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Visualizza la versione completa : Reazione chimica: cosa ottengo?



tecnonick
03-09-2013, 13:42
Buongiorno a tutti, vorrei avere un informazione riguardo una reazione: se ho un elettrolita a base di solfato di zinco, e due elettrodi di cui uno in rame e uno in zinco, dando corrente vedo che il rame si ossida a Cu2O (credo 2O in quanto il colore dell'ossido è giallo-rossiccio) senza creare solfati, e lo zinco si deposita senza evoluzione di idrogeno, ora se la soluzione di partenza è ZnSO4 diventa HSO2 o HSO3?

Mr.Hyde
04-09-2013, 10:18
ciao tecnonick, cerchero' di essere il piu' prolisso possibile :)

non ho ben capito perche' hai utilizzato elettrodi in rame e zinco? quel che fai dando corrente è una semplice elettrolisi di una soluzione di solfato di zinco.
comunque le reazioni possibili al polo negativo (catodo) sono 2
Zn(++) + 2e ----> Zn -0,76 volt
4H2O + 4e -----> 2H2 + 4OH- -0,83 volt
visto che il potenziale normale standard di riduzione dello zinco è superiore a quello della seconda reazione , di preferenza sara' lo zinco a scaricarsi ,depositandosi sull'elettrodo come zinco metallico.

le reazioni possibili al polo positivo (anodo) sono
2H2O ------->O2 + 4H+ + 4e +1,23 volt
2SO4(--) ------> S2O8(--) + 2e +2,00 volt
la reazione che avviene con maggior spontaneita' in questo caso è la prima , quindi gli ioni solfato rimangono semplicemente ioni solfato :). quindi si sviluppa ossigeno, non lo vedi in quanto l'ossigeno nativo è altamente reattivo ed ossida l'elettrodo in rame a Cu2O (ossido rameoso color rossiccio)

questa ricopertura di ossido rende l'elettrodo sempre meno conduttivo(sovratensione) ,e se non viene asportato prima o poi l'elettrolisi si blocca

spero di essere stato esaustivo.

Francy

tecnonick
04-09-2013, 12:10
Grazie Francy, sei stato più che esaustivo, il problema è solo mio che ho serie difficoltà nella comprensione delle formule di chimica... E a tal proposito ti chiedo: ma se all'anodo ho 2 ossigeni, questi vengono presi dall'acqua, i 4 di idrogeno si legano a cosa e per formare cosa? in pratica: se la soluzione di partenza è solfato di zinco+acqua, ipotizzando che si sia depositato tutto lo zinco e il rame non sia ancora entrato in soluzione restando fermo li bello ossidato, cosa mi rimane nella soluzione?

Io per logica ipotizzavo: il ZnSO4 perde uno zinco, l'acqua è H2O, quindi H2 prende il posto di Zn e O va al rame, e la soluzione diventa acido solforico corretto?

Mr.Hyde
04-09-2013, 19:18
piu' o meno , ma l'acido formatosi e il Cu2O darebbero altre reazioni ...mi spiego meglio dopo le 23 ,ora sono a lavoro :(

tecnonick
04-09-2013, 19:52
ok ti aspetto, in effetti è quello che pensavo, infatti il Cu2O rimane li bello attaccato. Ma veniamo al perchè di questo argomento: stavo lavorando su dei test per realizzare dei supercondensatori, e dunque stavo sperimentando diversi ossidi per vedere la capacità di accumulo, quando ho deciso di provare il Cu2O l'ho prodotto proprio con questa cella, il giorno successivo alla produzione, ho notato che un elettrodo in rame immerso nel ZnSO4 era ancora dello stesso colore di quando ho prodotto l'ossido, e l'elettrodo in zinco idem, allora ho pensato che il Cu2O non si è solubilizzato, perchè in tal caso avrei quantomeno visto lo zinco annerito visto che se ci fosse rame in soluzione andrebbe a depositarsi. Allora ho misurato la tensione ai capi dei due elettrodi, e mi sono trovato 0.945V, e quindi ho verificato se erogava corrente, ebbene si, e non poca, e durante l'erogazione l'elettrodo di rame lentamente ha mutato il suo colore verso quello di rame in polvere finissima (bruno scuro), una volta cessata la carica ho ricaricato dando tensione in modo da non far superare 1 volt, ed ecco che l'elettrodo in rame torna giallo/rossiccio, notando che il rendimento nella carica e nella scarica è sicuramente superiore al 90%(test di potenza assorbita ed erogata nello stesso lasso di tempo), tuttavia la densità di corrente e la quantità di carica sono bassine rispetto alla comuni pile, forse proprio perchè essendo il Cu2O non conduttivo, una volta formato lo strato l'ossidazione non prosegue al di sotto, e questo lo prova anche il fatto che effettuando più cicli di carica e scarica la capacità aumenta, probabilmente perchè l'elettrodo di rame inizia a corrodersi in punti differenti aumentando quindi la superficie esposta. Il problema però è che dopo diversi cicli di carica-scarica lo zinco inizia ad annerirsi, e quindi deduco che non sarebbe possibile realizzare un sano accumulatore....

Mr.Hyde
04-09-2013, 23:23
ok ora ho capito molto meglio il motivo per cui hai utilizzato tali elettrodi :)

la cosa è piu' complessa di quel che pensavo , quindi per dare una rispo sufficiente, avrei bisogno di 2 test
1. mi servirebbe sapere il pH della soluzione(con cartina tornasole) dopo la fase di carica
2. dovresti provare a filtrare un'aliquota di tale soluzione (a fine carica), e vedere cosa succede aggiungendo ammoniaca (non profumata) , (non preoccuparti ,mi serve solo sapere se diviene azzura blu oppure no), n.b ...inizialmente vedrai anche un precipitato bianco di idrossido di zinco ,che si ridisciogliera' in eccesso di ammoniaca

un'idea ce l'ho gia' ,ma senza questi parametri mi viene difficile darti una spiegazione reale

si di sicuro nella fase di scarica, alla fine l'elettrodo di zinco si annerisce per presenza di ioni Cu++ in soluz. e l'elettrodo di rame ritorna color rame per la reazione di riduzione del Cu2O a rame metallico e aime' CuO . ma se riesci a darmi questi 2 dati posso essere molto piu' preciso :) , grazie

se non riesci posso replicare l'esperimento nel mio lab :)

