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Visualizza la versione completa : riscaldamento a pavimento: come usarlo?



lucace5
19-11-2007, 09:45
Ciao, sono nuovo del forum.<br>Ho installato nella mia casa indipendente nuova un riscaldamento a pavimento con caldaia a condensazione. Il tutto è alimentato a gpl.<br>Dopo un mese di utilizzo mi rendo conto di non aver affatto capito come utilizzare il sistema: in casa si gela e sto consumando un&#39;infinit&agrave;.<br>1a domanda: l&#39;impianto deve rimanere sempre acceso o per risparmiare è consigliabile spegnerlo magari la notte?<br>2a domanda: qual&#39;è la temperatura ideale per l&#39;impianto?<br>3a domanda: da davvero risparmi?<br><br>Grazie mille

scu
19-11-2007, 10:11
ci sono un pochino di disquisizioni su questo tipo di impianto, il consiglio è dare una lettura a tutte e sicuramente trovi qualche spunto...<br>Il comportamento dell&#39;impianto dipende da come è strutturato e progettato, chi lo ha istallato dovrebbe averlo impostato al meglio in base alla tua casa.<br><br>La temperatura è quella che in base al tipo di impianto che hai serve a raggiungere la temperatura desiderata in casa.<br><br>La notte conviene abbassarlo ma non spegnerlo, anticipando lo spegnimento e la riaccensione anche di qualche ora (dipende dall&#39;inerzia del tuo sistema)<br><br>Sul piano risparmi teoricamente si perchè permette di raggiungere una temperatura più uniforme e grazie all&#39;effetto radiante un buon comfort anche ad una temperatura minore....<br>quindi in teoria eviti di sovrariscaldare una zona per avere un temperatura accettabile lontano dai termosifoni e eviti di portare l&#39;acqua a temperature elevate per raggiungere i 20 gradi ambientali...

claudiodimas
19-11-2007, 12:19
<div align="center"><div class="quote_top" align="left"><b>CITAZIONE</b> (lucace5 @ 19/11/2007, 09:45)</div><div id="quote" align="left">Ciao, sono nuovo del forum.<br>Ho installato nella mia casa indipendente nuova un riscaldamento a pavimento con caldaia a condensazione. Il tutto è alimentato a gpl.<br>Dopo un mese di utilizzo mi rendo conto di non aver affatto capito come utilizzare il sistema: in casa si gela e sto consumando un&#39;infinit&agrave;.<br>1a domanda: l&#39;impianto deve rimanere sempre acceso o per risparmiare è consigliabile spegnerlo magari la notte?<br>2a domanda: qual&#39;è la temperatura ideale per l&#39;impianto?<br>3a domanda: da davvero risparmi?<br><br>Grazie mille</div></div><br>Dopo 6 anni di prove, calcoli e quant&#39;altro possibile.......<br>il mio impianto funziona così:<br>37g° di mandata a i circuiti<br>On 365 gg.<br>20g° off zona giorno<br>19.5 g° off zona notte<br><br><br>Ciao Claudio<br>

lucace5
19-11-2007, 12:25
Grazie per le rapidissime risposte&#33;<br>A questo punto credo che dovrò fare un lungo colloquio con l&#39;installatore per capire cosa mi ha montato&#33;

scu
19-11-2007, 15:10
devi cercare di capire in che modo avviene la regolazione di temperatura...<br>tipo claudiodimas ha temperatura di mandata fissa e termostati immmagino da quello che scrive, io non ho termostati, pompa sempre in azione e regolazione della temperatura di mandata in base alla temperatura esterna e alla temperatura impostata per l&#39;interno, due impianti molto differenti, entrambi da regolare con cognizione di logica e magari un pochino di pazienza

claudiodimas
19-11-2007, 15:41
<div align="center"><div class="quote_top" align="left"><b>CITAZIONE</b> (scu @ 19/11/2007, 15:10)</div><div id="quote" align="left">devi cercare di capire in che modo avviene la regolazione di temperatura...<br>tipo claudiodimas ha temperatura di mandata fissa e termostati immmagino da quello che scrive, io non ho termostati, pompa sempre in azione e regolazione della temperatura di mandata in base alla temperatura esterna e alla temperatura impostata per l&#39;interno, due impianti molto differenti, entrambi da regolare con cognizione di logica e magari un pochino di pazienza</div></div><br>I termostati visto che ce l&#39;ho li uso per stoppare la temperatura Max in ambiente. E&#39; chiaro che ho la sonda esterna. I 37g° di mandata sono regolati sulla curva Max del Clima Manager. Ma a fine mese monterò l&#39;integrazione solare con centralina Mes e poi sar&agrave; tutto da riprogrammare.<br>Ciao Claudio

james3
22-11-2007, 12:34
salve a tutti ma installando pannelli termici e boiler di dimensioni adeguati è possibile alimentare un impianto a pavimento esclusivamente con il sole (magari solo un 10% di gpl)<br><br>saluti<br>

dotting
22-11-2007, 13:04
Come ho detto talvolta nel forum, solo Uno che sta molto in alto, ti può rispondere.

