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Stregatto
15-03-2010, 11:19
Nel supplemento Affari e Finanza di oggi di Repubblica a pagina 25 c'è un interessante servizio sui potabilizzatori low-cost adatti al Terzo Mondo.
Il più semplice, secondo Ewag, istituto svizzero per le scienze ambientali: mettere l'acque in una bottiglia di plastica trasparente ed esporla a l sole per 6 ore almeno. Secondo EWAG la combinazione di raggi UVA e alta temperatura distrugge i batteri di colera, epatite e tifo.
La tecnica è ripresa dal Solvatten della Wadstrom con una tanica di plastica trasparente in cui la parete sul retro è nera per meglio assorbire i raggi solari e accelerare il riscaldamento, ma sostanzialmente il principio è lo stesso.
Io ero sempre stato convinto che esporre al sole le bottiglie di acqua minerale le convertisse in un brodo di cultura e qui invece dicono il contrario.
Si può avere un parere ?

nll
15-03-2010, 14:19
Se la temperatura supera i 60°C per un tempo sufficiente, non fai altro che pastorizzare l'acqua, abbattendone la carica batterica, ma la pastorizzazione non è sufficiente in molti casi, tant'è che in certe zone endemiche suggeriscono di bollire per alcuni minuti l'acqua prima di berla, quindi ben oltre i 60°C.

Al di sotto di quella temperatura occorrerebbe valutare l'effetto filtro del contenitore sui raggi UV (non mi chiedere se A o B), questi raggi possono anch'essi contribuire allo scopo, per cui vanno ben specificate le condizioni di trattamento che possono portare a rendere potabile un'acqua potenzialmente inquinata.

iscio
18-06-2010, 13:09
buongiorno, riesumo questo post perchè avrei bisogno di una vostra consulenza. Sto ristrutturando casa e l'idraulico si parlava di installare sia un addolcitore che un depuratore. Il primo costa circa 2000€, il secondo 3200€. Ma servono realmente entrambi? dice che l'addolcitore mi eliminerebbe il calcare dall'acqua e il secondo me la renderebbe bevibile, potabile...cosa che ad oggi non sembra visto il color marrone....
è vero tutto ciò? i costi mi sembrano realmente elevati

nll
21-06-2010, 16:09
Detta così non è che ti si possa aiutare, bisognerebbe capire quale acqua ti arriva, se dall'acquedotto, o da un pozzo privato e se il colore sia una cosa temporanea e risolvibile, o sia la caratteristica dell'acqua che ti arriva. Poi occorre capire da cosa deriva il colore, se dalla presenza di ferro, fango, o altro. Poi serve conoscere l'uso e i quantitativi di acqua che devi trattare.

Un buon punto di partenza potrebbe essere quello di fare analizzare l'acqua da un laboratorio dell'Arpa (Agenzia Regionale Protezione Ambientale), sia che tu decida per depuratore e addolcitore, sia che tu faccia un'altra scelta. I dati dell'analisi ti permetteranno anche di dimensionare le apparecchiature di cui avrai bisogno.

Per evitare di spendere inutilmente, ti consiglio, se sei ancora in tempo, di fare un impianto di distribuzione sdoppiando l'acqua potabile dal resto che può benissimo utilizzare l'acqua così com'è (lo scarico WC e le innaffiature giardino, per esempio, non richiedono né l'addolcitore, né il depuratore), così potrai ridimensionare l'impianto di trattamento alle tue reali necessità.

iscio
21-06-2010, 20:06
ok grazie mille per le info...sono ancora in fase di ristrutturazione e quindi in tempo a fare di tutto :-)
ora mi informo e poi posto maggiori dettagli.
Grazie

Maurizio Paganelli
09-11-2010, 09:20
Ma servono realmente entrambi? dice che l'addolcitore mi eliminerebbe il calcare dall'acqua e il secondo me la renderebbe bevibile, potabile...cosa che ad oggi non sembra visto il color marrone....

Con quella cifra ci prendi tanta di quella minerale....

I prezzi possono essere elevati come no, il problema e' nella capacita' dell'installatore di metterti su qualcosa che poi non ti rovini tutte le tubature.