tecnonick
05-09-2013, 09:02
Cartine tornasole finite, e ammoniaca c'è ma è già di suo colorata di blu dalla casa produttrice... puoi replicare l'esperimento se vuoi, tanto è semplicissimo, ieri alla fine ho fatto una piccola cella per fare dei test di carica e scarica, oggi era ancora carica ed ha erogato sempre con resa superiore 90%, quindi non si è scaricata, e lo zinco non è nero, ma lho costruita con delle attenzioni differenti e ti spiego come in modo che puoi replicare: I due elettrodi li ho fatti porosi in modo da aumentare la superficie, cosi riduco al minimo la possibilità di far entrare il rame in soluzione e la corrente di carica/scarica può essere maggiore, quello di rame l'ho fatto mediante depisizione di rame parzialmente ossidato su un foglio di rame da 40cm quadri tramite una soluzione di acetato rameico e acido acetico al 5% (alta corrente per agevolare la formazione di idrogeno che mi impedisce il deposito di uno strato di rame compatto), quello di zinco l'ho fatto mediante deposizione da una soluzione di acido solforico al 2% e solfato di zinco al 10% su 40cm quadri di lamiera zincata, sempre tramite alta corrente, il separatore è un semplice panno di cellulosa porosa(tipo carta assorbente) spesso 1mm. La corrente di carica e scarica è di 0,3mA/cm, lo spessore dei depositi è di circa 0,1mm e quello in rame l'ho stabilizzato mediante immersione in una soluzione di PVA al 5% e successivo essiccamento(il PVA si idrata anche con il solfato di zinco e rimane polimerizzato, in questo modo il rame in polvere non ha modo di staccarsi mantenendo la struttura che si è creata in fase di deposizione, l'area superficiale è stabile, e la conducibilità elettrica non subisce suscettibili variazioni), ho automatizzato 10 cicli di carica e scarica fino a raggiungere la tensione di 1,1V, i grafici non riportano differenze tra le curve carica/scarica, pare sia a tutti gli effetti un buon accumulatore anche se come già detto purtroppo la potenza non sembra essere cosi entusiasmante, in quanto per avere un buon rendimento non si deve superare 1mW/cm in fase di scarica (forse è troppo alta la resistenza interna), la tensione nominale sembra essere di 0,93V. Credo che se ci fosse rame in soluzione un pelo di nero sullo zinco dovevo vederlo, mente oggi non c'è nulla.

Dimenticavo, interessante anche la curva di scarica che pare simile a quella di una batteria NI-MH, dove la tensione rimane piuttosto stabile fino a quando la batteria è carica per poi precipitare quando è scarica.

experimentator
05-09-2013, 11:13
Bravo hai realizzato la pila Daniel di cui parlavo ,io.
Guarda se ci mettiamo i società realizziamo delle belle pile a ricarica liquida e ce li vendiamo.
Saluti.
ZAg

tecnonick
05-09-2013, 11:43
la pila di Daniel non centra, si basa sulla reazione di due solfati, qui abbiamo un ossido un metallo e un elettrolita, che in questo caso è solfato di zinco, ma volendo si può sostituire con altri solfati, ad esempio sodio o ammonio, ma bisognerebbe vedere poi se si ricarica (la scarica dovrebbe essere assicurata dal momento in cui il Cu2O non è solubile nei solfati), inoltre la tensione è di 0.945V contro 1,1V della daniel(che poi pare stabilizzarsi sui 0.91-0.92V). Per chi vuole divertirsi a sperimentare la Daniel può risolvere il problema del ponte salino gelificando i due solfati, ad esempio con carbossimetilcellulosa sodica, o perchè no anche con il PVA, gelatina etc... una volta gelificati, si mettono a contatto e il problema è risolto(o perlomeno limitato), a tal proposito se volete provare potete fare una soluzione al 50% di gelificante e una al 50% di solfato, versate quella gelificata nel solfato senza mischiare(versatela in modo da fare una sorta di elettrodo)e dopo 24 ore è pronto il polimero conduttivo a base del solfato in cui l'avete versato, una massa morbida e modellabile che potrete dimensionare a piacere. Ovviamente quella batteria non è il massimo della vita, ma in certi casi potrebbe anche essere utile se pur vecchia di 100 anni.

experimentator
05-09-2013, 16:55
Buongiorno a tutti, vorrei avere un informazione riguardo una reazione: se ho un elettrolita a base di solfato di zinco, e due elettrodi di cui uno in rame e uno in zinco,

Se tu sei partito dal solfato di Zn , dando corrente dovresti ottenere Zn metallico e Solfato di Cu, come mai ottieni Cu2O ?
Sei sicuro ? Come fai a controllare quanta corrente immetti in fare di carica e quanta ne ottieni in fase di scarica ?
Questo non mi è chiaro, vuoi specificare?
Dovresti calcolare quanti faraday o coulomb immetti alla carica e quanto ne ottieni alla scarica . Qual'è la concentrazione in solfato di Zn da cui sei partito?
Per fare u accumulatore di corrente dovresti evitare la formazione di composti volatili tipo O2 opp. H2.

Ciao.

Mr.Hyde
05-09-2013, 17:19
ciao Zag non puo' ottenere il solfato di rame! la spiegazione è al post 2 , ..... io so' benissimo che tu sei competente in molte cose tra cui elettrochimica e mi inchino per questo,ti invito pero' ad analizzare meglio l'esperimento del nostro amico, stavolta ha ragione il nostro amico tecnonick , se fosse stata una pila daniel non avrei fatto tanti giri di parole , anche se sembra una pila Daniel ,mancano molti elementi
1- la coppia Cu/Cu++ non c'è
2- l'elettrodo di rame è ricoperto di Cu2O
3- gli elettrodi sono immersi nello stesso elettrolita (ZnSO4) ...e non CuSO4 e ZnSO4
4- non ci sono setti porosi o tubi ad u con agar agar e KCl per bilanciare le cariche
anche io stavo per rispondere pila Daniel , per poi mordermi subito la lingua (haha) :cry:
Questo sembra piu' un'accumulatore come quelli al Piombo acidi classici, ma è fatto di unelettrodo di ossido rameoso e un'elettrodo di zinco

le somiglianze con questo tipo di accumulatori sono molte ,(i punti 2,3 e 4)

in questo caso specifico , in fase di scarica , la reazione al polo negativo è Zn----->Zn++ + 2e (-0,76 volt) ,mentre al polo positivo è Cu2O +2H+ +2e-----> 2Cu + H2O (+0,23 volt)

tecnonick , no non puo' essere sostituito il solfato di zinco con quello di sodio ,perche' toglieremmo la coppia Zn/Zn++ ed in fase di ricarica si sviluperebbe idrogeno per il discorso fatto al post #2 .
nemmeno il solfato ammonico è utilizzabile ,in quanto si formerebbero dei complessi sia con il rame che con il suo ossido, formando ioni ( Cu(NH3)4(++) e Cu(NH3)2(++))

il mio dubbio pero' è il seguente: (in ambiente acido diluito il Cu2O reagisce per dare i corrispettivi sali rameosi, visto che i sali rameosi non possono esistere in soluzione acquose ,in quanto dismutano fomando ioni Cu++ e atomi Cu ( 2Cu+ -------> Cu++ + Cu metallico) inoltre lo zinco reagisce per dare Zn++ + H2) quanto tempo di vita potra' avere questo accumulatore? sicuramente dipendera' dalla sua acidita' .... è difficile da stabilire, ma probabilmente l'ambiente non è cosi' acido per dare queste reazioni ....oppure si?? ...

