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Lucone89
22-10-2011, 13:25
Buongiorno,sono nuovo del forum e ne approfitto per presentarmi.Prima di tutto complimenti per il forum,per quanto mi riguarda sono uno studente del secondo anno di ing. della produzione presso Bolzano e attualmente sto partecipando ad un progetto per la realizzazione di un particolare impianto idroelettrico. Ho cercato parecchio su internet e anche qui sul vostro forum,ma purtroppo le informazioni di cui ho bisogno non le ho ancora trovate.Avrei bisogno di alcune formule per la progettazione della parte meccanica di una ruota idraulica mossa dal basso.Cercando un po' in giro ho trovato parecchi link su come dimensionare turbine Pelton ma poco nulla su come fare con le ruote idrauliche.Non essendo propriamente il mio campo vorrei sapere se posso dimensionarla "trattandola" come una Pelton,e se questo non fosse possibile a quali formule mi devo affidare.Premetto che la potenza da sviluppare non è molta,una fascia compresa tra 400-600 W con una velocità media del flusso di 0,90 m\s purchè l'intera struttura abbia ingombri ridotti,il più possibile.Ringrazio in anticipo ed attendo risposte
Luca

Lupino
24-10-2011, 00:23
Vediamo se riesco ad aiutarti....
Fitz Water Wheel (http://fitzwaterwheel.com/)
Su questo sembrerebbe ci sia tutto.... amici tedeschi?
http://www.hylow.eu/knowledge/all-download-documents/Meerwarth%201935_Gesamt.pdf

Wilmorel
24-10-2011, 08:05
Salve Lucone
Occorre capire cosa intendi per "mossa dal basso".
Se come plausibile intendi in acqua fluente, (priva cioè di qualsiasi salto, come viceversa le ruote di fianco lente e veloci e Poncelet), leggi questo post, che fra l'altro segnala due modalità della stessa formula per qualsiasi turbina immersa in una corrente fluida.

PS
Ringrazio Lupino per il link allo storico studio tedesco sulle ruote colpite dall'alto.

http://www.energeticambiente.it/idroelettrico/14740923-turbina-sommersa.html

(http://www.energeticambiente.it/idroelettrico/14740923-turbina-sommersa.html)

Lupino
24-10-2011, 10:43
Ciao Wilmorel... di nulla... anzi mi ero completamente dimenticato del thread di cui fornisci il link... e pensare che ai tempi mi aveva anche fatto venire una mezza idea su una possibile turbina sommersa (http://www.energeticambiente.it/idroelettrico/14741852-applicazione-effetto-venturi-eiettore.html)

Lucone89
24-10-2011, 16:03
Allora grazie per i link che mi avete mandato,ho dato una letta veloce però non ho trovato propriamente quello che cercavo. Il progetto in breve è una turbina galleggiante composta da 2 scafi paralleli nel mezzo dei quali è interposta la girante (ho visto comunque su internet che un progetto simile è già stato realizzato). Un sistema di "mini incanalamento" dell acqua fluviale tra i 2 scafi a forma convergente fa si che per effetto di conservazione della portata la velocità dell acqua aumenti in modo da avere potenze maggiori a parità di portata. Dato che le caratteristiche della girante sono riconducibili a quelle di una ruota idraulica colpita dal basso,ovvero mossa per effetto della corrente del corso d acqua,ho cercato online la metodologia per dimensionare questo tipo di turbina. Finora non ho trovato nulla e quindi a scopo di avere dei dati di primo dimansionamento la ho trattata come se fosse una Pelton (date le analogie geometriche a grandi linee), trattando la velocità necessaria nelle formule come la velocità della corrente seguendo principalemente questo link: http://www.istitutopesenti.it/dipartimenti/meccanica/Macchine/PELTON.pdf .
In ogni caso, al di là di questa mia delucidazione, le principali formule di cui ho bisogno sono:

1)Diametro della girante
2)Diametro dell albero
3)Dimensioni delle pale (altezza per larghezza)
4)Numero di pale necessarie
5)Inclinazione ottimale delle pale
6)Numero di giri

