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  1. #176
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    Si Jowind ,qui mi trovi d'accordo. Il sistema puo essere non lineare ed e' per questo che abbiamo un comportamento fuori dagli schemi.
    Il discorso pero' e che un sistema non lineare e' il massimo per la ricerca del ZPE.
    Vedo che piano piano anche tu cominci a muoverti nella linea che mi ero gia' mosso io qualche anno fa sul funzionamento del MEG.(Generatore Elettromagnetico Immobile -spiegazione-)
    Logicamente quelle supposizioni sono da modificare e integrare rispetto a quello che sto vedendo con questo dispositivo, ma la struttura e' praticamente identica.
    E' proprio per questo che io continuo a dire che non so se mai avremo OU, ma sicuramente l'effetto sembra esistere.
    Mi fa piacere che hai cercato una soluzione a quanto ho visto su questo dispositivo, grazie Jowind.
    Ora bisogna vedere se dal sistema si puo' prelevare piu' energia di quella data,ma penso che sarai d'accordo che per ora sembra violare il principio di conservazione di energia (parlando con l'elettrotecnica classica)
    Ora se ti leggi la fasa di Berry e Aharanov-Anandan vedrai anche che per certe condizioni il sistema puo' essere libero da costrizioni adiabatiche, quindi...... tutto e ancora possibile

  2. #177
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    Quote Originariamente inviata da sandro-meg Visualizza il messaggio
    ....ma penso che sarai d'accordo che per ora sembra violare il principio di conservazione di energia (parlando con l'elettrotecnica classica)
    Assolutamente non sono d'accordo...

    Con la mia premessa sui sistemi non lineari, intendevo dire, che può succedere di scambiare un risultato "strano" per anomalia, invece è solo una di quelle soluzioni imprevedibili dei sistemi non lineari, ma che comunque fanno sì che tutte le leggi di conservazione siano rispettate.

  3. #178
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    Be gia' averti portato a dirmi che siamo di fronte ad un sistema non lineare,per me va bene.
    Vediamo se a fine mese quelli della Steorn ci fanno vedere le misure di in e out e poi potremo parlare anche di Aharonov-Anandan.
    Per ora pero' l'elettrotecnica classica non contempla i sistema non lineari, la meccanica quantistica prevede invece anche lo zpe (che e' stato verificato tramite Casimir).
    Vedremo, tanto e' questione di pochi giorni.

  4. #179
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    Quote Originariamente inviata da sandro-meg Visualizza il messaggio
    Per ora pero' l'elettrotecnica classica non contempla i sistema non lineari
    Mi sa che non hai capito cosa intendo con sistemi non lineari!

    Sei sicuro che non esistano circuiti elettrici/eletronici non lineari?

  5. #180
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    Citazione da Sistema non lineare - Wikipedia:
    ..........La quasi totalità dei sistemi fisici è non lineare, questo rende la ricerca di soluzioni analitiche molto difficile e a volte impossibile. È solitamente possibile trasformare un problema non lineare in un problema localmente lineare, cioè trovare un sistema lineare che approssima, entro un certo raggio, il sistema non lineare originale.
    ..........
    Morale del discorso (secondo il mio modesto parere) : siamo e saremo sempre alla preistoria! .....
    Saluti a tutti

  6. #181
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    Quote Originariamente inviata da sandro-meg Visualizza il messaggio
    anche lo zpe (che e' stato verificato tramite Casimir).

    ..... e Lamb.....
    Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi vinci.
    (Mahatma Gandhi)
    Una parte importante degli spostamenti lavorativi quotidiani sono utili solo a giustificare l'esistenza dello stesso posto di lavoro (BrightingEyes)

  7. #182
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    Quote Originariamente inviata da sandro-meg Visualizza il messaggio
    Be gia' averti portato a dirmi che siamo di fronte ad un sistema non lineare,per me va bene.
    Quasi tutti i sistemi sono nonlineari. La probabilità che un sistema sia lineare è "quasi" zero così come la probabilità che un numero reale a caso sia anche razionale.

    Per ora pero' l'elettrotecnica classica non contempla i sistema non lineari, la meccanica quantistica prevede invece anche lo zpe (che e' stato verificato tramite Casimir).
    Vedremo, tanto e' questione di pochi giorni.
    Ecco, invece la mq è lineare. Si usano operatori Hermitiani (lineari).
    L'effetto Casimir è un effetto verificato spiegabile in base alla linearità della mq quantistica.