N.B la dismutazione è una reazione di ossidoriduzione particolare in cui una sola sostanza(specie) in parte si ossida ed in parte si riduce ecco perche' avevo scritto che le cose si complicavano , in quanto andava analizzato prorpio il fenomeno della dismutazione e della solubilita in acidi del Cu2O per rispondere correttamente alla tua domanda , ma forse lo zinco reagendo con maggior facilita' con il poco H2SO4 neutralizza l'ambiente ,preservando il Cu2O dal suo attacco :)

tecnonick
05-09-2013, 17:44
eccomi, quoto moltissimo questo aspetto che è l'unico che presumo possa tenere in vita il Cu2O: "ma forse lo zinco reagendo con maggior facilità con il poco H2SO4 neutralizza l'ambiente ,preservando il Cu2O dal suo attacco :) ", infatti andando per logica non credo ci siano molte alternative alla formazione di H2SO4, ma chiaramente essendo lo zinco più elettronegativo del rame è questo che verrà attaccato, ma però se cosi fosse dovrei vedere dell'idrogeno al catodo, ma invece niente. Io in ogni caso vi consiglierei di replicare l'esperimento, tra l'altro ho migliorato alcuni aspetti della cella per aumentare la potenza erogata, al momento sono intorno a 10mW/cm, che in ogni caso sono pochi se paragonati ad una comune pila zinco-carbone, infatti a parità di superficie, indicativamente questa tirerebbe una corrente di cortocircuito intorno a 1A contro i 3,6A della zinco carbone. C'è da dire una cosa però: come stavo dicendo all'inizio, il mio scopo non era quello di fare una pila ma di ottenere il Cu2O per fare un test sui supercondensatori, se guardo questa sorta di batteria come fosse un condensatore, mi potrei chiedere se realmente gli ioni in soluzione sono ricombinati per dare H2SO4, perchè vi dico questo: se facciamo il medesimo esperimento, ma al posto del rame usiamo un elettrodo in carbone attivo l cella funziona benissimo, anzi, abbiamo una tesnione stabile di 1 volt, e la carica in questo caso (test precedenti) l'aveva mantenuta per una settimana, poi ci ho lavorato e non so se sarebbe rimasta carica per altro tempo, ma già una settimana credo che sia una buona indicazione per dedurre che in effetti la cella si è comportata come un condensatore. Ora siccome il Cu2O ha una superficie molto elevata, potrebbe lavorare proprio in modo capacitivo. (ipotesi ovviamente, ripeto: non sono un esperto di chimica, ma mi limito semplicemente a sperimentare.).

Mr.Hyde
05-09-2013, 17:53
hehehe , capisco che tu non veda l'idrogeno prodotto ... infatti lo zinco depositato sullo stesso elettrodo di zinco è iperpuro(in quanto ottenuto da elettrolisi) ... a questo punto ti riporto la frase scritta su un mio testo di chimica di analisi ..
" Lo zinco si scioglie in acido solforico diluito con sviluppo di idrogeno. Tale sviluppo è rapidissimo se lo zinco è impuro,viceversa se è purissimo ,l'idrogeno si svolge molto lentamente da non essere visibile " :D

tecnonick
05-09-2013, 17:56
x zagami: non è facile calcolare i faraday o coulomb in quanto le curve di carica e scarica come ben saprai non sono lineari, e per fare questo avrei necessità di un software che mi tira le medie di tensione e corrente assorbita/erogata in un lasso di tempo, premesso che evito di parlare di faraday o coulomb in quanto mi servirebbe soltanto a complicarmi la vita per fare i calcoli, parliamo di watt volt e ampere che ci capiamo tutti, e anche chi è un pò meno ferrato in materia... non si forma solfato di rame, niente proprio, la soluzione rimane limpida e trasparente, nonostante si depositi CuO sullo zinco superando un certo valore di tensione in fase di carica (che vedo è 1.14V).


" Lo zinco si scioglie in acido solforico diluito con sviluppo di idrogeno. Tale sviluppo è rapidissimo se lo zinco è impuro,viceversa se è purissimo ,l'idrogeno si svolge molto lentamente da non essere visibile " :D hai ragione, ricordo pure io questa frase, forse si parla i 20 anni fà.... effettivamente in ogni caso, considerando che la batteria rimane carica, la reazione sarebbe cosi lenta da non poter essere vista ad occhio, certo però servirebbe capire se è realmente cosi, perchè nell'ipotesi che qualcuno si voglia costruire un accumulatore di certe dimensioni e magari chiuderlo in uno sgabuzzino per un mese, forse quando apre la porta con la sigaretta in bocca dovrebbe preoccuparsi :D

Mr.Hyde
05-09-2013, 18:52
scusa se sono noioso , il fatto che la pila funzioni anche con la sostituzione dell'elettrodo di rame con l'elettrodo a carboni attivi è semplice
nell'elettrolisi iniziale (fase di carica) l'ossigeno sviluppato in parte si disperde come O2 ed in parte rimane adsorbito sulla superficie notevole (da 500 a 2500 m2 al grammo) del carbone attivo.. nella scarica si ha questo tipo di pila http://www.energeticambiente.it/images/icons/icon1.png Prova di assemblaggio pila Zinco-Aria alcalina (http://www.energeticambiente.it/pile-e-batterie/14755950-prova-di-assemblaggio-pila-zinco-aria-alcalina.html)

tecnonick
05-09-2013, 19:06
sei sicuro che si verifica elettrolisi anche al di sotto di 1V ? delle zinco aria ormai ho una bagaglio di teoria e pratica... lasciamole perdere perchè sono un vero sacramento... ottime ma troppo casino per costruirle.

