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Hellblow
11-11-2005, 00:11
Mi è stato mandato un link, parliamone <img src='http://img.forumfree.net/html/emoticons/tongue.gif' alt='tongue.gif'><br><br><a href='http://www.effedieffe.com/interventizeta.php?id=740&parametro=scienze' target='_blank'>http://www.effedieffe.com/interventizeta.p...rametro=scienze</a><br><br>....<br>Ho letto qualcosa riguardo la teoria degli idrini, spiego quel che ho capito.<br>Nella meccanica quantistica si prevede che un elettrone orbiti intorno ad un atomo di quantit&agrave; finite secondo una particolare relazione.Questo lo si puo&#39; visualizzare mentalmente ricordando ad esempio la luce...un fotone ha natura particella-onda. Ora un&#39;onda ha una certa frequenza e certe oscillazioni. Nel girare intorno all&#39;atomo l&#39;elettrone segue queste queste oscillazioni. Ovviamente deve accadere che quando un elettrone torna nel punto di partenza girando intorno all&#39;atomo, deve ritrovarsi nel punto di partenza, se no non seguirebbe l&#39;onda. Per questo esistono i Numeri quantici 1,2,3,4 ecc...e sono interi. Da questo ragionamento e da tutta una serie di cose appresso, nacque la teoria quantistica.<br><br>Ma, qualcuno sostiene che l&#39;equazione che calcola gli orbitali può ammettere numeri frazionari e quindi avere elettroni vicini al nucleo piu&#39; di quanto si ammetta. <br>Se questo è vero l&#39;elettrone per andare da n=1 a n=1/2 perderebbe una certa quantit&agrave; di energia. Tuttavia secondo i quantistici ciò non sarebbe possibile perchè l&#39;onda non sarebbe chiusa e quindi l&#39;elettrone collasserebbe (sempre idealmente) nel protone. Ma anche a questo la teoria degli idrini mette una pezza.<br>Dirò di piu&#39;, ci sono gi&agrave; applicazioni industriali. <br><br>Ma c&#39;e&#39; un pero&#39;...almeno per me...se guardiamo la cosa con critica, sappiamo che se un elettrone lo eccitiamo, lui salta di orbitale e passa a quello successivo assorbendo un quanto di luce ad esempio. Ma appena può l&#39;elettrone tende a raggiungere lo stato di minima energia e rilascia energia se no avremmo atomi sempre eccitati. Ora se ammettiamo che esista n=1/2 allora due sono le cose (quel che ho sentito dirmi alla domanda sullo stato n=1/2 dell&#39;elettrone)...<br><br>1) Il nostro elettrone scende a n=1/2, emette energia, ma appena puo&#39; la riprende perchè tende ad andare allo stato di minima energia. Ma allora se è cosi&#39; lo stato di minima energia sarebbe 1/2, non 1. Allora la cosa la si spiegherebbe considerando il concetto di stato stabile, e non di minima energia. Quindi un elettrone sta in uno stato stabile, ed in questa condizione può scendere sotto n=1 rimanendo stabilmente in quell&#39;orbita (e questa mi convince poco).<br><br>2) Il nostro elettrone scende a n=1/2 ed appena può torna a n=1, come farebbe se passasse a n=2. Solo che in questo caso riassorbirebbe energia invece di acquisirla (mi convince poco di piu&#39; di quella di prima, anche perchè secondo la 1 dovremmo trovare in natura idrini...).<br><br>Certo c&#39;e&#39; da dire che l&#39;antimateria fu prevista partendo dal termine quadrato E=mc^2 e in fondo se si guardano le equazioni della quantistica, allora in effetti considerando che lavorano con probabilit&agrave;...infatti noi non possiamo tracciare una orbita dell&#39;elettrone (principio di indeterminazione) ma è possibile descrivere una zona ove l&#39;elettrone ha probabilit&agrave; di esistere.<br><br>Qui da qualche cenno sulla cosa...<br><br><a href='http://it.wikipedia.org/wiki/Equazione_di_Schr%C3%B6dinger' target='_blank'>http://it.wikipedia.org/wiki/Equazione_di_...chr%C3%B6dinger</a><br><br>Ora riprendiamo il discorso di probabilit&agrave;...in questo caso la probabilit&agrave; è una distribuzione relativa ad un volume, ma man mano che in una superficie sferica (o un volumetto, la cosa è uguale) diminuisce la propria superficie, deve anche diminuire il raggio. Allora nell&#39;atomo man mano che ci avviciniamo al nucleo accade che il volumetto ove sta il nostro elettrone diventa sempre piu&#39; piccolo. Quando l&#39;elettrone collassa nel protone allora sappiamo la sua posizione. Quindi in effetti Heisenberg non viene violato dalla teoria dell&#39;idrino, o almeno non totalmente. <br>Purtroppo l&#39;elettrone è una brutta bestia, è piccolo e ha comportamento "singolarmente anomalo" e "generalmente normale". Insomma se consideriamo una corrente gli elettroni si muoveranno in media tutti in un certo modo. Ma se scendiamo al singolo elettrone allora...<br><br>Comunque sono ancora all&#39;inizio della lettura, che non è neanche molto semplice ( ci son molte equazioni). Vediamo alla fine cosa salta fuori. Io penso che non è comunque da sottovalutare l&#39;idea dell&#39;idrino. Chiss&agrave;, forse un&#39;analisi delel righe di emissione di un ipotetico gas a base di idrini dimostrerebbe che...<br><br><br>

kalos66
11-11-2005, 08:56
<div align='center'><div class='QUOTE_top' align='left'><b>CITAZIONE</b> (Hellblow @ 11/11/2005, 00:25)</div><div id='QUOTE' align='left'>Mi è stata mandata da Eralos, che chiedeva di questa teoria. Vedrò di metter su un ftp server e condividire un po di files...</div></div><br>Ciao, interessante teoria ed elegante <img src='http://img.forumfree.net/html/emoticons/smile.gif' alt='smile.gif'> . Einstein ha utilizzato i suoi ultimi anni della sua vita alla ricerca di un&#39;alternativa alla teoria quantistica che non ammettesse l&#39;uso della posizione statistica delle particelle , ma credo che attualmente la scienza è bloccata/frenata da alcuni dogmi che nessuno degli accademici può permettersi di mettere in discussione <img src='http://img.forumfree.net/html/emoticons/sad.gif' alt='sad.gif'> .<br>Ciao

Hellblow
11-11-2005, 12:35
<div align='center'><div class='QUOTE_top' align='left'><b>CITAZIONE</b> </div><div id='QUOTE' align='left'>l&#39;uso della posizione statistica delle particelle </div></div><br><br>L&#39;uso della statistica è d&#39;obbligo perchè non si puo&#39; localizzare di preciso la particella purtroppo. Bisogna vedere però quanto questa conti....ora faccio un disegno e vi mostro...

11-11-2005, 15:16
Caro HellBlow,<br><br>non ho capito molto...la teoria degli idrini dice che gli elettroni hanno orbite sfalsate "frazionarie"?Devo sicuramente leggere meglio.<br>Ma mi spieghi per favore come questa teoria potrebbe influenzare la cella?<br><br>A presto

Hellblow
11-11-2005, 15:17
Un elettrone con orbita frazionaria è un elettrone piu&#39; propenso a "cadere" nel protone...quindi...capito? Oppure forse semplicemente la cella fa perdere energia all&#39;elettrone che scende al suo livello n=1/2...vedremo ^^<br><br><span class="edit">Edited by Hellblow - 11/11/2005, 15:18</span>

11-11-2005, 15:39
Quindi si producono neutroni...la teoria è interessante ma non cambia molto...<br>Non si spiegano SEMPRE le trasmutazioni.<br><br>SBAGLIO???<br>

Quantum Leap
11-11-2005, 15:50
Per quanto ne so io, Mills con la sua teoria degli idrini (molto simile a quella dei "mini-atomi" del prof.Lino Daddi) intende giustificare gli eccessi di energia che si misurano nelle celle tipo Mizuno, vedendoli come un&#39;espulsione, da parte dell&#39;elettrone dell&#39;atomo di idrogeno che, "cadendo" in un&#39;orbitale più "basso" dell&#39;orbitale 1s emette energia. <br>La cosa ovviamente è da verificare. Anche alla luce delle considerazioni fatte da Hellblow <div align='center'><div class='QUOTE_top' align='left'><b>CITAZIONE</b> </div><div id='QUOTE' align='left'> appena può l&#39;elettrone tende a raggiungere lo stato di minima energia e rilascia energia se no avremmo atomi sempre eccitati </div></div> ciò significa che, osservando gli atomi di idrogeno normalmente presenti in natura (in condizioni NON eccitate) dovremo avere la maggior parte di essi sotto forma di idrini... e questo, a quanto pare, non è.<br>In realt&agrave;, una giustificazione a questo potrebbe esserci comunque. Infatti, la natura, seppur ci presenta atomi di idrogeno non eccitati, tale NON eccitazione è solo apparente in quanto esiste l&#39;eccitazione termica che, in qualche modo, potrebbe favorire la configurazione elettronica 1s invece di quella a 1/2, meno stabile alle nostre condizioni abituali. Oppure potrebbe darsi che la configurazione con n=1/2 sia possibile, ma sia una configurazione metastabile, e quindi con un certo tempo medio di vita dopo il quale l&#39;elettrone "ritorna" al suo abituale 1s. <br>Di sicuro occorre studiare molto più a fondo il problema e le mie, ci tengo a specificare, sono solo illazioni.<br><br>Una cosa però è certa, l&#39;idrino proviene comunque dall&#39;unione di protone ed elettrone... Noi, fino ad ora abbiamo pensato che questa unione, nelle condizioni della cella, fosse utile a generare neutroni... In realt&agrave; potrebbe essere che l&#39;energia che misuriamo proviene comunque da fenomeni che interessano l&#39;unione di protoni ed elettroni, ma non per produrre neutroni, quanto per generare idrini. Certo, occorre conciliare la cosa anche con la presenza delle trasmutazioni ma, seppur azzardate, sono riflessioni mooooooolto stimolanti. <br><br>A voi.

Hellblow
11-11-2005, 15:54
<div align='center'><div class='QUOTE_top' align='left'><b>CITAZIONE</b> </div><div id='QUOTE' align='left'>Quindi si producono neutroni...la teoria è interessante ma non cambia molto...<br>Non si spiegano SEMPRE le trasmutazioni.<br><br>SBAGLIO???</div></div><br><br>Si <img src='http://img.forumfree.net/html/emoticons/happy.gif' alt='happy.gif'> Mills le spiega proprio con l&#39;idrino ^^ ti consiglio di leggere qualcosa sull&#39;argomento.Cerca con google.<br><br>Interessanti le osservazioni di Quantum, specie quella dell&#39;agitazione termica...in effetti se le cose stanno cosi&#39; si puo&#39; far un ragionamento:<br><br>In condizione di condensato di bose gli atomi tendono a comportarsi tutti come un unico oggetto perchè i loro elettroni tenderebbero tutti a starsene sull&#39;orbitale a minore energia, ovvero n= 1/127 che è moooolto vicino al nucleo. Insomma si potrebbe approssimare l&#39;atomo a qualcosa di neutro...forse... no?<br>

Ennio Vocirzio
11-11-2005, 19:07
Carissimi amici, saluto Hellblow, Quantum Leap, Dareus, Area51, Kalos66, Brunovr e anche Thot.<br><br>Complimenti soprattutto a Hellblow per questa discussione, molto interessante.<br><br>Dai speriamo di portare avanti qualcosa di affascinante.<br><br>Il mio piacere e&#39; scoprire che questi pensieri rivoluzionari albergano nelle menti dei giovani. La grande rivoluzione culturale potrebbe essere gia&#39; cominciata. Attenzione non sto dicendo che credo fermamente alla teoria del piccolo atomo di idrogeno, ma c&#39;e&#39; qualcosa che riguarda la mia materia principale di studio, " l&#39;alchimia" per la quale gli IDRINI sembrano una conferma a vecchie tesi medioevali.<br><br>Vi invito infatti a fare una ricerca in internet sull&#39;argomento ORMEs. Vi assicuro che sara molto interessante scoprire le analogie fra le moderne tesi di Randall mills e gli studi degli antichi filosofi sull&#39;ORMEs.<br><br>Un abbraccio fraterno<br><br><span class="edit">Edited by Ennio Vocirzio - 12/11/2005, 13:11</span>

11-11-2005, 20:15
<div align='center'><div class='QUOTE_top' align='left'><b>CITAZIONE</b> (Hellblow @ 11/11/2005, 00:11)</div><div id='QUOTE' align='left'>2) Il nostro elettrone scende a n=1/2 ed appena può torna a n=1, come farebbe se passasse a n=2. Solo che in questo caso riassorbirebbe energia invece di acquisirla (mi convince poco di piu&#39; di quella di prima, anche perchè secondo la 1 dovremmo trovare in natura idrini...).<br><br></div></div><br>Ciao Hell,<br>Secondo il punto uno se fosse vero dovremmo trovare gli idrini in natura, così affermi; ti chiedo, hai mai provato a trovarli?<br><br>O meglio hai trovato elementi MONO-ATOMICI? <img src='http://img.forumfree.net/html/emoticons/cool.gif' alt='cool.gif'>

Ennio Vocirzio
12-11-2005, 13:31
Un saluto meraviglioso a tutti,<br><br>Soprattutto a Quantum Leap a Hellblow, Dareus, Kalos66 e ad Armando De Para,<br><br>Voglio fare anch&#39;io ancora pure e semplici illazioni, per esempio:<br><br>la struttura superficiale del reticolo cristallino del tungsteno e&#39; per certi versi simile a quella del palladio. Gli stessi edifici cristallini, per quanto riguarda la forma, anche se i parametri cristallini di reticolo (Bravais) sono diversi a dire il vero.<br><br>Infatti il tungsteno è normalmente cubico a corpo centrato mentre il palladio cristallizza in cubico a facce centrate.<br><br>Tuttavia le vicissitudini termiche di superficie che sussistono nelle nostre celle possono certamente influenzare fortemente queste geometrie, e quindi, potrebbe succedere che per qualche ragione queste strutture (simili) operano una catalisi idrinica dell&#39;idrogeno che arriva verso il catodo.<br><br>Questo sempre se vogliamo considerare questa cosa possibile.<br><br>Ricordo che Emilio DelGiudice non è completamente d&#39;accordo con la possibilit&agrave; dell&#39;esistenza degli Idrini.<br><br>Tuttavia ,,,..... <img src='http://img.forumfree.net/html/emoticons/happy.gif' alt='happy.gif'> <img src='http://img.forumfree.net/html/emoticons/happy.gif' alt='happy.gif'> <img src='http://img.forumfree.net/html/emoticons/happy.gif' alt='happy.gif'> <br><br>Tutto puo essere<br><br>A voi , con un grande abbraccio si intende<br><br><span class="edit">Edited by Ennio Vocirzio - 12/11/2005, 13:33</span>

12-11-2005, 14:43
Caro Ennio,<br><br>grazie per il saluto. <img src='http://img.forumfree.net/html/emoticons/smile.gif' alt='smile.gif'> Mi sto documentando su quello che chiami ORMEs.<br><br>Caro HellBlow,<br><br>ehi&#33;&#33;&#33;solo ora ho letto l&#39;articolo&#33;&#33;&#33;&#33;è eccezionale&#33;&#33;&#33;&#33;allora gli idrini non sono solo una teoria&#33;&#33;&#33;Devo dire però che l&#39;articolo non è molto tecnico...dice che Mills ha costruito in prototipo per l&#39;idrino e non spiega nè come si fa a spostare l&#39;elettrone, nè come funziona la macchina.In ogni caso se quel che dice è vero questa cosa sta smuovendo anche i big&#33;&#33;&#33;( NASA e multinazionali varie )<br>Conosci link un pochettino più tecnici??<br><br>A presto <img src='http://www.chatitaliachat.it/serpe/movie/123.gif' alt=''> <img src='http://users.pandora.be/honeybee1/smiley121.gif' alt=''> <img src='http://www.chatitaliachat.it/serpe/nuevas/109.gif' alt=''>

Hellblow
12-11-2005, 15:20
<div align='center'><div class='QUOTE_top' align='left'><b>CITAZIONE</b> </div><div id='QUOTE' align='left'>nè come si fa a spostare l&#39;elettrone, nè come funziona la macchina</div></div><br><br>Te sarebbe piaciuto eh?<br><br>Cerca idrini.org mi pare...

12-11-2005, 16:04
Caro HellBlow,<br><br>ho fatto ricerche in proprio e ho trovato in link, è in inglese ma con Google si ottengono traduzioni perfette.<br>Il link è:http://www.hydrino.org/<br>Adesso lo esploro un pochino.<br><br><hr>
Ecco quello che ho trovato sul sito,<br><br><br><br><br><span class="edit">Edited by Quantum Leap - 13/11/2005, 13:14</span><br><br><center><div class="fancyborder" style="margin:4px;padding:4px;width:50%" align="left"><img align="left" style="margin: 10px 8px 10px 2px" src="http://img.forumfree.net/html/mime_types/word.gif" alt=""><a href="http://energierinnovabili.forumcommunity.net/?act=Attach&amp;type=post&amp;id=29544832">Download attachment</a><br>Documento1.doc ( Number of downloads: 18 )</div></center><br>

berlitz
13-11-2005, 22:36
Ciao,<br> se volete un po&#39; di documentazione piu&#39; tecnica ed originale dell&#39;autore potete trovarla in questo <a href='http://www.blacklightpower.com/theory/theory.shtml' target='_blank'><u>link</u></a>. Vi esporro&#39; nei prossimi giorni la mia impressione.<br> Saluti<br> Francesco

15-11-2005, 15:58
Ciao,<br><br>volete scaricarvi con comodo, delle animazioni che spiegano DETTAGLIATAMENTE il processo degli hidrini?<br><br>Andate in questo sito <a href='http://www.blacklightpower.com/process.shtml' target='_blank'>http://www.blacklightpower.com/process.shtml</a><br>Le animazioni sono descritte in un inglese molto semplice ( su per giù le ho gi&agrave; tradotte ).Purtroppo non tutti i file sono in windows media player...ce ne sono due così, ma per me bastano e avanzano...<br><br><span class="edit">Edited by Dareus - 15/11/2005, 15:58</span>

ElettroRik
15-11-2005, 17:17
<div align='center'><div class='QUOTE_top' align='left'><b>CITAZIONE</b> (Dareus @ 13/11/2005, 20:36)</div><div id='QUOTE' align='left'>Caro ElettroRik,<br><br>sì le traduzioni a mio parere sono "perfette"&#33;&#33;&#33;con ricerche in proprio intendo dire che le ho cercate io, e poi che cosa ci azzecca il copyright??????Ho riportato dei testi con un copia incolla, inserendo le fonti...dai non scriviamo cazzate&#33;&#33;&#33;<br>Una poesia dedicata a te ElettroRik, una strofa distica con versi senari:<br><br>Prima di postare,<br>bisogna pensare.<br><br>A presto<br> :testa: :nono:</div></div><br>Dareus, spero che tu non ti sia offeso, guarda che facevo sarcasmo ironizzando sul modo bizzarro di tradurre che hanno i vai traduttori online...<br><br>Frasi del tipo :<br><i>Laminatoi di Randell, un&#39;erba medica che inoltre ha studiato l&#39;ingegneria elettrica a Massachusetts Institute of Technology, reclami dell&#39;universit&agrave; de Harvard sviluppare una fonte di energia del prototipo che genera fino a 1.000 volta più calore che il combustibile convenzionale. </i><br><br>oppure:<br><i>Più un&#39;anatra guasto, le speranze degli assistenti tecnici sta guidando ancora sui galleggianti bobbing. </i><br><br>sinceramente, a me fanno sbellicare dalle risate&#33; E magari preferisco leggerlo in inglese...<br><br>Comunque, tornando seri: f&agrave; come credi, io resto dell&#39;idea che il copia incolla selvaggio non è bellissimo in genere, menchemeno in un forum. Molto meglio un link (gli ipertesti esistono apposta).<br><br>In merito al Copyright, parla con un avvocato, e chiarisciti le idee, vedrai che, ad essere pignoli, in italia può essere più grave un click che un furto...<br>Non significa che io la condivida, ma la legge c&#39;é e parla chiaro, poi sei liberissimo di infrangerla quanto ti pare, per carit&agrave;... volevo solo metterti in guardia...<br><br>Saluti.<br><br>P.S. Credo che, prima di me, ce ne sia tanta gente che posta senza pensare qui ..... ma è un discorso lungo. <img src='http://img.forumfree.net/html/emoticons/sad.gif' alt='sad.gif'>

15-11-2005, 20:28
Ciao,<br><br>ho completato la traduzione della prima animazione:<br><br>Water is broken up into hydrogen and oxygen<br>through electrolysis.<br>Oxygen is released and a dissociator is added to<br>split each hydrogen molecule into two hydrogen<br>atoms.Or, a plasma causes dissociation.<br>A catalyst reacts with atomic hydrogen to release<br>substantial energy.First, energy is resonantly<br>transfered from hydrogen to the catalyst, which<br>ionizes.Then,the hydrogen atom shrinks to form<br>hydrino and either releases a specific frequency<br>of light or creates "fast"(very hot)hydrogen.<br>Disproportionation<br>A hydrino atom may also serve as the catalyst.<br><br>Traduzione:<br><br>L&#39;acqua è rotta in idrogeno ed in ossigeno con elettrolisi. L&#39;ossigeno è liberato e un dissociatore è aggiunto per tagliare ogni molecola dell&#39;idrogeno in due atomi di idrogeno .O, una dissociazione di cause del plasma. Un catalizzatore reagisce con idrogeno attivo per liberare energia.First notevole, l&#39;energia ???resonantly??? è trasferita da idrogeno al catalizzatore, che ???ionizes???.Poi, l&#39;atomo dell&#39;idrogeno si ristringe per formare l&#39; hydrino e libera una frequenza specifica di luce o genera "il veloce"(molto caldo) Idrogeno . L&#39;atomo di hydrino può anche servire da catalizzatore.<br><br>La traduzione risulta confusa e incompleta.Forse ero troppo ottimista.Sarei grato a chi mi d&agrave; una mano...<br><br>A presto<br>

