PDA

Visualizza la versione completa : Disastri chimici industriali



Mr.Hyde
09-12-2014, 20:07
INDIA , 3 dicembre 1984 Bhopal .

Impianto chimico della UNION CARBIDE , installato negli anni 70 , impianto complesso e ad alto rischio di impatto .

sostanze utilizzate

metile isocianato
alfa naftolo
fosgene
monossido di carbonio
cloro
monometilammina

l'impianto produceva un pesticida chiamato Carbaryl (o Sevin).... si diceva ...la manna per l'india(eliminera' tutti i parassiti ed insetti arricchendo la nazione ,la fabbrica di pesticdi piu' sicura di una fabbrica di cioccolata!!!

nella notte tra il 2 ed il 3 dicembre una fuoriuscita di circa 40000 kg di metilisocianato ,fosgene ,metilammina , acido cianidrico , si dirige sulla spianata nera ( zona densamente popolata da bidonville) ....all' istante morirono dalle 4000 alle 14000 persone
, intossicati circa 300000( fino ad oggi )....alcune stime sono di 500000.

Questa nube tossica si è sviluppata grazie ad un'insieme di eventi , tutti evitabili.

1- gli stoccaggi di MIC non dovevano essere pieni , vista la chiusura degli impianti e vista la pericolosita' del prodotto in questione . dovevano essere consumati con la produzione di sevin

2- tutti i sistemi di sicurezza erano stati disattivati ... (questi serbatoi di MIC devono rimanere a bassa temperatura (0-5°C)

sottobattente di azoto a 1,5 bar) , l'impianto di refrigerazione era stato spento da tempo per risparmiare . :(

l'impianto di abbattimento dei gas( scrubber ) che doveva bloccare eventuali fuoriuscite in caso di apertura delle valvole di sicurezza era stato disattivato e non piu' manutenzionato... da anni la manutenzione non veniva +eseguita , ed il 60% degli operatori/quadristi/capireparto specializzati erano stati licenziati.

3- il disastro è avvenuto in concomitanza alle operazioni di lavaggio/bonifica delle linee fase gas dell'impianto, in questa situazione è stata disattesa una fondamentale procedura , e cioè non è stato inserito il disco cieco sulle flangie che mettevano in comunicazione la linea da lavare con i serbatoi di MIC , sfortuna vuole che gli impianti era da molto che non venivano lavati dai residui ...risultato : gli spurghi della line si tappano , la linea fase gas pian piano arriva alla pressione superiore ad 1,5 bar , la valvola di sicurezza non tiene a perfezione ...e TAC l'acqua comincia ad entrare nel serbatoio con 40 tonnellate di MIC :(

la reazione chimica tra acqua e MIC è esotermica (sviluppa calore) ... il serbatoio comincia a salire di temperatura e di pressione(il MIC BOLLE A 38 °c ) ...inizialmente la reazione è lenta e non si innesca ...il tempo passa e l'acqua continua ad entrare ... quando la reazione si innesca le quantita' dei reagenti presenti(H2O e MIC) è gia' troppo elevata ... una prima sbuffata dalla valvola di sicurezza alle 23 ... che trova linee gia' in sovrapressione mezze tappate da acqua e residui , ma anche lo scrubber fermo

è la fine ... ormai nel serbatoio(interrato e cementato) la pressione e la temperatura è troppo elevata, la reazione si è innescata ed il quantitativo di reagenti presenti è troppo elevato ...per un chimico è l'INCUBO ...si dice ..reazione fuori controllo :( ...il prodotto trova modo di uscire con un getto inesauribile di 40000 kg di tossico...

i primi arrivati in ospedale

4- i medici chiedono informazione alla union carbide per chiedere quale sostanza fosse stata sprigionata dall'azienda ...in modo che possano curare il curabile ... e quali antidoti o cure possono essere adottate ..

ai medici non viene fornita alcuna informazione in merito dalla UNION CARBIDE ...

5- la zona in cui si è scelto di mettere un'impianto di quel genere non era idoneo ... infatti è ad alta densita' di popolazione

la zona è stata scelta in base all'economia dei trasporti ed altro

6- cerano 2 metodi per produrre il famoso SEVIN (pesticida) ...pero' la reazione tra MIC e alfa naftolo era la piu' economica ...ma ...la meno sicura

non a caso questo incidente viene denominato il top event perfetto.

dovevo ricordarlo il 3 dicembre ...

