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  1. #51
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    Dici il vero Antonio.
    In barca o su navi a vela la forza centrifuga è irrisoria, ma l'inerzia è pazzesca, quando vuoi virare e spostare molte tonellate da una parte a l'altra cambiando mura alle vele l'inerzia (abbrivo) gioca un ruolo notevolissimo. L'abilità sta proprio nel conoscere questa forza e sfruttarla a proprio favore spesso fa la differenza tra una manovra ottima ed una scarsa.
    Ma tornando alla questione delle turbine; quello che volevo far passare è lo sfruttamento di secoli di esperienza marinaresca cioè la proposta di tentare di cambiare il modo di far lavorare le "pale" da portanti a boliniere.
    Sarebbe da stolti pensare che sia tutto facile e noi stolti non siamo vero ?
    Ovviamente ci sarà da lavorare ma secondo me la strada è molto buona e promettente e i moderni sviluppi di ali veliche lo dimostrano.
    Diciamo che si potrebbe iniziare a pensare di abbandonare una pala spinta dal vento per ragionare su una pala "tirata" dal vento.
    Secondo me le pale dovrebbero essere multiple (Fiocco + randa) e di materiale tessile, ovviamente con fiocco autovirante e sistema di terzolamento automatico.
    La forza centrifuga potrebbe giocare un ruolo fondamentale per annullare lo "sbandamento" e ottimizzare il terzolamento, se ce la faccio domani o dopo faccio uno schizzo e ci ragioniamo su...ok ?
    Ciao e buon vento.

  2. #52
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    Salve a tuti è da un po di tempo che mi diletto seguire alcune cose sul forum che ritengo molto interessante. E' la prima volta che scrivo e quindi sicuramentenessuno mi conosce , ma avendo toccto un argometo che a me interessa particolarmente miunisco volentieri a dare dov possibile il mio contributo.

    Mi presento brevemente sono untecnico he per passione studia le tecniche delle energie rinnovabili da anni ho letto svariati testi in materia ma non sono un tecnico specifico del settore, anche se credo di aver matuato una certa cultura in materia.

    Sto realizzando gia due prototipi in materia di solare termico e di nuovi isolanti termici vedremo cosa salta fuori.

    Mi colpisce particolarmente lo studio di pale eoliche inovative perche teoricamente ci studio da anni, ho avuto la fortuna di avere anche confronti con esperti del settore dell'ENEA.

    Sono almeno due anni che ho anemometi e stazione meteo piazati sul ettto di casa e questo mi ha dato un esperienza nel comprendere le dimaiche del vento.

    Arriviamo al dunque . Apprezzo molto l'idea di lavortare per migliorre le pale eoliche, io ho gia due idee molto teoriche che pure io vorrei sviluppare ma non lo farò adesso perchè prima voglio completare gli altri miei prototipi.

    Osservando le figure del forum in questo argomento, e non ho ancora avuto il tempo di leggere quanto già scritto, ho visto più o meno di cosa state rgionamdo.

    Ne traggo alcune osservaszioni :

    1) I principi su i quali state ragioando non sono certo novità già gli Egiziani e Babilonesi avevano mulini a vento basati su quei principi.

    2) secondo me sono principi buoni che possono essere svilppati ma se uno si mette a fare calcoli anchese approssimativi si rende conto che ottenere effettivi miglioramenti non è cosi facile.

    3) La renditivita in materia di energia trasformata in una pala eolica dipende da alcuni fattori che non sono legti solo alla pala eolica in quanto appendice aerodinamica ma molto sono legati al generatore, poi va considerato la renditività in temini economici e qundi il rapporto tra costo dell'apparecchio e resa econoica, dipendente dalla sua durata nel tempo, da i costi di manutensione e di gestione.

    4) la rersa in temini assoluti in energia trasformata da eolica in enrgia elettrica e vincolata alla superficie dell'aria spazzata dalla pala , dalla continuita nel tempo e dalla velocità del vento, dalla renditività del generatore eelettrio .

    5) L'italia non è un paese ricchissimo di vento ma sprattutto non lo conosciamo e non sappiamo dov'è le mappe del vento italiane sono molto approssimative e falsano la realta mediando tra valori puntulai e ignorando cosa ci sta nel mezzo cosda che andrebbe bene in ua pianura disesa ma non in un territorio frastagliato come quelloitaliano .

    6) Le pale eoliche che esistono in commercio quasi tutte di fabbricazione estera hanno buone redditività ma si basano su tipologie di vento che non abbiamo in italia, per cui di scarsa utilità in italia, anche perche hanno dei prezzi sul mercato decisamente folli che vengono moltiplicati x2 x3 rispetto a i prezzi effettuati nei paesi di origine e ciò non si giustifica con i costi di importazione, quindi probabilemte è piu un problema di mercato che di tecnica la diffuione dell'eolico.

    7) Dobbimo tenere conto della volontà politica di non dare spazio a questo tipo di impianti in italia, giustificando gli ostacoli posti con motivazioni di carattere ambientale molto spesso inesistenti , che tendono solo a creare apprensione e timori nei loro confronti , e con questo non voglio dire che non ci sono effettivi rischi ma che i rischi sono ben diversi, e in ogni caso la valutazione dell'impatto ambientale e emotivo non è di secondaria importanza rispetto a le caratteristiche tecnche.