Grossomodo al momento mi servono questo tipo di informazioni.Qualcuno che sa risp??Grazie molte!

mulinaro
25-10-2011, 09:48
come componente del consiglio Amici dei Mulini Storici puoi vedere un mulino natante nel sito A.I.A.M.S. - Assoziazione Italiana Amici dei Mulini Storici (http://www.aiams.eu/mulini/index.php) (user name aiams pass mulini) e visitarlo a Revere (MN) non abbiamo fatto grandi calcoli solo in fase di progettazione ci siamo riferiti a cenni storici . Se desideri il disegni costruttivi mandami una email privata
Cordialmente
il Mugnaio

miradoc
25-10-2011, 10:05
19769Se credi, posso mandarti un progetto CAD concept proprio di una macchina come quella che descrivi, che ho progettato come proposta per una possibile applicazione in Africa. Wilmorel ne sa qualcosa. Non ho fatto grandi calcoli, ma la "cosa" è abbastanza verosimile e soprattutto di bassa tecnologia, con margine di ottimizzazione elevato. Il progetto era stato accantonato per soluzioni diverse e più tradizionali. Ti allego un'immagine.
Miradoc

Wilmorel
26-10-2011, 22:46
... Wilmorel ne sa qualcosa...
Miradoc

Intanto saluto Miradoc.

x Lucone
1)Diametro della girante
2)Diametro dell albero
3)Dimensioni delle pale (altezza per larghezza)
4)Numero di pale necessarie
5)Inclinazione ottimale delle pale
6)Numero di giri

0-Il tuo, come il catamarano di Miradoc, quello di Enercat oggi Bonciani e qualsiasi altro "funziona" in acqua fluente, quindi la formula applicabile per ricavare la potenza sarà:

P=0,25*A*V^3*eta
dove:
P=potenza in kW
A=area pala immersa o sezione di passaggio della corrente fluida in m2
V=velocità corrente in m/sec
eta=rendimenti, da 0 a 100%
oppure la equivalente fornita da Lupino al post citato in precedenza.
La velocità della corrente fluida appare al cubo e quindi, la rastremazione delle prue e altri accorgimenti per aumentare questa velocità, avranno una significativa influenza sulla potenza ottenibile.

3-Le dimensioni delle pale e quindi l'area di ciascuna, dipenderanno dalla immersione delle stesse e dalla distanza fra gli scafi dei catamarani.

1-La definizione del diametro della ruota discende anzitutto dalla considerazione che la distribuzione della velocità della corrente fluida in un corpo d'acqua varia in funzione della distanza dalle pareti o meglio dal logaritmo della distanza.
Questo significa che non è particolarmente conveniente avere pareti e fondo strettamente adiacenti alla ruota, perchè la corrente fluida la colpisce con velocità (e quindi spinte) differenti dal centro alla periferia delle pale.
Una ruota, avente una profondità immersa della pala, (altezza pala) proporzionalmente rilevante rispetto al diametro, viene colpita, nella posizione di inizio immersione in modo non ortogonale alla congiungente di questo punto con il centro di rotazione e quindi in modo poco efficente. (in pratica, per pale "alte", l'angolo fra il centro di rotazione e i punti di immersione ed emersione è grande a paragone della stessa ruota con pale "basse")
Le ruote fluviali tradizionali hanno un rapporto fra parte immersa e diametro attorno 1/8 e 1/16, ma questi valori erano probabilmente dovuti anche all'utilizzo come motori per mulini per cereali, che richiedevano velocità di rotazione molto limitate. la esigenza attuale è opposta, in quanto, dovendo azionare generatori elettrici a 4,6,8 poli, si richiedono velocita elevate.
Secondo questo criterio e a mio giudizio, le proporzioni altezza pala/diametro ruota si potrebbero portare a 1/6.

