Certo che bisogna coltivare qualcosa.
Ma un pensionato può essere coltivatore diretto senza perdere la pensione???
Certo che bisogna coltivare qualcosa.
Ma un pensionato può essere coltivatore diretto senza perdere la pensione???
Se apre la partita IVA non sono sicuro che possa rimanere pensionato. Vai alla CIA, coldiretti, ecc, ecc, e chiedi!
Cmq, chi non risica non rosica, sappilo!
Una società è agricola se almeno uno dei soci è IAP (nel caso delle ss).... Quindi se apri una società, devi acquisire la qualifica di IAP per rendere agricola la società... La qualifica di IAP la puoi acquisire anche in virtù del fatto di essere socio di quella società. Cmq servono circa 15Ha di terreno a mais
Grazie lucio...le tue informazioni sono molto importanti. Purtroppo allora nel mio caso nn è possibile. Prima di tutto ho già un lavoro, e poi anche volessi mettere qualcun'altro, nn ho 15 ettari di terreno.
cmq ti convine chiedere ad un commercialista esperto di agricoltura o coldiretti/confagricoltura. Il reddito ed il tempo dedicato deve essere prevalentemente agricolo (almeno metà del tempo e del reddito), se no perdi la qualifica. In sintesi, devi avere almeno 104gg lavorative da agricoltura (desunti da una tabella in base al tipo di coltura), nonchè metà del reddtio
Per essere un imprenditore agricolo a titolo non professionale basta avere la terra e coltivarla un poco e condurla.
Non serve essere IAP, non serve che sia a titolo professionale, non serve che il reddito derivi per il 50%+1€ dalla terra.... insomma, la circolare 32/E parla di "imprenditore agricolo" secondo il codice civile, quindi IAP non c'entra per nulla!
Sempre secondo la legge, se sei dipendente e fai come seconda attività l'imprenditore agricolo non professionale, i due redditi si sommano, ovviamente, però quello agricolo e quello fotovoltaico sino a 200kWp sono da considerarsi "reddito agricolo" e quindi tassati secondo questa tipologia, cioè secondo la rendita catastale/dominicale!
Di più non so come "erudirti", magari ti faccio una consulenza (a pagamento ovviamente)....... :-)))
ok mrdich ma nn penso che un imprenditore agricolo nn prefessionale possa avviare una società agricola.
Dunque, Dish, secondo te i primi 200kW producono soltano reddito agrario, indipendentemente dal fatto che siano esercitati da un IAP (e purchè non siano esercitati da una società). Ma allora ciò varrebbe per chiunque abbia impiantato 200kW a terra, sarebbe troppo semplice, ti pigli una partita IVA e via!
Se da un lato è vero che la legge dice che “la produzione e la cessione di energia elettrica e calorica da fonti rinnovabili agroforestali e fotovoltaiche... effettuate dagli imprenditori agricoli, costituiscono attività connesse ai sensi dell’articolo 2135, terzo comma, del codice civile e si considerano produttive di reddito agrario”. Secondo me, la legge si riferisce allo IAP quando parla di "imprenditore agricolo".
Infatti la circolare 32 recita (pag 8): "Tale produzione prescinde, infatti, dalla coltivazione del fondo, del bosco o dall’allevamento di animali; ciò nonostante, trattandosi di attività agricola “connessa” presuppone, comunque, un collegamento con l’attività agricola tipica, caratterizzata dalla presenza di un’azienda con terreni coltivati e distinti in catasto con attribuzione di reddito agrario. In particolare, i terreni, di proprietà dell’imprenditore agricolo o, comunque nella sua disponibilità, devono essere condotti dall’imprenditore medesimo ed essere ubicati nello stesso comune ove è sito il parco fotovoltaico, ovvero in comuni confinanti.
Per rispettare la ratio della disposizione si rende, inoltre, necessario individuare specifici criteri di “connessione” con l’attività agricola ..."
Cioè secondo me, la franchigia dei 200kW è un criterio ulteriore a quello generale che ho appena citato (ciò è dimostrato da quel "inoltre"). Suppongo che vogliano dire che se sei IAP, è assolto il criterio generale, ed allora vale la franchigia, se no, nisba (altrimenti come si fa a sapere quanti terreni devi coltivare? Basterebbe un orticello?)