Se e' un sistema a resine, la diminuzione del pH va adeguatamente compensata, tenendo conto della massima temperatura che l'acqua puo' raggiungere, ed e' bene tenerlo costantemente monitorato.

Se invece hai tubazioni in rame, il rischio e' minore, ma un'adeguata regolazione e' comunque necessaria.

La potabilita' dell'acqua, o la nocivita' o tossicita' di una sostanza o composto non si misura dal suo colore o dal suo odore: fai fare un'analisi dell'acqua in estate ed una ad inverno inoltrato e solo in base a quella sia tu che l'idraulico avrete materiale su cui ragionare.

mp

fabio19tdi
29-07-2011, 16:19
Vista la mia ignoranza in materia chiedo a voi!
Ho appena fatto il sito nuovo a Culligan e a forza di vedere questi boccioni per ufficio e distributori casalinghi mi sono cominciati ad interessare.
Cosa ne pensate di questo in particolare? Fontanella di acqua erogatore domestico di acqua filtrata per osmosi inversa e carboni attivi - Culligan Italiana (http://www.acquaculligan.it/erogatori-a-punto-uso/fontanella-di-acqua.html)
Sono veramente così ecologici? e quali sono i migliori? grazie atutti

Mr.Hyde
09-08-2013, 09:00
ciao Pasquale, se posso dire la mia, ho notato che questo sito si propone di vendere un determinato tipo di rubinetto(scopo commerciale).
Mi sembra strano pero' che ci sia questa affermazione," l'acqua del rubinetto NON è POTABILE!!"
dunque io mi sono attivato subito (allarmandomi) , ed ho telef al mio comune , mi ha assicurato che la mia acqua è potabilissima e non richiede ulteriori trattamenti, le analisi sono certificate dall'Asl, dall'Arpa e dal vco mediante quasi 2mila campioni all’anno prelevati in tutti i pozzi e le sorgenti!! Quella che fai è un'affermazione grave.... secondo me. :cry:
p.s. anche io sono un chimico e gran parte del tempo lo spendo nei trattamenti,depurazioni ed analisi acque industriali e potabili :)

aggiungo che l'acqua osmotizzata o demineralizzata o distillata ... per essere bevuta, deve essere reintegrata con sali minerali, altrimenti crea danni all'organismo.

pasqualemerlino
09-08-2013, 10:38
Caro mr .Hyde, non voglio polemizzare, ma probabilmente ne l'Asl ne L'Arpa prendono campioni dopo la clorazione; infatti dicono che prendono i campioni ai pozzi o alle sorgenti.
Visto che sei un chimico, i prodotti della clorazione dell'acqua sai bene che sono trialometani, in pratica organoclorurati, che a secondo della concentrazione e dell tipo di sostanza originaria possono essere tossici/cancerogeni.
E' certo.
Perciò questi problemi dovuti alla clorazione li ritroviamo al rubinetto di casa.
Per ciò che concerne il tipo di trattamento dell'acqua al rubinetto, non ho mai detto che la si deve osmotizzare, anzi, sono contrario, e non solo per i motivi che tu hai espresso.
Il mio e' un semplice rubinetto che predispone il sotto lavello a qualsiasi tipo di impianto senza che si debba successivamente intervenire forando il lavello o facendo ulteriori lavori sotto allo stesso.
Resto in attesa di risposta per qualsiasi tipo di informazione o collaborazione.
Saluti
Merlino Pasquale

Mr.Hyde
09-08-2013, 13:17
Ciao Pasquale , le acque che vengono clorate non sono quelle di pozzo: l'ARPA DICE

