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Visualizza la versione completa : Grosso impianto biogas



aluii
08-03-2008, 23:27
Salve a tutti,non sò niente di biogas e ho pensato chi chiedere in questo forum che seguo saltuariamente il vostro aiuto.<br>Sono stato invitato l&#39;altra sera a una riunione paesana in quanto sembra che<br>il comune voglia lasciare costruire un impianto di biogas a una non ben definita entit&agrave;.<br>In questa riunione si è fondamentalmente detto che in un impianto di grosse dimensioni covergerebbero liquami o altro da chissa dove per rendere la struttura redditizia; ma gli ingenti scarti di lavorazione che l&#39;oratore ha detto essere anche oltre il 200% non possono essere smaltiti naturalmente dal territorio e quindi si corre il rischio che il guadagno di pochi danneggi tutti<br>gli altri con l&#39;inquinamento del territorio e soprattutto delle falde acquifere .<br>Ho letto i vari topic sull&#39;argomento ma gradirei un vostro parere sull&#39;argomento in quanto non vorrei essere quello che vuole le nuove tecnologie ma non casa sua e contemporaneamente penso che impianti<br>del genere singolarmente possano risolvere i problemi dei singoli allevatori ma un consorzio concentrando in un solo punto lo smaltimento degli scarti<br>sia controproducente.<br>Grazie a tutti

leptone
09-03-2008, 02:49
Un impianto che produce biogas è un ottimo sistema per valorizzare gli scarti degli allevamenti. Inoltre potrebbe risolvere il problema della direttiva nitrati che per molti allevatori è un serio problema da affrontare subito.<br>Questa è una premessa; ora bisognerebbe conoscere cosa realmente si vuole costruire. Un buon impianto per produrre biogas non è cosa da poco sia in termini di spazi e di costi.<br>Qualche info in più sarebbe utile ai fini della discussione.<br><br>Ely

WTR
10-03-2008, 13:22
io sono sempre dell&#39;opinione che gli impianti di biogas wet, dry o pirolisi non devono essere troppo grandi e dovrebbero servire le realt&agrave; aziendali.<br>i grossi impianti fanno solo gli interessi degli industriali ke vedono il bussines dei CV, una volta finiti i CV sono tutti in braghe di tela causa costi gestione troppo elevati.<br>L&#39;utilizzazione del biogas dagli scarti è una proposta nobile, ma bisogna considerare, in questo caso, il traffico veicolare per alimentare giornalmente l&#39;impianto, il piano PUA se è gia stato sviluppato e la collocazione dell&#39;impianto, in questo caso più informazioni sarebbero essenziali, anche perchè si rischia di consumare più carburante di quello che si produce.<br>Per i piccoli allevatori ci sono le soluzioni per la direttiva nitrati, senza dissanguarsi troppo e senza spendere troppa energia. Bastava fare un giro alle fiere di Verona e Cremona per rendersene conto...

Abiss
10-03-2008, 17:57
Io ritengo non abbia senso fare impianti di dimensioni superiori a circa 1 MW, proprio per i motivi elencati da WTR.<br>Al di sotto credo sia ottima cosa, sempre che si sia fatto un corretto bilancio di massa.<br>E&#39; importante avere chiare le quantit&agrave; e la tipologia delle biomasse in entrata e lo smaltimento di quelle in uscita. Io considero in linea di massima comunque corretto e ben posizionato un impianto che disponga di circa 300 ettari per l&#39;approvvigionamento e 400 ettari per lo smaltimento (su un impianto da 1 Mw). Se di ciò si dispone, il più è ok<br>

aluii
10-03-2008, 22:21
Prima di tutto grazie del vostro contributo ,vedo che in linea di massima<br>le perplessit&agrave; uscite durante la riunione a cui ho partecipato non erano<br>infondate.Per quel che riguarda l&#39;avere dettagli su quello che st&agrave; succedendo<br>è proprio il tasto dolente di tutta la faccenda in quanto il comune st&agrave; andando avanti nella più assoluta omert&agrave; e si pensa che solo una forte protesta di molti cittadini possa portare a vedere chiaro in quella che sembra<br>la più classica delle manovre per arraffare più grana possibile prima della fine del mandato del 2009 .Tenete presente che io abito in un paesino<br>del veneto dove non esistono più appezzamenti di terreno di dimensioni rilevanti,quì ci sono piccoli appezzamenti tra urbanistica diffusa e strade da medioevo .E&#39; stato concordato di sentire un tecnico Arpav (amico dell&#39;amico)<br>per le problematiche inerenti allo smaltimento, se avete qualche suggerimento su cosa chiedere ben venga. Di nuovo grazie e saluti a tutti.<br>

WTR
11-03-2008, 09:51
<div align="center"><div class="quote_top" align="left"><b>CITAZIONE</b> (Abiss @ 10/3/2008, 16:57)</div><div id="quote" align="left">Io ritengo non abbia senso fare impianti di dimensioni superiori a circa 1 MW, proprio per i motivi elencati da WTR.<br>Al di sotto credo sia ottima cosa, sempre che si sia fatto un corretto bilancio di massa.<br>E&#39; importante avere chiare le quantit&agrave; e la tipologia delle biomasse in entrata e lo smaltimento di quelle in uscita. Io considero in linea di massima comunque corretto e ben posizionato un impianto che disponga di circa 300 ettari per l&#39;approvvigionamento e 400 ettari per lo smaltimento (su un impianto da 1 Mw). Se di ciò si dispone, il più è ok</div></div><br>hai capito male. un impianto sopra il MW va bene pure, a patto che sia di contorno a realt&agrave; aziendali gi&agrave; consolidate. <img src="http://codeandmore.com/vbbtest/images/customimages/6216c2636dfaab38ead1d4fed1325842.gif" alt=";)">

sawar
12-03-2008, 12:05
ciao a tutti,<br><br>io sapevo, ma può darsi che mi sbagli, che a fronte di un ingresso di &quot;materiale da smaltire (liquami, siero, scarti agricoli, affini...)&quot; nel digestore, gli &quot;scarti&quot; di lavorazione sono: biogas, fanghi stabilizzati che dopo essicazione possono essere usati come ammendante (o concime, forse) e un refluo di acqua non pulitissima e ricca di nitrati effettivamente da trattare, ma relativamente gestibile con spazi o metodi di trattamento.<br>Certo occorre un piano di gestione serio e ben fatto, ma se tutto quadra, è un impianto che riqualifica scarti producendo energia e poco da smaltire effettivamente.<br>Ho capito male e non è così?<br>Perche l&#39;oratore citato nel post iniziale, parla di <b>scarti</b> dell&#39;ordine del 200% rispetto al materiale in ingresso?<br>Concordo che 1MW sia la dimensione migliore, ma credo anche che sia un impianto più di smaltimento/produttore di utilit&agrave; che di produzione scarti e di ricchezza per pochi...<br>In pratica, secondo me, nel paese in questione (fra l&#39;altro aggiungerei un plauso alla giunta di zona per aver organizzato la riunione coi cittadini ed un altro plauso da fare ai partecipanti stessi...), un impianto di digestione ben progettato e normalmente gestito potrebbe essere fonte di energia e perchè no anche di vanto ecologico&quot;. Che ne dite?