6-Da questo valore, e dal rapporto tradizionale fra velocità della corrente alla ruota e velocità periferica o tangenziale della stessa, pari a circa 2/1, si ottiene il numero di giri che sarà ovviamente:
n=v*60/(3,14*D)
con:
n= numero giri al minuto della ruota (g/min)
v= velocità della corrente d'acqua all'ingresso della ruota in m/sec
D= diametro ruota in m

2a-Il momento torcente sull'albero sarà:
Mt=P*60/(2*3,14*n)
dove:
P= potenza in W
Mt=momento torcente in Nm
n= numero di giri/min

2b-Il diametro dell'albero sarà, in prima approssimazione ed in funzione del materiale adottato:
d= radcub(16*Wt/3,14)
dove:
d= diametro albero in cm (all'accoppiamento con il moltiplicatore di giri)
Wt= modulo di resistenza alla torsione in cm3, che vale:
Wt= Mt/kt
dove:
kt= sollecitazione torsionale ammessa in N/cm2 (per acc. EN10277-2 C40 si ha kt=8000 N/cm2)
(il momento torcente deve essere convertito da Nm a Ncm)
Una formula meglio approssimata, che tenga conto anche della sollecitazione di flessione, la puoi trovare su qualsiasi manuale di meccanica, Colombo, Hoepli ecc.
Per altro, in una struttura di questo tipo, la torsione è largamente prevalente.

5-Le pale dei mulini natanti tradizionali sono radiali, punto e stop.
Detto questo, è probabilmente conveniente conformarle in modo che il bordo più esterno, di ingresso, sia tangente alla risultante dei triangoli delle velocità, e cioè:
velocità della corrente d'acqua, orizzontale;
velocità tangenziale ruota, ortogonale al raggio nel punto di tangenza (ovviamente).
Conformerei la parte restante della pala in modo che il punto più interno, più vicino al mozzo, sia tangente al raggio in quel punto.

4-Il numero minimo di pale deve essere tale che almeno due pale siano sempre immerse in acqua per metà della loro altezza.
Dalle considerazioni precedenti (pos 1), puoi facilmente ricavare il numero richiesto.

http://it.wikipedia.org/wiki/File:Schiffsmuehle_verzey.jpg

Lupino
30-10-2011, 14:04
19830
Ho provato a postulare/teorizzare alcuni dei parametri di cui stiamo parlando, mi piacerebbe un vostro parere.
Aggiungo oltre al mio anche un altro pdf della Lund University mooolto interessante
19831

Wilmorel
31-10-2011, 11:09
Ho provato a postulare/teorizzare alcuni dei parametri di cui stiamo parlando, mi piacerebbe un vostro parere.
....


Un ottimo lavoro teoricamente ben sviluppato. Complimenti.

Qualche osservazione, salvo successivi approfondimenti.
La obiezione di maggiore rilievo riguarda il rapporto fra diametro ruota ed immersione, e di conseguenza altezza della pala.
Un rapporto fino a 1/3 quindi di valore elevato, mi sembra poco funzionale. Mi spiego:
In un disco-cilindro in rotazione attorno al suo asse, la velocità angolare sarà:
omega=2*3.14/T
ma omega è anche:
omega=2*3.14*f
dove f, frequenza, nel moto rotatorio corrisponde al numero di giri al secondo
La velocità tangenziale sarà:
Vt=omega*r=2*3.14*f*r.

