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  1. #26
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    Sono d’accordo sull’unità di misura, ma volevo evidenziare il fatto che secondo alcune valutazioni il nucleare risulta vantaggioso secondo altre un po’ meno e questo forse deve farci riflettere sul metodo di calcolo.
    In parte d’accordo su l’EROEI che riguarda TUTTI i processi produttivi che finiscono per produrre un bene con una sua utilità e di conseguenza valore di mercato.
    E’ dato per scontato che sia inferiore ad uno, ma non lapalissiano perché ha una sua utilità (spero di spiegarmi meglio in seguito).
    In agricoltura, a quanto ne so, sono circa 20 anni che si parla di bilancio energetico della produzione, molto prima che nascessero le FER.
    Il fatto che la produzione agricola delle moderne tecniche di produzione basate sui mezzi tecnici come fertilizzanti, antiparassitari, irrigazioni, meccanizzazione, etc. contenesse un valore energetico inferiore a quello impiegato per la produzione era evidente a tutti. Ed alcuni si sono posti il problema: perché l’agricoltura che per millenni ha sempre avuto un bilancio energetico positivo oggi dopo aver superato il pareggio continua a scendere nel profondo rosso???????
    Ciò non ha una sua logicità in una economia di libero mercato, ma analizzando bene si capisce l’influenza della politica comunitaria sulla inversione di tendenza del ruolo energetico dell’agricoltura.
    Prima con l’aumento della produzione, poi con le riserve e rispettivo stoccaggio, poi con le norme di qualità, poi con i servizi e per finire con la produzione di biocarburanti. Tutto per consumare petrolio e rendere scontato che ogni processo produttivo abbia un bilancio energetico in rosso. Certo questo ha prodotto reddito e di conseguenza consumo che a sua volta produca reddito, ma tutto ciò può essere scontato ,ma non lapalissiano.
    Alcuni pazzi, tra cui il sottoscritto, hanno cominciato a pensare se sia ancora possibile produrre prodotti agricoli con un bilancio energetico positivo e da qui è nata l’agricoltura biologica sulle orme della ormai obsoleta agricoltura biodinamica.
    L’obbiettivo era riportare l’agricoltura al suo ruolo principale di produttrice di energia rinnovabile.
    Ma tutti sanno come è andata a finire, i politici hanno messo le mani in pasta con i loto protocolli, leggi regionali, regolamenti comunitari, leggi nazionali snaturando il concetto di base e creando una attività basata sulle leggi di un mercato di elite che in molti casi consuma ancora più petrolio dell’agricoltura tradizionale (es: i prodotti biologici venduti nei supermercati hanno un contenuto di imballaggi superiore al 30% dei tradizionali).
    Per quanto riguarda il Life Cycle Assessment e i conseguente il Life Cycle Thinking, posso essere anche d’accordo, ma i mie dubbi nascono dagli istituti preposti alla sua regolamentazione. Noi ancora crediamo nelle certificazioni di qualità, che sicuramente hanno creato valore aggiunto al prodotto e posti di lavoro, ma dove sono nati hanno creato il collasso del sistema perché manipolati ad arte.
    La crisi finanziaria ha tolto il coperchio alla pentola, il problema che non riusciamo più a vedere il fondo.
    Possibile che non ci rendiamo conto che la crisi finanziaria è nata da un consumo basato sul credito offerto dalle banche su stime di crescita (PIL) fatte da istituti preposti e certificati che poi si sono rivelati una bufala???????
    Allora le alternative sono due: o questi istituti operano in buona fede e può succedere che spesso non ci azzeccano oppure in malafede con la tecnica “mordi e fuggi” si fanno i ……… loro.
    A ciascuno la sua scelta!!!
    > >
    Cordiali saluti a tutti, meno a chi continua ad insultare gratuitamente.
    > >
    La verità non esiste ne in cielo ne in terra e ne tra il cielo e la terra, ma ciascuno ne possiede un pezzettino. (Pallinof)

  2. #27
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    "Ed alcuni si sono posti il problema: perché l’agricoltura che per millenni ha sempre avuto un bilancio energetico positivo oggi dopo aver superato il pareggio continua a scendere nel profondo rosso???????
    Ciò non ha una sua logicità in una economia di libero mercato, ma analizzando bene si capisce l’influenza della politica comunitaria sulla inversione di tendenza del ruolo energetico dell’agricoltura."