Le acque minerali naturali hanno origine esclusivamente da una falda o da un giacimento sotterraneo, hanno caratteristiche igieniche e chimico - fisiche particolari e proprietà favorevoli alla salute. La normativa stabilisce che non possono essere sottoposte a disinfezione e che la loro purezza originale deve essere mantenuta inalterata. L’utilizzazione ed il commercio delle acque minerali sono disciplinati dal D.L. n.105 del 25 gennaio 1992, mentre i criteri di valutazione delle caratteristiche delle acque minerali naturali sono riportati nel Decreto del 12 novembre 1992 n. 542 s.m.( questo è il mio caso come molti altri in italia)
Le acque superficiali da destinare alla produzione di acqua potabile vanno trattate a seconda dello stato qualitativo di partenza: per questo motivo,sono classificate secondo i criteri generali e le metodologie di rilevamento della qualità previsti nel D.Lgs del 3 aprile 2006 n. 152.............

poi tu dici che l'arpa esegue i controlli prima del cloraggio....., a me non risulta, difatti nelle analisi dell'arpa appare questo parametro :
"Cloro" residuo totale
C
0, 2 mg/L *
0,2 mg/l come valore
minimo del disinfettante
utilizzato*
* Valore consigliato
e questi altri :

LIMITI DI LEGGE E VALORI GUIDA
Il D.Lgs 31/2001 inserisce queste sostanze fra i parametri chimici (Allegato I parte B) e impone un limite di 30 microgrammi/litro (μg/l) per la somma dei valori di cloroformio, bromoformio, diclorobromometano, dibromoclorometano.
Tale limite è più restrittivo rispetto al valore di 100 μg/l previsto dall’Unione Europea con la Direttiva 98/83/CE.
Anche l’OMS considera le stesse sostanze prevedendo però valori guida per i singoli composti e per la loro somma; in particolare:
Cloroformio: 0.3 mg/l (300 ug/l)
Bromoformio: 0,1 mg/l (100 ug/l)
Dibromoclorometano: 0,1 mg/l (100 ug/l)
Bromodiclorometano: 0,06 mg/l (60 ug/l)
La somma dei rapporti fra le concentrazioni delle singole sostanze e i loro valori guida non deve inoltre essere superiore all’unità.

nll
10-08-2013, 19:52
pasqualemerlino, ti faccio notare che la bufala dell'acqua di rubinetto che possa non essere potabile (salvo i casi di emergenze prontamente comunicate ai cittadini) è già stata smascherata. Guarda caso a promuoverla erano sempre venditori di apparecchiature di filtraggio dell'acqua, probabilmente più preoccupati di vendere che di salvaguardare la salute dei cittadini.

Intanto non esiste l'acqua, ma le acque. Il plurale non è casuale. Perché un'acqua sia potabile è richiesto che certi parametri chimico fisici siano entro determinati limiti... e non intendo solo i limiti superiori! L'acqua purissima, ovvero H2O e basta, non è potabile! Ciascuno di noi potrebbe avere necessità differenti in termini di presenza di sostanze minerali, per cui neppure l'acqua minerale in bottiglia è perfetta per tutti, dipende dalle sue caratteristiche.

Questo per dire che un filtro domestico deve essere studiato, anche in funzione delle abitudini alimentari della famiglia, in modo da filtrare le sostanze indesiderate, ma deve lasciare quelle utili: non deve sottrarre tutti gli oligominerali.

A proposito dell'acqua osmotizzata... va bene per l'ultimo risciacquo quando si lava l'auto: la vettura rimane lucidissima senza neppure asciugarla! (ma sconsiglio di berla)

pasqualemerlino
12-08-2013, 17:09
Caro mr.Hyde, e mi fa strano parlare con un signore che si fa chiamare come un personaggio di fantasia, comunque entriamo nel merito della questione.
1) acque minerali
non sono piu' regolamentate dal dlgs 105/92 recepimento della direttiva europea 80/777 con relative integrazioni e modifiche. ma sono regolamentate dal dlgs n° 176 del '8 ottobre 2011 attuazione della direttiva europea 2009/54/CE.
La differenza sostanziale fra il 105/92 e il 176/2011 e' nel modo in cui si deve etichettare l'acqua minerale e' la definizione di acqua di sorgente che prima era nel dlgs 339/99 e adesso e' inglobata nel 176.
Per il 105/92 era obbligatorio indicare sull'etichetta " la composizione analitica, risultante dalle analisi effettuate, degli gli elementi caraterizzanti " Siccome gli elementi caratterizzanti erano soggettivi il ministero della sanita nel 1993 ha pensato bene ( con ironia ) di emanare la circolare n° 19 del 12 maggio.
Con questa circolare al punto C " parametri analitici da riportare sulle etichette delle acque minerali" si da' ampio margine di arbitrio agli imbottigliatori di acque minerali.- emblematico e' la questione dei nitrati ( vedi mio sito).
Invece con il dlgs 176 art. 12 comm. 1 punto 5c sulle etichette si deve indicare " la composizione analitica, risultante dalle analisi effettuate, con i componenti caratteristici". Perciò i componenti caratteristici diventono parte del tutto e quindi ci dovrebbe essere un'indicazione soggettiva delle sostanze presenti nelle acque minerali.
tutt'ora non lo e' perche' seguono ancora,secondo me sbagliando, la circolare 19/93.