Quindi, la velocità tangenziale, essendo la ruota un corpo rigido, varierà in funzione del raggio e quindi lungo lo sviluppo radiale della pala.
Per esempio, una ruota avente un diametro di 2 m, con rapporto h/D=1/3 e ruotante in una corrente di 2.5m/sec nominali:
h=D/3=2/3=0,66 che è la altezza della pala e la immersione.
Ipotizzando, in prima approssimazione che la velocità tangenziale media sia pari alla metà della velocità della corrente fluida, il raggio del centro pala sarà 0,66 e il numero di giri sarà 1,25/(6.28*0.66)=0,30 g/sec=18,1 g/min.
Quindi, la velocità tangenziale della porzione di pala più prossima al centro di rotazione sarà: 1,25:Xi=0,66:0,34 Xi=0,64 m/sec mentre la velocità tangenziale alla estrema periferia della ruota sarà: 1,25:Xe=0,66:1 Xe=1,89 m/sec
Il gradiente di velocità della corrente fluida non varia però in queso modo, ma in modo logaritmico in funzione della distanza fondo-pareti.
Molto dipende di conseguenza dalla conformazione del fiume/canale e dalla distanza delle pale rispetto al fondo.
In un fiume profondo, nel quale viene sfruttata dalle pale immerse una parte non rilevante della profondità del corso d'acqua, la velocità della corrente nella zona della pala si può ipotizzare uniforme. In un canale di limitata profondità, dove le pale ruotano in prossimità del fondo, il gradiente di velocità prima citato è inverso a quello della ruota.
In ogni caso, la spinta sulle pale non è omogenea.
Facendo un esempio opposto, e cioè con rapporti di valore ridotto, 1/8, 1/10 ecc. si approssimano meglio i valori delle velocità tangenziali della pala in funzione della distanza dal centro di rotazione e la velocità della corrente.

A quel rapporto (1/3 ecc.), c'è da muovere poi un altro appunto.
La altezza della pala o immersione è la freccia di cui la circonferenza immersa della ruota è l'arco.
Se la altezza della pala è proporzionalmente elevata in funzione del diametro, il braccio di leva che la pala presenta all'inizio e alla fine della immersione è proporzionalmente ridotto (è grande l'angolo corrispondente all'arco di circonferenza immersa), e la superficie della stessa pala, ortogonale al moto fluido è pure ridotta.
Si può pensare, senza tanti conti, che la spinta della corrente fluida non sia utilizzata al meglio.

Queste considerazioni credo che siano a favore di un rapporto h/D piccolo, cioè a valori attorno a 1/8, 1/10 ecc. piuttosto che 1/3, 1/4 ecc.

Tempo permettendo, in serata allegherò schizzo.

Wilmorel
02-11-2011, 09:39
Questi sono gli schizzi.1988719888

Lupino
02-11-2011, 11:06
Ciao Wilmorel, si anch'io sono per un rapporto h/D minore del 1/3 - 1/6 riportato nel mio documento, infatti se hai notato il passaggio in questione è tratto da un sito ma, sinceramente, mentre lo riportavo i dubbi erano più di uno. Un ulteriore appunto può essere dato dal senso logico per cui a pala maggiore corrisponde un maggiore "disturbo" nel flusso della corrente col risultato, nel caso di pale non efficientemente modellate, di ridurre la massa d'acqua che colpisce quelle retrostanti (seguendo il verso della corrente). E non solo, se vogliamo, una pala maggiore avrà bisogno anche di una struttura più resistente.

rino1
02-01-2012, 17:56
Salve a tutti da parte di Rino1, è un po di tempo che mi interesso dell'idroelettrico "fai da tè" per una semplice ragione, mi sono costruito
un prototipo che ha lo stesso principio di -Miradoc- senza sapere che era già stato progettato.
Le differenze tra i due progetti sono solamente due, i "tamburi o ruote" alla due estremità e la larghezza delle pale.
Personalmente quello che non condivido è solamente la resa in termini di energia elettrica prodotta, non che io abbia avuto modo di fare calcoli, ma perchè durante un test mi ha fatto fare un bel bagno.
In quel momento in acqua vi erano 5"pale" da cm 31 x 11H, la macchina girava a 10 giri al minuto.
Questo test mi ha fatto capire che tutte le pale ricevono e trasmettono forza.
Vorrei approfondire tutto il progetto, mi sono interessato per cercare un competente in materia, gli UNICI che sono riuscito a trovare
siete VOI.
Qui a Maranello ci sono solo ingegneri meccanici, non adatti alla mia richiesta.
I motivi che mi spingono a questo progetto sono due soddisfazione e SOLIDARIETA'
Auguri a tutti da parte di
Rino1.

