CITAZIONE (minimaltribe @ 9/6/2007, 20:43)
Riporto questa notizia presa da ansa.it :
Un gruppo di scienziati guidati da Marin Soljacic, un giovane professore di fisica di origine croata, e' riuscito ad accendere un bulbo da 60 Watt inviando energia elettrica wireless.
Sul mio Blog deepactions.blogspot.com mi diverto nel fare un'accostamento tra questa novitá e quello che accadeva in quel paese...

Magari inizialmente quando sparavano la corrente senza cavo chissa dove andava a finire

Saluti
Salve a tutti, un'altro CROATO, ma a questi, l'elettricità gli scorre nelle vene ????
Mi riferisco alla trasmissione di elettricità senza fili, questa era già stata inventata da Nikola Tesla, di origini Croate e residente negli Stati uniti, ma tutti i suoi progetti sono stati sequestrati dall' F.B.I. (Vedi il suo trasmettitore d'ingrandimento).
La mia personale opinione sul fenomeno siciliano è questa:
Nikola Tesla, fece muovere un'auto elettrica, recante sul paraurti posteriore un'antenna, era riuscito a trasmettere energia dal suo laboratorio fino all'autovettura e la fece muovere per diversi giorni all'interno della città. Qualche giorno prima della comparsa di questa auto, si verificò un'incidente alla centrale elettrica comunale, si era verificato un corto circuito dovuto ad un'anomalo aumento di potenza prodotto dagli alternatori, che si fusero letteralmente e si incendiarono. Credo che questo incidente sia direttamente collegato con l'esperimento del Tesla, propabilmente nell'accordare il suo trasmettitore, non si rese conto di averlo accordato su di una frequenza che risuonava con quello della centrale comunale.
Forse in Sicilia, qualcuno potrebbe aver tentato di replicare l'esperimento e per qualcuno mi riferisco sia ad un comune cittadino sperimentatore che ad un'azienda privata o statale, nell'effettuare queste prove hanno causato il problema. Con questo hanno constatato che il progetto funzionava, per questo nelle settimane successive hanno di proposito ripetuto le prove ben sapendo cosa sarebbe successo nel paesino, ma gli serviva per trovare una soluzione tecnica al problema. Chiaramente lungi da loro l'idea di proclamare pubblicamente un MEA CULPA, i danni causati sono ingenti e avrebbero dovuto pagare, senza calcolare che la segretezza sull'esperimento si sarebbe volatilizzata.
Per questo nulla di meglio che fermare l'esperimento quando la popolazione è stata allontanata ed iniziare di nuovo quando i cittadini sono tornati nelle abitazioni. Con questo sistema la colpa sarebbe ricaduta tutta sugli abitanti e la notizia sarebbe scemata e non avrebbe più attirato i Mass Media.
Torno a ripetere, questa è una mia personale opinione in merito alla faccenda, anche perchè non credo possibile che tanta gente si sia potuta mettere d'accordo e recitare questa farsa, senza calcolare che molti di loro si sono ritrovati l'abitazione in fiamme e NON erano assicurati e non hanno ricevuto alcun rimborso.
Mentre credo possibile che un'azienda in nome del DIO denaro, possa agire nel proprio interesse, fregandosene dei problemi causati alla comunità, anche se qualcuno muore.
Di esempi ne abbiamo tanti, non ultimo le cause di morte nelle fabbriche a causa dell'amianto, anche se sapevano non gli interessava, i guadagni innanzi tutto.
emc2