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  1. #51
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    CITAZIONE (ag_smith @ 17/1/2005, 14:37)
    mi serve come alimentatore da 0 a 50v o piu volt ac e cc con grosse potenze cosi' posso usarlo per tutto....  da saldatrice ad alimentatore per elettrolisi o per fare accendere lampadine o far funzionare circuiti elettronici e soprattutto senza rischiare di sruciare niente!! ...

    Ciao a tutti
    Ciao Ag-smith! per costruire un alimentatore con queste caratteristiche il trasformatore è il meno a questo punto, occhio non è un progetto banale, anzi... la potenza di dissipazione dei finali però è spaventosamente alta specie se prelevi molta corrente a basse tensioni.... forse c' è chi ha più esperienza del sottoscritto nella costruzione di alimentatori e quindi può consigliarti al meglio, ma se non vuoi intraprendere la tecnologia switching, conviene avere più valori di secondario a seconda della tensione di uscita. Anzi visto che commutare 50 ampere richiedono relais di un certo costo e pregio, forse conviene lavorare sul primario, però alzando il costo del trasformatore. Ma sei sicuro che ti servano 50 A? Se fai qualche corto un piccolo transistor vaporizza o ti esplode in faccia. Per questo il super alimentatore deve necessariamente avere un sofisticato e preciso circuito di limitazione di corrente con relativo strumento di lettura, magari digitale. Secondo me ti conviene avere più alimentatori da usarsi a seconda dell' utilizzo.

    Salutoni
    Furio57

    Edited by Furio57 - 17/1/2005, 15:24

  2. #52
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    Risposta rapida.
    1) Ti consiglio di abbandonare l'idea di un alimentatore unico per tutto.
    2) Usa una saldatrice per fare la saldatrice. Se vuoi modificala e facci gli esperimenti e le migliorie, invero tante che si possono fare, ma sempre nell'ottica della saldatrice.
    3) Un buon alimentatore stabilizzato da 5 a 30V 5A già non facilmente realizzabile ma sempre utile per l'elettronica.
    4) Un alimentatore di potenza non stabilizzato per tutti gli esperimenti off-set. Variabile da 12 a 75V.

    Con questi quattro oggettini ti sbizzarrisci ad alimentare cosa ti pare (o quasi) nella maniera giusta. Poi, se ne scoppi uno non rimani asciutto di tutto.

    Per il filo da 2.5 suppongo tu parli di diametro del filo. Un filo da 2.5mm di diametro ha una sezione di:

    pi (2.5/2)^2 = 5mmq

    se usi due fili da 2.5mmq di sezione e cioè di

    2 x sqr(2.5/pi) = 1.8 mm

    e se fai altrettanto....

    2 x sqr(1.8/pi) = 1.5 mm

    Ne ricaviamo che quattro fili da 1.5mm di diametro danno una superficie circa di uno da 2.5 di diametro. Tu li avvolgi in parallelo, attento, avvolgi in parallelo tutti e quattro i fili, non fai quattro avvolgimenti e poi li colleghi in parallelo, hai risolto il problema.

    Ciao

  3. #53
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    Ciao,

    Penso che ag smit voglia un alimentatore (un trasformatore al massimo rettificato con un grosso condensatore.) non stabilizzato per fare il magnegas e cose simili.

    Non credo voglia usare i rele per le commutazioni e tantomeno i finali per limitare la corrente e la tensione.

    Per selezionare le uscite bastano 10 mammut!

    Fare un alimentatore serio limitato in tensione e corrente di quella potenza è difficile (io ho due darlington da 300A 600V andrebbero bene, per dissipare il calore ci vuole un radiatore!)

  4. #54
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    azz delta ma con cosa alimenti quei darlington?? che hai una centrale nucleare in casa??

    cmq a me interessa avere le uscite in ac cc non stabilizzata e cc stabilizzata cmq usero un ammasso di mammout o di spinotti...

    cmq per quello che devo fare io l'unica cosa che puo andare bene e' la saldatrice modificata perche non ho lo spazio per mettere tutti quegli oggettini...

    per questo cercavo una cosa che come la saldatrice puo essere usata per grandi potenze e grazie allo shunt anche per piccole utenze....

    cmq le dimensioni dei fili che io ho detto sono sempre riferite al diametro non alla superfice...

  5. #55
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    Alimentatore stabilizzato vuol dire che anche sotto carico eroga sempre lo tesso voltaggio e non può superare l'amperaggio impostato.
    Serve per alimentare circuiti che richiedono queste caratteristiche e solitamente dissipano molta potenza sui finali.

    Quello che vuoi fare tu è un semplice trasformatore rettificato.

    Dubito che riuscirai a stabilizzare l'uscita del trasformatore (con un ponte raddrizzatore adequato e un grosso condensatore elettrolitico la rendi continua e adatta ai tuoi scopi, però non è stabilizzata in quanto se applichi un carico al trasformatore il voltaggio in uscita si abbassa)


    Ti stai facendo un sacco di problemi: probabilmente il filo che c'è su va già bene

  6. #56
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    io come stabilizzata intendevo la tensione cioe' che dovevo mettere il grosso condensatore elettrolitico... con che capacita' me lo consigliate?? se gia non ce neòlla saldatrice??

