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Quantum Leap
06-02-2006, 16:19
<div align='center'><div class='QUOTE_top' align='left'><b>CITAZIONE</b> </div><div id='QUOTE' align='left'>Ciao Quantum e salve a tutti,<br>sono nuovo del quartiere e sono più uno sperimentale che un teorico.<br>Ho quelle informazioni riguardanti lo spettroscopio: trattasi di un XRF (X-ray-fluorescence) con una separazione tra righe di 100 eV ed una sensibilit&agrave; pari a 10 ng/cm2.<br>ho eseguito dei test con Na2CO3 0,5M ed elettrodi di Al puro al 99,999 ma mi si è fuso come burro quindi ho ordinato il W che durer&agrave; di più spero.<br>Ho gli spettri dell'Al prima (Al puro) e dei campioni dopo la fusione, li ho sovrapposti ma no mi sono chiari molti aspetti di possibili trasmutazioni avvenute.<br>Se qualcuno è disposto a darmi spiegazioni è il benvenuto.<br>C'è da dire però che anche se avessi analizzato due campioni identici di Al le misure sarebbero potute essere diverse in quanto basta cambiare di poco la posizione dei campioni ed ecco che i raggi X colpiscono o meno una zona, oppure, avendo fissato i campioni con del nastro adesivo, lo spettroscopio potrebbe aver analizzato parte di esso e quindi lo spettro potrebbe essere stato modificato.<br>Gli spettri delle misure li potete trovare a questo indirizzo:<br><br><a href='http://mio.discoremoto.virgilio.it/genni' target='_blank'>http://mio.discoremoto.virgilio.it/genni</a><br><br>Vorrei sapere anche come mai secondo voi gli elementi nuovi si depositano sulla parte alta del catodo e non dove si innesca il plasma e come potete essere sicuri che ciò che si deposita non provenga da reazioni con l'elettrolita o con l'ambiente esterno.<br><br>Siccome mi occupo di superconduttivit&agrave; (mgb2 è un superconduttore a Tc=39K) e siccome ho l'attrezzatura necessaria, proverò a sinterizzare delle polveri e a farle fondere utilizzando la cella, sarebbe un ottimo metodo per realizzare delle leghe che avrebbero altrimenti bisogno di forni al plasma molto costosi.<br>Se qualcuno ha qualche suggerimento si faccia pure avanti.<br>Mi sapreste consigliare qualche modello teorico da studiare per giustificare le trasmutazioni?<br><br>Grazie a tutti<br><br>Gennaro<br></div></div><br><br>Spinto dalle domande dell'amico Gennaro-mgb2, apro questa sezione per discutere possibili modelli (inizialmente qualitativi) che giustifichino l'instaurarsi o meno di fenomeni di trasmutazioni nucleari a carico dei componenti della nostra cella elettrolitica.<br><br>Lo scopo e l'obiettivo di questo nuovo 3d è quello di ottenere un modello che, una volta "quantificato" in formule, possa consentire di fare delle previsioni anticipando il tipo e la quantit&agrave; di risultati. Forse non ci riusciremo, ma sicuramente da ogni discussione nascono idee feconde.<br><br>Come molti che hanno letto la nostra relazione (<a href='http://www.progettomeg.it/all/relazione10.04.pdf' target='_blank'>qui</a>) un nostro tentativo di giustificazione delle trasmutazioni osservate si basa sulla produzione di neutroni da parte della cella. In prossimit&agrave; del catodo il "balletto plasmatico" di protoni ed elettroni, oltre a dar luogo alla produzione di idrogeno, genera ogni tanto un neutrone sfruttando una nota reazione nucleare detta di "cattura elettronica". Ciò significa che, il protone e l'elettrone, scontrandosi, non formano atomo di idrogeno ma un neutrone. Tale neutrone, in quanto elettricamente neutro, non ha difficolt&agrave; a destabilizzare atomi di tungsteno catodico e ad alterarne la composizione nucleare. <br><br>Tale modello presenta in sè alcune difficolt&agrave; quali la stima del flusso di neutroni, la loro sezione d'urto, l'energia cinetica e, non ultima, la difficolt&agrave; nel rilevarli. Ad oggi, stiamo facendo dei tentativi sistematici (diretti e indiretti) e, sebbene siano trascorsi molti mesi i risultati tardano a venire per svariati problemi: <br>- le strumentazioni elettroniche (autocostruite adattando vari pezzi) sono difficili da tarare in quanto non abbiamo un "emettitore di neutroni" idoneo su cui basare la misura, quidni occorre una grande (immensa) pazienza nel verificare di volta in volta le risposte strumentali.<br>- a causa dei disturbi elettromagnetici presenti in concomitanza col plasma, non basta avere un misuratore "diretto" in quanto può facilmente "accecarsi" con qualche spike emesso dalla cella. Quindi occorre uno strumento di misura "indiretto" in grado di assicurare la presenza dei neutroni tramite l'attivazione di un elemento sensibile (noi usiamo indio).<br>Tuttavia, se abbiamo visto giusto, una volta configurati tutti i dispositivi, questi neutroni dovrebbero venire fuori. Se così non sar&agrave;, si cercheranno altre strade. <br>Parallelamente a queste misure stiamo continuando a ricorrere alla gentilezza di amici dotati di SEM per controllare se si verificano trasmutazioni e di che tipo.<br><br>Per rispondere a mgb2: gli elementi trasmutati (come il renio per es.) NON si depositano solo nella parte superiore del catodo, ma la loro presenza è stata misurata anche all'interno della soluzione elettrolitica. Per quanto concerne il catodo, posso dirti che, probabilmente gli elementi si depositano nella parte superiore perchè la parte inferiore, sottoposta a plasma e bombardamento ionico NON favorisce tale deposizione. Tuttavia, all'interno di alcune criccature profonde presenti sul catodo, abbiamo riscontrato comunque presenza di elementi trasmutati... quindi è solo una questione di dinamica del plasma stesso.<br><br>Ciao <img src='http://img.forumfree.net/html/emoticons/wink.gif' alt='wink.gif'>

mgb2
08-02-2006, 13:48
ciao quantum,<br>ho appena comprato e fuso il tungsteno (mi balla ancora la palpebra per aver guardato troppo il plasma),<br>appena posso lo porto ad analizzare ma vorrei sapere a che elemento corrispondono quei cristalli di color rubino che hai trovato sul catodo e che fai vedere nella tua relazione.<br>Ho trovato gli stessi cristalli&#33;&#33;&#33;&#33;&#33;&#33;<br><br>Ciao<br><br>Gennaro<br>

Quantum Leap
08-02-2006, 14:45
Ciao mgb2,<br><br>dipende dall'elettrolita che hai utilizzato.<br>Ad ogni modo, se hai usato carbonato di sodio la composizione sar&agrave; ossigeno, sodio e tungsteno. Se hai usato carbonato di potassio allora sar&agrave; ossigeno potassio e tungsteno. L&agrave; dentro, talvolta, si annidano anche residui trasmutativi. Per quanto concerne la nostra esperienza ciò che abbiamo rilevato più spesso è il renio... tuttavia, non è sempre detto che vi siano trasmutazioni.<br><br>Tre domande: <br>1- che materiale usi per l'anodo?<br>2- che sigla è riportata sugli elettrodi che hai acquistato? WP, WC, WT o altro? E' importante, fammi sapere.<br>3- chi e come ti fa le analisi? Cioè, che tipo di analisi ti fanno?<br><br>Ciao e <br><br>complimenti per il bel risultato&#33;<br><br>PS Alle prossime prove ti consiglio di usare occhiali di protezione o, ancora meglio, di non guardare il plasma in maniera fissa.

mgb2
08-02-2006, 16:15
Fammi capire meglio,<br>tu dici che quei cristalli di color rubino sono ossido di potassio?<br>o ti riferisci al residuo in soluzione?<br>Io parlavo dei cristalli presenti sul catodo.<br>Anche l'anodo è di tungsteno puro WP, non ho comprato quelli toriati in quanto radioattivi.<br>Le analisi che mi fanno sono di tipo non distruttivo con un X-ray-fluorescence (i parametri te li ho dati nelle discussioni precedenti ma se li rivuoi te li ridico), dopo queste analisi invece procederei con analisi di tipo chimico (EDF) che sono distruttive ma più precise, nel senso quantitativo del termine.<br>Tutte le analisi vengono effettuate utilizzando apparecchiature del dipartimento di fisica della universit&agrave; presso la quale lavoro, se vuoi ulteriori dettagli posso risponderti in privato.<br>Per avere i prossimi spettri dovremo aspettare una settimana.<br><br> <br>ciao<br><br>gennaro<br><br>

Quantum Leap
08-02-2006, 16:47
I depositi che osservi sul catodo (la famosa "roba rossa"), stratificati insieme a depositi più scuri nella parte superiore del catodo dopo essere stato sottoposto al plasma, è un ossido di potassio sicuramente, probabilmente vi è anche tungsteno (tuttavia non è detto visto che gli stessi depositi li abbiamo osservati anche su catodi di materiali diversi dal tungsteno) . <br>La formula stechiometrica precisa non la conosciamo in quanto occorrono altre strumentazioni che non abbiamo disponibili. Gli elementi che ti ho elencato vengono fuori dall'analisi condotta al SEM e, se hai presente colore e struttura del permanganato di potassio (un sale viola di potassio, manganese e ossigeno) noterai una struttura abbastanza simile.<br>Talvolta, in quegli stessi composti (ma anche fuori da essi) abbiamo rilevato anche altri elementi (in primis il renio).<br><br>Ciao.

mgb2
08-02-2006, 16:59
ma guardando le tue foto si capisce invece che il rosso può corrispondere ad Au Re Sn Ca Tm.<br><br>Mah<br><br><br><span class="edit">Edited by mgb2 - 8/2/2006, 17:00</span><br><br><center><b>Attached Image</b></center><br><table class="fancyborder" style="width:50%" align="center" cellpadding="4" cellspacing="0"><tr><td align="center"><img src="http://codeandmore.com/vbbtest/images/customimages/9686f4908e5283fcc4d09e0d762887e6.jpg" alt="Attached Image"></table><p>

Quantum Leap
08-02-2006, 17:08
Difatti in quella foto non abbiamo riportato gli elementi GIA' presenti (eccetto il tungsteno per mettere in evidenza l'assenza di elementi trasmutativi nella zona), ma abbiamo riportato solo quelli NUOVI e inizialmente assenti. <br>Tuttavia, come ti ho gi&agrave; detto, le trasmutazioni non avvengono SEMPRE, mentre i depositi di roba rossa si presentano praticamente sempre. E, analizzandoli di volta in volta, ne abbiamo desunto la composizione.<br><br>Ecco spiegato l'arcano <img src='http://img.forumfree.net/html/emoticons/wink.gif' alt='wink.gif'> .<br><br>Quindi, l&agrave; dentro, c'è potassio, ossigeno e tungsteno e, quando si verificano le giuste condizioni, gli elementi riportati sulla tavola che hai postato (anche se non sempre tutti insieme).<br><br>Ciao.<br><br><span class="edit">Edited by Quantum Leap - 8/2/2006, 17:09</span>

mgb2
08-02-2006, 17:10
ok grazie<br>allora aspetto faccio le analisi e poi ti faccio sapere, nel frattempo magari chiedo se è possibile analizzarle al SEM cosi mi faccio passare la trepidazione<br><br>Ciao<br>

Quantum Leap
08-02-2006, 17:13
Se hai la possibilit&agrave;, nel laboratorio in cui operi, prova ad approntare qualche misurazione sulla presenza o meno di neutroni.<br>Secondo la nostra ipotesi dovrebbero essere pochi e lenti. Però è tutto ancora da verificare... <img src='http://img.forumfree.net/html/emoticons/ohmy.gif' alt='ohmy.gif'> <br><br>Ciao

mgb2
08-02-2006, 17:38
si ho parlato col mio collega chimico-fisico che conduce gli esp insieme a me e che aveva lavorato sulla ff negli anni 90 e per l'occasione aveva messo su un rivelatore di neutroni a liquidi organici.<br>Speriamo che funzioni ancora.<br>Puoi scaricarlo qui<br><br><a href='http://mio.discoremoto.virgilio.it/genni' target='_blank'>http://mio.discoremoto.virgilio.it/genni</a><br><br>domani porterò i campioni uno al SEM e l'altro all'EDF, il terzo è all'XRF.<br>(Poi devo ancora capire che cos'è l'EDF)<br><br>Credo che siamo andati ampiamente fuori tema del 3d, sarebbe più appropriato sfruttare quello della sperimentazione visto che qui siamo solo in due a scrivere.<br><br>Saluti<br><br>Gennaro<br><br><span class="edit">Edited by mgb2 - 8/2/2006, 21:16</span>

mgb2
09-02-2006, 10:54
Ho appena rifatto l'esp usando un rivelatore di gamma al ioduro di sodio prestatomi dai nucleari: non ci sono radiazioni di questo tipo.<br><br>Ciao<br>

Area51
09-02-2006, 12:19
Ciao prova a fare questo:<br>aggiungi dell'acido borico al k2Co3(ne basta poco ) e con il rilevatore gamma vedi se rilevi qualcosa.<br>Fammi sapere <br><br>un saluto a tutti<br>Area51

mgb2
09-02-2006, 12:51
<div align='center'><div class='QUOTE_top' align='left'><b>CITAZIONE</b> (Area51 @ 9/2/2006, 12:19)</div><div id='QUOTE' align='left'>Ciao prova a fare questo:<br>aggiungi dell'acido borico al k2Co3(ne basta poco ) e con il rilevatore gamma vedi se rilevi qualcosa.<br>Fammi sapere <br><br>un saluto a tutti<br>Area51</div></div><br>perchè dovrei aggiungere acido borico?<br>e perchè dovrei rivelare gamma con una soluzione di questo tipo?<br><br>Ciao

Quantum Leap
09-02-2006, 13:11
Perchè se ci sono neutroni e se questi neutroni incontrano il boro il risultato è un'emissione gamma...<br>quindi una prova indiretta che ci sono neutroni.<br><br>Ovviamente occorre fare svariati tentativi e avere anche un po' di fortuna ma è un bel test.<br><br>Riguardo il rilievo di emissioni gama dalla cella (senza acido borico), anche noi abbiamo ottenuto il tuo stesso riscontro. Ne gamma, nè raggi X sono presenti in quantit&agrave; rilevabili. Per i raggi X, all'epoca, utilizzammo cartoncini fotografici con svariati mezzi di contrasto ma non misurammo nulla. <br>Restano i neutroni... interessante il tuo rilevatore a scintillatore liquido(ho letto il pdf). Molto interessante. In pratica misura i neutroni attraverso l'attivazione del cadmio che, incamerato un neutrone, emette un gamma che determina una fotoemissione nello scintillatore liquido che viene misurata (da un fotomoltiplicatore sicuramente). Di fatto è lo stesso principio di funzionamento del LEDIN di Ennio. Anche l&agrave; c'è uno scintillatore liquido ma, al posto del cadmio, che reagisce molto rapidamente ai neutroni (praticamente in real-time), viene impiegato l'indio che, con un tempo di dimezzamento di 54'-55' consente di misurare l'eventuale presenza di neutroni anche a cella spenta, in modo da discriminare la possibilit&agrave; che disturbi elettromagnetici emessi dalla stessa possano falsare le misure "accecando" lo strumento. <br><br>Lo strumento che hai a disposizione è bellissimo e molto prezioso in questo tipo di riscontri sperimentali. <br>Facci sapere. <br><br>Ciao.<br><br>Un salutone al carissimo Area51. E' sempre un piacere ritrovarti sul forum <img src='http://img.forumfree.net/html/emoticons/wink.gif' alt='wink.gif'> .