Mr.Hyde
05-09-2013, 19:31
no non avevo connesso .... , anzi la tensione teorica è almeno 1,23 :( , pero' se l'elettrodo è rimasto all'aria , l'adsorbimento c'è stato ugualmente.

tecnonick
05-09-2013, 19:57
lo so, infatti prima lo fai scaricare tutto, e poi ricarichi, ed ecco il condensatore, e non è una novità, questo si chiama supercondensatore ibrido, tanto per capirci un supercondansatore lo fai semplicemente utilizzando due elettrodi in carbone attivo immersi in un qualsiasi elettrolita, non c'è elettrolisi, ma elettrostatica, dove gli ioni dell'elettrolita si separano e si dispongono in prossimità della superficie del carbone attivo, e restano li, senza muoversi.... peccato che proprio per il fatto che oltrepassati 1.24V si crea elettrolisi la tensione di qusti supercond. non può essere oltre 1V, mentre utilizzando elettroliti organici si tirano anche 5 volt, dipende dalla composizione dell'elettrolita. Ed ecco che dico sicuramente in questa cella esiste comunque questo effetto, cosa che non mi sorprenderebbe visto che in ogni caso c'è anche in ogni pila/batteria esistente. Ora il problema è capire quanta carica bisogna dare per non far scaturire la dissoluzione del rame in soluzione, trovato questo parametro diciamo pure che questo è un reale accumulatore e se ben costruito non sarebbe nemmeno malvagio.

Dimenticavo, per chi volesse provare la realizzazione di un supercap ricordi che il carbone attivo commerciale non va bene, in quanto essendoci delle impurezze come solfati e metalli di vario genere il risultato è che si autoscaricherebbe in breve tempo(immaginate di avere un elettrodo in carbone attivo contenente del metallo, quando date corrente il potenziale massimo dipende dal metallo presente nel carbone), mentre è necessario un carbone attivo ottenuto con processi che impediscono la formazione di tali impurezze, peccato che si parla anche di 300 euro per 10 grammi.

experimentator
05-09-2013, 20:34
ciao Zag ... io so' benissimo che tu sei competente in molte cose tra cui elettrochimica e mi inchino per questo,ti invito pero' ad analizzare meglio l'esperimento del nostro amico,:)

No ti prego , io non voglio fare il sapientone , in quanto anche io ho molto da imparare . Io attualmente di occupo di analisi biomediche, non mi occupo di elettrochimica. Le mie sono reminiscenze dell'università.
Anche il nostri amico Nick mi sembra molto informato ed ha notizie fresche di prima mano .
Ma se partiamo dalla pila Daniel in cui abbiamo Zn e CuSO4, lo zinco passa in sol. come Zn++ e quindi formando ZnSO4 , mentre il rame si deposita nell'elettrodo di rame passando da Cu++ a Cu metallico.
Se ricarichiamo questa pila con una corrente inversa si dovrebbero riformare i prodotti di partenza non Cu2O in uno stato di oss. 1.
Questo vuol dire che la diff. di pot. (1 volt ) forse non riesce ad ossidare completamente il rame allo stato Cu++.
Per verificare se si sviluppano gas non visibili durante la ricarica basta mettere delle ampolle piene del liquido rovesciate sull'elettrodo e vedere se lo spazio occupato dal liquido viene occupato dal gas.

Saluti.

Mr.Hyde
05-09-2013, 20:59
Zag ma qui' il solfato di rame non c'è :) lui ha messo 2 elettrodi ( uno di rame ed uno di zinco ) in un contenitore con una soluzione di solfato di zinco. poi ha dato corrente , l'elettrodo di zinco l'ha messo al polo negativo, e l'elettrodo di rame al polo positivo . quindi al polo negativo non si è scaricato idrogeno, ma si è scaricato lo Zn++ . al polo positivo si è scaricato l'ossigeno secondo questa reazione 2H2O ------->O2 + 4H+ + 4e. L'ossigeno nativo(atomico) reagisce istantaneamente con il rame dando Cu2O prima di dare il gas biatomico O2 visibile . Questo strato di ossido formatosi riduce sempre piu' il fenomeno di elettrolisi fino a bloccarla per sovratensione dell'elettrodo(il Cu2O non conduce corrente) .
cosa diversa sarebbe quella di immergere i due elettrodi in soluzione di solfato di rame , nel senso che prima ancora di dare corrente ,lo zinco metallico andrebbe in soluzione (Zn++) ed il Cu++ aquisterebbe i 2 elettroni dello zinco dando rame metallico (reazione di scambio elettrochimico) . mi sono spiegato meglio?

tecnonick
05-09-2013, 21:03
zaga ma si parla di quantità di gas irrisorie, non vedi uscire delle bolle a occhio, come puoi vedere un livello su delle ampolle? ad ogni modo questo accumulatore non è cosa semplice, perchè vero che mantiene la carica e pare essere proprio un buon accumulatore, ma presenta un inconveniente che non è da poco: quando in fase di carica si forma il Cu2O, per proseguire con la formazione è necessario espandere al massimo l'area di contatto del Cu con l'elettrolita e non superare la tensione di 9.1V+la caduta tra i due elettrodi, perchè noto che superato un certo livello di tensione continua a depositarsi zinco ma senza inspessimento del Cu2O(se non proprio in modo minimo), e quindi il primo strato di Cu2O a contatto con l'elettrolita entra necessariamente in soluzione probabilmente sotto forma di solfato talmente lieve che non è visibile(a prova di questo l'annerimento del catodo, anche se dopo parecchia carica), infatti se al posto dell'elettrodo poroso utilizzo un semplice pezzo di rame lo strato di ossido è irrisorio e sempre quello resta anche continuando a caricare, amenochè carico e scarico in continuazione, allora vedo inspessimento, chiaramente deducibile il perchè... Quindi sarebbe necessario in ogni caso miscelare il rame in polvere con della grafite in una finezza e proporzione tale da assicurare il contatto tra le particelle in modo uniforme, cosi facendo potremmo avere un buon 50% di ossido a disposizione che si carica e scarica in modo preciso, tuttavia resta di fatto che essendo cosi lieve la differenza di tensione che porta in soluzione il rame, anche in questo caso ogni singola particella di rame rischierebbe di portare il suo lato superficiale ossidato in soluzione, quindi questo accumulatore se non caricato in modo preciso e con dei controlli su corrente e tensione durerebbe molto poco. in effetti se ci pensiamo, l'ossido di rame che sia CuO o Cu2O ha la proprietà di formare sali con la maggiorparte degli elettroliti, mentre ad esempio in Mn2O non si dissolve, e quindi i problemi di carica e scarica sono legati soltanto alla formazione di dentriti sullo zinco che poco a poco mandano in corto la pila/batteria, e forse è per questo che nessuno si è mai impegnato a realizzare un accumulatore a base di rame.

e anzi, riferendomi a francy quando dice che ad un certo punto l'elettrolisi dovrebbe fermarsi per sovratensione, questo non accade, e probabilmente proprio perchè il Cu2O entra in soluzione, la tensione infatti si ferma ad un certo livello che in ogni caso è superiore a quello che ci si dovrebbe aspettare, non che entra in soluzione spontaneamente, ma solo dando corrente... è anche vero che nonostante lo zinco sia leggermente annerito l'accumulatore funziona comunque, e il danno non sarebbe cosi enorme, chiaramente avviene una diminuzione dell'area di contatto dello zinco... diciamo che forse adottando degli accorgimenti qualcosa di buone ci si potrebbe anche tirare fuori... ma bisogna studiarla bene la cosa.