james3
22-11-2007, 13:35
il padre eterno?<br>

lux70
24-11-2007, 14:44
puoi mettere 1000 metriquadruìi di pannelli ma se ti piove per un mese dovrai utilizzare più del 10% di gas&#33;&#33;&#33; Comunque per la tua domanda più volte abbiamo dato risposte, c&#39;è un punto nel quale non conviene più comprare pannelli termici per integrare perchè ci sono troppe condizioni sfavorevoli che non ti permetterebbero di ammortizzare il sistema&#33;<br>Una buona integrazione(a seconda della zona climatica dove si vive sì) unaintegrazione all&#39;infinito no&#33;

buran001
25-11-2007, 05:11
Ciao,per la temperatura di mandata del riscaldamento a pavimento disolito c&#39;é ina centralina che gestisce tale temperatura in base a vari parametri:temperarura esterna,temperatura di ritorno impianto e temperatura di mandata,altre hanno anche una sonda annegata nel pavimento per misurare l&#39;effettiva temperatura dell massetto, se non hai tale centralina ma per risparmio di impianto c&#39;é una valvola termostatica o motorizzata, imposta come temperatura massima i 40-massimo 45° quando fa&#39; molto freddo.<br>comunque la temperatura di mandata varia da impianto a impianto,in base al materiale del pavimento,al passo dei tubi (distanza di posa) alle dimensioni della casa o locale ecc,ma di solito se é fissa é intorno a quel range,cero con una gestione modulante, puo scaldare prima in caso di casa fredda o impianto spento o brusco abbassamento della temperatura esterna e anche risparmiare in combustibile, se la casa é piccola e l&#39;impianto é stato posato a regola d&#39;arte ?&#33;&#33; non dovresti patire assolutamente il freddo,io abito in alta montagna e sto&#39; benissimo&#33;<br>Ciao

lureca
09-12-2007, 12:41
Ciao vorrei avere una spiegazione tecnica... Che differenza c&#39;è tra superficie di soggiorno coperta dall&#39;anello e superficie perimetrale coperta dall&#39;anello? E come si calcolano?

dotting
09-12-2007, 15:04
tecnica&#33;&#33;

