Caro ZintoloQUOTE
Uno dei primi progetti della NASA per sfruttare l'atmosfera di CO2 di Marte erano celle elettrolitiche di Zirconia (un materiale ceramico che diviene conduttivo sopra i 1000K). Sfruttando le sue porosità, con un campo elettrico gli ioni di ossigeno venivano fatti passare attraverso di esso (una osmosi inversa molto spinta, se così vogliamo vederla), con tensioni operative di 1,6V.
Successivamente si utilizzarono celle elettrolitiche in carbonato fuso, che permettevano di scendere intorno agli 800K. Lo step successivo fu, per cosa ne so, lavorare a temperatura ambiente ed intorno ai 55 bar per ottenere CO2 liquida e farla reagire con miscele di sali fusi (IL).
Ammesso che il processo sia valido, ti renderai conto, spero, che le temperature di 1000 K le tensioni di 1,6V le pressioni di 55 bar ecc.. richiedono energia. Alla fine del processo otterrai C e O2 dissociati.
Lo scopo della Nasa non era certamente quello di ottenere cabonella da bruciare bensì ossigeno da respirare (siamo su Marte, può darsi che l'acqua non sia facilmente disponibile).
Tornando sulla Terra, se combinando il carbonio con l'ossigeno così ottenuti, riesci a produrre tutta l'energia usata nel processo di dissociazione e avanzi ancora qualcosa hai fatto il miracolo.
Mi chiedo perchè con tanta CO2 a disposizione per produrre energia gli USA vadano a rompere i maroni in medioriente.
O sono stupidi oltre che malvagi o qualcosa non funziona esattamente come descritto.
Ciao Andrea
Ti riauguro buon viaggio. Hai fatto più viaggi tu di buonanima di Giovanni Paolo II.
Se almeno uno degli strepitori ambaradan che sei andato a testare in giro per il mondo avesse funzionato a dovere saresti già vergognosamente ricco.
Confessa: tu vai a testare topastre, non apparati FE.
Ciao
Tersite