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  1. #1
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    versilia
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    Question Pale in PVC pessima idea

    Salve a tutti dopo qualche tempo mi faccio risentire,dopo diversi tentativi ho costruito un rotore ad asse orizzontale in pvc per testare come si sarebbe comportato nella mia zona con il vento che ho a disposizione.Ho costruito una turbina con un diametro di 2 mt a 5 pale ,pero!!!non trovando nella mia zona il pvc con spessore di 6mm ho optato con quello da 4mm "tanto era per testare il tutto in attesa del gmp".Tutto è filato liscio, la turbina si comportava bene e sono sicuro anche senza dati precisi alla mano che avrei concluso qualcosa.Pero' EOLO a avuto la meglio,mi sono ritrovato con tre pale in meno. a questo punto il mio sogno sul pvc si e' infranto contro la torre come le pale e ho deciso di costruirle in legno,ho cercato nei vecchi post e ho trovato molte spiegazioni pero' non riesco a capire ."SCUSATE LA MIA IGNORANZA" la parte posteriore della pala com'e' sagomata???ci sono per caso disegni in cad che spiegano meglio il tutto??Vi ringrazio anticipatamente con l'augurio di buone vacanze a tutti (chi le puo' fare"BEATI LORO")

    ciao
    bulover55

  2. #2
    Seguace
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    Là, dalle parti di Sirio
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    Prova dare una occhiata qui per le pale a stampo http://scoraigwind.com/download/windrotord.pdf
    E qui http://www.webalice.it/acecere48/Piggott-blades.pdf per quelle in legno tradotto da andy 48. Ci sono parecchi disegni che dovrebbero chiarirti meglio la costruzione e i profili da adottare.

  3. #3
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    Grazie Elektron provero' a contattare un mio amico che si diletta in falegnameria forse con lui riusciro' a "cavare il ragno dal buco" cosi' si dice qua dalle mie parti , penso di aver quasi capito, ho visto in sezione la curvatura della pala con le diverse tappe.
    grazie di nuovo

    bulover55

  4. #4
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    Ciao bulover, il mio pentapala PVC lavora tranquillo da 7 mesi, hai messo una coda pieghevole? o altro sistema di limitazione della potenza? altrimenti l'esplosione centrifuga è matematica, anche con pale di acciaio!
    Emilio D'Alessandro.

  5. #5
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    Ciao emilio mi ero proprio ispirato al tuo progetto dopo aver visto il filmato,Ho scaricato i tui desegni ritagliando le pale come da tue istruzioni e devo dire che girava benissimo anche con pochissimo vento , il mio problema purtroppo è stato che non sono riuscito a trovare qui in zona il tubo in pvc dello spessore di 6 mm, e come ho scritto nel mio post mi sono accontentato del 4 mm purtroppo ,nonostante che la distanza dalla torre fosse di cm20 e con un vento abbastanza elevato con la flessione sono andate a sbattere finendo in pezzi .Ho costruito il sostegno con la deriva snodata rigorosamente come da istruzioni ma non essendo presente al momento dell'ipatto non sono riuscito a capire bene la dinamica.
    Riguardo al tubo in pvc lo potevo trovare solo su ordinazione pero' in quantita maggiore di quello che mi serviva e per questo che ho adoperato il 4mm: ed è li' che ho toppato.In questi giorni (ovviamente con l'aiuto di un falegname) costruisco le pale in legno,quando avro' rimaontato il rotore postero qualche foto.
    un saluto
    bulover55

  6. #6
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    ciao bulover se hai emule digita EOLICO X TUTTI ci sono le risposte a tutte le tue domande.... vai così!!!!

  7. #7
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    Grazie sandrinx77 adesso provo.
    ciao
    bulover55

  8. #8
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    prego
    fammi sapere se ti piace
    ciao

  9. #9
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    Predefinito PVC alte pressioni: PN6

