Voglio vendere il mio terreno ad una ditta che molto probabilmente cederà l'opzione per l'acquisto ad un'altra che attualmente non conosco.
Quali sono le clausole che assolutamente non debbono essere nel contratto per non doverne rispondere successivamente?
Vi dico che cosa contiene il contratto in quanto non è corretto riportarlo integralmente:
la proposta di vendita si perfeziona dopo un lasso di tempo di 9 mesi e può essere rinnovabile per mesi 6 per rinnovata causa . Decorso il tempo senza che sia stato esercitato il dirittto, il proprietario non ha più nessun vincolo.
Il prezzo del terreno verrà pagato al momento dell'esercizio del diritto di opzione.
Nessun interesse andrà a maturare a favore del proprietario e a carico della parte opzionaria, in dipendenza della prevista dilazione del prezzo convenuto.
Il proprietario del terreno si impegna a firmare e presentare le domande e/o istanze e a rilasciare le dichiarazioni che si renderanno necessarie per la realizzazione dell'impoanto.
L'opzionario ha il diritto di cedere ad altri il diritto di opzione, il proprietario non viene esonerato dall'adempimento delle obbligazioni assunte.
Diritto di servitù (io vendo il terreno e non ho altre proprietà confinanti quindi superfluo.)
Tutte le spese sono a carico della parte opzionaria tranne tutte le imposte (che significa?).
Per presentare domanda/istanze, non bisogna pagare?
Se il terreno fino all'opzione è ancora intestato a me, chi deve chiedere le autorizzazioni? Se sono io, anche eventuali lising saranno intestati al proprietario?
Io di sicuro non ci capisco molto, ma questo contratto può prestarsi a qualsiasi interpretazione. Voi che ne pensate? C'è qualche bravo avvocato tra di voi che conosce bene anche il settore fotovoltaico?
Posso stare tranquillo o ci sono delle altre clausole che dovrebbero essere inserite?![]()


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