CITAZIONE (Rudolph @ 9/5/2007, 14:43)
Premessa: di lavoro io faccio il consulente per l'energia elettrica ed il gas a privati e comuni.
Di fatto la mia occupazione principale p stata la creazione e gestione di gruppi di acquisto di aziende, al fine di minimizzare la spesa energetica. Parliamo di ottimizzazione contrattuale. Pagare meno quel che si consuma, non consumare meno.
Il mio lavoro consiste nel fare le pulci ai contratti e cercare le clausole gabella ovunque esse si annidino. Quel tipo di clausole che i fornitori inseriscono talvolta nei contratti per "abbellirne" la presentazione (quando non proprio a mo' di truffa).
Mi ritengo discretamente bravo in questo (un po' di autostima ci vuole).
Facendo questo lavoro vengo ovviamente a contatto con molti imprenditori e pubbliche amministrazioni (attulmente circa 70 comuni, 1 provincia e circa 60-70 aziende). Come è ovvio e naturale essi guardano a me come riferimento nel momento in cui debbono orientare i loro investimenti nel settore energia.
Ed arrivo al punto. Nessuno, fino ad oggi (e lo dico con rammarico), è riuscito a presentarmi un piano di investimento senza nessuna "distrazione" (tipo trascurare i costi di assicurazione, o quantificare un KWh a 18 centesimi) alfine di accorciare i tempi di rientro dell'investimento. Un piano serio, che dica chiaro e tondo quanto e quando guadagnerò qualcosa coi pannelli solari.
Io non ce l'ho col solare. Sia chiaro. Io sarei (sarò) il primo a fare capriole di gioia quando qualcuno riuscirà, numeri alla mano nero su bianco, a convincermi che il solare è un investimento conveniente. Ho gente che fa la fila con 200k euro in mano e non vede l'ora di spenderli. Li avrebbe già spesi, se io non avessi trovato le suddette gabole nei piani di investimento loro presentati dagli agenti.
Quindi, siccome su questo forum ci sono molti installatori/venditori/appassionati, o in pubblico, o in privato all'indirizzo "info AT bnservices DOT it", chi vuole mi dimostri il contrario.
Poichè viviamo sulla terra, e si sa che sono i soldi a farla girare, io ho considerato l'investimento in pannelli come un investimento a rischio zero. Quindi il termine di paragone, l'obiettivo da superare, è di battere la redditività di un qualsiasi piano di investimento "zerorischi" (chessò, i buoni postali ad esempio, o i BOT).
C'è qualcuno che se la sente?
Ci provo io.
A molti potrò sembrare prolisso e ripetitivo, ma tu non penso che mi conosci, quindi……..
Quello che propongo non è consumare di meno, ma consumare sempre meno da fonti fossili.
Niente investimenti, niente Conto Energia o immissione in rete o scambio sul posto (che quando ci saranno i black-out fra qualche mese mostrerà alla grande il suo punto debole), quindi nessun motivo di stipulare contratti e finanziarie.
L'unica forma di incentivazione è in conto capitale e la becchi facendo figurare l'installazione di un impianto FV insieme a quella di una pompa di calore come intervento volto all'ottimizzazione dei consumi energetici della tua utenza, cioè prendi il 36% su base IRPEF in 5 anni.
Attenzione, il 36%, non il 55% perchè quello ancora è gravato da molte incertezze relative alla dabbenaggine di chi ci governa (è un discorso lunghissimo, lasciamo perdere perchè questa non è la sede opportuna).
A differenza dello scambio sul posto o dell'immissione in rete tradizionale questa tecnologia consta dell'uso di un inverter che fa lavorare l'utenza in semplice prelievo, quindi senza doppi contatori.
Non resti al buio in caso di black-out, non ti saltano gli inverter se immetti in BT lontano dalle centrali di smistamento o in caso di sbalzi di corrente (cosa che ad esempio succede spesso in campagna), non hai bisogno di mettere 20 pannelli FV subito (come nel caso anche dello scambio sul posto, perchè con degli standard di tensione dell'ordine dei 300 V o più voglio proprio vedere come faresti a sottodimensionare il tuo impianto, semmai lo fai uguale al tuo consumo, ma più piccolo...........) perchè l'inverter che usiamo ha standard di ingresso di 24 V o 48 V e lo puoi usare con qualsiasi fonte d'energia alternativa.
hai bisogno di un piccolo pacco d'accumulo (2 accumulatori da 42 Ah) perchè questo serve solo per orientare il meccanismo di bilanciamento di potenza, ma comunque 3 ore di autonomia in caso di black-out ce le hai.
Il ricambio di questo può costare al massimo 200 euro ogni 5 anni e dura il massimo della sua vita perchè non lo stressiamo praticamente mai, non mi pare un'enormità.
Puoi cominciare con soli quattro pannelli e poi aggiungerne pure uno alla volta per dilazionare la spesa nel tempo, oppure comprare tutto e subito e non avere necessità di usare più di 2 kWp di impianto FV (a dispetto dei tuoi 3,3 kW di contratto).
Resti sempre attaccato all'ENEL nella maniera tradizionale, ma la usi solo in caso di emergenza o nei momenti in cui (eventualmente) la potenza da te consumata sia superiore a quella prodotta dalle FER e solo per la parte eccedente.
Qui sotto ci sono i costi per la soluzione dilazionata nel tempo o completa, ogni step da 2500 euro nello specifico sono 4 pannelli FV da 130 Wp tipo Kyocera
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