P.S. ho evitato le formule chimiche e la descrizione dei processi chimici che riguardano le reazioni coinvolte , per non appesantire l'argomento ...chi fosse interessato alle medesime , puo' contattarmi :)

cordialita'

Francy

Mr.Hyde
13-12-2014, 19:01
... purtroppo ad oggi la zona( terreno ,acqua ,aria ) si considera ancora contaminata ...e continua a mietere vittime

qui lo spiega abbastanza bene CDCA - Centro di Documentazione sui Conflitti Ambientali (http://www.cdca.it/spip.php?article1239)

dove dice ....
(riporto uno stralcio )




mpatti " .....Già nei primi anni dell’apertura della fabbrica, la Union Carbide iniziò a inquinare il sito dove sorgeva la sua industria. Infatti nei quartieri poveri che sorgevano vicino alla fabbrica, in uno dei loro pozzi si iniziò a sentire un forte odore pestilenziale. L’acqua era di uno strano colore biancastro, quei pozzi furono i primi a “scoprirsi” inquinati. Subito dopo questo episodio, la direzione della fabbrica fece delle analisi. I campioni di terra raccolti oltre il perimetro del reparto del Sevin avevano evidenziato un’elevata presenza di mercurio, cromo, nichel, piombo. Nell’acqua dei pozzi situati a sud, sud-est dell’industria, furono rilevati cloroformio, tetracloruro di carbonio e benzene.
A venti anni di distanza gli effetti negativi sulla popolazione sono notevoli. Le falde acquifere sono fortemente contaminate e tonnellate di rifiuti tossici sono ancora abbandonati sul posto. La Campagna internazionale “Justice for Bhopal (http://www.bhopal.net/)” è impegnata da anni a monitorare l’area, gravemente inquinata, e a chiedere che la Dow Chemicals - dal 1999 proprietaria della Union Carbide - bonifichi a sue spese il sito industriale, assicuri l’assistenza medica e la riabilitazione ai sopravvissuti e fornisca acqua potabile alle comunità residenti.
In un’inchiesta di BBC Radio 5 del 14 novembre 2004, è stato mostrato che l’area è ancora contaminata da ’migliaia’ di tonnellate di sostanze chimiche tossiche tra cui esaclorobenzene e mercurio contenute in contenitori aperti o abbandonate sul terreno. Alcune aree sono così inquinate che chi vi si trattiene per più di una decina di minuti rischia una perdita di conoscenza. La pioggia trascina queste sostanze nel terreno contaminando pozzi e sorgenti d’acqua, i risultati delle analisi condotte per conto della BBC da laboratori di ricerca accreditati in Gran Bretagna mostrano livelli di inquinamento nell’acqua dei pozzi 500 volte superiore ai limiti di quel paese. Indagini statistiche condotte sulla popolazione residente nel luogo comparata con la popolazione di un’altra area in simili condizioni di povertà distante dall’impianto hanno mostrato una maggior incidenza di varie malattie nei pressi dell’impianto.
A subire gli effetti della nube tossica fu più di mezzo milione di bhopalesi, tre abitanti su quattro della capitale del Madhya Pradesh. Dopo gli occhi e i polmoni, tra gli organi più colpiti c’erano il fegato, i reni, l’apparato digestivo e quello genitale, oltre al sistema nervoso e a quello immunitario. Bhopal conta oggi circa duecentomila persone affette da malattie croniche conseguenti alla tragedia, che ogni mese continua a mietere da dieci a quindicimila vittime.
Uno studio del "The People’s Science Institute (http://www.peoplesscienceinstitute.com/)" di Dehra Dun conferma la presenza di mercurio altamente tossico nell’acqua potabile di Bhopal, la cui concentrazione in alcune aree raggiunge i 2 microgrammi per litro, e avverte del grave rischio per la salute. La popolazione continua a bere l’acqua da 18 anni dopo la fuga di gas
Uno studio condotto a Bhopal nel 2002 sui modelli di crescita degli adolescenti, pubblicato dal "Journal of American Medical Association (http://jama.ama-assn.org/)", ha trovato un ritardo selettivo nella crescita dei bambini maschi nati da genitori esposti a quella miscela gassosa. I bambini risultano più bassi, magri, e hanno la testa più piccola rispetto agli adolescenti di genitori non esposti e mostrano, inoltre, una crescita anormale in cui la parte superiore del corpo risulta proporzionalmente più piccola di quella inferiore.
L’esposizione ai gas ha inoltre reso la popolazione vulnerabile alle infezioni secondarie: secondo il Consiglio Indiano delle Ricerche Mediche (http://icmr.nic.in/) l’incidenza della tubercolosi nelle popolazioni colpite è tre volte più alta del livello nazionale per le popolazioni urbane. Sono state anche riscontrate aberrazioni dei cromosomi in misura insolitamente ampia nelle persone colpite. La Commissione Medica Internazionale (http://en.wikipedia.org/wiki/International_Medical_Commission_on_Bhopal) su Bhopal ha pubblicato una ricerca durata diversi anni sugli abitanti dell’area della strage dalla quale emerge che molte persone che sembravano non essere state colpite dai gas mostrano oggi segni evidenti che il loro organismo è stato danneggiato....."