ragazzi, questo è un esempio che dimostra un altra cosa:32840 replicate per favore, e fate molti molti test perchè scoprirete qualcosa di molto interessante. 1° carico fino a formare un film uniforme di zinco - 2° scarico fino a quando non ho più tensione, cosa accade? niente solfati, sparisce l'ossido, mi si riforma rame rosso sangue sul elettrodo in rame (rame poroso per via dell'ossidazione sparita) e in più questa volta mi si deposita anche ossido di zinco attaccato all'elettrodo positivo e quello negativo è rimasto zincato(a prova del fatto che nonostante io abbia caricato per molto tempo, il rame non ha continuato ad ossidarsi). Dopo 10 secondi sparisce l'ossido di zinco e rimane il rame poroso, ecco: 32842

experimentator
06-09-2013, 12:02
Si ma bisogna verificare chimicamente di che cosa si tratta, potrebbe essere CU2O di colore rosso.
Se si deve realizzare un accumulatore non si possono tenere nella stessa soluzione i due metalli, in quanto reagiranno tra di loro e si ossideranno a contatto con l'aria e l'acqua . Le due celle elettrolitiche debbono essere tenute separate nella maniera classica o con setto poroso o con ponte salino . E' inutile fare ipotesi , io sono per la verifica sperimentale di ogni operazione, non si è capito ancora se si sviluppino gas o meno. Realizzare un accumulatore che sviluppa gas , potrebbe essere molto pericoloso a parte la corrente che viene sprecata.

tecnonick
06-09-2013, 13:11
Non è Cu2O, in quanto se lo pressi e misuri la resistenza da zero ohm, il Cu2O è quello che vedi nella prima foto. Dire che due metalli in soluzione reagiscono tra loro forse è un pò troppo generico, prendiamo ad esempio la coppia argento-zinco, una batteria ricaricabile potentissima(Zn-Ag2O), e non avviene alcuna reazione tra i due metalli senza dare o assorbire corrente, quando assorbi corrente Ag2O passa a Ag... prendiamo alluminio e rame in un supercondensatore, dove se pur ricoperti di carbone attivo sono entrambi a contatto con l'elettrolita, non avviene alcuna reazione. Qui di gas non se ne forma... sapendo che ho due elettrodi di cui uno Zn e uno Cu2O, un elettrolita con ZnSO4 e H2O, guardandoci bene non credo sia difficile intuire cosa accade quando carico e scarico, semplicemente si forma H2SO4 ma che probabilmente vuoi perchè è in concentrazione minima, vuoi perchè gli ioni sono comunque attratti dai rispettivi poli opposti, l'autoscarica è talmente lenta da far apparire il tutto come fosse un accumulatore, e questo a prova del fatto che una celletta che ho li ferma da 3 giorni purtroppo si è scaricata :), e qui finisce il bello. Anche inserendo un separatore non credo cambierebbe qualcosa, perchè comunque in entrambe le celle hai ZnSO4 che si dissocia per dare H2SO4.

experimentator
06-09-2013, 15:34
e qui finisce il bello. Anche inserendo un separatore non credo cambierebbe qualcosa, perchè comunque in entrambe le celle hai ZnSO4 che si dissocia per dare HSO4.

Intanto permettimi di correggerti ac. solforico si scrive H2SO4 in quanto lo ione solfato è SO4-- bivalente.
Nella formula ZnSO4 è corretta in quanto gli ioni sono Zn++ e So4-- , le cariche si compensano , nel caso dell'acido H+ è monovalente positivo quindi ne necessitano 2 per compensare la carica negativa del SO4--.
Lo stato di ossidazione del Cu+ , monovalente pos. è molto raro in genere lo stato più probabile come ione è Cu++.
Se si formasse ac solforico H2SO4 , questo reagirebbe immediatamente con lo zinco metallico formando idrogeno e Zn++.
Questo è sicuro anche se tu non lo vedi.
Quindi la formazione di ac. solf. è esclusa.
Fra i due metalli Zn e Cu è il rame quello più elettronegativo e quindi acquisterebbe elettroni ed ossiderebbe lo Zn a Zn++.
Per il resto dalle foto che hai mostrato non si capisce alcunchè, dovresti allargare il campo di visuale per capire come hai fatto queste semicelle , e come possa funzionare come batteria o accumulatore quello che hai realizzato.
Il mio modo di procedere è quello di analizzare le cose, una cosa per volta ed essere sicuro di quello che si forma.
Per il resto tu fai quello che vuoi, divertiti pure con i tuoi esperimenti.

tecnonick
06-09-2013, 16:04
Si adesso non stiamo a guardare gli errori di battitura.... se che credi non si forma H2SO4 allora dimmi tu cosa si forma, e dimmi anche perchè la cella si scarica... premesso che se non metti in atto l'esperimento forse non ti puoi rendere conto di cosa accade. Poi aggiungerei anche che nelle foto si capisce eccome cosa si forma, ovviamente se tu non hai mai visto rame in polvere nanometrica e Cu2O è ovvio che rimani perplesso, ma fidati che quelle sono le sostanze prodotte, anche perchè altro non può prodursi...

Mr.Hyde
06-09-2013, 16:51
va bè io rimango stabile sulla spiegazione data al post #2 , che sia ossido rameoso Cu2O ne sono certo sia per esperienza diretta , sia guardando la natura infatti molto rame è presente nelle miniere sotto forma di Cu2O dato dalla reazione del rame nativo con l'ossigeno dell'aria ,il minerale prende il nome di cuprite

l'unica cosa che retificherei del post 2 è la seguente :
l'ossido rameoso formatosi non conduce , qui ho fatto un bell'errore :( , difatti informandomi meglio ho scoperto che il Cu2O è un semiconduttore, molti processi sono stati studiati sulla sua produzione, uno è proprio per elettrodeposizione su lastre di rame , un'altro è per reazione tra ossigeno e rame ad alte temperature (termico) ...etc...studiato negli anni 40/50 e poi abbandonato oggi è ritornato di moda per il suo costo rispetto al silicio e ben presto trovera' impiego nella costruzione di pannelli solari con rendimenti fino al 20%.