ElettroRik
15-11-2005, 21:25
<div align='center'><div class='QUOTE_top' align='left'><b>QUOTE</b> (Dareus @ 15/11/2005, 20:28)</div><div id='QUOTE' align='left'>Ciao,<br><br>............<br>Traduzione:<br><br>L&#39;acqua è rotta &nbsp;in idrogeno ed in ossigeno con elettrolisi. L&#39;ossigeno è liberato e un dissociatore è aggiunto per tagliare ogni molecola dell&#39;idrogeno in due atomi di idrogeno .O, una dissociazione di cause del plasma. Un catalizzatore reagisce con idrogeno attivo per liberare energia.First notevole, l&#39;energia ???resonantly??? è trasferita da idrogeno al catalizzatore, che ???ionizes???.Poi, l&#39;atomo dell&#39;idrogeno &nbsp;si ristringe per formare l&#39; hydrino e libera una frequenza specifica di luce o genera "il veloce"(molto caldo) Idrogeno . L&#39;atomo di hydrino &nbsp;può anche servire da catalizzatore.<br><br>La traduzione risulta confusa e incompleta.Forse ero troppo ottimista.Sarei grato a chi mi d&agrave; una mano...<br><br>A presto</div></div><br>Dovrebbe suonare + o - così:<br><br><i>L&#39;acqua è rotta in idrogeno ed in ossigeno con elettrolisi. L&#39;ossigeno viene scartato e un dissociatore è aggiunto per separare ogni molecola di idrogeno in due atomi singoli. Oppure, in alternativa si utilizza un plasma che realizza la dissociazione. <br>Un catalizzatore reagisce a livello atomico (non molecolare) con l&#39; idrogeno per liberare energia. Prima, l&#39;energia è trasferita &#39;in risonanza&#39; dall&#39;idrogeno al catalizzatore, che ionizza.<br>Poi, l&#39;atomo di idrogeno si ristringe per formare l&#39; hydrino e libera un fotone ad una precisa frequenza oppure crea idrogeno &#39;rapido&#39; (molto caldo).<br>Sproporzionamento<br>L&#39;atomo di hydrino può anche servire da catalizzatore.</i><br><br>Comunque il sito è molto completo, vale la pena di vederlo.;<br><br><span class="edit">Edited by ElettroRik - 16/11/2005, 01:17</span>

kalos66
16-11-2005, 10:12
<div align='center'><div class='QUOTE_top' align='left'><b>QUOTE</b> (Hellblow @ 12/11/2005, 15:20)</div><div id='QUOTE' align='left'><div align='center'><div class='QUOTE_top' align='left'><b>QUOTE</b> </div><div id='QUOTE' align='left'>nè come si fa a spostare l&#39;elettrone, nè come funziona la macchina</div></div><br><br>Te sarebbe piaciuto eh?<br><br>Cerca idrini.org mi pare...</div></div><br>Buongiorno a tutti , ho visionato il sito il sito <a href='http://www.blacklightpower.com/process.shtml' target='_blank'>http://www.blacklightpower.com/process.shtml</a> e ho trovato che nella camera della macchina oltre al tungsteno del filamento riscaldato e l&#39;idrogeno vi una certa quantit&agrave; di stronzio vaporizzato dal filamento stesso per riscaldamento prima della formazione del plasma ( dovrebbe fare da catalizzatore al processo idrinico ) . Si potrebbe provare a inserire nella cella FF questo elemento ( stronzio ) e vedere che succede , ho trovato su internet che questo elemento in determinate condizioni tirano fuori un&#39;eccedenza di energia <a href='http://www.xmx.it/fusionefreddaFAQ.htm' target='_blank'>http://www.xmx.it/fusionefreddaFAQ.htm</a><br><br><a href='http://it.wikipedia.org/wiki/Stronzio' target='_blank'>http://it.wikipedia.org/wiki/Stronzio</a><br><br>Si potrebbe trovare il nitrato di stronzio ....<br><br><span class="edit">Edited by kalos66 - 16/11/2005, 10:16</span>

mangoo
19-11-2005, 10:29
Salve amici,<br><br>l&#39;idea degli idrini è in effetti interessante e degna di approfondimento. Fortunatamente è gi&agrave; disponibile una soddisfacente quantit&agrave; di materiale sulla rete. <br><br>Volevo in particolare collegarmi al recente intervento del caro Ennio, con cui noto una costante sintonia, quasi un &#39;entanglement&#39; che sfida la nostra separazione geografica.<br>Ricorderò che il professor Monti potrebbe fornire uno sfondo teorico per interpretare gli idrini con il suo modello alfa-esteso dell&#39;atomo. Egli, insieme ad una lunga collezione di predecessori, sostiene che lo stesso neutrone non è altro che un particolare stato stabile dell&#39;idrogeno. Sbaglierò, ma forse questo può indurre a pensare che nel suo modello siano consentite anche le orbite intermedie tra la 1s (considerata fondamentale) e quelle più prossime al nucleo (il protone, nel caso dell&#39;idrogeno).<br>E non stupir&agrave; gli informati che Monti cita proprio a sostegno della attendibilit&agrave; del &#39;suo&#39; modello le innumervoli esperienze &#39;alchemiche&#39; di cui è costellata la recente storia (proto-)scientifica. Anzi, lui invita a chiamare gli ORMEs (=Orbitally-Rearrenged Monoatomic ElementS) più correttamente Electronically-Rearrenged Monoatomic ElementS...cioè ERMES&#33;<br>Ironia e acume si fondono&#33;<br><br>Vorrei inoltre sottoporvi alcune osservazioni.<br>L&#39;idea di giustificare i &#39;nuovi&#39; orbitali con soluzioni frazionarie del numero quantico principale dell&#39;equazione di quantizzazione delle orbite dovuta a Bohr potrebbe sembrare arbitraria. Se si presume di ammettere nuovi orbitali, perchè collegarli soltanto a numeri razionali di n? Perchè cioè non estendere la soluzione a tutti i numeri reali. Con questa provocazione vorrei semplicemente sottolineare che continuiamo a pensare sempre in termini di quantizzazione, nel limitarci ad includere n tra i soli razionali rispetto ai reali. Con questo non voglio tuttavia esprimere pareri di correttezza o errore, ma solo una osservazione metodologica.<br>Infine, visto che la prudenza ci impone in una cornice ancora in gran parte quantistica, eccovi un&#39;altra provocazione, direi elementae (spero che Armando mi conceda una piccola parte del suo ruolo&#33;). Avvicinandosi al nucleo atomico, la localizzazione dell&#39;elettrone cresce, e per le relazioni di indeterminazione di Heisemberg ne deve conseguire un incremento nell&#39;incertezza della quantit&agrave; di moto della stessa particella. Questo preclude in senso probabilistico ad un sostanziale incremento della sua energia cinetica. Se questo è ancora vero, questo consumerebbe almeno una parte dell&#39;eccesso di energia che l&#39;elettrone si ritrova per il cambio di orbita...Il dubbio è: la reazione sar&agrave; sempre esoenergetica?<br><br>Confortatemi con le vostre proposte e smentite&#33;<br>Buon lavoro a tutti voi,<br>Mangoo

Hellblow
19-11-2005, 12:27
Salve a tutti...<br><br><div align='center'><div class='QUOTE_top' align='left'><b>CITAZIONE</b> </div><div id='QUOTE' align='left'>Se si presume di ammettere nuovi orbitali, perchè collegarli soltanto a numeri razionali di n? </div></div><br><br>Questo è un fattore legato alla natura di onda dell&#39;elettrone. In pratica i numeri frazionari degli orbitali non sono stati tirati fuori arbitrariamente come si puo&#39; pensare, ma sono frutto di calcoli sulle equazioni delle teorie conosciute.<br><br><div align='center'><div class='QUOTE_top' align='left'><b>CITAZIONE</b> </div><div id='QUOTE' align='left'>Avvicinandosi al nucleo atomico, la localizzazione dell&#39;elettrone cresce, e per le relazioni di indeterminazione di Heisemberg ne deve conseguire un incremento nell&#39;incertezza della quantit&agrave; di moto della stessa particella. Questo preclude in senso probabilistico ad un sostanziale incremento della sua energia cinetica.</div></div><br><br>Questo punto è interessante. In realt&agrave; l&#39;elettrone perde energia man mano che si avvicina al nucleo. Infatti quando l&#39;elettrone "cade" nel protone passa da una certa energia E ad una energia pari a 0. All&#39;opposto se l&#39;elettrone sale di orbitale deve ricevere energia. Spieghiamo meglio. Sappiamo per esempio che l&#39;idrogeno emette luce sul blu. Questa emissione è dovuta al fatto che gli atomi di idrogeno, eccitati, vedono il loro elettrone salire di orbitale. Quando poi l&#39;elettrone tende a ritornare all&#39;orbitale di minima energia, allora accade che viene emesso un fotone. La sua enegia cinetica invece aumenta, ovvero aumenta la velocit&agrave; con cui ruota intorno al protone per controbilanciare le forze che tendono a farlo cadere nel nucleo. Ma fino a che punto puo&#39; accelerare questo elettrone?<br><br><span class="edit">Edited by Hellblow - 19/11/2005, 12:29</span>

Quantum Leap
20-11-2005, 21:04
Ciao mangoo, ciao Hell,<br><br><div align='center'><div class='QUOTE_top' align='left'><b>CITAZIONE</b> </div><div id='QUOTE' align='left'>Se si presume di ammettere nuovi orbitali, perchè collegarli soltanto a numeri razionali di n? Perchè cioè non estendere la soluzione a tutti i numeri reali.</div></div><br>Questo problema è ciò che "costrinse" i fisici a costituire la nuova fisica: la fisica quantistica. Max Planck nello studio della termodinamica del corpo nero si rese conto che considerare possibili tutte le configurazioni energetiche - quindi considerando tutti i possibili numeri reali - venivano fuori una serie di paradossi che egli battezzò col suggestivo nome di "catastrofe ultravioletta". In sintesi, visto che l&#39;energia di un elettrone dipende dalla frequenza e visto che le frequenze possibili sono infinite, ne deriva che l&#39;energia totale di un sistema come il corpo nero, che assorbe tutto lo spettro luminoso, dovrebbe essere infinita. Il che è assolutamente assurdo. <br>Da qui nacque la necessit&agrave; di introdurre il concetto di quantizzazione dell&#39;energia a livello subatomico e, dai calcoli e dalle osservazioni sperimentali, si arrivò anche a dare un numero - finito - a queste energia. Quindi, alla luce della interpretazione quantistica della materia, NON è possibile disporre l&#39;elettrone a livelli energetici con n appartenente a tutti i numeri reali.<br><br>Ciao <img src='http://img.forumfree.net/html/emoticons/wink.gif' alt='wink.gif'><br><br><span class="edit">Edited by Quantum Leap - 20/11/2005, 22:33</span>

Hellblow
20-11-2005, 23:29
<div align='center'><div class='QUOTE_top' align='left'><b>CITAZIONE</b> </div><div id='QUOTE' align='left'>Quindi, alla luce della interpretazione quantistica della materia, NON è possibile disporre l&#39;elettrone a livelli energetici con n appartenente a tutti i numeri reali.</div></div><br><br>E difatti si son utilizzati gli interi positivi fino ad un certo valore. Poi il tizio che ha inventato la teoria che da titolo a questo tread si è chiesto: "Se uso valori frazionari in numero finito, non infrango nulla" ed infatti l&#39;uso di frazioni non infrange la quantizzazzione delle orbite. Ma si è beccato comunque critiche...alcune plausibili ^^<br><br><span class="edit">Edited by Hellblow - 20/11/2005, 23:29</span>

mangoo
21-11-2005, 18:20
Cari amici,<br><br>grazie dei vostri contributi. Sono bene al corrente dell&#39;atto di disperazione di Plank all&#39;inizio di secolo e di come funziona il modello di Copenaghen della meccanica quantistica. Quello che intendevo sottolineare è l&#39;estensione delle soluzioni per n dell&#39;equazione di quantizzazione delle orbite sia stata estesa da Mills solo ai razionali, quindi ancora tenendo d&#39;occhio dei vincoli (o retaggi) dettati dalla quantizzazione di Bohr e soci. Quello che non sapevo al momento di scrivere il post precedente è con questa semplice estensione Mills sostiene di poter giustificare una nuova gamma di spettri (tra cui quello della cosiddetta &#39;dark matter&#39;, ed alcune bande nello spettro solare) finora ineffabili. Mi sarei immaginato che per ottenere questo risultato si dovesse introdurre nella relazione Balmer anche i reali.<br>Colgo l&#39;occasione per sottolineare che Mills sembrerebbe aver preso ispirazione dal formalismo matematico usato per lo studio del Free Electron Laser (FEL), lo stesso che fu per un certo periodo al centro degli interessi del professor Preparata, che lo esplorò in parte per mezzo della sua elettrodinamica coerente. A questo punto è interessante citare l&#39;intervento di Ennio che ci riferisce come tuttavia il professor Del Giudice esprima scetticismo sull&#39;idrino...<br><br>Un caro saluto,<br>Mangoo

mangoo
02-12-2005, 18:07
Cari amici,<br><br>vorrei porre alla vostra attenzione un&#39;osservazione casuale fatta mentre cercavo tutt&#39;altro. <br>Come abbiamo più volte detto, l&#39;estrazione di energia dall&#39;idrogeno che sembrerebbe realizzarsi con l&#39;idrino di Mills deriverebbe da una transizione dell&#39;elettrone dall&#39;orbita &#39;fondamentale&#39; (orbitale 1s) verso altre, finora ipotetiche, caratterizzate da numero quantico principale frazionario.<br>Sembrerebbe che il dottor Puthoff (certamente noto a molti di voi per i suoi studi sulla ESP e sul Campo di Punto Zero (ZPF)) lo sospettasse da alcuni anni. Vi invito a curiosare in questo questo <a href='http://www.findarticles.com/p/articles/mi_m2843/is_n3_v22/ai_20615406' target='_blank'>link</a>. L&#39;autore è lo stimato matematico Martin Gardner, e tratta di una review dell&#39;opera di questo scienziato &#39;sui generis&#39;. Arriverete alla seguente affermazione:<br><i>Many of Puthoff&#39;s recent conjectures are far out on the fringes of physics. He believes that gravity may be caused by ZPE in a manner similar to the way it causes the Casimir effect. He suggests that electrons are kept in their atomic orbits by ZPE, and that if atoms could be "shrunk" to a lower ground state they would radiate ZPE.</i><br>[traduzione: "Molte delle congetture recenti di Puthoff risiedono alle estremit&agrave; della fisica. Egli sostiene che la gravit&agrave; possa essere causata dall&#39;Energia di Punto Zero (ZPE) in modo analogo a quello con cui causa l&#39;effetto Casimir. Egli suggerisce che gli elettroni sono tenuti sulle loro orbite atomiche dalla ZPE e che <i>se gli atomi potessero essere &#39;strizzati&#39; in uno stato fondamentale inferiore essi irradierebbero ZPE</i>"].<br>Potrebbe essere una convergenza di idee interessante. Forse Mills e Puthoff attendono solo di conoscere le rispettive teorie...<br><br>Un caro saluto,<br>Mangoo

Hellblow
02-12-2005, 18:50
Salve...<br>Ho letto con molto interesse il link, e sebbene affascinante la teoria dello ZPF attende conferme sperimentali. Ma torniamo agli idrini...<br>Ammettiamo che l&#39;idrino irradi ad n=1/2 , resta da capire perchè l&#39;elettrone preferisce starsene sull&#39;orbitale n=1. Ora, se seguiamo il ragionamento basato sulla ZPE, dovrebbe esistere una soglia che va bucata per permettere all&#39;elettrone di scendere di livello. Ma, questa energia di soglia deve essere tale che, per irradiare ZPE, sia minore di quella irradiata (dato che alla blacklight dicono che ci estraggono energia da questo processo). Quindi ci ritroviamo l&#39;elettrone a n=1/2 con una quantit&agrave; E di energia irradiata. Ora abbiamo tre possibilit&agrave;...<br><br>1) L&#39;elettrone se ne sta li e non si muove piu&#39;. Ma avremmo dovuto osservare allora idrini da molto tempo.<br>2) L&#39;elettrone, bucata quella soglia, scende a livelli sempre piu&#39; bassi (breakdown? ) fino a collassare nel protone. Ma se fosse cosi&#39;, nelle zone di universo in cui è elevata l&#39;energia irradiata(come le supernove, o peggio) dovremmo trovare delle aree a forte quantit&agrave; di neutroni, con emissioni facilmente riconoscibili. Parliamo di buchi neri? O di Quasar (che in effetti, pensandoci su...)? In ogni caso questi oggetti hanno masse non di certo irrilevanti come potrebbe essere la massa di una nuvola di idrogeno trasformata in neutroni da un processo simile. Inoltre, per questi, in effetti, esistono altre teorie sulla loro formazione, avvalorate da dati di osservazioni effettuate.<br>3) L&#39;elettrone tende a tornare allo stato n=1, e per farlo riassorbe energia, ma da dove? Dallo ZPE? Se fosse cosi&#39; l&#39;energia che noi conosciamo con quella dello ZPF sarebbero nettamente separate...forse incompatibili, o comunque per noi sarebbero diverse. Se invece l&#39;energia che viene assorbita è di altro tipo, a noi comune, allora questo riassorbimento a cosa porterebbe? Perdit&agrave; dell&#39;energia ZPE estratta, conconseguente aumento dello ZPF? O altro? E perchè non lo si osserva in natura?<br><br>Il discorso è molto complesso purtroppo...ma anche affascinante <img src='http://img.forumfree.net/html/emoticons/wink.gif' alt='wink.gif'><br> <br>Disclaimer: Quanto scritto sopra sono mie congetture e supposizioni, non prendetele per buone&#33;&#33;&#33; <img src='http://img.forumfree.net/html/emoticons/wink.gif' alt='wink.gif'><br><br>Ciao ragazzi <img src='http://img.forumfree.net/html/emoticons/wink.gif' alt='wink.gif'><br><br><span class="edit">Edited by Hellblow - 2/12/2005, 18:52</span>

Quantum Leap
03-12-2005, 12:31
Ciao a tutti,<br><br>sicuramente lo stato dell&#39;elettrone con n=1/2, seppur dovesse sussistere, non è uno stato fondamentale. Lo stato n=1 dell&#39;orbitale 1s è l&#39;unico che riesce a spiegare perfettamente l&#39;azione della pulsazione quantistica (intrinseca) con l&#39;attrazione coulombiana fra elettrone e protone. I calcoli si trovano perfettamente fino a molti decimali e l&#39;elettrone deve stare proprio li&#39; per essere in equilibrio. <br><br>Un possibile meccanismo per gli n=1/2 potrebbe essere qualcosa di analogo ai laser che potrebbe funzionare grossomdo così:<br> In natura, normalmente, esistono gli atomi di idrogeno. Per una questione di casualit&agrave;, se esiste l&#39;orbitale con n=1/2, c&#39;è una percentuale non nulla di atomi che periodicamente vedono "saltare" il proprio elettrone su quell&#39; orbitale emettendo e riacquisendo energia (quindi senza violare principi di conservazione). A rigor di quanto si osserva in natura, questa percentuale risulta essere molto piccola, visto che non si rilevano molti atomi tipo hydrino. Se però, come si fa con i laser, si riuscisse a imporre una "inversione di popolazione" che porti il sistema ad avere un maggior numero di hydrini rispetto agli atomi di idrogeno convenzionale, si potrebbe avere un sistema che stimolato dal collasso di un solo hydrino produce "energia" coerente in continuo... Forse gli esempi di fonti di energia citate da Hellblow potrebbero essere in realt&agrave; fonti di "pompaggio", per restare in analogia con il laser... però... queste sono e rimangono ipotesi. Interessanti e stimolanti, ma solo ipotesi.<br><br> <img src='http://img.forumfree.net/html/emoticons/wink.gif' alt='wink.gif'>

brunovr
03-12-2005, 12:55
ciao&#33; <br>interessante questa teoria, del resto se vi ricordate avevo gi&agrave; postato che sarebbe da costruire un pseudo laser al plasma......<br><br>Penso che però il rendimento totale non sia elevato, si creerebbe un laser a "acqua"...<br>a dir il vero ho provato a realizzarlo in autocad con due parabole frontali e con il catodo scoperto sul fuoco delle parabole, ma presumo che il sistema nn funzioni, bisignerebbe provare con un tubo-anodo con l&#39;anima che funge da catodo.....<br>il problema però penso che sia l&#39;emissione di "vapore"<br><br><a href='http://img391.imageshack.us/my.php?image=image12nn.jpg' target='_blank'><img src='http://img391.imageshack.us/img391/3558/image12nn.th.jpg' border='0' alt='user posted image'></a><br><br>Avanti tutta.....

Hellblow
03-12-2005, 14:30
Ghgh bene, ho sollevato la questione, ora tratto l&#39;argomento secondo quanto prevede la teoria degli idrini...( Ancora sono invischiato con quella matassa di equazioni sugli idrini...e sia per mancanza di tempo che per complessit&agrave;, mi sa che ci resterò ancora per molto&#33; Eppure c&#39;e&#39; da dire che il lavoro fatto è notevole, complimenti all&#39;autore&#33; ).<br><br>Dunque, in realt&agrave; pare che i processi che stanno alla base della formazione di idrini siano supportati da catalizzatori. Io prima non ho difatti specificato che tipo di energia servisse a far saltellare l&#39;elettrone...ma osservate questa tabella un attimo...<br><br><img src='http://img376.imageshack.us/img376/3305/immagine887786js.png' border='0' alt='user posted image'><br><br>Secondo quanto contenuto nella tabella, pare che alla blacklights non solo riescano ad ottenere idrini, ma in piu&#39; le energie in gioco sono calcolate con sufficiente precisione. Questo fatto è molto interessante, e certamente risultati di riscontro da parte di laboratori attrezzati sarebbe utile alla valutazione della teoria.<br><br>Comunque, volevo parlare del "ground state", come viene definito, ovvero di n=1. In effetti in condizioni normali l&#39;elettrone non scende ad n=1/2, ma si limita a risalire di orbitale e, se le condizioni lo permettono, si allontaner&agrave; dall&#39;atomo. <br>Ma, se per fattori collisionali o di risonanza si constringe l&#39;elettrone a non risalire di orbitale, ed anzi lo si spinge verso il protone, questi sceglier&agrave; un orbitale frazionario, rilasciando ulteriore energia. Alle domande che avevo quindi posto prima, in effetti, una parziale risposta c&#39;e&#39;. Ovvero, l&#39;idrino in natura non si trova perchè è uno stato forzato dell&#39;atomo di idrogeno. <br>Questo tipo di energie non radianti, in effetti, in natura le ritroviamo...solo che non troviamo gli idrini. Inoltre il tuo discorso, Quantum, sulle risonanze, non è molto slegato dalla trattazione degli idrini, anzi&#33; <img src='http://img.forumfree.net/html/emoticons/wink.gif' alt='wink.gif'><br>I fotoni, quando colpiscono un atomo di idrogeno, entrerebbero in risonanza con questo, rilasciando energia. In condizioni normali l&#39;energia viene ceduta, facendo risalire l&#39;elettrone. Tuttavia in certe condizioni di risonanza con oggetti che possono strappar via energia all&#39;idrogeno, pare che l&#39;energia venga in effetti ceduta. Questa perdita di energia si ripercuoterebbe anche sul nucleo dell&#39;atomo di idrogeno, con il risultato di ridurre le forze in gioco e permettere all&#39;elettrone di avere l&#39;orbita stabile 1/n. Riporto una parte del documento ufficiale al fine di permettere un confronto con quanto dico e quanto è stato scritto (non si sa mai potrei aver capito male <img src='http://img.forumfree.net/html/emoticons/smile.gif' alt='smile.gif'> )<br><br><img src='http://img478.imageshack.us/img478/103/immagine362vm.png' border='0' alt='user posted image'><br><br>Ora, sappiamo che nella cella ci sono atomi di H piuttosto vicini al plasma...chiss&agrave; se....<br>Purtroppo pero&#39; prima di poter usare una teoria per la cella, si dovrebbe verificare che questa sia valida, ed in questo momento pare che ci sono solo verifiche applicative...<br><br>Vedremo...<br><br><br><br><br><hr><br>Bruno, sta cosa è interssante, perchè non apri un tread a parte, magari intestato Applicazione Cella: Laser<br><br>Cosi&#39; magari quando ci vien in mente un tentativo di applicazione usiamo un&#39;intestazione simile <img src='http://img.forumfree.net/html/emoticons/wink.gif' alt='wink.gif'><br>Apri il tread che ne parliamo li...