Hellblow
09-02-2006, 13:18
Salve, ogni tanto mi faccio sentire.<br><br>Tempo fa proposi l'ipotesi secondo la quale questi neutroni fossero parecchio direzionali e diretti verso il catodo. Se oltre ad essere lenti e non numerosi sono anche direzionati verso il bersaglio di tungsteno al loro rilevazione diventa davvero ostica. Poi c'e' da considerare il fatto che magari questi neutroni si formano nello sheet del plasma e finiscono per essere veramente vicini al catodo, o addirittura potrebbero formarsi proprio sulla superficie, dove c'e' l'emissione termoionica. Quindi la rilevazione indiretta credo sia la migliore strada.<br><br>Che ne pensate della cosa?<br><br>PS: Quantum ma Ennio? Tutto bene?

mgb2
09-02-2006, 14:02
Cioè:<br><br>neutrone+ Boro --&#62; Boro eccitato --&#62; Boro+ Gamma ???<br><br>E il neutrone dovrebbe provenire da un beta negativo o da una cattura elettronica???<br><br>Ho trovato l'acido borico, cavolo sono fornitissimo e non lo sapevo.<br><br>Per Quantum: ho letto nel tuo report che hai esposto l'elettrodo a 4000 secondi di fusione se non sbaglio.<br>Come hai fatto a non farlo fondere subito?<br>Perchè io ne fondo un cm ogni 3 o 4 minuti.<br><br>Ciao a tutti<br><br><br><span class="edit">Edited by mgb2 - 9/2/2006, 14:22</span>

mgb2
09-02-2006, 15:19
<div align='center'><div class='QUOTE_top' align='left'><b>CITAZIONE</b> (Area51 @ 9/2/2006, 12:19)</div><div id='QUOTE' align='left'>Ciao &nbsp;prova a fare questo:<br>aggiungi dell'acido borico al k2Co3(ne basta poco ) e con il rilevatore gamma vedi se rilevi qualcosa.<br>Fammi sapere <br><br>un saluto a tutti<br>Area51</div></div><br>ho aggiunto acido borico (0,05M) in soluzione con K2CO3 0,2M,<br><br>nessun gamma rilevato oltre al fondo naturale.<br><br>Se hai altre prove da proporre fallo subito perchè non posso tenermi a lungo il rivelatore<br><br>Ciao<br><br>Gennaro<br><br><span class="edit">Edited by mgb2 - 9/2/2006, 15:32</span>

Quantum Leap
09-02-2006, 15:35
<div align='center'><div class='QUOTE_top' align='left'><b>CITAZIONE</b> </div><div id='QUOTE' align='left'>neutrone+ Boro --&#62; Boro eccitato --&#62; Boro+ Gamma ???<br></div></div><br><br>neutrone + boro --&#62; particella alfa + nucleo di Li7. Associato a questo tipo di reazione, nel 94,3% dei casi, vengono emessi anche raggi gamma.<br><br><br><div align='center'><div class='QUOTE_top' align='left'><b>CITAZIONE</b> </div><div id='QUOTE' align='left'>ho letto nel tuo report che hai esposto l'elettrodo a 4000 secondi di fusione se non sbaglio.<br>Come hai fatto a non farlo fondere subito?<br></div></div><br><br>Non ho sottoposto l'elettrodo a 4000 secondi di fusione, ma a 4000 secondi di plasma. Per evitarne la fusione e il consumo occorre restare al di sotto dei 200-220 V (dato che dipende anche dalla concentrazione di soluto).<br><br><br>ALTRE PROVE:<br><br>-ripeti quella dell'acido borico aumentandone la concentrazione passando attraverso questi step : 0,1 M - 0,2M - 0,5M - 1M . Mantieni costante la quantit&agrave; di K2CO3. <br>- su suggerimento di Hellblow(ciao <img src='http://img.forumfree.net/html/emoticons/wink.gif' alt='wink.gif'> ), fai innescare il plasma il più vicino posssibile alle pareti della cella (fai attenzione ad evitare contatti) e disponi il rilevatore gamma in prossimit&agrave; di questa zona...<br><br>E poi facci sapere che la cosa si fa moooolto interessante.<br><br>CIAO&#33;<br><br>

Area51
09-02-2006, 15:38
Volevo col occasione stringere un'abbraccio affettuoso ai quantum....e nel contempo rispondere all'amico mgb2 sulla questione dell' elettrodo.<br>Caro amico,come credo che gia sai la fusione dell'elettrodo dipende da molti fattori.fra cui...dimensioni,scambio termico con la soluzione stessa ma principalmente tra il rapporto corrente /tensione.<br>Infatti quando si raggiunge una certa soglia di tensione l'emissione termoionica+piu eventuali fenomeni annessi(scontri fra particelle, produzione di energia esotermica)e tale da riuscire a fondere il catodo.<br>Per ovviare a questo problema basta semplicemente non superare i 250 voltcc con un esposizione catodica di circa 2 cm.io in queste condizioni ho tenuto acceso il plasma anche anche 1h 40 min rabbocando di tanto in tanto la soluzione evaporata.<br>Prova e vedrai&#33;&#33;&#33;&#33;&#33;&#33;<br><br>Ps.ah la sezione catodica del W.......e di 2,4mm....rigorosamente.puro...<br><br>ciao ciao<br><br>Area51<br><br><hr>
per Quantum: ehehe.....mi hai anticipato...&#33;&#33;&#33;&#33;&#33; <img src='http://img.forumfree.net/html/emoticons/happy.gif' alt='happy.gif'> <br><br><br>un abbraccio<br><br>Area51<br><br><span class="edit">Edited by Area51 - 9/2/2006, 15:41</span>

mgb2
09-02-2006, 16:27
ok, prove fatte.<br>ho aumentato la concentrazione di acido borico: 0,1;0,5;1<br>Ho innescato il plasma vicino al bordo della cella, poi non ho superato i 180 V altrimenti ricominciava a fondere.<br>Nulla di fatto: nessuna radiazione gamma.<br>Mi sa che la prox volta però provo a farlo sotto cappa perchè i vapori di tungsteno sono tossici se non erro e magari metto a punto un sistema per raccoglierli con una serpentina raffreddata ad acqua per poi analizzarli sempre con l'EDX (electron dispersion X-ray).<br><br>Spiegatemi meglio la distinzione tra plasma e fusione perchè si vede che li confondo: per me una volta ottenuto il plasma (particelle ionizzate parzialmente o completamente) significa che sto disgregando il mio elettrodo che quindi si consuma, nella fusione raggiungo temperature più alte del plasma?<br>Credo che la differenza sia sottile.<br>All'aumentare della tensione ottengo prima una colorazione blu (con scoppiettii) e poi gialla-bianca, quale si riferisce al plasma e quale alla fusione?<br><br>Per i risultati delle analisi con lo spettroscopio XRF dovrò aspettare una settimana, per quelli con l'EDX invece sono prenotato per il 15 marzo e lo stesso vale per analizzare i depositi in soluzione.<br><br>Non sono un teorico ma: <br><br>Se esistesse un processo di riassorbimento dei gamma e avesse lo stesso rate di emissione e se ciò valesse anche per le emissioni e trasmutazioni di neutroni otterremmo elementi nuovi senza però rivelare tali radiazioni.<br>Qualcuno ci ha mai pensato?<br><br>Saluti<br><br>Gennaro

Quantum Leap
09-02-2006, 21:45
Grandissimo gennaro&#33;&#33;&#33;<br>Lavoro strepitoso, anche se i risultati non remano a nostro favore.... <img src='http://img.forumfree.net/html/emoticons/unsure.gif' alt='unsure.gif'> <br>Occorre pensarci un po' e capire... anche sulla tua idea, molto plausibile...<br><br>Riguardo differenza fra fusione e plasma: il plasma si innesca nel momento in cui, causa svariate condizioni (geometria, tensione, concentrazione elettrolitica, temperatura) si determina al catodo uno stato di idrogeno ionizzato. Tale stato di plasma è un pessimo sistema di smaltimento del calore; la conseguenza è che tale calore resta confinato attorno al catodo. Il calore generato dipende dalla tensione, quindi maggiore è la tensione, maggiore sar&agrave; la quantit&agrave; di calore da smaltire. Il tungsteno del catodo in parte riesce a smaltire questo calore riscaldandosi (parte del calore va alla soluzione) ma, quando il calore supera una certa soglia, il catodo passa dal semplice surriscaldamento alla vera e propria fusione e, se si incrementa ulteriormente la tensione, si può anche far vaporizzare il catodo (te ne accorgi dall'odore e dalle gocce di tungsteno talvolta visibili ad occhio nudo, talvolta visibili al microscopio). <br>Quando il catodo si trova in condizioni di plasma ma NON di fusione (bassa tensione) si corrode comunque, anche se molto lentamente, per bombardamento ionico (il famoso "sputtering"). <br>Grosso modo questa è la sostanziale differenza fra "fusione" e "plasma". <br><br>Ad ogni modo le tue prove sono un risultato importante <img src='http://img.forumfree.net/html/emoticons/wink.gif' alt='wink.gif'> .<br><br>Ciao a tutti.<br><br><br>PS: per caso hai a disposizione lamine di indio, o di oro? <br>

eroyka
10-02-2006, 09:16
Ciao a tutti&#33;<br><br>Voglio portare i miei personali complimenti a mgb2 che con poche parole e molti fatti ci st&agrave; aiutando concretamente nel far progredire la nostra conoscenza del fenomeno.<br><br>BRAVO&#33;<br><br>Continuate così che andate forti&#33;<br>Un salutone grossissimo ai quantum&#33;<br>Roy<br><br><span class="edit">Edited by eroyka - 10/2/2006, 09:17</span>

Area51
11-02-2006, 12:01
Ciao il problema principale è dato dal fatto che pur essendo lenti, i neutroni, legano male con la composizione del vetro della cella.<br>Infatti il silicio ha un fattore in barn di soli 0.16, quindi percentuale quasi nulla di cattura&#33;&#33;&#33;<br>AttenzioneQuasi nulla&#33;&#33;&#33;&#33;Questo perchè in percetuale abbiamo anche del boro che in minima parte, aumenta la probabilit&agrave; di circa 15% sulla cattura. <br>Adesso,immagina ,ES: un flusso di 1000 neutroni/s sul 15% che probabilit&agrave; avrebbero di beccare il boro?Sono davvero pochi, non tenendo conto del interazione di termalizzazione dell'acqua che ne riduce il ancora fattore.<br>Cmq io do niente per scontato, quindi qualche evento puo anche avvenire...ma troppo veloce e poco sensibile..per la rilevazione&#33;&#33;&#33;<br>Unica cosa da farsi e esaminare il bicchiere da fuoco allo spettrometro di massa per rilevare magari qualche trasmutazione.<br><br>Ciao ciao <br><br>Area51

ElettroRik
11-02-2006, 12:47
<div align='center'><div class='QUOTE_top' align='left'><b>QUOTE</b> </div><div id='QUOTE' align='left'>....<br>PS: per caso hai a disposizione lamine di indio, o di oro?</div></div><br><br>Se usassi un anodo di Indio puro, molto vicino al plasma?<br>Nei secondi immediatamente successivi dovrei dilevare una diferenza di conteggio sul geiger?<br>Perchè lamine? Spessori maggiori cosa comportano?<br><br><span class="edit">Edited by ElettroRik - 11/2/2006, 12:51</span>

Quantum Leap
11-02-2006, 13:28
Ciao Riccardo,<br>non è necessario utilizzare indio come anodo, basta porlo molto vicino al plasma (magari adeguatamente protetto -con cellophane o altro- per evitare reazioni chimiche con la soluzione calda). Trascorso un tempo sufficiente (un paio d'ore, se non sbaglio) lo puoi disporre in un pozzetto ben schermato in piombo in cui è gi&agrave; presente la sonda geiger e vedere se, diagrammando l'attivit&agrave; del geiger, si presenta un fronte di disattivazione (cioè un'attivit&agrave; che diminuisce nel tempo dimezzandosi dopo circa 54').<br>Oppure, ragionando sulle osservazioni di Area51 (ciao <img src='http://img.forumfree.net/html/emoticons/wink.gif' alt='wink.gif'> ), sarebbe interessante far analizzare l'acqua prima e dopo il plasma e controllarne la percentuale di deuterio e trizio. Ciò serve a verificare se sussiste o meno un incremento di percentuale nel numero di questi isotopi. Se ciò accade, è indice di presenza di un flusso dei neutroni. <br>Se mgb2 ha a disposizione attrezzature per analisi isotopica, sarebbe un'ottima opportunit&agrave;.... <br><br>Un salutone a tutti <img src='http://img.forumfree.net/html/emoticons/wink.gif' alt='wink.gif'>

mgb2
13-02-2006, 09:13
<div align='center'><div class='QUOTE_top' align='left'><b>CITAZIONE</b> (Quantum Leap @ 11/2/2006, 13:28)</div><div id='QUOTE' align='left'><br></div></div><br>Ciao a tutti,<br>filo di indio ne ho a quantit&agrave;, lo trafilo anche per riciclarlo, ho anche circa 100g di acqua pesante, per quanto riguarda gli strumenti per analisi isotopiche devo chiedere, ma col dip di chimica qui a fianco e con i nucleari al piano di sotto faticherò poco a trovarli.<br>Per adesso ho tre catodi da sezionare e portare ad analizzare ma, da quanto ho capito, la probabilit&agrave; di trovare delle trasmutazioni dovrebbe essere proporzionale al tempo di plasma (in prima analisi) e siccome non ho mai usato un catodo per più di 10 minuti sar&agrave; difficile trovarle.<br>Magari ne uso un altro e cerco di farlo durare un po di più e poi porto anche quello ad analizzare.<br>Però questa settimana sar&agrave; dura perchè ho anche da lavorare (eh eh eh).<br><br>Bisognerebbe monitorare sistematicamente la probabilit&agrave; di ottenere trasmutazioni in funzione del:<br><br>1) tempo di plasma<br>2) geometria del catodo<br>3) elettrolita<br>4) tensione di plasma<br>5) chi più ne ha più ne metta<br><br>Poi bisognerebbe graficarli e capire un po cosa si sta facendo.<br>Scusate se sono cosi pragmatico ma se non organizziamo bene gli esperimenti possiamo solo dare un si o un no come risposta e questo è riduttivo.<br><br>Se qualcuno ha gi&agrave; informazioni parziali su questi parametri me li invii cosi cominciamo ad organizzarci.<br>Se ci sono altri parametri più o meno noti da tenere in considerazione parliamone e vediamo come si può fare per tenerne conto.<br><br>Io sicuramente trasferirò tutto l'apparato per fare ogni futura misura con un rivelatore di neutroni e avrò comunque a disposizione strumenti di analisi tipo SEM, EDX, XRF, rivelatore gamma, ma devo usarli con criterio altrimenti continueremo a capirci poco.<br><br>Cerchiamo di costruire un protocollo comune per gli esperimenti e vediamo cosa ne viene fuori.<br><br>Gennaro<br> <br>

