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Discussione: L'idrogeno Di Cheope

  1. #326
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    "A parte la disquisizione teorica su lo ione H+ o l’H3O che viene utilizzato per spiegare il funzionamento della cella elettrolitica, che in realtà funziona,"
    A parte un corno, principe degli ignoranti: non funziona e basta, e tu vivi in uno stato onirico, ormai.

    "Ogni reazione chimica è caratterizzata dalla reversibilità, cioè può procedere da destra verso sinistra o da sinistra verso destra, i reagenti divengono prodotti e viceversa."
    Falso anche questo. Fra quanto dirai di avere inventato il moto perpetuo? Ma tu lo hai MAI aperto, un libro? se no, guarda QUI http://it.wikipedia.org/wiki/Reazione_chimica#La_reversibilit.C3.A0_delle_reazi oni

    "Perché utilizzare all’interno della cella dei microrganismi vivi quando a noi interessano solo alcuni particolari enzimi????????????????????????????????"
    Adesso mi fai lo schizofrenico, PallinoP? Prima ci propini fino alla nausea l'idea che i batteri, anzi, i fantastici archeobatteri, siano l'ingrediente fondamentale, poi passi agli enzimi? Deciditi, no?
    Comunque, dicci perché improvvisamente sono gli enzimi che ti piacciano, poi studia QUI http://it.wikipedia.org/wiki/Enzima e poi dicci come possono gli enzimi essere più efficienti dei batteri, che, ripeto, hai proposto TU PER PRIMO

  2. #327
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    "Gli scienziati della Virginia Tech hanno utilizzato una combinazione di 13 enzimi che non si ritrovano insieme in natura, in grado di convertire polisaccaridi e l'acqua in idrogeno. La loro scoperta nasce dalla diretta osservazione della natura. I polisaccaridi come la cellulosa e l'amido sono normalmente usati nei processi vegetali dalle piante per conservare energia. Il contatto diretto con gli enzimi consente di produrre energia, biossido di carbonio e idrogeno. Il processo ha il vantaggio di poter avvenire in condizioni ambientali normali di temperatura e pressione. Un aspetto che facilita l'impiego della scoperta scientifica in ambito tecnologico e commerciale."

  3. #328
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    Bene? Peggio!

    1) Non solo stai platealmente copiando quanto già pubblicato e sperimentato per appropriartene come idea tua 'del secolo'

    2) Non solo vi inserisci delle reazioni di inesistenti ioni idrogeno che non si ricombinano come tu sogni

    ma arrivi anche a dimenticarti che quegli enzimi non vengono usati 'puri', ma sono il frutto del lavoro di una coltura batterica, come indicato nello stesso articolo (con tanto di illustrazione) postato da Blade!
    Guarda, Pinco: manco i bambini....
    Ultima modifica di Valmax; 05-12-2008 a 09:57

  4. #329
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    Predefinito Enzimi e altro

    Mmmm..Io non so se la signora Maria ha nella dispensa un sintetizzatore e tutti gli apparati per sintetizzare enzimi, non so nemmeno se, in mezzo alle orecchie, ha tutte le conoscenze che servono a fare un lavoro di questo tipo.
    Io so che non ce le ho, posso arrivare a costruire una cella e a metterci dentro i batteri, andando per tentativi dovrei trovare quali sono; da qualche parte avevo letto i nomi e sono abbastanza comuni..
    Per quanto riguarda i prodotti di scarto, penso siano biodegradabili in un comune compost..
    Avrei solo una domanda, sarebbe possibile creare una linea di produzione di questo tipo:
    -Fermentazione di biomasse per creare alcoli;
    -Distillazione delle sostanze per ottenere etanolo puro, quello a 95°
    -Utilizzo del resto per impianto a biogas con materiale già attivato, visto che dopo la distillazione non ci saranno all'interno batteri per la decomposizione.
    -Compost.

    Purtroppo non posso ricavare acido acetico, visto che si forma dagli alcoli, ma posso ricavare biogas?

    Un impianto di questo tipo sarebbe fattibile in quasi tutte le case, non si producono materiali di scarto e posso far andare trigenerazione, gas dei fornelli e macchina; e se ricopro il tetto di concentratori solari con un ciclo Rankine (non so se in questo caso si può dire che è un ciclo Rank) distillo.