03-12-2005, 14:55
Cari hellblow, quantum, e brunovr,<br><br>devo dire che a me degli idrini interessa capire il concetto applicativo...nel senso se ci sono prototipi, come funziona il tutto?<br>anche il sito più specifico, quello della blacklight la ditta che DOVREBBE commercializzare gli idrini,non spiega bene e non d&agrave; troppi dettagli...spiega solo che Mills ricava atomi singoli di idrogeno dall&#39;acqua, poi entra in scena un catalizzatore si produce energia si genera un plasma...il tutto è torbido e ingarbugliato...<br>Comincio a dubitare di questa teoria e mi dispiace <img src='http://img.forumfree.net/html/emoticons/sick.gif' alt='sick.gif'> Temo che se neanche Einstein ha trovato un&#39;alternativa al principio di indeterminazione... <img src='http://img.forumfree.net/html/emoticons/sick.gif' alt='sick.gif'> <br><br>A voi <img src='http://img.forumfree.net/html/emoticons/sick.gif' alt='sick.gif'>

brunovr
03-12-2005, 16:53
<div align='center'><div class='QUOTE_top' align='left'><b>QUOTE</b> (Hellblow @ 3/12/2005, 14:30)</div><div id='QUOTE' align='left'>Bruno, sta cosa è interssante, perchè non apri un tread a parte, magari intestato Applicazione Cella: Laser<br><br>Cosi&#39; magari quando ci vien in mente un tentativo di applicazione usiamo un&#39;intestazione simile <img src='http://img.forumfree.net/html/emoticons/wink.gif' alt='wink.gif'><br>Apri il tread che ne parliamo li...</div></div><br>Caro Hellblow,<br><br>Ho aperto il tread, spero che nn faccia confusione con quello da te aperto sulla geometria anche se penso che in questo nuovo ci si possa concentrare sulla frequenza di risonanza sia della cella, che del plasma, che dell&#39;alimentazione e della geometria, insomma un pò come funziona per la sonoluminescenza......<br><br><div align='center'><div class='QUOTE_top' align='left'><b>QUOTE</b> </div><div id='QUOTE' align='left'><br>I fotoni, quando colpiscono un atomo di idrogeno, entrerebbero in risonanza con questo, rilasciando energia. In condizioni normali l&#39;energia viene ceduta, facendo risalire l&#39;elettrone.</div></div><br><br>Beh, a dir la verit&agrave; ne capisco poco e forse sparo una castroneria, ma vorrebbe dire che illuminando il catodo in situazione di quasi pre-plasma, a tensione e corrente costante e a lunghezza d&#39;onda in risonanza con gli atomi di idrogno si dovrebbe accendere il plasma?<br><br>ciao ciao

Hellblow
03-12-2005, 19:06
No, allora...se prendi un atomo di idrogeno, questo emette se eccitato luce di una particolare frequenza. Si chiama spettro di emissione. <br>Ovviamente vale il contrario. Se invii ad un atomo di idrogeno un fotone di quella frequenza, e questo viene assorbito, allora l&#39;elettrone dell&#39;orbitale salir&agrave; di livello...<br>In pratica il fotone rilascia energia all&#39;elettrone, facendolo saltare da un&#39;orbita all&#39;altra. <br>Per questo motivo ogni elemento ha una sua specifica emissione spettrale, perchè ogni elemento è caratterizzato da elettroni diversi in numero, e che quindi risiedono su orbitali diversi....<br>Almeno questo mi han spiegato <img src='http://img.forumfree.net/html/emoticons/wink.gif' alt='wink.gif'>

mangoo
06-12-2005, 09:34
Cari amici,<br><br>apro una parentesi forse off topic per rispondere con una precisazione a Dareus, che ci ha scritto:<br><br><div align='center'><div class='QUOTE_top' align='left'><b>CITAZIONE</b> </div><div id='QUOTE' align='left'>Temo che se neanche Einstein ha trovato un&#39;alternativa al principio di indeterminazione... &nbsp;<br></div></div><br><br>Il rapporto di Einstein con la teoria quantistica è stato molto peculiare. Ha contribuito alla sua formulazione, mostrando poi un aperto scetticismo verso molte sue predizioni e in generale sulla sua completezza strutturale (esemplificata nell&#39;esperimento EPR). Soltanto nella sua ultima parte della vita ammise una conciliazione con le implicazioni della teoria nella forma fino allora sviluppata.<br>E&#39; importante sottolineare che le sue critiche sono state sempre molto produttive. In particolare, hanno stimolato David Bohm a sviluppare tutte le implicazioni logico-fenomeniche relative alla presunta esistenza di &#39;variabili nascoste&#39; nella fisica atomica, le quali si scoprono essere in sostanza esattamente le variabili coniugate (del tipo posizione-momento) sottese dalle relazioni di indeterminazione enunciate da Heisenberg (per inciso, la prima osservazione dell&#39;esistenza di simili relazioni in OGNI sistema lineare risale alla teoria dell&#39;informazione, in particolare al lavore di Nyquist). La traccia teorica di simile teoria era stata fondata separatamente tra gli altri da Einstein e De Broglie. Bohm ha il merito di averla approfondita, dimostrando l&#39;esistenza di interpretazioni alternative alla teoria quantistica del tutto coincidenti con essa dal punto di vista delle previsioni sperimentali (ciò è di grande importanza metodologica ed epistemologica, perchè la stessa possibilit&agrave; dell&#39;esistenza di interpretazioni fisicamente alternative alla teoria non era ammessa fino allora), tuttavia anche suscettibile di estensioni in domini sub-atomici impensabili nella versione di Copenaghen. In particolare, l&#39;esistenza di un &#39;potenziale quantistico&#39;, sorgente di forze ulteriori agenti a livello atomico, permette di dimostrare che le relazioni di indeterminazione non sono in generale valide in tutti i domini spaziali. Secondo tale interpretazione, ammesso di conoscere tali variabili, la dinamica delle particelle sarebbe perfettamente deterministica, continua e lineare (sebbene la linearit&agrave; possa essere non necessaria): l&#39;equazione di Schroedinger descriverebbe la dinamica del campo quantistico, allo stesso modo in cui le equazioni di Maxwell descrivono quella del campo elettromagnetico; ovvero sarebbe dotata di una interpretazione fisica ben definita, piuttosto che eminentemente probabilistica (ricordiamo che nell&#39;interpretazione di Born la funzione d&#39;onda, complessa, non ha significato fisico, che è invece attribuito solo al suo modulo quadrato). E&#39; stato poi merito di John Bell mostrare che questo è in effetti possibile perchè la teoria di Bohm sottende in maniera sostanziale la <i>nonlocalit&agrave;</i> di alcuni operatori, tra cui proprio il potenziale quantistico. Bell afferma che ogni teoria che voglia presentare predizioni sperimentalmente equivalenti a quelle della teoria quantistica o è probabilistica e locale (es: Copenaghen), oppure deterministica e nonlocale (es: variabili nascoste). L&#39;ipotesi di Bohm (che nei suoi testi ringrazia della collaborazione il &#39;dottor Einstein&#39;) possiede peraltro delle implicazioni cosmologiche interessanti.<br><br>Per sintetizzare, l&#39;idea di Bohm e dei sostenitori delle &#39;variabili nascoste&#39; consta nel considerare la teoria quantistica una approssimazione delle effettive dinamiche elementari, allo stesso modo in cui la meccanica statistica si pone nei confronti della meccanica classica. I principi di indeterminazione esisterebbero solo nella approssimazione attualmente accreditata in ambito accademico e sperimentale; non si esclude che proprio il progresso tecnologico possa permettere livelli di approfondimento tali da &#39;afferrare&#39; le v. n., relegando tali &#39;principi&#39; ad approssimazioni appunto, tuttavia comode ed utili.<br><br>(I lavori originali di Bohm si trovano sul sito di Physical Review, ma richiedono abbonamento. Chi fosse interessato può chiedermeli privatamente).<br><br><br>Un caro saluto,<br>Mangoo

Quantum Leap
06-12-2005, 15:21
Caro mangoo, <br>impeccabile e straordinario come sempre, volevo aggiungere, al tuo acuto e sottile compendio, che il vero ostacolo allo sviluppo della interpretazione quantistica della natura proveniva (e purtroppo proviene tuttora) proprio dall&#39;interpretazione di Copenaghen che con le sue equazioni e le sue "variabili nascoste", raggruppate sotto il nome di Meccanica Quantistica, ha generato più problemi che risultati. Le predizioni di tale interpretazioni vengono fatte a posteriori e, la cosa che più contrasta col buon senso di qualsiasi ricercatore e scienziato, è il fatto che tali equazioni descrivono entit&agrave; difficilmente "visualizzabili" attraverso il parlare comune. <br>La vera rivoluzione e, a mio avviso, la giusta interpretazione di questo paradosso interno ad una branca della fisica in fase di "stallo" da più di cinquanta anni sta nel rigettare l&#39;interpretazione di Copenaghen, che si rif&agrave; ad un&#39;analisi particellare della realt&agrave; con tutte le sue indeterminazioni e la sua enorme distanza dal senso comune. Una volta rigettata la scuola di Copenaghen, rifarsi alla meravigliosa, coerente, pulita e nitita Teoria Quantistica dei Campi (elettrodinamica coerente) elaborata da Giuliano Preparata ed Emilio Del Giudice una decina di anni fa, che ripone la precedente macchinosa interpretazione della natura, analizzandola attraverso l&#39;interazione fra campi ( e non fra particelle ).<br>E quando vedo che anche tu dici <div align='center'><div class='QUOTE_top' align='left'><b>CITAZIONE</b> </div><div id='QUOTE' align='left'> l&#39;idea di Bohm e dei sostenitori delle &#39;variabili nascoste&#39; consta nel considerare la teoria quantistica una approssimazione delle effettive dinamiche elementari, allo stesso modo in cui la meccanica statistica si pone nei confronti della meccanica classica.</div></div> riporti esattamente quanto fatto da Giuliano Preparata dove la "non localit&agrave;" e l&#39;analisi statistica è intrinsecamente dovuta al fatto che ad interagire NON sono particelle evanescenti. Sono campi, ovvero entit&agrave; fisiche estese. Molto più difficili da analizzare cinquanta anni fa a Copenaghen.<br><br>Per approfondire la teoria consiglio di rifarsi a<br>"Dai Quark ai cristalli" di Giuliano Preaparata<br>"L&#39;architettura dell&#39;universo" di Giuliano Preaparata<br>e il più tecnico "QED: coherence in matter" di Giuliano Preaparata<br><br>tre baluardi di questa teoria che apre la strada alla chiarezza anche in fisica quantistica, lasciando da parte tutta l&#39;aleatoriet&agrave; interpretativa precedente.

08-12-2005, 19:08
Saluto mangoo,quantum e hellblow,<br><br>mi chiedo se qualcuno di voi tre sa darmi un chiarimento ( mi sembrate i più preparati ).Da quel che capito nella formazione degli idrini interviene pure un bel plasma.Non ho capito bene come però...

Hellblow
09-12-2005, 01:17
No, non interviene il plasma, ma è necessario che l&#39;idrogeno sia distaccato da altre molecole, persino da altro idrogeno (quindi idrogeno atomico) e che sia presente un catalizzatore che induca l&#39;idrogeno a cedere energia.<br>Pero&#39; a pensarci, bene, poi l&#39;idrogeno resta idrino per sempre? Questo ancora non l&#39;ho capito o letto...

Ennio Vocirzio
09-12-2005, 14:51
Salve amici miei,<br><br>Hellblow scrive:<br><br><div align='center'><div class='QUOTE_top' align='left'><b>CITAZIONE</b> </div><div id='QUOTE' align='left'> Pero&#39; a pensarci, bene, poi l&#39;idrogeno resta idrino per sempre? Questo ancora non l&#39;ho capito o letto... </div></div><br><br><br>Questa e’ la ragione, secondo il mio modesto avviso, che l’idrino non sia altro che un modo molto curioso di definire il livello intermedio della trasformazione dell’idrogeno in neutrone; il piu’ grande e misterioso fenomeno della natura. “L’essere Androgino creato dal Re’ e’ dalla Regina” Chi ha orecchie per intendere intenda.<br><br>A parte tutto, in verita&#39; vi dico, che "l&#39;idrino", credo possa generarsi anche nel nostro corpo a temperatura ambiente. Vedi le trasmutazioni di Kevran. <br><br>Un saluto affettuoso a Hellblow a Qantum Leap a Mangoo a Brunovr ecc, Amici miei appena posso, come vedete vi leggo e vi vengo a salutare. <br><br>un abbraccio a tutto il forum<br>

ElettroRik
09-12-2005, 15:18
<div align='center'><div class='QUOTE_top' align='left'><b>QUOTE</b> (Hellblow @ 9/12/2005, 01:17)</div><div id='QUOTE' align='left'>No, non interviene il plasma, ma è necessario che l&#39;idrogeno sia distaccato da altre molecole, persino da altro idrogeno (quindi idrogeno atomico) e che sia presente un catalizzatore che induca l&#39;idrogeno a cedere energia.<br>Pero&#39; a pensarci, bene, poi l&#39;idrogeno resta idrino per sempre? Questo ancora non l&#39;ho capito o letto...</div></div><br>Oh, finalmente proprio qui arriviamo....<br><br>E&#39; l&#39;anello di congiunzione tra la cella e il MAHG di Naudin (http://www.gifnet.ch/lab/mahg/index.htm).<br>Nel mio post (http://www.forumcommunity.net/?t=2274987) relativo al LAHG <a href='http://www.bennati.it/rik/ff/ff_file/mahg/lahg.pdf' target='_blank'>http://www.bennati.it/rik/ff/ff_file/mahg/lahg.pdf</a> che è un&#39;evoluzione del MAHG, idea ripresa a sua volta dall&#39;originale di I.Langmuir, io ci avevo gi&agrave; provato...<br><br>Attraverso Irving Langmuir, molto ben interpretato e spiegato recentemente da Nicholas Moeller nel suo articolo <a href='http://www.bennati.it/rik/ff/ff_file/mahg/langmuir_nm.pdf' target='_blank'>http://www.bennati.it/rik/ff/ff_file/mahg/...langmuir_nm.pdf</a> in sostanza appare che ci sia un ENORME rilascio di Energia quando l&#39;Idrogeno si ricombina da Monoatomico a Molecolare. Mentre la dissociazione pare sia abbastanza fattibile in maniera &#39;costless&#39; tramite catalizzatori e condizioni particolari. <br><br>Fatto sta che, un secolo fa, Langmuir intuì la potenzialit&agrave; di questa overunity, ipotizzando una macchina per la produzione di Idrogeno ripresa dall&#39; ASSE ( <a href='http://asse.altervista.org)' target='_blank'>http://asse.altervista.org)</a> con tecnologie odierne, e che progetta di sviluppare per il 2006.<br><br>Naudin non ha fatto altro che &#39;isolare&#39; il fenomeno della dissociazione/ricombinazione dell&#39;H in una cella a vuoto (quasi) dove c&#39;é H a 0,1bar. Switchando LA STESSA QUANTITA&#39; CHIUSA di Idrogeno tra i due stati, si produrrebbe overunity (e parecchia).<br><br>Ecco, nella nostra cella potrebbe avvenire qualcosa di simile, dissociazione e ricombinazione di H.<br><br>Ora, sperando che nessuno se ne abbia a male per aver &#39;divagato&#39; un po&#39; dalle condizioni tipiche della Mizuno-Omhori, mi auguro di aver suscitato in voi la voglia di leggervi qualche link tra quelli che ho &#39;sparpagliato&#39; nel discorso...<br><br>Saluti, specie ad Ennio, che sono felice di risentire. <img src='http://img.forumfree.net/html/emoticons/wink.gif' alt='wink.gif'><br><br>P.S. Lo switching è pronto, stasera posto lo schema...<br><br><br><br><span class="edit">Edited by ElettroRik - 9/12/2005, 16:54</span>

09-12-2005, 16:54
<div align='center'><div class='QUOTE_top' align='left'><b>CITAZIONE</b> (Hellblow @ 9/12/2005, 01:17)</div><div id='QUOTE' align='left'>No, non interviene il plasma, ma è necessario che l&#39;idrogeno sia distaccato da altre molecole, persino da altro idrogeno (quindi idrogeno atomico) e che sia presente un catalizzatore che induca l&#39;idrogeno a cedere energia.<br>Pero&#39; a pensarci, bene, poi l&#39;idrogeno resta idrino per sempre? Questo ancora non l&#39;ho capito o letto...</div></div><br>Ciao,<br><br>hellblow tu dai per scontato questo catalizzatore.Forse perchè è una cosa ovvia e banale.Ma io non ho capito, che catalizzatore è?come funziona?<br><br><br><hr><br><div align='center'><div class='QUOTE_top' align='left'><b>CITAZIONE</b> (ElettroRik @ 9/12/2005, 15:18)</div><div id='QUOTE' align='left'><div align='center'><div class='QUOTE_top' align='left'><b>CITAZIONE</b> (Hellblow @ 9/12/2005, 01:17)</div><div id='QUOTE' align='left'>No, non interviene il plasma, ma è necessario che l&#39;idrogeno sia distaccato da altre molecole, persino da altro idrogeno (quindi idrogeno atomico) e che sia presente un catalizzatore che induca l&#39;idrogeno a cedere energia.<br>Pero&#39; a pensarci, bene, poi l&#39;idrogeno resta idrino per sempre? Questo ancora non l&#39;ho capito o letto...</div></div><br>Oh, finalmente proprio qui arriviamo....<br><br>E&#39; l&#39;anello di congiunzione tra la cella e il MAHG di Naudin (http://www.gifnet.ch/lab/mahg/index.htm).<br>Nel mio post (http://www.forumcommunity.net/?t=2274987) relativo al LAHG <a href='http://www.bennati.it/rik/ff/ff_file/mahg/lahg.pdf' target='_blank'>http://www.bennati.it/rik/ff/ff_file/mahg/lahg.pdf</a> che è un&#39;evoluzione del MAHG, idea ripresa a sua volta dall&#39;originale di I.Langmuir, io ci avevo gi&agrave; provato...<br><br>Attraverso Irving Langmuir, molto ben interpretato e spiegato recentemente da Nicholas Moeller nel suo articolo <a href='http://www.bennati.it/rik/ff/ff_file/mahg/langmuir_nm.pdf' target='_blank'>http://www.bennati.it/rik/ff/ff_file/mahg/...langmuir_nm.pdf</a> in sostanza appare che ci sia un ENORME rilascio di Energia quando l&#39;Idrogeno si ricombina da Monoatomico a Molecolare. Mentre la dissociazione pare sia abbastanza fattibile in maniera &#39;costless&#39; tramite catalizzatori e condizioni particolari. <br><br>Fatto sta che, un secolo fa, Langmuir intuì la potenzialit&agrave; di questa overunity, ipotizzando una macchina per la produzione di Idrogeno ripresa dall&#39; ASSE ( <a href='http://asse.altervista.org)' target='_blank'>http://asse.altervista.org)</a> con tecnologie odierne, e che progetta di sviluppare per il 2006.<br><br>Naudin non ha fatto altro che &#39;isolare&#39; il fenomeno della dissociazione/ricombinazione dell&#39;H in una cella a vuoto (quasi) dove c&#39;é H a 0,1bar. Switchando LA STESSA QUANTITA&#39; CHIUSA di Idrogeno tra i due stati, si produrrebbe overunity (e parecchia).<br><br>Ecco, nella nostra cella potrebbe avvenire qualcosa di simile, dissociazione e ricombinazione di H.<br><br>Ora, sperando che nessuno se ne abbia a male per aver &#39;divagato&#39; un po&#39; dalle condizioni tipiche della Mizuno-Omhori, mi auguro di aver suscitato in voi la voglia di leggervi qualche link tra quelli che ho &#39;sparpagliato&#39; nel discorso...<br><br>Saluti. <img src='http://img.forumfree.net/html/emoticons/wink.gif' alt='wink.gif'><br><br>P.S. Lo switching è pronto, stasera posto lo schema...</div></div><br>Ciao elettrorik,<br><br>mi sembra logico che quando decomponi l&#39;H2 in H si libera energia.D&#39;altronde hai scisso un legame molecolare.Che questa energia sia enorme ho i miei dubbi.E comunque per decomporre l&#39;idrogeno da molecolare a atomico spendi energia e molta anche&#33;

09-12-2005, 17:20
<a href='http://www.iscmns.org/meetings/Asti/papers/Daddi.DOC' target='_blank'>LINK</a><br><br><span class="edit">Edited by Dareus - 9/12/2005, 17:13</span><br><br><hr><br><a href='http://translate.google.com/translate?hl=it&sl=en&u=http://www.blacklightpower.com/&prev=/searchqblacklight%26hlit%26hsXIk%26lr%26clientfire fox-a%26rlsorg.mozilla:it-IT:official_s%26saG' target='_blank'>Altro link</a>

Quantum Leap
09-12-2005, 17:56
Ciao a tutti. <br><br>Dareus, per amore di chiarezza. Nel tuo ultimo post dici<br><br><div align='center'><div class='QUOTE_top' align='left'><b>CITAZIONE</b> </div><div id='QUOTE' align='left'>quando decomponi l&#39;H2 in H si libera energia</div></div><br><br>e contemporaneamente <br><br><div align='center'><div class='QUOTE_top' align='left'><b>CITAZIONE</b> </div><div id='QUOTE' align='left'> per decomporre l&#39;idrogeno da molecolare a atomico spendi energia </div></div><br><br>creando un po&#39; di confusione. <br><br>Dunque, l&#39;idrogeno monoatomico H è termodinamicamente MENO stabile dell&#39;idrogeno molecolare H<span style='font-size:8pt;line-height:100%'>2</span> di conseguenza, la scissione della molecola di H<span style='font-size:8pt;line-height:100%'>2</span> richiede energia, mentre la formazione della molecola di H<span style='font-size:8pt;line-height:100%'>2</span> partendo da H EMETTE ENERGIA e, considerando fondamentale lo stato dell&#39;idrogeno monoatomico, l&#39;energia emessa è pari a 435 kJ per ogni mole di H<span style='font-size:8pt;line-height:100%'>2</span> formata.<br><br><br>Interessante l&#39;osservazione di Ennio... però... i pseudo neutroni formati che genere di comportamento hanno secondo te? Un tempo di decadimento analogo al beta? O un tempo di "diseccitazione" che riguarda gli orbitali (tipo emissione di fotone) ? <img src='http://img.forumfree.net/html/emoticons/blink.gif' alt='blink.gif'> <br><br>Ciao<br><br><span class="edit">Edited by Quantum Leap - 9/12/2005, 17:59</span>

ElettroRik
09-12-2005, 18:53
<div align='center'><div class='QUOTE_top' align='left'><b>QUOTE</b> (Dareus @ 9/12/2005, 16:54)</div><div id='QUOTE' align='left'>Ciao elettrorik,<br><br>mi sembra logico che quando decomponi l&#39;H2 in H si libera energia.D&#39;altronde hai scisso un legame molecolare.Che questa energia sia enorme ho i miei dubbi.E comunque per decomporre l&#39;idrogeno da molecolare a atomico spendi energia e molta anche&#33;</div></div><br>Ti capisco,<br>avendo difficolt&agrave; con l&#39;inglese è facile &#39;fare casino&#39;, specie con i traduttori automatici...<br><br>Però, come dice Quantum, il meccanismo è chiaro: Quando lo togli dallo stato &#39;naturale&#39; (H2) spendi energia, quando lui ci ritorna restituisce energia.<br><br>Il fatto è che pare che una superficie di Tungsteno incandescente faccia da catalizzatore aiutando &#39;di brutto&#39; la dissociazione da H2 ad H. Da qui il COP >21 che dice Naudin. In pratica lui riscalda una retina di W con pochi Watt, e dissocia l&#39;H2 in H, che da solo tende a ricombinarsi CEDENDO energia in uscita per quasi 80W &#33;<br><br>Approfitto per segnalarvi gli esiti degli ultimi test: <a href='http://www.bennati.it/rik/ff/prova9.htm' target='_blank'>http://www.bennati.it/rik/ff/prova9.htm</a><br>Hell, c&#39;è la conferma che cercavi tra NaCl e CaCl2.