    Ciao Bulover,
    una domanda: sei sicuro che le pale si siano rotte per impatto? c'è un segno sul palo? perchè in genere la rottura è sempre per forza centrifuga.
    Le pale anche se morbide non flettono mai all'indietro perchè la componente centrifuga della forza è ordini di grandezza più grande di quella normale alle pale dovuta al vento.
    Per quanto concerne il PVC: esistono tubi in PVC "normale" , che hanno un colore arancione e sono leggermente traslucidi che sono di scarsissima resistenza e servono per applicazioni meno gravose (scarichi fognari civili..) poi ci sono i tubi in PVC per alte pressioni che sono di un colore arancione scuro (non trasparente) o grigio che hanno uno spessore maggiore e sono classificati in funzione della resistenza alla pressione con codici del tipo PN6 , PN10 , etc., questi tubi hanno una estremità più larga per innestarli uno nell'altro e in tale estremità è presente una guarnizione in gomma.
    Questo tipo è adatto alla realizzazione, in particolare io consiglio per le pale da 220 cm diametro i tubo da 250 mm diametro PN6 che ha uno spessore di corca 6 mm, per la turbina da 260 cm il tubo da 310 mm diametro PN6 con spessore 10 mm.
    Come vedi a parità di resistenza ad una certa pressione (PN6) lo spessore del tubo cambia in funzione del diametro perchè la forza aumenta con esso.
    Credo che le pale in PVC siano un buon modo per realizzare subito una turbina senza perdere troppo tempo... non sono però convinto della loro efficienza, credo che pale con un profilo più "ortodosso" tipo quelle in legno siano molto più efficienti, la 2° turbina che sto realizzando avrà pale in legno.
    vi terrò aggiornati.
    Ciao
    Emilio D'Alessandro.

  10. #10
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    Ciao emilio ,bene!! io ho adperato il tubo bianco con spessore 4mm purtroppo quello grigio per scarichi che viene adoperato soprattutto per passaggi nelle strade come ti ho detto non l'ho potuto reperire ,per quanto riguarda l'impatto non ero presente ,ti dico solamente che sulla torre non si notano urti solo sulle pale ci sono dei segni profondi ma!
    avendo trovato le pale abbastanza distanti dalla torre non so' se sono dovuti alla rottuta o all'impatto con quche altro ostacolo( fortunatamente io abito in una zona con poche abitazioni vicine) pero' mi sono reso conto che sono abbastanza pericolose quando ruotano a forte velocita'.oggi mi sono procurato le assi per costruirle in legno "sono in abete abbastanza leggero" le dimenzioni sono 150cm x20cm x5 cm che cosa mi dici???
    secondo te per una tripala!!con un rotore di 300cm potro' arrivare a 500 watt??
    Non mi dilungo oltre altrimenti divento noioso.

    ciao
    BULOVER55

  11. #11
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    Thumbs up Pale in legno

    Siamo nella stessa barca... he he
    anche io ho preso il legno, solo che ho trovato del lamellare di abete (piu tavole presso-incollate) da 150x20x4 cm.
    il mio rotore dovrebbe essere da 330 cm e penso che sceglierò un TSR di 9-10 per poter avere abbastanza giri per un PMG alla Piggott progettato per pale da 240 cm con TSR 7.
    E' tutto da vedere.. chissa se funzionerà?? .. il bello è questo, sperimentare.
    La potenza come ben sai nell'eolico è quanto di più variabile... con un gen da 3 mt si può arrivare a 2 KW col vento forte, ma io punto ad avere almeno 100 watt con la brezza di mare che ho quasi sempre e a limitare la potenza massima con la coda pieghevole sui 1000 watt quando c'è il libeccio che da me arriva anche a 20 m/s.
    Vedremo, appena sarò in ferie posterò qualche foto..
    Ciao
    Emilio D'Alessandro.

  12. #12
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    Allora piu' o meno siamo li' ,la settimana prossima comicio ad intagliare le pale con un profilo NACA , ho preparato tutti i disegni suddivisi in 15 sezioni ,con le pale in pvc volevo provare a che punto potevo arrivare, visto che con il vento che ho a disposizione (7/8 ore al giorno) il risultato era abbastanza buono andro avanti nel progetto. passate le ferie ordinero' i magneti alla "super magnete" poi iniziero la costruzione dell'alternatore ,per adesso non voglio esagerare,la turbina la costruro' abbastanza grande da poter coppia sufficente anche per quache cosa di piu' grande ,per ora mi baso su 300watt .
    ciao emilio ci sentiamo

    BULOVER55

    p.s. L'eccentrico di che spessore lo hai costruito, il mio è in acciaio da 4mm sara' sufficente per il 150cm?? avendo l'alberino centrale con diametro 20mm??

    ciao di nuovo

  13. #13
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    una domanda, ma le pale che hai testato giravano a vuoto o avevano un alternatore sotto carico? Altrimenti è chiaro xche si sono rotte: sono andate in fuga. L'energia cinetica del rotore (che dipende dal momento di inerzia e dalla velocità angolare) è un bilancio tra il guadagno (l'energia rubata al vento) e la "spesa" (il carico dell'alternatore e le perdite). Nel tuo caso avevi solo le perdite che , se l'aggeggio è fatto bene devono essere meno del 10% dell'energia in entrata. Quindi il 90% dell'energia andava ad incrementare la velocità angolare , fino a che boom!! Inoltre è sbagliato l'approccio "prima faccio le pale, e poi costruisco l'anternatore" rischi dei mismatching che provocano o lo stallo o la fuga. Prima fai l'alternatore e determina la performance ( Volts/RPM , resistenza interna), crei al curva di potenza e ti regoli di conseguenza, e solo dopo fai le pale.

