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  1. #1
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    Predefinito Scambio sul posto Vs Ritiro dedicato

    Stavo analizzano le due modalità di cessione nella speranza di capire quale sia l'offerta migliore per il cliente finale.
    Il problema del ritiro dedicato, almeno per il cliente privato, è che viene a costituirsi attività di impresa con la conseguenza di andarci a pagare le tasse.
    Per gli impianti industriali invece non vedo problema, per l'AdE in rimborso del GSE per lo ssp va considerato come reddito di impresa, quindi il trattamento sarebbe uguale.


    Parere degli altri forumisti ?

  2. #2
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    Dipende molto dal cliente.

    Per il privato penso che LA soluzione sia l'SSP perchè fare un RID significa fargli aprire la partita Iva e assoggettare anche il conto energia a tassazione mentre la deduzione a costo dell'ammortamento avrebbe effetti fiscali praticamente nulli perchè la società non avrebbe altro reddito all'infuori del C.E. e dei proventi di vendita.

    Per le aziende secondo me invece possono essere validi entrambi, molto dipende dal tipo di consumo che hanno e dal rapporto tra energia prodotta ed energia consumata.

    Se +/- producono quanto consumano è probabile che diventi più conveniente l'SSP mentre se hanno consumi inferiori alla produzione è probabile che sia più conveniente il RID.

    Poi entrano anche in gioco le modalità temporali di consumo dell'energia (di giorno, di notte, giorni festivi o feriali, ecc.) quindi direi che la soluzione migliore è sempre quella di analizzare la situazione nel dettaglio e sviluppare delle simulazioni specifiche.

    Per esperienza sul campo normalmente il RID può diventare vantaggioso sopra i 40/50kWp per via dei maggiori costi fissi che impone mentre per gli impianti più piccoli l'SSP è spesso la soluzione migliore (anche perchè impianto piccolo di solito = ditta piccola e ditta piccola = scarsa propensione/organizzazione per gestire troppa burocrazia).

    Ma come detto ogni caso va analizzato.

  3. #3
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    Predefinito Dipende

    Quote Originariamente inviata da rob74 Visualizza il messaggio
    Dipende molto dal cliente.

    Per il privato penso che LA soluzione sia l'SSP perchè fare un RID significa fargli aprire la partita Iva e assoggettare anche il conto energia a tassazione mentre la deduzione a costo dell'ammortamento avrebbe effetti fiscali praticamente nulli perchè la società non avrebbe altro reddito all'infuori del C.E. e dei proventi di vendita.
    Spero di non dire cazzate ma mi pare che questo sia vero sopra i 20KWp sotto di questi non c'è bisogno di partita iva e viene tassata solo i proventi della vendita ma non l'incentivo, l'unico dubbio è che essendo tassati come redditi diversi non sono ancora riuscito a capire se l'aliquota è il 12.5% o il 27%.
    Sono d'accordo invece sulla valutazione di quando avviene il consumo.

    ps se ho detto cazzate correggetemi.

  4. #4
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    Kalla hai ragione, ma il fatto di accedere al ritiro dedicato anche sotto i 20kwp ti trasforma per le agenzie delle entrate in impresa.
    Per questo diventa problematico il ritiro dedicato per clientri privati.

  5. #5
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    io che ho il RID con il prezzo minimo garantito ,mi sono accorto che quando immetto in tariffa f3 ( sabato pomeriggio e domenica ) l'energia pagata dal rid è superiore (0,003€/kwh bazzeccola ) di quella che pago a enel .

  6. #6
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    Dallla circolare dell'agenzia delle entrate


    9.2.1.1 Impianti posti al servizio dell’abitazione o della sede dell’ente non commerciale
    Qualora l’impianto, per la sua collocazione (ad esempio, sul tetto dell’abitazione o su un’area di pertinenza), risulti installato essenzialmente per fare fronte ai bisogni energetici dell’abitazione o sede dell’utente (ovvero per usi domestici, di illuminazione, alimentazione di apparecchi elettrici, ecc. e, a tal fine, l’impianto risulti posto direttamente al servizio dell’abitazione o della sede
    medesima) si ritiene che lo stesso possa considerarsi utilizzato in un contesto sostanzialmente privatistico e, quindi, che la vendita dell’energia prodotta in esubero da parte del responsabile dell’impianto non concretizzi lo svolgimento diuna attività commerciale abituale.
    Dal punto di vista tributario si determina la seguente situazione:
    a) Tariffa Incentivante:
    a.1) IVA: i contributi spettanti a titolo di tariffa incentivante, sono esclusi dal campo di applicazione IVA per mancanza del presupposto soggettivo ed oggettivo del tributo (vedi paragrafo 6);


    a.2)

    II.DD.: i contributi spettanti a titolo di tariffa incentivante, sono irrilevanti fiscalmente.


    b) Proventi derivanti dall’attività di vendita dell’energia


    b.1) II.DD.: i proventi derivanti dalla vendita dell’energia risultata esuberante rispetto al fabbisogno dell’utente rilevano fiscalmente come redditi diversi, in particolare, come redditi derivanti da attività commerciali non esercitate abitualmente, ai sensi dell’articolo 67, comma 1, lettera i) del TUIR.