interessante, ma allo stesso tempo ALLARMANTE anche questa info ...


Tra il 1982 e il 1984 la squadra di lavoro dell’unità MIC viene dimezzata da 12 a 6 operai, la squadra di manutenzione da 6 a 2 operai. Il 26 dicembre 1981 un operatore dell’impianto viene ucciso da una fuoriuscita di gas fosgene. Un’altra fuga di fosgene, avvenuta nel gennaio del 1982, intossica gravemente 28 lavoratori e, nell’ottobre dello stesso anno, una certa quantità di MIC fuoriesce da una valvola danneggiata e quattro lavoratori sono esposti alla sostanza chimica. I funzionari responsabili della Union Carbide, al corrente di un controllo segreto di sicurezza interno all’azienda effettuato nel maggio del 1982, erano consapevoli del fatto che si erano verificate 61 situazioni a rischio, 30 delle quali particolarmente serie e 11 avvenute nelle pericolose unità di fosgene/MIC. Misure correttive vengono allora attuate in un identico impianto MIC nella Virginia dell’ovest, Stati Uniti, ma non in quello di Bhopal.

Mr.Hyde
16-12-2014, 10:18
ITALIA , 10 luglio 1976 Meda.

Il disastro di Seveso .

L'impianto chimico dell' ICMESA produceva 2,4,5-triclorofenolo , usato sia come intermedio per fare altri erbicidi/defolianti sia come erbicida fungicida .

partendo da 1,2,4,5-tetraclorobenzene + NaOH a 160°C .

Dovendo operare in eccesso di alcali e a 160 °C , oltre al triclorofenolo si formava anche diossina e precisamente la 2,3,7,8-tetraclorodobenzo-p-diossina (TCDD) ...LA PIU' LETALE della famiglia delle diossine :(.

L'impianto veniva fermato al mattino del sabato . La fermata degli impianti chimici ,prevede sempre una fase di messa in sicurezza.

nel caso specifico , il reattore è rimasto pieno ed in temperatura ...( non è stata eseguita la messa in sicurezza del reattore nel modo corretto ).

Le reazioni secondarie si innescano producendo calore , non essendoci ne il raffreddamento , ne circolazione forzata , la reazione raggiunge temperature di oltre 250-300 °C a queste temperature le reazioni secondarie , divengono primarie , la pressione ormai accumulata nel reattore è incontenibile , ....alle ore 12,30 i dischi di rottura si rompono e le valvole di sicurezza si aprono ma questo impianto non è dotato di scrubber per abbattere un'eventuale apertura delle valvole di sicurezza,:cry:quindi scarica in atmosfera i suoi veleni ...... una nube tossica invade le aree di Meda, Seveso (la piu' colpita),Cesano maderno, Desio ,Seregno e limitrofi .

gli effetti sulle coltivazioni e sugli allevamenti sono devastanti , molti capi muoiono altri verranno abbattuti , nelle zone non si puo' bere ne coltivare nulla ... le aree sono inquinate da diossina (TCDD) ed altri prodotti chimici :(
..


