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Discussione: DNA artificiale

  1. #51
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    salve ely...
    beh, mi stavo baloccando su alcune cose ....

    penso,,, se possiamo costruire DNA artificiale,posto che,

    con aratteristiche costruibili...
    beh,se costruiamo un set di cellule atificiali,che possono riprodursi ed autoripararsi solo in condizioni artificiali ,
    e non in condizioni libere naturali,
    e che sono programmate solo per produrre elettricità,
    o bio-elettricità, a partire da carburanti, poveri, o a basso costo, o derivati da scarti industriali e/o
    derivati da rifiuti, urbani ,ecc..
    potremmo costruire piccole o relativamente piccole batterie ,che funzionanodirettamente con un serbatoio,
    senza doversi ricaricare ad una rete...

    tipologia simile a quella delle celle acombustibile basate sull'idrogeno,senza molti problemi derivanti dallo stoccaggio dell'idrogeno...


    certo..certo..è solo un'idea da fantascienza...personalmente non ho la minima cognizione per poter solo pensare come produrre queste cellule a dna artificiale.,,,,,,con mitocondri potenziati per la produzione energetica....e circolazione e produzione di proteine ad hoc...ecc...
    (beh,se metà del peso di un corpo umano è in carburante........)
    mi rendo conto che il bio è estremamente complesso e difficile...
    per solo approcciarlo mi occorrerebbe una decina d'anni di studi..e non ho questa possibilità.....
    inoltre questo approccio ,diverso dallo studio di possibili rimedi per malattie e/o imperfezioni da migliorare,
    non ha aspetti economici veraente appetibili....
    inoltre alcune batterie a glucosio o metanolo,mi pare,sono già state presentate, e funzionano con normali principi chimici,senza bisogno di scomodare DNA ....ecc....
    comunque continuo......

    e questo è per l'OT...
    ma non si esagera un pò con queste manie di chiudere sempre ogni discussione?



  2. #52
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    Che fantasia che hai :lol:

    Ciò non toglie che per alcune applicazioni in campo energetico possiamo copiare dalla natura, ma non possiamo certo (almeno con la tecnologia e conoscenza di oggi) arrivare a sfruttare gli organelli cellulari per scopi energetici.
    Batterie al glucosio ne ho sentito parlare. Se non erro, un colosso dell'elettronica giapponese ha sviluppato un prototipo in grado di fornire 50mW.

    Per quanto riguarda lo studio della biologia, ti assicuro che quanto ti ho detto lo trovi in un buon libro di testo universitario. Oramai sono concetti di base ;)
    Certo che se vorresti approfondire ulteriormente qualche argomento devi faticare un po' di più. Ma solo dopo aver una buona base.

    Ely

  3. #53
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    beh, sooolo per un piccolo svago...
    se dovessimo progettare un generatore tipo matrix, da 1000Mw,
    con un milione di corpi umani...
    beh,considerando un 0.2 mt3 per loculo,
    considerando impianti per alimentazione, tubi di collegamento, ecc..ecc..
    diciamo 0.5milioni di metri3...considerando corridoi di ispezione,sostituzione...ecc ..impianti elettrici...depuratori..costruttori di cibo..ecc..
    arriviamo a 1 milione di mt3,tanto per stare sicuri....
    un impiantino da circa 20mt in altezza. 100 in larghezza.500 in lunghezza...
    beh,non propio compatto...mah...non so quanto efficiente....

    lasciamo questa disgressione...
    allora..una mutazione , avviene per molti fattori,e potrebbe interessare solo alcune cellule,
    che magari si trasformano in cancerogene, e potrebbero, riproducendosi,generare metastasi,cioè brandelli di cellula, che vanno ad infettare cellule sane, e le mutano a loro volta,in una reazione a catena distruttiva...
    potrebbe essere?

  4. #54
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    Guardare troppa tv fa male.... :sick:

    A prescindere dalle cause, una cellula quando è seriemente compromessa si autodistrugge. Questo meccanismo prende il nome di apoptosi.
    Quando il meccanismo diventa difettoso può insorgere una metastasi.
    Scusa la brevità ma oggi non ho molto tempo per scrivere una spiegazione.

    Ely

  5. #55
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    ok,capito....
    beh, la cellula non si riproduce,genera metastasi,che infettano altre cellule...con reazione a catena biologica....

  6. #56
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    da dna artificiale modificato da termiti produrremo combustibile?