Quantum Leap
13-02-2006, 19:27
Ciao Gennaro,<br><br>dunque, la roba che hai racimolato (attrezzatura mostruosa) si potr&agrave; rivelare moooolto utile.<br>Cominciamo dall'indio: i fili di indio che hai, per utilizzarli come materiale da attivare tramite neutroni, dovrai ridurli in lamine dallo spessore molto piccolo (0,03 cm). Per verificare la quantit&agrave; e il livello di attivazione di questo materiale hai bisogno di un "cannone di neutroni" che non è altro che un emettitore di neutroni tarato che tutti i laboratori di fisica nucleare hanno a disposizione (se non lo possiedi ti dico come realizzarlo... ma è meglio trovarlo in laboratorio gi&agrave; funzionante).<br><br>Riguardo l'acqua pesante puoi fare dei test per vedere variazioni di materiale trasmutato certamente e fornirci il dato (se facilmente discernibile).<br><br>Riguardo le trasmutazioni hai ragione: poichè non abbiamo capito appieno come "centrare" il meccanismo di sintesi neutronica (o altro), occorre spaziare per varie tensioni, per tempi prolungati, esponendo porzioni catodiche a loro volta variabili (da 1 cm a 3 cm). Una volta ci capitò di rilevare renio dopo 500 secondi, ma solo una volta.<br><br>Riguardo qualche dritta sui parametri da te indicati:<br>1) tempo di plasma----------se vui le trasmutazioni devi stare tempi lunghi e "giostrare" in vario modo;<br>2) geometria del catodo-----non è importante la forma, ma è importante la "micro-geometria". Un catodo rugoso, criccato e frastagliato è meglio di uno nuovo, liscio, lucido, lappato, in quanto l'irregolarit&agrave; superficiale presentando zone a curvatura elevata, emette più facilmente elettroni per emissione termoelettronica. Inoltre la superficie catodica esposta deve essere più piccola di quella anodica.<br>3) elettrolita------------------ti consiglio di utilizzare sali alcalini con cationi come potassio, sodio, litio, magnesio, calcio, in quanto, presentando potenziali ossidoriduttivi inferiori a quelli dell'idrogeno, NON si scaricano al catodo facilmente e danno luogo all'interessante fenomeno detto "effetto condensatore"<br>4) tensione di plasma--------la condizione ottimale è quella di non salire fino alla distruzione del catodo, ma di mantenersi in condizioni di equilibrio fra il vigore del plasma e la eventuale fusione... in poche parole, la tensione giusta è quella che NON distrugge il catodo ma sta lì lì per farlo...<br><br>Riguardo la tua richiesta <div align='center'><div class='QUOTE_top' align='left'><b>CITAZIONE</b> </div><div id='QUOTE' align='left'>Cerchiamo di costruire un protocollo comune per gli esperimenti e vediamo cosa ne viene fuori.<br><br></div></div><br><br>Ti invio alla seguente <a href='http://www.forumcommunity.net/?t=2203126' target='_blank'>sezione</a> in cui il buon Ennio ha postato i metodi standard usati da noi e da altri. <br><br>Ciao <img src='http://img.forumfree.net/html/emoticons/wink.gif' alt='wink.gif'> <br>

Hellblow
17-02-2006, 12:57
Passo un link che mi è capitato sotto le mani ieri. Non sò se gi&agrave; lo avete visto.<br><br><a href='http://www.geocities.com/spfaile/plasma/Plasma.html' target='_blank'>http://www.geocities.com/spfaile/plasma/Plasma.html</a><br><br>Saluti.

mgb2
17-02-2006, 13:56
Ciao Hellblow <br><br>allora mi vuoi provocare, tu e quest'acqua pesante,<br>ne ho solo 100g ma prima di provarci voglio fare le cose per bene: riattivare il rivelatore di neutroni, procurarmi un pirometro otico, un impianto per l'analisi dei gas...<br>altrimenti che gusto c'è.<br><br>Ciao <br>Gennaro<br><br><br>

Hellblow
17-02-2006, 14:02
<div align='center'><div class='QUOTE_top' align='left'><b>CITAZIONE</b> (mgb2 @ 17/2/2006, 13:56)</div><div id='QUOTE' align='left'>Ciao Hellblow <br><br>allora mi vuoi provocare, tu e quest'acqua pesante,<br>ne ho solo 100g ma prima di provarci voglio fare le cose per bene: riattivare il rivelatore di neutroni, procurarmi un pirometro otico, un impianto per l'analisi dei gas...<br>altrimenti che gusto c'è.<br><br>Ciao <br>Gennaro</div></div><br>*_* si ragiona vedo.. <img src='http://img.forumfree.net/html/emoticons/wink.gif' alt='wink.gif'><br>E' giusto, le cose van fatte con calma ma bene e con tutti i criteri necessari <img src='http://img.forumfree.net/html/emoticons/smile.gif' alt='smile.gif'><br>Ciao <img src='http://img.forumfree.net/html/emoticons/wink.gif' alt='wink.gif'>

mgb2
17-02-2006, 17:54
credi che si possa diluire quel poco di D2O che ho con dell'acqua ultrapura per poter fare più prove oppure è meglio farne uno ma buono?<br>

Hellblow
17-02-2006, 18:03
Ciao <img src='http://img.forumfree.net/html/emoticons/smile.gif' alt='smile.gif'><br>Bhè si può diluire magari a concentrazioni diverse, in modo da poter fare raffronti. In fondo se qualcosa accade la si vede comunque <img src='http://img.forumfree.net/html/emoticons/wink.gif' alt='wink.gif'><br>Magari aspetta i Quantum che sono più esperti di me sulla cosa (molto di piu' <img src='http://img.forumfree.net/html/emoticons/smile.gif' alt='smile.gif'> ) e vediamo loro cosa dicono <img src='http://img.forumfree.net/html/emoticons/happy.gif' alt='happy.gif'>

Quantum Leap
17-02-2006, 22:12
Ciao a tutti &#33;<br><br>Di prove con l'acqua pesante ne abbiam fatte un po' più di un paio e ne faremo di sicuro in futuro. Tuttavia, da quanto riscontrato, NON abbiamo avuto alcuna differenza sostanziale nei rendimenti energetici rispetto all'utilizzo della semplice acqua (ovviamente bidistillata ultrapura). <br><br>Riguardo variazioni di specie trasmutate in presenza di acqua pesante NON abbiamo dati a sufficienza per poter esprimere un giudizio in merito (in questo puo' aiutarci Gennaro..)<br><br>La nostra procedura, mirata anche al "risparmio" di acqua pesante (costosa e rara), era quella di utilizzare una soluzione in cui met&agrave; del soluto era acqua leggera (100 cc) e l'altra met&agrave; era composta di acqua pesante (gli altri 100 cc) ma, come ho gi&agrave; detto, da un punto di vista energetico, nessuna variazione. <br><br> <img src='http://img.forumfree.net/html/emoticons/wink.gif' alt='wink.gif'>

mgb2
20-02-2006, 12:14
<div align='center'><div class='QUOTE_top' align='left'><b>CITAZIONE</b> (Quantum Leap @ 17/2/2006, 22:12)</div><div id='QUOTE' align='left'>Ciao a tutti &#33;<br><br>Di prove con l'acqua pesante ne abbiam fatte un po' più di un paio e ne faremo di sicuro in futuro. Tuttavia, da quanto riscontrato, NON abbiamo avuto alcuna differenza sostanziale nei rendimenti energetici rispetto all'utilizzo della semplice acqua (ovviamente bidistillata ultrapura). <br><br>Riguardo variazioni di specie trasmutate in presenza di acqua pesante NON abbiamo dati a sufficienza per poter esprimere un giudizio in merito (in questo puo' aiutarci Gennaro..)<br><br>La nostra procedura, mirata anche al "risparmio" di acqua pesante (costosa e rara), era quella di utilizzare una soluzione in cui met&agrave; del soluto era acqua leggera (100 cc) e l'altra met&agrave; era composta di acqua pesante (gli altri 100 cc) ma, come ho gi&agrave; detto, da un punto di vista energetico, nessuna variazione. <br><br> <img src='http://img.forumfree.net/html/emoticons/wink.gif' alt='wink.gif'></div></div><br>e riguardo alla presenza di neutroni?<br>il tizio del link osservava dei picchi nel suo geiger.<br>e riguardo al fatto che con una soluzione concentrata (5M) attivava il plasma con 50 Volt?<br>hai mai provato a fare lo stesso?<br><br>

Quantum Leap
21-02-2006, 07:08
Ciao mgb2,<br><br><div align='center'><div class='QUOTE_top' align='left'><b>CITAZIONE</b> </div><div id='QUOTE' align='left'>e riguardo alla presenza di neutroni?<br></div></div><br><br>fino ad ora, anche se i metodi non sono ancora perfezionati, non abbiamo misurato nessun neutrone, nessun picco, niente di niente se non qualche evento giustificabile in molti modi senza tirare in ballo i neutroni.<br><br>

Area51
21-02-2006, 11:43
Avere una concetrazione elavata di soluto appunto alza il fattore di conducibilit&agrave; e quindi una minore resistivit&agrave; nella trasmigrazione ionica.Quindi avere il plasma a 50 volt non e un problema.Infatti tu un arco voltaico lo innesci anche con 24 volt.... ma hai bisiogno di molta corrente e di una resistenza bassa&#33;&#33;&#33;<br>Per i neutroni mi schiero con Quantum&#33;&#33;&#33; I picchi rilevati dal tizio, molto probabilmente sno delle infiltrazioni EM nel circuito preamplificatore del contatore geiger(nell ordine dei Ghz) con in piu qualche raggio cosmico in discesa&#33;ehehehehe.......siamo punto e a capo...vero??La strada giusta la stanno tenendo i nostri amici di Caserta che con attivazioni indirette evitano di trovare fallout di EM in circuiti di rilevazione.<br>Beh ora vi saluto<br><br>Area51 <br>Ps. abbraccio ad Ennio che sento da molto tempo e naturalmente a tutti voi&#33;&#33;&#33;<br><br><span class="edit">Edited by Area51 - 21/2/2006, 11:45</span>

mgb2
21-02-2006, 13:15
Onde evitare queste influenze cosmiche sto riattivando un rivelatore di neutroni posto all'interno di una camera schermata con pareti di piombo.<br>vedremo cosa ne viene fuori.<br><br> il file dello strumento lo puoi trovare qui:<br><br><a href='http://mio.discoremoto.virgilio.it/genni' target='_blank'>http://mio.discoremoto.virgilio.it/genni</a><br><br>Di che tipi di attivazioni indirette stai parlando? ( a parte quella con l'indio)<br><br><span class="edit">Edited by mgb2 - 21/2/2006, 13:41</span>

Quantum Leap
22-02-2006, 08:05
<div align='center'><div class='QUOTE_top' align='left'><b>CITAZIONE</b> </div><div id='QUOTE' align='left'>Di che tipi di attivazioni indirette stai parlando? ( a parte quella con l'indio) <br></div></div><br><br>Per esempio puoi usare oro. Isotopicamente unico e con 24 ore di tempo di dimezzamento... <br><br>oppure altro, se ce l'hai a disposizione.... (uranio ?)<br><br>Ma dipende da : disponibilit&agrave; e condizioni di sicurezza.

ElettroRik
22-02-2006, 10:58
<div align='center'><div class='QUOTE_top' align='left'><b>CITAZIONE</b> (Quantum Leap @ 22/2/2006, 08:05)</div><div id='QUOTE' align='left'><div align='center'><div class='QUOTE_top' align='left'><b>CITAZIONE</b> </div><div id='QUOTE' align='left'>Di che tipi di attivazioni indirette stai parlando? ( a parte quella con l'indio) <br></div></div><br><br>Per esempio puoi usare oro. Isotopicamente unico e con 24 ore di tempo di dimezzamento... <br><br>oppure altro, se ce l'hai a disposizione.... (uranio ?)<br><br>Ma dipende da : disponibilit&agrave; e condizioni di sicurezza.</div></div><br>Ciao,<br>secondo voi l'uranio contenuto in una biglia di vetro all'uranio (poco x% di Ossido di Uranio) potrebbe essere influenzato in qualche modo? <br>L'avevo prese per verificare la presenza emissioni UV e/o X, e suppongo che oltre quello non servano a granchè... la probabilit&agrave; mi sembra troppo bassa.<br>Come emissioni è moooolto blando, circa la met&agrave; dei count dell'elettrodo di Th.<br><br>Però una fogliolina d'oro è forse più facile da recuperare..... Non mi avete più detto se posso usare Indio con un certo spessore (3-4mm) e quale differenza comporta invece ridotto in lamina sottile... <br>Suppongo che sia pechè l'attivazione è superficiale, ma che problemi avrei ad usare un piccolo parallelepidedo?<br><br>Ciao, grazie.<br><br><span class="edit">Edited by ElettroRik - 22/2/2006, 11:06</span>

Ennio Vocirzio
22-02-2006, 11:16
<br><br>Caro Elettrorik,<br>L'indio deve avere uno spessore di circa 0,5 mm e probabilmente se fosse piu' sottile sarebbe meglio. Questo unicamente per il fatto che appena negli strati di atomi di indio che costituiscono la lamina si possa verificare un assorbimento neutronico (neutroni lenti) i beta (elettroni) che si producono non siano assorbiti all'interno dell'indio stesso.<br><br>Ti saluto con estremo affetto<br>

ElettroRik
22-02-2006, 11:34
<div align='center'><div class='QUOTE_top' align='left'><b>CITAZIONE</b> (Ennio Vocirzio @ 22/2/2006, 11:16)</div><div id='QUOTE' align='left'>Caro Elettrorik,<br>L'indio deve avere uno spessore di circa 0,5 mm e probabilmente se fosse piu' sottile sarebbe meglio. Questo unicamente per il fatto che appena negli strati di atomi di indio che costituiscono la lamina si possa verificare un assorbimento neutronico (neutroni lenti) i beta (elettroni) che si producono non siano assorbiti all'interno dell'indio stesso.<br><br>Ti saluto con estremo affetto</div></div><br>Grazie Ennio,<br><br>limpido come l'acqua, chiaro come il sole... come sempre&#33; ;-)<br><br><span class="edit">Edited by ElettroRik - 22/2/2006, 12:16</span>

Quantum Leap
22-02-2006, 16:03
Ciao elettroRik,<br><br>il problema di noi sperimentatori con scarsi mezzi è proprio quello di NON poter fare misure fini, di non poter discriminare facilmente piccole variazioni, di non poter fare analisi fini.<br>Ti premetto questo perchè, proprio in merito all'uranio (poco) in tuo possesso, dovremmo conoscerne innanzitutto la purezza isotopica per avere un margine di aspettativa e, oltre ciò, dovremmo avere uno strumento di misurain grado di riconoscere variazioni di attivit&agrave; del tuo uranio sottoposto a neutroni, rispetto alla sua radioattivit&agrave; di base. E questo solo un dipartimento di fisica nucleare ben fornito può farlo... e non sempre.<br><br>Però se hai detto di avere un po' di indio o di oro ti puoi divertire a verificare l'(eventuale) attivazione beta. Si usano lamine sottili in entrambe i casi perchè:<br>un beta emesso superficialmente (che è un elettrone) ha maggiore probabilit&agrave; di fuga dal metallo senza esserne riassorbito;<br>un beta emesso in seno a uno spessore metallico non ha praticamente nessuna probabilit&agrave; di essere visto.<br><br>Lo spessore indicato è una scelta ottimale che minimizza i danni... e il caro Ennio ci ha perso mesi di tempo per progettare una testa sensibile, efficace e ottimizzata.

mgb2
24-02-2006, 11:26
cavolo, rovistando e rirovistando ho trovato quasi un litro di D2O comprata all'epoca di Pons.<br><br>Qui il gioco si fa "pesante" .<br><br>Sia ccettano proposte di esperimenti.<br><br>ciao

Area51
24-02-2006, 17:51
Ciao<br>1 LITROOOOOO......se me ne dai pure 100cc ci vado a nozze(scherzo&#33;&#33;)...Cmq potresti provare a fare qualche caricamento alla Pons....oppure vedere se hai disponibile uno spettrometro e sei hai dei picchi durante il plasma.... di trizio&#33;&#33;&#33;Oppure se hai uno spettromentro di massa analizza la soluzione e vedi se ce qualche differenza dopo&#33;&#33;&#33;(fai sempre dei blank test)<br>C'è tanto da fare ...io se ne avessi un po,proverei anche con un laser a fare del caricamento di potenza...ehheheh <br>Ma questa e un altra storia ...<br><br>Facci sapere <br><br>Area51