    Al riguardo, si evidenzia che il costo relativo all’acquisto o realizzazione dell’impianto non può essere considerato come spesa specificamente inerente alla produzione del suddetto reddito, ai sensi dell’art. 71, comma 2 del TUIR, atteso che l’impianto è utilizzato prevalentemente per i bisogni energetici dell’utente e che solo marginalmente produce reddito imponibile attraverso la cessione dell’energia eventualmente prodotta in eccesso.


    b.2)



    IVA: non configurandosi lo svolgimento in via abituale di un’attività commerciale, i proventi derivanti dalla vendita dell’energia prodotta in esubero non devono essere assoggettati ad IVA.



    Non trovo la parte che dice che vada registrata come impresa


  7. #7
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    Kalla aderendo al rid emetti fattura con tanto di iva al GSE.
    La vedo dura non pagarci le tasse su quello che incassi.

    Nessuno poi ti obbliga ad aprire una srl, ma ti ritrovi comunque a dover pagare qualcosa che con lo ssp non dovresti.

  8. #8
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    Renergy premetto che non voglio fare polemica ma solo capire.
    Se fosse come dici tu nessun privato potrebbe vendere energia in esubero senza aprire partita iva. Quindi quello che è stato scritto nella circolare non è attuabile.
    Anche perchè aprire partita iva per un impianto da 20kwp significa fatturare circa 2800€ anno, non potendo nemmeno ammortare l'impianto perchè persona fisica.
    Qualcosa non torna in quanto se così fosse non ci sarebbe distizione tra impianti inferiori e maggiori a 20kwp o sbaglio?

  9. #9
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    personalmente, se un privato con tanta area a disposizione sopra il tetto, mi chiede un parere, propongo le due soluzioni:
    - taglia mirata ai consumi ( 2,1 KWp in sicilia ) e scambio sul posto;
    - taglia sovradimensionata (< 6 Kwp ) e vendita con autoconsumo.

    Sbaglio?

  10. #10
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    Quote Originariamente inviata da inganbo Visualizza il messaggio
    personalmente, se un privato con tanta area a disposizione sopra il tetto, mi chiede un parere, propongo le due soluzioni:
    - taglia mirata ai consumi ( 2,1 KWp in sicilia ) e scambio sul posto;
    - taglia sovradimensionata (< 6 Kwp ) e vendita con autoconsumo.

    Sbaglio?
    Il problema è capire se c'è bisogno della fattura

  11. #11
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    Quote Originariamente inviata da kalla Visualizza il messaggio
    Renergy premetto che non voglio fare polemica ma solo capire.
    Se fosse come dici tu nessun privato potrebbe vendere energia in esubero senza aprire partita iva. Quindi quello che è stato scritto nella circolare non è attuabile.
    Non è che non può venderla, semplicemente diventa problematico e poco conveniente qualificare quei redditi come proventi diversi e non occasionali.
    Altrimenti che senso avrebbe avere la p.iva ?
    Tutti lavorerebbero con il c.fisc.

    Quote Originariamente inviata da kalla Visualizza il messaggio
    Anche perchè aprire partita iva per un impianto da 20kwp significa fatturare circa 2800€ anno, non potendo nemmeno ammortare l'impianto perchè persona fisica.
    Qualcosa non torna in quanto se così fosse non ci sarebbe distizione tra impianti inferiori e maggiori a 20kwp o sbaglio?
    Infatti è cosi......non dico che tu non lo possa fare, ma in caso di controlli come fai a far passare un impianto da 20kwp con vendita dell'energia per domestico ?
    In qualche modo su quel reddito ci dovrei pagare le tasse, e se i pagamenti avvengono mensilmente per 20 anni sei sicuro di poterli inserire nella voce "redditi commerciali occasionali" ?

    La tabella del Ing. Caffarelli è piuttosto esauriente in merito:


  12. #12
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    Quindi analizzando la terza colonna, non capisco come sia possibile emettere fattura senza iva e non capisco il bisogno di aprire una partita iva per una attività non sogetta a iva.
    Mi sa che l'argomento sta diventanto più da commercialisti che da tecnici

    Possibile che non ci sia nessun privato sul forum che venda le proprie eccedenze?

  13. #13
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    Bhe l'emissione di fattura o documento fiscale non è condizionato dall'esistenza o meno dell'iva. D'altronde i settori esenti da iva o che applicano la ritenuta d'acconto fatturano comunque.