Comunque questo mese , replichero' l'eperimento in modo scientifico con tutte le analisi chimiche dei prodotti presenti in soluzione e non .:)
cordialita'
Francy

tecnonick
06-09-2013, 17:18
Si infatti, tra l'altro ho realizzato personalmente delle celle solari Cu2O-ZnO elettrodepositato su ITO, rendimento non superiore al 3% però... ad ogni modo Francy resta il problema che il rame purtroppo sappiamo bene che forma molti composti con vari elettroliti, quindi è inevitabile non faro entrare in soluzione, anche se magari in modo lieve ma poco a poco entra, mentre come dicevo ad esempio il Mg2O manco se gli metti 1A/cm si dissolve.... non so fino a che punto sia possibile realizzare un accumulatore ben fatto, peccato perchè il Cu2O sarebbe un elemento molto economico, e l'accumulatore di per se sarebbe veramente semplice da realizzare. Magari si potrebbe provare a inserire un additivo nell'elettrolita in modo che qual ora il rame entra in soluzione viene subito trasformato in un precipitato che non aderisce allo zinco.

Ho colto l'occasione di fare una prova, mi spiace d informarvi che ho accertato la presenza di rame in soluzione, infatti mettendo 2(HO) la soluzione diventa gialla e si forma un precipitato di Cu2O. Deduco che in effetti durante la carica si forma CuSO4.

Mr.Hyde
06-09-2013, 17:37
tecno , ho un laboratorio di chimica attrezzato con tutto il necessario per stabilire qualitativamente e quantitativamente tutti i vari elementi presenti. faccio analisi chimiche quali/quantitative da circa 20 anni ,e non è cosi' semplice per una persona che non ha mai fatto analisi chimica , dire c'è o non c'è quel determinato elemento o ione o complesso,per una serie di motivi interferenziali e pratici ... dovresti solo dirmi a che voltaggio e amperaggio hai fatto questa benedetta elettrolisi, al resto ci penso io :)

cosa è 2(HO) ? suppongo una base??
poi ad esempio se ci fosse Cu+ 2 in soluzione ,il precipitato sarebbe di un bel azzurro-blu , e non giallo
le soluzioni ammoniacali darebbero un bel complesso blu intenso
e il carbonato di sodio darebbe un bel flocculato azzurro intenso
etc ...

tecnonick
06-09-2013, 17:58
fra 2(HO) è H2O2 ovvero perossido di idrogeno, e teoricamente altro non può fare che far precipitare Cu2O, non sono un chimico, ma qualche base ce l'ho.... Buono a sapersi riguardo la tua situazione, speriamo che tu riesca a trovare delle risposte concrete e perchè no un modo per rendere utilizzabile questa cella.

Dimenticavo, la corrente di carica puoi variarla da 1 a 10mA/cm. Già che ci sono, visto che sei ben attrezzato, ti chiedo se hai modo di poter fare un analisi SEM sulla struttura molecolare di un elettrodo in carbone dopo trattamento con HNO3, utilizzato come elettrodo positivo in una soluzione 50% HNO3 e con una corrente di 4-5mA/cm viene sfaldato fino a formare un deposito carbonioso poroso su se stesso che presenta le stesse caratteristiche del carbone attivo, ma pare abbia una superficie molto più elevata, infatti a parità di dimensioni sfruttandolo come elettrodo per realizzare un supercondensatore accumula quasi il doppio della carica rispetto al carbone attivo in mio possesso, che già di suo non è male.

Mr.Hyde
06-09-2013, 18:18
non mi pronuncio ... (riguardo la reazione con H2O2)..
alla fine pero' ti sei dimenticato di dirmi il voltaggio :cry: .. hahaha :) ..

p.s. guarda che io sono sempre molto scherzoso ,prendimi per come sono :D

no mi spiace ma il microspopio elettronico a scansione a raggi x non ce l'ho :(

tecnonick
06-09-2013, 18:24
ma fra figurati non me la sto mica prendendo, anzi ti ringrazio molto per la tua partecipazione! La tensione non è in dispensabile conoscerla dal momento in cui ti dico la corrente, in quanto dipenderà dalla caduta che avrai ai capi della cella, nel mio caso in fase di carica parte da 0.95 per poi attestarsi su 1.145V, per iniziare potresti ad esempio partire da 12V con una resistenza in serie da 2200ohm in modo da limitare a 5mA la corrente, una celletta da 2-3cm quadri e vedi che succede, io ho sperimentato in un range che va da 1 a 20mA/cm, ma vedo che superando i 10mA il rame entra velocemente in soluzione, la carica migliore si è verificata a 1mA/cm.

Mr.Hyde
06-09-2013, 18:34
ok perfetto, faro' l'esperimento seguendo alla lettera le tue informazioni :) Grazie a te per le info dettagliate , probabilmente ti rubero' il brevetto e poi sparisco in Jamaica . li mettero' su una azienda che produce pannelli solari a basso costo a base di Cu2O .... hahahaha :beer:

La stessa cosa faro' con uno dei tanti brevetti di zagami (pila a ricarica liquida) , tanto non penso abbia gia' il brevetto mondiale :bye1:

experimentator
06-09-2013, 18:36
Anche se fosse Cu2O (ma?) non ha senso fare un accumulatore di carica o una pila di tal genere , quando hai a disposizione il rame che si ossida a CU++ aumentanto con lo stesso numero di atomi e quindi di peso totale il numero di Faraday o di coulomb e quindi in defininiva gli ampere disponibili ed ottenibili e quindi ancora i kWh/kg ottenibili. Si raddoppia in pratica la potenza ottenibile.
E' come avere una bici a due ruote ed usarne una sola.
Ma comunque io già una pila Daniel (o simile) a ricarica liquida l'ho già fabbricata e brevettata , ne ho discusso in altra sede.
Ma se non c'è nessuna ditta in Italia che voglia investire in questo campo siamo sempre al punto di partenza.
Le potenzialità de questa pila sono paragonabili alla pila al Litio, anzi è più sicura. Ritornare alle origini della scoperta della pila volta , rivista in chiave moderna è forse una soluzione percorribile.
Io i miei esperimenti li ho fatti all'epoca , i miei suggerimenti li ho dati in altra sede, anche troppi , me questi esperimenti rimangono nel cassetto .