  7. #57
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    Usa il più grosso che hai (come un bicchiere) con un voltaggio superiore (almeno di 10v se no scoppia)alla tensione massima (che eroga il trasformatore)*1,4

    Facendo 1.4 (radice quadrata di 2)*voltaggio trovi il voltaggio una volta che hai rettificato e filtrato l'uscita del trasformatore.

    Per quello che ci devi fare non è un componente critico (dai 10000 uf va bene) lo puoi semptre sostituire.

    Hai già un ponte raddrizzatore o 4 diodi da 100A 100v quelli si che sono difficili da trovare!
    Se vuoi lavorare salda assieme 100*4 gruppi (100diodi in parallelo per ogni ramo del ponte)di diodi da 1A 1000v; costano 5 euro in fiera 1000 diodi(in negozio di più)

  8. #58
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    Vanno bene, mettili in parallelo: gli ampere che ti occorrono sono circa il 40%in più rispetto agli ampere massimi che eroga la saldatrice.

    Effettivamente è più semplice mettere 8 ponti di diodi da 25 ampere che 400 o più diodi! (ho pensato ai diodi piccoli perchè ne ho molti)
    I ponti di diodi fissali su un dissipatore o su una piastra di rame o alluminio (la puoi piegare per renderla simile ad un dissipatore per occupare meno spazio)

    Se non riesci a raggiungere questo valore metti degli interruttori magnetotermici che staccano quando superi l'amperaggio che scegli. (chiedi ad un elettricista dei vecchi magneto termici)

    Ricordati che se metti un condensatore elettroitico enerme (o più condensatori in parallelo), nel momento in cui accendi il trasformatore, nel ponte raddrizzatore passa tutta la corrente che può erogare la saldatrice(per caricare i condensatori quasi istantaneamente): se metti un ponte raddrizzatore piccolo di ampere puo' scoppiare o rompersi

  9. #59
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    azz io ho gia i ponti a diodi....

    mm posso chiedervi un favore?

    da questo post in poi potete esprimere le dimensioni dei fili in diametro e non un sezione che mi regolo meglio??

    altra cosa perche i nuclei sono fatti a forma di e chiusa e non con un semplice pesso di ferro?
    se alla fine quello che aumenta il wattagio del nucleo e' solo il dentro e non gli esterni??
    perche la forma a e aumenta il rendimento??

  10. #60
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    Alcune informazioni:
    1) Meglio seguire l'indicazione di Lowrence (paralleli) è migliore in termini di flessibilità dell'avvolgimento. La uso spesso anche x il mio lavoro....
    Rimane più difficile da un punto di vista avvolgitura xchè o si usano più rocchetti di filo o bisogna prima calcolare la lunghezza di un singolo avvolgimento e preparare il rochettino relativo tagliano dal rocchetto principale.
    Ci vorrebbe l'attrezzatura adatta (portarocchetti,tenditori,contagiri,ecc.)....

    2) i fili smaltati hanno 1 o + strati di smalto (grado 1,2....N). Generalmente più sono i "gradi" più aumenta la rigidità elettrica. In genere questa diminuisce per i diam. più piccoli a parità di grado.
    A questo sito trovate alcuni dati TABELLA FILI di questa ditta Elektrisola
    ..oppure chiedete qua a Invex

    3) Per il calcolo (da anni io uso un mio programma...ancora in Basic) bisogna considerare il diametro max e non il nominale, cioè più bispessore di smalto e tolleranze. Divirere la gola (minima) del rocchetto per il dmax ed eventualmente per il numero di file (se bifilare,trifilare,ecc.). Ottenete le spire che stanno in uno strato.
    Fatto ciò dividete il numero di spire totati (di una sola fila!) x le spire a strato e vedete quanti strati servono.
    Moltiplicate per il dmax il numero di strati e vedete l'ingombro in altezza.
    Valutate l'uso dello spazio residuo (es x altri secondari) / riempimento rocchetto ed eventualmente riprovate con un altro diametro. Altra cosa sarebbe meglio riempire bene l'ultimo strato (e non un 30,50 o altro %...ecco xchè uso il programma)..specialmente se ci sono altri avvolgimenti (usate almeno un giro di nastro per "parificare")
    Per il calcolo della resistenza (il peso filo penso non vi interessa, ma la lunghezza serve per questo calcolo...) dovete calcolare la spira media. Dipende se il rocchetto e rettangolare quadro o quant'altro..dovrete calcolare la lunghezza di una spira a circa il centro dell'avvolgimento (cioè se ci sono 5 strati calcolate sul terzo), moltiplicatela per il numero di spire (di una fila) quindi tramite gli ohm al metro (che dipendono dalla sezione e dal materiale se diverso da rame/Cu) la resistenza di un avvolgimento. Se plurifilare e se in parallelo dividete x il numero di file per la resistezza del gruppo in parallelo.

    4) Nell'avvolgere dovete stendere con cura e calma (consiglio l'uso della camomilla...da bere prima dell'operazione) SENZA INTRECCIARE...pena i calcoli d'ingombro vanno a put...ne!!

    Ultima cosa esistono fili saldabili e non, cioè quelli che il saldatore non scioglie lo smalto ma occorre asportazione meccanica.

    Ciao

    Edited by gattmes - 18/1/2005, 12:55


 
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