    POTREBBERO ESISTERE enzimi migliori, ancora sconosciuti, che aspettano solo di essere scoperti? La Verenium di Cambridge, Massachusetts, pensa di sì, e sta esplorando il pianeta a caccia di un microbo in grado di produrli. Gli scienziati dell’azienda stanno guardando ovunque – hanno studiato anche gli escrementi dei rinoceronti e gli stomaci delle mucche – ma la loro ricerca più interssante finora li ha portati in Costa Rica, dove risiede una delle popolazioni di insetti più varie al mondo. Lì, in collaborazione con il microbiologo del Caltech Jared Leadbetter e con un team di ricerca indigeno, hanno raccolto termiti dalla foresta pluviale.

    Le termiti sono grandi consumatrici di cellulosa, e sfruttano un mix di batteri, funghi e altri microrganismi presenti nelle loro viscere per scomporre foglie e alberi morti. “Gli organismi che naturalmente scompongono e digeriscono il materiale delle pareti delle cellule vegetali sono moltissimi”, spiega il biologo Kevin Gray, direttore del settore fonti alternative dell’azienda. “Le termiti sono le prime della lista”.

    Dopo aver estratto l’intestino delle termiti, che contiene un materiale in cui risiede un intero ecosistema di microbi, il team lo ha trasferito in America per isolarne il Dna. Qui, in collaborazione con il Dipartimento dell’Energia, sta sequenziando il Dna alla ricerca dei geni deputati alla creazione delle cellulasi. Un’analisi preliminare mostra “un’ampia varietà di enzimi”, continua Gray. A seguire, verrà determinato il mix di cellulasi più efficace testando il frutto delle estrazioni dalla materia vegetale. La speranza è quella di individuarne uno in grado di rompere i legami della cellulosa in maniera più veloce ed efficiente di quanto sia mai stato in grado di fare il fungo T. reesei della Novozymes.

    Ma la Verenium non è un’azienda di fornitura di enzimi come la Novozymes, il suo settore di business è quello dei combustibili. E in una bioraffineria pilota alla periferia di Jennings, in Louisiana, gli enzimi sono già al lavoro. È uno dei pochi posti al mondo in cui dalle piante già si ricava energia effettivamente utilizzabile.

    Si parte da un prodotto di scarto della canna da zucchero, che viene trattato con una mistura acida, per poi venire riversato in dei serbatoi per essere sottoposto alle altre due fasi del processo. Prima, nel contenitore vengono inseriti dei microbi produttori di enzimi che scompongono la cellulosa, trasformando il materiale in zucchero. Poi altri due microrganismi – tra cui un ceppo speciale del batterio Escherichia coli sviluppato dalla microbiologa della University of Florida Lonnie Ingram – fermentano lo zucchero convertendolo in alcool.

    L’impianto genera abbastanza etanolo da valutare l’efficienza della tecnologia di base, se non da dimostrare la sua praticabilità sotto il profilo commerciale. Ma John Doyle, vicepresidente della Verenium, sta supervisionando il progetto di costruzione di una struttura più grande, e spera di provare la validità dell’economia di scala, anche prima che l’azienda individui i giusti enzimi derivati dalle termiti. “L’aspetto high tech del processo è rappresentato dagli organismi”, spiega Doyle. “Una volta individuati quelli si può sempre inserirli nell’infrastruttura già esistente”. La raffineria, in altre parole, è solo l’hardware, è la biologia a fornire il software, e gli enzimi vengono aggiornati ogni qual volta se ne scopre uno nuovo e più idoneo allo scopo.

    Secondo gli scettici chi si aspetta troppo dall’etanolo da cellulosa ne ignora gli effetti collaterali: le automobili andranno riconvertite, i condotti attuali non potranno trasportarlo, e non abbiamo abbastanza terra per ricavarlo. Gli ottimisti ribattono che se il combustibile c’è, costa poco ed è tanto, l’infrastruttura verrà da sé. “Se riusciamo a produrre etanolo su larga scala in modo sostenibile, senza produrre carbonio e in maniera economica, ce la faremo sicuramente”, commenta Lynd, sottolineandolo il fatto che le auto possono essere facilmente convertite all’etanolo, e che il cambiamento è già stato attuato per la maggior parte dei nuovi veicoli prodotti in Brasile. “Il raggiungimento degli obiettivi non è messo in discussione dalle potenzialità dell’etanolo come combustibile, quanto dalle attuali difficoltà riscontrate nella conversione della biomassa cellulosica in zuccheri”.