  14. #14
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    Lightbulb SI!

    Quote Originariamente inviata da IlSignor15Magneti Visualizza il messaggio
    una domanda, ma le pale che hai testato giravano a vuoto o avevano un alternatore sotto carico? Altrimenti è chiaro xche si sono rotte: sono andate in fuga. L'energia cinetica del rotore (che dipende dal momento di inerzia e dalla velocità angolare) è un bilancio tra il guadagno (l'energia rubata al vento) e la "spesa" (il carico dell'alternatore e le perdite). Nel tuo caso avevi solo le perdite che , se l'aggeggio è fatto bene devono essere meno del 10% dell'energia in entrata. Quindi il 90% dell'energia andava ad incrementare la velocità angolare , fino a che boom!! Inoltre è sbagliato l'approccio "prima faccio le pale, e poi costruisco l'anternatore" rischi dei mismatching che provocano o lo stallo o la fuga. Prima fai l'alternatore e determina la performance ( Volts/RPM , resistenza interna), crei al curva di potenza e ti regoli di conseguenza, e solo dopo fai le pale.
    Quoto al 100 % !
    in effetti ieri sera ragionavo sul fatto che probabilmente avevi fatto girare la turbina a vuoto, in quel caso la coda pieghevole non interviene mai e.... boom! senza speranze anche con vento non estremo!
    Emilio D'Alessandro.

  15. #15
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    Turbina a vuoto= sicura sentenza di fallimento

    Tieni presente che nei sistemi dove un generatore eolico carica una batteria ci sono dei sistemi che innescano dei carichi resistivi una volta che la batteria è piena non modo che ci sia sempre un carico.

  16. #16
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    Grazie delle risposte confermo il tutto, era a vuoto!!! come ho detto nei post precedenti l'avevo costruita per testare il vento(le ore piu' o meno che avevo vento,e la forza che potevo sfruttare)per poi farne una piu' resistente con tubo di spessore o in legno come sto facendo adesso.il dubbio che era andata in fuga mi era sorto nonostante che non fossi presente all'impatto avevo gia avuto dei dubbi per la velocita ,ma non pensavo che arrivasse a disintegrarsi""mi serva di lezione!!! sbagliando si impara""Dici bene di fare prima l'alternatore ma se non testo la farza; come mi baso per la grandezza dei rotori??? devo avere una base!! partendo dal nulla e senza strumenti, cosi' facendo con pochi euro ho fatto un test della coppia e della velocita sviluppata ,anche se la costruzione :nonostante sia stata rapida è venuta abbastanza ben equilibrata.
    adesso tutto il supporto è riciclabile ,mi basta solamente cambiare l'eccentrico dove fisso le pale in legno che da penta pala diventera un tripala.
    appena posso posto qualche foto.

    ciao
    BULOVER55

  17. #17
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    Emilio D'Alessandro.

  18. #18
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    Ciao emilio il filmato lo avevo gia' visto "sei un grande" pensavo che fosse il rotore di due metri e venti.Hai sostituito il tutto o hai fatto tutto nuovo???? Ho gia scaricato il tuo disegno con tutte le misure ,ho ritagliato la sagoma e; a dire il vero mi sembra molto grande ,riguardo al tubo in pvc da 31 cm l'ho trovato da 6mm di spessore pero' è di colore bianco non so' se a la solita resistenza di quello marrone .Riguadi alee pale in legno il mio amico falegname è in ferie vedremo a settembre di concludere il progetto.Ti saluto!!!

    Bulover55
    ciao

  19. #19
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    Predefinito aiuto per pale in pvc e coda fluttuante