  14. #14
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    Ho un cliente che ha optato per la vendita parziale, ovvero dell'energia immesa decurtata dell'autoconsumo. E' un privato, non possiede partita iva però non ha aderito al ritido dedicato tramite GSE, ma vende direttamente a enel. L'impianto è entrato in esercizio il 30 dicembre 2008, stiamo aspettando le fatture per capire qualcosa

  15. #15
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    Quote Originariamente inviata da Enermar Visualizza il messaggio
    Ho un cliente che ha optato per la vendita parziale, ovvero dell'energia immesa decurtata dell'autoconsumo. E' un privato, non possiede partita iva però non ha aderito al ritido dedicato tramite GSE, ma vende direttamente a enel. L'impianto è entrato in esercizio il 30 dicembre 2008, stiamo aspettando le fatture per capire qualcosa
    Di che taglia è l'impianto?
    Come è possibile vendere direttamnte all'enel? a chi bisogna rivogersi? qual'è la procedura?

  16. #16
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    L'impianto è di 4,2kW.
    Per vendere direttamente all'enel nella compilazione della richiesta di connessione viene specificato se vendita o scambio

  17. #17
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    Dopo qualche tentativo sono riuscito a parlare con un operatrice del GSE che mi ha detto che per il ritiro dedicato, per non essere necessaria la fattura e quindi la partita iva in caso di vendita dell'energia si deve:
    -essere privati
    -installare un impianto di potenza inferiore a 20kWp
    -l'impianto deve essere posto a servizio dell'abitazione
    -condizione legata alla precedente la vendita non deve essere totale.
    In tal caso si può emettere una nota di credito.

    Spero che questo faccia un pò di chiarezza

  18. #18
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    Quindi ricapitolando.... su ipotetico impianto 100 kw di privati.... con totale vendita di energia in base alla colonna #5 della tabella sopra esposta si pagherebbe ,tenendo conto degli scaglioni attuali, una aliquota irpef del 43% su 76 mila euro produzione totale annua stimata (dal simulatore delle stesso prof...) . Sarebbero da aggiungere anche aliquota irap + iva ...... Decisamente non conveniente tenendo conto degli investimenti iniziali soprattutto se a corredo c'e' necessita' di prestito....Dei 76 mila iniziali rimarrebbe ben poco...

  19. #19
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    Ma è naturale che non convenga da privati.

  20. #20
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    Naturale non molto...se vogliono che il FV si diffonda come in Germania anche l'attivita' privata deve essere premiata...

  21. #21
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    mi dici cosa se ne fa un privato di un impianto da 100 kwp ?, accollandosi l'ammortamento e iva che non può defalcare , ... per non pagare tasse sull'incentivo e vendita ,mi sembra scemo e poi non si può , rivedi i paletti dati dal gse( dettati da ag d entrate ) .

  22. #22
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    Predefinito SSP vs. Vendita parziale

    Salve, nel caso di un'azienda (e quindi già titolare di p.iva) che voglia fare un impianto da 8 kWp, voi consigliate lo SSP o la Vendita parziale?
    Quali sarebbero i pro e i contro per l'uno e l'altro sistema?

  23. #23
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    Predefinito

    Per impianti di quelle dimensionsioni prediligo lo scambio sul posto.
    Bisognerebbe anche valutare qual è il costo dell'energia della zona in cui risiede l'impianto cosi si riesce ad essere più precisi nel dire cosa convenga e cosa no.

  24. #24
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    Quote Originariamente inviata da Renergy Visualizza il messaggio
    Per impianti di quelle dimensionsioni prediligo lo scambio sul posto.
    Bisognerebbe anche valutare qual è il costo dell'energia della zona in cui risiede l'impianto cosi si riesce ad essere più precisi nel dire cosa convenga e cosa no.
    Allora, facciamo un esempio pratico, forse assurdo ma serve per capire bene... l'azienda in questione consuma 15.000 kWh all'anno, e li consuma tra le ore 11 e le ore15.
    L'impianto produce 12.000 kWh all'anno! Dunque la produzione non copre tutti i consumi, però riesco ad auto-consumare istantaneamente tutta l'energia prodotta, anche qui faccio l'esempio per assurdo perchè si sa che nelle giornate nuvolose ed in particolare quelle invernali, la produzione è minore!!

    Arriviamo al dunque, premesso che OVVIAMENTE l'incentivo è uguale sia nel caso di SSP che VENDITA:
    SSP - tutta la produzione la consumo e quindi la risparmio in bolletta, circa €0,15 x 12.000= 1.800€ all'anno
    VENDITA - anche in questo caso tutta la produzione
    viene auto-consumata instantaneamente, ed anche in questo caso il risparmio in bolletta è di 1.800€ all'anno.

    Ho fatto questo esempio assurdo per aumentare la comprensione.

    Ora, visto che in entrambi i casi stiamo parlando di persona giuridica, credo che la tassazione sia uguale!! E allora?? Non c'è differenza...
    E penso che il discorso valga anche in casi di consumi minori e in condizioni di produzione non istantanea!!

  25. #25
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    Ma se non scambi e non vendi niente, che differenze ti aspetti di trovare ?


 

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