    Pallino, ti difetta un elemento: si chiama NUMERO. Ovvero, il numero delle persone da nutrire.
    Diciamo che un contadino che lavori solo e solamente per sé stesso semini abbastanza verdure e frutta da recuperare con gli interessi le calorie spese nel duro lavoro e ne accumuli a sufficienza da nutrirsi senza problemi mentre prepara le future semine.
    Il discorso cambia quando, a parità di lavoro, il contadino deve nutrire una famiglia. Se poi si mette in affari, deve ampliare addirittura il campo e moltiplicare la forza lavoro (assumere persone), e così via...
    Perché continui a tirare in ballo questa assurdità delle cospirazioni lobbistiche??? Innanzitutto, la 'resa energetica' NON e' in profondo rosso come tu la intendi. Ci sono fra le altre cose seri problemi di ridistribuzione del prodotto (senza contare gli orrori del macero imposto per regole di mercato), ma allo stato attuale, con un po' di oculatezza, le rese di agricoltura e allevamento sarebbe sufficiente per sfamare il mondo intero ad un livello dignitoso.
    Quanto al tuo innamoramento per il biologico, siamo sempre di fronte ad un grave problema: non produce abbastanza. I sistemi 'naturali' di coltivazione non hanno la resa richiesta per un mercato di massa, a meno di ottenere una vera e radicata globalizzazione di un simile mercato, per compensare con le importazioni quanto non viene prodotto per tempo in loco. Inoltre, ti piaccia o no, il sistema agricolo attuale rende comunque prodotti di qualità. Secondo quale criterio lo definisci 'obsoleto'? Perché è ancora molto vincolato al petrolio? Immagino che, mano a mano che le nuove tecnologie, e l'ingegneria genetica, lo renderanno possibile, vi sarà un progressivo distacco dall'oro nero, ma non si smetterà certo la coltivazione moderna.
    Inoltre, che diavolo vuol dire agricoltura biologica come 'produttrice di energie rinnovabili'?? Se non mi ricordo male, tentasti di affrontare un simile discorso in 'l'idrogeno di Cheope', prima che ti si facesse capire a botte di cifre che era più un pio desiderio che una realtà possibile.

    PS - in tutto questo bailamme non si capisce più dove stai andando a parare. Se potessi essere più specifico e cercare di seguire una linea coerente, invece di barcamenarti fra mille considerazioni a metà fra la banalità e dio sa cos'altro, si potrebbe impostare una discussione umana.
    Ultima modifica di Valmax; 28-11-2008 a 14:27

  3. #28
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    Ed alcuni si sono posti il problema: perché l’agricoltura che per millenni ha sempre avuto un bilancio energetico positivo oggi dopo aver superato il pareggio continua a scendere nel profondo rosso???????In parte d’accordo su l’EROEI che riguarda TUTTI i processi produttivi che finiscono per produrre un bene con una sua utilità e di conseguenza valore di mercato
    Quindi continui ad affermare che esista un valore positivo nell'energia di un prodotto, invece che dei costi energetici (maggiori o minori secondo le epoche) per produrlo.
    Come già detto, l'EROEI riguarda soltanto le fonti energetiche, e solo se si ricava dell'energia il valore può essere positivo, di tanto o di poco ma sempre positivo. Evidentemente questo è dovuto al fatto che l'energia ricavata è superiore a quella spesa per estrarlo/produrlo/trasformarlo...
    Da dove ricavi la tua idea che i costi siano guadagni? E che l'agricoltura fosse positiva una volta e negativa oggi?

  4. #29
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    Ma che domande, 'Green: l'agricoltura oggi è negativa perché tanta gente muore di fame e i terreni non sono coltivati a rotazione in miniappezzamenti e non sono bio, i contadini non sono ricchi, ecc.