Hellblow
09-12-2005, 18:58
Ciao Ragazzi...ciao Ennioooo <img src='http://img.forumfree.net/html/emoticons/w00t.gif' alt='w00t.gif'> interessante quella del punto di transizione ^^<br><br><br><div align='center'><div class='QUOTE_top' align='left'><b>CITAZIONE</b> </div><div id='QUOTE' align='left'>Naudin non ha fatto altro che &#39;isolare&#39; il fenomeno della dissociazione/ricombinazione dell&#39;H in una cella a vuoto (quasi) dove c&#39;é H a 0,1bar. Switchando LA STESSA QUANTITA&#39; CHIUSA di Idrogeno tra i due stati, si produrrebbe overunity (e parecchia).<br></div></div><br><br>Non è cosi&#39;. Partiamo dal presupposto che il sistema io non lo conosco (non è cosi&#39;) se io per decomporre H2 immetto 100 e quando si ricompone ottengo 120 allora, il 20, se il sistema è isolato, da dove vien preso? <br><br>Eheh...sappiamo che se il istema è isolato, a meno di aver distruzione di materia, non possiamo estrarre piu&#39; energia di quanta ne immettiamo...<br><br>Riguardo il tungsteno, la dissociazione di H2 si ha per bombardamento ionico, per la precisione per urto degli elettroni della termoemissione contro le molecole di H2. E&#39; possibile una ionizzazione in queste condizioni, che porterebbe subito ad una ricombinazione di H2. Il punto è pero&#39; capire in che misura avvengono questi urti....<br>Una pressione alta ad esempio faciliterebbe la ionizzazione, inoltre tale ionizzazione avverrebbe a pochi millesimi, anche molto meno, dalla superficie del tungsteno...rimangono tracce?<br><br>Quantum, se un atomo di H2 venisse assorbito dalla superficie del nostro catodo, ed un elettrone schizzasse fuori e lo colpisse cosa accadrebbe <img src='http://img.forumfree.net/html/emoticons/smile.gif' alt='smile.gif'>? E se fosse H ad essere colpito? ^__^ siamo sulla superficie del tungsteno quindi nulla fra H e W...<br><br><span class="edit">Edited by Hellblow - 9/12/2005, 18:59</span>

ElettroRik
09-12-2005, 19:07
<div align='center'><div class='QUOTE_top' align='left'><b>QUOTE</b> (Hellblow @ 9/12/2005, 18:58)</div><div id='QUOTE' align='left'>Ciao Ragazzi...ciao Ennioooo &nbsp;<img src='http://img.forumfree.net/html/emoticons/w00t.gif' alt='w00t.gif'> interessante quella del punto di transizione ^^<br><br><br><div align='center'><div class='QUOTE_top' align='left'><b>QUOTE</b> </div><div id='QUOTE' align='left'>Naudin non ha fatto altro che &#39;isolare&#39; il fenomeno della dissociazione/ricombinazione dell&#39;H in una cella a vuoto (quasi) dove c&#39;é H a 0,1bar. Switchando LA STESSA QUANTITA&#39; CHIUSA di Idrogeno tra i due stati, si produrrebbe overunity (e parecchia).<br></div></div><br><br>Non è cosi&#39;. Partiamo dal presupposto che il sistema io non lo conosco (non è cosi&#39;) se io per decomporre H2 immetto 100 e quando si ricompone ottengo 120 allora, il 20, se il sistema è isolato, da dove vien preso?</div></div><br>E&#39; così.<br>Basta non prendere troppo alla lettera la parola &#39;ISOLATO&#39; (io veramente ho parlato di quantit&agrave; chiusa).<br><br>Nel senso che Naudin non comunica se rileva un CONSUMO di Idrogeno e/o di Tungsteno (come c&#39;è da aspettarsi), quindi è plausibilmente verificabile ciò che tu dici.<br>Io intendevo che l&#39;Idrogeno non compie un ciclo come invece avviene nel Generatore LEHG di Langmuir, viene semplicemente inserito nella cella e poi questa è chiusa ermeticamente.<br><br>Ora va meglio?<br><br><span class="edit">Edited by ElettroRik - 9/12/2005, 19:09</span>

Hellblow
09-12-2005, 19:12
Dipende ele...si deve vedere (calcolare) se le cose vanno a pareggio con i dati di Naudin....21 è tanto, specie per reazioni di questo tipo dove gli urti sono probabilistici (e forse son davvero pochi, andrebbero calcolati).

Hellblow
09-12-2005, 19:47
Bhe i buchi neri sono alquanto affascinanti, insieme alle Quasar. Poi adesso possiamo studiarli meglio grazie a strumenti come la sonda Rossi per ricerche sulla gamma dei raggi X (emessi dal disco di accrescimento) e LIGO (misurazione delle onde gravitazionali). Sarebbe alquanto interessante riuscire a creare un mini buco nero in laboratorio, isolandolo con non so quale tecnica (la fantascienza suggerisce il controllo gravitazionale) ed esaminare cosa avviene sull&#39;orizzonte degli eventi... fiuu che bello sarebbe....<br><br>Allora torniamo al mondo reale. H tende spontanemaneamente, da quel che ricordo, a legarsi in H2, mentre per spezzare H2 dobbiamo usare energia. Il Naudin introduce energia (io penso la termoionica) per spaccare H2 in H, che subito si ricombina, una volta lontano dal filo di tungsteno. Ma c&#39;e&#39; una cosa...il protone se è molto vicino al tungsteno, non sappiamo di preciso come si comporta&#33; Quindi non sappiamo che reazioni possono avvenire. La situazione è veramente molto simile a quella della cella iorio - cirillo, con la differenza che in quest&#39;ultima siamo in presenza di acqua, e l&#39;idrogeno viene generato dalla stessa cella. Sicuramente quindi abbiamo un sottile &#39;film&#39; di plasma intorno al filamento di tungsteno.<br>Ora, il rilascio di energia da parte della ricombinazione di H è lo stesso dell&#39;energia immessa. Bisogna un po capire pero&#39; se la causa che scatena la scissione di H2, ovvero (io credo) l&#39;elettrone che cozza contro H2, per essere espulso richiede energia pari a quella necessaria a spezzare H2. In fisica ci sono fenomeni che possono essere fatti seguendo strade diverse e richiedendo dispendio di energie diverso....ad esempio pensiamo alla smagnetizzazione di materiale usando il calore o un campo inverso, nel secondo caso abbiamo bisogno di molta piu&#39; energia...inoltre il calore nei pressi del filamento potrebbe benissimo facilitare la scissione (secondo me lo fa, ed anche in maniera massiccia) per agitazione termica, e quindi abbassare la soglia necessaria ad H2 per spezzarsi. Ad esempio, io introduco 80 per scaldare W. Il calore (che viene mantenuto in prossimit&agrave; del filamento) abbassa l&#39;energia necessaria per spezzare H2 e la porta a 80...l&#39;elettrone ha energia sufficiente a spezzare H2, che appena si allontana si ricombina liberando pero&#39; 100 perchè si trova in una zona piu&#39; fredda, dove io per spezzare avrei bisogno di 100. Surplus apparente di 20.<br>Fila il ragionamento?<br><br><span class="edit">Edited by Hellblow - 9/12/2005, 19:48</span>

ElettroRik
09-12-2005, 23:59
<div align='center'><div class='QUOTE_top' align='left'><b>QUOTE</b> (Hellblow @ 9/12/2005, 19:47)</div><div id='QUOTE' align='left'>Fila il ragionamento?</div></div><br>E&#39; esattamente l&#39;idea che mi sono fatto, ma non la volevo dettagliare troppo per non condizionare le idee degli altri: se ci arrivano per conto proprio (come hai appena fatto tu), è un po&#39; una conferma della bont&agrave; del ragionamento sulle analogie.<br>Anche se l&#39;80 di Naudin è un 5-6 e il 100 è c.a. 80, il tutto una sua logica ce l&#39;ha, mi pare, no?<br><br>Mi piacerebbe sentire i Quantum ed Ennio in proposito... poi giuro che la smetto, sto trascinando tutti OT. Scusate. <img src='http://img.forumfree.net/html/emoticons/tongue.gif' alt='tongue.gif'><br><br><span class="edit">Edited by ElettroRik - 10/12/2005, 00:15</span>

Hellblow
10-12-2005, 00:15
In ogni caso, pensando ad un bilancio delle energie bisogna anche dire che l&#39;energia per scaldare H2 la diamo noi, e quindi indirettamente ne abbassiamo l&#39;energia di legame. Questo vuol dire che il ragionamento fatto sopra potrebbe non reggere in fondo, perchè alla fine le energie cedute dal filamento sotto varie forme agiscono su H2, tendendo al pareggio.<br>Le energie in gioco per H sono:<br><br>1312,06 kJ/mol per la 1 ionizzazione di H<br>436 kJ/mol per H2<br><br><br>

ElettroRik
10-12-2005, 00:20
<div align='center'><div class='QUOTE_top' align='left'><b>QUOTE</b> (Hellblow @ 10/12/2005, 00:15)</div><div id='QUOTE' align='left'>In ogni caso, pensando ad un bilancio delle energie bisogna anche dire che l&#39;energia per scaldare H2 la diamo noi, e quindi indirettamente ne abbassiamo l&#39;energia di legame. Questo vuol dire che il ragionamento fatto sopra potrebbe non reggere in fondo, perchè alla fine le energie cedute dal filamento sotto varie forme agiscono su H2, tendendo al pareggio.<br>Le energie in gioco per H sono:<br><br>1312,06 kJ/mol per la 1 ionizzazione di H<br>436 kJ/mol per H2</div></div><br>Quindi secondo te Naudin sbaglia completamente le misurazioni? O tralascia qualcosa?<br>Oppure è a noi che manca la quadra? <img src='http://img.forumfree.net/html/emoticons/wink.gif' alt='wink.gif'>

Hellblow
10-12-2005, 00:35
Il punto è un&#39;altro, bisogna prima capire il modello esatto del sistema, e poi tirar fuori le previsioni. Poi si confronta con i risultati del Naudin, e se qualcosa non quadra, allora si replica l&#39;esperimento. Se l&#39;esperimento replicato non coincide con quello del Naudin, ma col modello, allora ha sbagliato il Naudin, altrimenti è il modello che tralascia qualcosa, e lo i migliora.<br>Solo che a far il modello in questione ci vuol tempo...e poi ci vuole qualcuno che mastichi bene di chimica ed energie che ricontrolli il tutto, per vedere se ci sono errori. <br>Insomma si ci deve lavorare.<br>Il Naudin non è stupido, anzi tutto l&#39;opposto, ma quel rendimento dichiarato è veramente tanto secondo me...<br><br>Ma torniamo a quel di cui ci occupiamo qui <img src='http://img.forumfree.net/html/emoticons/biggrin.gif' alt='biggrin.gif'><br>Allora, sto visionando i tuoi risultati, fra un pochino posto quel che penso. <br>Complimenti per il lavoro ele <img src='http://img.forumfree.net/html/emoticons/happy.gif' alt='happy.gif'> e se serve un aiuto per il sito dimmelo <img src='http://img.forumfree.net/html/emoticons/wink.gif' alt='wink.gif'><br><br>La linea viola è il valor medio di corrente?<br><br><span class="edit">Edited by Hellblow - 10/12/2005, 00:37</span>

ElettroRik
10-12-2005, 00:52
<div align='center'><div class='QUOTE_top' align='left'><b>QUOTE</b> (Hellblow @ 10/12/2005, 00:35)</div><div id='QUOTE' align='left'>La linea viola è il valor medio di corrente?</div></div><br>Sì, anche se forse avrei dovuto calcolarla ponendo il valore della prima lettura = al valore istantaneo, non a zero...<br><br>E la colonna di excel chiamata Avg e vale la somma di tutti i valori di I delle righe precedenti diviso il numero di riga.

Hellblow
10-12-2005, 01:19
Ele, la risposta è <a href='http://www.forumcommunity.net/?t=2299478&st=15#lastpost' target='_blank'>Qui</a> per non mettere troppi OT.<br><br><span class="edit">Edited by Hellblow - 10/12/2005, 01:23</span>

Quantum Leap
10-12-2005, 14:15
Riguardo l&#39;esperimento di Naudin denominato MAHG non sono molto ferrato, ma pare che effettivamente fornisca rendimenti stellari. Se tali rendimenti provengono dalla scissione e dalla ricombinazione della molecola di idrogeno - che passa da bi a mono atomica e viceversa - significa che il fenomeno in questo caso presenta uno sbilanciamento, cio vuol dire che viene fatto avvenire in un nodo che non è simmetrico. <br>In pratica sussiste uno "sconto" energetico nello scindere in modo da sfruttare vantaggiosamente la ricombinazione. <br>Lo sconto potrebbe provenire proprio dalla presenza , anche in questo caso, di emissione termoelettronica del tungsteno che si scalda, si trova in un ambiente a bassa pressione, le pareti della camera sono metalliche ... questo esperimento mi sembra una sorta di "valvola" termoionica in cui viene sfruttata l&#39;energia cientica degli elettroni emessi per scindere un gas che, ricombinandosi mi restituisce vantaggiosamente energia... uhm... in linea di principio il meccanismo <i>potrebbe</i> essere questo. Ma lo è?<br><br>

10-12-2005, 15:27
<div align='center'><div class='QUOTE_top' align='left'><b>CITAZIONE</b> (Hellblow @ 9/12/2005, 19:47)</div><div id='QUOTE' align='left'><br><br>Allora torniamo al mondo reale. H tende spontanemaneamente, da quel che ricordo, a legarsi in H2, mentre per spezzare H2 dobbiamo usare energia. Il Naudin introduce energia (io penso la termoionica) per spaccare H2 in H, che subito si ricombina, una volta lontano dal filo di tungsteno. Ma c&#39;e&#39; una cosa...il protone se è molto vicino al tungsteno, non sappiamo di preciso come si comporta&#33; Quindi non sappiamo che reazioni possono avvenire. La situazione è veramente molto simile a quella della cella iorio - cirillo, con la differenza che in quest&#39;ultima siamo in presenza di acqua, e l&#39;idrogeno viene generato dalla stessa cella. Sicuramente quindi abbiamo un sottile &#39;film&#39; di plasma intorno al filamento di tungsteno.<br>Ora, il rilascio di energia da parte della ricombinazione di H è lo stesso dell&#39;energia immessa. Bisogna un po capire pero&#39; se la causa che scatena la scissione di H2, ovvero (io credo) l&#39;elettrone che cozza contro H2, per essere espulso richiede energia pari a quella necessaria a spezzare H2. In fisica ci sono fenomeni che possono essere fatti seguendo strade diverse e richiedendo dispendio di energie diverso....ad esempio pensiamo alla smagnetizzazione di materiale usando il calore o un campo inverso, nel secondo caso abbiamo bisogno di molta piu&#39; energia...inoltre il calore nei pressi del filamento potrebbe benissimo facilitare la scissione (secondo me lo fa, ed anche in maniera massiccia) per agitazione termica, e quindi abbassare la soglia necessaria ad H2 per spezzarsi. Ad esempio, io introduco 80 per scaldare W. Il calore (che viene mantenuto in prossimit&agrave; del filamento) abbassa l&#39;energia necessaria per spezzare H2 e la porta a 80...l&#39;elettrone ha energia sufficiente a spezzare H2, che appena si allontana si ricombina liberando pero&#39; 100 perchè si trova in una zona piu&#39; fredda, dove io per spezzare avrei bisogno di 100. Surplus apparente di 20.<br>Fila il ragionamento?</div></div><br>Ciao,<br><br>non so.Molto probabilmente avete ragione voi.<br>In ogni caso questo esperimento è incredibilmente simile alla cella.Anzi io direi che è identico al nostro esperimento è solo una variante che da quel che vedo non è neanche avanzata ( nella cella l&#39;idrogeno si produce automaticamente per elettrolisi mentre con Naudin te lo devi produrre ).<br>Comunque Naudin per me esagera coi rendimenti e non di poco.<br>Credo sia conveniente che elettrorik apra una post dedicato a questo esperimento perchè qui si parla di idrini.<br><br>A presto

ElettroRik
10-12-2005, 16:26
<div align='center'><div class='QUOTE_top' align='left'><b>QUOTE</b> (Dareus @ 10/12/2005, 15:27)</div><div id='QUOTE' align='left'>...<br>Credo sia conveniente che elettrorik apra una post dedicato a questo esperimento perchè qui si parla di idrini.<br><br>A presto</div></div><br>Il post c&#39;é gi&agrave;, è qui: <a href='http://www.forumcommunity.net/?t=2274987' target='_blank'>http://www.forumcommunity.net/?t=2274987</a><br>se tutti siamo daccordo possiamo passare lì...<br><br>Comunque gli Idrini c&#39;entrano, mi sa....<br><br>Tratto dal PDF di N.Moeller sul lavoro di I.Langmuir nei primi del 1900. <a href='http://www.bennati.it/rik/ff/ff_file/langmuir_nm.pdf' target='_blank'>http://www.bennati.it/rik/ff/ff_file/langmuir_nm.pdf</a><br><br><i>...<br>Armed with fresh knowledge, Langmuir continued his work exploring the new phenomenon of Atomic Hydrogen and found that the heat carried away from an incandescent wire by a surrounding inert gas at ordinary temperatures increases roughly in proportion to the 1.9th power of the absolute temperature, T of the filament. This relation holds, for example, for uch gases as nitrogen, argon, and mercury vapor up to the temperature of melting tungsten, 3660°K. In the case of hydrogen, however, abnormal results were obtained in experiments made at high temperatures. Up to about 1700°K the normal exponent of 1.9 was observed, but at higher temperatures the exponent increased until at 2600°K and above it was about 5.0. At 3400°K the heat conducted by hydrogen was twenty-three times as high as that carried by nitrogen under similar conditions.<br>...</i><br><br> <img src='http://img.forumfree.net/html/emoticons/ohmy.gif' alt='ohmy.gif'>

mangoo
12-12-2005, 15:56
Cari amici,<br><br>scusate lo scarso tempismo con cui intervengo, ma ne approfitto per riprendere un poco i fili della discussione sugli idrini.<br>Sottoscrivo in pieno l&#39;intervento di Quantum Leap a proposito della necessit&agrave; di abbandonare la visione imbarazzante della fisica imposta dall&#39;interpretazione di Copenaghen in favore dell&#39;adozione della teoria quantistica dei campi (TQC) come fondamento realistico (ovvero dotato di un riscontro fenomenico sostanziale e intuitivo) e strutturale per affrontare lo studio della materia, nelle sue varie espressioni fenomenologiche. Questo perchè il campo è fisicamente immaginabile ed esperibile, a differenza della funzione d&#39;onda di Schroedinger. I risultati che inoltre la teoria coerente della elettrodinamica quantistica dimostra di poter conseguire in maniera coerente, rigorosa e assai elegante sono ulteriori motivi che devono spingerci ad approfondirne lo studio. Grazie Quantum per l&#39;ottima conclusione che in effetti mancava al mio intervento precedente&#33;<br><br>Vorrei anche riprendere quanto Hellblow ci ha scritto:<br><br><div align='center'><div class='QUOTE_top' align='left'><b>CITAZIONE</b> </div><div id='QUOTE' align='left'>Pero&#39; a pensarci, bene, poi l&#39;idrogeno resta idrino per sempre? Questo ancora non l&#39;ho capito o letto...</div></div><br><br>Vi propongo la risposta (perlomeno parziale) che lo stesso Mills fornisce, nella lunga intervista che trovate sul sito www.hydrino.org:<br><br><i>[...] you cannot get low energy hydrogen to revert back into normal energy hydrogen unless you hit it with a cosmic ray or some very energetic particle and completely knock the electron away from the newly-formed low energy hydrogen. Secondly, the electron&#39;s at such a very, very low level, it&#39;s impossible for it to react with anything other than another low energy hydrogen atom [...] to form a molecule, and the molecules are very, very stable. In fact, I have some beautiful data from the infra-red spectrum, the sun, taken from a number of very, very prestigious telescopes from around the world, including the National Solar Observatory, that match the rotational spectrum of this new form of hydrogen, with lines that they have not been able to identify to six significant figures. I mean, they match at six places [...] The Sun has a very, very large number of spectral lines that can&#39;t be identified and they correspond to the energy transitions of this new lower energy hydrogen [...]</i><br><br>Occorre di certo una conferma di questi dati sperimentali, che spero si possano trovare nel testo disponibile online (che Hellblow si è incaricato di leggere, e a cui vorrei dunque chiedere se ne ha trovato traccia). Nello stesso testo dell&#39;intervista Mills afferma di poter anche spiegare con il suo idrino lo spettro della &#39;materia scura&#39;. Sarebbero prove di sicuro rilievo ed interesse.<br><br>Un caro saluto,<br>Mangoo<br><br><br>

Hellblow
12-12-2005, 16:18
Salve Mangoo<br><br>Il libro reca in effetti dati sperimentali riguardo la catalisi e l&#39;estrazione di energia con conseguente passaggio allo stato di idrino. I dati sperimentali e quelli previsti dalla teoria di Mills sembrano essere quasi coincidenti (valgono i soliti discorsi riguardo il confronto previsione-esperimento). Tuttavia tali dati si riferiscono solo all&#39;estrazione di energia ed alla formazione di idrini, e non viceversa (almeno ancora non ci sono arrivato). Da quanto leggo sembra che sia piu&#39; facile estrarre energia che riportare l&#39;idrino allo stato di idrogeno con n=1, almeno per la nostra tecnologia. Se è cosi&#39; la tecnologia basata sugli idrini potrebbe essere &#39;pericolosa&#39; perchè cosa succederebbe se, nonostante le grosse quantit&agrave; di idrogeno presenti, ne convertiamo troppe in idrini? E l&#39;idrino a sua volta, potrebbe far da catalizzatore all&#39; H innescando reazioni a valanga? <br>Speo di trovar risposte nella lettura del testo che, se avrò tempo, tenterò di tradurre (ma ci vuol parecchio, è davvero grosso&#33; ).

sandro-meg
09-01-2006, 19:27
Vedo che, purtroppo, questo thread langue anche se a mio avviso, lo sviluppo dell&#39;idea dell&#39;idrino potrebbe portare a dei sviluppi importanti. Non commento lo sviluppo del MAHG di Naudin perche&#39;,per me,non abbiamo tutti i dati (il solito Naudin...),ma propongo una idea che sto attualmente testando per sapere se la teoria dell&#39;idrino e&#39; fattibile o meno. L&#39;idea e&#39; quella di mantenere il plasma accesso e stabile pur togliendo l&#39;alimentazione ad alto voltaggio tra i due elettrodi una volta che abbiamo innescato il plasma nella nostra cella abituale.<br>La cosa dovrebbe essere fattibile se,dall&#39;esterno,fornissimo idrogeno (magari con una semplice elettrolisi) proprio nelle vicinanze del catodo. Si riverrebbero a creare le condizioni necessarie affinchè il plasma dovrebbe rimanere accesso e per giunta molto piu&#39; stabile. L&#39;idrogeno dovrebbe scindersi in monoatomico H+ a seguito dell&#39;alto calore del catodo in W(effetto termoionico) per poi reagire con il catalizzatore (gli ioni salini disciolti ) per mantenere il plasma vivo.(H+ diventerebbe idrino rilasciando calore). <br>Quindi,una volta che il plasma e&#39; accesso nel metodo tradizionale,si passerebbe a questo nuovo metodo di alimentazione che dovrebbe funzionare se la teoria dell&#39;idrino e&#39; quella esatta a spiegare il fenomeno della fusione fredda. <br>Certo che se il plasma rimanesse accesso,si potrebbe finalmente sfruttare questa benedetta cella: il COP salirebbe alle stelle e si potrebbe riciclare lo stesso idrino piu&#39; volte diminuendo la produzione di idrogeno e quindi la potenza d&#39;ingresso.<br>Sto attualmente modificando la mia cella per poter lavorare in questo modo ma mi ci vora&#39; del tempo. Se qualcuno riesce ad anticiparmi ricordo di stare attenti &#33;&#33;&#33; L&#39;idrogeno, anche se in piccole quantita, esplode: non mescolatelo con l&#39;aria ma fatelo arrivare puro al catodo altrimenti potreste avere brutte sorprese.....(per una maggiore sicurezza bisogna produrlo tramite elettrolisi e consumarlo subito senza conservarlo) <br>Ciao<br><br>P.S.Link interessante riguardo alle <a href='http://www.fenenergia.it/files/blacklight_brochure.pdf' target='_blank'>celle Blacklight</a><br><br><span class="edit">Edited by sandro-meg - 9/1/2006, 23:20</span>