    Né i finanziamenti pubblici né quelli privati, chiaramente, garantiscono il progresso scientifico o i miracoli commerciali. E anche i più accaniti sostenitori dell’etanolo ammettono che esso non risolverà i nostri problemi energetici – e non fermerà il riscaldamento globale – se non verranno attuati degli sforzi paralleli per migliorare l’efficienza energetica e i consumi dei veicoli. C’è anche il timore che l’interesse scemi un’altra volta nell’eventualità di un fiasco dei primi impianti dimostrativi o di un calo dei prezzi del petrolio. “Per far sì che il settore carburi c’è bisogno di innovazioni a breve scadenza, e con questo intendo entro i prossimi cinque, al massimo sette anni”, sostiene Martin Keller, microbiologo dell’Oak Ridge National Laboratory in Tennessee e direttore del BioEnergy Science Center. “Altrimenti, ho paura che il campo verrà nuovamente abbandonato”.

    É il solito problema di far funzionare la scienza più all’avanguardia su scala industriale e quotidiana. Indubbiamente, anche alcuni dei progetti più ambiziosi e finanziati falliranno. Ma il fervore della ricerca – che spazia dal supermicrobo di Lee Lynd al perfezionamento delle cellulasi già esistenti all’individuazione di nuovi enzimi presenti in natura – sembra indicare un’alta probabilità di successo.

    Secondo Alexander Karsner, vicesegretario dell’Office of Energy Efficiency and Renewable Energy del Dipartimento dell’Energia statunitense, con tutti i nuovi impianti che si sanno insediando nel paese è probabile che il comparto dell’etanolo da cellulosa riesca a diventare competitivo entro i prossimi sei anni. “Credo però che non ci sarà mai una soluzione univoca a scapito di tutte le altre”, commenta, “quindi ci sarà bisogno di varie tecnologie”.

    Dall’esperienza passata, Lynd ha imparato a mostrarsi prudente sulle previsioni per il futuro, ma confessa di ritenere che “tutte le problematiche fondamentali sulla conversione della biomassa cellulosica in etanolo potrebbero risolversi nell’arco dei prossimi cinque anni”. La sua visione è lineare e semplice, pochi passaggi tracciati su una lavagna. Il denaro e la volontà ci sono. Addomestichiamo la scienza, si pensa, e il mercato farà il resto.

    © Wired Magazine



    ps

    Potrà non accadere nell’immediato, ma Lynd ha pazienza, e sta cercando la sua scoperta epocale da trent’anni. “Non so se questo mi rende un illuminato o un idiota”, commenta. “Probabilmente un po’ di tutt’e due”.


  7. #57
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    Non mi sembra nulla di nuovo.
    In Canada esiste un'azienda che ha brevettato degli enzimi modificati geneticamente utilizzati per produrre bioetanolo e non solo.
    Anche un altro utente di recente mi ha chiesto informazioni in merito.

    Ely

  8. #58
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    beh,anche da altre parti...

    PER ACQUISTARE degli enzimi, il posto ideale è la Novozymes, il principale fornitore al mondo di cellulasi. L’azienda, con base in Danimarca, fa affari d’oro vendendo milioni di chili di enzimi, che vengono utilizzati per ogni scopo, dalla produzione di alcool senza malto allo sviluppo di scioglimacchia per i detersivi. La Novozymes perfeziona i propri enzimi in laboratori biotech, e li manda nelle fabbriche di tutto il mondo, dove vengono assemblati. Ad oggi, in una succursale alla periferia di Davis, in California, la società sta lavorando alla prossima svolta.

    Nel 2000 Joel Cherry, un biologo molecolare attualmente responsabile per l’azienda di un progetto di ricerca sugli enzimi da biomassa, ha iniziato a pressare la Novozymes perché ne sviluppasse alcuni da utilizzare nella produzione di combustibili. “Moltissimi sostenevano che non ne valesse la pena”, ricorda. Ma Cherry ha insistito perché l’azienda facesse domanda per un finanziamento del Dipartimento dell’Energia, che alla fine ha destinato alla Novozymes e alla Genencor di Palo Alto circa 15 milioni di dollari ciascuna per rendere più economiche ed efficienti le cellulasi correntemente disponibili. Attualmente Cherry dirige un team di circa 100 ricercatori che concentra i propri studi esclusivamente sugli enzimi da cellulosa, nel più ambizioso – e unico – progetto di Ricerca & Sviluppo della società.