  5. #330
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    Quote Originariamente inviata da blade Visualizza il messaggio
    Non penso proprio che i batteri ci lascino a causa dell'acidità,visto che si nutrono dell'acido; il livello di acidità dovrebbe rimanere abbastanza invariato, visto che ogni molecola di acido reagisce con un numero ben definito di molecole d'acqua ed i prodotti in seguito vengono sistematicamente espulsi. I batteri morti comunque non sono materiale inerte, penso che si decomporranno pure loro.
    Da qualche parte su wiki avevo trovato quali fossero i batteri che concorrevano alla reazione, devo ricontrollare.
    Non si tratta di stupidita' o meno dei batteri, ma di gradi di acidita'. L'acido acetico e' un acido debole (vedasi Kpa), e la reazione di dissociazione crea invece ioni H3O+, che in quanto ad acidita' sono ben piu' reattivi.
    Tanto per fare un esempio, anche i batteri responsabili della fermentazioni alcolica, o della malolattica, sono a loro volta sensibili ai prodotti del loro stesso metabolismo. Una volta che la concentrazione di alcool ha raggiunto un certo valore, la reazioni cessa o per raggiunto equilibrio metabolico o per morte della colonia batterica.

  6. #331
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    Uhm, Blade, quello che proponi sembra interessante. Cmq, verifiche a parte, a questo punto si tratta di argomenti che andrebbero postati nella sezione pertinente alle biomasse (a meno, appunto, che tu non stia proponendo qualcosa di così fuori dall'ordinario da meritarsi un posto d'onore qui). Prova a chiedere prima ai ragazzi lì.

    Ad ogni modo, di sicuro la povera signora Maria dovrebbe comprare tutto già fatto & confezionato, cioè una cella sterile da svuotare e riempire e un po' di refill, il tutto con accurate istruzioni. Un altro problema è che poi dovrebbe fare attenzione a come smaltire le scorie, e mi sa che le costerebbe un po' troppo rispetto a quanto vorrebbe ottenere in resa energetica.

    E, per quotare EGO73
    "Tanto per fare un esempio, anche i batteri responsabili della fermentazioni alcolica, o della malolattica, sono a loro volta sensibili ai prodotti del loro stesso metabolismo. Una volta che la concentrazione di alcool ha raggiunto un certo valore, la reazioni cessa o per raggiunto equilibrio metabolico o per morte della colonia batterica."
    è questa la ragione per cui l'alcool è a) una sostanza sterile e b) ammazza i batteri con una notevole facilità

  7. #332
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    Su ragazzi, non disperdiamoci in discussini sterilizzate ad alcool etilico denaturizzato.
    Vengo adesso dalla mia cantina, peccato che non posso farvi assaggiare un pò di novello.
    Per fortuna non è diventato aceto (acido acetico), ma un buon vino, vuol dire che l'ottima uva prodotta associata a una ottimale tecnica di vinificazione ha prodotto buoni risultat.
    Scusate, ho un pò da fare, mi riservo di chiarire le ottime domande di blade successivamente.
    Cordiali saluti.

  8. #333
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    "Per fortuna non è diventato aceto (acido acetico), ma un buon vino, vuol dire che l'ottima uva prodotta associata a una ottimale tecnica di vinificazione ha prodotto buoni risultat."

    Sicuramente una buona tecnica di vinificazione fa la sua parte, ma prova tu a lasciare il vino nelle sue botti abbastanza a lungo, e vedi se rimane vino. Il lavoro di fermentazione in realtà continua, seppure ad un ritmo ridotto, fino a quando l'intero contenuto della botte è acidificato e rimane solo un aceto diluiito.
    Che tu abbia studiato (ma ormai chi ci crede??) agronomia e non lo sappia, fa pensare che i compiti te li facessi suggerire.

    NON SOLO LASCIO QUESTO MESSAGGIO, MA LA PARTE MAIUSCOLA E' DA CONSIDERARSI A TITOLO DI AUTOCENSURA E DI PROFONDE SCUSE PER AVERE DETTO UNA STRAMALEDETTA CASTRONERIA SU QUESTO ARGOMENTO. NON A CASO, PER FARE L'ACETO DI VINO SI USA LA MADRE DELL'ACETO PER AVVIARE IL PROCESSO.
    DI NUOVO, LE MIE SCUSE
    Ultima modifica di Valmax; 05-12-2008 a 18:38

  9. #334
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    Povero PallinoP: per curiosità ho googolato un po' il tuo nome, e nonostante tu ci abbia provato a destra e a manca a proporre la tua teoria, proprio 'un te filano, eh? Mondo crudele... Ora capisco anche perché ci stai assillando con tanta insistenza su questo forum. Credo che siamo i primi che ti abbiano mai dato retta dai tempi di Cheope...
    Ah, a proposito: quel modo di fare lì si chiama SPAMMING. Non è educato.