L'Icmesa dice che non sa' cosa è successo esattamente

OLTRE AL DANNO ....LA BEFFA

La popolazione viene avvisata della gravita' della situazione soltanto una settimana dopo ....

da questo disastro nascono le direttive Seveso

http://it.wikipedia.org/wiki/Direttiva_Seveso

Lupino
17-12-2014, 21:36
Sono allibito .... le uniche parole che mi vengono in mente non sono esattamente adatte ad un forum pubblico. Il primo post, soprattutto, sembra quasi la copia di un resoconto di Fukushima, ma almeno là c'era una, anzi due, concause naturali.

Mr.Hyde
18-12-2014, 06:25
Ciao caro Lupino solitamente sono errori umani :(

guarda questo ...

UN PICCOLO TERREMOTO ...

FRANCIA , 21 settembre 2001 , Tolosa

impianto chimico di produzione

ammoniaca
urea
acido nitrico
nitrato di ammonio

partendo dal gas naturale .

i quantitativi di nitrato di ammonio massimi permessi per questa azienda sono di

15000 T prodotto sfuso
15000 T prodotto in sacchi
1200 T soluzione calda

Il deposito interessato al disastro conteneva circa 400 T di nitrato di ammonio " FUORI SPECIFICA " ....
Il deposito interessato non aveva ne rilevatori di ossidi nitrici ne di fumo/incendio...

comunque il mattino del 21 settembre 2001 una forte esplosione equivalente a 20- 40 Tons di TNT ,(si registra una scossa pari a 3,4 gradi della scala Richter) , ha luogo nel suddetto deposito , i morti sono 29 , i feriti 4400 ..(stime della banca dati chemical incident report center (CIRC).

vorrei far notare che solo nelle aziende chimiche che producono esplosivi e fertilizzanti , e solo dal 7/gennaio 1998 al 9 dicembre 2001 ci sono stati 22 incidenti rilevanti di cui 9 con piu' di 10 morti ... in totale i morti in 4 anni sono oltre 250 ed i feriti oltre 5000 :(

Darwin
18-12-2014, 21:15
Il nitrato d'ammonio oltre che fertilizzante è un ottimo esplosivo

Mr.Hyde
18-12-2014, 21:56
Ciao caro Darwin

hai detto giusto :)

difatti si usa per preparare l'ammonal , l'anfo ed altri ..

pero' quello destinato al consumo agricolo è addittivato/stabilizzato/inertizzato ... il problema, nel caso specifico era la presenza di inquinanti , il prodotto è stato stoccato ma era fuori standard .

La stabilita' del nitrato di ammonio viene compromessa dalla presenza di sostanze sia ossidanti sia riducenti e/o metalli inclusi nel reticolo cristallino .

p.s. Questo incidente determina anche delle revisioni nelle direttive seveso

livingreen
18-12-2014, 22:43
Quanto mi piace l'anfo... un po' di fulmicotone, et voilà!
Ciao, Hide!

Mr.Hyde
19-12-2014, 16:00
Ciaooooo carissimo living .... finalmente !!! :beer:

sono davvero contento di risentirti :)


un po' di fulmicotone

anche detto ...trinitrocellulosa o pirossilina :D

Francy

Lupino
19-12-2014, 23:29
...Quanto mi piace l'anfo... un po' di fulmicotone, et voilà...
Già Già, un po' di fertilizzante adeguatamente trattato, un po' di gasolio, limatura di alluminio quanto basta e BUM!
Personalmente mi divertivo di più con pastiglie per il mal di gola, zucchero e insetticida (quello giallo in polvere) ;)

BesselKn
20-12-2014, 17:05
Il nitrato d'ammonio [...] è un ottimo esplosivo Esiste una lista di disastri a tal proposito su En.Wiki:
Ammonium nitrate disasters - Wikipedia, the free encyclopedia (http://en.wikipedia.org/wiki/Ammonium_nitrate_disasters)

Al Mizar
21-12-2014, 10:53
Personalmente mi divertivo di più con pastiglie per il mal di gola, zucchero e insetticida (quello giallo in polvere) ;)

La ricetta la sapevano solo i ragazzi più grandi, mi sembra era perclorato e zolfo, noi bocia avevamo il compito di mettere il cartoccetto sulle rotaie del tram, era molto emozionante vedere il conducente scendere con la leva degli scambi in mano pronto a sfondarci il cranio, nel caso ci fossimo lasciati prendere.