  8. #183
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    Be certo per sapere come si carica e si scarica un induttore si usano le equazioni di un sistema non lineare, per non parlare della forza controelettromotrice.
    Siamo seri.......se servono si usano altrimenti e' una complicazione inutile.
    Per esempio il solitone nelle fibre ottiche e' spiegato come un sistema non lineare ma poi ,nella pratica, il dimensionamento e lo sfruttamento dello stesso e' molto piu' semplice e meno complicato.
    Non mi va di parlare del sesso degli angeli sviando la discussione e il thread.
    Quindi se mi vengono presentati gli effetti dell'orbo come un sistema non lineare mi sta bene, quello che non mi sta bene e' dire che con l'elettrotecnica classica si riesce a spiegare quel funzionamento.
    Si parla semplicemente di carica e scarica di un induttore e di una forza elettromotrice che non appare,si parla di concetti base della elettrotecnica.
    In qualunque induttore con nucleo la permeabilita' non e' lineare, ma nessuno si e' mai sognato di usare l'equazioni non lineari per calcolarsi l'induttanza o il Tau o la soluzione del circuito....
    Quindi aspetto ancora la spiegazione dei vari esperti, finora mi e' stata solamente ipotizzata ma ancora non spiegata ne fatto vedere nemmeno un abbozzo (a gia' dimenticavo solo pochi scienziati..)
    Un po pochino come soluzione......mi pare piu' una alzata di bandiera bianca.
    Ultima modifica di sandro-meg; 24-01-2010 a 20:06

  9. #184
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    Riparato l'oscilloscopio ho inserito nel motore uno switch ottico e un driver per il fet.
    Ora i sincronismi e switch-on sono perfetti .
    Ho inoltre aumentato la corrente sui 6,6 A di picco (circa 8 V ai capi della bobina) ma ho dovuto aiutarmi con 3 bei grossi condensatori da 2700 uF ciascuno.
    Non ho ancora trovato il motivo ma l'alimentatore switching andava in oca (oscillazione) nel momento di switch-on pur lavorando con una corrente di soli 30% della sua capacita'.
    Siamo arrivati intorno ai 700 rpm e ancora le fdo sono perfette, nessun bemf e ritardo sui 100 us.
    Ho fatto un video ma devo convertirlo...per ora le foto.
    corrente_6b.jpg
    ritardo_6a.jpg
    Con 4 bobine e' un casino la simmetria e spuntano sempre i bemf...chissa prima o dopo riusciro a lavorare con tutte e 4 le bobine.Per ora accontentiamoci di 2.

    Caricato nuovo video con le info :http://www.youtube.com/user/70reduff.../0/HVm48B-kTRA
    Negli ultimi secondi si vede sull'oscilloscopio analogico la tensione ai capi delle bobine (11,4 V max di cui 8 V quando a regime) dove si nota la grossa differenza tra l'energia assorbita nello switch-on rispetto a quella restituita nello switch-off.
    Misurando con il termometro digitale la temperatura e' di circa 40 gradi sulle bobine (ambiente 20 gradi)
    A breve schema completo.
    Prossimo passo misura in e out .
    Ultima modifica di sandro-meg; 25-01-2010 a 00:36 Motivo: aggiunta video

  10. #185
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    Quote Originariamente inviata da sandro-meg Visualizza il messaggio
    Negli ultimi secondi si vede sull'oscilloscopio analogico la tensione ai capi delle bobine (11,4 V max di cui 8 V quando a regime) dove si nota la grossa differenza tra l'energia assorbita nello switch-on rispetto a quella restituita nello switch-off.
    Scusa Sandro potresti spiegarmi meglio come si fa a riconoscere la differenza di energia dall'oscilloscopio?

    Non per polemica, ma proprio non lo so.

  11. #186
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    Be non vi ho dato ancora il circuito quindi la misura che potevi fare e' spannometrica...
    Comunque leggiti questo: The L/R Time Constant e questo :Induttore - Wikipedia
    La resistenza dell'induttore e' di 1,2 ohm mentre quella del circuito di circa 0,2 ohm.
    Nel switch-off abbiamo un diodo che scarica velocemente l'energia esistente nell'induttore sulla resistenza stessa dell'induttore (1,2 ohm).
    Sapendo che E=0,5 x L x I x I e T= L / R e con tutte le fdo fatte vedere e dati sui punti di lavoro (L in switch-on circa 100 uH, in switch -off circa 100 mH,da confermare), ti puo' fare una stima sia della carica che della scarica.
    Il problema e' che l'induttanza varia e quindi la formula di E non e' proprio esatta, ma dai miei test ho visto che si puo' usarla.
    Spero in settimana di fare gli ultimi test con misure di ingresso e uscita e scoprire se anche siamo in OU e mostrare meglio quello trovato.
    Ciao