    Salve a tutti !! A proposito scusate il ritardo, ora siamo nel 2012.
    Premetto che il mio impianto era sotto carico. Ma c'è qualcosa che non mi torna rispetto ad alcune cose lette nei post precedenti.
    Ci sono alcune cose strane che vorrei capire se qualcuno di voi le ha sperimentate.
    Anche io ho avuto i problemi con le pale in pvc e penso di potervi assicurare tutti quanti che la rottura deriva dallo sbattere sul palo di sostegno come sosteneva bulover. Cosa ho fatto dopo la prima volta che le pale in pvc si sono rotte? :
    Ho collegato le punte delle pale con un fil di ferro al mozzo centrale sacrificando un po di rendimento dovuto alla presenza del filo e all'incurvatura delle pale verso il vento. Questo stratagemma ha funzionato anche per 4-5 settimane senza problemi con venti anche molto forti. La settimana scorsa le ho trovate rotte. Analizzando il problema ho scoperto che il filo di ferro o tirante utilizzato, essendo vecchio (anzi era un filo da stendere plastificato) si è rotto nei punti in cui si vedeva chiaramente l'ossidazione del filo metallico interno. Se si fosse trattato di rottura dovuta alla forza centrifuga avrei dovuto trovare le pale spezzate e appese al mozzo, tanto il rotore non ruotava più. Invece ho trovato spezzoni del filo attaccati al mozzo e un pezzo di filo ancora attaccato alla punta della pala. Ciò significa che la pala in pvc è stata forzata verso il palo di sostegno fino a che dopo varie spinte dovute al vento incostante e a raffiche, il fil di ferro si è spezzato e la pala si è incurvata verso il sostegno colpendolo e rompendo le pale.
    E' vero che la forza centrifuga tende a raddrizzare la pala ma è vero anche che se la pala non è rigida ma morbida essa si incurverebbe a rispetto alla direzione del vento pertanto sbattendo sul palo. Ecco perchè, non essendo il pvc troppo rigido quanto il legno avevo aggiunto i tiranti che comunque hanno reagito abbastanza bene per un certo tempo.
    Una possibile soluzione che ho pensato è quella di aggiungere delle molle opportune per ammortizzare i colpi di vento e ovviamente usare fili di qualità migliore come tiranti.

    Aggiungo che sono interessato a scambi di esperienze in riguardanti:
    • Coda mobile per venti eccessivi
    • Aerogeneratori a asse verticale a vela
    • Costruzione batterie stazionarie in piombo
    • Aerogeneratori a bassa velocità di rotazione angolare

  20. #20
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    Ciao Pietromarceddu Be!!! io il problema l'ho risolto in modo definitivo sostituendo le pale in pvc con il legno e molto piu' lavoriosa la costruzione,ma alla fine ti ritrovi con una turbina robustissima ,da quando l'ho montata (è quella che vedi nel mio avatar)non ho piu avuto guai. Comunque la sostituzione l'ho dovuta fare in quanto nella mia zona ritagli di tubo in pvc da 6/7 mm non ne trovavo dovevo aquistarne una ""barra"" da 4 MT con un costo altissimo,ho speso molto meno a comperare tre assi di pino "prispaine" molto leggero li ho ritagliati con cura (ho dovuto aquistare anche un pialletto elettrico,comunque sono del parere che gli utensili servono sempre),ho fatto in maniera che avessero circa il solito peso(ho appesantito o alleggerito nella parte finale ogni pala per renderle tutte uguali) poi ho equilibrato la turbina montata.Per fare cio (te lo dico se non lo sai) , assembli le tre pale poi le metti sospese con un cavetto nel centro perfetto ,dove va montato il mozzo ,la turbina deve rimanere perfettamente orizzontale al terreno.Fatto cio sei pronto per il montaggio e sicuramente non avrai piu' problemi di rottura o esplosioni della turbina.
    un saluto

    Bulover55

  21. #21
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    Mi rimangono alcune cose da chiederti alle pale in legno che non voglio utilizzare perchè non vorrei ammazzare nessuno tantomeno me stesso. Altre volte le ho fatte in alluminio ed erano davvero pericolose. Domanda : Da quanto tempo le pale sono in funzione e che generatore stai usando? a che numero di giri massimo possono arrivare? Cioè io a carico massimo cioè cortocircuitanto i terminali non arrivo a 100 giri/min
    Aggiungo che sono interessato come prima detto a scambi di esperienze in riguardanti:
    • Coda mobile per venti eccessivi
    • Aerogeneratori a asse verticale a vela
    • Costruzione batterie stazionarie in piombo
    • Aerogeneratori a bassa velocità di rotazione angolare
    • Inoltre ho realizzato una schema di regolazione di carica batterie con possibilità di distacco una volta cariche
    Ciao e grazie della risposta