    Gli enzimi oggi impiegati per ottenere etanolo da cellulosa derivano da un microbo scoperto durante la
    Seconda Guerra mondiale, quando danneggiava le tende usate dalle truppe americane nel Sud Pacifico. Allora venne fuori che si trattava di un fungo tropicale denominato Trichoderma reesei, che secerne un mix di oltre 50 enzimi che processano la cellulosa. I ricercatori sono riusciti a produrne dei ceppi in grado di generare lo stesso quantitativo di enzimi molto più velocemente. “È assolutamente lo standard ideale della produzione di cellulase”, spiega Cherry.

    Ad oggi la Novozymes vende cellulasi derivate da T. reesei, principalmente ad aziende di abbigliamento che le usano per dare ai jeans l’aspetto stone-washed. Chiaramente i margini di profitto sui jeans sono maggiori che sul combustibile, e gli enzimi restano tuttora troppo costosi per fare dell’etanolo da cellulosa un’opzione commercialmente praticabile.

    Quindi il team di Cherry ha aggiunto nel fungo quattro nuovi geni produttori di enzimi, ricavando le sequenze da altri organismi generatori di cellulasi presenti nelle colture dell’azienda. In alcuni dei campioni, i bioingegneri hanno fatto ricorso alla cosiddetta evoluzione diretta: hanno fatto mutare i geni e poi hanno usato lo screening ad alta risoluzione per testare negli enzimi risultanti eventuali miglioramenti in proprietà come la resistenza al calore e la capacità di decomporre la cellulosa. Le combinazioni più riuscite venivano a quel punto testate in dei reattori sugli scarti da granturco. A distanza di quattro anni dai primi tentativi, Cherry e colleghi sostengono di aver ridotto il costo del mix enzimatico da un dollaro a venti centesimi per litro di etanolo. Anche la Genencor vanta progressi simili.

    Il solo modo per valutare realmente il costo e l’efficacia degli enzimi, tuttavia, è farli agire su riserve reali in condizioni di produzione industriale. A tal fine, la Novozymes sta fornendo i suoi nuovi enzimi a diverse compagnie in America, Europa e Cina perché li utilizzino in impianti dimostrativi. Sono in corso almeno una decina di progetti, tutti alla ricerca del primo successo commerciale. “Stiamo riuscendo a rendere gli enzimi sempre più economici, e continueremo a puntare su questo aspetto”, precisa Cherry. “Se anche solo una di queste iniziative riesce a dimostrare concretamente la sua praticabilità dal punto di vista economico, sono convinto che il mercato letteralmente impazzirà”.

    © Wired Magazine


  9. #59
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    beh,cos'è esattamente l'epigenetica?
    e il fenotipo riguarda l'ontogenesi?
    articoletto

    Geni: anche la posizione conta

    L'eterogeneità dei sintomi aveva finora reso complesso lo studio e la comprensione dei meccanismi molecolari difettosi nella sindrome

    Non solo l'alterazione del singolo gene, ma anche lo spostamento dei geni può determinare gravi malattie. Lo conferma una ricerca frutto della collaborazione tra l'Istituto di genetica e biofisica del CNR e del Medical Research Council di Edimburgo, diretti da Maurizio D'Esposito, Maria Matarazzo e Wendy Bickmore, e realizzata grazie ai finanziamenti di Telethon.
    "Il nostro genoma è una macchina biochimica di straordinaria complessità e funziona in uno spazio tridimensionale", spiega la Matarazzo. "Accanto alla sequenza del DNA, esiste un ulteriore repertorio di informazioni, più versatile e complesso, dipendente dall'interazione tra DNA e proteine che, avvolgendosi tra loro, compongono i cromosomi in ogni cellula. Questo codice è detto ‘epigenetico' e agisce come una serie di 'manopole' che controllano il volume, alzando o abbassando la ‘voce' dei geni".