WTR
12-03-2008, 18:44
Dico che con i grossi impianti che vogliono o che stanno per realizzare hanno dimostrato, fin&#39;ora, il contrario di quello che hai detto tu.<br>Quello che esce da un impianto wet si chiama digestato, è sottoposto alla normativa nitrati (se sti tratta di impianto agricolo) = terreno adibito agli spandimenti secondo le disposizioni locali. Depurare la frazione liquida del digestato non è affatto facile, anzi è costoso e un metodo efficace non è stato ancora individuato, conviene ancora spargerlo con i carri botte per i terreni sempre secondo normativa.<br>pare che la tecnologia più promettente siano le membrane o lo strippaggio ma entrambi hanno costi di gestione elevati. la depurazione biologica sembra abbia qualke problema dopo la digestione anaerobica.<br>insomma c&#39;è ancora molto da fare e, secondo me, gli unici che fin&#39;ora ci hanno guadagnato sono gli impiantisti.<br>Potrei e vorrei anche sbagliarmi, ma al momento la vedo così.

aluii
12-03-2008, 22:33
Salve a tutti.Forse non mi sono spiegato bene Sawar ma l&#39;amministrazione<br>si è ben guardata da convocare una riunione per spiegare come stanno le cose. Quello che è successo è che siccome di questo progetto ormai si mormora da un anno qualcuno ha pensato di avvisarci che prima che ci troviamo il paese invaso da trattori con botti di liquame e campi pieni di<br>scarti di lavorazione sarebbe opportuno farci dire in che termini stanno le cose e come pensa il comune di gestirle visto che non si è preso la briga<br>di dire niente.<br>Per la percentuale di scarto è stato detto ( ma alla riunione con il tecnico si<br>potr&agrave; sapere meglio) che siccome l&#39;impianto verr&agrave; alimentato da liquami<br>bovini e suini la percentuale di acqua che serve per rendere il prodotto<br>digeribile è nell&#39;ordine del 130% quindi dopo la digestione ci si trova<br>con un notevole incremento del residuo che non può essere assorbito<br>dai campi della zona ( che tra l&#39;altro rientra nei parametri di 170 kg per ettaro<br>di azoto essendo piena di falde),quindi se non vengono chiarite le varie fasi<br>di utilizzo mi sembra che essere pessimisti sull&#39;effettiva utilit&agrave; collettiva di<br>un simile impianto sia il minimo.<br>Penso che ci sia una certa differenza tra fare per esempio un inceneritore<br>che serve a tutti i cittadini perchè tutti bene o male produciamo rifiuti e<br>costruire un impianto che serve solo alle ditte allevatrici per smaltire i loro<br>rifiuti in quanto la produzione di energia in confronto ai costi generali mi sembra di capire non conviene.<br><br><br>

sawar
13-03-2008, 12:42
ciao,<br>se pensi che un inceneritore sia una soluzione migliore (anche solo per esempio), direi che possiamo finire qui la discussione.<br>Grazie dei chiarimenti (anche se ti sono stati illustrati da qualcuno e non dalla amministrazione) ma abbiamo una visione generale diversa.<br>Altra cosa è dire che c&#39;è ancora molto da fare e non tutti i problemi della digestione sono risolti.<br>Mi sembrava che, la digestione (per quei materiali) fosse una buona soluzione e non credevo che i guadagni fossero mafiosamente di pochi.<br>Forse, come dicevi prima l&#39;amministrazione del tuo comune vuole solo raggranellare soldi prima della fine del proprio mandato e l&#39;idea di un digestore è solo una scusa per farsi un fondo pensione. Mah&#33;&#33;?

WTR
13-03-2008, 21:18
<div align="center"><div class="quote_top" align="left"><b>CITAZIONE</b> (aluii @ 12/3/2008, 21:33)</div><div id="quote" align="left">Per la percentuale di scarto è stato detto ( ma alla riunione con il tecnico si<br>potr&agrave; sapere meglio) che siccome l&#39;impianto verr&agrave; alimentato da liquami<br>bovini e suini la percentuale di acqua che serve per rendere il prodotto<br>digeribile è nell&#39;ordine del 130% quindi dopo la digestione ci si trova<br>con un notevole incremento del residuo</div></div><br>il prodotto in entrata spesso viene diluito con digestato in uscita. in questo modo si ricircola parzialmente il digestato e quindi il residuo si dovrebbe abbassare.

giosp77
14-03-2008, 17:30
l&#39;idea della digestione anaerobica, per scarti di consorzi agricoli è una buona idea, ovviamente non è la medicina per tutti i mali o meglio l&#39;impianto deve essere dimensionato e realizzato con criterio, con particolare attenzione alla depurazione delle acque per sistemi wet cosa particolarmente delicata, quanto riguarda la digestione anaerobica è un ottimo metodo di smaltimento dei rifiuti organici oppure preferisci un bel &quot;termovalorizzatore&quot;?. Poi c&#39;è da dire che noi le intenzioni del comune non le possiamo sapere, quindo non possiamo sapere se pensa solo ad intascare tangenti e se ne frega se l&#39;impianto è fatto a norma......se le cose sono fatte a regola è un&#39;ottima soluzione.