paopaglia
19-12-2007, 17:45
Ti rispondo riportandoti quanto a me consigliato dall&#39;ingengere termotecnico che mi ha fatto il progetto dell&#39;impianto. .<br><br>A) In ordine al problema che l&#39;IMPIANTO NON SCALDA ABBASTANZA le cause possono essere:<br><br>1) è stato SBAGLIATO IL CALCOLO DELLE CALORIE.<br>Se per es. fosse stato previsto un passo (ovvero distanza tra ogni tubo nelle spirali) di 15 cm invece che un passo 10 o 5. In genere negli appartamenti si usa il passo 10, che scende a 5 nei bagni, dove è richiesto più calore. I passi 15 e 20 sono in genere usati nei locali molto granti (negozi, centri commerciali, capannoni) utilizzando tubi di maggiore diametro.<br>Questa ipotesi è però la più remota. Se l&#39;impianto è stato disegnato da un professionista, certamente Le avr&agrave; chiesto, quale committente, come è coibentato l&#39;immobile, per poterlo proporzionare ad esso. Se il progetto è stato redatto da una ditta fornitrice seria, anch&#39;essa si sar&agrave; preventivamente informata di ciò. Se fosse stato fatto da un idraulico con esperienza anche lui avr&agrave; preferito sopradimensionare l&#39;impianto secondo la regola &quot;meglio mandare a 100 una Ferrari che spremera a 200 una Punto&quot;<br><br>2) l&#39;ACQUA NON CIRCOLA, o circola poco.<br>Questa è l&#39;ipotesi più frequente e potrebbe dipendere da diversi fattori:<br>- a) c&#39;è aria nei tubi;<br>- b) qualche circuito (singola spirale radiante) è ostruito<br>- c) la pompa di circolazione della bassa temperatura non spinge a sufficienza<br>Puoi facilmente verificare da solo le tre ipotesi:<br>- se c&#39;è aria si sente da rumore che fa il flusso quando attraversa la pompa o i collettori;<br>- se qualche circuito è ostruito te ne puoi accertare chiudendoli tutti meno che uno e verificare se c&#39;è flusso leggendo le temperature dei termostati di mandata e ritorno (meglio se quelli posti sui collettori che quelli sotto la caldaia). Devono differire di qualche grado. Inoltre puoi verificarlo dal rumore stesso;<br>- se la pompa fosse inadeguata essa non riuscirebbe a far circolare l&#39;acqua o lo farebbe con poca spinta, senza consentire all&#39;impianto di rilasciare le calorie necessarie negli ambienti.<br>In tal caso ne è sintomo evidente una elevata differenza tra la temperatura dell&#39;acqua di mandata rispetto a quella di ritorno. Essa dovrebbe essere tra i 7-10 gradi e non di più (nel mio caso erano 22).<br>Confronta allora le caratteristiche tecniche della pompa (o delle pompe, se più di una e ripartite nelle varie zone). Deve avere una portata di Litri/ora uguale o superiore a quella specificata nel progetto (in genere, per 100 mq, sono sufficienti 1600 l/h). Altro valore importante è la prevalenza (esemplificando al massimo questo valore esprime la spinta erogata). Se, per esempio, la caldaia deve riscaldare due o più piani, oppure fosse posta nei fondi o in soffitta, deve avere maggiore spinta per vincere la forza di gravit&agrave; (non ingannarti però, una pompa può spingere molto più agevolmente l&#39;acqua, che è calda, in alto piuttosto che in basso, poiché essa tende di per sé a salire).<br><br>Fatte queste tre verifiche dovresti aver individuato il problema.<br>Se non ci fossi riuscito ti rimane un&#39;ultima cosa da verificare. Non la sottovalutare perché, seppure scontata, è proprio quella che sè presentata nel mio caso:<br>- l&#39;istallatore potrebbe non aver aperto abbastanza le valvole che regolano i flussi di ciascun circuito nei collettori. Se l&#39;acqua non circola abbastanza velocemente all&#39;interno di essi ciò (oltre che dalla pompa) potrebbe dipendere proprio da ciò.<br>Per fare questa ulteriore verifica chiedi alla ditta fornitrice (o leggi le istruzioni fornite da questa, come nel mio caso) come si regolano i flussi (dipende dalla ditta e dal modello, comunque i sistemi più comuni sono delle manopole poste sopra le teste dei singoli circuiti dei collettori. Attento però, non è detto che ci siano sono sul collettore di mandata, ma anche su quello di ritorno, e viceversa. Altre ditte montano invece un singolo regolatore di flusso su ciascun collettore o addirittura a monte dell&#39;impianto, sulla caldaia o sotto di essa).<br><br>Poniamo adesso che fosse proprio questo il problema; dovresto notare un evidente innalzamento della temperatura del flusso d&#39;acqua di ritorno dopo un po&#39; di tempo che hai aperto le valvole (un po&#39; ci vuole, ogni circuito è lungo diversi metri, quindi devi aspettare qualche minuto perché l&#39;acqua calda lo percorra tutto).<br><br>Ho opportunamente parlato di quest&#39;ultima ipotesi per introdurre il secondo promema:<br><br>B) COME REGOLARE L&#39;IMPIANTO.<br>Per ottenere una taratura ottimale dell&#39;impianto occorre:<br><br>1) regolare opportunamente i flussi dei singoli circuiti perché rilascino le dovute calorie nei singoli locali.