    I ricercatori dell'IGB-CNR hanno dimostrato che la posizione e la distanza reciproca dei geni rappresentano aspetti cruciali per il loro corretto funzionamento: "Il lavoro congiunto ha condotto all'identificazione del primo caso di un difetto nella posizione e nella distanza reciproca di alcuni geni in pazienti di una malattia genetica umana, la sindrome ICF". Questa malattia provoca una disfunzione delle cellule B del sistema immunitario, anomalie facciali e ritardo psicomotorio e mentale. "L'eterogeneità dei sintomi aveva finora reso complesso lo studio e la comprensione dei numerosi meccanismi molecolari difettosi in questa patologia genetica. Nella sindrome ICF abbiamo osservato per la prima volta un mal posizionamento di alcuni geni all'interno del nucleo della cellula associato a una de-regolazione dell'espressione degli stessi", spiega D'Esposito.

    La scoperta offre inoltre un nuovo paradigma interpretativo per studiare i meccanismi molecolari sottostanti a patologie come la sindrome di Rett o il cancro, alla cui base vi sono perturbazioni dei geni o degenerazione cellulare.


    corrette queste definizioni?

    Epigenetica
    Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

    Si intende per Epigenetica una qualunque attività di regolazione dei geni tramite processi chimici che non comportino cambiamenti nel codice del DNA, ma possono modificare il fenotipo dell’individuo e/o della progenie.

    Ad esempio:

    Metilazione del DNA
    acetilazione degli istoni
    Questi fenomeni epigenetici alterano l'accessibilità fisica al genoma da parte di complessi molecolari deputati all'espressione genica e quindi alterano il grado di funzionamento dei geni.


    Definizione
    Il merito per avere coniato, nel 1942, il termine epigenetica, definita come "la branca della biologia che studia le interazioni causali fra i geni e il loro prodotto e pone in essere il fenotipo", viene tributato a Conrad Waddington (1905-1975). Già alla metà del diciannovesimo secolo si trovano tracce dell'epigenetica in letteratura, sebbene le sue origini concettuali risalgano ad Aristotele (384-322 a.c.), il quale credeva nell'epigenesi, ossia nello sviluppo di forme organiche individuali a partire dal non formato. Questa visione controversa è stata la prima argomentazione a opporsi al concetto che l'essere umano si sviluppi da minuscoli corpi completamente formati.

    Anche oggi le opinioni su quanto siamo preprogrammati e quanto forgiati dall'ambiente non sono unanimi. L'epigenetica si è fatta strada per spiegare il divario fra natura ed educazione. Nel ventunesimo secolo viene perlopiù definita come "lo studio delle modifiche ereditabili nella funzione del genoma che si verificano senza cambiamenti della sequenza di DNA".


    Citazioni
    « L'epigenetica consiste in tutte quelle cose occulte e meravigliose che la genetica non è in grado di spiegare »
    (Denise Barlow (Vienna))
    « Il DNA non è altro che un nastro su cui sono registrate le informazioni, inutile senza un apparecchio che consenta di leggerlo. L'epigenetica è il lettore di nastri »
    (Bryan Turner (Birmingham))
    « Mi rifaccio metaforicamente al computer paragonando il disco rigido al DNA e i programmi all'epigenoma. È possibile accedere a determinate informazioni memorizzate sul disco rigido del computer attraverso i programmi, ma ci sono aree protette da password e altre ad accesso libero. Direi che stiamo indagando sul perché alcune aree sono protette da password e altre sono libere »
    (Jörn Walter (Saarland, Germania))
    « In un nucleo di pochi micrometri sono contenuti circa 2 metri di DNA. Stiamo cercando di capire i meccanismi di accesso al DNA, considerando il ridotto volume del nucleo »
    (Gunter Reuter (Halle, Germania))
    « Dalla gestione delle informazioni nel nucleo deduciamo che determinate informazioni genetiche sono strettamente condensate nel genoma. Alcune devono inoltre essere sempre attive, come i geni housekeeping, quindi in epigenetica le informazioni vengono gestite come a casa: quelle sempre necessarie non le riponiamo, mentre le vecchie pagelle della scuola le teniamo in una scatola in soffitta »
    (Peter Becker (Monaco))
    « La differenza fra genetica ed epigenetica può essere paragonata alla differenza che passa fra leggere e scrivere un libro. Una volta scritto il libro, il testo (i geni o le informazioni memorizzate nel DNA) sarà identico in tutte le copie distribuite al pubblico. Ogni lettore potrà tuttavia interpretare la trama in modo leggermente diverso, provare emozioni diverse e attendersi sviluppi diversi man mano che affronta i vari capitoli. Analogamente, l'epigenetica permette interpretazioni diverse di un modello fisso (il libro o il codice genetico) e può dare luogo a diverse letture, a seconda delle condizioni variabili con cui il modello viene interrogato »


  10. #60
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    CITAZIONE (iperabazon @ 22/10/2007, 17:19)
    beh,cos'è esattamente l'epigenetica?