WTR
14-03-2008, 18:15
tuttavia i punti bui di un impianto non aziendale sono il traffico veicolare in entrate e in uscita.<br>Non conosco nulla di questo progetto, magari si riesce a collocare l&#39;impianto in modo ke le principali aziende possano conferire i liquami attraverso tubazioni.<br>Per giosp77: che metodi conosci di depurazione che non siano più costosi dello spandimento?

aluii
14-03-2008, 23:10
Saluti a tutti. Inanzi tutto ringrazio chi ha risposto fornendo anche qualche<br>dato come WTR o Abiss. Il discorso della buona idea se fatta bene mi può<br>star bene in linea generale ma in pratica non dice nulla ,chi l&#39;ha fatto bene<br>finora? e con che criteri ?

giosp77
17-03-2008, 16:51
per WTR: certo che più economico della spandimento non c&#39;è nulla, comunque il trattamento SBR non è costoso rispetto agli altri tipi; il difficile per questi impianti è rientrare entro i limiti per quanto riguarda la direttiva nitrati. La depurazione acque è il punto delicato della digestione anaerobica.....con le norme italiane è molto difficile rimanere nei limiti di legge, se l&#39;acqua la si vuole mandare a fertirrigazione o scaricare in un corso d&#39;acqua. Ma una soluzione usata da molti è quella di riutilizzare l&#39;acqua all&#39;interno del processo, è avvio che anche in questo caso va sempre depurata (sbr, fanghi attivi, ecc...) altrimenti a lungo andare inibiremmo il processo, però così facendo non si ha il vincolo ristretto della direttiva nitrati.<br><br>Per quanto riguarda lo spandimento è molto difficile essere nei limiti di legge, almeno che non si abbia un latifondo.....adesso io faccio fatica a fare valutazioni se non so neanche la potenzialit&agrave; dell&#39;impianto&#33;<br><br><div align="center"><div class="quote_top" align="left"><b>CITAZIONE</b> (aluii @ 14/3/2008, 22:10)</div><div id="quote" align="left">Saluti a tutti. Inanzi tutto ringrazio chi ha risposto fornendo anche qualche<br>dato come WTR o Abiss. Il discorso della buona idea se fatta bene mi può<br>star bene in linea generale ma in pratica non dice nulla ,chi l&#39;ha fatto bene<br>finora? e con che criteri ?</div></div><br>Aluii la digestione anaerobica funziona e funziona bene soprattutto come metodo di smaltimento per rifiuti biologici altrimenti difficili da smaltire (non tanto per un discorso energetico). Di questi impianti il nord europa ne è pieno vedi la Germania che è da più di 30 anni che è nel campo del biogas (vedi Schmack, Weltec, Hese, luthe, ecc...)<br>L&#39;unico punto un pò delicato è la depurazione acque, i più riconosco che adesso con il business dei cewrtificati verdi molti vedano facili guadagni.....però cosa possiamo dirti più di così? non sappiamo neanche chi realizzer&agrave; l&#39;impianto....<br>La tecnologia è valida e utile.....poi va applicata bene e nel rispetto delle leggi&#33;

WTR
17-03-2008, 20:28
<div align="center"><div class="quote_top" align="left"><b>CITAZIONE</b> (giosp77 @ 17/3/2008, 15:51)</div><div id="quote" align="left">per WTR: certo che più economico della spandimento non c&#39;è nulla, comunque il trattamento SBR non è costoso rispetto agli altri tipi; il difficile per questi impianti è rientrare entro i limiti per quanto riguarda la direttiva nitrati. La depurazione acque è il punto delicato della digestione anaerobica.....con le norme italiane è molto difficile rimanere nei limiti di legge, se l&#39;acqua la si vuole mandare a fertirrigazione o scaricare in un corso d&#39;acqua. Ma una soluzione usata da molti è quella di riutilizzare l&#39;acqua all&#39;interno del processo, è avvio che anche in questo caso va sempre depurata (sbr, fanghi attivi, ecc...) altrimenti a lungo andare inibiremmo il processo, però così facendo non si ha il vincolo ristretto della direttiva nitrati.</div></div><br>riutillizzando in parte il digestato l&#39;impianto non andr&agrave; in sofferenza e non occorre depurarlo prima di ricircolarlo.<br>per lo smaltimento del restante digestato se non si vuol depurare bisogna che gli allevatori che versano il refluo facciano il prelievo del digestato.<br>fai conto ke circa l&#39;8-10% del digestato si separa e si fa un compost palabile.<br>attendo notizie

sawar
19-03-2008, 18:55
Ciao,<br><br>scusa WTR, non mi è chiaro...<br><br>ok che una parte di materiale digerito (acqua + digestato) viene riciclato...diciamo un simbolico 25%... e ok anche che non viene depurato, tal quale si ricircola nel digestore.<br><br>ma del restante, se non si vuole depurare, non mi è chiaro cosa dovrebbero fare gli allevatori: versare il refluo ma facendo il prelievo del digestato..? cioè? sedimentare e prelevare il surnatante? ma esso (il surnatante) è ancora ricco di nitrati, no? anche se lo separiamo dai solidi digeriti è sempre ricco di nitrati..? e quell&#39;8-10% di digestato è quello sedimentato?<br><br>Scusa, credo di aver capito male, ti spiace illuminarmi meglio?<br><br>grazie, saluti<br><br>L.

WTR
19-03-2008, 22:34
allora diciamo che:<br>1-una piccola parte del digestato viene riprocessato dall&#39;impianto<br>2-il resto subisce un processo di separazione, l&#39;8-10% del digestato viene solido con una parte di sostanze organiche detto palabile e successivamente compost, il resto che si chiama chiarificato verr&agrave; stoccato in vasca o laguna e se si fa l&#39;ossigenazione si abbatte un&#39;altra percentuale di N, diciamo che si può arrivare al 30% di abbattimento. in questo modo si potra distribuire sullo stesso ha una quantit&agrave; maggiore di chiarificato.<br><br>gli allevatori dopo che hanno fatto il loro apporto di liquame giornaliero dovrebbero ritirare il chiarificato, nella stessa quantit&agrave;, per spargerlo sui loro terreni. il vantaggio per loro è che possono spandere più prodotto sugli stessi ha perchè meno ricco di azoto. certo che se l&#39;impianto utilizza altre biomasse dovr&agrave; provvedere per l&#39;N in eccesso, altrimenti non vedo dove sia il vantaggio per gli allevatori.<br>Se invece sar&agrave; l&#39;impianto a prendersi l&#39;onere di spargere il tutto dovr&agrave; assicurarsi di avere un piano PUA gi&agrave; pronto.<br><br>spero di essere stato d&#39;aiuto.