Lupino
03-01-2012, 12:31
Ciao rino1, benvenuto su EA e buon 2012. Come vedi e vedrai la competenza in questo forum si chiama soprattutto "scambio" di idee, opinioni e esperienze. Ciò non toglie ovviamente che tra noi si celino anche fior di ingegneri, fisici o matematici (giusto per la cronaca, io no). A questo punto la domanda è d'uopo: foto o disegni del tuo progetto? Come è logico sempre nel rispetto di eventuali diritti o brevetti.

Wilmorel
03-01-2012, 13:36
Salve Rino, e benvenuto.
Non capisco il discorso del test e del bagno. Hai immerso la testa in acqua per controllare il funzionamento delle pale?
Foto, filmati, schizzi sarebbero benvenuti. Quale è la velocità della corrente nel tuo modello-dispositivo, è costante, come la alimenti? Fai i test in un canale, corso d'acqua?
In ogni caso, la potenza estraibile o meglio idraulica della corrente d'acqua è pari a:
P=½*D*A*v³*Cp
Ove:
P=potenza ottenibile
D= densità del fluido (la medesima formula è applicabile anche a turbine di tipo eolico)
A= superficie utile
v= velocità del fluido
Cp = rendimento della "macchina" (si tenga presente che il massimo rendimento è pari a 0.593)

formula più volte segnalata dall'amico Lupino.

Esiste un semplice sistema per misurare la coppia del dispositivo rotante, il freno di Prony, che in unione con un contagiri ti permette di risalire alla potenza sull'asse.
http://www.energeticambiente.it/idro-fai-da-te/14726854-consiglio-scelta-generatore.html

Wilmorel
03-01-2012, 21:50
Questa è semplice e sicuramente autocostruita. La corrente è velocissima.
Vedi anche gli altri video dell'autore.

EMill2000M5_0309 - YouTube (http://www.youtube.com/watch?NR=1&feature=endscreen&v=0UehEuHCu8o)

rino1
04-01-2012, 11:43
Rino1 ringrazia per la collaborazione.

volevo inviare ulteriori immagini ma la mia esperienza è scarsa.
Le immagini sono in scala 1/10 per quanto riguarda il prototipo. Le misure del progetto sono visibili sulle foto, manca quella
della velocità dell'acqua che io considero a 1,5 mt/s.
Per quanto riguarda --la superficie utile-- il calcolo deve essere solo sulla prima pala oppure si calcola su tutte le pale??
In questo caso la differenza è elevata.

In riferimento al --bagno-- la colpa è dalla spinta dell'acqua che trascinava il primo modello a valle ed io lo tenevo fermo
con una "fune".
Per il momento intendo sviluppare il progetto meccanico, successivamente quello elettrico, però è importante sapere quale
possa essere la sua resa, per non s
Grazie e ancora grazie da
Rino1.

Wilmorel
04-01-2012, 13:56
La superficie utile, A nella formula, è data dalla larghezza della pala per la sua altezza (profondità) immersa.
Nella eventualità, che la condotta/scafo che convoglia l'acqua alle pale, fosse rastremata per tutta la sua lunghezza, e semmai rastremata anche in profondità, questa condotta agirebbe come un Venturi, e quindi una parte della energia della corrente verrebbe raccolta anche dalle pale altrimenti "in ombra". In ogni caso non potrà mai essere superiore alla energia contenuta nella corrente all'imbocco del canale Venturi.
Bello il modello, complimenti per la manualità!

Lupino
05-01-2012, 06:22
Si bello veramente, complimenti. Per quanto riguarda l'efficienza non posso che essere d'accordo con wilmorel, purtroppo, al netto di eventuali effetti venturi dati da rastremature in grado di convogliare l'acqua contro le pale in ombra, la potenza massima è espressa soprattutto dalla prima pala o, meglio, come dice lui dalla sua superficie utile.
Esiste "forse" un altro sistema per far lavorare anche le pale in ombra: sfruttare un eventuale effetto Coanda ottenibile con una attenta lavorazione aerodinamica delle pale. Ovviamente, queste, avendo delle posizioni, rispetto al flusso dell'acqua, sempre diverse, eventuali geometrie particolari dovrebbero essere in grado di variare in continuazione (pale a geometria variabile??).
Non credo, o comunque non sono a conoscenza di simili realizzazioni e la prima domanda che mi sorge spontanea è: ma ne vale veramente la pena? In fondo il mulino o, meglio, la ruota idraulica in tutte le sue forme e disposizioni è valida non tanto per la sua efficienza quanto per la sua semplicità costruttiva.