<br>Quest&#39;operazione è fatta in genere dall&#39;istallatore, perché richiede strumenti di misurazione. Alcune ditte forniscono dei misuratori di flusso su ogni circuito (in genere montati sopra le teste dei collettori di mandata) molto comodi e pratici per farlo, anche da soli, impostando i valori dati nel progetto (in assenza di questi occorrer&agrave; invece regolare i flussi in modo che tra la mandata e il ritorno ci sia un&#39;escursione di 7-8 gradi);<br>N.B. Una buona regolazione consente di ottimizzare il risparmio energetico. L&#39;impianto rende al meglio con temperature di mandata comprese tra i 36 e i 40 gradi centigradi. Nei periodi caldi la mandata può addirittura scendere al di sotto per il minor calore richiesto<br><br>2) regolare opportunamente i termostati o i cronotermostati.<br>Veniamo ora al discorso centrale, quello su cui l&#39;utente è in grado di intervenire direttamente in base alle proprie necessit&agrave;.<br>Diverse metodi di regolazione sono più o meno &quot;sponsorizzati&quot;; non è che ce ne sia uno meglio di un&#39;altro, ma tutto dipende dalle esigenze e dalle abitudini di ciascuno, e dalle caratteristiche dell&#39;impianto (solo a bassa temperatura o misto ad alta - per i bagni - e bassa temperatura - per le camere).<br>Essi sono comunque i seguenti:<br>- METODO DI TARATURA FISSA: si impostano i termostati ad una temperatura costante per tutto il giorno.<br>E&#39; senz&#39;altro il più adatto se la casa è abitata tutto il giorno.<br>Se l&#39;impianto è diviso per zone si imposteranno probabilmente 20 gradi in soggiorno, 23-24 sui bagni, 19 nelle camere.<br>Va rilevato però che il sistema di riscaldamento radiante fa percepire una temperatura di 1 o 2 gradi superiore a quella rilevata. Dunque un 20 gradi con riscaldamento tradizionale corrisponde ad un 19-18 gradi con pannelli radianti. Se si è abituati a tenere in casa 22 gradi baster&agrave; probabilmente impostare a 20 i termostati. Nel mio caso ho impostato appurato che 19 gradi siano più che confortevoli. Si badi poi che ad ogni grado in meno corrisponde circa il 5% di risparmio energetico.<br><br>- METODO DI TARATURA A TEMPO: si regolano le temperature in maniera differenziata a seconda delle ore del giorno.<br>Indispensabile per poter gestire in questa maniera l&#39;impianto è la dotazione di un cronotermostato (termostato a tempo) e/o di una centralina che sia in grado di gestire temporalmente l&#39;impianto.<br>Questo metodo richiede ovviamente maggiore tempo per essere ottimizzato secondo le proprie esigenze. Bisogna valutare la risposta dell&#39;impianto (che fa variare i tempi di reazione tra l&#39;accensione dell&#39;impianto e il raggiungimento della temperatura desiderata), le abitudini di rientro a casa, ecc. Non è possibile dunque fornire delle indicazioni precise sugli orari, perché occorre fare delle prove e valutare le proprie personali abitudini.<br><br>Tuttavia il consiglio che posso dare è di non spegnere mai completamente l&#39;impianto, ma di impostare una temperatura sotto la quale le singole zone non devono mai scendere (altrimenti occorrerebbe troppo tempo per recuperare i gradi scesi nonché molta più energia per farlo). Il mio ingengere mi ha raccomandato 3 gradi di escusione tra la temperatura di quando si sta in casa e quella di quando si è fuori. Se la temperatura scende sotto, poniamo, i 17 gradi, l&#39;impianto si accende indipendentemente dall&#39;ora impostata sul cronotermostato.<br><br>A scopo solo indicativo posso indicare la mia programmazione, che parte dal presupposto che l&#39;appartamento non abitato durnate le ore del giorno:<br><br>- zona notte (camere):<br>17 gradi dalle 8 alle 17 e dalle 24 alle 4<br>19,5 dalle 4 alle 8 e dalle 17 alle 24<br><br>- zona giorno (soggiorno, cucina)<br>17 dalle 8 alle 15 e dalle 24 alle 3<br>19 gradi dalle 3 alle 8 e dalle 15 alle 24<br><br>- bagni:<br>superficie radiante stessa temperatura e orario camere;<br>accensione termoarredo alta temp. per 15 minuti alle 7:15, 18:30, 21:30 e 24<br><br>Ho infatti notato una risposta termica (nel senso di recupero dei max tre gradi persi durante le ore di chiusura) di 3 ore, che varia a seconda delle zone (in una non c&#39;è un piano inferiore riscaldato).<br><br>Infine ho provato una volta a spegnere completamente l&#39;impianto per 2 gg perché ero fuori citt&agrave;. Ho ritrovato casa a 13 gradi e mi ci sono voluti 2 gg per riportare l&#39;abitazione a 20 gradi, con caldaia che ha lavorato al massimo rimangiando ampiamente il risparmio fatto con lo spegnimento. Consiglio dunque di non spegnere mai l&#39;impianto, anche se si sta fuori per diversi giorni, ma casomai smorzare la temperatura di 5 o 6 gradi avendo cura di far ripartire (il mio programmatore - centralina - me lo consente) la programmazione abituale con almeno un giorno di anticipo sul rientro previsto.

