PDA

Visualizza la versione completa : Vite alternative



iP Tom
20-04-2009, 23:12
vivere in comunità con una "nuova" filosofia di vita sostenibile lasciando da parte traffico e grattacieli (per quanto possibile) con case di paglia, cucina in comune, elettrodomestici a pedali e compost-toilette.
"Non è detto che un essere umano debba lasciare necessariamente un'impronta su questa terra".
<object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/XIIX53gYVIc&hl=it&fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/XIIX53gYVIc&hl=it&fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object>

ggavioli
16-08-2009, 17:50
[MODERAZIONE: Non è consentita la citazione di un intero messaggio. L'avviso ti era già stato dato in un'altra discussione, quindi la prossima infrazione comporterà l'eliminazione completa del tuo messaggio. nll]

--------------------
E' vero !!!
Però, ritengo opportuno valutare meglio le proposte di decrescita delle attività umane come possibile contrasto all'azione di rapina dell'uomo sulla natura.
Certamente ad alcuni tali proposte appaiono simili a proposte medioevali di autoflagellazione.
D'altro canto la spinta all'espansione dei consumi individuali assomiglia agli ultimi baccanali prima del rovinoso crollo dell'impero romano.
Credo che il concetto stesso di decrescita abbia bisogno di precisazioni.
Anche dalla lettura del dibattito finora svolto, pare in verità che il concetto di decrescita alcuni lo vogliano perfino applicare alla demografia della specie umana.
Altri chiedono di ridurre l'ammontare mondiale di scambi economici ed il PIL dei singoli territori.
Altri chiedono di ridurre l'attività economica media della singola persona. O porre limiti massimi.
Altri ritengono che si debba arrivare ad escludere subito l'uso delle risorse non rinnovabili, in quanto non ricostituibili per le generazioni future.
Altri ritengono sufficiente contenere l'uso di risorse non rinnovabili a quello attuale, purché divise equamente tra tutti gli abitanti della terra.
Quale sia il giusto livello di moderazione nell'uso personale e collettivo delle risorse del pianeta terra, non dipende solo dalla loro quantità disponibile, ma anche dalla visione che ciascuno ha della ragione del suo esistere.
Quindi di quale traccia lasciare sulla terra.
Credo però che prima di operare scelte drastiche (od egoistiche senza futuro), occorra fare i conti con le reali disponibilità delle risorse (energetiche e non) del pianeta e della loro possibilità di essere ricostituite.
Peraltro c'è sempre il pericolo che, come per ogni fondamentalismo, la critica a scelte molto radicali si trasformi in negazionismo anche dell'evidenza e in guerra quasi di religione.
Gabriele Gavioli

cacocciola
21-08-2009, 10:20
Ciao ggavioli, mi è piaciuto tanto il tuo intervento: è la prima volta che scrivo su questo forum e sono molto contenta di poter leggere messaggi di questo tipo. Sarei molto interessata a conoscere di più sulla decrescita. Puoi indicarmi link o pubblicazioni?

nll
21-08-2009, 22:51
cacocciola, intanto benvenuta nel forum, poi ti invito a fare una tua breve presentazione nell'apposita discussione aperta in "Comunicazioni al Forum".

Per quanto riguarda ai link sulla decrescita, credo che QUI (http://www.energeticambiente.it/decrescita/) troverai molto materiale, se poi ti servirà dell'altro puoi mandare un messaggio personale a chi ritieni possa esserti d'aiuto, come ggavioli, per esempio.

maximum2
30-01-2010, 17:14
Certamente ad alcuni tali proposte appaiono simili a proposte medioevali di autoflagellazione.
D'altro canto la spinta all'espansione dei consumi individuali assomiglia agli ultimi baccanali prima del rovinoso crollo dell'impero romano.

Esiste anche un altro problema spesso trascurato. Non sappiamo convivere pacificamente, e prerdonare il prossimo!

Comunità come queste sono sempre esistite nel corso della storia, ed esistono tuttora, ma non sono per noi.
Noi occidentali, mal sopportiamo le inevitabili piccole ingiustize che si verificano dentro alle comunità. In realtà non sono vere ingiustizie, ma tali appaiono ai nostri occhi.
Per sopportarle bisogna avere fede in qualche religione, ma oramai non è per noi, o non è per la maggior parte di noi.

Esperimenti di comunità basate sulla logica ed il progaticismo, ne sono sorte a bizzeffe... tutti fallimenti.

Purtroppo dovremo decrescere per la via più dura, ma ci farà bene...

"quel che non uccide, fa ingrassare!"

ciao,
MaX

CORINA
22-03-2010, 10:41
Ciao a tutti
Sono nuovo di questo forum
trovato interessante
trovare questo battistrada interessante anche
divertito un sacco
grazie