  22. #22
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    Ciao di nuovo ..al contrario con le pale in legno non ammazzi nessuno sono molto piu' pericolose le altre ""perlomeno dalle mie esperienze ""di turbine in pvc ne ho distrutte quattro e di diversi spessori l'ultima mi è esplosa nel vero senso della parola e con il carico attaccato,Una mattina con vento di tramontana fortissimo sono uscito per mettere in corto le fasi ma non ho fatto in tempo il carico era entrato in funzione ( ho un carico resistivo da 400 W ) ma non serviva ,la deriva faceva il suo lavoro cioe girava la turbina in senso opposto al vento poi tornava in posizione ,purtroppo i giri erano molti "circa 300" poi BOOMMM!!!! esplosa strappati via i dadi di fissaggio all'eccentrico 4 di 4mm ,fortunatamente la mia abitazione è abbastanza lontana dalla strada e da altre abitazioni ,una pala e andata a circa 200mt la seconda sbattendo sopra i tegoli del tetto ne ha rotti tre e la terza e rimasta su ,pensare che un attimo prima ero alla base del traliccio.
    Detto cio il mio generatore è un classico piggott 12 bobine da 110 spire con diametro del filo 1,5 mm 16 magneti al neodimio 3 cm di diametro e spessore 7 mm,raggiunge i 13 volt a circa 100 giri minuto e produce con vento sostenuto circa 1kw a 12 volt e la turbina come detto ,tripala in legno con diametro di 210 cm "costruita con assi da 105x15x6 cm e è montata da quasi due anni senza problemi a affrontato libecco e tramontana fortissimi, ho istallato due regolatori oltre alla coda mobile quano il generatore con carico(banco batterie da 280A ) supera i 15 volt entra in funzione il carico resistivo che frena la turbina abbastanza repentinamente poi quando tutto ritorna stabile riprende a girare tutto il meccanismo """tutto autocostruito da schemi presi in rete """per staccare le batterie quando cariche piu' o meno ho adoperato il solito schema con due operazionali che quando raggiunge la carica la prima batteria 210 A cioè 14 volt circa dirotto la rarica sulla seconda e a fine carica sul carico resistivo il tutto viene ripristinato automaticamente quando la tensione scende sotto i 12,8 volt. Per quanto rigarde le altre tue domande non ti posso aiutare pero' sto' seguendo su altri forum la costruzione di batterie plante' ti diro' è molto interessante,viene quasi voglia di provare a costruirne una.
    una saluto
    Bulover 55

  23. #23
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    Predefinito risposta a bulover

    Non per
    contraddire ma per scambiare pareri e cercare di capire.
    Per comodità
    cerco di rispondere passo-passo nell’ordine in cui hai scritto. Allora
    il problema principale con le pale in legno, oltre che il maggior
    lavoro per costruirle è dato anche dal fatto che anche se non si
    rompessero per flessione creano comunque essendo rigide maggiori
    sollecitazioni al mozzo con conseguente riscaldamento e colpi
    indesiderati. Inoltre ho dei tubi in pvc gratis e l’occorrente per
    sagomarle.
    Le pale in pvc se ben ancorate sia in cima sia alla base
    sono leggere e resistenti e anche se non ben equilibrate come peso data
    la loro leggerezza intrinseca non producono vibrazioni. Le mie non
    fanno alcun rumore a differenza di quelle precedenti in alluminio. La
    rottura come ti ho detto è stata causata dal fatto che i tiranti
    provvisori che avevo messo erano arrugginiti.
    Nel tuo caso invece credo
    che il pvc si rotto intorno ai dadi da 4 sia perché se non ci metti
    rondelle larghe il pvc lo rompi come niente anche senza sforzo quindi
    non si sono sicuramente spezzati i dadi ma il pvc che gli stava intorno
    e che reggeva il tutto. Inoltre tu non avevi previsto il cavo collegato
    in cima alla pala e al mozzo che aiuta a contrastare la flessione della
    pala
    Per quanto riguarda il carico resistivo da 400 watt avresti potuto
    evitarlo semplicemente cortocircuitando i fili che conducono al carico
    in uscita dal regolatore di carica oppure utilizzando un carico
    maggiore. Tuttavia se il vento è forte, supera la resistenza dei
    magneti e va fuori giri comunque, anche se i fili sono cortocircuitati.
    E’ questo un aspetto che su vari forum viene trascurato. Infatti
    ricordo che molti fior di esperti -o credendosi tali- dicevano il
    contrario, dicevano cioè che se il generatore è in carico non si
    possono creare le condizioni di fuori.giri. Cosa del tutto arbitraria
    in quanto elementare da capirsi ma qualcuno non l’ha capita.
    Quanto
    detto ci porta a prevedere un freno in caso di venti forti. Se tu hai
    realizzato un sistema a coda mobile (e ci terrei se mi fai capire come
    funziona con spiegazioni o grafici), evidentemente non è ben calibrato
    (la deriva faceva il suo lavoro cioe girava la turbina in senso opposto
    al vento poi tornava in posizione) in quanto oltre una certa velocità
    deve far rimanere il rotore fuori vento massimo e quindi a meno di
    turbolenze istantanee impossibili o quasi in natura il rotore doveva
    restare fuori vento anche se con piccole oscillazioni rispetto alla
    media. C’è un'altra possibilità di natura meccanica che sto ancora
    studiando ma che al momento non rientra nelle mie principali
    aspirazioni.

