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  1. #1
    Seguace
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    Predefinito Fondi di Garanzia nel IV CE

    Leggendo il seguente DM;
    http://www.gse.it/attivita/ContoEner...GGIO%20(2).pdf
    A pag.108, articolo 5 comma h)
    h) benefici conseguenti all’accesso a fondi di garanzia e di rotazione istituiti da enti locali o regioni e province
    autonome.

    Noi non abbiamo conoscenza di come poter attivare un fondo di garanzia come previsto da questo comma.
    Qualcuno può portare degli esempi?
    Si può impostare una forma di collaborazione, che nel rispetto dei vincoli attuali del patto di stabilità, un Amministrazione possa permettersi attivare un fondo di garanzia od altra forma di finanziamento adeguata?
    Nello specifico mi interesserebbe per la provincia di Brescia.
    Obbiettivo sarebbe il finanziamento chirografario (o Kilografario!) di impianti fotovoltaici condominiali, con SR il condominio.
    Evidente quindi la obbiettiva impossibilità di raccogliere fidejussioni ulteriori dai condomini.
    L'impianto tipo dovrebbe essere meno di 20 kWp , moltiplicato però per il numero dei POD del condominio (solo condominiali!) che possono essere anche 5 o 6.

  2. #2
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    Quote Originariamente inviata da Osvaldo Visualizza il messaggio
    .
    L'impianto tipo dovrebbe essere meno di 20 kWp , moltiplicato però per il numero dei POD del condominio (solo condominiali!) che possono essere anche 5 o 6.
    penso faccia CUMULO per determinare la tariffa, sbaglio?

    Fiscalmente..si potrebbe eccepire che se fa cumulo per la traiffa..potrebbe essere considerato UNICO IMPIANTO anche per il Fisco..e quindi Condominio diventa imprenditore..cosa forse non possibile..si trasformerebbe "de facto" in una società (semplice?) i cui soci sono i condomini..da approfondire..

    marco
    Ultima modifica di marcober; 15-10-2011 a 09:58
    “Through the release of atomic energy, our generation has brought into the world the most revolutionary force since prehistoric man's discovery of fire.” Albert Einstein

  3. #3
    Seguace
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    Grazie Marco per il suggerimento.
    Vale sempre la pena di "pensare laterale".
    Nell'ipotesi di realizzazione avevo tenuto conto dell'eventualità che la tariffa venisse riconosciuta su base cumulativa.
    Interessante che anche il FISCO lo possa pensare poi come un impianto cumulativo.
    Se riusciremo a far partire il progetto sarà senz'altro una delle cose da approfondire.
    Intanto per primo è la possibilità del finanziamento.
    C'è già un condominio che ha fatto richiesta, maggioranza assoluta all'assemblea.
    Anche l'amministratore è favorevole, nonostante l'aggravio di compiti se venisse definita come officina di produzione elettrica.

    Ritornando alla tua osservazione, pensi che con il kWp di fotovoltaico obbligatorio (per le nuove costruzioni e ristrutturazioni dal 2013), imporranno gli stessi limiti?
    Nel caso particolare che stò seguendo, sono 54 appartamenti suddivisi su 5 scale, 5 ascensori e 5 POD, più 1 POD da 6 kWh per l'illuminazione delle parti comuni. L'ipotesi era di 54 kWp per mettersi in regola con l'obbligatorio.

    Anche il Comune vorrebbe installare più impianti sugli immobili comunali nel territorio.
    La somma degli impianti possibili supera i 200 kWp. Secondo te oltre alla tariffa inferiore, alla officina di produzione elettrica, dovrebbe anche rinunciare allo scambio sul posto?

  4. #4
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    Penso che se fossero impianti separati da 20 kw l'officina potrebbe essere evitata, pur facendo cumulo per tariffa.Penso che nel 2013 rimarranno attuali Norme..in fatto di cumuli..

    Per il Fisco bisognerebbe fare un interpello.. cercando di sostenere che il condominio in effetti è una figura fiscale "neutra e traslativa" e che le ricadute fiscali sono in realtà a capo dei condomini, per cui in teoria si potrebbe restare "non imprenditori" sino a 20kw*Numero Condomini..penso ci sia un fondamento.

    Attenzione che per la potenza d'obbligo NON si più chiedere incentivo.

    Per impianti su immobili Comunali..ci sono penso 2 vie: farsi dare spazio e realizzare impianto in cessone totale... fare impinato su spazio dell'Ente e operare in SEU (Sistema Efficiente di Utenza) per cui SR privato si tiene incentivo (o meglio TO e Premio autocosnumo) e ente autoconsuma

    marco
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  5. #5
    Seguace
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    Io veramente pensavo a questo:
    Risoluzione n. 22 del 28/01/2008 e n. 61 del 22/02/2008 dell'Agenzia delle Entrate.
    Non sono in grado di allegarle, se vuoi te le mando in MP.
    In sintesi avremmo visto la possibilità in base a tali risoluzioni per l'amministrazione comunale di corrispondere per un impianto tipo un canone di affitto con riscatto finale.
    Il canone sarebbe coincidente con la tariffa incentivante incassata dall'amministrazione in quanto SR dell'impianto.
    L'energia prodotta verrebbe utilizzata in SSP per le utenze comunali.
    La ditta installatrice avrebbe la possibilità di recuperare l'iva e ammortizzare l'impianto, in quanto noleggiato all'amministrazione.
    Il problema è la banca che deve finanziare la ditta installatrice in cambio non della tariffa del GSE, ma del canone corrisposto dall'Amministrazione.
    Con tutte le conseguenze del caso.
    Mi interessa però anche la SEU, che non conosco. Puoi spiegarla meglio?

