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  1. #51
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    CITAZIONE (Paolo Cattani @ 5/1/2007, 12:56)
    CITAZIONE
    Se chi vive lì o chi dice di conoscere la verità (propria e personale ) non vuole parlare avrà le proprie motivazioni, ma è anche inutile intervenire a criticare altri punti di vista... è troppo comodo ... non convince nessuno.
    Lancia il sasso e nasconde la mano.

    O non hai letto tutti i post, oppure stai dicendo la stessa cosa degli altri.... dietro una serie di risposte di sdegno e di ipotetico sostegno alle popolazioni africane, ho visto invece molto razzismo.
    Salvo qualcuno, la maggior parte delle risposte si può riassumere in "non ce ne frega niente, l'Africa la conosciamo già e non abbiamo bisogno che ce la spieghi".
    Chi ha detto che basta guardare una foto, chi invece invece mette insieme parti desertiche e foresta equatoriale, qualcuno ha persino detto " so già com'è perchè mio zio c'è stato". Suppongo che il fatto che io abbia un cugino dottore faccia quindi automaticamente di me un luminare della medicina!

    Forse bisognerebbe prima sapere cosa sono le multinazionali, prima di parlare.... l'IBM ha una filiale qui, sono loro che affamano l'Africa? Oppure è la Renault che ha una concessionaria? In un mondo dove tutti lavorano con l'estero, bisogna andarci piano prima di sparare frasi simili all'indirizzo di qualcuno, stando ben nascosti dietro un nickname.E la mia opinione non vale nè di più nè di meno di quella di chi ha scritto l'articolo, sempre che in Africa ci sia stata davvero.

    In compenso, grazie a questi che ancora una volta non esito a definire PREGIUDIZI , mi sono sentito dare del razzista e del criminale ..

    "quando uno ha paura di essere timbrato come "sporco razzista" e' xche' e' appunto uno "sporco razzista"....xche' essendo un italiano credo proprio che tu lavori per una di quelle multinazionali .....in Africa hanno soltanto bisogno che si fermino le scorribande di predoni assassini... il banditismo furioso delle multinazionali"

    Bene, io non sono un predone, e tantomeno un assassino.

    Ti basta, come motivazione?

    Ok, Paolo

    mi basta come motivazione, questa volta sei stato molto più esplicito ed ho capito il senso delle tue critiche, anche se non ci hai ancora detto perchè non dovrebbe essere vera la storia dell'AGIP.
    Noi ci crediamo un poco, visto ciò che è successo in IRAQ, dove l'ENI l'ha fatta da padrona a Nassirya, e per proteggere i propri pozzi di petrolio ha richiesto il contingente Italiano ...

    Non volevo cmq offendere ... ma stimolare a non essere omertosi, ad essere chiari ed espliciti nel formulare giudizi e critiche.

    Ti ringrazio per la tua testimonianza, sarà sicuramente utile per capire molte cose.

    .... e buon lavoro in Camerun.

  2. #52
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    Il fatto che l'IBM abbia una filiale che lavora onestamente in Africa non implica che tutte le multinazionali ivi presenti facciano altrettanto. E lasciando perdere le solite colpevolissime multinazionali del petrolio, basta vedere cos'ha provocato la sanguinosa politica della De Beers in Sierra Leone, Congo e Liberia. O sono leggende anche queste?
    Non basta lavorare in Africa per conoscerne tutte le realtà. Anch'io ci sono stato più di una volta, mi sono immerso nella vita africana, ho vissuto in case di fango, ma mai mi sognerei di predicare la verità sull'Africa. Un messaggio però lo posso dare perchè viene dagli africani stessi:
    "Volete aiutarci? Lasciateci i pace! Andatevene! Non abbiamo bisogno dei vostri soldi, vogliamo solo essere lasciati in pace!"
    E che altro potrebbe chiedere un paese che possiede tutte le più grandi ricchezze e se le vede passare sotto il naso mentre gli vengono scippate?
    L'articolo riportato da Eroyka cita molti fatti che sono verificabili e per quanto mi riguarda considero autentici. I fatti si possono contestare solo con le prove, tutto il resto sono chiacchiere da bar.

  3. #53
    stranger
    Ospite

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    Un riassunto della situazione:
    In Nigeria c'è la grande ricchezza del petrolio e le multinazionali occidentali lo estraggono e poi lo portano via da là, nel frattempo là sul posto c'è la gente che muore di fame.
    Fortunatamente una piccolissima percentuale viene salvata dalla morte per fame perchè ci sono le cosidette associazioni umanitarie.
    La percentuale che si salva è piccolissima perchè della somma totale delle offerte SOLO una piccola parte arriva a destinazione, gran parte si perde strada facendo.
    Si tratta di perdite volute perchè chi maneggia quei quatrini di solito è un mascalzone e ne occulta volutamente una buona parte, quest'ultimo dice che ci sono le spese di viaggio, dichiarazioni fiscali e altre cose.