Mr.Hyde
21-12-2014, 11:38
mi sembra era perclorato ...

ciao Al , ciao Lupino :)

il perclorato di potassio è KClO4 (stabile)

....era clorato di potassio (KClO3 ) (instabile , esplode per urto o sfregamento !!)

attenzione pero' a fare queste miscele .. soprattutto con aggiunte di zolfo.

.. lo sottolineo in quanto le stesse NON sono assolutamente conservabili, NE STABILI

il KClO3 e lo zolfo non vanno d' accordo... il rischio è ..innesco spontaneo , e comunque sono sensibili agli urti :(

OCIO .

F.B.L. = fa balà l' occ

in realta' in Italia le leggi vietano l'utilizzo di quasi tutte le composizioni pirotecniche a base di CLORATI

:D

Lupino
21-12-2014, 21:12
Eh, Eh, col senno del mooolto poi posso dire che mi è sempre andata bene :rolleyes:
Al, avrò avuto si o no 11 anni .... saldavo ad elettrodo, costruivo impianti elettrici e ... usavo le provette da laboratorio di mio padre come razzi, con la polvere su citata e il filamento di una lampadina (4,5V) come innesco.
Meno male, mia figlia preferisce la ginnastica artistica.:spettacolo:

Mr.Hyde
22-12-2014, 08:19
ROMANIA , 30 gennaio 2000 , Baia Mare .

L' impianto di estrazione della Aurul è stato terminato nel 1999 , e trattava ganghe o sterili minerari provenienti da altre lavorazioni , per estrarre oro e argento , con soluzione di cianuro di sodio o di potassio .( metodo di estrazione chiamato " cianurazione ossidante ")

L'oro anche se presente in piccolissime quantita nella ganga ,viene "portato in soluzione" con NaCN .

si dice che l' oro viene complessato dallo anione CN- fomando l'anione complesso [Au(CN)2]-

questa soluzione viene poi trattata con zinco metallico , lo zinco va a sostituire l'oro nello ione complesso , e l'oro precipita

le reazioni sono queste

2Au +4CN- + 1/2O2 + H2O ----------> 2 [Au(CN)2]- + 2OH-

2 [Au(CN)2]- + Zn -----------------> 2 Au + [Zn(CN)4]--.

Alle ore 22 circa , in un bacino di trattamento sterili si apre una breccia di 23 metri , (inizialmente il bacino traborda poi rompe l'argine e)... fuoriescono circa 100.000 metri cubi di acqua, ganga e cianuro che si riversano nel Somes , Tibisco ,Danubio per poi finire nel Mar Nero.

è disastro ambientale .

segue.....

Lupino
22-12-2014, 09:50
Quest'ultimo tuo post mi ha fatto venire in mente un incidente molto simile ....

UNGHERIA, 4 ottobre 2010, Ajka (http://it.wikipedia.org/wiki/Incidente_della_fabbrica_di_alluminio_di_Ajka)
Alle 12.30 c.ca del 4 ottobre 2010 gli argini di un bacino di decantazione di fanghi provenienti dalla vicina fabbrica adibita alla trattazione della bauxite (materiale di scarto del processo Bayer di purificazione del alluminio) cedono rilasciando un imponente massa di acqua e fanghi rossi.
1000000 di metri cubi di materiale che, dopo aver invaso le campagne circostanti, si rovesciano nel fiume Torna causandone l'esondazione e l'alluvione del vicino paese di Kolontar.
Pochi minuti dopo, medesima sorte tocca alla cittadina di Devecser. Alla fine la zona colpita dalla piena risulta essere di circa 40 km2.
Il disastro ambientale purtroppo non si limita alla sola zona alluvionata; i fanghi rossi trasportati dal fiume Torna raggiungono infatti, da prima il fiume Marcal, indi il fiume Raba per giungere poi, ben tre giorni dopo il disastro, nel Danubio.
L'elevata alcalinità del materiale causa la distruzione di interi ecosistemi, il fiume Torna, il Marcal e l'intera piana coperta dall'esondazione ne escono devastati; 4 persone muoiono affogate durante l'esondazione e 90 devono ricorrere a cure ospedaliere a causa delle ustioni chimiche riportate.