  6. #6
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    ciao, conosco la seconda..ovviamente se l'amministrazione concorda nel diventare SR, non vi è alcun problema a fare SSP sino a 200 kw. Chi costruisce e finanzia fattura al Comune un canone ivato e incassa il contributo GSE (cessione del credito)..anche se l'iva la deve pagare il Comune, a parte, che poi la recupera.
    Con la convenzione del Comune e la cessione credito GSE non dovrebbe essere impossibile farsi finanziare..

    in SEU una soc. costruisce impianto su area di un utilizzatore di energia.Impianto resta del costruttore che chiede e incassa incentivo. COn linea privata impianto alimenta l'utilizzatore, e l'energia puo essere regalata o ceduta all'utilizzatore.
    Se si vuole fare SSP il SR deve farsi dare mandato dall'utilizzatore per usare pod e comprare tutta l'energia che gli serve e rivenderla all'utilizzatore insieme a quella prodotta. Se si fa RID con autoconusmo sembrerebbe possibile usare il pod dell'utilizzatore in immissione. e lui continua ad usarlo in prelievo.

    se fai più impianti su tetti diversi non credo faccano cumulo, ne per tariffa, ne per ssp.
    Officina elettrica è dopo 20, per cui..

    marco
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  7. #7
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    Quote Originariamente inviata da marcober Visualizza il messaggio
    in SEU una soc. costruisce impianto su area di un utilizzatore di energia.Impianto resta del costruttore che chiede e incassa incentivo. COn linea privata impianto alimenta l'utilizzatore, e l'energia puo essere regalata o ceduta all'utilizzatore.
    Se si vuole fare SSP il SR deve farsi dare mandato dall'utilizzatore per usare pod e comprare tutta l'energia che gli serve e rivenderla all'utilizzatore insieme a quella prodotta. Se si fa RID con autoconusmo sembrerebbe possibile usare il pod dell'utilizzatore in immissione. e lui continua ad usarlo in prelievo.

    se fai più impianti su tetti diversi non credo faccano cumulo, ne per tariffa, ne per ssp.
    Officina elettrica è dopo 20, per cui..

    marco
    Mi sembra più complicata, e/o più costosa.

    Ovvio bisogna che l'amministrazione (leggi ufficio tecnico), si accolli tutte le incombenze del SR.
    Che l'installatore si faccia finanziare per un impianto che gli bloccherà altre linee di credito per 10 anni.
    La banca non deve alzare i tassi.
    L'amministrazione (sempre Ufficio Tecnico) deve prendersi le sue responsabilità per un affidamento diretto nei limiti di spesa concessi.
    Non dobbiamo parlarne ancora per molto, bisogna agire, perchè poi chiuderanno tutti i rubinetti degli incentivi e quindi dei finanziamenti.
    Non è sufficiente individuare i tetti da utilizzare, bisogna (sempre l'UTC) verificare la portata dei tetti, la possibilità di installare l'inverter e contatori in SSP, intendo con linea utilizzatrice nelle vicinanze ed altre amenità varie. Considerando che poi la "coperta è sempre troppo corta" e che la prima cosa che ti dicono è vuoi fare quest'opera che costa X e non possiamo far aggiustare la macchinetta del caffè.
    Capisci come spesso mi senta don Chisciotte.
    E' un anno che cerco di convincere dell'opportunità di questa decisione.
    Ne discuteremo la settimana prossima perchè ho posto un aut aut, o lo facciamo adesso o mai più.

    Per impianti diversi non facevano cumulo, questo lo sò perchè sono ancora SR di 4 impianti comunali under 20 proprio per evitare le problematiche di Officina di produzione elettrica. Non è così certo per questo CE, lo verificheremo se procederemo su questa strada.

    Non è detto che questa volta si decida di saltare il fosso, anche perchè una delle realizzazioni potrebbe essere appunto da 200 kWp, limite non del tetto (2600 mq), ma dell'allacciamento in BT.

  8. #8
    Pietra Miliare
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    Osvaldo veramente il limite per la BT è 100 kW (in deroga x questi impianti: altrimenti sarebbe 50).
    E' facoltà del Gestore di Rete (se è tecnicamente possibile) accettare anche Potenze superiori in BT.
    Scusa ma l'Amministrazione interessata è il comune di Rxxxxxxdelle?
    1,26 kWp 6 x SANYO HIP210NKHE1,Prov. Brescia,Azimuth -90°,Tilt 17°,inverter Riello-UPS 1500 in esercizio dal 01/09/2009
    Produzioni: 2010=1325 kWh 2011=1476 kWh ......... 2012=361 kWh

  9. #9
    Seguace
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    Si.
    Mi riferivo in particolare al tetto del Palazzetto, che però a questo punto è abbastanza complicato da gestire.
    Vedremo le altre possibilità.


 

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