09-01-2006, 20:23
<div align='center'><div class='QUOTE_top' align='left'><b>CITAZIONE</b> (sandro-meg @ 9/1/2006, 19:27)</div><div id='QUOTE' align='left'>Vedo che, purtroppo, questo thread langue anche se a mio avviso, lo sviluppo dell&#39;idea dell&#39;idrino potrebbe portare a dei sviluppi importanti. Non commento lo sviluppo del MAHG di Naudin perche&#39;,per me,non abbiamo tutti i dati (il solito Naudin...),ma propongo una idea che sto attualmente testando per sapere se la teoria dell&#39;idrino e&#39; fattibile o meno. L&#39;idea e&#39; quella di mantenere il plasma accesso e stabile pur togliendo l&#39;alimentazione ad alto voltaggio tra i due elettrodi una volta che abbiamo innescato il plasma nella nostra cella abituale.<br>La cosa dovrebbe essere fattibile se,dall&#39;esterno,fornissimo idrogeno (magari con una semplice elettrolisi) proprio nelle vicinanze del catodo. Si riverrebbero a creare le condizioni necessarie affinchè il plasma dovrebbe rimanere accesso e per giunta molto piu&#39; stabile. L&#39;idrogeno dovrebbe scindersi in ioni H+ a seguito dell&#39;alto calore del catodo in W(effetto termoionico) per poi reagire con il catalizzatore (gli ioni salini disciolti ) per mantenere il plasma vivo.(H+ diventerebbe idrino rilasciando calore). <br>Quindi,una volta che il plasma e&#39; accesso nel metodo tradizionale,si passerebbe a questo nuovo metodo di alimentazione che dovrebbe funzionare se la teoria dell&#39;idrino e&#39; quella esatta a spiegare il fenomeno della fusione fredda. <br>Certo che se il plasma rimanesse accesso,si potrebbe finalmente sfruttare questa benedetta cella: il COP salirebbe alle stelle e si potrebbe riciclare lo stesso idrino piu&#39; volte diminuendo la produzione di idrogeno e quindi la potenza d&#39;ingresso.<br>Sto attualmente modificando la mia cella per poter lavorare in questo modo ma mi ci vora&#39; del tempo. Se qualcuno riesce ad anticiparmi ricordo di stare attenti &#33;&#33;&#33; L&#39;idrogeno, anche se in piccole quantita, esplode: non mescolatelo con l&#39;aria ma fatelo arrivare puro al catodo altrimenti potreste avere brutte sorprese.....(per una maggiore sicurezza bisogna produrlo tramite elettrolisi e consumarlo subito senza conservarlo) <br>Ciao</div></div><br>Buonasera,<br><br>temo che l&#39;autoalimentazione sia un&#39;utopia.Per ottimizzare il cop la cosa fondamentale è l&#39;alimentazione impusiva tramite swithching; in questo campo il lavoro di elettro-rik è fondamentale forse anche più del densimetro di Hell.<br><br>RIO

Hellblow
10-01-2006, 02:12
Fra l&#39;altro senza campo elettrico l&#39;emissione elettronica viene resa più difficile.

sandro-meg
11-01-2006, 00:50
Tu dici Hellblow? Io spero di si.....certo bisognerebbe riscaldare una superficie importante per far si che l&#39;elettrodo possa, con solo il suo calore,scindere l&#39;idrogeno ma non impossibile.<br>Questo sempre se la teoria dell&#39;idrino e&#39; quella giusta,logicamente con il modello teorico della cella Iorio-Cirillo sarebbe impensabile.<br>Attualmente,da come ho capito estrapolandomi la teoria dal sito della BlacklightPower e dal sito collegato Hidrino.org, la nostra cella funziona proprio perche&#39; abbiamo le condizioni simili ai loro test .<br>Cioe&#39; produciamo idrogeno e,ad un certo punto quando ne produciamo molto ed esso crea una sorta di barriera sul catodo, avviene una scarica che innesca la scissione dell&#39;idrogeno monoatomico.(la scarica avviene principalmente dove la barriera che funge da dielettrico e&#39; piu&#39; fine e cioe&#39; alla fine dell&#39;elettrodo dove la quantita&#39; di idrogeno e&#39; minore).<br>A questo punto interviene il catalizzatore (sali di potassio disciolto) che reagisce con l&#39;idrogeno monoatomico trasformandolo in idrino e rilasciando una quantita&#39; di calore molto alta che fa fondere il catodo (maggiore nel punto di contato della scarica e cioe&#39; sulla punta proprio a causa del maggior carburante ovvero l&#39;idrogeno monoatomico)<br>L&#39;instabilita&#39; del plasma dovrebbe essere proprio dovuto al fatto che esso non viene continuamente prodotto (infatti nel momento della scarica,il catodo e&#39; totalmente avvolto dall&#39;idrogeno,fatto pero&#39; importantissimo perche&#39; ci permette poi di innescare il plasma e quindi rilascio di energia), ed e&#39; proprio per questo che vorrei produrre idrogeno in modo separato per poi vedere che succede se viene a contatto con un grosso elettrodo dove magari e&#39; gia&#39; presente il plasma.(se e&#39; abbastanza grosso da mantenere calore allora,le scariche non dovrebbero piu&#39; servire)<br>Anzi, si potrebbe lavorare con una sola cella elettrolitica ma avendo 4 elettrodi e cioe&#39; una normale elettrolisi a bassa tensione (e quindi senza sviluppo di calore) che produrebbe l&#39;idrogeno continuamente e che verebbe incanalato in una specie di imbuto rovesciato (metallico che funge da catodo) dove in uscita ci sarebbe un &#39;ulteriore elettrodo (anodo) molto vicino alle pareti dell&#39;imbuto.In questo modo tutto l&#39;idrogeno prodotto precedentemente sarebbe costretto a passare in mezzo ai due elettrodi (ad alta tensione) che per mezzo di scariche impulsive lo trasformerebbero in idrogeno monoatomico.<br>In questo caso pero&#39; il plasma diverebbe stabile (produzione di idrogeno costante e scariche a frequenza modulata) e modulabile (basterebbe aumentare la produzione di idrogeno e la distanza dello spillo dall&#39;imbuto per avere piu&#39; idrogeno monoatomico e quindi piu&#39; calore sviluppato ).<br>E&#39; infatti proprio questo lo schema che sto attuando,a giorni vi sapro dire.<br>Che ne dite ? Potrebbe essere fattibile ?<br>Logicamente se l&#39;idrino esiste......magari. <img src='http://img.forumfree.net/html/emoticons/cool.gif' alt='cool.gif'> <br>Ciao<br> <br>

11-01-2006, 15:11
<div align='center'><div class='QUOTE_top' align='left'><b>CITAZIONE</b> (sandro-meg @ 11/1/2006, 00:50)</div><div id='QUOTE' align='left'>Tu dici Hellblow? Io spero di si.....certo bisognerebbe riscaldare una superficie importante per far si che l&#39;elettrodo possa, con solo il suo calore,scindere l&#39;idrogeno ma non impossibile.<br>Questo sempre se la teoria dell&#39;idrino e&#39; quella giusta,logicamente con il modello teorico della cella Iorio-Cirillo sarebbe impensabile.<br>Attualmente,da come ho capito estrapolandomi la teoria dal sito della BlacklightPower e dal sito collegato Hidrino.org, la nostra cella funziona proprio perche&#39; abbiamo le condizioni simili ai loro test .<br>Cioe&#39; produciamo idrogeno e,ad un certo punto quando ne produciamo molto ed esso crea una sorta di barriera sul catodo, avviene una scarica che innesca la scissione dell&#39;idrogeno monoatomico.(la scarica avviene principalmente dove la barriera che funge da dielettrico e&#39; piu&#39; fine e cioe&#39; alla fine dell&#39;elettrodo dove la quantita&#39; di idrogeno e&#39; minore).<br>A questo punto interviene il catalizzatore (sali di potassio disciolto) che reagisce con l&#39;idrogeno monoatomico trasformandolo in idrino e rilasciando una quantita&#39; di calore molto alta che fa fondere il catodo (maggiore nel punto di contato della scarica e cioe&#39; sulla punta proprio a causa del maggior carburante ovvero l&#39;idrogeno monoatomico)<br>L&#39;instabilita&#39; del plasma dovrebbe essere proprio dovuto al fatto che esso non viene continuamente prodotto (infatti nel momento della scarica,il catodo e&#39; totalmente avvolto dall&#39;idrogeno,fatto pero&#39; importantissimo perche&#39; ci permette poi di innescare il plasma e quindi rilascio di energia), &nbsp;ed e&#39; proprio per questo che vorrei produrre idrogeno in modo separato per poi vedere che succede se viene a contatto con un grosso elettrodo dove magari e&#39; gia&#39; presente il plasma.(se e&#39; abbastanza grosso da mantenere calore allora,le scariche non dovrebbero piu&#39; servire)<br>Anzi, si potrebbe lavorare con una sola cella elettrolitica ma avendo 4 elettrodi e cioe&#39; una normale elettrolisi a bassa tensione (e quindi senza sviluppo di calore) che produrebbe l&#39;idrogeno continuamente e che verebbe incanalato in una specie di imbuto rovesciato (metallico che funge da catodo) dove in uscita ci sarebbe un &#39;ulteriore elettrodo (anodo) molto vicino alle pareti dell&#39;imbuto.In questo modo tutto l&#39;idrogeno prodotto precedentemente sarebbe costretto a passare in mezzo ai due elettrodi (ad alta tensione) che per mezzo di scariche impulsive lo trasformerebbero in idrogeno monoatomico.<br>In questo caso pero&#39; il plasma diverebbe stabile (produzione di idrogeno costante e scariche a frequenza modulata) e modulabile (basterebbe aumentare la produzione di idrogeno e la distanza dello spillo dall&#39;imbuto per avere piu&#39; idrogeno monoatomico e quindi piu&#39; calore sviluppato ).<br>E&#39; infatti proprio questo lo schema che sto attuando,a giorni vi sapro dire.<br>Che ne dite ? Potrebbe essere fattibile ?<br>Logicamente se l&#39;idrino esiste......magari. <img src='http://img.forumfree.net/html/emoticons/cool.gif' alt='cool.gif'> <br>Ciao</div></div><br>Salve,<br><br>la tua prova è fattibile ma non credo che porter&agrave; vantaggi sostanziali.<br>Le possibilit&agrave; che l&#39;idrino esista sono alte. <br>Sarebbe interessante capire come il catalizzatore ( che tu indichi come i sali di potassio ) reagisca con l&#39;idrogeno monoatomico.<br>Il MAHG non ha catalizzatori.<br><br>RIO<br><br><span class="edit">Edited by Riovandaino - 11/1/2006, 15:12</span>

sandro-meg
11-01-2006, 19:08
<div align='center'><div class='QUOTE_top' align='left'><b>CITAZIONE</b> </div><div id='QUOTE' align='left'>Il MAHG non ha catalizzatori.</div></div><br>Ne sei sicuro? Naudin non dice nulla a riguardo a cio&#39; ma se ti vai a rivederti il documento di <a href='http://jlnlabs.imars.com/mahg/article.htm' target='_blank'>Moller,creatore del dispositivo,</a> a pag 14 vedrai che ,in basso a sinistra,nella fornace di reazione compare "l&#39;activation energy device" ....che cosa e&#39;? Non dovrebbe essere altro che il catalizzatore che permette la creazione dell&#39;idrino. Ma nel dispositivo di Naudin sembrerebbe non essere descritto.<br><div align='center'><div class='QUOTE_top' align='left'><b>CITAZIONE</b> </div><div id='QUOTE' align='left'>Sarebbe interessante capire come il catalizzatore ( che tu indichi come i sali di potassio ) reagisca con l&#39;idrogeno monoatomico</div></div><br>Be questo e ben descritto nel book della <a href='http://www.blacklightpower.com/theory/TOE%2002.10.03/Chapters/Chapter%205_110805.pdf' target='_blank'>Black Light Power</a> dove adirittura a pagina 264 hai la tabella dei vari catalizzatori.E&#39; una bella teoria quella da loro sviluppata anche se mi sembra troppo bella e facile la possibilita&#39; di sfruttarne appieno l&#39;energia derivante.<br>Guardate quante repliche positive e autorevoli sono presenti nel loro sito di <a href='http://www.hydrino.org/labreports.php' target='_blank'>RICERCA</a>. <br>Che ne dite ? E possibile che effettivamente siamo sul punto dello sfruttamento della cella? <br>Domani dovrebbe arrivarmi il tubetto ceramico che mi serve per crearmi la &#39;candela a scarica elettrica&#39; e,spero, per domenica fare i primi test (lavorare la ceramica e&#39; alquanto ostico...)<br>Ciao e ditemi se perdo tempo e soldi oppure si puo&#39; cavare qualcosa.<br>Bye bye <br>

11-01-2006, 20:06
Buonasera,<br><br>innanzitutto ti ringrazio per i link che mi paiono ottimi.<br>Naudin quindi ha usato un&#39;altra delle sue classiche reticenze che mi sa conosci bene lavorando in ambito M.E.G.<br>Forse aumentare la concentrazione di idrogeno nei pressi del catodo è la carta vincente anche se non ne sono convinto.<br>Con questi accorgimenti il cop salir&agrave; in modo esponenziale, e benchè questo argomento sia un pochino "disdegnato" nelle sezioni di fusione fredda, bisogna iniziare a porsi il problema di come estrerre e sfruttare l&#39;energia della cella una volta che la stessa sar&agrave; ottimizzata.A mio vedere questo comporter&agrave; grossi problemi di ingegnerizzazione.<br><br>RIO

sandro-meg
11-01-2006, 23:56
Calma calma prima di porsi problemi di ingegneria..... non sappiamo neanche se la teoria dell&#39;idrino e&#39; quella corretta....<br>Rilleggendomi parte dei thread precedenti riguardanti la banda di reazione, alla possibilita&#39; che il plasmi diventi isolante e alla diminuzione della corrente di ingresso una volta innescato il plasma, vorrei spiegare tutti questi fatti in una chiave diversa.<br>Riallacciandomi al mio post precedente e cioe&#39; che la scarica avviene nel basso del catodo dove l&#39;idrogeno risulta essere in quantita&#39; minore rispetto all&#39;intera lunghezza del catodo, volevo chiarire il perche&#39; nella cella Iorio-Cirillo si nota una diminuzione della corrente assorbita rispetto alla fase in cui non e&#39; ancora comparso il plasma.<br>Secondo il mio parere la diminuzione di corrente e&#39; dovuta all&#39;idrogeno che rimane intrappolato tra il catodo e il plasma stesso: e&#39; questo piccolo strato di idrogeno che,fungendo da isolante, blocca la corrente e, per di piu&#39;, partecipa in modo minore al sostentamento del plasma.Infatti ,da quel che ne so io, il plasma e&#39; un ottimo conduttore di corrente proprio perche&#39; è un gas ionizzato composto da ioni, elettroni e particelle neutre.(<a href='http://linux.ifp.cnr.it/plasma.html' target='_blank'>Per esempio guardate questo link)</a><br>Dopo l&#39;innesco del plasma,la produzione dell&#39;idrogeno avviene solamente nel punto piu&#39; basso del catado ma,quando avviene, si ha un blocco della circolazione della corrente (poiche&#39; il catodo e&#39; totalmente avvolto dall&#39;idrogeno) ed avviene un&#39;ulteriore scarica che scinde l&#39;idrogeno in monoatomico che, a contato con il reagente (sali di potassio), rialimenta il plasma(idrino + calore).Dopo quell&#39;istante l&#39;idrogeno lascia libero il catodo inferiore (diventa idrino e sale all&#39;esterno del boiler) e si ha nuovamente creazione di idrogeno con conseguente scarica etc. etc.(la scarica avviene sempre dove il dielettrico e&#39; minore e cioe&#39; dove lo strato di idrogeno e&#39; piu&#39; sottile)<br>Proprio a causa di questo metodo di funzionamento,il catodo ha una piccollissima zona dove far passare gli elettroni (e quindi la corrente) e per di piu&#39; in modo discontinuo: la resistenza della cella diventa cosi&#39; molto elevata e la corrente diminuisce.<br>Sono stato chiaro ? Puo&#39; essere fattibile questa descrizione? <br>Poi c&#39;e&#39; ancora da chiarire il perche&#39; l&#39;idrogeno che sta sopra la punta del catodo non partecipa al mantenimento del plasma.Be questo e&#39; relativamente semplice e il perche&#39; e&#39; dovuto al fatto che non e&#39; a contato con il reagente ma solo con il plasma e al catodo.Una parte di idrogeno (quella che non ha partecipato alla formazione del plasma) viene comunque assorbita dal plasma stesso (il plasma che noi vediamo e&#39; appunto stata formata dall&#39; idrogeno) ma in parte minima.L&#39;idrogeno cosi&#39; &#39;consumato&#39; ha comunque la possibilita&#39; di essere rimpiazzato(e quindi isolare nuovamente il catodo) ma non ha la possibilita&#39; di diventare idrino (il plasma fa da barriera).<br>Inoltre il plasma pur avendo temperature elevatissime,non riesce a trasferirle all&#39;esterno in modo soddisfacente (solo conduzione atomica e cioe&#39;con collisione atomo-atomo).Questo comporta che la parte superiore del catodo non fonda (in piu&#39; e&#39; protetto dall&#39;idrogeno che fa da cuscinetto).<br>Ecco spiegato anche il perche&#39; il catodo si consumi perfettamente a punta.....<br>Ma serve avere un plasma per ottenere overunity? Secondo me no&#39;, e&#39; FIGO.... ma non efficace.<br>L&#39;importante e&#39; controllare bene il fenomeno dopo averlo capito.<br>Dai GURU della fusione fredda smontatemi il castello di carte che mi sono costruito.... <img src='http://img.forumfree.net/html/emoticons/wink.gif' alt='wink.gif'> <br>Ciao<br><br><span class="edit">Edited by sandro-meg - 12/1/2006, 08:08</span>

Quantum Leap
12-01-2006, 09:36
Ciao Sandro <img src='http://img.forumfree.net/html/emoticons/biggrin.gif' alt='biggrin.gif'> ,<br><br>della tua trattazione c&#39;è poco da smontare... o, detta in altre parole, ci sono alcune tue interpretazioni che stridono con le nostre ma...<br><br>1) un plasma normalmente conduce corrente elettrica, tuttavia, questa peculiarit&agrave; è strettamente legata anche ai suoi moti browniani di agitazione termica. Se la temperatura è molto elevata dovuta a un campo elettrico localmente molto elevato, i moti browniani PREVALGONO sui moti di conduzione, ed ecco che il plasma non conduce. Questo è il senso. <br><br>2) il plasma non è una cosa diversa dall&#39;idrogeno... ciò significa che quando innesco il plasma, lo stesso innesco è la prova che sono riuscito a concentrare una nube di ioni H+ attorno al catodo. Una volta innescato il "balletto" plasmatico, ogni cosa che ci capita dentro si ionizza ed ecco che emette luce. Da questo punto potrebbe avere ragione Mills (e quindi tu con le tue osservazioni). Infatti quando questi ioni H+ incontrano gli elettroni emessi dal catodo, formano sicuramente idrogeno (monoatomico o biatomico poco importa) tuttavia, secondo noi, una certa percentuale di questi "incontri" fra H+ ed elettrone, potrebbe dare adito alla formazione di un neutrone. Secondo te e Mills, al posto del neutrone, dovrebbe formarsi un idrino. Bene. Potrebbe essere. Ma rispetto al tuo ragionamento il punto di partenza è diverso. Tu parti da idrogeno (monoatomico) gi&agrave; formato da trasformare in idrino grazie al potassio. Il nostro ragionamento parte da ioni idrogeno dissolti in soluzione che incontrando l&#39;elettrone, invece di trasformarsi in idrogeno monoatomico, si trasformano in idrini sfruttando l&#39;effetto "condensatore" del potassio ..... ti piace?<br><br>3) il catodo si consuma prima alla punta perchè in quella zona, a causa della curvatura elevata e della presenza di spigoli vari, il campo elettrico è più elevato (a parit&agrave; di distanza da esso).<br><br>Ciao a tutti <img src='http://img.forumfree.net/html/emoticons/wink.gif' alt='wink.gif'>

sandro-meg
12-01-2006, 18:40
Ciao Quantum e grazie per l&#39;attenzione. &#33;&#33;&#33;&#33;&#33;<br>Scusa se insisto ma vorrei chiarire meglio con te questi punti proprio perche&#39; la vostra teoria sulla cella ha per me dei lati contradittori che non riesco a concilliare con i dati sperimentali.Avete fatto un ottimo lavoro ma vorrei capire bene alcune cose:<br><div align='center'><div class='QUOTE_top' align='left'><b>CITAZIONE</b> </div><div id='QUOTE' align='left'>1) un plasma normalmente conduce corrente elettrica, tuttavia, questa peculiarit&agrave; è strettamente legata anche ai suoi moti browniani di agitazione termica. Se la temperatura è molto elevata dovuta a un campo elettrico localmente molto elevato, i moti browniani PREVALGONO sui moti di conduzione, ed ecco che il plasma non conduce. Questo è il senso<br>3) il catodo si consuma prima alla punta perchè in quella zona, a causa della curvatura elevata e della presenza di spigoli vari, il campo elettrico è più elevato (a parit&agrave; di distanza da esso).<br></div></div><br>Si io ho capito quello che vuoi dire ma esso si scontra col fatto che il plasma e&#39; conduttore di natura e proprio perche&#39; sono liberi i portatori di carica.Un fortissimo campo elettrico applicato esternamente al plasma,dividerebbe spazialmente i vari portatori di carica all&#39;interno stesso del plasma ma basterebbe che il campo stesso fosse a contatto con il plasma che si avrebbe conduzione di corrente. Lo stesso moto Browniano di cui parli non avrebbe la possibilita&#39; di bloccare il trasferimento di carica.Infatti i plasmi hanno temperature elevatissime (rapportate alla pressione) e mantengono sempre la capacita&#39; di trasporto della corrente.<br>Ammettiamo invece che hai ragione e che il plasma diventasse un isolante: a questo punto la temperatura dovrebbe essere elevatissima (perche il moto Browniano possa bloccare i portatori di carica) ed inoltre affermi che tutto il catodo dovrebbe essere avvolto dal plasma. A questo punto mi aspetterei di veder fondere tutto il catodo e non solo la punta.(anche ammetendo che si abbi trasferimento termico solo per conduzione atomica ).<br>Altra cosa e&#39; che non mi spiego perche&#39; il plasma dovrebbe far diventare il catodo a punta: se e&#39; vero che la scarica avviene principalmente dove puo&#39; esistere l&#39;effetto punta allora,dopo un periodo di tempo x, il catodo non dovrebbe avere piu&#39; punte e la parte finale(ex-punta) assumere una forma sferica (fusione del materiale ad ogni scarica) e questo porterebbe ad avere delle scariche random sull&#39;intero catodo e quindi un suo consumo equilibrato.<br>Questo pero&#39; non avviene come non avviene la fusione del catodo lontano dalla punta.<br>Perche&#39; ? <br><br><div align='center'><div class='QUOTE_top' align='left'><b>CITAZIONE</b> </div><div id='QUOTE' align='left'>2) il plasma non è una cosa diversa dall&#39;idrogeno... ciò significa che quando innesco il plasma, lo stesso innesco è la prova che sono riuscito a concentrare una nube di ioni H+ attorno al catodo. Una volta innescato il "balletto" plasmatico, ogni cosa che ci capita dentro si ionizza ed ecco che emette luce. Da questo punto potrebbe avere ragione Mills (e quindi tu con le tue osservazioni). Infatti quando questi ioni H+ incontrano gli elettroni emessi dal catodo, formano sicuramente idrogeno (monoatomico o biatomico poco importa) tuttavia, secondo noi, una certa percentuale di questi "incontri" fra H+ ed elettrone, potrebbe dare adito alla formazione di un neutrone. Secondo te e Mills, al posto del neutrone, dovrebbe formarsi un idrino. Bene. Potrebbe essere. Ma rispetto al tuo ragionamento il punto di partenza è diverso. Tu parti da idrogeno (monoatomico) gi&agrave; formato da trasformare in idrino grazie al potassio. Il nostro ragionamento parte da ioni idrogeno dissolti in soluzione che incontrando l&#39;elettrone, invece di trasformarsi in idrogeno monoatomico, si trasformano in idrini sfruttando l&#39;effetto "condensatore" del potassio ..... ti piace?</div></div><br><br>Si ok e&#39; che le applicazione per lo sfruttamento del fenomeno sarebbero molto diverse.Tu cercheresti sempre di avere un plasma lavorando con un campo elettrico, io, invece,mi accontenterei di scindere poche mollecole di idrogeno alla volta senza creare plasmi ma solo calore sfruttabile. (il mantenimento e l&#39;accensione del plasma e&#39; molto oneroso in termini energetici ed e&#39; difficile il prelievo di energia dallo stesso).<br>E&#39; proprio per questo che vorrei capire se la teoria dell&#39;idrino fa buchi da qualche parte,in fondo spiegherebbe bene anche i punti sopra menzionati e,cosa maggiore, sarebbe piu&#39; facilmente sfruttabile.<br>Grazie e scusa se ti &#39;rompo&#39; con le mie domande.......<br>Ciao<br><br>

