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30-01-2006, 23:26
Sistema per mitigare il campo magnetico generato dalle linee ad alta tensione. L. 36/2001. <br>Legge quadro sulla protezione ai campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici e decreti attuativi emanati nel luglio 2003. GU 200 del 29 Agosto 2003, il Ministero dell’Ambiente ha deciso di stringere i tempi per aumentare le misure di prevenzione sanitaria contro l’elettrosmog a tutela dei bambini in Italia: <br>vicino a scuole, asili nido e parchi gioco, le onde elettromagnetiche a bassa frequenza (alta tensione elettrica) dovranno essere infatti ridotte, e non potranno superare la soglia di sicurezza di 0,2 microtesla (misura dell’induzione dei campi elettromagnetici).<br>Obiettivi generali di messa a punto, nell’ottica dello sviluppo sostenibile, di criteri di valutazione dell&#39;impatto tecnico, economico, ambientale e sociale dei nuovi standard di tutela sanitaria derivanti dall’applicazione della legge N° 36/01 del 22 febbraio 2001. <br>Comprendono: <br>a) la simulazione, in un contesto territoriale ritenuto significativo ad esempio la provincia di Milano: degli effetti impiantistici, ambientali e territoriali delle nuove norme; <br>b) la predisposizione di una procedura di valutazione dei costi globali associabili a ciascuna delle soluzioni impiantistiche e magnetiche che si possono ipotizzare e ottenere dalle tecniche di riduzione dei campi.<br> Impianti per la distribuzione dell’energia elettrica. <br>I Comuni devono indicare negli strumenti urbanistici gli elettrodotti esistenti e specifici corridori aerei o interrati per la localizzazione delle linee elettriche con tensione uguale o superiore a 30.000 volt, anche con riferimento ai programmi di sviluppo delle reti di distribuzione dell’energia elettrica. <br>Con direttive Regionali viene definita l’ampiezza dei corridoi in relazione alla tensione della linea elettrica. <br>Gli strumenti urbanistici devono assicurare che si realizzi il rispetto del valore limite di induzione magnetica, misurata al ricettore, di 0.2 micro Tesla in prossimit&agrave; di asili, scuole, aree verdi attrezzate, ospedali ed aree urbane, nonché uffici adibiti a permanenza di persone non inferiori a 4 ore giornaliere.<br> Effetti a breve termine. Gli studi hanno dimostrato che esposizioni ad elevate intensit&agrave; di campo elettromagnetico possono generare nell&#39;uomo un effetto termico, cioè il riscaldamento del corpo, o di sue parti esposte alle radiazioni, che segue all&#39;assorbimento dell&#39;energia elettromagnetica. Gli effetti riscontrati sono molteplici e confermano il pericolo per la salute. Un esempio sono le esposizioni a cui sono soggetti gli utenti dei telefoni cellulari che irradiano campi di valore molto elevato durante la conversazione. <br> Effetti a lungo termine. Gli effetti biologici sono legati anche alle lunghe esposizioni a campi di bassissima intensit&agrave;. Le esposizioni prolungate, che in Italia sono convenzionalmente determinate in almeno 4 ore, favoriscono un effetto non termico. Questo effetto è dovuto probabilmente all&#39;interazione tra i messaggi elettrochimici dell&#39;organismo e le onde elettromagnetiche. Anche a bassissima intensit&agrave; i campi elettromagnetici si comporterebbero come delle piccole sollecitazioni che, se ripetute nel tempo, provocano dei danni biologici.<br>Il campo magnetico generato dai sistemi in cavo: può essere mitigato al di sotto dei più stringenti limiti normativi, con metodi affidabili e caratterizzati da gradi diversi di prestazioni schermanti, costi e facilit&agrave; di installazione.<br> <br>Le tecnologie di mitigazione possono essere raggruppate in due metodi principali: intrinseci ed esterni. Nei primi si interviene modificando i parametri elettrici e geometrici, nei secondi si interviene dall’esterno per modificare il campo nell’ambiente circostante. Spesso si f&agrave; uso della combinazione tra i due metodi.<br> Interramento. Difficolt&agrave; nell&#39;esercizio della rete; <br>- Maggiore complessit&agrave; nell’eseguire manutenzioni ed interventi su guasto con relativi incrementi dei tassi di indisponibilit&agrave;;<br>- Maggiori limitazioni imposte all’uso dei terreni asserviti;<br>- Costo: da 3 fino a 6-8 volte.<br>- I sistemi interrati ad altissima tensione in polietilene reticolato (XLPE): esso è impiegato per l&#39;isolamento primario di cavi a bassa, media e alta tensione, per cavi di segnalazione e comando. Il processo di reticolazione ne migliora la resistenza alla fessurazione sotto sforzo e la resistenza al freddo. Poiché l&#39;XLPE non fonde come un elastomero, è in grado di sopportare carichi termici fino a 120°C. Anche in questo caso le mescole di polietilene vengono acquistate da fornitori qualificati e certificati, con caratteristiche elettriche e meccaniche rispondenti alle norme CEI 20-11 E4I, ASTM D 1248 type I, DIN 57 207/VDE 0207 2XI1, IEC 502, IEC 754-2., presentano un profilo di campo magnetico molto compatto rispetto alle linee aeree. <br> <br>Il campo magnetico emesso dai cavi interrati, può essere mitigato al di sotto dei più stringenti limiti normativi, in canalette ferromagnetiche riempite di cemento magro, con metodi affidabili e caratterizzati da gradi diversi di prestazioni schermanti, costi e facilit&agrave; d’installazione. Alla luce delle esperienze maturate, si può affermare che è tecnicamente possibile mitigare il campo magnetico generato dai sistemi in cavo interrato ad alta tensione. La scelta deve essere effettuata a secondo dei casi, in relazione alla distanza e al valore massimo di campo magnetico stabiliti dalle normative. La posa a trifoglio consente di ottenere buoni risultati sia dal punto di vista tecnico-economico che ambientale, riducendo la larghezza dello scavo e del corridoio di rispetto.<br> <br>Suggerimento tecnico:<br>- Tra gli impianti che non rispettano il limite di 0,2 microtesla, bisogner&agrave; identificare quelli che sono fattibili di bonifica con interventi più economicamente vantaggiosi rispetto ad una schermatura ferromagnetica con cavi interrati (ad esempio innalzamento dei cavi aerei, linee split-phase ecc.)<br>- Con gli elettrodotti restanti, bisogner&agrave; quindi verificare gli effetti economici ed impiantistici dell&#39;adozione di una schermatura ferromagnetica, utilizzando eventuali codici di calcolo disponibili in letteratura e suffragando il tutto con rilievi sperimentali. Questo darebbe la possibilit&agrave; di determinare delle fasce di rispetto non solo per gli attuali elettrodotti sia aerei che interrati (gi&agrave; fattibile oggi) ma anche di elettrodotti interrati con schermatura ferromagnetica o conduttiva/ferromagnetica.<br> <br> <br><br>