    La definizione che hai cercato su wikipedia è corretta.
    Si tratta di un settore specilistico della biologia molecolare.

    CITAZIONE (iperabazon @ 22/10/2007, 17:19)
    e il fenotipo riguarda l'ontogenesi?

    Il fenotipo rappresenta come appare un organismo in base al suo profilo genetico (genotipo). Qualcuno ama defirire il fenotipo anche come l’insieme dei modi in cui il genotipo si esprime nell’ambiente.
    Ma lo stesso genotipo non produce sempre lo stesso fenotipo, infatti è possibile individuare differenze anche tra gemelli omozigoti i quali apparentemente hanno lo stesso corredo genico.

    L'ontogenesi è l'evoluzione biologica di un organismo.
    Quindi per rispondere alla tua domanda, scrivo si.
    Possiamo quindi dire che la traduzione del genotipo in fenotipo è propio l'ontogenesi.

    Ely

  11. #61
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    ok...
    continuo...
    articolo più completo su dna artificiale

    http://www.lastampa.it/_settimanali/tst/PDF/5.pdf


  12. #62
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    CITAZIONE
    Non solo, anche i raggi solari per quanto filtrati dall'atmosfera hanno azione mutagena. E la cosa non è affatto la tragedia esistenziale che molti paventano. Le mutazioni (casuali o suggerite dall'Altissimo per chi ci crede) sono il meccanismo che rende possibile l'evoluzione. Moltissime sono dannose o mortali per l'individuo è vero, ma una su un milione apporta una modifica che aiuta la specie ad adattarsi.
    L'inquinamento radioattivo (e proprio Chernobyl, Hiroshima ecc lo dimostrano) non è affatto incompatibile con la vita naturale come invece lo è spesso la semplice presenza umana. La natura ragiona in termini di specie, l'uomo invece di individuo. La cosa è comprensibile e giustissima, purchè non se ne faccia una scusa per anteporre gli interessi umani a quelli del mondo.

    I raggi solari non provocano solo mutazioni ....

    Le mutazioni casuali non esistono ...specialmente suggerite d'altissimo .

    Evoluzione o adattamento ?

    Per l'inquinamentio radiottivo se vuoi puoi provare sempre la solita supposta all'uranio impoverito , nel tuo caso puo davvero far bene , per il resto basta vedere le migliaia di bambini e adulti di Chernobyl che ancora oggi arrivano in Italia per l'estate ....
    Quindi l'unica cosa incompatibile è spesso la presenza umana , in particolare di esseri sottosviluppati mentalmente (che giocano a fare l'altissimo), che pensano di poter "snaturare" il naturale ordine , senza pagarne le conseguenze .
    Il mondo i suoi "interessi" li tutela da solo ....di tanto in tanto con una bella "Resettata" .
    Basta guardare un'attimo indietro e ti accorgi che il passato si ripete sempre e sicuramente non saremo un' eccezzione alla regola .

    CITAZIONE
    Qualche risposta all'ernesto copialesto in trasferta extrasciosa:

    CITAZIONE
    L 'Rna quando verrà studiato ? Per quale motivo non si realizzano dei studi approfonditi paragonabili a quelli svolti sul Dna ?

    Ma dove l'hai tratto il vaticinino che l'RNA non verrebbe studiato? Lo leggi nelle scie chimiche come gli sciamani nelle budella delle capre? :unsure:

    Lo confermi tu , con questa risposta simpatica ...anche l'altra volta hai iniziato quotando per poi desistere ...vuoi ripetere l'esperienza da moderatore oppure vuoi testare le nuove capacità di censura che ti sei meritato ?

    CITAZIONE
    CITAZIONE
    Le mutazioni a parte quelle ereditarie a che cosa sono dovute ?

    La mutazione è l'azione istantanea che cambia il codice genetico della cellula. Tutte le mutazioni sono dovute esclusivamente a danni al codice genetico provocate da agenti fisici, biologici e chimici (radiazioni ionizzanti, virus, farmaci e veleni, ecc.). Una volta instauratesi tutte le mutazioni sono trasmesse alla prole (se l'organismo può ancora riprodursi) perchè ovviamente il codice copiato nei gameti è tutto o parte del codice genetico con la mutazione. Quelle ereditarie sono le malattie o comunque gli effetti che il codice mutato provoca. Non esiste una tendenza ereditaria alla mutazione se è questo che intendevi.