Ennio Vocirzio
25-02-2006, 23:55
Saluto L'amico Quantum Leap, L'amico Area51, l'amico Elettrorik e soprattutto l'amico Mgb2,<br><br>Amici, miei fino ad ora neutroni nemmeno l'ombra,...ma non disperiamo io continuo le miei misue, poi vi faccio sapere.<br><br><br>Un abbraccio a tutti e soprattutto a Rabazon<br><br><span class="edit">Edited by Quantum Leap - 26/2/2006, 10:48</span>

mgb2
28-02-2006, 09:39
grazie per i saluti,<br>volevo sapere come è strutturato il tuo sistema per fare le misure cosi mi faccio un'idea e magari posso migliorare il mio.<br>Grazie<br><br>Saluti<br>

Ennio Vocirzio
01-03-2006, 18:11
Caro Amico, tutte le informazioni riguardanti il LEDIN (cosi come l’ho chiamato) sono presenti nella discussione “INIZIA LA CACCIA AI NEUTRONI-Nuovo dispositivo di misura-“. Attualmente pero’, abbiamo migliorato la testa sensibile eliminando la disposizione a filo di indio ma, provvedendo ad effettuare una spirale di indio ridotto a lamina sottile inferiore ai 0,5 mm all’interno di un vaso in vetro perfettamente trasparente all’interno del quale e’ stato posto lo scintillatore. Pertanto ti posto una foto che illustra la testa in fase di preparazione cosi come appariva prima del montaggio sul fotomoltiplicatore.<br><br>Con questo sistema non sono stato fino ad ora in grado di misurare neutroni ma, la campagna di misurazioni sta continuando in questi giorni. Se ci saranno novita’ ti faro sapere.<br><br>Voglio premettere alcune cose che certamente le troverai ampiamente redatte nella discussione che ti ho indicato. Questa disposizione l’ho pensata idonea poiche’ ci permette una misura di flusso neutronico (ahimè fin ora niente di niente) a cella completamente spenta. Questo fatto scoraggerebbe qualsiasi illazione a riguardo dei disturbi elettromagnetici che la cella produce e che potrebbe indurre nei sistemi elettronici di conteggio.<br>Sono a tua disposizione per ogni chiarimento.<br><br>Felicissimo di parlare con te.<br><br>Un abbraccio armonico<br><br><a href='http://img129.imageshack.us/my.php?image=riempimentolsc29ua.jpg' target='_blank'><img src='http://img129.imageshack.us/img129/8206/riempimentolsc29ua.th.jpg' alt='image'></a><br><br><span class="edit">Edited by Ennio Vocirzio - 1/3/2006, 18:12</span><br><br><center><b>Attached Image</b></center><br><table class="fancyborder" style="width:50%" align="center" cellpadding="4" cellspacing="0"><tr><td align="center"><img src="http://codeandmore.com/vbbtest/images/customimages/0027e0b341e5045280e525b000c27fab.jpg" alt="Attached Image"></table><p>

mgb2
02-03-2006, 14:47
Ho letto tutto avidamente,<br>anche se il 90% di quello che c'è scritto parla di una soap opera che spero non mi riguardi mai.<br>sei geniale ma che soluzione organica usi?<br>Hai letto quell'articolo sul "mio" rivelatore di neutroni? (il link è in questa sezione)<br>Vorrei sapere cosa ne pensi riguardo a possibili interferenze elettromagnetiche.<br>E se queste interferenze fossero inscindibili dal meccanismo di trasmutazione, anzi se fossero indispensabili alla cella?<br>Come si potrebbe verificare questa mia assurda ipotesi?<br>Ah, come vanno le prove con la nuova modifica con la lamina d'indio?<br><br>Un saluto ad armoniche sferiche di ordine superiore al primo<br><br>Gennaro<br><br><span class="edit">Edited by mgb2 - 2/3/2006, 15:22</span>

mgb2
02-03-2006, 17:52
Cari ragazzi come non detto:<br>sono andato ora a parlare per il rivelatore di neutroni mai più usato dall'epoca di Pons.<br>Manca tutta l'elettronica (all'epoca si usava il CAMAC) e mi hanno detto che ci vorrebbero almeno sei mesi per rimetterlo in sesto, a parte il fatto che gli scintillatori saranno fuori uso e quindi bisognerebbe costruirne degli altri.<br>Abbiamo parlato un po delle difficolt&agrave; di rivelare neutroni col metodo di Ennio e del fatto che loro, proprio per essere sicuri di non rivelare disturbi elettromagnetici, misuravano più osservabili del neutrone. E comunque il rivelatore aveva una efficienza del 10% cosa che avrebbe reso ancora più difficle la rivelazione di pochi neutroni e lenti.<br>Visto che le cose stanno cosi mi concentrerò più sulla spettroscopia della cella.<br>Oppure se Ennio è felice di darmi spiegazioni più accurate per la realizzazione del suo LEDIN e visto che di indio ne ho abbastanza e ho anche un rivelatore gamma, magari posso costruire un LEDIN2, la vendetta; o qualcosa di complementare.<br>Porca miseria come mi dispiace non mettere in funzione quel coso.<br><br>Saluti a tutti<br><br>Gennaro<br><br>

Ennio Vocirzio
03-03-2006, 15:02
<br>Saluto innanzitutto tutti gli amici in lettura<br><br>Carissimo Mgb2,<br>Rispondo subito al tuo quesito dicendoti che lo scintillatore liquido usato nel LEDIN e’ un prodotto molto noto nell’ambito della misura di particelle con mezzi di contrasto fluorescenti. Si tratta del LSC INSTA-GEL PLUS della PACKARD Camberra Company N0. 6013399. Quest’ultimo dovrebbe avere una sensibilit&agrave; beta di pochi KeV quindi idoneo allo scopo preposto. Questo materiale mi e’ stato regalato da un amico del forum. Anzi, mi farebbe piacere avere da te qualche altra informazione su questo prodotto molto interessante e sapere realmente le soglie di identificazione dei beta. La testa, di cui ti ho postato la foto, non e’ piu’ in mio possesso. Lo spedita agli amici di Caserta (Quantum Leap) che hanno fatto ulteriori misure con attrezzature in loro possesso. Io ho un’altra testa molto simile tramite la quale continuo ad effettuare delle misure di attivazione. Ho collocato la testa su di un fotomoltiplicatore e misuro i conteggi tramite una scheda contatrice connessa ad un PC.<br><br>A presto mio caro amico, un abbraccio<br>

ElettroRik
05-03-2006, 22:59
Ciao a tutti,<br>sto un po' a rilento perchè ho avuto un po' di casini con l'elettronica, ma ora ne sono praticamente uscito.<br>Fra poco sarò pronto per alimentare la cella in commutazione e a fare test energo-calorimetrici...<br><br>Ma pongo la vostra attenzione su questo:<br><img src='http://www.bennati.it/rik/ff/ff_file/3.3.06/6.jpg' alt='image'><br><br><a href='http://www.bennati.it/rik/ff/ff_file/3.3.06/1.jpg' target='_blank'>Foto1</a><br><a href='http://www.bennati.it/rik/ff/ff_file/3.3.06/2.jpg' target='_blank'>Foto2</a><br><a href='http://www.bennati.it/rik/ff/ff_file/3.3.06/3.jpg' target='_blank'>Foto3</a><br><a href='http://www.bennati.it/rik/ff/ff_file/3.3.06/4.jpg' target='_blank'>Foto4</a><br><a href='http://www.bennati.it/rik/ff/ff_file/3.3.06/5.jpg' target='_blank'>Foto5</a><br><a href='http://www.bennati.it/rik/ff/video/catodo.avi' target='_blank'>Filmatino - 5Mb</a><br><br>Chi mi sa dire se 'sta roba sul catodo possono essere trasmutazioni?<br><br>Premesso che mi sono divertito un po' con del NaCl saturo ed alta tensione... volevo veder fondere il Tungsteno... nulla più.<br>L'anodo era una placca di Titanio molto ampia.<br>Quello che non caisco è cosa c'entrino quei cristalli rossicci. Sembra Rame, ma brilla di più e mi sembra fin troppo rosso per esserlo.<br> <img src='http://img.forumfree.net/html/emoticons/blink.gif' alt='blink.gif'><br><br>Ennio, che mi dici?<br><br><span class="edit">Edited by ElettroRik - 5/3/2006, 23:00</span>

mgb2
06-03-2006, 10:27
caro elettrorik,<br>non so cosa ci sia sul tuo catodo,<br>e sarebbero sempre supposizioni quelle che ti potrebbero dare altre persone.<br>A meno che tu non mi voglia mandare il tuo catodo per farlo analizzare all'EDX, per il 15 di marzo.<br>Per quella data devo far analizzare altri miei campioni e ti potrei infilare tranquillamente in coda.<br>Hai parlato di soluzione quasi satura di NaCl (con acqua normale?) e il catodo della foto è di Tungsteno?<br><br><br>Ciao<br><br>Gennaro<br><br>

Ennio Vocirzio
06-03-2006, 10:42
<br><br>Caro Elettrorik,<br>Le foto sono molto belle e non ti nascondo che hai attratto fortemente la mia attenzione. Sono d'accordo con Mgb2 per quanto riguarda la possibilita' di non tirare conclusioni affrettate. Molte volte e' capitato anche a me ottenere formazioni vistose dello stesso colore di quelle che hai ottenuto tu.<br><br>Pero' sono molto belle, molto piu' belle di quelle che ho ottenuto io.<br><br>Ti pregherei di farle analizzare. L'aiuto che offre Mgb2 e' auspicabile.<br><br>Comunque gentilmente, descrivici esattamente le condizioni della prova. Parlo di tempo plasma, tipo elettrolita, concentrazione molare, tensioni adoperate, e purezza dei sali.<br><br>Comunque complimenti vivissimi, sono suggestive e molto belle.<br><br>Un abbraccio a tutti

Ennio Vocirzio
06-03-2006, 11:46
<br>Sempre per Elettrorik,<br><br>Mi sono ricordato di avere una foto anche io di un elettrodo di tungsteno puro da 2 mm che ha lavorato con un anodo pure di tungsteno per 600 secondi ad un plasma di 300 volt ottenuto da una soluzione di carbonato di potassio 0,2 M in acqua distillata.<br>Le analisi effettuate successivamente non hanno mostrato alcuna trasmutazione (almeno in quel caso). Faccio notare che l'elettrodo e' stato spezzato facendo leva in una fessurazione prodotta dal plasma.<br>Quindi la foto ritrae una zona interna che comunque e' venuta a contatto con la soluzione e ha subito le vicende elettriche che conosciamo.<br>Ho voluto postare la foto e questo commento per sottolineare le considerazioni di prudenza che dicevamo nel post precedente.<br><br>A suo tempo, nel forum molti amici ottenevano colorazioni strane sulla superficie del tungsteno che in massima parte riguardavano fenomeni ottici di interferenza. Io ho cercato anche di dare qualche spiegazione ma, i tentativi erano ostacolati da un ambiente di discussione tremendamente ostile.<br>Fortunatamente qui ora se ne puo parlare tranquillamente e soprattutto in modo scientificamente esatto. Fammi sapere se vuoi altri chiarimenti<br><br>Tuttavia questa brutta foto che ho postato non ha niente a che vedere con la tua bellissima fotografia che mostra strati colorati molto interessanti.<br>Bisogna farla analizzare.<br><br>Non ti dimenticare, se puoi, di rispondere alle mie domande precedenti.<br><br>Un abbraccio affettuoso<br><br><br>A<br><br><center><b>Attached Image</b></center><br><table class="fancyborder" style="width:50%" align="center" cellpadding="4" cellspacing="0"><tr><td align="center"><img src="http://codeandmore.com/vbbtest/images/customimages/2618c39786ebc2fc68f43e87705449fc.jpg" alt="Attached Image"></table><p>

ElettroRik
06-03-2006, 12:04
<div align='center'><div class='QUOTE_top' align='left'><b>CITAZIONE</b> (Ennio Vocirzio @ 6/3/2006, 10:42)</div><div id='QUOTE' align='left'>........<br>Comunque gentilmente, descrivici esattamente le condizioni della prova. Parlo di tempo plasma, tipo elettrolita, concentrazione molare, tensioni adoperate, e purezza dei sali.<br><br>Comunque complimenti vivissimi, sono suggestive e molto belle.<br><br>Un abbraccio a tutti</div></div><br><br>Intanto un grazie di cuore ad entrambi, Ennio e Gennaro.<br><br>Allora,<br>premetto che siamo lontani da poter definire un livello di purezza, perchè sia l'acqua che il sale è roba dozzinale: acqua di rubinetto e NaCl = sale groso da cucina.<br>D'altra parte non era certo mia intenzione adare a caccia di trasmutazioni&#33;<br><br>Però, dato che la durata degli esperimenti è stata molto breve, mi è sembrato strano trovare tutta sta roba... Oltretutto questo colore rosso rubino (in foto non rende perchè d&agrave; sul marrone) non l'avevo mai visto.<br><br>Le condizioni le posso riassumere così:<br>- NaCl saturo, densissino<br>- Bicchiere di Ti connesso al positivo (quindi ampissima superficie anodica)<br>- Catodo: Elettrodo Tig di W da 2mm Verde (potrebbe essere anche all'Ossido di Cerio, per quel che ne capiva il ferramenta dove l'ho preso, visto che alcuni produttori marcano in verde quelli al CeO2)<br>- Tensione 300V cc<br>- Potenza max limitata con in serie faro alogeno da 500W. Ottengo max tensione d'innesco che poi si abbassa per quanta più corrente assorbe la cella. :-)<br>- durata tot. 7/8 minuti<br><br>L'unica cosa che mi viene in mente è che ho giocato un po' anche sul pelo del liquido, creando un po' di arco tra catodo ed elettrolita. Potrebbe quindi esserci attivit&agrave; dell'aria: O2, N2, CO2<br><br>Ho ipotizzato ossidi di Sodio, ma non mi risulta buttino sul rosso. Dovrebbero essere bianco-gialli. Escluderei anche la CO2.. Resterebbe l'azoto... Oppure Ossidi di Cerio, che non ho capito che colore abbiano.... WO2 men che meno, è giallo limone...<br>Boooooooooooooooooohhhhhh&#33;&#33;&#33;&#33;&#33;<br> <img src='http://img.forumfree.net/html/emoticons/blink.gif' alt='blink.gif'><br><br><span class="edit">Edited by ElettroRik - 6/3/2006, 12:07</span>