  12. #187
    Nabla
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    Quote Originariamente inviata da sandro-meg Visualizza il messaggio
    Ma voi avete mai visto un campo magnetico fuori da un toroide?
    Leggo solo ora questa domanda.
    Nella pratica, l'avvolgimento di un solenoide (quindi anche l'avvolgimento di un toroide) è necessariamente a forma di elica. Pertanto il moto delle cariche può essere pensato come sovrapposizione di un moto circolare (responsabile dell'induzione magnetica all'interno del solenoide o del toroide) e di un moto parallelo all'asse di avvolgimento (quest'asse è rettilineo per il solenoide; è anulare nel caso del toroide).
    In sostanza, un solenoide dà origine ad un campo residuo esterno analogo a quello prodotto da un filo; un toroide dà origine ad un campo residuo analogo a quello prodotto da una spira.
    Ne avete tenuto conto?

  13. #188
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    Ciao,
    be in un toroide il campo B e' confinato totalmente all'interno. Poi ci sono delle perdite ma sono trascurabili.
    Inoltre ,se leggerai avanti, anche cambiando polarita' il rotore gira e quindi non si parla di un motore ad impulsi.
    Qui sotto puoi leggerti la differenza tra campo solenoidale e toroidale.
    Campo magnetico

  14. #189
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    Informazione della ultima ora:
    "Questo Sabato
    Steorn presenta la demo finale dimostrando overunity
    30 gennaio 16.00 GMT con live streaming
    a steorn.com
    Final demo: PROVA overunity Sabato alle 16.00 GMT Steorn.com "
    leo48
    -Ogni problema ha sempre almeno due soluzioni basta trovarle
    -La forza dei forti è saper traversar le traversìe con occhio sereno

  15. #190
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    dimostrando overunity
    Per me andrà così:

    "Avete visto l'orbo girare in questi mesi......vedete questa batteria???
    Bene non è una batteria ma un CONDENSATORE!!!! "

    Qualche colonna portante del nostro mondo cadrà....

    Speriamoooo!!!!!

    Framoro...

  16. #191
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    Speriamo... comunque il discorso e' che serve una dI/dT molto alto per riuscire ad avere risultati.
    Infatti il problema del mio alimentatore switching era proprio quello, la lentezza di erogare corrente in poco tempo.
    Messo il condensatore da 10mF ho risolto il problema ma fai conto che l'alimentatore arriva a 22 A e io usavo solo 3-6 A.
    E fate anche voi ste repliche

  17. #192
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    Quote Originariamente inviata da Gianfranco Visualizza il messaggio

    Qualche colonna portante del nostro mondo cadrà....

    Speriamoooo!!!!!

    magari! Sarebbe veramente uno sconvolgimento mondiale
    Ultima modifica di Zedemel; 26-01-2010 a 20:38

  18. #193
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    per comprendere la serietà di questi signori, mi piacerebbe sapere chi, del settore, è stato invitato alla dimostrazione in modo da potere contare su una recensione ed un parare autorevoli... Ma aspettiamo e vediamo...

  19. #194
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    Ciao!
    L’effetto che dicevo io è una conseguenza del fatto che l’avvolgimento di un solenoide o di un toroide è per forza a forma di elica. La corrente che scorrerebbe nel filo virtuale (per il solenoide) o nella spira virtuale (per il toroide) sarebbe proporzionale a
    1 / RadiceQuadrata( 1 + (R/a)2 )
    dove R è il raggio del solenoide o del toroide;
    a è la distanza tra un filo e quello a esso adiacente.
    Dalla formula si vede subito che questa corrente è molto piccola, come appunto dicevi tu.
    Allora supponiamo pure che tutte le perdite siano ininfluenti per lo studio di questo circuito. Io provo a darne una spiegazione secondo l’elettrodinamica classica. Sinteticamente:




    1) il magnete permanente induce un momento magnetico m nel nucleo del toroide.
    2) Il magnete permanente è attratto dal toroide sulla base dell’eq. F = grad( mB ).
    3) Tuttavia il magnete permanente è libero di ruotare ma non di traslare --> nasce un momento meccanico responsabile della rotazione.
    4) Quando il magnete permanente è allineato col toroide si dà tensione all’avvolgimento.
    5) La corrente indotta nel toroide magnetizza solo parzialmente il nucleo perché in esso è presente già una magnetizzazione che si oppone. Vale la stessa cosa anche se s’inverte il verso della corrente nel toroide.
    6) A questo comportamento corrisponde una riluttanza maggiore del nucleo (rispetto al caso senza magnete permanente).
    7) A riluttanza maggiore corrisponde induttanza minore secondo l’eq. L = N2 / Ril. Infatti, quando il magnete permanente è allineato col toroide, quelli della Steorn misurano 961 mH.
    8) Quando si smette di alimentare il toroide, il magnete permanente è ormai lontano da esso. Pertanto potremmo pensare che l’effetto descritto al punto 5) ora non sussista. Quindi l’induttanza ora è maggiore (misurano 984 mH, è del 2,39% maggiore del valore precedente).