La tua interpretazione è rischiosa. Sicurmanete avrai valutato la cosa con un commercialista pratico di cose agricole (o con coldiretti/Unione agricoltori)...
Se valesse la tua interpretazione, ti compri un campicello, ci metti su 200kW ne coltivi un pezzetto, e saresti a cavallo....
Ultima modifica di luciof; 20-02-2011 a 14:02
Esperienza personale. Ho 3 ettari di terreno quasi incolto, reddito da lavoro dipendente, ho aperto la partita iva come imprenditore NON IAP e realizzato un impianto da 100 kWp. Sia la coldiretti che il commercialista hanno interpretato la 32E in modo a me conveniente, cioè pago soltanto reddito agrario. Se un giorno l'AE deciderà che l'interpretazione è sbagliata pagherò piu tasse, ma spero di no ed ho voluto correre il rischio.
Per fortuna (sic!) non tutti i commercialisti ragionano nello stesso modo!!!
Ok, magari sono troppo prudente io. Probabilmente mi sbaglio, se hai sentito coldiretti e commercialista, direi che ci siamo!
A me sembra fantascienza :
lavoro dipendente , apro partita iva agricola e l'unica cosa che produco di agricolo e' energia elettrica occupando 5-600mq di terreno agricolo......
* * * * * Chi piu' spende , piu' ha speso !!!!* * * * *
http://home.solarlog-web.it/1008.html
http://fvlevalli.altervista.org
Così no che non va bene, nessuno dice questo! (almeno non io).
Ma allora secondo te quanto terreno devi coltivare affinche questa attività assorba la produzione fotovoltaica?
Mi verrebbe da dire Q.B. per produrre anche altro oltre alla energia solare!
Per esempio io ho 30000mq di terreno, di cui 1200mq di impianti!
Io la vedo come un'opportunità per investire in agricoltura, dove i proventi dal sole possono dare una mano ai mancati proventi di tante colture che magari impiegano qualche anno per dare i propri frutti, richiedendo investimenti di tempo non eccessivi ma sforzi finanziari immediati!
D'altronde uno svecchiamento dell'agricoltura deve esserci anche nel nostro paese; non si può produrre solo grano o foraggio, esistono molte varietà di colture che magari sono di nicchia e richiedono, specialmente all'inizio, solo investimenti!
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In effetti, a leggere la circolare serve:
- un'attività principale agricola: terreni coltivati nei comuni confinanti o nel comune stesso in cui si realizza l'impianto fotovoltaico
- impianto minore di 200Kw
Con questa configurazione è tutto reddito agricolo, poi in realtà non interessa se quei terreni li coltivi o meno, basti che risulti dal catasto un'attribuzione di reddito agrario
Tutto abbastanza semplice...unico problema: con le nuove linee guida nazionali per ogni impianto a terra sopra i 20 kw devi passare per autorizzazione unica (questo in molte regioni)
Ecco. Secondo me, il primo requisito richiesto, non facendo riferimento a nessun valore o dimensione, non ha senso. Pertanto continuo a pensare che come minimo sia richiesto, anche a titolo personale, che il terreno sia sufficiente a sostenere la qulifica di IAP (104giornate lavorative). Altrimenti sarebbe totalmente arbitrario e basterebbe un orticello...
Quello che sostieni tu non è quello che dice la legge!
Io l'interpello l'ho fatto per il mio caso ed ho "carta canta" visto che mi hanno risposto!
Certo, ci sono anomalie che vanno colmate altrimenti si crea un ricorso alla terra anche da chi come me non lo ha mai fatto!
Però poi non è da sottovalutare il fortissimo richiamo che la "terra" ha nei nostri confronti, e quando la vedi li, pronta ad essere lavorata, contivata, amata, non puoi rifiutarti!
Ma sei hai fatto l'interpello, allora è ufficiale. Quindi: ci sai dire quanta terra serve a parte quella occupata dai pannelli?