ElettroRik
06-03-2006, 12:24
<div align='center'><div class='QUOTE_top' align='left'><b>CITAZIONE</b> (ElettroRik @ 6/3/2006, 12:04)</div><div id='QUOTE' align='left'>.... Oppure Ossidi di Cerio, che non ho capito che colore abbiano....</div></div><br>Frenaaaaaaa&#33;&#33;&#33;&#33; Pirla&#33;&#33;&#33;&#33;&#33;<br><br>Da Wikipedia:<br>Il composto più comune è l'ossido di cerio(IV) (CeO2), utilizzato come agente lucidante <span style='color:red'><b>("rosso dei gioiellieri").</b></span><br><br> <img src='http://img.forumfree.net/html/emoticons/biggrin.gif' alt='biggrin.gif'> <img src='http://img.forumfree.net/html/emoticons/biggrin.gif' alt='biggrin.gif'> <img src='http://img.forumfree.net/html/emoticons/biggrin.gif' alt='biggrin.gif'> <img src='http://img.forumfree.net/html/emoticons/biggrin.gif' alt='biggrin.gif'><br>Evidentemente l'elettrodo era all'ossido di Cerio....Scusate....ma con sti colori c'è un bel casino sotto.<br>Ho appena scoperto che ci sono BEN 3 STANDARD diversi per la codifica dei colori (oltre ai negozianti storditi)&#33;<br><a href='http://www.bam.net.cn/WT20.htm' target='_blank'>http://www.bam.net.cn/WT20.htm</a><br><br><span class="edit">Edited by ElettroRik - 6/3/2006, 16:14</span>

mgb2
06-03-2006, 13:35
ok non ti preoccupare,<br>però non so quanto sia utile far analizzare un elettrodo sottoposto a plasma per cosi poco tempo e inoltre ci sono troppe variabili nascoste.<br>Potresti però rifare l'esp tilizzando acqua distillata (almeno) e con una soluzione di NaCl ma di quello puro (almeno 99%) altrimenti risulta difficile discriminare tra gli elementi presenti prima e dopo l'esp.<br>E se puoi cerca di utilizzare una configurazione che sia il più possibile "chiusa" in modo da considerare trascurabili gli effetti dell'aria.<br>Se lo riesci a fare in poco tempo inviamelo pure, le istruzioni te le ho gi&agrave; fornite.<br><br>Saluti<br><br>Gennaro<br><br><span class="edit">Edited by mgb2 - 6/3/2006, 13:31</span><br><br>Sentite questa:<br>quantum dice che le microfratture del materiale possono favorire le trasmutazioni (se ho ben capito).<br>Perchè allora non trattare prima il catodo come anodo ma in una configurazione simmetrica in modo tale da creare delle zone di erosione (non microfratture??) da parte dell'idrogeno e poi utilizzarlo come solito catodo?<br><br>Dite, dite pure

Hellblow
06-03-2006, 13:47
<div align='center'><div class='QUOTE_top' align='left'><b>CITAZIONE</b> </div><div id='QUOTE' align='left'>Sentite questa:<br>quantum dice che le microfratture del materiale possono favorire le trasmutazioni (se ho ben capito).<br>Perchè allora non trattare prima il catodo come anodo ma in una configurazione simmetrica in modo tale da creare delle zone di erosione (non microfratture??) da parte dell'idrogeno e poi utilizzarlo come solito catodo?</div></div><br><br>Salve...<br>E' l'effetto punta che favorisce in quanto si crea un campo elettrico molto elevato in quei punti. Ad esempio se per catodo usiamo una vite (cosa che gi&agrave; è stata fatta mi sembra di ricordare) si vedr&agrave; innescare il plasma proprio lungo la filettatura. Analisi su un catodo di questo tipo potrebbero essere interessanti.<br><br>Un saluto.<br><br>PS: Complimenti elettrorik, quella formazione è molto interessante&#33;

Quantum Leap
06-03-2006, 13:56
Ciao Gennaro, Ennio, Rikkardo,<br><br>bellissime le formazioni cristalline. Colpiscono perchè sono formazioni che raramente si riescono ad ottenere senza plasma. Non è sato ancora dimostrato che in esse vi siano presenti elementi trasmutati, ma non è stato neanche dimostrato il contrario, quindi è un campo di indagine ancora aperto. Per ora sappiamo che quasi sicuramente si tratta di particolari strutture di ossidi di tungsteno la cui formazione è probabilmente favorita dalle alte temperature e dall'azione di plasma.... un po' come avviene nella sintesi di quelle particolari strutture del carbonio dette "fullereni".<br>Qualcosa in più verr&agrave; chiarito anche grazie all'aiuto del buon Gennaro e alle sue disponibilit&agrave; strumentali e tecniche. Per ora le considerazioni fatte da Ennio sono quanto di più bilanciato può essere prodotto dai dati in nostro possesso.<br>Allego una foto al microscopio elettronico della formazione cristallina rilevata su uno dei nostri catodi (il colore violetto lo abbaimo aggiunto noi)<br><br><img src='http://jlnlabs.imars.com/cfr/lorio/lorio33.jpg' alt='image'><br><br>Riguardo <div align='center'><div class='QUOTE_top' align='left'><b>CITAZIONE</b> </div><div id='QUOTE' align='left'>le microfratture del materiale possono favorire le trasmutazioni (se ho ben capito).</div></div><br><br>questa è una ipotesi di lavoro in quanto, proprio dalle microfratture si può ottenere una curvatura geometrica molto elevata (effetto punta) che favorisce l'emissione di elettroni da parte del metallo catodico. Questa emissione di elettroni facilitata dalla geometria potrebbe conferire all'elettrone stesso un'aliquota di energia cinetica che potrebbe (forse) giustificare l'ipotizzato meccanismo di formazione di neutroni :<br><br>p + e + <b>0.784 eV</b> ---- > N<br><br>senza quell'energia vi sarebbe un ammanco energetico. Quindi, ricapitolando:<br><br>Difetti cristallini ---&#62; emissione di elettroni ---&#62; energia cinetica degli elettroni ---&#62; sintesi di un neutrone<br><br>Ovviamente tutto questo meccanismo è soltanto una ipotesi in fase di verifica.<br><br>

mgb2
06-03-2006, 15:19
ok ho capito,<br>grazie a tutti.<br><br>Allora vado a cercare un pò di palladio.<br>Un'altra opzione sarebbe filettare il tungsteno, che costa meno.<br><br>Sotto suggerimento di ****** (che non so ancora se nominare o meno, lo dir&agrave; lui se ne avr&agrave; voglia),<br>vorrei cercare di rendere poroso il tungsteno oppure il rame, visto che ne ho abbastanza.<br>Avete qualche suggerimento sul tipo di acido da usare e/o se necessita di qualche processo elettrochimico per aiutare il processo??<br><br>grazie<br><br>Gennaro<br><br><br><span class="edit">Edited by mgb2 - 7/3/2006, 15:12</span>

Quantum Leap
09-03-2006, 00:41
<br><br>Per rendere porosi i metalli solitamente si ricorre ad attacchi acidi. Gli acidi però devono essere molto forti (tipo acido nitrico o fluoridrico).<br><br>La procedura esatta e completa non la cosnosco. Ti consiglio di fare dei tentativi.... ma con molta cautela e attenzione.<br><br>Ovviamente se qualcuno ha gi&agrave; provato lo invito a postare.<br><br> <img src="http://codeandmore.com/vbbtest/images/customimages/8748dccae3bf61191ab21f59499e36fe.gif" alt="happy.gif">

mangoo
10-03-2006, 01:21
Caro Quantum e caro mgb2,<br><br>l'idea di provare ad usare elettrodi porosi è una semplice conseguenza dell'ipotesi secondo cui le reazioni di GDPE si svolgano essenzialmente sulla superficie del reticolo metallico (se verificata, questa ipotesi differenzierebbe simili reazioni dall'effetto Fleischmann-Pons originale, in cui secondo la teoria di Preparata e colleghi il ruolo della matrice cristallina del metallo è fondamentale).<br>Per aumentare l'estensione superficiale si potrebbero usare due metodi principali, che chiamerò 'sottrattivo' e 'additivo' rispettivamente.<br>La porizzazione degli elettrodi (o specificamente del solo elettrodo in cui si sviluppa il plasma) costituisce il metodo sottrattivo. La porizzazione può essere immaginata come una amplificazione dei difetti e delle nonuniformit&agrave; della superficie metallica: infatti il processo si innesca ed è cinematicamente favorito nei pressi di dislocazioni e asperit&agrave; in contatto diretto con l'interfase metallo/liquido. Personalmente non ho esperienza diretta di simili trattamenti su metalli, ma ritengo verosimile quanto sostenuto da Quantum riguardo all'impiego di acidi forti: essi dovrebbero indurre la formazione di uno strato superficiale, di spessore micrometrico, di ossido del metallo, in seguito disciolto e quindi asportato. Una conseguenza non trascurabile di questa procedura potrebbe essere, peraltro, una maggiore pulizia (nel senso di rimozione di particelle contaminanti) della superficie residua.<br>Alternativamente, si può pensare di aumentare le asperit&agrave; superficiali aggiungendole. Spero di chiarire quanto intendo facendovi pensare all'elettrodo di idrogeno standard, che usa come supporto metallico (inerte) del platino platinato (ovvero con aggiunta non ordinata di strati superficiali). Il pre-trattamento consisterebbe in questo caso in una deposizione metallica. Mi vengono in mente due metodi: elettrodeposizione (un trattamento elettrochimico in cui ioni del metallo da depositare, presenti in soluzione, si riducono per effetto della corrente fornita dall'elettrodo stesso e ci si attaccano) o evaporazione.<br>Chiaramente l'uso di simili tecniche può risultare quantomeno problematico se applicato al tungsteno; in particolare l'evaporazione dovrebbe compiersi a temperature assai elevate (in fondo proprio questo piace del W&#33;), oppure ricorrendo a un fascio di elettroni (electron beam sputtering). Ma il desiderio di tentare potrebbe spingere a usare per lo scopo altri metalli.<br>Spero di avervi suggerito qualche idea interessante, ma anche di non aver deviato troppo dalla vostra discussione con le mie illazioni&#33;<br><br>Un caro saluto,<br>Mangoo

10-03-2006, 14:04
dear mangoo,<br>leggo sempre con interesse i tuoi interventi, anche se spesso non sono d'accordo,<br>ma spero che questo non ti offenda particolarmente...<br><br>vedo comunque che finalmente qualcuno ha capito molto delle polemiche che ho messo in piedi nel forum..<br>ho sempre sostenuto che per me tutti gli effetti significativi della f.f avvengono sulla superficie degli elettrodi,<br>addirittura sostengo che il famoso caricamento del palladio , oltre il rapporto 1/1<br>nella cella pons,non serve ad altro che a rendere le condizioni superficiali tali che il rapporto superficie attiva catodo risulti di circa 1/5 di quella dell'anodo,<br>cioè le condizioni per l'accensione del plasma nella cella mizuno...<br>propio la difficolt&agrave;, e le diversissime casuali condizioni superficiali ,rendono così problematica e di difficile ripetizione le accensioni della cella pons,<br>interessante notare che una volta acceso, i rendimenti possono variare molto, e in alcuni casi superare di molto la normale cella mizuno...<br>ma qui è ancora un altro capitolo..<br><br>spero di non essere troppo ot e quindi censurato..<br>saluti

Quantum Leap
10-03-2006, 15:14
<br>Il tipo di esperimenti iniziati da Mizuno, ovvero fenomenologie connesse a plasmi in celle elettrolitiche, hanno pochissimo a che fare con il tipo di fenomenologie studiate da esperimenti tipo Pons-Fleischmann.<br><br>In Pons-Fleischmann si ipotizza l'azione di un plasma di deutoni INTERNO alla matrice solida di palladio e all'abbassamento delle barriere coulombiane dovuta a particolare legame che gli elettroni (mare di Fermi) formano nei metalli. Tutto questo per ottenere fusione nucleare, quindi energia e ceneri di fusione (elio 4, trasmutazioni...). In questo caso i cosiddetti "siti attivi" sono quei particolari siti in cui si è avuto un maggiore addensamento di nuclei di deuterio (il cosiddetto "caricamento") che poco o nulla ha a che fare con le dimensioni dell'anodo, anzi, non c'entra praticamente niente.<br><br>Nei fenomeni da noi indagati e della cui esistenza dobbiamo rendere merito a Mizuno, Ohmori e Naudin, il plasma è "esterno" alla matrice metallica, NON è dovuto al "mare di Fermi", è incrementato e favorito dall'emissione termoionica e i siti attivi sono quelli che la favoriscono (quindi necessariamente superficiali). In questo caso ha un senso considerare le dimensioni dell'anodo. Fino a un certo punto.<br><br>Confondere le cose può solo creare cofusione.<br><br>Ciao.

mgb2
13-03-2006, 11:53
Volevo capire una cosa riguardo le vostre misure:<br>1) il luxmetro che usate che valori di temperatura vi fornisce da quando iniziano le prime scariche a quando si forma il plasma?<br>(potreste farmi avere quel grafico delle sezioni d'urto dei vari elementi?)<br>2) siccome sostenete che le trasmutazioni avvengano nella parte alta del catodo, all'interno in pratica del copricatodo, e siccome quest'ultimo presenta ovviamente delle impurezze, come fate ad essere certi che alcuni elementi nuovi che si depositano non facciano parte del copricatodo (ceramica, allumina, plastica,teflon)?<br>A parte il fatto che non crederei mai che in questi materiali si possano trovare tracce di Renio, Osmio, Tullio e terre rare in genere ma magari, elementi più comuni possono provenire dall'interazione catodo-copricatodo.<br>Non saprei rispondere.<br><br>Grazie<br><br><br>Per Rabazon<br>Ti volevo chiedere che tipo di analisi hai fatto sui tuoi catodi per verificare l'assenza di trasmutazioni interne se è possibile<br><br>Grazie<br><br>Un saluto a tutti<br><br>Gennaro

Quantum Leap
13-03-2006, 18:46
<br>Ciao Mgb2 <img src="http://codeandmore.com/vbbtest/images/customimages/ce10ed7b05ac174054caccb4402f51f4.gif" alt="wink.gif"> ,<br><br>rispondo subito alle tue domande:<br><br>1) il luxmetro misura i lux , cioè il flusso luminoso (lumen su metro quadro) e non la temperatura. Il pirometro invece misura le emissioni UV e, se ben tarato, è in grado di misurare la temperatura. Purtroppo però il nostro strumento, essendo autocostruito, non è tarato. Il dato che rileviamo tuttavia è utile a verificare il manifestarsi di una emissione UV.<br><br>2) Abbiamo fatto analizzare la ceramica al SEM e non vi abbiamo trovato gli elementi rinvenuti sul catodo, ma solo Si, O e Al (se non ricordo male). Ma niente renio, osmio, tulio, erbio, itterbio, oro o afnio.<br><br>Riguardo le sezioni d'urto dei neutroni ti puoi rifare al seguente <a href="http://www.ncnr.nist.gov/resources/n-lengths/" target="_blank">link</a> da cui puoi scegliere l'elemento e conoscere il valore della sezione d'urto relativa ai neutroni termici.<br><br>-------

14-03-2006, 00:57
dear gennaro,<br>non ho mai fatto analisi personalmente,<br>le uniche a cui in qualche modo ho assistito personalmente sono quelle di remond, ma lui ha fatto analizzare le soluzioni residue...<br><br>ipotizzo che abbiamo fenomeni solo superficiali sbirciando le foto e le analisi che sono pubblicate in internet, da altri ricercatori...<br> mi sembra che le trasmutazioni si trovano sempre in superficie, al massimo in cricche o fessurazioni del catodo in palladio, ma sempre a contatto con la superficie..<br>tralascio che naturalmente penso che le trasmutazioni avvengono nella zona del plasma, si trovano poi molti elementi nella caratteristicche bande di craking, vicino al copricato per condensazione dei vapori prodotti dal plasma.<br><br>saluti

Hellblow
14-03-2006, 01:34
<div align="center"><div class="quote_top" align="left"><b>CITAZIONE</b></div><div id="quote" align="left">o fessurazioni del catodo in palladio</div></div><br>Il nostro catodo di riferimento è in tungsteno. Bisogna riferirsi a quello se no sballano i salti nella tabella periodica dovuti alle trasmutazioni.<br>Il catodo in palladio è carateristico di un'altra cella, dove avvengono fenomeni di natura diversa.<br>Ti confermo il riordinamento dei vapori di materiale trasmutato in base alle temperature Rabazon, è da parecchio che ci penso perchè ricollegato a tutta un'idea sulla cella di cui ho discusso in privato qualche tempo fa con alcuni partecipanti del forum. Anche secondo me c'e' qualcosa di questo tipo..<br><br><span class="edit">Edited by Hellblow - 14/3/2006, 01:36</span>

mgb2
14-03-2006, 10:06
grazie rabazon e quantum<br>

mgb2
27-03-2006, 08:18
Ok ragazzi, oggi si parte con le analisi all'EDX,<br>Tieniti pronto al nobel Rik.<br><br>Avete notato che ci sono circa 20-30 micron di differenza tra il diametro del catodo nella parte non interessata al plasma e quella vicina alla punta?<br><br>Saluti<br>

mgb2
26-05-2006, 14:31
Salve a tutti,<br>ho avuto un pò da fare ultimamente e le misure hanno subito dei rallentamenti.<br>Ma eccomi pronto a ricominciare.<br>Sto mettendo a posto gli spettri misurati all&#39;XPS e la settimana prossima li pubblicherò.<br><br>Preferirei analizzarli insieme a tutti voi nel modo più scientifico possibile.<br><br>Ci sentiamo presto<br><br>Gennaro<br>