giosp77
20-03-2008, 11:57
scusa wtr ma anche se è il più economico io non credo che lo spandimento sia una soluzione accettabile a meno che non ci sia un latifondista tra noi :-)<br>io credo che la soluzione migliore sia depurare tutto il chierificato (sbr o fanghi attivi) una volta separato dalla componente solida e poi ricircolarlo nell&#39;impianto anche per un 75% il resto mandarlo a fertirrigazione dopo un eventuale ulteriore ossigenazione (magari in vasca di lagunaggio, che non ha un costo elevato) per entrare nei limiti di azoto consentiti per legge.<br>Se poi in zona ci fosse un impianto per il trattamento delle acque magari comunale.....bingo&#33;

francesco1966
20-03-2008, 14:29
la tecnica è una cosa la legge un altra...imporre agli allevatori di spargere il digestato o i liquidi nei terreni è UN PROBLEMA perchè se portano il refluo dell&#39;allevamento in un impianto è perchè non possono spargerlo sul terreno per la direttiva nitrati....quindi il biogas è un buon sistema per fare energia elettrica ma con la direttiva non v&agrave; d&#39;accordo.....se poi si pensa che il fabbisogno in terreni per la pianura padana è ben oltre il totale degli ettari presenti mi spiegate come fate a convincere qualcuno che alleva &quot;senza terra&quot; o con pochi terreni a riprendersi qualcosa dall&#39;impianto???<br>Io penso che &quot;forse&quot; una piccola possibilit&agrave; ci possa essere essiccando il digestato (cosa che è fattibilissima con tecnologie gi&agrave; ben collaudate) e poi pensare a una sua gassificazione o combustione con ulteriore produzzione di corrente, i residui (cenere) si possono smaltire più facilmente...<br>Il biogas è ottimo ma non risolve i problemi della direttiva.....se i liquami derivano da aziende in difficolt&agrave;......<br>Ovviamente per aziende con ettarati sufficenti il problema non sussiste, ma bisogna trovarle....<br>saluti.

giosp77
20-03-2008, 16:23
esatto francesco 1966 è quello che dico dall&#39;inizio, lo spandimento non è compatibile con la direttiva nitrati, sono pienamente daccordo con te sulla prima parte.<br>Sulla seconda parte quella relativa alla gassificazione ho dei dubbi, certo sarebbe una bella soluzione, ma l&#39;impianto così aumenterebbe enormemente il costo, tieni anche conto che non so quale possa essere il potere calorifico dei fanghi trattati in uscita da digestione anaerobica, ma non credo molto alto, in più a monte della gassificazione o pirolisi dovresti mettere un essiccatore non puoi pirolizzare o gassificare fanghi con il 70-80% di acqua.....se fai due conti vedi che i bilanci sia energetico che economico sono sfavorevoli. Senza pensare che diventa un investimento di decine di milioni di euro, che francamente sono molti anche per un consorzio specialmente solo allo scopo di smaltire i fanghi (l&#39;elettrico e il termico prodotti servono a malapena ad autoalimentare l&#39;impainto).<br><br>Io continuo a sostenere di depurare il chiarificato con impianti di depurazione (sbr o fanghi attivi). E&#39; la soluzione più economica e redditizia e ci consentirebbe se l&#39;impianto di depurazione è dimensionato bene di stare entro i limiti della direttiva nitrati. In più in caso che ci sia si potrebbe sfruttare un impianto di depurazione comunale, in questo caso il risparmio è maggiore.<br><br>La depurazione delle acque in uscita al digestore è il punto più delicato di questi impianti anche perchè come spesso accade in italia a livello normativo si è passati dal niente all&#39;eccessivo, costringendo molte aziende o a lasciare perdere il discorso o a trovare escamotage per aggirare la legge, vedi scarichi nascosti abusivi o diluizione del chiarificato con acqua, ecc....

francesco1966
20-03-2008, 18:24
però il depurato dove lo metti? lo devi smaltire....e pensare al compost..mi sembra che ci siano gi&agrave; molte ditte che operano non vorrei trovarmi a regalare il compost per liberarmene,,<br>e anche il depuratore costa....<br><br>Per l&#39;essicazione non è un problema, ci sono gi&agrave; gli essicatori dei fanghi, e come costi non sono cifre a 6 zeri. in più il calore lo prendi dall&#39;impianto..<br>per il discorso gassificazione/pirogassificazione, son d&#39;accordo che costa molto, però dovendo fare un investimento e considerando i problemi degli allevamenti, sopratutto avicoli, si potrebbe pensare a miscelare il digestato con lettiere di pollo/tacchino, o con sottoprodotti tipo stocchi di mais, paglie, letame, o altro per aumentare il potere calorifico<br>Se arrivi anche a 3200/3400kcal/kg di pci non è male, la pollina tal quale arriva a 3400/3800 e la fattibilit&agrave; degli impianti cè.<br>Considera che si dovrebbe operare in regime dei 30 cent, cioè con 1 mwatt di potenza...per fare un es. un consorzio per il biogas, e un consorzio per il gassificatore....<br>Per i soldi il problema c&#39;è l&#39;hai sia con 5 ml di euro che con 10....e poi bisogna uscire dalla logica del costo ma del reddito che si puo ottenere.... non si può pensare di fare impianti da 100 kwatt.... come molti credono...<br>I reflui sono una risorsa non un problema è che si tende a pensare al modo di smaltirli, non ha renderli rumunerativi.....

caldodalmais
21-03-2008, 11:30
Perdonate l&#39;ingenuita&#39;, ma il chiarificato, eventualmente diluito, non potrebbe costituire un &#39;brodo di coltura&#39; per eventuali alghe (micro o macro che siano) in ambienti protetti ma iperproduttivi?<br>Bye

elalux
21-03-2008, 17:08
<div align="center"><div class="quote_top" align="left"><b>CITAZIONE</b> (leptone @ 9/3/2008, 01:49)</div><div id="quote" align="left">Un impianto che produce biogas è un ottimo sistema per valorizzare gli scarti degli allevamenti. Inoltre potrebbe risolvere il problema della direttiva nitrati che per molti allevatori è un serio problema da affrontare subito.</div></div><br>Ciao Leptone,<br>la tua risposta mi ha incuriosito poiche non capisco come un impianto a biogas possa risolvere il problema dell&#39;Azoto dei liquami di stalla.<br><br>Che io sappia di Azoto tanto ne entra...tanto ne esce dal biogassificatore, no?<br><br>vorrei sapere che ne pensi o cosa tu intenda<br><br><br>Grazie

francesco1966
21-03-2008, 17:40
Per aluii....<br><br><div align="center"><div class="quote_top" align="left"><b>CITAZIONE</b></div><div id="quote" align="left">Penso che ci sia una certa differenza tra fare per esempio un inceneritore<br>che serve a tutti i cittadini perchè tutti bene o male produciamo rifiuti e<br>costruire un impianto che serve solo alle ditte allevatrici per smaltire i loro<br>rifiuti in quanto la produzione di energia in confronto ai costi generali mi sembra di capire non conviene.</div></div><br>Ciao aluii, non per voler seminar zizzaznia, ma tu cosa mangi?<br>Perchè se mangi della carne allora pensare che sia meglio un termovalorizzatore di un impianto a biogas, abbinato agli allevamenti non mi trovi d&#39;accordo....<br>L&#39;impianto di biogas è un ottimo modo per fare corrente con una fonte alternativa rinnovabile, non risolve la direttiva nitrati (salvo poi trattare il digestato con tecniche particolari..) e nemmeno il problema energetico nazionale, ma se si deve sempre voler contestare tutto, allora ci teniamo l&#39;immondizzia, chiudiamo gli allevamenti e facciamo tutti i politici....<br>Non conosco la realt&agrave; del tuo paesino ma sono anch&#39;io veneto e il problema della direttiva nitrati, essendo un avicoltore, lo conosco (aime&#33;&#33;) troppo bene...se è una cosa ben fatta, il biogas,può portare vantaggi anche a voi del paese, e ricordati che la &quot;spusa&quot; (detto in veneto) degli allevamenti non ha mai ucciso nessuno, gli scarichi industriali e degli autoveicoli invece si...<br>ciao...