Quantum Leap
13-01-2006, 15:47
Caro Sandro,<br>il campo elettrico, seppur fortissimo, è variabile e il periodo di oscillazione di tale campo è dell&#39;ordine di 10^-8 secondi. Tale variazione "incasina" il discorso sulla conduzione dovuta al campo, incrementa le ionizzazioni e ciò incrementa il calore confinato nella zona e abbassa la conducibilt&agrave; (= moto prevalentemente unidirezionale) dei portatori di carica. La conduzione elettrica la si ha sopra, nel copricatodo, nella parte non investita direttamente dal plasma ma che resta solo "umida". La prova indiretta di questo fatto è data dal riscontro che si ha quando il plasma innesca: a prescindere dalla porzione di catodo esposta, quando si innesca il plasma, la corrente scende drasticamente (1-2 A a 0,2 M ; 2-3 A a 0,5 M - sempre di K2CO3). Prima dell&#39;innesco la conduzione (e quindi la corrente) dipende direttamente dalla tensione e dalla superficie esposta. Dopo l&#39;innesco non è più così. La nostra deduzione è che il plasma blocca o limita molto la conduzione. Ovviamente ogni altro modello in grado di spiegare meglio questa cosa è bene accetto.<br>Riguardo il discorso del catodo a punta e similaria, quando dici <br><div align='center'><div class='QUOTE_top' align='left'><b>CITAZIONE</b> </div><div id='QUOTE' align='left'>dopo un periodo di tempo x, il catodo non dovrebbe avere piu&#39; punte e la parte finale(ex-punta) assumere una forma sferica (fusione del materiale ad ogni scarica)</div></div> <br>fai centro pienamente. Infatti, il tungsteno, per la sua elevata temperatura di fusione e per la sua durezza, si "sbriciola", si "crepa" ma non fonde in maniera classica, cioè non "gocciola". Tuttavia se utilizzi un metallo meno estremo, come rame o ferro o altro, vedrai proprio quello che tu dici, la formazione di una "palla fusa", di una sfera, nella parte sottostante il catodo, proprio dove il tungsteno presenta una punta frastagliata. <br><br>Tuttavia... riguardo la tua idea di sfruttamento della cella, vedi se ho capito. Tu vuoi ottenere idrogeno dalla cella (H2) da rendere monoatomico e poi, eventualmente, idrino? Oppure no? Ma come fai a rendere H2 ---&#62; H e poi Hydrino?<br><br><br>Fammi sapere più dettagli, questa cosa incuriosisce molto.<br><br>Ciao <img src='http://img.forumfree.net/html/emoticons/wink.gif' alt='wink.gif'>

sandro-meg
13-01-2006, 22:45
<div align='center'><div class='QUOTE_top' align='left'><b>CITAZIONE</b> </div><div id='QUOTE' align='left'> La nostra deduzione è che il plasma blocca o limita molto la conduzione. Ovviamente ogni altro modello in grado di spiegare meglio questa cosa è bene accetto.</div></div><br>Il vostro modello e&#39; praticamente identico a quello che io ho in mente(anche se non ancora del tutto chiaro) e varia solo di alcuni punti che pero&#39; sposano la teoria dell&#39;idrino e spiegano la non fusione dell&#39;intero catodo.<br>La spiegazione dell&#39;innesco del plasma coincide perfettamente con il mio modello: a quel punto pero&#39; tu affermi che la conduzione di corrente avviene nella banda di reazione per me,invece, avviene tutto attorno al catodo dove e&#39; presente un sottilissimo strato di idrogeno sottoposto al forte campo elettrico che lo fa diventare plasma.Il plasma pero&#39; conduce corrente (poca,il maggior consumo come vedremo,ci sara nella punta) ma non piu&#39; come nella fase precedente dove avveniva anche l&#39;elettrolisi(forte consumo di corrente con l&#39;intero catodo interessato alla reazione).A questo punto l&#39;elettrolisi cessa quasi del tutto poiche&#39;,il catodo, rimane isolato dalla soluzione per colpa dell&#39;idrogeno (plasma) che lo avvolge completamente.<br>In verita&#39; se lo scorporiamo da quello che avviene sulla punta (dove viene a crearsi energia overunity per mezzo dell&#39;idrino ),non avremo creato altro che una lampada al plasma........poco calore ma solo plasma dovuto al forte campo elettrico e al piccolo strato di idrogeno.<br>Il plasma inoltre rimane avvolto al catodo proprio a causa dello stesso campo elettrico che lo ha generato.<br>Questo e&#39; quello che secondo me avviene nella parte superiore del catodo:quello che avviene nella parte finale del catodo e&#39; invece piu&#39; interessante.<br>Nella parte finale del catodo, la produzione di idrogeno e&#39; minore (l&#39;idrogeno generato dall&#39;elettrolisi risale lungo tutto il catodo) e quindi lo strato di gas H2 (poi,a innesco avvenuto,diventera&#39; plasma) e&#39; minore.Ad un certo punto ,essendo il catodo totalmente avvolto dall&#39; idrogeno ed essendo la parte finale quello con una minore quantita di idrogeno(che funge in questo caso da dielettrico), avviene una scarica.Questa scarica rompe la moleccola di idrogeno facendolo diventare idrogeno monoatomico.A questo punto (anche a causa della scarica),l&#39;idrogeno monoatomico riesce a reagire con i sali di potassio diventando idrino e rilasciando energia facendo cosi&#39; fondere il punto dove e&#39; avvenuta la scarica.<br>E&#39; solo qui che si ha un forte sviluppo di calore (puo&#39; avvenire anche in altri punti,dipende solamente dallo strato di idrogeno).Inoltre lo stesso calore rilasciato, va ad aumentare il livello energetico dell&#39;intero plasma.<br>A questo punto (solo in quella zona) si ha una nuova elettrolisi con produzione di idrogeno che isola nuovamente il catodo e il ciclo ricomincia.<br>Come vedi il modello e&#39; praticamente identico al tuo tranne per la questione della formazione dell&#39;idrino e della conducibilita&#39; del plasma.(nessuna banda di reazione).<br><br><div align='center'><div class='QUOTE_top' align='left'><b>CITAZIONE</b> </div><div id='QUOTE' align='left'>Infatti, il tungsteno, per la sua elevata temperatura di fusione e per la sua durezza, si "sbriciola", si "crepa" ma non fonde in maniera classica, cioè non "gocciola". Tuttavia se utilizzi un metallo meno estremo, come rame o ferro o altro, vedrai proprio quello che tu dici, la formazione di una "palla fusa", di una sfera, nella parte sottostante il catodo, proprio dove il tungsteno presenta una punta frastagliata. </div></div><br><br>Dipende da come la vedi....secondo il mio punto di vista e&#39; proprio il tungsteno, che avendo una temperatura di fusione molto alta ed essendo il calore svillupato dall&#39;idrino molto localizzato, si riesce a notare come avviene la fusione(bada bene che possono avvenire delle scariche e quindi delle fusioni,anche in&#39;altre parti del catodo,dipende molto dalla struttura dell&#39;elettrodo).Con un&#39;altro materiale che fonde ad una temperatura piu&#39; bassa si fondera&#39; molto piu&#39; materiale che rendere difficile l&#39;individazione di quello che sta accadendo.......<br>Se non mi sbaglio e ho reso l&#39;idea del modello di cui sopra,vedrai che esso puo&#39; spiegare quasi tutti i dubbi che avevo riguardo al modello da voi proposto e cioe&#39; la mancanza di neutroni (anche se in determinate condizioni e con il riutilizzo degli idrini come gas si potrebbe arrivare a conteggiarli ), la fusione del catodo che avviene maggiormente in punta, la forma che assume il catodo (a punta), la possibilita&#39; di innescare il plasma anche senza zona di reazione o anche sotto l&#39;acqua corrente,etc etc.....<br><div align='center'><div class='QUOTE_top' align='left'><b>CITAZIONE</b> </div><div id='QUOTE' align='left'> Tuttavia... riguardo la tua idea di sfruttamento della cella, vedi se ho capito. Tu vuoi ottenere idrogeno dalla cella (H2) da rendere monoatomico e poi, eventualmente, idrino? Oppure no? Ma come fai a rendere H2 ---&#62; H e poi Hydrino?<br>Fammi sapere più dettagli, questa cosa incuriosisce molto.</div></div><br><br>Le applicazioni e brevetti per questo tipo di funzionamento c&#39;e&#39; ne sono a iosa.....diciamo che ad un hobbista non sono proprio semplici da creare......o troppo difficili meccanicamente o troppo pericolosi da fare in casa.Per fortuna che pero&#39; esiste la vostra cella che,opportunamente modificata, potrebbe essere molto reditizzia.<br>Diciamo che la cosa piu&#39; semplice da fare e&#39; quella di creare idrogeno trammite una elettrolisi normale e,successivamente per mezzo di una scarica elettrica, scinderlo in idrogeno monoatomico in modo da creare l&#39;idrino per mezzo del potassio o altro reagente.Si potrebbe incanalare l&#39;idrogeno in un tubicino di ceramica (molto stretto poiche&#39; potrebbe essere moolto pericoloso se il tutto funziona) e, qualche mm prima che riesca nella soluzione salina, creare una scintilla elettrica all&#39;interno del tubicino.Il gas che uscira sara in parte idrogeno monoatomico e, reagendo con il potassio, dovrebbe rilasciare calore e non ci troveremo piu&#39; nessuna fusione(la ceramica fonde a molti gradi in piu&#39;) ne plasma da mantenere.<br>Questa e&#39; una idea come quella di scaldare il tugesteno a migliaia di gradi e sfruttare la termoionica per la produzione dell&#39;idrogeno monoatomico....basta sbizzarirci se e&#39; questa la soluzione della cella....<br>L&#39;unica cosa certa e&#39; che se la teoria dell&#39;idrino risulta quella vincente la cella attuale ha dei limiti(e pur riesce a presentare dei COP elevati &#33;&#33;&#33;&#33;).<br>Prima di tutto siamo quasi obbligati a usare una corrente continua o quasi (al massimo possiamo usare una frequenza elevata o un duty cycle prossimo al 100 %).Questo perche&#39; se smettiamo di alimentare la cella,il campo elettrico non vincola piu&#39; l&#39;idrogeno (plasma) che circonda il catodo liberandolo....<br>Inoltre quando avviene la scarica (quella che poi ci serve veramente) la cella consuma molto corrente ed e&#39; praticamente sprecata (si potrebbe modificare opportunamente il circuito per recuperare parte della scarica). <br>Sono stato chiaro? Dimmi per favore i punti che non combaciano o che ti appaiono &#39;deliranti&#39;....<br>Ciao<br><br><span class="edit">Edited by sandro-meg - 14/1/2006, 19:56</span>

14-01-2006, 23:46
Salve Raga,<br><br>Vi sto leggendo con molto interesse, continuate cosi...<br><br><br>Comunque sandro-meg, quello che tu dici del velo di idrogeno che circonda il catodo è la stessa cosa che dice quantum, probabilmente la banda di reazione o l&#39;effetto condensatore come lo chiama quantum è proprio quello...è una questione di definizioni,..state dicendo, mi pare, la stessa cosa,.. comunque è interessante <img src='http://img.forumfree.net/html/emoticons/happy.gif' alt='happy.gif'> <img src='http://img.forumfree.net/html/emoticons/happy.gif' alt='happy.gif'> <br><br>ciao raga

sandro-meg
15-01-2006, 11:10
Ciao Thot<br>non proprio...... diciamo che per Quantum e&#39; nella banda di reazione (la parte del catodo che sta&#39; all&#39;interno della ceramica) dove continua ad avvenire l&#39;elettrolisi (e quindi circolazione di corrente),per me no.Per me e&#39; proprio il plasma (logicamente di idrogeno) che conduce,anche se debolmente, e il consumo maggiore di corrente si ha nella punta dove avviene il maggior numero di scariche elettriche e rilascio di nuovo idrogeno. <br>L&#39;effetto condensatore e&#39; invece quello creato dal potassio ma qui tutte le spiegazioni di Quantum sono per me combacianti.....anzi senza quel effetto condensatore l&#39;idrino non potrebbe nemmeno nascere.<br>Ripeto,il modello di Quantum combacia perfettamente a quello che accade nella cella tranne per quelle 2 cosette dette nel precedente post.<br>Purtroppo la ceramica mi si e&#39; rotta e le prove che volevo fare sono fallite.....bisogna pensare e costruire qualcosa che neghi o confermi la presenza degli idrini senza diventare matti.....avanti con le idee.<br>Ciao<br><br>P.S. Sul sito della <a href='http://www.blacklightpower.com/process.shtml#' target='_blank'> Black light Power </a>esiste una bellissima applicazione java che chiarisce bene come funziona il processo ed e&#39; proprio utilizzato il potassio (<b>Tutorial of the BlackLight Process</b>). Sembra proprio la nostra cella....<br><br><span class="edit">Edited by sandro-meg - 15/1/2006, 12:56</span>

15-01-2006, 17:25
<br>Ho capito raga &#33;&#33;&#33;.... <img src='http://img.forumfree.net/html/emoticons/wink.gif' alt='wink.gif'> <img src='http://img.forumfree.net/html/emoticons/wink.gif' alt='wink.gif'> <img src='http://img.forumfree.net/html/emoticons/wink.gif' alt='wink.gif'><br><br>Tu consideri il plasma stesso l&#39;elemento conduttivo,...... <img src='http://img.forumfree.net/html/emoticons/smile.gif' alt='smile.gif'> <img src='http://img.forumfree.net/html/emoticons/smile.gif' alt='smile.gif'> <br><br>Molto, interessante.....Ok mi è chiaro il tuo punto di vista.<br><br>L&#39;effetto condensatore del potassio sarebbe da innesco e da regolatore , il plasma stesso porterebbe corrente di conduzione,...ci devo pensare un po.. <img src='http://img.forumfree.net/html/emoticons/wacko.gif' alt='wacko.gif'> <br><br>

berlitz
15-01-2006, 21:41
Ciao,<br>leggendo i post di questo thread ed altre di questo forum, cerco di focalizzare il discorso su un punto: se al posto del neutrone ci mettiamo l&#39;idrino, forse si spiegeherebbe molte cose della GDPE.<br>- basterebbe un elettrone libero ed uno ione H+ (quindi nella maggior parte dei casi un protone), in opprtune condizioni, per formare l&#39;idrino con conseguente rilascio di energia, mentre per il neutrone, oltre i due elementi, c&#39;e&#39; necessita&#39; di altra energia non trascurabile che non e&#39; comunque disponibile a livello termico. In condizione di elettrolisi normale non esiste l&#39;elettrone libero, pero&#39; se si supera una certa tensione di soglia si liberano degli elettroni (o meglio vengono emessi) dal catodo, dando inizio alla formazione del plasma...<br>- il fatto che non siano, finora, stati trovati neutroni nei vari tentativi di Quantum Leap e di Ennio Vorcirzio, spiegherebbe semplicemente che questo nucleone allo stato libero non c&#39;e&#39; perche&#39; non e&#39; stato prodotto.<br>- l&#39;idrino potrebbe essere il responsabile delle trasmutazioni osservate nel catodo di tungsteno. Se si assume per ipotesi che l&#39;idrino non leghi chimicamente con altri elementi, potrebbe, nel suo cammino da agitazione termica, avvicinarsi, poniamo, all&#39;atomo di tungsteno, polarizzarsi, attraversare la nube elettronica dell&#39;atomo, avvicinarsi al nucleo, ripolarizzarsi e, quindi, fondersi con esso trasmutandolo con conseguenza emisisone di energia. L&#39;energia emessa dovrebbe essere paragonabile a quella dei raggi gamma, sia pure inferiore a quella emessa nel caso del neutrone, pero&#39;, per quello che ne so io, non sono state riscontrate queste radiazioni. Poiche&#39; l&#39;idrino ha, in teoria, infiniti stati energetici inferiori a quello fondamentale dell&#39;idrogeno, l&#39;idrino stesso potrebbe subire numerosi cambiamenti di stato nel fondersi con il nucleo quindi con conseguente rilascio di piu&#39; pacchetti di energia inferiore paragonabile all&#39;ultravioletto.<br>- lo stesso meccanismo puo&#39; essere applicato anche agli atomi della soluzione, quindi se ci fosse veramente l&#39;idrino dovrebbe esserci produzione di deuterio. Penso che, se si riesce a trovare questo isotopo in concentarazioni piu&#39; abbondante rispetto a quello di partenza nei processi della GDPE, bisognerebbe studiare piu&#39; a fondo questa nuova teoria di Mills.<br>In attesa di vostre repliche, vi saluto<br>Francesco

kalos66
16-01-2006, 09:12
<div align='center'><div class='QUOTE_top' align='left'><b>QUOTE</b> (berlitz @ 15/1/2006, 21:41)</div><div id='QUOTE' align='left'>- lo stesso meccanismo puo&#39; essere applicato anche agli atomi della soluzione, quindi se ci fosse veramente l&#39;idrino dovrebbe esserci produzione di deuterio. Penso che, se si riesce a trovare questo isotopo in concentarazioni piu&#39; abbondante rispetto a quello di partenza nei processi della GDPE, bisognerebbe studiare piu&#39; a fondo questa nuova teoria di Mills.<br>In attesa di vostre repliche, vi saluto<br>Francesco</div></div><br>Ciao, ottime considerazioni , esposizione e sintesi . Mi s&agrave; che il deuterio in concentrazioni anomale è stato trovato <img src='http://img.forumfree.net/html/emoticons/smile.gif' alt='smile.gif'> <img src='http://img.forumfree.net/html/emoticons/smile.gif' alt='smile.gif'> , non riesco a trovare il "paper" in cui veniva esposto <img src='http://img.forumfree.net/html/emoticons/sad.gif' alt='sad.gif'> ( Porc* putt*** ) .<br>Ciao

sandro-meg
16-01-2006, 21:32
<div align='center'><div class='QUOTE_top' align='left'><b>CITAZIONE</b> </div><div id='QUOTE' align='left'>basterebbe un elettrone libero ed uno ione H+ (quindi nella maggior parte dei casi un protone), in opprtune condizioni, per formare l&#39;idrino con conseguente rilascio di energia....</div></div><br>Diciamo che la scissione dell&#39;H2 in 2H e la presenza del potassio,puo&#39; dar luogo all&#39;idrino e all&#39;overunity.La presenza di altri sali (tipo sodio), si ha sempre rilascio di energia (nella ricombinazione da 2H ad H2 ) ma senza overunity.....<br><div align='center'><div class='QUOTE_top' align='left'><b>CITAZIONE</b> </div><div id='QUOTE' align='left'>l&#39;idrino potrebbe essere il responsabile delle trasmutazioni ....</div></div><br>Esattamente anche se il processo non mi e&#39; chiaro (anzi per dire la verita&#39; non l&#39;ho nemmeno letto....)<br><div align='center'><div class='QUOTE_top' align='left'><b>CITAZIONE</b> </div><div id='QUOTE' align='left'>lo stesso meccanismo puo&#39; essere applicato anche agli atomi della soluzione, quindi se ci fosse veramente l&#39;idrino dovrebbe esserci produzione di deuterio</div></div><br>Questo non penso....da quello che ho letto l&#39;idrino si ricombina con un&#39;altro idrino formando perossido di.... (non ricordo il nome ma e scritto sempre nel sito della Black light power).<br><br>Vi propongo un&#39;altro link dove vengono testati 2 sali (K2CO3 e Na2CO) in una cella elettrolitica a bassa tensione dove risulta overunity solamente la cella con il potassio.... <a href='http://www.blacklightpower.com/papers/Electrolysis042804.pdf' target='_blank'>Buona lettura</a><br>Ciao<br><br><span class="edit">Edited by sandro-meg - 16/1/2006, 21:34</span>

17-01-2006, 19:09
<div align='center'><div class='QUOTE_top' align='left'><b>CITAZIONE</b> (sandro-meg @ 16/1/2006, 21:32)</div><div id='QUOTE' align='left'><div align='center'><div class='QUOTE_top' align='left'><b>CITAZIONE</b> </div><div id='QUOTE' align='left'>basterebbe un elettrone libero ed uno ione H+ (quindi nella maggior parte dei casi un protone), in opprtune condizioni, per formare l&#39;idrino con conseguente rilascio di energia....</div></div><br>Diciamo che la scissione dell&#39;H2 in 2H e la presenza del potassio,puo&#39; dar luogo all&#39;idrino e all&#39;overunity.La presenza di altri sali (tipo sodio), si ha sempre rilascio di energia (nella ricombinazione da 2H ad H2 ) ma senza overunity.....<br><div align='center'><div class='QUOTE_top' align='left'><b>CITAZIONE</b> </div><div id='QUOTE' align='left'>l&#39;idrino potrebbe essere il responsabile delle trasmutazioni ....</div></div><br>Esattamente anche se il processo non mi e&#39; chiaro (anzi per dire la verita&#39; non l&#39;ho nemmeno letto....)<br><div align='center'><div class='QUOTE_top' align='left'><b>CITAZIONE</b> </div><div id='QUOTE' align='left'>lo stesso meccanismo puo&#39; essere applicato anche agli atomi della soluzione, quindi se ci fosse veramente l&#39;idrino dovrebbe esserci produzione di deuterio</div></div><br>Questo non penso....da quello che ho letto l&#39;idrino si ricombina con un&#39;altro idrino formando perossido di.... (non ricordo il nome ma e scritto sempre nel sito della Black light power).<br><br>Vi propongo un&#39;altro link dove vengono testati 2 sali (K2CO3 e Na2CO) in una cella elettrolitica a bassa tensione dove risulta overunity solamente la cella con il potassio.... <a href='http://www.blacklightpower.com/papers/Electrolysis042804.pdf' target='_blank'>Buona lettura</a><br>Ciao</div></div><br>Salve,<br><br>questo sembra confermare le previsioni dei quantum sull&#39;importanza del potassio.<br>Comunque il documento è molto complesso, bisogna destreggiarsi fra inglese tecnico e formule da capogiro, e secondo me il potassio non è l&#39;unico catalizzatore possibile.<br>Bisogna fare misurazioni precise e accettabili sulle celle per verificare l&#39;energia in eccesso con sali diversi ( della serie fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio... ).

Hellblow
18-01-2006, 13:58
Ricordo che la teoria degli Idrini è da verificare, sia come validit&agrave; che come correttezza dell&#39; impostazione e delle equazioni <img src='http://img.forumfree.net/html/emoticons/wink.gif' alt='wink.gif'><br>Comunque, far speculazioni con questa teoria è sicuramente utile <img src='http://img.forumfree.net/html/emoticons/smile.gif' alt='smile.gif'><br><br><hr><br><div align='center'><div class='QUOTE_top' align='left'><b>CITAZIONE</b> </div><div id='QUOTE' align='left'>lo stesso meccanismo puo&#39; essere applicato anche agli atomi della soluzione, quindi se ci fosse veramente l&#39;idrino dovrebbe esserci produzione di deuterio</div></div><br><br>Per accadere ciò dovremmo avere una situazione in cui due protoni sono legati ed un elettrone si &#39;infila&#39; in uno dei protoni. Dato che si parla di idrogeno, la coppia protone non l&#39;abbiamo perchè nel caso di H2 avremmo coppia H-H completa, nel caso di H+ avremmo singolo protone, che difficilmente si avvicina ad un altro protone <img src='http://img.forumfree.net/html/emoticons/wink.gif' alt='wink.gif'><br>Resta la possibilit&agrave; che un elettrone si infili in un protone, formando neutrone, e poi che questo si attacchi ad un atomo di H. <br>Questa possibilit&agrave; però non è poi cosi&#39; probabile <img src='http://img.forumfree.net/html/emoticons/wink.gif' alt='wink.gif'>

sandro-meg
18-01-2006, 21:11
Quantum ci sei ?<br>Chi mi sa dire l&#39;ordine delle frequenze che occorre per scindere l&#39;idrogeno in singoli atomi ?<br>Per la potenza si puo&#39; fare un semplice calcolo da questa formula ( H2--&#62;2H -422kJ) e quindi sapere all&#39;incirca quante molecole si possono spezzare....<br>Piu&#39; leggo e esperimento questa benedetta cella, piu&#39; mi convinco che la soluzione sia quella di lavorare con i gas a bassa pressione e microonde. In fondo quelli della Black Light Power hanno perfettamente ragione a seguire proprio questa strada se pensano che l&#39;unico responsabile all&#39;overunity sia l&#39;idrino.<br>Per quanto ci danniamo a salvare il catodo e di sfruttare il calore svillupato,piu&#39; mi capacito che la strada della cella e&#39; limitata.Il contato dell&#39;idrogeno sul catodo e l&#39;arco elettrico che realiziamo, sprigionano multipli di 422 Kj localizzati sul medesimo punto .<br>Anche se lasciamo perdere il discorso dell&#39;idrino (e quindi l&#39;uso del potassio come reagente per avere overunity),anche la sola classica ricombinazione dell&#39;atomo di idrogeno in molecola riesce a fondere il catodo .(vedi <a href='http://www.lateralscience.co.uk/AtomicH/atomicH.html' target='_blank'>saldatura ad idrogeno atomico</a><br>Gia&#39; che ho la possibilita&#39; di poter avere dell&#39;elio(uno dei reagenti per l&#39;idrino) e di avere in officina un mio amico,credo proprio di realizzare una camera simile al MAHG e vedere se esiste effettivamente un incremento o meno di potenza usando o meno l&#39;elio.<br>Poi il passo seguente sarebbe quello di sostituire il filamento di tungsteno (che realizza la scissione dell&#39;idrogeno ma che si dovrebbe consumare come il nostro catodo) con un dispositivo a microonde in modo da aumentare le potenze e non aver consumi tranne che per idrogeno....<br>Allora, tanto per sapere se e&#39; possibile per un hobbista trovare un microonde adatto allo scopo, sapete di che ordine di frequenze dovremo parlare???<br>Ciao e grazie<br><br><span class="edit">Edited by sandro-meg - 18/1/2006, 21:13</span>

Hellblow
18-01-2006, 23:15
<div align='center'><div class='QUOTE_top' align='left'><b>CITAZIONE</b> </div><div id='QUOTE' align='left'>Per quanto ci danniamo a salvare il catodo e di sfruttare il calore svillupato,piu&#39; mi capacito che la strada della cella e&#39; limitata.Il contato dell&#39;idrogeno sul catodo e l&#39;arco elettrico che realiziamo, sprigionano multipli di 422 Kj localizzati sul medesimo punto .<br></div></div><br><br><img src='http://img.forumfree.net/html/emoticons/smile.gif' alt='smile.gif'> Sandro mi ha capito quando dico che si puo&#39; raffreddare quel catodo quanto si vuole, la situazione non cambia.