Per cio' che concerne i limiti di tossicita' per tutta una serie di sostanze tossiche di origine naturale, indicati al comma 6 capo due del DM 542, anche se teoricamente uguali a quelli validi per le acque di rubinetto sempre per la circolare 19/93 del ministero della sanita', la tolleranza nell'analizzarle per concentrazioni inferiori a 1 mg/l è del 75%,( punto B.3 ) con buona pace del comma 4 art 2 del dlgs 176.
Perciò un chimico puo' trovare una sostanza tossica elencata dal dm 542 in concentrazione superiore del 75% ai limiti consentiti e riportarsela automaticamente al di sotto del limite con buona pace per la salute dei cittadini.
Ancora piu' scandalosa e' la questione dei limiti delle sostanze tossiche di origine antropica, ma per saperlo ti invito a visitare il mio sito.

!)acque di rubinetto
la clorazione delle acque creano un'infinità di sostanze tossiche che comunque in buona o cattiva fede non le puoi determinare tutte.
Per farmi comprendere cosa voglio dire faccio un esempio.
Il metodo per rilevare la presenza di tensioattivi ( a detta dell'IRSA e degli STANDARD MHETODS) determina globalmente la presenza di tensioattivi solfonati e solfatati (MBAS)presenti nelle acque, ma ha un'interferenza positiva anche da sostanze organiche non tensioattive come :
acito picrico, acido naftalenfolfonico, acido2-antrachinonsolfonico, acido1-antrachinonsolfonico, acido2-idrossi-1-naftalensolfonico.
percio' la determinazione di alcune sostanze possono essere mascherate dalla presenza di atre anche piu' pericolose per la salute umana.
Ora considerando a) lo sviluppo della rete idrica pubblica, ad esempio l'acquedotto pugliese ha uno sviluppo di 19.000 km di rete idrica
b) la poca serieta' di molti gestori che fottendosene della salute dei cittadini hanno usato in modo improprio le deroghe, contemplate nel dlgs 31 ,per una serie di sostanze tossiche; mi sembra ovvio cercare qualche altra soluzione c) il fatto che i cittadini pur non sapendo tutto questo hanno cercato e stanno cercando delle soluzioni, a mio avviso non idonee, al fatto che l'acqua di rubinetto presenta oggettivamente dei problemi
la soluzione è la diversificazione dell'acqua ad uso potabile da quella tecnologica o centralizzata a livello di condominio o sotto il lavello di casa.
ribbadisco che chi deve indicare il tipo di impianto da montare e' per legge il sindaco, coadiuvato dal'Asl e dal gestore di acquedotto, gli operatori devono dare gli impianti a norma di legge e l'istallazione a regola d'arte