Ennio Vocirzio
28-05-2006, 09:47
<br>I miei saluti più accuorati per te Mgb2, buon lavoro anche da parte mia.<br><br>Un abbraccio estremamente particolare per te

mgb2
01-06-2006, 12:09
Cominciamo con questi due spettri: si chiamano crist14 e crist16<br>le informazioni le ricavate dal file Dati<br>Il crist16 è il blank test eseguito sul catodo di tungsteno, il 14 invece è quello dopo la fusione.<br>Per ora non vi dico nient&#39;altro: soluzione elettrolitica, tempo di fusione, etc etc etc.<br>Giochiamo come sulla settimana enigmistica: trovate le differenze e individuate le linee spettrali sconosciute usando questo sito: <a href="http://srdata.nist.gov/xps/" target="_blank">http://srdata.nist.gov/xps/</a><br><br>A breve posterò tutti gli altri spettri e vi darò tutti i chiarimenti sulle condizioni al contorno.<br>Per adesso ragionate senza pregiudizi<br><br>I file li potete trovare a questo indirizzo:<br><br><a href="http://mio.discoremoto.alice.it/genni" target="_blank">http://mio.discoremoto.alice.it/genni</a>

ElettroRik
01-06-2006, 22:09
<div align="center"><div class="quote_top" align="left"><b>CITAZIONE</b> (mgb2 @ 1/6/2006, 13:09)</div><div id="quote" align="left">Cominciamo con questi due spettri: si chiamano crist14 e crist16</div></div><br>Ti ho risposto qua:<br><a href="http://www.forumcommunity.net/?t=2694224&amp;st=180#entry40131479" target="_blank">http://www.forumcommunity.net/?t=2694224&s...0#entry40131479</a>

mgb2
05-06-2006, 10:11
Ciao Rik,<br>le diffrenze nel numero dei conteggi possono dipendere da fattori geometrici quali ad esempio il fatto che il blank è fatto su un campione quasi perfettamente cilindrico (la testa dell'elettrodo) e invece l'altro è eseguito su un tratto conico (la punta), oppure semplicemente tiltando lo stesso campione si possono ottenere differenze; e anche dal modo di fare le medie software (ma non è questo il caso perchè è stato usato lo stesso metodo).<br>In realt&agrave; non si può banalmente fare la differenza dei due spettri perchè prima bisogna tener conto dello <b>"shift energetico</b>": ci possono essere delle zone del campione più conduttive delle altre e quindi mentre si bombarda di elettroni il campione si carica e i fotoni emessi ad un certo istante risentono del precaricamento elettrico degli elettroni precedenti.<br>Per ovviare a questo inconveniente gli spettri si devono calibrare: si stabilisce un picco importante (tungsteno ad esempio) e si fa coincidere col picco dell'altro spettro, attenzione: se vedi che uno dei due picchi è più largo bisogna risolvere prima i picchi perchè magari la larghezza nasconde in realt&agrave; due picchi.<br>Una volta risolti i picchi dei due spettri si centrano sullo stesso valore energetico e di conseguenza tutti gli altri punti shifteranno nella maniera corretta.<br>Ma ancora non siamo pronti per fare la differenza.<br>Un altro problema è il background: per tenerne conto si deve <b>"linearizzare" </b> lo spettro.<br>In pratica si fa coincidere il primo picco dello spettro col primo picco dell'altro spettro; tenendo fermi questi due punti si prende l'ultimo picco di uno dei due spettri e si ruota uniformemente lo spettro ( si cambia il "coefficente angolare") fino a far coincidere i picchi finali dei due spettri.<br>Solo dopo queste operazioni puoi fare la banale differenza degli spettri e andare sul database XPS a cercare gli elementi sconosciuti.<br><br>Ovviamente queste cose mi sono state spiegate ma molto rapidamente (come si può notare dalla chiarezza della mia esposizione), dopodomani ho un incontro un pò più serio col tipo che ha fatto le analisi cosi cercherò di stendere una procedura standard più accurata.<br><br>Per rispondere poi alle domande sulla differenza tra consumo in plasma e fusione credo che nessuno possa rispondere meglio di te visto che questi spettri si riferiscono al tuo campione<br>eh eh eh<br><br>Saluti<br>Gennaro

ElettroRik
05-06-2006, 13:32
<div align="center"><div class="quote_top" align="left"><b>CITAZIONE</b> (mgb2 @ 5/6/2006, 11:11)</div><div id="quote" align="left">Per rispondere poi alle domande sulla differenza tra consumo in plasma e fusione credo che nessuno possa rispondere meglio di te visto che questi spettri si riferiscono al tuo campione<br>eh eh eh</div></div><br>Ah, ok. Allora la risposta è consumo per azione del plasma, non fusione diretta del catodo.<br>Ovvero, probabilmente c&#39;è stata evaporazione superficiale del W.<br><br>P.S. In merito allo shift, avevo intuito. Infatti ho provveduto a rielaborare in excel i due grafici partendo proprio dai dati in txt. Con una banale &#39;media&#39; ho calcolato lo scostamento e poi ho riadattato proporzionalmente uno dei die grafici moltiplicandone i valori per la costante così calcolata. In tal modo essi si sovrappongono quasi perfettamente, salvo....<br><br>A stasera, ora devo scappare.<br><br>Ciao&#33; <img src="http://codeandmore.com/vbbtest/images/customimages/a4ea21d774cd28a4006d2c53f18138af.gif" alt=";)">

mgb2
07-06-2006, 16:42
per caso vedi anche tu Pm ed Eu?<br>

ElettroRik
08-06-2006, 13:17
<div align="center"><div class="quote_top" align="left"><b>CITAZIONE</b> (mgb2 @ 7/6/2006, 17:42)</div><div id="quote" align="left">per caso vedi anche tu Pm ed Eu?</div></div><br>Si.... solo peccato che la finestra di energie sia limitata da 700 a 1400 eV<br><br>Molti degli elementi che cerchiamo sono al di fuori di essa...

Hellblow
08-06-2006, 14:52
Salve ragazzi...<br><br>Ricordo che analisi fatte da Remond segnalavano massicce presenze nell&#39;elettrolita (dopo l&#39;esperimento) di mercurio, piombo, ed altri elementi della stessa riga del W. Trovato tracce?<br>

Quantum Leap
08-06-2006, 18:07
<div align="center"><div class="quote_top" align="left"><b>CITAZIONE</b> (Hellblow @ 8/6/2006, 15:52)</div><div id="quote" align="left">Ricordo che analisi fatte da Remond segnalavano massicce presenze nell&#39;elettrolita (dopo l&#39;esperimento) di mercurio, piombo, ed altri elementi della stessa riga del W.</div></div><br>Scusa la franchezza, ma ti ricordo che gli esperimenti condotti dal personaggio di cui sopra non sono definibili &quot;esperimenti&quot; ma scintille pirotecniche. Non c&#39;è nessun rigore scientifico in quel modo di operare e quindi anche le analisi sono inutilizzabili se si vuole condurre una ricerca che abbia un minimo di seriet&agrave;.<br><br>Complimenti a mgb2 e elettrorik per gli ultimi risvolti.

Hellblow
08-06-2006, 19:03
<div align="center"><div class="quote_top" align="left"><b>CITAZIONE</b></div><div id="quote" align="left">Scusa la franchezza, ma ti ricordo che gli esperimenti condotti dal personaggio di cui sopra non sono definibili &quot;esperimenti&quot; ma scintille pirotecniche. Non c&#39;è nessun rigore scientifico in quel modo di operare e quindi anche le analisi sono inutilizzabili se si vuole condurre una ricerca che abbia un minimo di seriet&agrave;.</div></div><br><img src="http://codeandmore.com/vbbtest/images/customimages/a820e46a48ea51454224c000dc67d045.gif" alt=":D"><br>Ah bhe e&#39; che se uno deve cercar riscontri cerca di farlo con i dati che ha visto, siccome io vidi quelli... <img src="http://codeandmore.com/vbbtest/images/customimages/76b22bd1bc021d118d3a6525169a12c8.gif" alt=";)"><br><br>Comunque riuscire ad ottenere, su piu&#39; esperimenti, le misurazioni degli elementi trovati e poterle confrontare sarebbe davvero un grosso passo in avanti. Almeno per avere una direzione su cui orientarsi riguardo le trasmutazioni...

mgb2
09-06-2006, 11:29
caro hell ci stiamo provando ad andare avanti con rigore scientifico,<br>e hai ragione a dire che tu analizzi quello che gli altri ti fanno vedere.<br>Questo vale anche per gli spettri che ho postato: cosa ne puoi sapere se ti sto prendendo in giro modificando dei picchi??<br>Purtroppo si deve aver fiducia qualche volta.<br>E per quanto riguarda la tua richiesta di fare le stesse misure su strumenti differenti sono in accordo: io ho la possibilit&agrave; di usare un XPS e tra un pò anche un diffrattometro a raggi X, tu conosci qualcun altro che faccia le stesse misure?<br><br>Ho un programma di analisi dati che si chiama Origin e che usiamo tutti in lab ma è grosso 54 Mb e non so renderlo pubblico.<br>Se qualcuno di voi ha spazio a sufficenza per metterlo in rete me lo dica che glielo spedisco cosi lo diffondiamo a tutti.<br><br>Grazie<br><br>Saluti

eroyka
09-06-2006, 11:59
Ciao Mgb2,<br>potresti usare quegli spazi gratuiti tipo di virgilio o altri simili.<br>Cerca hardisk virtuali su google e penso che non farai fatica a trovare un servizio gratuito.<br><br>O se ti installi &quot;emule&quot; puoi mettere semplicemente in condivisione una directory con il programma e tutti lo potranno scaricare liberamente.<br><br>Ciao

Hellblow
09-06-2006, 14:14
<div align="center"><div class="quote_top" align="left"><b>CITAZIONE</b></div><div id="quote" align="left">cosa ne puoi sapere se ti sto prendendo in giro modificando dei picchi??<br>Purtroppo si deve aver fiducia qualche volta.</div></div><br>Io di voi mi fido <img src="http://codeandmore.com/vbbtest/images/customimages/65bf4ae57c4348153368ccc866968439.gif" alt=";)"><br>Sai perche&#39;? Perche&#39; si lavora per andare avanti, e non per fini di lucro, ed il fatto che tu posti su questo forum insieme ai Quantum ed a tutti gli altri ne e&#39; la dimostrazione. Quindi mi fido <img src="http://codeandmore.com/vbbtest/images/customimages/5229eef88e3d36f88f9cbb5b70c8a254.gif" alt=":)"><br><br><div align="center"><div class="quote_top" align="left"><b>CITAZIONE</b></div><div id="quote" align="left">tu conosci qualcun altro che faccia le stesse misure?</div></div><br>Forse, dico forse, fra un po riesco a metter su un piccolo laboratorio sufficientemente attrezzato. Quindi se ci riesco potro&#39; far analisi anche io <img src="http://codeandmore.com/vbbtest/images/customimages/1f8f5da962d42a7dda51d9bf01da9b15.gif" alt=":D"><br>Speriamo che madama fortuna mi baci <img src="http://codeandmore.com/vbbtest/images/customimages/65bf4ae57c4348153368ccc866968439.gif" alt=";)">

Ennio Vocirzio
09-06-2006, 14:55
Saluto con estrema gioia Elettrorik, Quantum Leap, Eroyka, Mgb2 e Hellblow, mi scuso se sto dimenticando qualche altro.<br><br>Vi leggo, anche se non tanto spesso, ma, vi giuro che state sempre nel mio cuore.<br><br>Vorrei avere dei chiarimenti sulle analisi che vedo hanno effettuato Elettrorik e Mgb2. Non ho capito bene, forse perche&#39; non ho letto attentamente,... ma, ci sono state evidenze trasmutative ?<br><br>Sui catodi analizzati c&#39;e&#39; il materiale rosso che si presenta normalmente ?<br><br>Vi ringrazio in anticipo amici miei e Vi prometto che quando prima verro&#39; a frequentarvi con maggiore frequenza.<br><br>Un Abbraccio e complimenti .......veramente complimenti.<br><br><br><br>Dimenticavo, un saluto particolare, intenso e sentito a Leovirdis.....<br>

ElettroRik
09-06-2006, 16:59
<div align="center"><div class="quote_top" align="left"><b>CITAZIONE</b> (mgb2 @ 9/6/2006, 12:29)</div><div id="quote" align="left">Ho un programma di analisi dati che si chiama Origin e che usiamo tutti in lab ma è grosso 54 Mb e non so renderlo pubblico.</div></div><br>ECCOLO:<br><a href="http://www.bennati.it/rik/varie/origin.zip" target="_blank">ORIGIN.ZIP</a><br> <img src="http://codeandmore.com/vbbtest/images/customimages/b797e8dd39f2e427a8e6072e39e15d2d.gif" alt=";)"><br><br>Tornando ai grafici: Ho rielaborato quella &#39;finestra&#39; 700-1240eV come segue.........<br>ATTENZIONE &#33;&#33;&#33; E&#39; tutto sbagliato&#33;<br><br>C&#39;è stato un malinteso con chi ha fornito i tracciati. I grafici vanno rielaborati.<br><br>Vedere post più avanti.<br><br><span class="edit">Edited by ElettroRik - 12/6/2006, 18:30</span>

ElettroRik
09-06-2006, 17:15
<div align="center"><div class="quote_top" align="left"><b>CITAZIONE</b> (Ennio Vocirzio @ 9/6/2006, 15:55)</div><div id="quote" align="left">Vorrei avere dei chiarimenti sulle analisi che vedo hanno effettuato Elettrorik e Mgb2. Non ho capito bene, forse perche&#39; non ho letto attentamente,... ma, ci sono state evidenze trasmutative ?</div></div><br>Ciao Ennio,<br><br>parlo per il mio campione: cristalli rossi ben visibili, identificati a prima vista dal tecnico che ha eseguito le analisi come Ossidi di K.<br><br>Però, analizzando ugualmente quel catodo, gli spettri che ha pubblicato Gennaro non sembrano sovrapponibili, come puoi vedere dal post precedente.<br><br><br>

Ennio Vocirzio
11-06-2006, 19:55
<br><br>Ti ringrazio Elettrorik,...... <img src="http://codeandmore.com/vbbtest/images/customimages/d8b6281a8b7602ce1b2e45d619123b84.gif" alt=";)"> <img src="http://codeandmore.com/vbbtest/images/customimages/d8b6281a8b7602ce1b2e45d619123b84.gif" alt=";)"><br><br><br>Un abbraccio