giosp77
21-03-2008, 17:53
francesco 1966 il problema non è tanto il compost che ottieni; quello si che lo puoi spargere in quanto è un fango stabilizzato, al massimo si lascia all&#39;aria qualche giorno in più, tra l&#39;altro anche se lo regali ad un&#39;azienda di compost a patto che se lo vengano a prendere loro....non vedo cosa ci sia di male è un problema in meno (serto che se lo vendi a qualcuno è meglio).<br>Comunque così senza numeri si può dire tutto ed il contrario di tutto, io non credo che abbiamo termico a sufficenza per il processo e per l&#39;essiccazione (per portare un Kg di acqua da 100°C liquidi a 100°C di vapore ci vogliono 500 Kcal, più in generale ti posso dire che per essiccare un Kg di fango, a T ambiente, al 20% di secco occorrono circa 750 Kcal)<br><br>l&#39;essiccatore dipende da che capacit&agrave; lo vuoi ti assicuro che le cifre per un essiccatore da 20 t/ora di fango come cifra si avvicina anche a 7 zeri....fidati, cmq costa tutto l&#39;insieme: dig. anaerobica, essiccazione e gassificazione.<br>è vero che costa anche la depurazione ma non c&#39;è paragone, in più recupereresti anche l&#39;acqua che oggi più che mai va considerata una risorsa&#33;

francesco1966
21-03-2008, 18:27
Il problema del compost/digestato se non vi è terreno a sufficenza (direttiva nitrati) permane, e per trovare ditte che accettano ancora compost....beh auguri....qui in veneto molte di quelle che producono tale fertilizzante non accettano più niente al di fuori dei contratti....chiedilo a chi st&agrave; cercando un modo per smaltire i reflui....<br><br>Per il discorso dell&#39;essi*****one, a parte la potenza termica disponibile, ovviamente è in funzione dell&#39;impianto, sui costi non concordo.<br><br><br>PRODOTTO DA TRATTARE DIGESTATO<br><br>ASPETTO FISICO SCIOLTO -SFUSO<br><br>UMIDITA’ INIZIALE 45 %<br><br>UMIDITA’ FINALE 15 %<br><br>PESO SPECIFICO Kg /Mc 350<br><br><br>PRODUZIONE UMIDO Kg /h 3000<br><br>PRODUZIONE SECCO Kg /h 1900<br><br>POTENZA TERMICA UTILIZZATA K.CAL/h 1 200 000<br><br>EVAPORAZIONE ORARIA MASSIMA Kg/H²O 1100<br><br>TEMPER. ARIA ESSICCAZIONE °C 75<br><br>TEMPERATURA AMBIENTE 10°C.<br>UMIDITA’ RELATIVA 65%<br><br>Io intendevo il digestato, non i liquidi, poi se parli di fanghi allora cambia il discorso. Cmq questo essicatore che può usare sia i gas di scarico dei motori o acqua calda a 75°, costa (da preventivo al lordo degli sconti che non ho ancora chiesto&#33;&#33;) 370.000 più iva<br>Ovviamente essica 30 q,li ora ma si puo anche aumentare la produzzione , ma il costo non cambia di un enormit&agrave;. E l&#39;umidit&agrave; iniziale può essere anche più alta, con maggiore consumo termico. Ma visto che il digestato, come dici tu, lo puoi lasciare in cumulo, si può pensare che si essichi in parte da solo...<br>Io cmq lo stavo cercando per abbinarlo ad un impianto di gassificazione della pollina...<br>Per il costo totale, concordo con tè, i prezzi li so, visto che ho preventivi da mezzo mondo, ma non si può pensare ai piccoli impianti, purtroppo...e poi i &quot;conti&quot; si fanno sul ricavo netto, non sul costo inizziale...e una tecnologia che fosse completa e sicura per usare i reflui degli allevamenti, oggi con i problemi che la direttiva st&agrave; creando, penso non abbia prezzo (in senso metaforico, poi ci si deve anche guadagnare, sennò se li tengono..)<br>Anzi ti dirò di più, sono a conoscenza di una nuova tecnologia, che prevede un impianto abbinato a un biogas da suini, sfruttando il digestato, se funziona (e se chi la commercializza è una societ&agrave; seria...) allora si che si potrebbero sviluppare molto i biodigestori...avrebbero una uscita di sottoprodotti (digestato) pari a zero....ma per ora attendiamo giugno...quando forse sar&agrave; in funzione...<br>Ps giosp77 di dove sei....

aluii
25-03-2008, 01:22
Saluti.Francesco io non voglio contestare un bel niente stò cercando di farmi<br>un&#39;idea partendo da zero e le risposte date mi portano a pensare che non ci<br>sia una soluzione pronta per l&#39;uso ,bisogna valutare quantit&agrave;, tipo ,ecc..<br>Comunque senza che ti arrabbi continuo a pensare che una cosa è risolvere<br>un problema comune per tutti un&#39;altro quello di una azienda.Mi sembra di aver capito questo ;gli allevamenti sono sempre esistiti e i liquami si spandevano normalmente nei campi ora gli allevamenti si sono super concentrati e sono diventati vere e proprie macchine da carne, solo che gli imprenditori in molti casi non sanno come smaltire i residui perchè magari di terra proprio non ne hanno;in più l&#39;unione europea decide di mettere dei limiti ben precisi .<br>Siccome si possono sfruttare i residui animali per produrre energia elettrica<br>si cerca di sfruttare questa risorsa per prendere i classici due piccioni con.....<br>Però le perplessit&agrave; di fondo restano comunque intatte e cioè :la concentrazione in un punto dar&agrave; luogo a una massa di nitrati ,fanghi ecc.da trattare che si dovr&agrave; capire dove finir&agrave; in più ci sar&agrave; un via vai di mezzi per il carico scarico . Io ho capito questo e non mi sento per nulla rassicurato anzi<br>resto dell&#39;idea che essendo una faccenda tra aziende e pubblica amministrazione si faranno gli interessi di pochi; dopodichè se la strada è segnata e bisogna adattarsi ( perchè le bistecche mi piacciono <img src="http://codeandmore.com/vbbtest/images/customimages/6a7e684840c55282423b07b6ab3e5990.gif" alt=":D"> )si cercher&agrave; almeno di far fare questo impianto dove avr&agrave; meno impatto ambientale possibile.<br><br>