  10. #335
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    OK! mettiamo per un po’ Val in un angolo a meditare visto che non si intende di vino e probabilmente è pure astemio.
    La fermentazione del mosto d’uva per ottenere vino avviene rigorosamente in anaerobiosi, mentre per ottenere l’aceto in presenza di ossigeno o aria.
    L’invecchiamento dei vini avviene nelle botti (barricche) il sagrantino si invecchia da 3 a 5 anni.
    Adesso cerchiamo di rispondere a blade.
    La fermentazione anaerobica per produrre alcol necessita di zuccheri o amido che sono prodotti che costituiscono la biomassa alimentare. Quindi solo in casi particolari come sottoprodotti o scarti di lavorazione l’utilizzazione non entra in competizione con l’uso principale (alimentazione umana o animale) alla quale sono destinati.
    La distillazione permette la concentrazione energetica del prodotto finale, ma necessita di energia (calore) per la sua produzione.
    Gli scarti miscelati con altra biomassa possono essere riutilizzati da un biodigestore per produrre metano e utilizzare i fanghi per il compostaggio.
    Sicuramente il processo descritto può trovare una sua utilità in particolari situazione che hanno come obbiettivo economico la produzione di alcol, ma dal punto di vista del bilancio energetico non è conveniente.
    L’ingresso del biodigestore nell’azienda agricola è la vera rivoluzione futura. Ripristinare la coltivazione di prati polititi da inserire all’interno di una rotazione colturale di 3 o 4 anni,. aumentando la fertilità naturale del terreno e il suo contenuto in sostanza organica.
    Tutta la biomassa prodotta in azienda, tranne quella alimentare, può essere valorizzata dal biodigestore (scarti di lavorazione, residui colturali, residui di potature, foraggio non utilizzato, deiezioni animali, etc.) in modo energeticamente ed economicamente conveniente trasformandola in biogas che una volta raffinato in metano viene sparato nell’impianto di distribuzione generale.
    Allora la signora Maria dopo aver acquistato al supermercato la sua tanica di enzimi e aver riempito l’apposito serbatoio di fianco alla cella elettrolitica può utilizzare il metano, che arriva direttamente a casa sua prodotto dal suo amico agricoltore, per soddisfare il suo fabbisogno energetico e se è una buona risparmiatrice guadagnare qualcosina dall’energia elettrica messa in rete per pagare il conto al contadino fornitore.
    Bello eh, ma non è finita qui: aumentare la sostanza organica del terreno dell1,5 % (cioè quanta è andata persa negli ultimi 50 anno) significa stoccare nel terreno 250.000 metri cubi di CO2 per ettaro. Peccato che questo viene fatto gratuitamente dalle piante e non c’è nessuno che ci guadagna.
    Cordiali saluti a tutti.
    "Chi controlla il presente controlla il passato e chi controlla il passato controlla il futuro”.George Orwell

  11. #336
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    Teoria molto, molto interessante. Per ora, l'unico problema apparentemente insormontabile è la lentezza con cui il metano viene rilasciato rispetto alla necessità di consumo.
    Mi spiego: prendiamo proprio il mio caso. Io possiedo un 'bombolone' di gas da 1.000 lt. Nel periodo fra metà novembre e primi di marzo, per tenere la casa al caldo (che vuol dire 15°C, altri lo troverebbero freddino), farmi la doccia, cuocere. Ebbene, in tale periodo, se ne vanno circa 2.000 litri di gas.
    Domanda, Pallino: è materialmente possibile ricavare per una singola utenza una sufficiente quantità di gas combustibile? E se sì, come ci 'collega' al terreno senza rompere gli zebedei all'agricoltore, che vorrà pure usare quel terreno per farci crescere le verdure?
    Oh, scusami: forse hai scritto male sopra, ma...DUECENTOCINQUANTAMILA METRI CUBI di anidride carbonica? In che arco di tempo? Insomma, è una discreta cifra...

  12. #337
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    Non capisco che significa lentezza, la biomassa calcolata è quella annuale.
    Mi pare di aver capito un consumo di 2000 litri di gpl che ad occhio e croce corrispondono a 1400 metri cubi di metano che corrispondono ad una produzione annuale di biomassa che occupa 3000 mq di prato polifita oppure 6000 mq di residui colturali di grano (paglia).
    I 250000 metri cubi possone essere reintegrati attraverso una buona rotazione in 10 anni.

  13. #338
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    No, ti richiedo scusa. Tu parlavi della biomassa ricavata dalla rotazione del terreno, e usata per il compost nel suo pratico serbatoio. Ussignur, stasera proprio non ci sono...
    Nulla da ridire su questo progetto.

  14. #339
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    Ieri abbiamo assistito allo show applauditissimo del santone nobel Americano di turno.
    Sintesi: per uscire dalla crisi e dalla catastrofe ambientale dobbiamo mettere mano al cuore, avere fiducia e non farsi predere dallo sconforto.