IlSolitoSconosciuto
19-12-2007, 18:24
Interessante esposizione paopaglia&#33; Mi interesserebbe molto conoscere anche la temperatura dell&#39;aria a livello di pavimento e a 1/2 mt. di altezza. Tenendo conto della temperatura di mandata da Te descritta<br> ( 36-40 °) che fa rendere al meglio l&#39;impianto.<br> RingraziandoTi saluto tutti<br>ISS <img src="http://codeandmore.com/vbbtest/images/customimages/0edb73bb23d7d98cbf404c636f70bf1a.gif" alt=":)">

claudiodimas
19-12-2007, 18:33
<div align="center"><div class="quote_top" align="left"><b>CITAZIONE</b> (paopaglia @ 19/12/2007, 17:45)</div><div id="quote" align="left">Ti rispondo riportandoti quanto a me consigliato dall&#39;ingengere termotecnico che mi ha fatto il progetto dell&#39;impianto. .<br><br>A) In ordine al problema che l&#39;IMPIANTO NON SCALDA ABBASTANZA le cause possono essere:<br><br>1) è stato SBAGLIATO IL CALCOLO DELLE CALORIE.<br>Se per es. fosse stato previsto un passo (ovvero distanza tra ogni tubo nelle spirali) di 15 cm invece che un passo 10 o 5. In genere negli appartamenti si usa il passo 10, che scende a 5 nei bagni, dove è richiesto più calore. I passi 15 e 20 sono in genere usati nei locali molto granti (negozi, centri commerciali, capannoni) utilizzando tubi di maggiore diametro.<br>Questa ipotesi è però la più remota. Se l&#39;impianto è stato disegnato da un professionista, certamente Le avr&agrave; chiesto, quale committente, come è coibentato l&#39;immobile, per poterlo proporzionare ad esso. Se il progetto è stato redatto da una ditta fornitrice seria, anch&#39;essa si sar&agrave; preventivamente informata di ciò. Se fosse stato fatto da un idraulico con esperienza anche lui avr&agrave; preferito sopradimensionare l&#39;impianto secondo la regola &quot;meglio mandare a 100 una Ferrari che spremera a 200 una Punto&quot;<br><br>2) l&#39;ACQUA NON CIRCOLA, o circola poco.<br>Questa è l&#39;ipotesi più frequente e potrebbe dipendere da diversi fattori:<br>- a) c&#39;è aria nei tubi;<br>- b) qualche circuito (singola spirale radiante) è ostruito<br>- c) la pompa di circolazione della bassa temperatura non spinge a sufficienza<br>Puoi facilmente verificare da solo le tre ipotesi:<br>- se c&#39;è aria si sente da rumore che fa il flusso quando attraversa la pompa o i collettori;<br>- se qualche circuito è ostruito te ne puoi accertare chiudendoli tutti meno che uno e verificare se c&#39;è flusso leggendo le temperature dei termostati di mandata e ritorno (meglio se quelli posti sui collettori che quelli sotto la caldaia). Devono differire di qualche grado. Inoltre puoi verificarlo dal rumore stesso;<br>- se la pompa fosse inadeguata essa non riuscirebbe a far circolare l&#39;acqua o lo farebbe con poca spinta, senza consentire all&#39;impianto di rilasciare le calorie necessarie negli ambienti.<br>In tal caso ne è sintomo evidente una elevata differenza tra la temperatura dell&#39;acqua di mandata rispetto a quella di ritorno. Essa dovrebbe essere tra i 7-10 gradi e non di più (nel mio caso erano 22).<br>Confronta allora le caratteristiche tecniche della pompa (o delle pompe, se più di una e ripartite nelle varie zone). Deve avere una portata di Litri/ora uguale o superiore a quella specificata nel progetto (in genere, per 100 mq, sono sufficienti 1600 l/h). Altro valore importante è la prevalenza (esemplificando al massimo questo valore esprime la spinta erogata). Se, per esempio, la caldaia deve riscaldare due o più piani, oppure fosse posta nei fondi o in soffitta, deve avere maggiore spinta per vincere la forza di gravit&agrave; (non ingannarti però, una pompa può spingere molto più agevolmente l&#39;acqua, che è calda, in alto piuttosto che in basso, poiché essa tende di per sé a salire).<br><br>Fatte queste tre verifiche dovresti aver individuato il problema.<br>Se non ci fossi riuscito ti rimane un&#39;ultima cosa da verificare. Non la sottovalutare perché, seppure scontata, è proprio quella che sè presentata nel mio caso:<br>- l&#39;istallatore potrebbe non aver aperto abbastanza le valvole che regolano i flussi di ciascun circuito nei collettori. Se l&#39;acqua non circola abbastanza velocemente all&#39;interno di essi ciò (oltre che dalla pompa) potrebbe dipendere proprio da ciò.<br>Per fare questa ulteriore verifica chiedi alla ditta fornitrice (o leggi le istruzioni fornite da questa, come nel mio caso) come si regolano i flussi (dipende dalla ditta e dal modello, comunque i sistemi più comuni sono delle manopole poste sopra le teste dei singoli circuiti dei collettori. Attento però, non è detto che ci siano sono sul collettore di mandata, ma anche su quello di ritorno, e viceversa. Altre ditte montano invece un singolo regolatore di flusso su ciascun collettore o addirittura a monte dell&#39;impianto, sulla caldaia o sotto di essa).<br><br>Poniamo adesso che fosse proprio questo il problema; dovresto notare un evidente innalzamento della temperatura del flusso d&#39;acqua di ritorno dopo un po&#39; di tempo che hai aperto le valvole (un po&#39; ci vuole, ogni circuito è lungo diversi metri, quindi devi aspettare qualche minuto perché l&#39;acqua calda lo percorra tutto).