    “Detto cio il mio generatore è un classico piggott …”
    Bene, il mio è invece tratto da un ventilatore da soffitto che dà un
    voltaggio elevato e basso amperaggio. Essendo tratto da un ventilatore
    a 220 volt ha anche 16 bobine di filo sottile e non ti so dire quante
    spire. Ha inoltre una seconda serie di altre 16 bobine, più interna
    rispetto ai magneti che evidentemente un tempo serviva per ottener la
    doppia velocità del ventilatore. La potenza assorbita totale del
    ventilatore era di circa 120 per la prima serie e di 60 wh per la
    seconda. Avendole poi unite in uscita con ponti di gaetz separati
    dovrei aver ottenuto un totale di 180 Wh.

    Ma qui casca l’asino perché
    avendo messo 16 calamite (magneti permanenti) ciascuna con una forza di
    attrazione di 7,5 kg non so quanto produca in realtà questo generatore.
    Girato a mano con un singolo strappo produce 120 volt in ca ma non so
    quanti amp eroga. La cosa strana è che se collego senza ponte
    raddrizzatore alla prima serie di bobine una lampada di stop da circa
    15 watt non si accende quasi, mentre se collego ai fili un
    trasformatore 220-12 volt si accende perfettamente. Boh Tenendo i
    fili in mano ho preso una bella scossa il giorno che lo stavo provando
    nell’orto e il generatore girava.

    Con venti sostenuti non riusciva
    neanche a raggiungere l’impulso fatto a mano (orientativamente 100-200
    giri/min

    Comunque le batterie me le carica anche se ancora non ho dati
    sicuri (all’orto ci vado ogni 3-4 gg)

    Tornando alle batterie
    stazionarie io ho iniziato con un barattolo in vetro di nutella
    (coperchio in plastica) con due elettrodi in piombo e ho visto che è
    molto efficace e non lascia residui. Inoltre lo puoi sovraccaricare
    senza problemi. Adesso sono alla fase del contenitore in vetro con
    piastre di circa 20x15 di cui le prime sei hnno spessore di oltre tre
    mmm ed è troppo sto cercando di ridurle a 2 mm o meno. La vasca l’ho
    fatta in vetraccio e incollata con silicone. La prossima volta farò le
    celle separate, spendi più tempo ma eviti di dover intervenire su
    perdite dove la mano non può più intervenire. Anche per le piastre ho
    visto che conviene farle di spessore superiore a 2 mm perché il
    raffrddamento durante la colata non ti permette di riempire tutto lo
    stampo. Inoltre fare lastre più piccole è facile ma poi è difficile
    saldarle insieme.

    Per il momnto anche se non è tutto ti lascio. Se
    vogliamo sentirci, (sarebbe meglio) per telefono e tu hai un n. fisso
    chiamami o fammi sapere il tuo che per telefonare non spendo niente. Il
    mio è

    [COLOR=#49535A !important] 070 45 111 04 [/COLOR]