WTR
25-03-2008, 10:21
ma parli gi&agrave; di impatto ambiantale negativo, e se invece lo migliorasse?<br>magari eliminando gli odori molesti e creando posti di lavoro?<br>ripeto se si riesce a centralizzare l&#39;impianto con dei &quot;merdodotti&quot; risolvi pure il problema del traffico veicolare.

SolarPrex
25-03-2008, 11:10
<div align="center"><div class="quote_top" align="left"><b>CITAZIONE</b></div><div id="quote" align="left">ripeto se si riesce a centralizzare l&#39;impianto con dei &quot;merdodotti&quot; risolvi pure il problema del traffico veicolare.</div></div><br>qualcuno ha notizia di esempi gi&agrave; funzionanti in materia? Effettivamente è STUPIDO oltre che oltraggioso spendere + energia primaria in gasolio da trasporto rispetto a quanto se ne possa trarre dal beneficio dell&#39;impiego della fonte rinnovabile ( nella fattispecie il biogas ).<br>L&#39;idea ( anche se nella mia mente è molto nebulosa ) di una condotta dei liquami sembrerebbe anche a mio avisso molto interessante e da valutare... ma tra le mie idee nebulose e la pratica/tecnica ingegnerizzata... ne passa di... refluo&#33; <img src="http://codeandmore.com/vbbtest/images/customimages/6a2f80cb4f8175d29ef35519ecfd4afe.gif" alt=":)"><br><br>A presto&#33;<br><br>

francesco1966
25-03-2008, 12:45
aluii, pace e serenit&agrave;, mica voglio litigare... qualche volta mi infervoro un pò quando vedo sputare sentenze senza che la colpa sia stata commessa...<br>Per le macchine da carne, il problema è che gli allevamenti che riescono ad andare avanti devono per forza aumentare i capi, visto che i prezzi che percepiscono sono fermi a anni f&agrave;&#33;<br>Guarda che più capi non significa più reddito, ma più lavoro, visto che il guadagno se lo portano a casa altri..lasciatelo dire da un allevatore...<br>Per il discorso di impatto ambientale nulla da eccepire, devono essere fatti a norma, e i fanghi devono essere smaltiti non modo corretto.<br>Però non credere che sia il sindaco a decidere. In veneto gli impianti per la produzzione di corrente elettrica da fonti rinnovabili sono autorizzati esclusivamente dalla REGIONE i comuni esprimono solo un parere, e ti assicuro che ultimamente i funzionari regionali stanno molto attenti, anzi proprio non ti lasciano fare nulla.......gli impianti per poter essere costruiti e messi in funzione hanno bisogno di molte autorizzazioni, e per il momento in zona agricola non si costruisce nulla di tutto questo se si pensa ad una societ&agrave;/cooperativa/consorzio fra allevatori, ma solo in zona industriale, è li l&#39;impatto ambientale è gi&agrave; stato valutato...<br>Per il costo del trasporto, solarprex, pensa ad una botte per liquami che porta fino a 200 ettolitri a volta e poi valutiamo quanto biogas fai con quel quantitativo, e quanto gasolio agricolo consuma un trattore..ciao

SolarPrex
25-03-2008, 12:58
<div align="center"><div class="quote_top" align="left"><b>CITAZIONE</b></div><div id="quote" align="left">Per il costo del trasporto, solarprex, pensa ad una botte per liquami che porta fino a 200 ettolitri a volta e poi valutiamo quanto biogas fai con quel quantitativo, e quanto gasolio agricolo consuma un trattore..ciao</div></div><br>io non lo so... dico solo di valutare. Chiss&agrave; che poi si rivemi molto + conveniente quanto proposto da WRT.<br><br><div align="center"><div class="quote_top" align="left"><b>CITAZIONE</b></div><div id="quote" align="left">Guarda che più capi non significa più reddito, ma più lavoro, visto che il guadagno se lo portano a casa altri..</div></div><br>Se non comporta + reddito allora perkè si lavora di +? Beneficenza? Magari intendevi dire non comporta Extra-reddito in maniera + che proporzionale&#33;? <img src="http://codeandmore.com/vbbtest/images/customimages/37ecd5aad5e54847975ed549dd2c23a7.gif" alt=":wacko:"><br>Ma sono sottiliezze... torniamo pure al discorso principale.<br><br>A presto&#33;

WTR
25-03-2008, 13:32
Non sono prorprio sottigliezze, xkè quando il margine cala sei obbligato ad aumentare il numero di capi finchè la capacit&agrave; aziendale lo permette in modo da minimizzare i costi.<br>il discorso del &quot;merdodotto&quot; si riferisce al fatto ke si minimizza il traffico veicolare. una pompa che fa 6 mc/min da 25 kW oppure attaccata ad un trattore ne fa di strada sottoterra, in 4/5 min mi trasporta 20 mc di liquame. mi sembra più conveniente di un trasporto su gomma se sei in un raggio breve.<br>Mi sembra ci sia stato qualcuno nel mantovano o bresciano che ha fatto qualcosa del genere.

francesco1966
25-03-2008, 14:25
giusto wtr, però bisogna pensare ai costi di un merdodotto, passare sotto le strade, su propriet&agrave; private, se pensi ai costi per metter giu qualche cavo o qualche tubo...Io credo che il trasporto per brevi distanze sia più semplice e economico con i mezzi agricoli....<br>Solarprex, ovvio che intendevo l&#39;extra-reddito, lo sai benissimo anche tù come st&agrave; andando in malora il settore agricolo.....è che discorsi sulle &quot;centrali della carne&quot; non mi piacciono, bisogna sempre prima vedere e toccare con mano le realt&agrave;, poi si possono criticare...ma sparare sugli allevamenti solo perchè puzzano non mi sembra carino, invece è una prassi consolidata..fine ot....<br>Ei&#33;&#33;&#33; era un pezzo che non si discuteva sul forum...ciao filippo...