<br><br>Ho opportunamente parlato di quest&#39;ultima ipotesi per introdurre il secondo promema:<br><br>B) COME REGOLARE L&#39;IMPIANTO.<br>Per ottenere una taratura ottimale dell&#39;impianto occorre:<br><br>1) regolare opportunamente i flussi dei singoli circuiti perché rilascino le dovute calorie nei singoli locali.<br>Quest&#39;operazione è fatta in genere dall&#39;istallatore, perché richiede strumenti di misurazione. Alcune ditte forniscono dei misuratori di flusso su ogni circuito (in genere montati sopra le teste dei collettori di mandata) molto comodi e pratici per farlo, anche da soli, impostando i valori dati nel progetto (in assenza di questi occorrer&agrave; invece regolare i flussi in modo che tra la mandata e il ritorno ci sia un&#39;escursione di 7-8 gradi);<br>N.B. Una buona regolazione consente di ottimizzare il risparmio energetico. L&#39;impianto rende al meglio con temperature di mandata comprese tra i 36 e i 40 gradi centigradi. Nei periodi caldi la mandata può addirittura scendere al di sotto per il minor calore richiesto<br><br>2) regolare opportunamente i termostati o i cronotermostati.<br>Veniamo ora al discorso centrale, quello su cui l&#39;utente è in grado di intervenire direttamente in base alle proprie necessit&agrave;.<br>Diverse metodi di regolazione sono più o meno &quot;sponsorizzati&quot;; non è che ce ne sia uno meglio di un&#39;altro, ma tutto dipende dalle esigenze e dalle abitudini di ciascuno, e dalle caratteristiche dell&#39;impianto (solo a bassa temperatura o misto ad alta - per i bagni - e bassa temperatura - per le camere).<br>Essi sono comunque i seguenti:<br>- METODO DI TARATURA FISSA: si impostano i termostati ad una temperatura costante per tutto il giorno.<br>E&#39; senz&#39;altro il più adatto se la casa è abitata tutto il giorno.<br>Se l&#39;impianto è diviso per zone si imposteranno probabilmente 20 gradi in soggiorno, 23-24 sui bagni, 19 nelle camere.<br>Va rilevato però che il sistema di riscaldamento radiante fa percepire una temperatura di 1 o 2 gradi superiore a quella rilevata. Dunque un 20 gradi con riscaldamento tradizionale corrisponde ad un 19-18 gradi con pannelli radianti. Se si è abituati a tenere in casa 22 gradi baster&agrave; probabilmente impostare a 20 i termostati. Nel mio caso ho impostato appurato che 19 gradi siano più che confortevoli. Si badi poi che ad ogni grado in meno corrisponde circa il 5% di risparmio energetico.<br><br>- METODO DI TARATURA A TEMPO: si regolano le temperature in maniera differenziata a seconda delle ore del giorno.<br>Indispensabile per poter gestire in questa maniera l&#39;impianto è la dotazione di un cronotermostato (termostato a tempo) e/o di una centralina che sia in grado di gestire temporalmente l&#39;impianto.<br>Questo metodo richiede ovviamente maggiore tempo per essere ottimizzato secondo le proprie esigenze. Bisogna valutare la risposta dell&#39;impianto (che fa variare i tempi di reazione tra l&#39;accensione dell&#39;impianto e il raggiungimento della temperatura desiderata), le abitudini di rientro a casa, ecc. Non è possibile dunque fornire delle indicazioni precise sugli orari, perché occorre fare delle prove e valutare le proprie personali abitudini.<br><br>Tuttavia il consiglio che posso dare è di non spegnere mai completamente l&#39;impianto, ma di impostare una temperatura sotto la quale le singole zone non devono mai scendere (altrimenti occorrerebbe troppo tempo per recuperare i gradi scesi nonché molta più energia per farlo). Il mio ingengere mi ha raccomandato 3 gradi di escusione tra la temperatura di quando si sta in casa e quella di quando si è fuori. Se la temperatura scende sotto, poniamo, i 17 gradi, l&#39;impianto si accende indipendentemente dall&#39;ora impostata sul cronotermostato.<br><br>A scopo solo indicativo posso indicare la mia programmazione, che parte dal presupposto che l&#39;appartamento non abitato durnate le ore del giorno:<br><br>- zona notte (camere):<br>17 gradi dalle 8 alle 17 e dalle 24 alle 4<br>19,5 dalle 4 alle 8 e dalle 17 alle 24<br><br>- zona giorno (soggiorno, cucina)<br>17 dalle 8 alle 15 e dalle 24 alle 3<br>19 gradi dalle 3 alle 8 e dalle 15 alle 24<br><br>- bagni:<br>superficie radiante stessa temperatura e orario camere;<br>accensione termoarredo alta temp. per 15 minuti alle 7:15, 18:30, 21:30 e 24<br><br>Ho infatti notato una risposta termica (nel senso di recupero dei max tre gradi persi durante le ore di chiusura) di 3 ore, che varia a seconda delle zone (in una non c&#39;è un piano inferiore riscaldato).<br><br>Infine ho provato una volta a spegnere completamente l&#39;impianto per 2 gg perché ero fuori citt&agrave;. Ho ritrovato casa a 13 gradi e mi ci sono voluti 2 gg per riportare l&#39;abitazione a 20 gradi, con caldaia che ha lavorato al massimo rimangiando ampiamente il risparmio fatto con lo spegnimento. Consiglio dunque di non spegnere mai l&#39;impianto, anche se si sta fuori per diversi giorni, ma casomai smorzare la temperatura di 5 o 6 gradi avendo cura di far ripartire (il mio programmatore - centralina - me lo consente) la programmazione abituale con almeno un giorno di anticipo sul rientro previsto.</div></div><br>Quoto tutto, ma 3 gradi di escursione mi sembrano troppi.<br>Saluti Claudio