    Di fatto, l’equazione che governa il circuito RL equivalente in questo caso è non lineare perché l’induttanza L dipende dal tempo.
    R*i(t) + L(t)*d(i(t)/dt) = E(t)
    Se l’induttanza comincia a crescere proprio nel momento in cui si alimenta il toroide, allora mi aspetto una corrente simile a quella di un classico circuito RL tuttavia avente un tempo di salita maggiore. Invece, se alimento il toroide prima del momento in cui il magnete gli sta di fronte, allora l’andamento dell’induttanza sarebbe simile magari a una funzione del tipo
    1-1/(1 + t2) .
    Mi aspetterei di conseguenza di vedere una discesa e poi salita sulla corrente nel toroide. La discesa corrisponde al fatto che l’induttanza cala e quindi è immagazzinabile meno energia nel toroide. Poi l’induttanza aumenta, rendendo quindi immagazzinabile più energia, ovvero aumenta la corrente.
    Mi rendo conto che la mia spiegazione sia molto approssimativa, poco comprensibile e soprattutto da verificare! Dovrei aggiungere senz’altro delle figure e risolvere l’equazione differenziale che ho sopra menzionato, in almeno qualche caso… Se non altro spero di aver dato lo spunto a qualcun altro per ragionare in termini di elettrodinamica classica. Sono molto scettico sull’overunity. Questo si capiva già dal fatto che m’ostino a trattare il circuito in modo classico, à la Maxwell. Anche perché sono convinto che non abbia senso dire "l’energia la preleva dal punto-zero", assumendo che il punto-zero sia lo stato fondamentale di un sistema quantistico. O forse sono io che non capisco: lo stato fondamentale è quello con la minor energia ammissibile. Se riuscissi a prelevare energia dallo stato fondamentale, allora mi metterei in un livello d’energia inferiore a quella minima ammissibile. Ciò è assurdo! (per me)

  20. #195
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    Si Nabla succede proprio quello che tu riassumi.
    Devi pero' inserire nel tuo riassunto, ancora la saturazione che gioca un importante ruolo nella rotazione.
    Se ritorni indietro nella mia caotica ricostruzione dell'Orbo, vedrai che l'induttanza del toroide decresce mentre i magneti si avvicina fino a portarlo ad un valore di circa 100 uH.
    Poi risale nuovamente quando il magnete si trova perfettamente parallelo al toroide con un valore di circa 71 mH.
    E' in questo istante che si puo' dare l'impulso (ne esiste anche un'altro successivamente). Ruotando ancora l'induttanza crolla nuovamente per poi risalire al valore nominale di 112 mH.
    Un'altro punto di alimentazione per non vedere (reale o non reale che sia) il bemf e' nel momento in cui l'induttanza da 100 uH o piu', risale al suo valore nominale, anche qui non si nota il bemf e si ha lo sfasamento V/I.
    Quindi la tua analisi e' esatta (d'altronde gia' descritta precedentemente), ma il discorso e' che il bemf non si nota nelle fdo, si vede praticamente una linea piatta.
    E' questo l'arcano da scoprire assieme al fatto che 'sembrerebbe' che nel momento di switch-off abbiamo una induttanza maggiore rispetto a quella di switch-on.
    Il comportamento da te descritto e' stato anche fatto vedere nel primo video dove ruotando il reed si vede chiaramente il bemf che prima non si vedeva.
    L'unica cosa che taglierebbe la testa al toro e' di riuscire ad ottenere piu' energia di quella data ma nella mia replica e' impossibile poiche' la resistenza dell'induttanza e' troppo alta.
    Lo sfasamento V/I sparisce se non esiste un flusso creato dal magnete all'interno del toroide ed e' proporzionale ad esso.
    In questi giorni ho lavorato con correnti elevate e lo sfasamento diminuiva man mano che il toroide si scaldava.
    Maggiore e' la temperatura , minore e' il valore di saturazione del toroide (la permeabilita' invece cresce fino a circa 100 gradi).
    Il discorso e' complicato come anche trovare i punti esatti di lavoro per farlo accadere.
    Ultima modifica di sandro-meg; 27-01-2010 a 09:54

  21. #196
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    Là, dalle parti di Sirio
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    Sulle perdite nell'induttanza, si possono avvolgere più fili in parallelo e pilotare ciascun filo separatamente, come negli ultimi Bedini. Ho visto repliche con 8 pilotaggi comuni.
    Se sia OU o no a questo punto non mi pronuncio, aspetto il sabato.
    In ogni caso i miei più sinceri complimenti al Sandro-meg per la grande costanza e rigorosità divulgativa condivisa con tutti quelli che leggono.