giosp77
25-03-2008, 16:15
<br>Io intendevo il digestato, non i liquidi, poi se parli di fanghi allora cambia il discorso. Cmq questo essicatore che può usare sia i gas di scarico dei motori o acqua calda a 75°, costa (da preventivo al lordo degli sconti che non ho ancora chiesto&#33;&#33;) 370.000 più iva<br>Ovviamente essica 30 q,li ora ma si puo anche aumentare la produzzione , ma il costo non cambia di un enormit&agrave;. E l&#39;umidit&agrave; iniziale può essere anche più alta, con maggiore consumo termico. Ma visto che il digestato, come dici tu, lo puoi lasciare in cumulo, si può pensare che si essichi in parte da solo...<br>Io cmq lo stavo cercando per abbinarlo ad un impianto di gassificazione della pollina...<br>Per il costo totale, concordo con tè, i prezzi li so, visto che ho preventivi da mezzo mondo, ma non si può pensare ai piccoli impianti, purtroppo...e poi i &quot;conti&quot; si fanno sul ricavo netto, non sul costo inizziale...e una tecnologia che fosse completa e sicura per usare i reflui degli allevamenti, oggi con i problemi che la direttiva st&agrave; creando, penso non abbia prezzo (in senso metaforico, poi ci si deve anche guadagnare, sennò se li tengono..)<br>Anzi ti dirò di più, sono a conoscenza di una nuova tecnologia, che prevede un impianto abbinato a un biogas da suini, sfruttando il digestato, se funziona (e se chi la commercializza è una societ&agrave; seria...) allora si che si potrebbero sviluppare molto i biodigestori...avrebbero una uscita di sottoprodotti (digestato) pari a zero....ma per ora attendiamo giugno...quando forse sar&agrave; in funzione...<br>Ps giosp77 di dove sei....<br>[/QUOTE]<br><br>Io parlo del digestato: una volta uscito dalla pressa a vite, separiamo il secco dall&#39;acqua; il secco è abbastanza stabilizzato e si può tranquillamente fare stabilizzare del tutto stoccandolo all&#39;aria aperta.....e non dovremmo avere problemi con la direttiva nitrati per spargere questo compost, ormai come detto stabilizzato, quindi l&#39;essiccatore a mio avviso non serve sono 370.000€ risparmiati. I problemi sono tutti nella componente liquida del digestato che abbiamo in uscita dalla pressa a vite, li si che ci sono grossi problemi con la direttiva nitrati, e in questo caso viene il discorso della depurazione acque.<br>L&#39;essiccatore servirebbe se in uscita dal digestore con il digestato si vuole entrare subito nell&#39;essiccatore per andare poi al gassificatore (che non può lavorare con % di umidit&agrave; troppo elevate), senza avere le presse a vite, in questo caso non avremmo problemi con la direttiva nitrati in quanto l&#39;acqua evapora e non va scaricatae quindi depurata, ma la potenza dell&#39;essiccatore cambia notevolmente in qunto il fango in ingresso ha il 10% di secco circa.<br><br>Io parlavo di essiccatori da 20 t/ora, con %di H2O vicino al 20%, ti assicuro che i costi vanno vicino ai 10 milioni di €, per 30 quintali/ora hai ragione te mi fido non sono informato.<br>Ma scusa se in uscita hai 20 quintali ora di digestato che potenzialit&agrave; ha l&#39;impianto di digestione anaerobica iniziale?<br><br><br>PS sono di Rimini

SolarPrex
25-03-2008, 16:48
<div align="center"><div class="quote_top" align="left"><b>CITAZIONE</b></div><div id="quote" align="left">Non sono prorprio sottigliezze, xkè quando il margine cala sei obbligato ad aumentare il numero di capi finchè la capacit&agrave; aziendale lo permette in modo da minimizzare i costi.</div></div><br>scusate ma da bravo testone non capisco questa... giusto da lontani ed immemori studi di microeconomia.<br><br>ora mi dici che devi produrre di + per abbattere ( spalmare meglio ) i costi ( presumo fissi ) poichè i margini attuali non ti permetterebbero di sostenerli.<br>La domanda che mi sorge spontanea è: perchè non lo si è fatto prima prendendo anche MOLTI + soldi?<br>Chi ha fatto un briciolo di MICRO spero possa intendermi...<br><br>cmq... come ho detto sono inezie e non sono attinenti al post. Scusate ancora la divagazione <img src="http://codeandmore.com/vbbtest/images/customimages/7fc42035cbd0a03e4816c5945ceeae00.gif" alt=";)"><br><br>A presto&#33;

francesco1966
25-03-2008, 18:27
ciao giosp, premesso che non so quanto sia la frazione secca e quella umida in uscita dal biodigestore, credo che una cosa è bene chiarirla, per la direttiva nitrati quello che serve sapere è la quantita di azoto nel digestato, perchè poi per spargerlo devi considerare i limiti ettaro, quindi se il tuo compost (stabilizzato o no) ha ad es. il 5% di azoto, cioe 5 kg ogni 100, per spargerlo devi calcolare 170 o 340 kg totali per ettaro di azoto, non importa sè è stabilizzato...<br>Per i fanghi vale lo stesso discorso, dipende dal contenuto in azoto...<br>Mettere in essicazione subito il digestato potrebbe essere una buona idea, anche se con solo il 10% di ss ti trovi con un mare di acqua evaporata.....il resto va cmq gassificato...quindi il problema viene meno...<br>La quantit&agrave; in entrata del biodigestore non la so, io intendevo stoccare in vasche o altro il digestato e di essiccarlo mano a mano che il gassificatore richiede materiale....per gassificare...diciamo che il potere calorifico del digestato sia 1800/1900 kcal per kg un impianto da un mwatt consumerebbe 3/4 kg per kwatt (conti della serva...). non intendevo essiccare in continuo sull&#39;uscita del biodigestore......allora si che devi avere un essicatoio enorme...diciamo che il gassificatore ha il suo stoccaggio dal quale attinge...<br><br>solarprex, quello che volevo dire e penso anche wtr intendeva, è che i costi della materie prime, delle manutenzioni, del vivere comune, ecc sono aumentati, quindi il tornaconto tende ad essere negativo. Dovendo mandare avanti l&#39;azienda devi aumentare i capi per avere un tornaconto che sia almeno pari a zero , visto che non puoi aumentare il reddito lordo per capo allevato...in considerazione che il prezzo di vendita è rimasto fermo....così facendo scarichi i costi fissi su più fattori (capi) e si spera che il T sia positivo..<br>Molti hanno costruito stalle nel corso degli anni, adesso con la direttiva nitrati di fatto hanno imposto una quota in funzione del terreno e siccome il terreno non è infinito al momento non si può più aumentere la consistenza degli allevamenti, anzi si dovr&agrave; ridurla e questo comporter&agrave; molti T negativi con conseguente chiusura di molte aziende......a meno che non si cominci ad usare i reflui per fare energia, ma siamo molto distanti da questo traguardo, come tu ben sai....<br>Ufff...mi fai tornare sui libri....filippo... <img src="http://codeandmore.com/vbbtest/images/customimages/66f90e4129c17aa89317f39c54030569.gif" alt="image">