moreno79
31-12-2007, 22:00
ciao...io ho purtroppo un problema...devo avere un tubo ostruito o aria nei tubi...<br><br>ho seguito tutti i consigli di paopaglia ma nulla...<br><br>allora:<br>impianto giacomini<br>caldaia vaillant ecoblock plus<br><br>4 piani<br>tavernetta e mansarda ok<br><br>al piano terra ho cucina, bagno e soggiorno...la cucina è gelida...il resto è ok.ho spurgato l&#39;aria ma nulla...ho chiuso tutto tranne quelli in cucina e niente...il pavimento e gelato ma i tubi dei collettori di mandata sono caldi e quelli di ritorno leggermente più freddi...<br>temp caldaia 45 gradi<br>temp interna a termostato (1 per piano) 21.5<br><br>al piano primo scalda tutto il pavimento ma non riesce a raggiungere i 21.3 gradi a meno che non aumento ad almeno 50gradi la caldaia.<br>ho provato a portare a 1.8 bar la gettata dell&#39;acqua dalla caldaia ma idem...<br><br><br>qualche consiglio??

claudiodimas
01-01-2008, 09:14
Ciao, non sono un tecnico, queste sono le mie considerazioni, sulla base della mia esperienza diretta con il mio impianto a b.t.:<br><br>La pressione della caldaia la terrei comunque a 2 bar.<br>I motivi per cui l&#39;acqua non circola nel pannello possono essere diversi a seconda della tipologia di impianto:<br>1) elettrovalvola chiusa ( il collettore sia di mandata che di ritorno è caldo lo stesso)<br>2) aria nel pannello ( quindi farla uscire, magari chiamando un tecnico),<br>3)non sarebbe da escudere la pompa, anche se dici che nel resto del piano il calore c&#39;è.<br><br>21,3 c° mi sembrano sufficienti ma se vuoi alzare la temperatura senza aumentare i gradi della caldaia porta la pompa a 2 e poi a 1 ( sar&agrave; sicuramente a 3) e probabilmente risparmierai qualcosina.<br><br><br>Saluti Claudio