Quantum Leap
19-01-2006, 13:58
Ci sono e ascolto,anzi, leggo...<br><br>e, visto che la nostra strada è in parte diversa da quella da te ipotizzata, "utilizzo" le tue, le vostre, deduzioni per fare delle valutazioni. <br>Riguardo la tua domanda <br><div align='center'><div class='QUOTE_top' align='left'><b>CITAZIONE</b> </div><div id='QUOTE' align='left'>Chi mi sa dire l&#39;ordine delle frequenze che occorre per scindere l&#39;idrogeno in singoli atomi ?</div></div><br>Da un dato in letteratura riferito ad un lavoro del compianto don Borghi, il klystron che lui usava per far in modo che il suo idrogeno NON si ricombinasse in idrogeno monoatomico ma restasse plasma (protoni ed elettroni non legati) lavorava su periodi di ricombinazione di protone ed elettrone dell&#39;ordine di 10^-8 secondi. Quindi, a mio avviso, è da questo dato che puoi partire per progettare la frequenza di un "dissociatore" di H2 in 2H. <br><br>Riguardo il resto devo dire che ho delle remore. Se "rompi" H2 trasformadolo in H, lo stesso H si ricombiner&agrave; in H2 restituendo la stessa energia. Al che, obietteresti tu, che non è detto., in quanto una parte di idrogeno monoatomico si trasforma in idrino che emette un bel po&#39; di energia... <br><br>L&#39;idea dell&#39;hydrino è buona e accattivante e alla blacklight ci credono. Noi però non lo sappiamo ancora se è proprio così. Con una testardaggine (forse eccessiva) stiamo ancora affinando le tecniche di misurazione dei neutroni <img src='http://img.forumfree.net/html/emoticons/blink.gif' alt='blink.gif'> . <br>Prima di scartare questa idea vogliamo esserne veramente convinti <img src='http://img.forumfree.net/html/emoticons/happy.gif' alt='happy.gif'> . <br><br>ciao ciao.

sandro-meg
21-01-2006, 18:32
Grazie Quantum per la dritta sulle frequenze da utilizzare....... <img src='http://img.forumfree.net/html/emoticons/wink.gif' alt='wink.gif'> <br><div align='center'><div class='QUOTE_top' align='left'><b>CITAZIONE</b> </div><div id='QUOTE' align='left'>Riguardo il resto devo dire che ho delle remore. Se "rompi" H2 trasformadolo in H, lo stesso H si ricombiner&agrave; in H2 restituendo la stessa energia. Al che, obietteresti tu, che non è detto., in quanto una parte di idrogeno monoatomico si trasforma in idrino che emette un bel po&#39; di energia...</div></div><br>Sono d&#39;acordo con te ,e&#39; per questo che volevo farti una domanda...<br>Avete mai calcolato il rendimento della cella usando un&#39;altro tipo di sale che non sia il K2CO3 o Na2CO3 (un sale che non compaia cioe&#39; nella lista dei catalizzatori tipo MgSO4) ?<br>Con un sale che non sia anche un catalizzatore per l&#39;idrino,si otterebbe sempre un plasma e un&#39;alto sviluppo di calore,ma non sarebbe overunity.<br>Gia&#39; con questo esperimento potremo avere una indicazione riguardo alla teoria degli idrini (io non ho il materiale per avere una misura precisa delle energie in gioco).<br><div align='center'><div class='QUOTE_top' align='left'><b>CITAZIONE</b> </div><div id='QUOTE' align='left'>Con una testardaggine (forse eccessiva) stiamo ancora affinando le tecniche di misurazione dei neutroni  . <br>Prima di scartare questa idea vogliamo esserne veramente convinti  . </div></div><br>E fate piu&#39; che bene&#33;&#33;&#33;&#33;&#33; E, che a me, piacerebbe avere presto un scaldabagno a ff o a idrini..... <img src='http://img.forumfree.net/html/emoticons/tongue.gif' alt='tongue.gif'> <img src='http://img.forumfree.net/html/emoticons/tongue.gif' alt='tongue.gif'> <br>Ecco perche&#39; sono piu&#39; portato alla parte pratica e meno alla parte teorica (anche se senza teoria non si va da nessuna parte).<br>Ciao<br><br><span class="edit">Edited by sandro-meg - 22/1/2006, 11:49</span>

Quantum Leap
29-01-2006, 22:41
Ciao Sandro, <br>e scusa per il ritardo o quanto meno per la poca tempestivit&agrave; bella mia risposta. <br><br>Riguardo la tua domanda <br><br><div align='center'><div class='QUOTE_top' align='left'><b>CITAZIONE</b> </div><div id='QUOTE' align='left'>Avete mai calcolato il rendimento della cella usando un&#39;altro tipo di sale che non sia il K2CO3 o Na2CO3 (un sale che non compaia cioe&#39; nella lista dei catalizzatori tipo MgSO4) ?<br>Con un sale che non sia anche un catalizzatore per l&#39;idrino,si otterebbe sempre un plasma e un&#39;alto sviluppo di calore,ma non sarebbe overunity.<br></div></div><br><br>debbo dire che sono state fatte varie prove con gli altri sali in passato (come Na2CO3, NaHCO3, KHSO4, LiOH, MgSO4, ZnSO4, Li2CO3, Li2SO4) tuttavia, all&#39;epoca, non eravamo così precisi come oggi nelle misure energetiche, per cui molti dati sono imprecisi o addirittura mancano. Nell&#39;ultimo anno ci siamo concentrati prevalentemente sull&#39;utilizzo del carbonato di potassio variando i parametri che portano all&#39;overunity con lo scopo di incrementarla. <br>Spulciando fra vecchi dati però ho trovato una serie di prove con l&#39;Na2CO3 sulle quali comunque si è registrata un&#39;overunity. <br><br>Tuttavia abbiamo previsto per il prossimo futuro una campagna esplorativa atta a saggiare l&#39;eventuale incidenza del tipo di elettrolita sui rendimenti energetici della cella.<br><br>Occorre un po&#39; di tempo però.<br><br>Un saluto a tutti.

sandro-meg
30-01-2006, 00:00
Hai gia&#39; eseguito i test con MgSO4 e quindi lo hai disponibile &#33;&#33; Sono proprio curioso di sapere i risultati.. <img src='http://img.forumfree.net/html/emoticons/smile.gif' alt='smile.gif'> <br>Gli altri sali che hai utilizzato sono (ad eccezione del K e Na) dubbi....non dovrebbero dare overunity.<br>Ho fatto delle prove (purtroppo non ho la possibilita&#39; di misurare l&#39;energia liberata) per vedere se il plasma,gia&#39; innescato (metodo tradizionale), reagisce a contato di un filo di rame (catalizzatore quasi identico al K+).<br>Ebbene si ha un&#39;aumento molto vistoso della luminosita&#39; e quindi della energia liberata ma,purtroppo, il tutto puo&#39; essere anche spiegato dal fatto che aumento la superficie del catodo (infatti la corrente schizza) e, infatti ,il plasma cessa (se il rame si salda sul catodo) e si ha un&#39;aumento della produzione di idrogeno. Se invece il rame non si salda,si hanno continui lampi luminosissimi.<br>Ora sto procurandomi delle lastre di zinco (materiale a bassisimo costo ...) per vedere che succede...<br>Il zinco dovrebbe incrementare notevolmente il rilascio d&#39;energia (23 volte) ....vedremo (speriamo che non scoppi nulla &#33;&#33;&#33;)<br>Hai qualche suggerimento prima che mi esplodi la casa <img src='http://img.forumfree.net/html/emoticons/tongue.gif' alt='tongue.gif'> <br>Ciao

30-01-2006, 01:10
Azzardo un po&#39; troppo.....<br>Le orbite degli elettroni negli atomi sono stabili e non danno luogo ad emissioni <u>registrabili</u> di radiazione EM, questo l&#39;ho sentito spiegare come emissione e riassorbimento istantaneo di un fotone virtuale. Se consideriamo le orbite standard (in base al N° atomico) queste sono come delle antenne perfettamente calibrate per riassorbire quelo che emettono al 100%, antenne a 1/2 della lunghezza d&#39;onda sono possibili ma meno efficenti quindi l&#39;elettrone portato in una di queste orbite diventerebbe un&#39;emettitore-ricevente: non riassorbe tutto ciò che emette e quindi è affamato di energia per riequilibrarsi. Con questo modo di vedere la cosa mi sembra normale che l&#39;idrino sia una fonte di energia comodissima, intercetta tutto e riemette. se non riesce ad assorbire l&#39;elettrone decade e collassa sul protone ed ecco un neutrone bello e pronto con qualche scarto di energia da rifagocitare per qualcun&#39;altro.<br>Cosa ne pensate di questo modo di vedere la cosa?

30-01-2006, 19:26
<div align='center'><div class='QUOTE_top' align='left'><b>CITAZIONE</b> (Hellblow @ 11/11/2005, 00:11)</div><div id='QUOTE' align='left'>Mi è stato mandato un link, parliamone <img src='http://img.forumfree.net/html/emoticons/tongue.gif' alt='tongue.gif'><br><br><a href='http://www.effedieffe.com/interventizeta.php?id=740&parametro=scienze' target='_blank'>http://www.effedieffe.com/interventizeta.p...rametro=scienze</a><br><br>....<br>Ho letto qualcosa riguardo la teoria degli idrini, spiego quel che ho capito.<br>Nella meccanica quantistica si prevede che un elettrone orbiti intorno ad un atomo di quantit&agrave; finite secondo una particolare relazione.Questo lo si puo&#39; visualizzare mentalmente ricordando ad esempio la luce...un fotone ha natura particella-onda. Ora un&#39;onda ha una certa frequenza e certe oscillazioni. Nel girare intorno all&#39;atomo l&#39;elettrone segue queste queste oscillazioni. Ovviamente deve accadere che quando un elettrone torna nel punto di partenza girando intorno all&#39;atomo, deve ritrovarsi nel punto di partenza, se no non seguirebbe l&#39;onda. Per questo esistono i Numeri quantici 1,2,3,4 ecc...e sono interi. Da questo ragionamento e da tutta una serie di cose appresso, nacque la teoria quantistica.<br><br>Ma, qualcuno sostiene che l&#39;equazione che calcola gli orbitali può ammettere numeri frazionari e quindi avere elettroni vicini al nucleo piu&#39; di quanto si ammetta. <br>Se questo è vero l&#39;elettrone per andare da n=1 a n=1/2 perderebbe una certa quantit&agrave; di energia. Tuttavia secondo i quantistici ciò non sarebbe possibile perchè l&#39;onda non sarebbe chiusa e quindi l&#39;elettrone collasserebbe (sempre idealmente) nel protone. Ma anche a questo la teoria degli idrini mette una pezza.<br>Dirò di piu&#39;, ci sono gi&agrave; applicazioni industriali. <br><br>Ma c&#39;e&#39; un pero&#39;...almeno per me...se guardiamo la cosa con critica, sappiamo che se un elettrone lo eccitiamo, lui salta di orbitale e passa a quello successivo assorbendo un quanto di luce ad esempio. Ma appena può l&#39;elettrone tende a raggiungere lo stato di minima energia e rilascia energia se no avremmo atomi sempre eccitati. Ora se ammettiamo che esista n=1/2 allora due sono le cose (quel che ho sentito dirmi alla domanda sullo stato n=1/2 dell&#39;elettrone)...<br><br>1) Il nostro elettrone scende a n=1/2, emette energia, ma appena puo&#39; la riprende perchè tende ad andare allo stato di minima energia. Ma allora se è cosi&#39; lo stato di minima energia sarebbe 1/2, non 1. Allora la cosa la si spiegherebbe considerando il concetto di stato stabile, e non di minima energia. Quindi un elettrone sta in uno stato stabile, ed in questa condizione può scendere sotto n=1 rimanendo stabilmente in quell&#39;orbita (e questa mi convince poco).<br><br>2) Il nostro elettrone scende a n=1/2 ed appena può torna a n=1, come farebbe se passasse a n=2. Solo che in questo caso riassorbirebbe energia invece di acquisirla (mi convince poco di piu&#39; di quella di prima, anche perchè secondo la 1 dovremmo trovare in natura idrini...).<br><br>Certo c&#39;e&#39; da dire che l&#39;antimateria fu prevista partendo dal termine quadrato E=mc^2 e in fondo se si guardano le equazioni della quantistica, allora in effetti considerando che lavorano con probabilit&agrave;...infatti noi non possiamo tracciare una orbita dell&#39;elettrone (principio di indeterminazione) ma è possibile descrivere una zona ove l&#39;elettrone ha probabilit&agrave; di esistere.<br><br>Qui da qualche cenno sulla cosa...<br><br><a href='http://it.wikipedia.org/wiki/Equazione_di_Schr%C3%B6dinger' target='_blank'>http://it.wikipedia.org/wiki/Equazione_di_...chr%C3%B6dinger</a><br><br>Ora riprendiamo il discorso di probabilit&agrave;...in questo caso la probabilit&agrave; è una distribuzione relativa ad un volume, ma man mano che in una superficie sferica (o un volumetto, la cosa è uguale) diminuisce la propria superficie, deve anche diminuire il raggio. Allora nell&#39;atomo man mano che ci avviciniamo al nucleo accade che il volumetto ove sta il nostro elettrone diventa sempre piu&#39; piccolo. Quando l&#39;elettrone collassa nel protone allora sappiamo la sua posizione. Quindi in effetti Heisenberg non viene violato dalla teoria dell&#39;idrino, o almeno non totalmente. <br>Purtroppo l&#39;elettrone è una brutta bestia, è piccolo e ha comportamento "singolarmente anomalo" e "generalmente normale". Insomma se consideriamo una corrente gli elettroni si muoveranno in media tutti in un certo modo. Ma se scendiamo al singolo elettrone allora...<br><br>Comunque sono ancora all&#39;inizio della lettura, che non è neanche molto semplice ( ci son molte equazioni). Vediamo alla fine cosa salta fuori. Io penso che non è comunque da sottovalutare l&#39;idea dell&#39;idrino. Chiss&agrave;, forse un&#39;analisi delel righe di emissione di un ipotetico gas a base di idrini dimostrerebbe che...</div></div><br>>Ho letto qualcosa riguardo la teoria degli idrini, spiego quel che ho capito.<br>C&#39;è un po&#39; di confusione in quello che scrivi.<br><br>>Nella meccanica quantistica si prevede che un elettrone orbiti intorno ad un atomo di quantit&agrave; finite secondo una >particolare relazione.<br>Non è corretto: "orbita di quantit&agrave; finite", nella la teoria di Bohr si "postula" che l&#39;elettrone possa muoversi su orbite stazionarie per le quali il momento angolare dell&#39;elettrone è un multiplo intero di h tagliato.<br><br>>Questo lo si puo&#39; visualizzare mentalmente ricordando ad esempio la luce...un fotone ha natura particella-onda. Ora >un&#39;onda ha una certa frequenza e certe oscillazioni. <br><br>Non si può visualizzare la quantizzazione del momento angolare. Un&#39;onda piana armonica viene caratterizzata da una frequenza temporale, da una pulsazione spaziale e da un periodo di oscillazione, non possiede oscillazioni.<br><br>>Nel girare intorno all&#39;atomo l&#39;elettrone segue queste queste oscillazioni. Ovviamente deve accadere che quando un >elettrone torna nel punto di partenza girando intorno all&#39;atomo, deve ritrovarsi nel punto di partenza, se no non >seguirebbe l&#39;onda. <br><br>Il modello di Bohr è solo un modello in cui l&#39;elettrone orbita su orbite circolari che poi non corrisponde alla verit&agrave;. E&#39; stato un approccio pioneristico per spiegare le righe dell&#39;idrogeno e la "stabilit&agrave;" che con l&#39;atomo di Rutherford sembrava non esserci. Inoltre non puoi immaginare un elettrone che si fa un giro attorno all&#39;atomo, per il principio di Indeterminazione di Heisenberg. Quello che dici è fuorviante. Infine non vi è alcun legame tra il periodo di "rotazione" dell&#39;elettrone di Bohr con la frequenza della radiazione emessa per diseccitazione dell&#39;elettrone.<br><br>>Per questo esistono i Numeri quantici 1,2,3,4 ecc...e sono interi. Da questo ragionamento e da tutta una serie di cose >appresso, nacque la teoria quantistica.<br><br>La teoria quantistica si basa su postulati per tanto indimostrabili ma solo verificabili con gli esperimenti. La meccanica Q. non è nata proprio da questo ragionamento...<br><br>>Ma, qualcuno sostiene che l&#39;equazione che calcola gli orbitali può ammettere numeri frazionari e quindi avere elettroni >vicini al nucleo piu&#39; di quanto si ammetta. <br>>Se questo è vero l&#39;elettrone per andare da n=1 a n=1/2 perderebbe una certa quantit&agrave; di energia. Tuttavia secondo i >quantistici ciò non sarebbe possibile perchè l&#39;onda non sarebbe chiusa e quindi l&#39;elettrone collasserebbe (sempre >idealmente) nel protone. Ma anche a questo la teoria degli idrini mette una pezza.<br>>Dirò di piu&#39;, ci sono gi&agrave; applicazioni industriali. <br><br>>Ma c&#39;e&#39; un pero&#39;...almeno per me...se guardiamo la cosa con critica, sappiamo che se un elettrone lo eccitiamo, lui salta di >orbitale e passa a quello successivo assorbendo un quanto di luce ad esempio. Ma appena può l&#39;elettrone tende a >raggiungere lo stato di minima energia e rilascia energia se no avremmo atomi sempre eccitati. Ora se ammettiamo che >esista n=1/2 allora due sono le cose (quel che ho sentito dirmi alla domanda sullo stato n=1/2 dell&#39;elettrone)...<br><br>>1) Il nostro elettrone scende a n=1/2, emette energia, ma appena puo&#39; la riprende perchè tende ad andare allo stato di >minima energia. Ma allora se è cosi&#39; lo stato di minima energia sarebbe 1/2, non 1. Allora la cosa la si spiegherebbe >considerando il concetto di stato stabile, e non di minima energia. Quindi un elettrone sta in uno stato stabile, ed in questa >condizione può scendere sotto n=1 rimanendo stabilmente in quell&#39;orbita (e questa mi convince poco).<br><br>Uno stato "stabile" o stazionario non cambia la sua energia quindi non può "scendere"&#33;<br><br>>2) Il nostro elettrone scende a n=1/2 ed appena può torna a n=1, come farebbe se passasse a n=2. Solo che in questo >caso riassorbirebbe energia invece di acquisirla (mi convince poco di piu&#39; di quella di prima, anche perchè secondo la 1 >dovremmo trovare in natura idrini...).<br><br>>Certo c&#39;e&#39; da dire che l&#39;antimateria fu prevista partendo dal termine quadrato E=mc^2 e in fondo se si guardano le >equazioni della quantistica, allora in effetti considerando che lavorano con probabilit&agrave;...infatti noi non possiamo tracciare >una orbita dell&#39;elettrone (principio di indeterminazione) ma è possibile descrivere una zona ove l&#39;elettrone ha probabilit&agrave; di >esistere.<br><br>NO&#33; L&#39;antimateria fu prevista da Dirac con le autosoluzioni della sua equazione ottenuta cercando una equazione di Schroedinger relativisticamente covariante.<br><br>>Qui da qualche cenno sulla cosa...<br><br>><a href='http://it.wikipedia.org/wiki/Equazione_di_Schr%C3%B6dinger' target='_blank'>http://it.wikipedia.org/wiki/Equazione_di_...chr%C3%B6dinger</a><br><br>>Ora riprendiamo il discorso di probabilit&agrave;...in questo caso la probabilit&agrave; è una distribuzione relativa ad un volume, ma man >mano che in una superficie sferica (o un volumetto, la cosa è uguale) diminuisce la propria superficie, deve anche >diminuire il raggio. Allora nell&#39;atomo man mano che ci avviciniamo al nucleo accade che il volumetto ove sta il nostro >elettrone diventa sempre piu&#39; piccolo. Quando l&#39;elettrone collassa nel protone allora sappiamo la sua posizione. Quindi in >effetti Heisenberg non viene violato dalla teoria dell&#39;idrino, o almeno non totalmente. <br>>Purtroppo l&#39;elettrone è una brutta bestia, è piccolo e ha comportamento "singolarmente anomalo" e "generalmente >normale". Insomma se consideriamo una corrente gli elettroni si muoveranno in media tutti in un certo modo. Ma se >scendiamo al singolo elettrone allora...<br><br>>Comunque sono ancora all&#39;inizio della lettura, che non è neanche molto semplice ( ci son molte equazioni). Vediamo alla >fine cosa salta fuori. Io penso che non è comunque da sottovalutare l&#39;idea dell&#39;idrino. Chiss&agrave;, forse un&#39;analisi delel righe di >emissione di un ipotetico gas a base di idrini dimostrerebbe che...<br><br>C&#39;è davvero tanta confusione... Ma è stata pubblicata su qualche rivista questa teoria sugli idrini? Ti consiglio dei manuali di base di MQ come il Landau: MQ non relativistica - Fisica Teorica 3 - Ed Riuniti.<br><br>Darò uno sguardo... speriamo di capirci qualcosa.<br>Niente di personale.<br>O. <br><br><br>