amministratore, io sono un inguaribile illuminista al punto tale che metto in discussione la stessa ragione: figuriamoci.
La definizione di acqua potabile è che ingerita non crea pregiudizi alla salute.
Deve contenere una serie di sostanze, anche quelle cosidette saline, entro determinati limiti: superati i quali l'acqua non è piu' potabile.
questi limiti sono stabiliti per legge e recepiscono linee guida emanate periodicamente dall'WHO.
l'acqua minerale non è potabile ma terapeutica perche' non ha limite per le sostanze saline, e andrebbe bevuta secondo il tipo di patologia da curare.
Cosi non è per l'acqua di rubinetto puo' essere bevuta da tutti perchè non deve curare nessuna patologia.
i sistemi di trattamento dell'acqua vanno studiati ed indicati dalle autorita' pubbliche ed in modo specifico dal sindaco perche come ha detto lei non è la stessa sul tutto il territorio nazionale
mi spiego meglio.
in zone come quelle pugliesi che hanno quasi tutte le abitazioni dei serbatoi di stoccaggio a mio avviso vanno messi dei sistemi di debbatterizzazione come le lampade UV, dei filtri meccanici per eliminare eventuali sostanze solide in sospensione ed eventualmente dei filtri a carbone attivo con sali batteriostatici per eliminare le sostanze polari e non far proliferare batteri nei filtri.
Se va nella zona di Piacenza e beve dell'acqua di rubinetto ha un sapore aspro come se fosse sciolta dentro della medicina., non è possibile utilizzarla per qualsiasi cosa se non si tratta con dei sistemi ad ok.
in alcune zone del sud per la fattiscenza delle tubazioni viene dell'acqua colorata, bisogna trattarla ?
Ecco per tutto questo occorre senza ombra di dubbio un dibattito pubblico senza pregiudizi e senza partito preso.
io sono per l'acqua pubblica, adirittura a mio avviso dovrebbe andare nella tassazione generalizzata, ma che sia veramente potabile non deve remunerare il capitale impegnato ma adottare un costo differente fra acqua veramente potabile e quella tecnologica.
Il cittadino non bisogna lasciarlo da solo contro molti lestofanti che fanno impropriamente il mestiere del trattamento delle acque o a comprarsi l'acqua minerale che ha problemi uguali se non maggiori dell'acqua di rubinetto ed è terapeutica o andare a riempirla dalle cosidette fontane ecologiche.
altrimenti facciamo come gli struzzi che mettiamo la testa sotto la sabbia per non vedere il problema e lasciamo il cittadino da solo

per ciò che concerne l'acqua per lavare la macchina basta togliere i sali di calcio e magnesio con degli addolcitori, il costo di gestione dell'addolcimento è enormemente inferiore rispetto al costo di osmotizzazione e il risultato per lavare la macchina è lo stesso.

io non produco impianti per il trattamento ma ho un sistema che serve a diversificare l'acqua sottolavello, quindi non parteggio per nessun sistema di trattamento.
vorrei solamente che questo settore venisse regolamentato da leggi piu' severe tanto da professionalizzarlo e renderlo migliore.
ma penso che non lo si vuole

Mr.Hyde
13-08-2013, 11:59
ciao Pasquale (spero che non sia un problema darci del tu) , il mio nome è Francesco. :)

per quel che concerne l'analisi dei sottoprodotti ottenuti dal cloraggio acque, non siamo restrittivi , a me risultano ricercate via GC(gascromatografia) le seguenti sostanze :

Alifatici clorurati cancerogeni

39 Clorometano µg/L 1.5
40 Triclorometano µg/L 0.15
41 Cloruro di vinile µg/L 0.5
42 1,2-dicloroetano µg/L 3
43 1,1-dicloroetilene µg/L 0.05
44 Tricloroetilene µg/L 1.5
45 Tetracloroetilene µg/L 1.1
46 Esaclorobutadiene µg/L 0.15
47 Sommatoria organoalogenati µg/L 10


Alifatici clorurati non cancerogeni


48 1,1-dicloroetano µg/L 810
49 1,2-dicloroetilene µg/L 60
50 1,2-dicloropropano µg/L 0.15
51 1,1,2-tricloroetano µg/L 0.2
52 1,2,3-tricloropropano µg/L 0.001
53 1,1,2,2-tetracloroetano µg/L 0.05


Alifatici alogenati cancerogeni


54 Tribromometano µg/L 0.3
55 1,2-dibromoetano µg/L 0.001
56 dibromoclorometano µg/L 0.13
57 bromodiclorometano µg/L 0.17


Clorobenzeni


62 Monoclorobenzene µg/L 40
63 1,2-diclorobenzene µg/L 270
64 1,4-diclorobenzene µg/L 0.5
65 1,2,4-triclorobenzene µg/L 190
66 1,2,4,5-tatraclorobenzene µg/L 1.8
67 Pentaclorobenzene µg/L 5
68 Esaclorobenzene µg/L 0.01


Fenoli e clorofenoli


69 2-clorofenolo µg/L 180
70 2,4-diclorofenolo µg/L 110
71 2,4,6-triclorofenolo µg/L 5
72 Pentaclorofenolo µg/L 0.5
etc...