Wilmorel
05-01-2012, 08:30
...la prima domanda che mi sorge spontanea è: ma ne vale veramente la pena? In fondo il mulino o, meglio, la ruota idraulica in tutte le sue forme e disposizioni è valida non tanto per la sua efficienza quanto per la sua semplicità costruttiva.

Concordo pienamente.

miradoc
14-02-2012, 17:32
Per Rino1: la soluzione che io ho adottato perfar lavorare le pale successive alla prima è quella di sagomare lo scafo interno dei galleggianti di supporto per formare un tubo Venturi, come accennato da Wilmorel e Lupino. E' anche ovvio che il limite di estrazione di energia non può superare quella effettivamente presente nell'acqua sul fronte. Il trucco, come hai giustamente intuito, è aumentare la velocità dell'acqua e canalizzarla in modo che rimanga in regime lineare, trascinando con sè le pale alla massima velocità possibile. Il mio aggeggio andava posizionato a valle di una slipway che garantiva una velocità alla griglia di almeno 5 m/". Non essendo nella condizione di realizzarlo personalmente, metto a disposizione (se capisco come allegare il malloppo) il mio progetto CAD, anche se non so in che formato potrebbe essere conveniente (IGES potrebbe accontentare un pò tutti).
Miradoc

PS: qualcuno mi dice come allegare un file di circa 4 Mb?

miradoc
14-02-2012, 17:48
Eccolo. Sono stato costretto a tagliarlo a metà, per ridurre le dimensioni del file. Selezionare il tutto e fare un Mirror sull'asse antero_posteriore. Il flavour di IGES è Pro-E per Windows. Buon divertimento!21735
Miradoc

rino1
16-02-2012, 09:39
RISPOSTA PER MIRADOC. Attualmente il mio progetto è sospeso fino a maggio, ringrazio per la collaborazione, purtroppo non riesco a vedere il progetto che mi è stato inviato. Rimango in attesa di riceverlo per poi studiarlo e confrontarlo con il mio in modo di realizzare una buona macchina per autoconsumo con una produzione di alcuni kwh. NON sarà facile, ma ci voglio provare, per questo accetto con molto piacere i consigli dei tecnici che sono più esperti di me.
Un ringraziamento a tutti.
Rino1.

33lampes
26-02-2012, 18:22
mi domando perchè si continua a guardare alla ruota idraulica come fosse una carrucola.
Si, è vero , anche la carrucola è una leva sempre alla pari (1:1)
provate a guardare lo schema dei vecchi mulini (ne allego uno molto bello a mio parere) : osservate 1 il raggio della ruota idraulica, 2 l'albero centrale, 3 il lubecchio anzi il raggio del lubecchio , 4 la lanterna.
Che dite i particolari 1.2.3 non formano una leva di primo genere? io sono convinto (non sono un tecnico, non ho esperienze nè studi di fisica) quindi posso dire anche una madornale castroneria , ma se anche Voi vedete una leva, proviamo a calcolare la massima resistenza
in capo all'ingranaggio posto all'estremità del Lubecchio.
Dalle leve di primo genere : Braccio lungo (braccio di potenza) 3000 mm : braccio di resistenza 150 mm = vantaggio 20
se la forza dell'acqua sulla pale fosse costante a 1000 Kgm/sec il vantaggio sarebbe di (1000 x 20) 20.000 quindi alla lanterna vengono scaricati 20000 Kg/s per "N" giri della pala. Ricavare i Kgm.sec visto il raggio del lubecchio è facile come il resto delle formule.

