Caro Signore,
ho inteso perfettamente il suo buon cuore di invogliare individui a trovare un sintetico compromesso tra tecnologia umana e processi naturali,col totale rispetto per l'ambiente.
Mi faccia segnalare una microscopica incongruenza,che sta alla base di questa discussione.
La nuvola è costituita da particelle acquose,talvolta cristalli,che per azioni di strofinio termico-meccanico si elettrizzano.Se Lei nota,seppur fuori dai Suoi mezzi,vedrà che le dimensioni di nuvole temporalesche sono assai notevoli: il fulmine è un concentrato di cariche dell'ammasso nuvolare.Non altrettanto dicasi per la massa effettiva,pochi ettolitri di acqua, se si potesse condensare una nuvola.
Poichè il Suo intento era quello di ricreare in laboratorio le medesime energetiche,si renderà conto che innanzitutto da alcune semplici vasche di acqua non si ottiene alcunchè di energia,se non facendole evaporare.Un'evaporazione controllata implica l'uso di energie,il chè va contro il Principio Ottorino secondo il quale l'energia bisogna invece ottenerla,e non cederla.
E anche riuscendo,in maniera pressochè gratuita,a distribuire in cielo una massa vaporosa,sarebbe necessario soffiare opportuni venti elettrizzanti,o apportare calore al banco nuvoloso,e qui ricadiamo nuovamente nel Principio Ottorino secondo il quale l'energia bisogna ottenerla,e non cederla.
Lei ora per me è un artista ancor piu eccellente di prima,mi creda.
Rispettosamente
Ing. Lungabarba


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vorrei fare qualche provetta...[ e cmq non dovrebbe essere una normale F.E.R. ?