Per quel che riguarda l'analisi dei tensioattivi anionici solfonati e solfatati (MBAS = sostanze attive al blu di metilene))( analisi basata sulla misura via spettrofotometrica a 650 nm degli estratti cloroformici dopo reazione con blu di metilene) . come ben sai ogni analisi che viene eseguita in lab ha delle interferenze che possono essere positive o negative, tali interferenze vengono eliminate o corrette con opportuni metodi, nel nostro caso ad esempio troviamo una interferenza positiva data da svariate sostanze oltre a quelle date dai prodotti da te elencati, tali interferenze vengono eliminate con una tecnica di pre-estrazione dal campione in esame.
Le interferenze negative invece vengono eliminate con altro metodo (non lo spiego per non essere noioso)..
Ne convieni?

nll
13-08-2013, 12:58
Il cittadino non bisogna lasciarlo da solo contro molti lestofanti che fanno impropriamente il mestiere del trattamento delle acque o a comprarsi l'acqua minerale che ha problemi uguali se non maggiori dell'acqua di rubinettoDirei che il cittadino non vada lasciato solo né in questi, né in altri casi, compreso quello di certi venditori senza scrupoli di depuratori domestici con false analisi d'effetto che colorano l'acqua nel bicchiere davanti al malcapitato possibile cliente. In tutti i casi non va fatta di tutta l'erba un fascio. Le persone oneste sono in maggioranza, quel che colpisce e fa cronaca sono solo i rari casi di truffa.

Parlando per grandi linee, senza andare a riportare complicate analisi di laboratorio che vedo ben supportate dal nostro amico Mr.Hyde, che ringrazio, è più facile trovare adatta all'alimentazione un'acqua dell'acquedotto, che una sempre dell'acquedotto, ma filtrata da questi sistemi di filtraggio domestici. Il primo problema è quello che avevo esposto prima: senza un'analisi precisa della qualità dell'acqua dell'acquedotto e una predisposizione del filtraggio domestico in modo da eliminare gli eccessi di alcune sostanze non gradite (ma entro i limiti di Legge, non scordiamolo) e da arricchire di quelle che fossero troppo scarse, l'utilità del filtraggio risulta nulla, quando non addirittura dannosa.

Altra cosa da non scordare è la periodica sostituzione dei filtri anche in caso di mancato prelievo di acqua per assenza delle persone. Penso a quando si va in ferie: meglio sostituire i filtri al rientro da una lunga assenza. La stagnazione dell'acqua nel filtro può portare alla proliferazione di batteri e muffe.

Se problemi economici ci portano a procrastinare eccessivamente la frequenza delle sostituzioni dei filtri, allora forse è bene per la salute valutare di escludere il filtraggio con questi apparecchi.

Le acque in bottiglia possono, è vero, essere curative, ma non parliamo di quelle che si acquistano in farmacia, quelle che si trovano più di frequente al supermercato, pur essendo con caratteristiche ben diverse l'una dall'altra, rientrano tutte nei parametri per una normale alimentazione. Meglio se ciascuno nell'acquistarle oltre al prezzo dia un'occhiata all'analisi chimico-fisica cercando di trovare un'acqua la più adatta alle esigenze della propria famiglia.

Non lasciamo soli i cittadini, quindi, non lasciamoli soli in nessun caso, è questo lo scopo di questa discussione e del forum in generale. Però diciamole tutte, altrimenti sembra che si voglia spingere verso una soluzione unica di problematiche radicalmente differenti.