A parere di incompetente è sbagliato il punto di prelevamento della forza: nelle applicazioni per energia elettrica ho visto sempre che a fine albero ruota si monta una puleggia per aumentare la velocità periferica e far girare con un paio di passaggi l'alternatore ai giri necessari, rinunciando al lubecchio e alla lanterna che non erano stati inventati per complicarsi la vita ! pensateci !

Comunque, tutta il mio pensiero, fra qualche giono, lo accodo alla discussione da me aperta qualche giorno fa sulla forza che era necessaria per ruotare a circa 100 giri al minuto macine da 20 Q.li .

(scusate ma non riesco a postare l'allegato vi allego indirizzo www.cjargne.it/images/schema mulino.JPG (http://www.cjargne.it/images/schema mulino.JPG) )

33 Lampes

Wilmorel
28-02-2012, 08:57
Ciao Lampes
Dati un salto e una portata, oppure una sezione di flusso ed una velocità, la potenza è determinata in modo univoco. Si tratta di una potenza idraulica, lorda, cioè a monte di qualsiasi macchina o meccanismo che la utilizzi, che viceversa potranno presentare rendimenti e quindi potenze nette, meccaniche od elettriche, alquanto differenti.
Il dispositivo di trasmissione del moto che proponi, lubecchio e lanterna, adeguato alla tecnologia dell'epoca in cui veniva installato ed utilizzato, presenta però rendimenti modesti, a causa della conformazione geometrica e tolleranze dimensionali delle parti, e poi per i materiali utilizzati, di limitate caratteristiche meccaniche. La trasmissione del moto fra i denti del lubecchio e i perni della lanterna, avviene prevalentemente per strisciamento, con attrito e usura rilevanti. Gli ingranaggi con profilo ad evolvente che hanno sostituito il vecchio dispositivo, funzionano per rotolamento, e quindi presentano attrito ed usura assai minori. A questo si aggiungano le tolleranze dimensionali ristrette, la supportazione con cuscinetti a sfere o rulli, i trattamenti superficiali delle dentature, la efficace lubrificazione con oli di qualità, caratteristiche che insieme consentono rendimenti elevati che sottraggono non più del 3% per ogni stadio di moltiplicazione.
Il discorso sulla velocità finale di utilizzo è lungo. Sintetizzando.
Agli inizi del secolo per la generalità delle installazioni ed ancora oggi per impianti di potenza medio-grande, si utilizzavano/utilizzano generatori sincroni con dinamo di eccitazione, costruiti specificamente per quel determinato impianto.
Se la turbina veniva ottimizzata a X giri/min per quella portata e salto, l'alternatore, veniva costruito con un numero di poli che consentisse il sincronismo a quella velocità, senza la interposizione di trasmissioni o moltiplicatori.
Questo sistema è però molto costoso e per impianti di piccola taglia, sia per la funzionalità della installazione, costo, manutenzione, reperibilità e costo ricambi, conviene adottare generatori asincroni standard a 4-6-8 poli, con interposto, se necessario, idoneo moltiplicatore.

ramosc
07-03-2012, 21:22
salve a tutti,
possiedo una piccola baita in montagna con un impianto a led 24 volt dc , che durante l'estate sono alimentati da n°2 pannelli 230 w 30 volt dc ........ l'estate butto via la corrente da quanto ne produco....
per l'inverno invece ho dei problemi , e vorrei creare un piccolo impianto idroelettrico, considerato che ho un ruscello che scorre sempre vicino casa .
da dove devo partire ?

la potenza di cui avrei bisognpo è di circa 500 w a 24 volt DC, ma se riuscissi ad ottenere anche 2 kw 220v AC per la bitumiera in estate non sarebbe male.

GRAZIE

buran001
09-03-2012, 18:08
Ciao,devi partire dal massimo salto realizzabile e/o possibile,dal pelo dell'acqua di monte a dove vorresti installare la turbina,poi serve una misura precisa della portata,o meglio piu misure nel tempo,in modo da capire di quanto varia la portata nei vari periodi dell'anno.
Ciao.