  22. #197
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    Quote Originariamente inviata da Elektron Visualizza il messaggio
    Se sia OU o no a questo punto non mi pronuncio, aspetto il sabato.
    In ogni caso i miei più sinceri complimenti al Sandro-meg per la grande costanza e rigorosità divulgativa condivisa con tutti quelli che leggono.
    Quoto in pieno! Davvero complimenti!!!

  23. #198
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    Grazie ma penso che la sperimentazione in questa sezione particolare e' l'unica cosa giusta da fare. Solo condividendo con tutti le informazioni forse ,un giorno, si riuscira ad ottenere qualcosa di concreto.

    Oggi mi sono dedicato a 2 fattori importanti e cioe' far vedere nuovamente come basta spostare leggermente la bobina per ottenere diverse fdo ai capi del toroide( collegata solo la sonda oscilloscopio) .La rotazione era intorno ai 600 rpm, guardate come bastano pochi mm di spostamento in verticale per far quasi scomparire il bemf o farlo apparire piu' marcato.
    BOBINA.JPG
    Qui sopra il toroide di controllo mentre qui sotto tre differenti fdo spostando leggermente il toroide in verticale rispetto ai magneti.L'ultima e' logicamente quella migliore e si parla meno di 50 mV pp (stesse scale)
    1PICCO.JPG
    3PICCHI.JPG
    PIATTA.JPG
    Quindi chi replichera' l'orbo, stia attento alla giusta simmetria.
    Altra cosa fondamentale che sto notando e' la fonte di alimentazione.
    Per forza di cose la resistenza del generatore dovra' essere la piu' bassa possibile e, inoltre, gioca un ruolo fondamentale anche la massima corrente erogata da essa.
    Spero di essere piu' chiaro prima di sabato in modo da capire meglio quello che la Steorn ci fara' vedere.
    Replicate .... replicate

  24. #199
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    Un consiglio.... da uno che prima di sperimentare... progetta!

    Prova ad usare un programma FEM (Finite element metod) tipo Ansys (multiphisics), anche altri free ware, per la simulazione.
    Io so usare molto bene l'Ansys, ma non in versione "Electromagnetics".

    Se cerchi info troverai molto, anche tutorials.

    Io continuo ad essere convinto che in quel "tuo" (o nell'orbo) apparecchio non c'è nulla di trascendentale, ne di così strano da non poter essere spiegato, e ovviamente simulato.

    Un'altra nota, ora che ho capito a cosa ti riferivi quando palavi di "punto di lavoro", cioè la posizione verticale del toroide (giusto?);

    NB
    Punto di lavoro: è sinonimo di "condizione stabile di equilibrio" durante un lavoro svolto, cioè il lavoro motrice equilibra il lavoro resistente.
    Cosa completamente diversa da ciò che descrivi tu.

    Cmq.
    per quanto riguarda la posizione lungo la verticale del toroide, ti sei chiesto che grado di equilibratura ha il tuo Rotore?, ti sei chiesto se per caso è dovuto al disassamento del rotore rispetto alla forza motrice e di conseguenza alla nascita di momenti giroscopici dissipativi dovuti allo sbilanciamento dinamico?

    Per questo ed altri motivi continuo ad essere scettico, perchè già guardando il dispositivo da un punto di vista solo meccanico ci sono molte cose che non trovano adeguate risposte secondo i tuoi studi.


    Ciao.

    PS
    mi associo ai complimeti fatti a Sandro, per la sua dedizione e assiduo impegno.

  25. #200
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    Un'altra nota, ora che ho capito a cosa ti riferivi quando palavi di "punto di lavoro", cioè la posizione verticale del toroide (giusto?)
    Negativo, quelle foto parlano della simmetria.Quello a cui ti riferisci e' invece quando dare l'impulso ai toroidi.

    Il simulatore serve a replicare qualcosa di noto, quindi dimentica di usarlo per qualcosa che differisce da un comportamento conosciuto.
    Per il resto mi sembra che si possa parlare di perdite e non di guadagni...

    Comunque oggi o domani c'e' ancora una sorpresina da farvi vedere ......e domani c'e' la dimostrazione della Steorn!!!
    e come dicono.... Stay tuned...


 

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