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Visualizza la versione completa : Quanta confusione



bbwest
08-01-2008, 12:43
Ciao a tutti.<br>Sono nuovissimo di questo forum ma, avendo letto un po&#39; qua e la, mi piace lo scambio di idee che si riesce ad avere.<br><br>Veniamo al succo di questa mia prima discussione:<br><br>sono in procinto di ristrutturare completamente una casa colonica nella primissima collina di Bologna.<br>Il risultato sar&agrave; una casa bifamiliare con due appartamenti da circa 170 mq.<br>Si consideri anche che quasi sicuramente verr&agrave; realizzata una centrale fotovoltaica di potenza adeguata alla copertura delle esigenze energetiche delle due abitazioni.<br><br><br>E&#39; da tempo che sto affrontando l&#39;argomento dell&#39;impianto di riscaldamento con vari temotecnici, venditori, &quot;maghi&quot; e &quot;santoni&quot; ma essendo tecnico (non del settore termoidraulico) mi piace capire le cose e nessuno mi ha veramente convinto fino in fondo.<br><br>Ecco le idee proposte:<br><br>1-Impianto di riscaldamento principale a legna coadiuvato da caldaie a GPL (la casa non è connessa con la distribuzione del metano) che servono anche per ACS quando la caldaia a legna è spenta.<br>2-Caldaie GPL a condensazione con impianto a BT sotto pavimento.<br>3-Impianto di riscaldamento con termoguaina sotto pavimento e caldaia GPL a condensazione per ACS.<br>4-Sistema PDC aria/acqua per riscaldamento BT a pavimento e ACS<br><br>Ecco le mie considerazioni:<br><br>Impianto tipo 1 - bello ma costi di realizzazioni molto alti e gestione laboriosa -SCARTATO-<br><br>Impianto tipo 2 - semplice e con tecnologie consolidate. Non il massimo dal punto di vista energetico ma comunque buono.<br><br>Impianto tipo 3 - Sembrava molto interessante ma da una analisi un po&#39; più approfondita pare che alcune documentazioni fossero poco veritiere. (come fa una resistenza elettrica ad avere COP maggiore di 1 ??? ). Sto attendendo chiarimenti che non so se arriveranno mai. -quasi SCARTATO-<br><br>Impianto tipo 4 - Al momento è la soluzione che mi pare più interessante ma leggendo qua e la mi pare di capire che il COP di una PDC aria/acqua cali drasticamente con temperature ambientali basse. La scheda tecnica della PDC riporta un COP maggiore di 4 con ambiente di 7°C ma qui ci sono almeno 2 mesi dell&#39;anno con temperature al di sotto di tale valore.<br><br><br>Come detto, la soluzione al momento più probabile è la 4.<br>La 2 sarebbe nella tradizione ma non beneficerei della produzione della centrale fotovoltaica.<br>La 3 non mi convice per via di alcuni dati evidentemente errati che mi sono stati forniti.<br><br><br>Cosa ne pensate?<br>Avete altre idee o consigli specifici?<br><br><br>Grazie e a presto.<br><br>

dotting
08-01-2008, 13:18
Visto che propendi per la soluzione 4 ed hai toccato il tallone d&#39;Achille di questo impianto, ti anticipo un accorgimento in via di sperimentazione, ma che al momento sta dando ottimi risultati:<br>pdc aria/acqua con aria ambiente miscelata con i fumi provenienti da una stufa a pellets.<br><br>Non pensate di utilizzare fumi di stufe a legna o altro combustibile, la pdc durerebbe molto poco.<br>Se ti interessa proprio a Bologna vi è una persona che potrebbe darti una mano, per me dalla Sardegna viene un pò in salita.

bbwest
08-01-2008, 14:23
<div align="center"><div class="quote_top" align="left"><b>CITAZIONE</b> (dotting @ 8/1/2008, 13:18)</div><div id="quote" align="left">... propendi per la soluzione 4 ed hai toccato il tallone d&#39;Achille di questo impianto ...</div></div><br>E&#39; vero.<br>Pare che quello della temperatura ambiente sia il tallone d&#39;Achille delle PDC ma <span style="color:red"><b>quanto è grave questo punto debole?</b></span><br><br>Se dovessi avere una settimana di temperatura costantemente sotto lo zero consumerei semplicemente un po&#39; di più (ipotizzo un COP diminuito a 2) o rischio di stare al freddo perchè il sistema proprio non ce la fa?<br><br>Il produttore dice di aver testato la soluzione nei freddi climi del nord-europa... ma le specifiche parlano di ambiente a 7°C.<br><br><br>Per quanto riguarda la tecnica da te proposta:<br><div align="center"><div class="quote_top" align="left"><b>CITAZIONE</b> (dotting @ 8/1/2008, 13:18)</div><div id="quote" align="left">pdc aria/acqua con aria ambiente miscelata con i fumi provenienti da una stufa a pellets</div></div><br>Nell&#39;opuscolo che illustra le specifiche del prodotto si ipotizzano diverse tipologie di impianto:<br>- solo PDC<br>- PDC + riscaldatore elettrico per le giornate più fredde<br>- PDC + caldaia a combustibile fossile per le giornate più fredde<br><br>Soprattutto la seconda, in abbinamento con la centrale fotovoltaica, sembrerebbe un buon compromesso ammesso che il sistema vada in crisi a causa della temperatura esterna solo qualche giorno all&#39;anno.<br><br>La soluzione del pellets mi complicherebbe un bel po&#39; la gestione.<br>

dotting
08-01-2008, 15:45
Il pellets va gestito, ora è il sistema che garantisce il più basso costo a kWh termico e riutilizzare il calore di scarto dei fumi sarebbe a costo zero.<br>Ma se non te la senti puoi solo optare per la soluzione 2 e sperare di non andare incontro a temperature sotto i -5°C, a meno di dotarsi di buone resistenze elettriche, per 170 mq di casa servono belle potenti.<br>