    Ciao da pietro

  24. #24
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    ciao Pietro....possiamo benissimo continuare la nostra discussione qua almeno se qualche altro componente del forum vuole intervenire per dire la sua opinione allarghiamo l'argomento.
    Allora!!!! se i tubi l'hai gratis tanto meglio io come ti ho detto oltre a non trovare dei ritagli li dovevo pagare parecchio ,buono il montaggio dei tiranti al centro del mozzo che hai fatto ,se non mi sbaglio veniva utilizzato nei mulini a vento con la vela (penso in Spagnia o in Grecia fosse molto usato)se adotti quel sistema li non dovvresti avere piu' problemi di rottura e anche di esplosione come mi è successo in quanto essendo tutte e tre legate si reggono da sole una con l'altra, magari metti una cordina in acciaio.
    Come ti ripeto la mia esperienza è stata pessima per il fissaggio delle pale non avevo messo rondelle ma addirittura una lamina di ferro spessa 2 millimetri all'interno delle pale ""a strappato proprio i buloni""forse erano troppo piccoli. Comunque è bene ricordare che sul mozzo si sviluppa una forza centrifuga non da sottovalutare.
    I bulloni che sono montato nella mia in legno sono di 16 mm ,tre per pala ,(non penso che questi si spezzino). Per quanto riguarda l'alternatore non saprei dirti comunque la stessa cosa è successa anche a me con un piccolo impianto idroelettrico,prima di collegare alla turbina il generatore 220 che ho adesso (motore asincrono trifase) avevo messo il primo piggott che avevo costruito da circa 300 watt con la potenza che avevo a disposizione producevo a 12 volt circa 4 A in cc (sono circa 48 watt),il generatore come sai e un trifase cosi' ho avuto l'idea di trasformare due fasi,trasformatore 150 wa 220/24 , E.....sorpresa!!!!!!! 240 volt lampada da 100 watt piena luce ""ho le foto "", strano vero??? non sono riuscito a capire il perche' lho anche chiesto nell'altro forum dove ero in discussione con altri amici ma non mi hanno saputo rispondere.
    il tuo generatore allora è monofase?? non hi misurato la tensione in uscita? se è alta e la butti sulle batterie non è che siano tanto felici nel riceverla (le friggi in poco tempo).avere tanto valtaggio non è vantaggioso,hai messo tu i magneti sul rotoreo era gia fatto cosi'???
    Come hai costruito lo stampo per le piastre delle batterie?? mi fai sapere io avevo pensato di costruirle con il piombo che viene usato nei tetti per costruire le converse ""costa un po' ma volevo provare""per i contenitori ci sono in commercio tanti tipi di vasche di tutte le misure con coperchio dove si possono fissare addirittura le piastre,con dei prezzi abbastanza accessibili.
    Per la coda snodata ho uno schema da qualche parte nel pc appena lo ritrovo te lo posto :La mia funsiona benissimo pero' abitando in una valle e sottoposta a molta turbolenza ed è per questo motivo che la turbina ritorna in posizione dopo pochi secondi.Il collegamento per le fasi in corto c'è ma come detto non sono arrivato in tempo quando sono sceso giu' nello stanzino batterie era troppo tardi ho visto tutto a zero volt e amper ,sono tornato fuori e la turbina era sparita,""ganzo!!!! è!!! come si dice qua' in toscana""
    Per il momento ti mando un saluto se hai altre domande io son qua.
    ciao
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  25. #25
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    I bulloni che sono montato nella mia in legno sono di 16 mm ,tre per pala , meglio 1 vicino al mozzo e due più lontani con distanza tra il primo e i secondi di almeno 10-15 cm non meno di 5 perchè potrebbero rovinare il legno e allentarsi. metti ovviamente delle rondelle belle larghe e grosse a contatto col legno. (non penso che questi si spezzino). Per quanto riguarda l'alternatore non saprei dirti comunque la stessa cosa è successa anche a me con un piccolo impianto idroelettrico,prima di collegare alla turbina il generatore 220 che ho adesso (motore asincrono trifase) avevo messo il primo piggott che avevo costruito da circa 300 watt con la potenza che avevo a disposizione producevo a 12 volt circa 4 A in cc (sono circa 48 watt),il generatore come sai e un trifase cosi' ho avuto l'idea di trasformare due fasi,trasformatore 150 wa 220/24 , E.....sorpresa!!!!!!! 240 volt lampada da 100 watt piena luce ""ho le foto "", strano vero??? non sono riuscito a capire il perche' lho anche chiesto nell'altro forum dove ero in discussione con altri amici ma non mi hanno saputo rispondere.
    il tuo generatore allora è monofase?? non hi misurato la tensione in uscita? se è alta e la butti sulle batterie non è che siano tanto felici nel riceverla (le friggi in poco tempo).avere tanto valtaggio non è vantaggioso,hai messo tu i magneti sul rotoreo era gia fatto cosi'??? Si il mio generatore è mono fase. ho misurato la tensione in uscita girandolo a mano a circa 60 giri al minuto, una delle serie di bobine dava 60 volt, l'altra (quella più distante dai magneti) circa 35. Una volta collegato alla batteria e unificate le tensioni con due ponti di gaetz ottenevo dai 7 volt con vento debole a circa 30 con vento abbastanza sostenuto (circa 30 kmh) però devo dire che la batteria era quasi scarica (uno-2 volt). Questa batteria fatta utilizzando le piastre di una batteria al piombo per moto, (originariamente da 10 Ah) mettendone solo 2 in ogni cella quindi la capacità è ridottissima tuttavia non l'ho vista mai bollire. Forse l'amperaggio del generatore è troppo basso. Quando ho fatto l'esperienza del vasetto di nutella con piastre fuse da me non ho notato segni di detrioramento dei piombi anche se l'elemento da 2,2 volt circa era caricato da un trasformatore a 12 volt e anche se l'acido bolliva molto. Si le calamite sono incollate al rotore e poi protette con vetroresina. Sono magneti a disco da 15 x 6 mm. é chiaro che dal rotore originale del ventilatore ho dovuto eliminare gli elementi in ferrite. IL buono del rotore è che è robusto e inoltre ha già gli attacchi per le pale a 120° e inoltre ha due cuscinetti che lo fanno scivolare perfettamente.
    Come hai costruito lo stampo per le piastre delle batterie??