  5. #30
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    Ieri su rai radio 3 ho sentito una bella intervista all’inviato del Manifesto a Detroit la città della General Motors.
    La popolazione è scesa da 2 milioni di abitanti ad appena 1, quasi tutta di colore. Quartieri abbandonati, **** dei centri commerciali, problemi di approvvigionamento alimentare.
    Sapete cosa si sono inventati??????????
    LE CITY FARM o "Fattorie urbane".
    Dove mancano soldi e di conseguenza energia nera si ricorre al mezzo più vecchio del mondo per produrla l’agricoltura.
    La vecchia agricoltura si basava rigorosamente sulla formula della redditività energetica in ogni sua fase produttiva.
    Il Life Cycle Assessment in agricoltura si chiama “ciclo del pascolo”.>>
    I due principali mezzi di produzione sono il sole e la fertilità del terreno, il primo gratuito ma discontinuo il secondo determinato da una buona gestione delle dinamiche biologiche del suolo e richiedono lavoro.
    .La fertilità del suolo è caratterizzata dagli esseri viventi che vi abitano che hanno una massa complessiva per ettaro molto maggiore di quelli che lo calpestano, ma forse pochi lo sanno.
    Una regola fondamentale è la promiscuità, che tende ad imitare l’ambiente naturale e il flusso dell’energia e necessita delle rotazioni colturali.
    Quello che si produce ogni annata agraria è biomassa da destinare una parte all’autoconsumo per ripristinare la fertilità consumata e una parte per il mercato o la trasformazione.
    Le colture si dividono in due gruppi: quelle che diminuiscono la fertilità del terreno che sono la maggior parte delle colture industriali (grano, mais, girasole, tabacco, colza, etc.) e quelle che la aumentano come le foraggere (leguminose, graminacee, etc.).
    Quindi per mantenere un livello di fertilità ottimale è necessaria la loro successione.
    Le colture industriali sono destinate al mercato, mentre le foraggere sono trasformate in carne e/o biogas necessario a compiere lavoro.
    Mi sembra evidente che questa è una semplificazione estrema che non corrisponde alla varietà degli habitat agricoli, ma riassume i concetti basilari dell’economia energetica agricola.
    L’introduzione nel ciclo agricolo della meccanizzazione e di conseguenza lavorazioni del terreno sempre più profonde ha comportato la distruzione della vita del suolo, liberando nell’atmosfera metano e anidride carbonica con drastica riduzione della fertilità simulata con fertilizzanti chimici.
    Personalmente ritengo l’agricoltura di oggi il maggior responsabile di emissioni di gas serra, ma questo cercherò di spiegarlo meglio con dati precisi.
    > >
    Saluti a tutti.
    La verità non esiste ne in cielo ne in terra e ne tra il cielo e la terra, ma ciascuno ne possiede un pezzettino. (Pallinof)

  6. #31
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    La vecchia agricoltura si basava rigorosamente sulla formula della redditività energetica in ogni sua fase produttiva
    Ci rinuncio. Continui a parlare di "valore energetico superiore", di "redditività energetica", di "EROEI positivo", di "energia posseduta dagli oggetti"...
    ... mentre invece è evidente che gli oggetti non hanno energia propria, che i costi per la produzione sono SPESE e non guadagni etc etc...
    Trovo inutile continuare, al massimo posso consigliarti di andare in una banca e cercare di convincerli che i tuoi interessi passivi sono invece attivi, e che devono accreditarteli...

  7. #32
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    Triste constatare il tuo ormai irreparabile divorzio dalla realtà, Pallino.
    Dimmi un po', da queste city farm si ricava anche energia per fare andare avanti elettrodomestici e illuminazione, carburante per mandare avanti le industrie e i mezzi di trasporto, soldoni da spendere?
    In alternativa, se ho capito bene, tu pensi che la soluzione alla crisi economica sia di abbandonare l'industrializzazione in favore del bucolismo? Ne abbiamo già parlato a suo tempo, in l'idrogeno di cheope, ed era un argomento fallimentare allora come lo è adesso.
    Mi chiedo solo come mai tu abbia iniziato questo thread chiedendo delle opinioni, quando in realtà volevi solo un coro di yes-men, non trovandone manco uno.
    Ultima modifica di Valmax; 29-11-2008 a 08:05

  8. #33
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    Rieccoci con l'acqua alla gola!
    Dopo un lungo periodo di siccità ci troviamo sotto acqua, sembra un paradosso, ma è la triste realtà. Mentre i nostri politici si spartiscono la torta delle rinnovabili, sotto lo spettro dei cambiamenti climatici, noi da assetati ci trasformiamo in affogati.
    Perchè nessuno parla del vero problema ???????????????????
    Perchè non si propone un nuovo piano agricolo per la tutela del territorio?????????
    Perchè tanto affidamento sulla tecnologia a scapito della conoscenza??????
    Perchè gli interessi di pochi continuano a prevalere su quella di tutti??????????
    Abbiamo bisogno di una politica con la P maiuscola e non dei santoni Americani.
    Cordiali saluti.


 
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