moreno79
01-01-2008, 10:25
innanzitutto buon anno...e grazie dei consigli<br><br>se l&#39;elettrovalvola fosse chiusa non dovrei avere anche il resto del piano freddo?(devo pure capire cos&#39;è e dov&#39;è <img src="http://codeandmore.com/vbbtest/images/customimages/08bba57ee03450f6f5529a11b4710d2b.gif" alt=":("> )<br><br>se diminuisco la portata della pompa (ora come giustamente immagini è a 3) non ci mette ancora più tempo perchè è minore la potenza?e non dovrebbe nemmeno arriv a quella temperatura?<br><br>mi ha detto sia l&#39;idrauilico che il tecnico della caldaia di tenere la prex su 1.1 1.2 bar...mentre ho sentito che visto che ho più piani mi serve più prex?

claudiodimas
01-01-2008, 12:38
Per avere consigli più precisi dovresti dare le caratteristiche del tuo impianto, altrimenti si rischia solo di fare buchi nell&#39;acqua.<br>Ciao Claudio

brunovr
01-01-2008, 15:37
Ciao &#33;&#33;&#33;<br><br>Problemi del genere li vedo tutti i giorni &#33;&#33;&#33;&#33;<br><br>Se nn ho capito male :<br>Se nello stesso piano vi è almeno 1 circuito che riscalda, allora significa che al collettore l&#39;acqua calda arriva. Si tratter&agrave; quindi di capire come mai che quel circuito non funziona.<br>Quindi biognerebbe capire che tipo di collettore ti hanno montato. Vi sono dei collettori in cui da una parte vi sono le testine termoelettriche, mentre dall&#39;altra apparentemente vi è solamente un bullone. Svitando il bullone sotto vi è una vite per chiudere il cricuito. Potrebbe essere quello.<br>Se vi è invece solamente aria nel circuito è abbastanza facile farla uscire. Chiudi tutti i circuiti di quel piano e se ce la fai anche gli altri collettori in modo che rimanga aperto solamente quel circuito. Aspettando un po l&#39;aria dovrebbe uscire da un jolly (se esiste&#33;).<br><br>Via telematica è un po difficile, ma per gradi ci si può arrivare tranquillamente..........<br><br>Se la temperatura nella stanza non raggiunge quella ottimale anche con il circuito sicuramente funzionante, beh, allora è un&#39;altro paio di maniche........<br><br>

moreno79
01-01-2008, 17:55
non ho capito cos&#39;è il jolly...<br><br>ho provato a effettuare lo spurgo...ma dovevo farla dal collettore di mandata o ritorno?<br><br>cmq ho chiuso tutto tranne i 2 tubi della cucina...uno alla volta aperto ho fatto uscire un bel po&#39; d&#39;acqua...<br>cmq non mi sembrava ci fossero bolle mentre usciva...<br><br>io ho solo delle viti a torx nel collettore di mandata...se le avvito si abbassa la vite e mi chiude il circuito...

brunovr
01-01-2008, 19:17
ok, sicuramente dunque quelle torks andranno aperte come logico che sia.....<br><br><br>da quel che ho capito hai staccato uno dei tubi del circuito in questione e hai fatto uscire acqua per un periodo ? se hai fatto così è l&#39;operazione migliore x spurgare il circuito.......<br> logicamente apri il ritorno così dalla mandata si ricarica<br>Fatto ciò e richiuso il circuito non tiresta che lasciarlo aperto ovvero togliere ogni marchingegno che può fermarlo (testina elettrotermicaa o viti eccc...) e lasciare tutto così x un pò di ore...<br><br>Se la madata ce l&#39;hai a 36-40° e l&#39;impianto è a pavim. normale (non Sistema70 della Rotex doppiotubo) nel giro di poche ore dovrebbe riscaldare il pavimento.<br>Solo dopo puoi reinserire le testine magari controllando i collegamenti e che funzionino, la maggior parte delle volte sono proprio loro la causa di tutto.....<br>Ps controlla pure il pistoncino del collettore (quello che la testina termoelettrica schiaccia) a volte rimane incastrato in basso . Con una pinza premilo un paio di volte x assicurarti che abbia un buon scorrimento.......<br><br>ciao ciao