Va bene tutto, anche se è una snervante attesa di iniziare (attendo i magneti) sono preoccupato invece per la costruzione meccanica. Ho un disco fisso aperto (me lo ha dato un amico) e sembra che devo tenermi lo "scafo". Va bene se lo affogo mettendo intorno qualcosa sino a livellare e lasciare il disco girevole a livello di pochi mm sopra ?
Quindi anche il disco va coperto con spessore, e già che ci sono lo metto più grande.
E dopo ci provo a fissare le parti magnetiche come circa (no misure = circa) è la stampa.
Dirò la verità, tutta la verità...
Ma di usare metalli curvati o tagliare qualcosa di apposito No.
Il modo di fare è bello e utile, ma come si fa ?
Ciaooo, e state bene, questo è un gioco e non occorre litigare.


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, l'infinito è un concetto matematico non fisico, volevo far notare non solo che è ovviamente finita ma è minore dell'energia di carica che è molto piccola (qualche W) anche per magneti molto potenti quindi anche volendo usare i magneti come "accumulatori" si avrebbe un rapporto W/volume o W/Kg molto sfavorevole (senza contare che non esiste un metodo di estrazione dell'energia dalla smagnetizzazione ovviamente)
(diciamo che ho fatto una sintesi di ciò su cui si basa la discussione).
. Se posso permettermi una domanda sulle osservazioni riportate vorrei chiedere come è riuscito a valutare che non c'è stata cessione di calore all'ambiente perché altrimenti devo chiedere che spostamento ha misurato perché il "Lavoro" come unità di misura è sempre riconducibile ad una forza per uno spostamento, in altre parole credo che l'esperimento sia stato mal condotto perché non manifesta chiaramente il risultato ovvero dichiarare che "la forza è diminuita " non è una affermazione controvertibile ovvero io posso rifare l'esperimento a casa mia e dichiarare che no invece per me la forza era la stessa e la conclusione è che siamo punto e accapo un esperimento corretto sarebbe stato per esempio riportare perso, densità di flusso e dimensioni delle due calamite utilizzate, disporle N-N in modo che una delle due fosse mantenuta sospesa sull'altra o collegandole da una molla di K noto e disponendole in modo da evitare attriti, e misurare nel tempo lo spazio tra le due calamite in quel caso quindi si sarebbe potuto osservare che le calamite nel tempo si avvicinano producendo un lavoro negativo, ovvero subito dal sistema delle due calamite dalla forza gravitazionale o dalla forza elastica, equivalente all'energia persa dal sistema stesso.