    Allora la testa con il relativo cervello è un optional. la storia un'attività per pochi addetti ai lavori e per colte e sterili discussioni prive di valore economico.

    Se le cose stanno così, se tutto va bene siamo rovinati!!!!!!!

    Cordiali saluti

  15. #340
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    "Di imminente pubblicazione il Decreto del Ministro dello sviluppo economico di concerto con quello dell’ambiente relativo alla promozione di fonti energetiche rinnovabili.
    Il provvedimento permette di cogliere le opportunità offerte dal settore agricolo per ridurre la dipendenza energetica dall’estero e combattere i cambiamenti climatici - conclude la Coldiretti - nel sottolineare che secondo recenti studi attraverso l’utilizzazione delle fonti rinnovabili dell’agricoltura si puo’ arrivare a coprire oltre il 13 per cento del fabbisogno energetico nazionale, con una riduzione complessiva di gas aventi effetto serra di 12 milioni di tonnellate di anidride carbonica equivalente (CO2 all’anno).”

    Fonte: Coldiretti Modena

    Ciao a tutti.

  16. #341
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    Un applauso sincero alla Coldiretti Modena e un auspicio di fine anno che quel 13% teorico si trasformi almeno in un 9- 10% pratico che già sarebbe ottimissima cosa....
    Ma, detto doverosamente questo, che diamine c'entra la Coldiretti con Cheope e la piramide?
    Non voglio fare il saccente, ma divagare a ogni piè sospinto su tutto lo scibile agrario e biochimico attualmente conosciuto non eleva il contenuto della discussione! La rende solo un'insalata di opinioni e polemiche che nessuno legge più dopo tre pagine.
    Torniamo in tema please. O se non c'è altro da aggiungere piuttosto chiudo.

  17. #342
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    Quote Originariamente inviata da BrightingEyes Visualizza il messaggio
    Un applauso sincero alla Coldiretti Modena e un auspicio di fine anno che quel 13% teorico si trasformi almeno in un 9- 10% pratico che già sarebbe ottimissima cosa....
    Ma, detto doverosamente questo, che diamine c'entra la Coldiretti con Cheope e la piramide?
    Non voglio fare il saccente, ma divagare a ogni piè sospinto su tutto lo scibile agrario e biochimico attualmente conosciuto non eleva il contenuto della discussione! La rende solo un'insalata di opinioni e polemiche che nessuno legge più dopo tre pagine.
    Torniamo in tema please. O se non c'è altro da aggiungere piuttosto chiudo.
    ovviamente i post degli amici non si cancellano anche se sono OT....

  18. #343
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    Un applauso sincero alla Coldiretti Modena e un auspicio di fine anno che quel 13% teorico si trasformi almeno in un 9- 10% pratico che già sarebbe ottimissima cosa....
    Ma, detto doverosamente questo, che diamine c'entra la Coldiretti con Cheope e la piramide?
    Non voglio fare il saccente, ma divagare a ogni piè sospinto su tutto lo scibile agrario e biochimico attualmente conosciuto non eleva il contenuto della discussione! La rende solo un'insalata di opinioni e polemiche che nessuno legge più dopo tre pagine.
    Torniamo in tema please. O se non c'è altro da aggiungere piuttosto chiudo.
    Il fatto che non sei riuscito a comprendere il collegamento non mi sorprende. Per favore possiamo fare a meno delle continue minacce di chiusura e tagli, ciascuno faccia la propria parte e ne subisca tutte le conseguenze.
    Mi sembra di notare un certo nervosismo nel forum, forse non quadrano i conti???

  19. #344
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    volevo ricordare che da un analisi costi-benefici della coldiretti chiesta da mio fratello, su un appezzamento da destinare a mais per prod di biocombustibili,
    (COLDIRETTI, che e' la stessa che dice che si puo arrivare al 13%)
    dice: a fronte di una produzione di 100 vi e' un costo energetica di circa 93, con una variazione possibile di 12% , dipendente dal costo energetico per pompaggio, derivante dalla variabilita' climatica....

    QUINDI: un 13% che escludendo il costo in PETROLIO, sarebbe del 3% netto
    NON sbagliamo strada, colleghi..... il biocombustibile, solo da scarto di produzione alimentare, O da terreni incolto;
    perche se no, sarebbe SOLO FEED-BACK FINANZIARIO per le OIL-company

    scusami la non condivisione, ma....
    CIAO
    http://www.energeticambiente.it/usernote.php?u=2240976

  20. #345
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    Quote Originariamente inviata da PALLINOF Visualizza il messaggio
    Il fatto che non sei riuscito a comprendere il collegamento non mi sorprende.
    Ah si? Pensa la coincidenza... nemmeno a me sorprende la tua risposta.
    Direi che possiamo finirla qui con questo minestrone.


 

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