Hellblow
30-01-2006, 22:27
Ok, letto tutto, in effetti ci sarebbe ancora da precisare.<br><br><div align='center'><div class='QUOTE_top' align='left'><b>CITAZIONE</b> </div><div id='QUOTE' align='left'> Nella meccanica quantistica si prevede che un elettrone orbiti intorno ad un atomo di quantit&agrave; finite secondo una particolare relazione.<br><b>Non è corretto: "orbita di quantit&agrave; finite", nella la teoria di Bohr si "postula" che l&#39;elettrone possa muoversi su orbite stazionarie per le quali il momento angolare dell&#39;elettrone è un multiplo intero di h tagliato</b></div></div><br><br>Grazie della precisazione, però quanto sopra rappresenta il riassunto di quanto scritto al paragrafo 1 capitolo 1 del testo Fondamenti di Chimica, di P.Silvestrone, a pagina 3. Non misi le formule e le definizioni esatte perchè parlare di momento angolare dandolo per scontato poteva mettere in difficolt&agrave; qualche lettore oltre che allungar parecchio il discorso. Per chi volesse approfindire possiamo parlarne in un tread a parte perchè la cosa è parecchio lunga.<br><br><div align='center'><div class='QUOTE_top' align='left'><b>CITAZIONE</b> </div><div id='QUOTE' align='left'> Questo lo si puo&#39; visualizzare mentalmente ricordando ad esempio la luce...un fotone ha natura particella-onda. Ora un&#39;onda ha una certa frequenza e certe oscillazioni. <br><br><b>Non si può visualizzare la quantizzazione del momento angolare. Un&#39;onda piana armonica viene caratterizzata da una frequenza temporale, da una pulsazione spaziale e da un periodo di oscillazione, non possiede oscillazioni.</b></div></div><br><br>Secondo esempio mirato a visualizzar meglio la questione senza tirare in ballo formule. Per spiegare meglio il concetto bisogna tirare in ballo la definizione di onda stazionaria. <a href='http://www.soloclassica.it/calcoliondastazionaria.htm' target='_blank'>http://www.soloclassica.it/calcoliondastazionaria.htm</a>. <br>Tale onda deve essere in coerenza di fase di modo che non si distrugga per interferenza nel momento in cui viene vincolata seguire un percorso chiuso. Ciò implica che 2PIr=nh/mv ove PI è la costante pigreco, m la massa, v la velocit&agrave;, h la costante di Planck, n un numero intero. Ti allego la parte a cui mi riferisco, sempre dal libro citato su. Ovviamente andrebbe letto tutto il capitolo come minimo.<br><br><img src='http://img204.imageshack.us/img204/852/ihglgigligil9wk.gif' border='0' alt='user posted image'><br><br>Infine, la visualizzazione degli orbitali è possibile tramite equazioni che sono ben riportate sui testi e simulazioni al computer.<br>Un link tanto per dare un esempio di visualizzazione di orbitali (sono nuvole probabilistiche in effetti e non orbite ellittiche <img src='http://img.forumfree.net/html/emoticons/biggrin.gif' alt='biggrin.gif'> )...<br><a href='http://web.mit.edu/3.091/www/orbs/' target='_blank'>http://web.mit.edu/3.091/www/orbs/</a><br><br><br><div align='center'><div class='QUOTE_top' align='left'><b>CITAZIONE</b> </div><div id='QUOTE' align='left'>Nel girare intorno all&#39;atomo l&#39;elettrone segue queste queste oscillazioni. Ovviamente deve accadere che quando un >elettrone torna nel punto di partenza girando intorno all&#39;atomo, deve ritrovarsi nel punto di partenza, se no non seguirebbe l&#39;onda. <br><br><b>Il modello di Bohr è solo un modello in cui l&#39;elettrone orbita su orbite circolari che poi non corrisponde alla verit&agrave;. E&#39; stato un approccio pioneristico per spiegare le righe dell&#39;idrogeno e la "stabilit&agrave;" che con l&#39;atomo di Rutherford sembrava non esserci. Inoltre non puoi immaginare un elettrone che si fa un giro attorno all&#39;atomo, per il principio di Indeterminazione di Heisenberg. Quello che dici è fuorviante. Infine non vi è alcun legame tra il periodo di "rotazione" dell&#39;elettrone di Bohr con la frequenza della radiazione emessa per diseccitazione dell&#39;elettrone</b>.</div></div><br><br>Il modello di Bohr è uno dei tanti modelli presentati per spiegare il funzionamento e la struttura dell&#39;atomo, al pari di altri modelli è suscettibile quindi a dubbio. Modelli più complessi vedono l&#39;elettrone delocalizzato (tanto da parlare di &#39;nuvola di elettrone&#39; in gergo) e legato ad equazioni probabilistiche. Si parla di &#39;probabilit&agrave; di trovare l&#39;elettrone in un certo spazio sulla base della sua energia&#39; e non di elettrone in un precisato punto. Anche prendendo come riferimento il modello di Bohr, l&#39;equazione di Heisenberg non viene violata, in quanto lo spazio entro il quale l&#39;elettrone si muove, secondo tale modello, non è un punto, ma un orbita (si parla di orbitale) e quindi non viene individuato con esattezza. <br>Il modello di Bohr non prevedeva neanche che la &#39;pallina&#39; elettrone girasse come un pianeta del sistema solare, ma che l&#39; elettrone-onda si muovesse intorno al nucleo ad una certa distanza. Tale distanza fra l&#39;altro è calcolata mediamente dalle formule, in quanto proprio per quel dualismo l&#39;elettrone si vedrebbe oscillare e quindi non manterrebbe una perfetta distanza dallo stesso nucleo, e tu mi confermi con la parola &#39;oscillazione&#39;, quindi si muove non sta fermo. <br>Inoltre a seconda della distanza che l&#39;elettrone ha dal nucleo (distanza quantizzata ovviamente, non casuale ovviamente), questo può assorbire o rilasciare particolari fotoni. Se fosse come dici tu, ovvero se non ci fosse relazione fra la DISTANZA dell&#39;elettrone dal nucleo e la radiazione emessa, non esisterebbe la banda spettrale associata agli elementi. Poi vallo a spiegare agli astronomi che con i loro spettroscopi non han concluso nulla&#33;<br><br><div align='center'><div class='QUOTE_top' align='left'><b>CITAZIONE</b> </div><div id='QUOTE' align='left'> 1) Il nostro elettrone scende a n=1/2, emette energia, ma appena puo&#39; la riprende perchè tende ad andare allo stato di >minima energia. Ma allora se è cosi&#39; lo stato di minima energia sarebbe 1/2, non 1. Allora la cosa la si spiegherebbe considerando il concetto di stato stabile, e non di minima energia. Quindi un elettrone sta in uno stato stabile, ed in questa >condizione può scendere sotto n=1 rimanendo stabilmente in quell&#39;orbita (e questa mi convince poco).<br><br><b>Uno stato "stabile" o stazionario non cambia la sua energia quindi non può "scendere"&#33;</b></div></div><br><br>Purtroppo l&#39;autore della teoria sugli idrini non ne è convinto. Dovresti dirlo a lui, che parla di stato stazionario e stato frazionario. Ti consiglio di collegarti al link in questione e leggere quanto dice riguardo quanto sopra.<br><br><div align='center'><div class='QUOTE_top' align='left'><b>CITAZIONE</b> </div><div id='QUOTE' align='left'> Certo c&#39;e&#39; da dire che l&#39;antimateria fu prevista partendo dal termine quadrato E=mc^2 e in fondo se si guardano le equazioni della quantistica, allora in effetti considerando che lavorano con probabilit&agrave;...infatti noi non possiamo tracciare una orbita dell&#39;elettrone (principio di indeterminazione) ma è possibile descrivere una zona ove l&#39;elettrone ha probabilit&agrave; di >esistere.<br><br><b>NO&#33; L&#39;antimateria fu prevista da Dirac con le autosoluzioni della sua equazione ottenuta cercando una equazione di Schroedinger relativisticamente covariante</b></div></div><br><br><b>Si invece</b>, il tuo è un falso storico purtroppo. Ma forse non lo sapevi. Dirac non partì dalle equazioni che indichi tu, sarebbe stato troppo complicato notare che qualcosa non andava. Su wikipedia trovi la parte che precede quella che mi hai segnalato. Te la linko e riporto....<br><br>"Originariamente l&#39;idea dell&#39;antimateria venne a Dirac quando vide la forma reale dell&#39;equazione E = mc2, ovvero E2 = p2c2 + m2c4 e realizzò che "2" significa che l&#39;equazione per l&#39;energia ha due soluzioni, una negativa ed una positiva."<br><br><a href='http://it.wikipedia.org/wiki/Antiparticella' target='_blank'>http://it.wikipedia.org/wiki/Antiparticella</a><br><br>Infatti, come credo saprai, un numero reale non ammette una radice negativa. Dirac si ispirò ai numeri complessi, che invece la ammettono. Come vedi è molto semplice la cosa partendo dalla E=mc^2&#33; <br>Ti dirò di più, dalle equazioni di Einstein (equazioni che legano massa e velocit&agrave;) si può osservare come possa esser preso in considerazione anche il concetto di &#39;massa virtuale&#39; (matematicamente parlando, eh? Si ricorre sempre ai complessi, nella forma C= X+jY. In particolare tale massa sarebbe rappresentta solo dalla parte jY, non reale ma immaginaria appunto) ovvero massa immaginaria. La cosa è in fase di studio, e si cerca di dar un significato materiale alla cosa. Vedrò di procurare del materiale, ma ci sono parecchie formule, da quanto ricordo. La cosa fra l&#39;altro si ricollega alla teoria delle stringhe, ricordo di aver letto su un articolo.<br><br><div align='center'><div class='QUOTE_top' align='left'><b>CITAZIONE</b> </div><div id='QUOTE' align='left'>Ma è stata pubblicata su qualche rivista questa teoria sugli idrini? Ti consiglio dei manuali di base di MQ come il Landau: MQ non relativistica - Fisica Teorica 3 - Ed Riuniti.</div></div><br><br>Sai che non lo so? Ad esser precisi, so che qualcosa è stata riportata su articoli di riviste specialistiche, ma non chiedermi quali, perchè dovrei fare una ricerca. Ed allora o la fo io, o la fai te....Anzi se trovi qualcosa me lo linki? Grazie <img src='http://img.forumfree.net/html/emoticons/happy.gif' alt='happy.gif'> Comunque, a me han passato un link (quello della blacklight) però è in inglese(per me è uguale, ormai con tutta la roba che me son letto, fra poco ai miei parlerò inglese O_o) credo fra l&#39;altro un amico che potrebbe essere a comune fra noi due...Comunque li trovi tutto quello che cerchi riguardo il tizio degli idrini. <br>Riguardo il testo, non ho studiato su quello ma vedrò se esiste in biblioteca appena mi trovo a passare dalla facolt&agrave; di fisica dato che per questioni di lavoro non ho molto tempo ("pecunia canta e la sentono anche i sordi" si dice qui&#33;).<br><br><div align='center'><div class='QUOTE_top' align='left'><b>CITAZIONE</b> </div><div id='QUOTE' align='left'>Niente di personale.</div></div><br><br>Ma ovviamente, siamo tutti qui per accrescere la nostra cultura e capacit&agrave; di relazionarci con il prossimo <img src='http://img.forumfree.net/html/emoticons/wink.gif' alt='wink.gif'> Anzi ti ringrazio per avermi dato modo di precisare, purtroppo non sono laureato in lettere, indi è facile per me scrivere frasi poco comprensibili, ma per fortuna ci sono le formule matematiche per levare ogni dubbio&#33;<br><br>Un affettuoso saluto a tutti ragazzi.<br><br><span class="edit">Edited by Hellblow - 30/1/2006, 22:58</span>

sandro-meg
31-01-2006, 01:19
Voi continuate pure a teorizzare,io pratichizzo <img src='http://img.forumfree.net/html/emoticons/wacko.gif' alt='wacko.gif'> <br>Prove eseguite con lo zinco (M=23)....porcaccia la miseria ma il variac non regge.....<br>Per riuscire ad avere un grosso rilascio di energia dal zinco,ci vuole anche un notevole flusso d&#39;energia che pero&#39; non riesco a raggiungere...poco male... Dal test efettuato lo zinco effettivamente non riesce ad essere reditizio (minore luminosita&#39;:molto bassa e tendente all&#39;azzuro) come il rame o come il potassio (entrambi con M=1).<br>Se Quantum ha avuto overunity con il sodio (M=8 ) allora provero con catalizzatori con M piu&#39; basso.<br>La cosa si fa piu&#39; interessante.<br>Nessuno che abbia la possibilita&#39; di testare il nichel,stagno piombo ferro e vedere l&#39;energia liberata?<br>Sarebbe interessante confermare o negare quanto scritto da Mills,almeno a grandi linee...poi saremo sempre in tempo a fare qualcosa di piu&#39; serio e reditizzio <img src='http://img.forumfree.net/html/emoticons/smile.gif' alt='smile.gif'> <br>Ciao <br>

Hellblow
31-01-2006, 01:43
Te gusta eh? Mitico sandro <img src='http://img.forumfree.net/html/emoticons/wink.gif' alt='wink.gif'><br>Io purtroppo son bloccato col densimetro. E&#39; dura, tanto dura...parecchi problemi tecnici. Ma vedrò di risolvere.<br>Saluti <img src='http://img.forumfree.net/html/emoticons/wink.gif' alt='wink.gif'>

Quantum Leap
05-02-2006, 11:10
Ciao a tutti&#33;<br><br>x Sandro: quando dici <br><br><div align='center'><div class='QUOTE_top' align='left'><b>CITAZIONE</b> </div><div id='QUOTE' align='left'> ... lo zinco (M=23).... come il rame o come il potassio (entrambi con M=1)... con il sodio (M=8 ) allora provero con catalizzatori con M piu' basso... </div></div><br><br>quel valore di "M" a cosa si riferisce? Cosa è quella M?<br><br>E poi mi piacerebbe sperne di più su quanto scrivi <br><br><div align='center'><div class='QUOTE_top' align='left'><b>CITAZIONE</b> </div><div id='QUOTE' align='left'> Per riuscire ad avere un grosso rilascio di energia dal zinco,ci vuole anche un notevole flusso d'energia che pero' non riesco a raggiungere...poco male... </div></div><br><br>Che significa che "non riesci a raggiungere" un notevole flusso di energia? Stai lavorando su qualche modello teorico? Come fai a saggiare la consistenza di un flusso di energia eventuale da raggiungere? <br><br><br><br>

sandro-meg
05-02-2006, 12:11
Ciao Quantum,<br><div align='center'><div class='QUOTE_top' align='left'><b>CITAZIONE</b> </div><div id='QUOTE' align='left'>quel valore di "M" a cosa si riferisce? Cosa è quella </div></div><br>Quel M e' tutta la teoria della creazione dell'idrino e' presente nel <a href='http://www.blacklightpower.com/theory/TOE%2002.10.03/Chapters/Chapter%205_011306.pdf' target='_blank'> sito della Black Power Light.</a><br>Da quello che ho capito (ma sinceramente non mi e' ancora ben chiaro),per poter avere la creazione dell'idrino bisogna creare una risonanza tra gli atomi dell'idrogeno e quelli del catalizzatore ma per fare questo bisogna apportare energia. Il motivo di cio' e' perche' bisogna portare l'elettrone dell'atomo di idrogeno ad un orbitale piu' basso.Il tutto avviene quando l'atomo di idrogeno reagisce con il catalizzatore scambiandosi energia trammite i fotoni: al riassorbimento del fotone rilasciato da catalizzatore (ecco il principio di risonanza poiche' puo avvenire dopo vari scambi), l'atomo di idrogeno (solo per determinati valori di energia quantizzati,si deve cioe' creare quello che loro chiamano 'buco' di energia....) puo' rilasciare energia poiche' riesce ad assumere un orbitale piu' basso (n=1/2) e questa condizione diventa stabile.<br>m quindi indica un valore di energia(m*27,2eV) che questa risonanza tra idrogeno e catalizzatore puo' fornire ma,proprio perche' il processo richiede l'immissione di energia per avere questo ping pong energetico tra i due, piu' alto e' m piu' alto e' la quantita' d'energia che dobbiamo fornire al sistema per prelevarla alla fine della creazione dell'idrino.Ecco perche' con il potassio (m=1) e' piu' semplice avere dei risultati rispetto ad altri catalizzatori, ad esempio come per il sodio con m =8.<br>Sinceramente non ho ancora ben capito il meccanismo,anzi gia' che tu sei un fisico,spero che riesca a spiegarmelo <img src='http://img.forumfree.net/html/emoticons/biggrin.gif' alt='biggrin.gif'> <br><br><div align='center'><div class='QUOTE_top' align='left'><b>CITAZIONE</b> </div><div id='QUOTE' align='left'>Che significa che "non riesci a raggiungere" un notevole flusso di energia? Stai lavorando su qualche modello teorico? Come fai a saggiare la consistenza di un flusso di energia eventuale da raggiungere? </div></div><br><br>Il modello e' quello....sto aspettando l'aiuto da delle persone (fisici delle materia) che mi spieghino meglio quello che ti ho scritto sopra,finche non capisco bene il processo teorico alla creazione dell'idrino e' improbabile che combini qualcosa di buono,come sai non sono un fisico ma un elettronico <img src='http://img.forumfree.net/html/emoticons/wink.gif' alt='wink.gif'> <br>Ciao<br><br>

Quantum Leap
06-02-2006, 16:25
<br>Per sandro: interessante il discorso sulla M e sulla catalisi... me la leggerò al più presto. Intanto ti linko un articolo relativo a un italiano, il prof. Lino Daddi che qualche anno fa ipotizzò che i fenomeni nucleari a debole energia avvengono grazie alla formazione di "miniatomi"... un vero e proprio precursore dell'Hydrino . Nell'articolo si parla del modello di Don Borghi che fu il primo ad ipotizzare fenomeni nucleari a debole energia basandosi sulla produzione di neutroni dovuta a reazioni di cattura elettronica.<br><br><a href='http://www.iscmns.org/meetings/Asti/papers/Daddi.DOC' target='_blank'>Articolo di Lino Daddi</a><br><br>Ciao.<br><br><span class="edit">Edited by Quantum Leap - 11/2/2006, 15:26</span>

sandro-meg
07-02-2006, 17:32
Grazie del link,ne avevo trovato diversi di Don Borghi come pure il Klistron che usava per scindere l'idrogeno.(strano,a 10Mhz..forse hanno sbagliato ordine di grandezza...).<br>Hai provato anche tu a vedere che succede ad avvicinare del rame al plasma gia innescato ? Sei riuscito a testare il rendimento del MgSO4 come sale?<br>Io sto adattando una candela di moto ad un cilindro di rame.Diciamo che provo a vedere cosa succede se faccio avvenire delle scariche elettriche tra il rame e la punta di tungsteno della candela in ambiente di solo idrogeno.<br>Purtroppo non potro' calcolarmi il rendimento energetico ma forse riesco a vedere la diversa temperatura rispetto ad eseguirlo con l'aria.Alla fine e' forse questo uno dei metodi piu' semplici....se non cambio ancora idea... <img src='http://img.forumfree.net/html/emoticons/biggrin.gif' alt='biggrin.gif'> <br>Ciao e fammi sapere se ti sei letto quel link che ti ho dato.(ma nessuno importa piu' della ff??ma....)<br>Ciao

Quantum Leap
07-02-2006, 18:45
Ciao Sandro,<br>la prova col solfato di magnesio l'abbiamo eseguita all'inizio dei nostri test. Era l'autunno del 2003 e fra le prime prove inserimmo i test con questo sale. Il plasma aveva una colorazione verde molto caratteristica e per far si che tale sale si sciogliesse effettivamente in soluzione, ricordo che la dovemmo acidulare con piccole parti di acido solforico.<br>Il rendimento misurato allora fu leggermente inferiore ad 1 ma ti posso garantire con elevata percentuale di certezza che tale dato NON è affatto affidabile. La confidenza che avevamo allora col fenomeno e l'assetto delle strumentazioni di misura non era ottimale e affidabile, quindi non ci dar peso.<br>Sicuramente adesso, con l'attuale configurazione strumentale, siamo in grado di essere molto più precisi e affidabili e una prova con questo soluto va fatta. Appena eseguiremo ti farò sapere... adesso siamo concentrati su un altro fronte ma, quanto prima, testeremo.<br><br>Riguardo il rame, qualche volta abbiamo utilizzato elettrodi di rame (con attenzione altrimenti fondono subito) e abbiamo ottenuto rendimenti energetici dello stesso ordine di grandezza di quelli ottenibili col tungsteno... elettrodi di tungsteno con rame "nei paraggi" ancora non li abbiamo testati.<br><br>Riguardo <br><br><div align='center'><div class='QUOTE_top' align='left'><b>CITAZIONE</b> </div><div id='QUOTE' align='left'>provo a vedere cosa succede se faccio avvenire delle scariche elettriche tra il rame e la punta di tungsteno della candela in ambiente di solo idrogeno</div></div><br><br>penso che otterai un bel BOTTO. Fa attenzione.<br><br>Ciao. <img src='http://img.forumfree.net/html/emoticons/wink.gif' alt='wink.gif'> <br><br>Fammi sapere i risultati dei tuoi test. Intanto ti allego la foto del plasma con MgSO4.<br><a href='http://img61.imageshack.us/my.php?image=10009335rd.jpg' target='_blank'><img src='http://img61.imageshack.us/img61/2411/10009335rd.th.jpg' border='0' alt='user posted image'></a><br>

sandro-meg
09-02-2006, 23:05
Eseguite le prove con il rame.<br>Alla primo test purtroppo c'era un po d'aria...boom<br>al seconco test non riuscivo ad accendere la scintilla.....<br>al terzo test....finalmente sono riuscito a fare la scarica in idrogeno.<br>Che dire...ho provato varie volte ma i dati sono contradittori.Quel che e' certo (ma d'altronde si sa...) che la scarica riscalda la candela a prescindere dall'utilizzo dell'aria o idrogeno.Sembra...ma prendilo con le pinze...sembra che con l'idrogeno ho qualche grado in piu' rispetto all'aria(75 con H e 70 con aria) ma questo puo' essere anche dovuto al diverso assorbimento del trasformatore di alta tensione (il dielettrico dell'idrogeno e' diverso da quello dell'aria....giusto ?) o ad altri fattori tra cui la non omogenea dispersione del calore della candela. <br>La prova va certamente migliorata e analizzata ma mi ci vora' un po di tempo per cambiare metodologia.<br>Ciao<br><br><span class="edit">Edited by sandro-meg - 9/2/2006, 23:06</span>

Quantum Leap
05-03-2006, 21:15
Ciao Sandro e ciao a tutti,<br><br>ieri abbiamo eseguito la tanto attesa prova con il magnesio. Il sale utilizzato è il solfato di magnesio (MgSO4). Rispetto al test fatto tempo fa , questa volta le misure di rendimento energetico sono state eseguite con metodologie più precise e rigorose. Il risultato è che anche con questo sale si riscontra una ragguardevole overunity (Out/In=1,24). Il plasma si è ripresentato con la caratteristica colorazione blu-verde e, anche in questo caso, per favorirne lo scioglimento in soluzione, abbiamo introdotto 2 ml di acido solforico al 98%.<br><br>In base a questo dato, visto che il magnesio NON rientra nella lista dei catalizzatori adatti alla generazione dell'hydrino, quali sono secondo te le conseguenze?<br><br>Non pensi che prima di ipotizzare questa nuova struttura (Hydrino appunto) andrebbero battute altre strade?<br><br>Fammi sapere. <img src='http://img.forumfree.net/html/emoticons/wink.gif' alt='wink.gif'><br>

sandro-meg
14-03-2006, 14:44
Grazie per il test.<br>Peccato per l'aggiunta dell'acido solforico......anche se in minime quantita',potrebbe essere quello che ha scatenato il processo dell'idrino.Quando ho tempo vedo se l'acido solforico rientra nella categoria dei reagenti.<br>Se invece non ne rientra....be penso che il discorso degli idrini si potrebbe accantonare o perlomeno suporre che la teoria da loro sviluppata e' errata del tutto o in parte.<br>Non e' che potreste,se avete voglia e tempo, di rieseguire il test ma senza l'aggiunta dell'acido ? Anche se il sale non si scoglie completamante il fatto non sarebbe molto rilevante per la misurazione dell'overunity .<br>Ciao e ancora grazie .<br>

Quantum Leap
14-03-2006, 18:13
Si può fare.<br><br>Avremo un po' di flocculazioni (sicuramente) ma si può fare. Tuttavia, ragionando un po', ci sono alcune considerazioni da fare.<br>L'aggiunta di H2SO4 ad acqua e solfato di magnesio (MgSO4) non aggiunge nuove specie ioniche alla soluzione in quanto H+ e SO4 -- gi&agrave; c'erano prima. L'unica variazione la si ha relativamente al pH... Una soluzione di MgSO4 è gi&agrave; di per sè una soluzione acida. Aggiungendo H2SO4 l'acidit&agrave; aumenta di qualche punto certamente (c'è una diminuzione di pH)... forse è quello il fattore determinante?<br><br>Proveremo.<br><br><span class="edit">Edited by Quantum Leap - 15/3/2006, 08:15</span>