    Lo stampo per le batterie è in gesso bianco a presa rapida ovvero detto anche scagliola. Ti serve 1 kg di scagliola, un tappetino piccolo da mouse che devi buttare e una lastra di marmo. . Fai una cornicetta di legno alta quanto lo spessore dello stampo (almeno 1 cm e ti basta il kg di gesso) per delimitare la colata e rasarla con un altra tavoletta a livello della cornicetta. poggi sul marmo (meglio se ruvido) sia la cornicetta che deve essere 1-2 cm per parte più grande del tappetino sia il tappetino poggiato sul marmo con la parte disegnata. Coli il gesso iniziando dal centro del tappeto per evitare incurvature dello stesso e man mano spostando il gesso sui bordi. Se vuoi ottenere spessori minori di 2,5-3 mm ma non te lo consiglio anche se io li ottenuti di 1,5-2 devi spogliare il tappetino della parte della figura riducendone lo spessore. UNa bolta asciugato il gesso 2-3 ore o più, togli la cornicetta e stacchi il gesso dal marmo. Togli anche il tappetino che sarà un po incollato e metti lo stampo all'aria per alcuni giorni. Successivamente lo puoi asciugare eliminando l'acqua residua mettendolo al forno 100 gradi per una o più ore.Dopo lo puoi spalmare di silicone, uno strato leggerissimo e infine di talco. Prima però devi intagliare gli ugelli nel corpo del gesso. Io inizialmente li ho fatti su un lato corto ma il piombo si raffreddava prima di arrivare a colmare il fondo specie quando ho ridotto lo spessore dello stampo a 2 mm o meno. Gli ugelli li farai a forma conica con apertura maggiore all'esterno per facilitare l'ingresso della colata.
    Per la colata basta avere un pentolino da circa 1/2 litro in acciaio possibilmente con beccuccio e squagliare il piombo ti bastano700-800 gr per colata da 3 mmm ma puoi anche esagerare per restarti piombo fuso per immergere i pezzi di piombo successivi. Se nel caso uno degli ugelli andasse a rifiuto può essere che non hai scaldato il piombo a sufficienza anche se lo vedi liquido, oppure prova a riempire anche l'altro. L'interessante è avere la mano ferma e colare il più rapidamente possibile. La colata dalla parte del gesso sarà molto irregolare, meglio per la capacità della futura batteria. Dalla parte del marmo su cui è poggiato lo stampo uscirà più liscia. Talora restano dei buchi nella lastra ma si può ovviare riempiendoli con piombo fuso con un cannellino tipo penna caricabile a gas di accendino è comunque difficilino ottenere di tappare il buco, ci vorrebbero tre mani o un aiuto esterno. Stessa cosa per saldare i rettangolini di piombo che servono a collegare una piastra con l'altra o a fare da appoggio sul bordo del recipiente perchè non devono toccare il fondo della batteria ad evitare corti circuiti dovuti a sedimenti che si formano nel tempo.
    "avevo pensato di costruirle con il piombo che viene usato nei tetti per costruire le converse " non so cosa sono queste converse, io il piombo l'ho recuperato gratis fondendo tubi, braghe e simili che trovi in qualsiasi casa in demolizione. Se passi in qualche cantiere te le regalano, anzi sono pure contenti sennò vanno a discarica per rifiuti speciali.
    "per i contenitori ci sono in commercio .."
    si ma le celle allora devono essere separate e quindi te ne servono 6 di contenitori sennò dove le appendi le celle?.
    Per la coda snodata ho uno schema da qualche parte nel pc appena lo ritrovo te lo posto :La mia funsiona benissimo pero' abitando in una valle e sottoposta a molta turbolenza ed è per questo motivo che la turbina ritorna in posizione dopo pochi secondi. Non sarà questione di calibrazione del peso ? boh
    Il collegamento per le fasi in corto non deve essere manuale ma automatico, io ho realizzato un regolatore di carica che una volta carica la batteria scatta un relè che manda al carico o a un corto circuito esterno alle batterie. lo schema è su how i built electric turbine

    a presto

    pm


 

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