Mr.Hyde
06-09-2013, 18:39
zagami leggi sopra :D

tecnonick
06-09-2013, 19:16
Bè ragazzi pure io ho depositato un brevetto di una lampada a led per illuminazione piante studiata in modo da offrire i nm necessari alla corretta crescita, ma mai nessuno ho trovato disposto a investire, me le sono vendute per i fatti miei, una 50000 euro l'ho tirata su(e ma la sono anche già spesa)... e poi stop perchè sono arrivati i cinesi con le loro similitudini... qui mi sembra presto per parlare di brevetti, e credo sia l'ultimo dei problemi, perchè in tal caso i nomi dei depositari sarebbero tecnonick, Mr.Hyde e zagami, (non conosco i nomi reali...), ovviamente siamo noi a dibattere e lavorare su questo oggetto e questo stesso forum se pur non abbia alcuna valenza legale comunque è una prova. In ogni caso se ritenete che si possa migliorare fino a realizzare qualcosa di realmente funzionante e avete voglia di tutelarci e depositare al volo un primo brevetto per me va benissimo, tanto il costo è irrisorio e due pagine di descrizione bastano e avanzano.

mmm pila di Daniel a ricarica liquida, è si, il peso del solfato di zinco è inferiore a quello del solfato di rame, galleggia vero? si, principio che si potrebbe utilizzare, e meglio ancora se lo gelifichi come dicevo in un precedente post, il PVA ovvero poly vinyl alcohol, ha la proprietà di assorbirsi quasi ogni schifezza in cui lo immergi, per dare un vero e proprio polimero conduttivo, che già di suo è utilizzato in diverse celle a combustibile, come quella alcalina ad esempio, e anche nelle zinco-aria come interfaccia carbone-elettrolita (si parla del 2012, recente), quando gelifichi una soluzione con il pva questa rimane solida e conduttiva come prima, quindi è a tutti gli effetti possibile realizzare una pila/batteria flessibile, e vi dirò di più: volendo ad esempio realizzare una classica alcalina a film sottile e flessibile, la cosa è piuttosto semplice, al posto del PVA usando carbossimetilcellulosa sodica è possibile realizzare un elettrodo sia negativo che positivo mediante gelificazione indotta, ovvero se in una soluzione acquosa di carbo introduco un tensioattivo, della polvere di carbone (nero fumo) e altra polvere nanometrica di un ossido, quando do corrente accade che il tensioattivo ha intrappolato le molecole di carbone rendendole diciamo polarizzate, quelle dell'ossido lo sono già, in base al tipo di tensioattivo (ionico o non ionico) al polo positivo avrò un deposito gelificato dei due composti, le cui proporzioni dipendono dalla densità dei prodotti in soluzione, nonché dalla percentuale di carbo/acqua, una volta creatosi questo elettrodo, è possibile immergerlo in una soluzione alcalina senza più avere dissoluzione della carbo, l'elettrodo rimane li compatto contenente i due reagenti. Inoltre, la soluzione di partenza volendo può già essere un elettrolita alcalino, in modo da avere una miscela ossido-carbone-elettrolita-gel, pronto per l'utilizzo, flessibile e conduttivo (flessibile a patto che come substrato/elettrodo di deposito si utilizza un materiale flessibile, come ad esempio un foglio di grafite).

Scusate ancora, dimenticavo: non fatevi ingannare dal colore del Cu2O, in base alla cristallizazione può essere giallo, marrone, arancione, viola o rosso (alla vista ovviamente), ad esempio se lo producete mediante elettrolisi del rame in una soluzione di NaCl sarà giallo, mentre se lo fate mediante elettrolisi del rame in una soluzione a ph 7-8 di Cu(NO3)2 sarà rosso rubino o violaceo (dipende dalla corrente), quest'ultima soluzione permette il deposito su vetri ITO di stupendi cristalli ben visibili al microscopio 400x che paiono proprio dei piccoli rubini, e vi invito a provare perchè è veramente qualcosa di stupendo il deposito che si forma, senza contare che è a tutti gli effetti una cella solare monogiunzione, per vedere il funzionamento senza troppi sbattimenti immergete l'ITO in NaCl 30% con altro elettrodo in rame, mettete al sole e vedrete che bella sorpresa!

experimentator
07-09-2013, 01:55
Auguri per il brevetto.
Ma avere un brevetto è come avere oro ma non poterlo vendere. Uno può avere un sacco di oro ed essere povero in quanto nessuno ti da moneta in cambio o ti dicono che è oro falso.
Il problema è che una volta creato qualcosa questo deve essere prodotto in grandi quantità e messo sul mercato per essere venduto e trovare qualcuno anzi molte persone che acquistano questo tipo di pile.
Ma se non si hanno le capacità produttive per produrre molti esemplari e soldi da investire tutto il discorso decade.
Difficilmente un imprenditore acquisterebbe un brevetto da un privato e sganciare una lira, piuttosto lo copierebbe alla faccia sua.
Comunque lasciamo tutto questo come un hobby e divertiamoci.

tecnonick
07-09-2013, 07:07
Zaga ma nessuno ha le capacità per mettere in produzione ciò che brevetta, perchè chi deposita un brevetto nel 99% dei casi è gente come me come te, gente che si occupa di sperimentazione, non imprenditori... quando fai un brevetto poi ti devi rivolgere alle società che potrebbero fabbricare quel che hai brevettato, mostrando il prodotto e convincendoli che è qualcosa per cui ne vale la pena investire mostrando le differenze tra ciò che hai fatto tu e quello che c'è già in commercio, e se il/i titolare di questa società sarà interessato perchè ritiene che ci potrebbero essere buone prospettive per un commercio del prodotto allora o ti compra il brevetto e ti liquida con qualche migliaio di euro, oppure ti cede le quote delle vendite(più probabile la prima). Ipotizza che alla fine troviamo un modo di rendere stabile questo accumulatore e perfettamente funzionante, magari con una capacità anche di solo il 5% superiore ad una comune alcalina, già per questo è un prodotto appetibile, se poi ci metti che è un prodotto green (e lo è in quanto non conterrebbe nulla di tossico nocivo o cancerogeno) ecco che potrebbero arrivare anche dei finanziamenti statali... bo, lascio fare a voi, perchè io con le mie conoscenze di chimica purtroppo mi fermo qui, non posso andare oltre.

experimentator
12-09-2013, 18:45
Zaga ma nessuno ha le capacità per mettere in produzione ciò che brevetta, perchè chi deposita un brevetto nel 99% dei casi è gente come me come te, gente che si occupa di sperimentazione, non imprenditori...

Be non credo sia cosi . Maggior parte dei brevetti sono le industrie a presentarli, perchè hanno l'interesse che la ditte concorrenti non lo imitano.
Molte volte le scoperte vengono fatte dai dipendenti di queste ditte , ma essendo dipendenti che vengono pagati dalle ditte non hanno nessun diritto sul brevetto, sono la ditte ad averne i benefici.
Purtroppo la legge attuale è cosi e non si incentiva in questo modo la ricerca le buona volontà del dipendente.
Un'altra cosa hanno fatto con l'ultima legge del 2008 sui brevetti , hanno complicato talmente la procedura peri brevetti, che uno si deve rivolgere per forza a specialisti del settore , con lievitazione dei costi (3000 -5000 euro , minimo brevetto italiano) , in modo tale da scoraggiare un semplice appassionato di investire in questo campo senza un ritorno economico.
Purtroppo le leggi sono fatte tutte a favore dei ricchi industriali.