ElettroRik
12-06-2006, 17:33
<div align="center"><div class="quote_top" align="left"><b>CITAZIONE</b> (Ennio Vocirzio @ 11/6/2006, 20:55)</div><div id="quote" align="left">Ti ringrazio Elettrorik,...... <img src="http://codeandmore.com/vbbtest/images/customimages/aeb85bf0b0d2f62a02f7fdc4b6695557.gif" alt=";)"> <img src="http://codeandmore.com/vbbtest/images/customimages/aeb85bf0b0d2f62a02f7fdc4b6695557.gif" alt=";)"><br><br><br>Un abbraccio</div></div><br>Ennio,<br>guarda che ho preso una mezza cantonata perchè i file che il computer ha restituito non andavano interpretati come fatto inizialmente. Ora che Gennaro mi ha mandato tutto il &#39;malloppo&#39; credo di averci capito molto di più. <img src="http://codeandmore.com/vbbtest/images/customimages/aeb85bf0b0d2f62a02f7fdc4b6695557.gif" alt=";)"><br>Meglio così comunque, però, perchè in effetti c&#39;erano alcune cose in controsenso.<br><br>Dovrebbero diventare circa così:<br><img src="http://codeandmore.com/vbbtest/images/customimages/ab315f0389b86cc217f99a08225ce462.jpg" alt="image">

mgb2
13-06-2006, 09:57
Ok, vedo che ho commesso parecchie cazzate.<br>Ma non è tutto da buttare.<br>In questo link trovate il file spettri1 che contiene i dati cosi come li produce il pc dell&#39;XPS, mentre nel file FF.opj (da leggere con origin) ci sono gli stessi dati graficati.<br><br><a href="http://mio.discoremoto.alice.it/genni" target="_blank">http://mio.discoremoto.alice.it/genni</a><br><br>Ci sono dele cose che devo chiarire sia col mio collega di misura di plasma sia col &quot;tecnico&quot; (fisico nucleare) che ha fatto le misure sui campioni.<br><br>Come mi ha fatto notare elettrorik molto probabilmente c&#39;è un solo blank test mentre i tipi di catodo sono due (quelli miei e un campione di riccardo), ora c&#39;è da capire a chi corrisponde il blank.<br>Inoltro vi torno a ripetere che non basta sovrapporre banalmente due spettri presi nello stesso range di misura ma c&#39;è da seguire una procedura per &quot;normalizzare gli spettri ad un elemento noto&quot; prima di confrontarli, ma questi ed altri accorgimenti me li devo prima far spiegare bene altrimenti continuo a confondermi le idee.<br><br>Voglio ricordare inoltre che questo tipo di analisi è SOLO QUALITATIVA se si vogliono paragonare gli spettri, mentre può essere quantitativa solo se si analizza il singolo spettro, è li che l&#39;XPS può rivelare variazioni percentuali dell&#39;ordine dello 0,001%: cioè se un elemento è presente in concentrazioni minori l&#39;XPS non lo vede.<br><br>Ora devo andare, ci sentiamo dopo<br><br>

ElettroRik
13-06-2006, 12:17
<div align="center"><div class="quote_top" align="left"><b>CITAZIONE</b> (mgb2 @ 13/6/2006, 10:57)</div><div id="quote" align="left">....<br>Ma non è tutto da buttare.</div></div><br>Sono daccordo.<br><br>Devi solo capire col tuo collega a cosa corrispondono i nomifiles nella directory.<br><br>Inoltre, il blank test è importante capire su quale campione è stato fatto.<br><br>Ho trovato questi PDF in rete:<br><a href="http://www.xpsdata.com/fundxps.pdf" target="_blank">Elementi Puri</a><br><a href="http://www.xpsdata.com/XI_BE_Lookup_table.pdf" target="_blank">Ricerca Energie di Legame</a><br><a href="http://www.xpsdata.com/Ntv_oxide_elem_comp_table.pdf" target="_blank">Ossidi naturali</a><br><br>e questo sito per fare ricerca per elementi e per energie:<br><a href="http://www.lasurface.com/database/elementxps.php" target="_blank">LA SURFACE</a><br><br>P.S. Hai visto tutte le sheet del file di excel che ti ho mandato?<br><br>P.P.S. Manca il txt del secondo test sul mio campione, ma ho dato per scontato sia il WR1_21, confermi?

mgb2
13-06-2006, 13:10
confermo che manca il txt relativo al tuo e forse anche qualcun altro<br>appena vedo i due tipi chiarisco le cose.<br>e poi mi riprenoto per altre misure visto che qui si va di mese in mese.<br>ho visto il file excel ma ancora lo devo analizzare.<br><br>ci sentiamo<br><br>

Hellblow
13-09-2006, 09:22
<div align="center"><div class="quote_top" align="left"><b>CITAZIONE</b></div><div id="quote" align="left">che con un reattore diverso, ha trovato praticamente elementi trasmutati su tutta la tabella..<br>così anche celani,..</div></div><br>Si questo era immaginabile, almeno per elementi sopra e sotto il tungsteno fino ad 8 posti.<br><br>Il fatto più inspiegabile secondo me non è tanto l&#39;aumento di massa di certi atomi, quanto l aperdita&#33;<br>Cioè, sappiamo che esiste la fissione nucleare, ma questa interessa atomi instaili, non certo atomi stabili come il tungsteno. Osserviamo la tabella:<br><br><img src="http://codeandmore.com/vbbtest/images/customimages/664d28e54de92cfe2cc5c37a1bc582ee.gif" alt="image"><br><br>Sappiamo che gli elementi trovati sono almeno:<br><br>Renio, Osmio, Oro, Itterbio,Tulio,Erbio. L&#39;erbio appare saltuariamente, ma come il Tullio ha un peso atomico inferiore al tungsteno. Vediamo le posizioni:<br><br>[79]Oro<br>[76]Osmio<br>[75]Renio<br><span style="color:green">[74] Tungsteno</span><br>[70]Itterbio<br>[69]Tullio<br>[68]Erbio<br><br>L&#39;erbio sembra difficile da trovare, probabilmente perchè se ci facciamo caso il salto a scendere è di 3 posti, e non due. Dovrebbe essere piu&#39; facile invece ottenere elementi subito prima e subito dopo del tungsteno, perchè sarebbe ipotizzabile l&#39;asorbimento di un protone con un qualche meccanismo. Magari qualche atomo gi&agrave; colpito potrebbe assorbire un secondo protone, o persino staccarsi e finire nella zona di plasma dove subisce un vero e proprio bombardamento. Però non si spiegano:<br><br>1) Perchè si trovano picchi di oro, con salti di ben 5 posti sulla tavola, il che usando l&#39;idrogeno vorrebbe dire ben 5 protoni assorbiti.<br>2) Perchè troviamo elementi che hanno perso protoni.<br><br>Per la 1) può accadere:<br>a) L&#39;oro si forma nella zona di plasma, con un procedimento di assorbimento di protoni che si ferma per un qualche motivo<br>b) Si formano elementi superiori, che poi per lo stesso meccanismo di formazione dell&#39;erbio e compagnia decadono in oro.<br><br>2) Per la perdita di protoni le cose sono più complicate.<br><br>Secondo me le vere domande sono queste.<br>Volevo far notare una cosa, in effetti fra questi l&#39;unico che non ha l&#39;orbitale 6S completo è l&#39;oro, il resto hanno il doppietto completo.<br><br>Una domand aper Ennio: Esiste un metodo chimico per rilevare questi elementi senza ricorrere al SEM? Ovvero, se io volessi rilevare usando un&#39;analisi basata su reazioni chimiche le quantit&agrave; di oro ed erbio come potrei fare?<br>

Ennio Vocirzio
13-09-2006, 13:04
Caro Hellblow, mi fa molto piacere risponderti poiche’ sei uno che stimo molto. Per quanto riguarda l’erbio così su due piedi non so darti soddisfazione ma, puoi stare certo che faro’ una breve ricerca sui miei testi e ti faro’ sapere. Per quanto riguarda l’oro devi sapere che e’ molto difficoltoso per questo nobile e regale metallo essere rilevato in una soluzione. Parlo ovviamente di condizioni di nano o microanalisi. Comunque se la soluzione contiene piu’ di 60 – 100 ppm di oro (bada che e’ una quantita’ molto elevata) quest’ultimo potra’ essere individuato con la tecnica del cloruro di stagno, tecnica soprannominata “Porpora di Cassio” di cui devo aver gia’ parlato in questo forum tempo fa. Bada bene mio giovane amico di ricordare che questa tecnica presenta purtroppo delle pericolose interferenze. Quindi i saggi, deveno essere eseguiti da chimici molto esperti che conoscono gli altri metalli che possono interferire cioe’ quelli che subiscono riduzione a seguito del cloruro di stagno così come l’oro.<br>Una tecnica di rilevazione molto antica ma, indubbiamente utilizzabile solo in macroanalisi e quella che veniva condotta dagli antichi alchimisti. Questa tecnica che conosco molto bene, prevede l’uso di un estratto di una pianta che, ahimè non cresce molto dalle mie parti ma, che invece nel sud della penisola e’ molto prolifica. Parlo della Assa Foetida , pianta originale della Persia e delle pianure dell’Asia orientale nonché del delta del Nilo. Con l’estratto alcolico o spirito Foetico si ottiene un reattivo ad alta specificita’ per l’oro in soluzione. Sembra che Dio abbia voluto fornirci, direttamente dalla natura, un mezzo di identificazione per il giallo metallo abbastanza specifico e funzionale. Questo deve far meditare qualche lettore saggio e attento.<br><br>Un abbraccio stretto<br>

Hellblow
13-09-2006, 14:21
Ti ringrazio Ennio per la gentilissima risposta. Se riesci ad avere informazioni sull&#39;erbio mi faresti davvero felice&#33;<br><br>Riflettevo sul fatto che magari la presenza di quantit&agrave; di trasmutati non elevate è dovuta al fatto che il catodo si fonde, e quindi questi elementi vengono dispersi. Cosa ne pensi? Riuscendo a non far fondere il catodo riusciremmo a trovare piu&#39; trasmutati?

mgb2
14-09-2006, 16:42
Salve a tutti,<br><br>era un bel po che non mi facevo sentire.<br>ma sempre per dei buoni motivi.<br><br>Ho eseguito le analisi XPS su due catodi, questa volta con criterio e a breve vedrete pubblicati sia gli spettri che il software per analizzarli.<br><br>ci divertiremo.<br><br>Ciao<br><br><br>

Wechselstrom
14-09-2006, 23:06
Alla pagina <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Isotope_table_%28complete%29" target="_blank">http://en.wikipedia.org/wiki/Isotope_table_%28complete%29</a> (meglio ancora su: <a href="http://chemlab.pc.maricopa.edu/PERIODIC/isotopes.html" target="_blank">http://chemlab.pc.maricopa.edu/PERIODIC/isotopes.html</a> ) potete trovare una tabellona con tutti gl&#39;isotopi conosciuti dei vari elementi; di alcuni di questi è riportata pure l&#39;emivita. Il ritrovamento di atomi aventi numero di massa minore di quello del tungsteno, non potrebbe essere correlato col decadimento di altri prodotti di fusione (instabili)?<br>I decadimenti che comportano l&#39;emissione di nucleoni sono:<br>- decadimento alfa;<br>- emissione di un protone;<br>- emissione di un neutrone;<br>- fissione spontanea;<br>- decadimento a cluster.<br>Spero di essere stato un pochino utile, visto che sono un profano in questa discussione... <img src="http://codeandmore.com/vbbtest/images/customimages/6b402f02cd499e978b5bd0c19b435788.gif" alt=":P"> Però vi seguo&#33; <img src="http://codeandmore.com/vbbtest/images/customimages/d1c96179cbd5abd63f76a321d736cc4f.gif" alt=":lol:"><br>Ciaociao <img src="http://codeandmore.com/vbbtest/images/customimages/0564a1cfe161937a84835ce384d7b0af.gif" alt=";)"><br><br><span class="edit">Edited by Wechselstrom - 15/9/2006, 00:27</span>

Wechselstrom
14-09-2006, 23:34
E alla pagina <a href="http://chemlab.pc.maricopa.edu/PERIODIC/W.html#is" target="_blank">http://chemlab.pc.maricopa.edu/PERIODIC/W.html#is</a> trovate il W coi suoi isotopi. Cliccate su un isotopo e scoprirete tutti i suoi prodotti di decadimento fino al nuclide stabile.<br>Ciao<br>P.S. Guardando sul diagramma dei nuclidi, si può trovare una "strada" (è un po' lunga... Se volete ve la scrivo <img src="http://codeandmore.com/vbbtest/images/customimages/7861532edb122df8f4be26227307ed4b.gif" alt=";)"> ) attraverso la quale il <sup>186</sup>W (abbondanza = 28,426&#37;; stabile) potrebbe "trasformarsi" in <sup>197</sup>Au (stabile). Lungo questa "strada", il nuclide più instabile che s'incontra sarebbe il <sup>193</sup>Pt (emivita = 50 anni). Le reazioni nucleari ivi coinvolte comporterebbero o la cattura di un protone, o la cattura di un neutrone, però sempre con rilascio di raggi gamma.<br><br><span class="edit">Edited by Wechselstrom - 15/9/2006, 01:29</span>

skeptic
27-11-2006, 14:37
<div align="center"><div class="quote_top" align="left"><b>CITAZIONE</b> (ElettroRik @ 9/6/2006, 17:15)</div><div id="quote" align="left"><div align="center"><div class="quote_top" align="left"><b>CITAZIONE</b> (Ennio Vocirzio @ 9/6/2006, 15:55)</div><div id="quote" align="left">Vorrei avere dei chiarimenti sulle analisi che vedo hanno effettuato Elettrorik e Mgb2. Non ho capito bene, forse perche&#39; non ho letto attentamente,... ma, ci sono state evidenze trasmutative ?</div></div><br>Ciao Ennio,<br><br>parlo per il mio campione: cristalli rossi ben visibili, identificati a prima vista dal tecnico che ha eseguito le analisi come Ossidi di K.<br><br>Però, analizzando ugualmente quel catodo, gli spettri che ha pubblicato Gennaro non sembrano sovrapponibili, come puoi vedere dal post precedente.</div></div><br>Cari amici,<br>Ho l&#39;impressione che ci sia qualche inesattezza.<br>L&#39;ossido di potassio non si può isolare da una soluzione acquosa, in quanto reagisce violentemente con l&#39;acqua per dare idrato potassico.<br>Tuttavia le diverse colorazioni assunte dall&#39;elettrodo sono per me chimico estremamente interessanti, e vista la loro quantit&agrave; non dovrebbe essere difficile caratterizzarle con metodi tradizionali. Molto probabilmente si tratta di ossidi, e dato il colore potrebbero essere di ferro, anche se è improbabile trovarne nel tungsteno di tale purezza(a meno di &quot;trasmutazioni&#33;)<br>Il tungsteno stesso d&agrave; comunque ossidi giallo bruni.<br>Scusate la mia pedanteria.<br>Salvatore<br><br>Caro Quantum Leap,<br>immaginando chi si cela dietro il vostro pseudonimo, desidero farvi qualche domanda.<br>1) in una mail inviatavi tempo fa vi chiedevo se l&#39;uso dei raggi canale, per intenderci quelli realizzabili con un semplice e chiaro dispositivo del tipo descritto in<br><a href="http://www.liceoserpieri.it/museo/tuboraggi.pdf" target="_blank">http://www.liceoserpieri.it/museo/tuboraggi.pdf</a><br>in atmosfera di idrogeno o deuterio era mai stato da voi provato su target di palladio o tungsteno. Non avendo avuto risposta ho pensato che eravate troppo occupati, e così penso adesso, per cui non voglio disturbarvi neppure adesso, ma vi pregherei di farmi sapere la vostra opinione a proposito, quando avrete tempo.<br>2) Sempre in quella mail vi chiedevo sulla discriminazione fra elementi nuovi e impurezze &quot;essudate&quot;, e vedo dal forum che tale problema è ancora non completamente risolto, per cui seguo gli eventi, possibilmente contribuendo attivamente.<br>3) Infine, mi è venuta un&#39;idea balorda, che non riesco a giustificare nemmeno a me stesso, ma essendo un&#39;intuizione, potrebbe anche avere qualche fondamento.<br>In breve, avete mai provato a collegare un foglietto di palladio ad un elettrometro, e rilevare l&#39;eventuale sviluppo di cariche elettriche dopo immissione di idrogeno o deuterio intorno ad esso?<br>La &quot;fame&quot; di idrogeno o deuterio da parte del palladio potrebbe indurre qualche &quot;urto&quot; fortunato e qualche reazione nucleare.<br>Se vi è emissione di particelle cariche, potrebbe osservarsi qualcosa di interessante. Certo ci vuole un elettrometro abbastanza sensibile, e forse l&#39;eventuale sviluppo di cariche è troppo lento per superare la soglia dei disturbi, ma perchè non tentare? Molte volte si è osservato qualcosa dove non ci si aspettava assolutamente nulla&#33;<br>Grazie per l&#39;attenzione,<br>Salvatore<br>

