che si parla di bilancio energetico della produzione, molto prima che nascessero le FER.
Il fatto che la produzione agricola delle moderne tecniche di produzione basate sui mezzi tecnici come fertilizzanti, antiparassitari, irrigazioni, meccanizzazione, etc. contenesse un valore energetico inferiore a quello impiegato per la produzione era evidente a tutti. Ed alcuni si sono posti il problema: perché l’agricoltura che per millenni ha sempre avuto un bilancio energetico positivo oggi dopo aver superato il pareggio continua a scendere nel profondo rosso???????
Ciò non ha una sua logicità in una economia di libero mercato, ma analizzando bene si capisce l’influenza della politica comunitaria sulla inversione di tendenza del ruolo energetico dell’agricoltura.
Prima con l’aumento della produzione, poi con le riserve e rispettivo stoccaggio, poi con le norme di qualità, poi con i servizi e per finire con la produzione di biocarburanti. Tutto per consumare petrolio e rendere scontato che ogni processo produttivo abbia un bilancio energetico in rosso. Certo questo ha prodotto reddito e di conseguenza consumo che a sua volta produca reddito, ma tutto ciò può essere scontato ,ma non lapalissiano.
Alcuni pazzi, tra cui il sottoscritto, hanno cominciato a pensare se sia ancora possibile produrre prodotti agricoli con un bilancio energetico positivo e da qui è nata l’agricoltura biologica sulle orme della ormai obsoleta agricoltura biodinamica.
L’obbiettivo era riportare l’agricoltura al suo ruolo principale di produttrice di energia rinnovabile.
Ma tutti sanno come è andata a finire, i politici hanno messo le mani in pasta con i loto protocolli, leggi regionali, regolamenti comunitari, leggi nazionali snaturando il concetto di base e creando una attività basata sulle leggi di un mercato di elite che in molti casi consuma ancora più petrolio dell’agricoltura tradizionale (es: i prodotti biologici venduti nei supermercati hanno un contenuto di imballaggi superiore al 30% dei tradizionali).
Per quanto riguarda il Life Cycle Assessment e i conseguente il Life Cycle Thinking, posso essere anche d’accordo, ma i mie dubbi nascono dagli istituti preposti alla sua regolamentazione. Noi ancora crediamo nelle certificazioni di qualità, che sicuramente hanno creato valore aggiunto al prodotto e posti di lavoro, ma dove sono nati hanno creato il collasso del sistema perché manipolati ad arte.
La crisi finanziaria ha tolto il coperchio alla pentola, il problema che non riusciamo più a vedere il fondo.
Possibile che non ci rendiamo conto che la crisi finanziaria è nata da un consumo basato sul credito offerto dalle banche su stime di crescita (PIL) fatte da istituti preposti e certificati che poi si sono rivelati una bufala???????
Allora le alternative sono due: o questi istituti operano in buona fede e può succedere che spesso non ci azzeccano oppure in malafede con la tecnica “mordi e fuggi” si fanno i ……… loro.
A ciascuno la sua scelta!!!
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Cordiali saluti a tutti, meno a chi continua ad insultare gratuitamente.
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La verità non esiste ne in cielo ne in terra e ne tra il cielo e la terra, ma ciascuno ne possiede un pezzettino. (Pallinof)


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