SolarPrex
25-03-2008, 19:57
<div align="center"><div class="quote_top" align="left"><b>CITAZIONE</b></div><div id="quote" align="left">n considerazione che il prezzo di vendita è rimasto fermo....così facendo scarichi i costi fissi su più fattori (capi) e si spera che il T sia positivo..</div></div><br>Ok era quello che dicevo pure io.<br>La cosa che stai però sostenendo è che i sono i costi variabili ad essere aumentati. Mi riferisco a:<br><br><div align="center"><div class="quote_top" align="left"><b>CITAZIONE</b></div><div id="quote" align="left">i costi della materie prime,</div></div><br>Comunque sia... hol&#39;impressione che stiamo parlando delle medesime cose, forse in modi diversi. Quindi credo che la cosa possa dirsi conclusa qui.<br><br>A presto&#33;

giosp77
26-03-2008, 11:50
francesco 1966 con buona approssimazione, ti posso dire che la % di secco e liquido che entrano sono le stesse che escono, quindi se entra al 10% esce al 10% (più o meno)<br>dopo pressa a vite ottengo una componente solida del 35% che contiene dai 4,1 ai 4,9 Kg di azoto per tonnellata di sostanza secca&#33; (questo appena uscito dalla pressa a vite, parlo del secco separato all&#39;interno del digestato) quindi come vedi si può spargere senza avere particolari problemi con la direttiva nitrati (senza il bisogno di avere un latifondo medioevale per lo spargimento), se poi come dicevo lo si stocca qualche giorno all&#39;aria aperta questo valore di azoto scende ancora di un pò......questo intendo per stabilizzato, si riduce il problema dello spargimento con il rispetto della direttiva nitrati, per lo meno non ti servono molti ettari di terreno.<br>Ma in questo caso c&#39;è l&#39;acqua che viene separata dalla pressa a vite che va trattata.<br><br>Adesso fatto chiarezza su questi punti bisogna chiedersi, conviene di più essiccare e soprattutto ce la si fa ad essiccare e ottenere calore necessario per il processo senza usufruire di combustibile fossile extra (1800/1900 Kcal/Kg non mi sembra un valore così elevato....)?<br>o conviene spargere il secco e depurare l&#39;acqua in uscita dalla pressa a vite?<br>Questa è una valutazione che va fatta conti alla mano....non si può dire così in generale.<br>sbaglio?<br>bisogna fare dei bilanci energetici e per fare una considerazione almeno attendibile bisognerebbe avere tutti i dati dell&#39;impianto

francesco1966
26-03-2008, 12:37
beh. 4.9 kg per tonn. è poco sicuramente....ma il resto dell&#39;azoto che è entrato dove è finito? nell&#39;acqua? se è cosi abbiamo un bel problema, decisamente si dovrebbe o essiccare e i residui (sali e altro portarli in discarica) o fare una depurazione.....<br>Io resto dell&#39;idea che essiccando direttamente il digestato con il 10% di ss, sia più &quot;semplice, perchè l&#39;acqua la elimini per evaporazione almeno in parte, quello che resta il 35% di ss a questo punto devi trovare il modo di smaltirlo sul terreno ma più facile a dirsi che ha farsi....diciamo che le aziende coinvolte un po di terreno lo devono avere e con il 4.9 per mille basta in effetti poco terreno..<br>Ma qui ci vorrebbe un tecnico...<br>per il problema del combustibile credo che solo i fumi in uscita dai motori a biogas possano essere sufficenti, in fin dei conti è solo un problema di tempo di permanenza nell&#39;essicatore, aumenti quest&#39;ultimo e alla fine essichi... quello di cui ti parlavo (essicatore) funziona anche con i fanghi e con i fumi di scarico ben oltre i 120/130 gradi funziona bene (hanno detto loro&#33;&#33;) perciò il costo dell&#39;impianto d essicazione lo si deve far gravare sul biogas in questo caso, ma con i 30 cent al kwatt (sempre che li diano veramente) su un megawatt di potenza per mè si può fare..poi i dati non è difficile averli basta chiederli.....<br>Per il pci del digestato (1800/1900) sappiamo tutti che la cacca non rende molto, infatti io ho sempre sostenuto che convenga miscelare con altri sottoprodotti (paglia, stocchi, ramaglie) meglio sarebbe (distanze permettendo) trovare un digestato da biomasse...ma qui però andiamo troppo nel &quot;forse&quot;&#33;&#33;&#33;..<br>Certo che il biogas cmq per la direttiva n. non è il toccasana...<br>ciao<br>

WTR
26-03-2008, 13:29
ci sono gli evaporatori sottovuoto come alternativa, ti rendono l&#39;acqua indietro per eventuali ricircoli.<br>comunque sia l&#39;essiccatore che gli evaporatori sono macchine soggette a scarichi in atmosfera, hanno manutenzioni periodiche ai filtri e vengono controllate nelle emissioni. nessuno ancora si è messo in campo con questo tipo di macchine, negli impianti biogas, le ditte che propongono si basano su dati teorici.<br>io farei prove con impianti pilota, visto che nessuno mi da la certezza matematica del risultato.

giosp77
26-03-2008, 13:41
si l&#39;azoto che abbiamo è per lo più azoto amoniacale, che rimane nella componente liquida, ecco perchè quel 4.9 per mille<br><br>attenzione se vuoi andare a gassificazione dopo non puoi alzare troppo la temperatura, altrimenti rischi di iniziare la gassificazione gi&agrave; nell&#39;essiccatore perdendo ulteriore PCI.<br>Certo l&#39;essiccazione è la strada più semplice visto che l&#39;acqua evapora e con essa l&#39;azoto....<br><br>sul fatto che il biogas per la direttiva nitrati non è un tocca sana mi trovi completamente daccordo&#33;<br><br>per wtr certo che ci vogliono prove ed impianti pilota prima di partire, visto poi che si parla di gassificazione e/o pirolisi che sono tecniche ancora da sviluppare completamente....