Per inciso ho cercato di comprare PVE che avevi citato e la Carbossimetilcellulosa, che volevo provare per la mia batteria, ma non la trovo nei brico center. Dove potevo trovarlo ?
Saluti.
zag.

tecnonick
12-09-2013, 19:10
Ciao zag, che sia un dipendente, un privato, un universitario, sempre uno senza soldi è(si fa per dire ovviamente...), perchè per mettere in produzione altro che 5000 euro..... il problema non è brevettare (io ho pagato intorno ai 200 euro per il brevetto della lampada, e non ho avuto bisogno di nessuno che certificava nulla in quanto l'ho venduta come kit non assemblato, tu brevetti, poi se non funziona i problemi sono tuoi...), come ti dicevo e forse mi sono spiegato male, chi brevetta poi deve appoggiarsi appunto ad aziende o altri entri per produrre, proprio perchè l'industrializzazione di un prodotto e la messa in commercio comporta dei costi veramente notevoli quando si parla di chimica elettronica etc... nel caso di una batteria ovviamente le cose si complicano, perchè deve passare tutte le varie certificazioni. Non puoi trovare i due composti al brico, chi vuoi che li possa utilizzare.... sono entrambi innocui ma totalmente inutili se non per alcune applicazioni non troppo diffuse (distaccante nel caso del PVA e agglomerante alimentare e farmaceutico per la CARBO). Se mi dai l'indirizzo te ne mando un pò io dei due(un paio di bustine perchè ne ho poco di entrambi), la carbo la trovi da BARZAGHI srl, forse hanno anche il PVA, in ogni caso dovresti trovarli entrambi dove vendono materiali per restauri di quadri etc. Il PVA l'avevo preso su internet ma non ricordo in che sito.

experimentator
12-09-2013, 21:16
sono entrambi innocui ma totalmente inutili se non per alcune applicazioni non troppo diffuse (distaccante nel caso del PVA e agglomerante alimentare e farmaceutico per la CARBO). Se mi dai l'indirizzo te ne mando un pò io dei due(un paio di bustine perchè ne ho poco di entrambi),

Ti ringrazio per i suggerimenti , vediamo se riesco a trovarli nelle mie vicinanze , altrimenti non ho nessuna difficoltà a comunicarti il mio indirizzo , anche perchè io scrivo con il mio vero cognome.
Ho trovato comunque altri addensanti come agar agar , cellulosa, colla vinilica, colla per parati, ma purtroppo in molti prodotti non viene specificata la composizione chimica.
Comunque sto provando con questi addensanti a fare una batteria al gel,un po concentrata tipo una batteria a secco, ma per il momento il problema è che la resistenza è un po elevata . Ma comunque cercherò di ovviare il problema.
La batteria che suggerisci tu non la vedo per il momento fattibile, ne conveniente, in quanto ti ho già detto che conviene usare il rame valenza 2 . E quindi dovrebbe essere sotto forma di sale e separando le due soluzioni elettrolitiche per evitare che reagiscano anche a batteria ferma.


Ipotizza che alla fine troviamo un modo di rendere stabile questo accumulatore e perfettamente funzionante, magari con una capacità anche di solo il 5% superiore ad una comune alcalina, già per questo è un prodotto appetibile, se poi ci metti che è un prodotto green

Sto pensando ad una sorta di pila gel molto concentrato per consentire una resa energetica maggiore di quella a liquido altro che 5% di quello che dicevi tu.
Ma credo si potrebbe arrivare a 150 Wh/kg.
Ma importante sono i cicli di ricarica che si possono ottenere (almeno 1000) e per questo ho bisogno di un gel stabile che non si alteri chimicamente.

tecnonick
12-09-2013, 21:33
Credo che il PVA faccia al caso tuo, in quanto ho già fatto io delle prove, e anche se lo usi in concentrazione del 50% la resistenza è praticamente nulla(ho fatto delle batterie a stato solido e non gel), purchè gelifichi in un certo modo: il pva è solubile in acidi ma non in basi, infatti con acido crea un gel, e ne basta anche il 10%, mentre con le basi non si miscela ma assorbe, quindi se usi una soluzione basica va prima fatto il gel con acqua e poi immerso in soluzione, ed ecco che si crea un polimero vero e proprio, insolubile e chimicamente stabile anche oltre gli 80°, che va ben oltre i 1000 cicli. Vedrai che si trasforma da trasparente a bianco e diventa praticamente un pezzo di gomma, servono almeno 24 ore per la polimerizzazione completa, già testato con solfato di zinco e funziona perfettamente, credo vada bene anche con il rame, forse in questo caso da trasparente diventerà azzurro. C'è molta documentazione in internet, cerca "conductive polymer+PVA". 150W/Kg sarebbe un record mica male, ma tieni conto che questa misura non si riferisce alla reazione, ma al peso della batteria finita, incluso involucro etc...

Leonardon
05-06-2014, 03:55
Ciao Tecnonick

Forse può darti qualche spunto questo brevetto: 40447

Con il PVA è bello anche fare lo Slime (PVA+Borax): io lo uso come gel raffrescante, in riva al mar.
Assorbe tanta acqua ed evaporando tiene fresca la parte dove lo appoggi.
Aggiungendoci un po' di acido ascorbico, ringiovanisce la pelle.
Con un po' di olio essenziale, lo metti sotto le ascelle per profumarti.
OK sono fuori topic!

Oops! forse ti ho fatto venire in mente un elettrolita per un nuovo tipo di supercondensatore...

experimentator
06-06-2014, 23:47
Ma in pratica questo brevetto cosa descrive ?
Una batteria Zinco- Piombo , ma con quali vantaggi ?
Le batterie al piombo sono ottime batterie , ma hanno lo svantaggio che il piombo ha un peso atomico molto elevato che inficia in partenza qualsiasi utilizzo nel campo dell'autotrazione , dovendo competere con le batterie al litio leggere e resistenti a molti cicli di ricarica.
Oramai nel costruire un nuovo tipo di batteria bisogna considerare almeno due fattori importanti , la leggerezza ed i cicli di ricarica.
La leggerezza si traduce in kWh/kg che in pratica si traduce in km percorsi dall'automobile con un singolo ciclo di ricarica.
In questa ottica bisogna scegliere elementi chimici o composti a basso peso atomico o molecolare.

Non ho capito cosa c'entra questo brevetto con la discussione in oggetto .

<V:p</V:p

Leonardon
04-07-2014, 05:38
per vedere il funzionamento senza troppi sbattimenti immergete l'ITO in NaCl 30% con altro elettrodo in rame, mettete al sole e vedrete che bella sorpresa![/QUOTE]

Ciao Tecnonik
Hai idea di come posso elettrodepositare Cu2O su un film di alluminio?
Credo che l'elettrolita debba essere basico per formare un P-doped?

E per depositare Cu2O n-doped su nickel o rame?

Grazie.