    Quindi viene portata via della ricchezza alla povera gente per poi aiutarla in qualche modo con un contentino.
    Tuttavia quella gente analfabeta non sarebbe in grado di utilizzare quel tipo di ricchezza, quindi l'unica soluzione sarebbe insegnarglielo.
    Il signor Cane di leccia dice che quella gente va lasciata in pace.
    Io dico invece che si dovrebbe fare esattamente il contrario, cioè va inseguita ed ammaestrata a dovere.

  4. #54
    Ospite

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    come i cani? :lol:

  5. #55
    Enrico la talpa
    Ospite

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    Ho visto solo ora questa interessante discussione. Da quando sono rientrato a casa dalla Cina dove ero per lavoro mi hanno ricollegato i cavi del telefono solo ieri :angry: .

    Sono stato in Nigeria per lavoro, cinque anni fa, e capisco perfettamente quello che afferma Paolo Cattani.

    Il mio lavoro non è negli impianti petroliferi, ma ho visto la realtà della Nigeria.
    La Nigeria è ricoperta da pozzi di petrolio e oleodotti e da strade. Oddio chiamarle strade è un azzardo piuttosto li chiamerei nastri di asfalto.

    Per informazione: per costruire uno dei tre sopra citati, non si chiede permessi a nessuno, semplicemente si costruisce e basta, qualsiasi cosa ci sia su quel terreno Villaggi o altro.

    Le auto sulle strade non sono della popolazione nigeriana, ma di persone che “INVESTONO” nell’economia nigeriana e non si curano di quello che sta fuori dai finestrini. Si sale in macchina in aeroporto e si arriva nella località recintata e con guardie armate, si scende di macchina e si fa un bel bagno in piscina con camerieri e servitù.

    Sapete l’unica arma della popolazione qual è?
    Scavare su queste strade delle buche gigantesche per fare in modo che le auto siano costrette a deviare fuori dalla strada e a rallentare. In questo modo possono vendere la frutta e altri prodotti.
    Fiumi di persone (bambini,donne) che fanno cento chilometri al giorno per portare l’acqua al villaggio, che per giunta è stato espropriato del terreno per scavare un pozzo di petrolio.

    Ha ragione Paolo, non è semplice raccontare su di un forum quelle realtà.

    Una cosa però non concordo con Paolo e che un articolo come quello di Antonella Randazzo è giustamente scritto per occidentali.
    L’articolo dà un’idea di quello che sta accadendo e serve a far capire le inconcepibili realtà che si vedono nell’africa “ non turistica”.

    Vi assicuro che leggere è una cosa, vedere è un’altra, è un pugno allo stomaco che non riesci a descrivere a meno che tu non sia un giornalista con la mente libera da costrizioni.

    Potrei raccontare mille aneddoti, io come Paolo non sono giornalista, ed ho appena imparato a scrivere relazioni tecniche decenti.
    Purtroppo in Africa non puoi scrivere in termini tecnici, è necessario scrivere con il cuore e con la mente libera dai binari che ci costruiscono i “nostri padroni”.

    Poi ha ragione Mario, esporsi non è proprio la cosa più intelligente.

    In Nigeria ci siamo noi italiani, con inglesi, francesi, e americani, tutti in un paese non proprio libero dove gli interessi internazionali sono enormi….
    Chi vuole intendere intende….. ;)

    Enrico la talpa

  6. #56
    Ospite

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    Grazie Enrico.
    Finalmente qualcuno che parla. (non so se hai fatto bene a parlare anche a nome di Paolo ma va bene)

  7. #57
    Enrico la talpa
    Ospite

    Predefinito

    Non ho detto niente di speciale, se qualcuno ha la possibilità di andare in Nigeria si rende subito conto delle
    "anomalie" di quel paese, e negarlo sarebbe da ipocriti.

    Io non accuso nessuno, ma mi limito a dire che la Nigeria mi è apparsa in tutta la sua durezza.

    Non so se Paolo condivide il mio punto di vista, ma per me stare in silenzio non è possibile,
    almeno quello che vedo voglio poterlo raccontare liberamente.

    Io credo che il lavoro di internet sia quello di distruggere tutti i muri e le dighe che tentano di metterci
    davanti agli occhi.

    Capire una realtà non è reato, in Nigeria c'è petrolio e per quello siamo disposti a fare le cose più orrende.

    Nessuno può contraddire questo postulato.




 
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