mgb2
28-11-2006, 12:16
Salve a tutti,<br><br>per prima cosa vorrei spingere sia Elettrorik che i Quantum a pubblicare al più presto i risultati delle analisi XPS sui catodi dei casertani sul forum, dalle quali si può notare la totale assenza di elementi trasmutati.<br>E anche lo spettro relativo al catodo col renio in soluzione, in modo da dimostrare che la macchina usata per le analisi funziona correttamente nel caso in cui dovesse trovare qualche trasmutazione.<br><br>Detto ciò vi faccio sapere che tra un pò (in realt&agrave; non so quando) inizieranno nuove misure su due esperimenti effettuati separatamente da Elettrorik e i Quantum cercando di mantenere costanti le condizioni al contorno (catodi dello stesso lotto, K2CO3 dello stesso lotto, stessa procedura di innesco plasma, stesso tempo di plasma, etc, etc) e verificando di nuovo la presenza di trasmutazioni.<br><br>Dopodichè, nel caso in cui non dovessimo trovare trasmutazioni (e aggiungerei, anche dopo aver analizzato il residuo fisso della soluzione), rifaremo il punto della situazione, prima di spingerci in voli pindarici su possibili modelli trasmutativi.<br><br>Scusate ma questo atteggiamento serve a noi tutti per rimanere ben ancorati con i piedi per terra onde evitare che i nostri sforzi procedano alla ***** di cane.<br><br>Inoltre, in collaborazione con elettrorik e con i quantum, si pensava di fare qualche prova sulla fusione fredda alla Pons, visto che &quot;ci siamo dotati&quot; di D2O e palladio. (ditemi se non siete d&#39;accordo).<br><br>Gradirei suggerimenti e critiche da parte di voi tutti.<br><br>Saluti<br><br><br>

Hellblow
28-11-2006, 12:31
<div align="center"><div class="quote_top" align="left"><b>CITAZIONE</b></div><div id="quote" align="left">Scusate ma questo atteggiamento serve a noi tutti per rimanere ben ancorati con i piedi per terra onde evitare che i nostri sforzi procedano alla ***** di cane.</div></div><br>Giustissimo.<br>Per commenti o altro io preferisco aspettare di vedere i risultati delle analisi. Ciao <img src="http://codeandmore.com/vbbtest/images/customimages/451fadb2a01fb8dc287239fac92a12d3.gif" alt=";)">

Quantum Leap
29-11-2006, 11:47
<br>Cari amici, ciao a tutti.<br><br>chiedo scusa per la prolungata assenza dal forum (e dal web), ma ho cambiato gestore internet e ancora non mi hanno ripristinato la connessione. In questo momento sto postando dall&#39;ufficio con cui sto da dopo collaborando.<br><br>Piano piano mi rimettero&#39; &quot;in carreggiata&quot; con le interessantissime discussioni iniziate in questo periodo.<br><br>Per ora, aggiungendo qualcosa a quanto comunicato da mgb2, in effetti, in tandem con elettrorik stiamo operando un test in condizioni identiche per verificare, oltre alle differenze che si possono avere fra i campioni sottoposti al plasma e quelli NON sottoposti, anche fra i nostri e quelli suoi. Per poi valutare le differenze. Per poi cercare di interpretarle (se sussistono).<br><br>Rispondendo alle questioni di skeptic:<br>1) l&#39;esperimento di valvola in atmosfera idrogeno e deuterio con target di palladio o tungsteno, non è stato eseguito ancora. Purtroppo la complessit&agrave; della realizzazione è il primo freno alla cosa, nonostante l&#39;idea sia molto stimolante.<br>2) su impurezze gi&agrave; presenti e eventuali nuove specie, stiamo provando, anche grazie a mgb2, a fare una certa discriminazione fra le due cose. Nel prossimo futuro avremo certamente un&#39;indicazione sul dato, tuttavia, gi&agrave; da ora ti posso tranquillamente dire che nei riguardi del renio, è difficile pensare a impurezze visto che tale elemento è uno dei più rari sulla crosta terrestre e non è annoverato fra le principali impurezze del tungsteno.<br>3) per misurare l&#39;eventuale &quot;attivit&agrave;&quot; indotta dall&#39;idrogeno sul palladio, un elettrometro purtroppo non sarebbe uno strumento adeguato. Occorrerebbe un geiger multicanale molto sensibile agl alfa e i beta.<br>Da lì poi si può capire il flusso (rate) eventualmente generatosi nel palladio.<br><br><br>Un salutone a tutti <img src="http://codeandmore.com/vbbtest/images/customimages/243f86ce50e96943cb7988177648ad65.gif" alt=";)">

eroyka
29-11-2006, 20:05
Che piacere rileggerti quantum&#33;&#33;&#33;<br><br>Torna presto fra noi, sentiamo la tua mancanza&#33;&#33;<br><br>Roy <img src="http://codeandmore.com/vbbtest/images/customimages/179ffee0e3f4a07f710b912b72cc9a60.gif" alt=":wub:">

skeptic
30-11-2006, 11:38
Caro Quantum Leap,<br>Grazie per le risposte.<br>Ho pensato all&#39;elettrometro perchè se almeno inizialmente vi fosse uno squilibrio tra le cariche positive e negative emesse insieme alle particelle, si potrebbe percepire qualcosa, anche se mi rendo conto che occorrerebbe un elettrometro molto pronto e molto sensibile, caratteristiche contrapposte nella pratica.<br>Cordialmente,<br>Salvatore

skeptic
03-12-2006, 10:36
Si potrebbe anche mettere il tungsteno &quot;trasmutato&quot; all&#39;interno di una camera di ionizzazione alimentata con tensione dell&#39;ordine di 500-1000 volt, collegando l&#39;elettrodo rivelatore con un elettrometro molto sensibile, del tipo &quot;vibrating reed&quot;.<br>Un elettrometro di una certa sensibilit&agrave; penso possa anche essere autocostruito, specialmente da chi ha una certa familiarit&agrave; con l&#39;elettronica e il trattamento di debolissime correnti. Io ho costruito numerose camere di ionizzazione per la misura della radiazione beta del Kripton 85 e del Promezio 147, se non ricordo male il peso atomico di questi isotopi, e rivelavo le correnti con un amplificatore elettrometrico della Analog Device, ma l&#39;intensit&agrave; di radiazione nel mio caso era decisamente grande. Con un po&#39; di cura si potrebbe realizzare uno stadio d&#39;ingresso a condensatore vibrante, e farlo seguire da una catena di amplificazione in alternata ben filtrata in modo da isolare la sola frequenza imposta al condensatore vibrante.<br>Chi si fa avanti?<br>Cordialmente<br>Salvatore<br>

skeptic
03-12-2006, 11:00
Caro Quantum Leap,<br>ancora un attimo di pazienza.<br>Mentre sto affinando le mie nozioni di analisi degli elementi eventualmente &quot;trasmutati&quot; dalla vostra cella, che penso di descrivere in una sezione apposita, vorrei anche affrontare il compito di studiare una configurazione sperimentale per dimostrare in modo inequivocabile e riproducibile il divario (positivo) tra energia fornita e rilevata dalla cella.<br>Gradirei perciò avere qualche dettaglio relativo alla vostra sperimentazione.<br>Come esperienza parallela, che potrebbe essere largamente diffusa fra chi è veramente interessato, penso ad un insieme di tre bagni isolati il più possibile, per esempio in thermos, in cui mettere una resistenza bassa in serie e una resistenza alta in parallelo alla cella, a sua volta in un bagno isolato termicamente, con la possibilit&agrave; di misurare la temperature del gas sviluppato e il suo volume (per esempio raccogliendolo in una campana).<br>L&#39;aumento di temperatura dovuto alla resistenza bassa dar&agrave; una misura della corrente media e quella alta una misura della tensione media, da cui si potr&agrave; derivare la potenza e poi l&#39;energia fornita. Analogamente dall&#39;aumento di temperatura del bagno e dall&#39;energia calcolata (fisica e chimica) del gas sviluppato si avr&agrave; una misura dell&#39;energia dissipata dalla cella.<br>Non essendo un elettrotecnico posso solo intuire che le cose non stiano così se vi è uno sfasamento fra tensione e corrente, nel caso vi sia ancora una componente alternata nella corrente continua che si dice utilizzata e soprattutto per la generazione di radiofrequenze nel plasma, ma forse è possibile realizzare l&#39;esperienza assicurando le giuste condizioni per una misura corretta, per esempio utilizzando un&#39;alimentazione molto ben livellata e di bassissima impedenza.<br>Date le difficolt&agrave; nella rivelazione di elementi nuovi, credo valga la pena concentrarsi sulla possibilit&agrave; di dimostrare il guadagno di energia, che tra l&#39;altro, penso sia di maggior interesse per questo sito dedicato alle nuove energie.<br>Cordialmente,<br>Salvatore

Quantum Leap
04-12-2006, 12:26
<br>Caro skeptic,<br>in effetti la misura dell&#39;energia è di gran lunga più facile della misura di microemissioni di cui, in pratica, non sappiamo nulla di certo. L&#39;idea dell&#39;elettrometro sarebbe buona se il flusso (beta o alfa) fosse dotato di una certa consistenza e di uno spettro energetico adeguato allo strumento e , soprattutto, se l&#39;emissione ricercata sia proprio di tipo alfa o beta, cioè dotata di carica elettrica. Se l&#39;emissione è di tipo gamma o se vi è l&#39;emissione di neutroni, l&#39;elettrometro non va bene e , almeno per i neutroni, nemmeno il geiger è adatto.<br><br>Riguardo invece la misura dell&#39;energia, non riesco a cogliere la necessit&agrave; dei due resistori riscaldanti da te proposti. Se vuoi fare un confronto fra efficienza del plasma in relazione al riscaldamento ottenuto tramite una resistenza elettrica, te ne basta una sola dotata di una potenza sufficiente. Ovviamente occorrono alcune attenzioni:<br>- la resistenza va fatta funzionare con lo stesso sistema di alimentazione della cella (alimentazione in continua e tensione variabile tramite Variac);<br>- la potenza di targa del resistore deve reggere l&#39;ordine di grandezza delle potenze in gioco richieste dall&#39;alimentazione del plasma (500 W);<br>- poichè non puoi alimentare il resistore in modo identico al plasma (a causa delle vicissitudini di quest&#39;ultimo), per comparare le due misure è necessario alimentare il resistore con la stessa potenza MEDIA calcolata alla fine del test eseguito col plasma.<br><br>Occorre un po&#39; di pazienza per mettere insieme le cose, gli strumenti e le misure, ma con questa procedura avrai una prova molto forte per dimostrare la consistenza dell&#39;overunity e, soprattutto, potrai constatare variazioni indotte da manipolazioni esterne con maggiore rigore.<br><br>In bocca al lupo.

skeptic
04-12-2006, 13:04
Caro Quantum Leap,<br>il resistore in parallelo alla cella avrebbe lo scopo di determinare la tensione media presentata alla cella, che potrebbe essere diversa da quella nominale dell&#39;alimentatore, che probabilmente potrebbe mostrare oscillazioni(ripples) maggiori in condizioni di particolare attivit&agrave; del plasma.<br>Ovviamente se invece si è sicuri della costanza di tensione, basta un resistore.<br>E&#39; tuttavia meglio avere una conferma in più.<br>Per quanto riguarda la rivelazione delle particelle, sono d&#39;accordo sulla incapacit&agrave; della camera di ionizzazione di rivelare i neutroni, ammesso che essi si liberino senza essere accompagnati da particelle cariche. Inoltre la camera, nel caso del tungsteno potrebbe essere parzialmente vuotata in modo di amplificare ulteriormente gli effetti ionizzanti delle eventuali particelle funzionando come un contatore di Geiger.<br>Naturalmente queste sono osservazioni scolastiche, e lascio a voi l&#39;ultima parola a proposito. Vi ringrazio comunque per la vostra risposta.<br>Cordialmente,<br>Salvatore<br>

Quantum Leap
04-12-2006, 14:40
<div align="center"><div class="quote_top" align="left"><b>CITAZIONE</b> (skeptic @ 4/12/2006, 13:04)</div><div id="quote" align="left">.... il resistore in parallelo alla cella avrebbe lo scopo di determinare la tensione media presentata alla cella, che potrebbe essere diversa da quella nominale dell&#39;alimentatore, che probabilmente potrebbe mostrare oscillazioni(ripples) maggiori in condizioni di particolare attivit&agrave; del plasma....</div></div><br><br>Caro Salvatore, scusa ma non capisco.<br><br>Se vuoi confrontare il rendimento del plasma confrontandolo con quello presentato da un resistore, allora dovrai eseguire due prove: nella prima &quot;riscaldi&quot; la soluzione col plasma e misuri il calore trasmesso alla soluzione; nella seconda riscaldi la soluzione col resistore e fai la stessa cosa. Poi li confronti. Ovviamente dovrai alimentare entrambi con la stessa quantit&agrave; di energia elettrica. Per far si che le perdite termiche, in entrambi i casi, siano grossomodo uguali, dovrai alimentare il resistore utilizzando la stessa potenza (media) utilizzata dal plasma.<br><br>Se vuoi misurare la tensione e la corrente in prossimit&agrave; del plasma, allora dovrai utilizzare un resistore (dalla resistenza molto elevata) in parallelo al plasma per la tensione e una resistenza bassissima in serie per la corrente (in questo caso entriamo in un discorso molto ampio sulle misure elettriche) . Tuttavia, il segnale da prelevare da entrambi i resistori non deve essere termico, ma devi prelevare la caduta di tensione in entrambi i casi. In proposito però ti consiglio di non metterceli tu i resistori, ma di utilizzare due multimetri, l&#39;uno in serie e l&#39;altro in parallelo, per misurare corrente e tensione (magari strumenti dotati di porta seriale o altro per poter registrare i dati) che sono gi&agrave; progettati per lo scopo da te richiesto.<br><br>Fammi sapere per qualsiasi chiarimento e qualsiasi approfondimento, sar&agrave; un piacere entrare nel merito. <img src="http://codeandmore.com/vbbtest/images/customimages/02ab613ec4dfd65313ce905a201ada0b.gif" alt=";)"><br><br>Nel caso di argomentazioni specifiche ti invito ad aprire nuove sezioni in cui poter trattare l&#39;argomento da te scelto rimanendo in tema (in fondo il titolo di questa discussione è &quot;Modello per le trasmutazioni&quot; che poco ha a che fare con misure elettriche).<br><br>Per tutti: a breve un aggiornamento e una panoramica sullo stato dell&#39;arte delle analisi, delle trasmutazioni e di quanto finora appreso.<br><br><br>Ciao <img src="http://codeandmore.com/vbbtest/images/customimages/3cecd7a46383e97837ad0a02fde7a524.gif" alt="^_^">

skeptic
05-12-2006, 14:12
Seguendo il gradito invito apro la sottosezione &quot;Verifica del guadagno di energia&quot; nella sezione dedicata alle verifiche sperimentali.<br>Cordialmente,<br>Salvatore