    La mutazione è l'azione istantanea che cambia il codice genetico della cellula. ( in che modo ?)

    Tutte le mutazioni sono dovute esclusivamente a danni al codice genetico provocate da agenti fisici, biologici e chimici (radiazioni ionizzanti, virus, farmaci e veleni, ecc.).

    Le radiazioni bernefiche di Chernobyl o di Hiroshima e Nagasaki ?

    Virus farmaci (ma perchè non sono tutti benefici ?) e veleni (intendevi dire le migliaia di prodotti mai testati per la loro tossicità incrociata ?)

    Una volta instauratesi tutte le mutazioni sono trasmesse alla prole (se l'organismo può ancora riprodursi) perchè ovviamente il codice copiato nei gameti è tutto o parte del codice genetico con la mutazione.

    Quello che è successo a Chernobyl e che tranne in qualche trasmissione alle 1 o 2 di notte su raitre , non sono mai apparse in Tv
    ecco perchè c'è ancora qualche pirla che crede che il nucleare si una forma di energia , invece di una forma di autodistruzione intrinseca.Ovviamente il nuovo dna artificiale è immune da radiazioni avendo incorporato il dna del batterio Radiodurans ..... .

    Quelle ereditarie sono le malattie o comunque gli effetti che il codice mutato provoca. Non esiste una tendenza ereditaria alla mutazione se è questo che intendevi.

    Uno sciogli lingua oppure una dei tuoi soliti avvitamenti cerebrali ereditari ?

    CITAZIONE
    CITAZIONE
    è possibile autoripararsi , visto che il dna per tua espressione è una macchina talmente perfetta ?

    Certo, esistono dei meccanismi biologici di autoriparazione. Comunque, come dicevo sopra, una certa dose di mutazioni è buona cosa dal punto di vista della specie, permettendone l'adattamento evolutivo. Quindi anche se non si autoripara la macchina resta comunque molto vicina alla perfezione. :)

    Quindi il Dna artificiale a che serve ? o meglio a chi serve ?

    CITAZIONE
    Perchè scomodare modifiche genetiche inattuabili al momento ?

    Qui la risposta non può che essere poco urbana. Ma perchè non passare più tempo a fotografare scie e lasciare in pace chi occupa una parte qualitativamente significativa di materia grigia per seguire questi studi che, tra l'altro, sono "inattuabili" in maniera inversamente proporzionale alla veridicità dei complottoni planetari? <_<

    Perchè essenzialmente quando non sai rispondere è il tuo solito modo di agire ?
    Il tentativo squallido di rimandare ad altre situazioni ti rende sempre più vicino all'odisseo nello spazio .
    Dovrei lasciare in pace un manipolo di scientisti , che invece di occuparsi di cose più urgenti dileguano immense quantità di denaro , per delle cose inattuabili ?
    Se sei in grado di fare qualche esempio di modifiche di dna andate a(?) buon fine , puoi farlo in qualsiasi momento ....senza scomodare altre ossesioni che ti circolano per la "cabezza"

    CITAZIONE
    CITAZIONE
    Perchè continuare a studiare in maniera generica invece di concentrare gli sforzi su un vettore affidabile (sempre che esista) ?

    Qui concordo. Mi pare un ottimo suggerimento: "Ma brutti scemi, perchè sprecate sforzi in maniera generica e non vi concentrate sul vettore affidabile?" - "Oh, perbacco! Hai ragione! E quale sarebbe il vettore affidabile su cui concentrarsi?" - "Ah, boh! Non so manco se esiste, trovatevelo, ma vi devo dire proprio tutto?" :lol:

    Un vettore affidabile ... non modificarlo affatto visto che il livello di perfezione del dna è abbastanza elevato , come il suo sistema intrinseco di autoriparazione ...fornire le sostanze che servono all' auto riparazione e eliminando le sostanze che provocano le mutazioni ?

    è sempre interessante constatare che l'ingresso in sala moderatori non ha di certo migliorato il tuo comportamento ne la capacità di risposta .....

    Saluti e auguri per la nuova "situazione" retribuita che ti sei comquistato sul campo...... dandoti alla fuga .....

    ahahahahahahahahahahahah


 
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