    8 ) Esiste un D.P.R. che detta le condizioni per listallazione anche delle piccole pale casalinghe ( che secondo me il presidente della repubblica faceva meglio a mangiarselo anziche firmarlo perche contiene delle mostruosità in termini tecnici ) e quindi progettare una pala che poi non potrà mai essere istallta non so a che serva e siamo quindi obbligati a tenerne conto.

    Non so se siate gia tutti al corrente di quanto ho scritto immagino di si, ma intanto l'ho detto come, premessa per proseguire mel progetto al quale mi unisco con grande interesse e partecipazione.

    Probabilmente ho dimenticato qualcosa e perdonate gli errori di scrittura ma ho scritto di getto pereso dalla frenesia di partecipare a questo progetto.

    Akab25

  3. #53
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    Vorrei aggiungere un altra cosa , per me studiare un prototipo vuole dire studiare qualcosa che domani abbia un applicazione pratica e quindi pienamente funzionante quindi studiare i materiali la tecnologia e renderlo realizzabile in serie in modo conveniente. Non sono interessato a battibecchi ma a discussioni proficue e sapere da dove si parte e dove si vuole arrivare non a prendere una idea preconcetta e portarla avanti a tutti costi ma a analizzare le esperienze ed a essere pronti a modificarle per evoverle se non intuiro un atteggiamento simile come mi son unito a qesto progetto me ne vado non mi piace perdere tempo. Non mi piace perdere tempo a inventare l'acqua calda. Io per sviluppare i miei prototipi investo tempo e denaro e a una prima fase teorica faccio seguire una pratica dove si costruisce e si verifica ( tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare ).

  4. #54
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    Quote Originariamente inviata da Akab25 Visualizza il messaggio
    Vorrei aggiungere un altra cosa , per me studiare un prototipo vuole dire studiare qualcosa che domani abbia un applicazione pratica e quindi pienamente funzionante quindi studiare i materiali la tecnologia e renderlo realizzabile in serie in modo conveniente. Non sono interessato a battibecchi ma a discussioni proficue e sapere da dove si parte e dove si vuole arrivare non a prendere una idea preconcetta e portarla avanti a tutti costi ma a analizzare le esperienze ed a essere pronti a modificarle per evoverle se non intuiro un atteggiamento simile come mi son unito a qesto progetto me ne vado non mi piace perdere tempo. Non mi piace perdere tempo a inventare l'acqua calda. Io per sviluppare i miei prototipi investo tempo e denaro e a una prima fase teorica faccio seguire una pratica dove si costruisce e si verifica ( tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare ).
    Gentile Akab25, perdonami l'osservazione, che non vuole essere assolutamente una polemica. In un forum che accomuna tutti gli individui che vi partecipano, esiste una regola democratica alla quale tutti, in qualche modo devono attenersi. Nessuno obbliga nessuno, si può anche non condividere certi comportamenti che purtroppo si verificano nell'ambito di una discussione, ma ciò non toglie valore al principio su cui verte il forum.
    Vedi; i partecipanti di questa piazza con i quali interloquisci, dalle questioni più semplici alle più complesse, senza neanche conoscerli, rappresentano una moltitudine di figure professionali e non, a partire da me che sono un semplice autodidatta, fino all'ordinario universitario ecc. ecc. senza che nessuno viioli quella regola che ci accomuna tutti: il buon senso e la moderazione, senza delle quali difficilmente ci arricchiremmo della conoscienza cara a noi tutti.
    Apporta le tue esperienze nel forum, discuterne sarà un piacere.
    Un caro saluto
    Antonio

  5. #55
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    Ciao, Antonio, piacere di incrociarti in questa discussione. Ho ricevuto da EnergeticAmbiente la mail che mi segnalava la tua idea. Siccome, come più volte ho scritto, sono curioso ed impiccione, non ho potuto non leggere tutto o quasi.
    Secondo me ci si sta allontanando dallo sviluppo della tua idea, che mi è sembrata semplice e funzionale, per affrontare altro come turbine eoliche e vento di bolina.
    Volete velocità? Allora prendete in considerazione le pale di un'elica che (non ci ho dormito stanotte per trovare altre soluzioni) è l'unica che può sfruttare il vento di bolina, anzi lo fa. I records di velocità li fanno proprio queste pale. Ho provato a calcolare la velocità che raggiunge l'estremità di una pala di alcuni generatori eolici (ognuno di 2 Mw) di una lunghezza di 40 mt. e questa è risultata sempre intorno ai 300 Km/h, ma ho letto anche di pale che si avvicinano alla velocità del suono. Non c'è niente da fare: per sfruttare il vento di bolina bisogna fare in modo da spostare tutta la massa (la pala di un'elica intorno al suo asse, un'intera barca a vela).
    Se volete la coppia e lo sfruttamento onnidirezionale del vento senza l'uso di banderuole, non c'è altro che il savonius e suoi derivati ai quali può essere associata la tua idea.
    Una cosa, però, non capisco, perchè la coppia di pannelli a 90° non la sostituisci con unico pannello piatto di plastica flessibile, llibera di ruotare di 90°, in modo da gonfiarsi in favore di vento e di assumere una posizione orizzontale in opposizione?
    Troppo semplice? Forse, ma, da quello che ho capito, mi è sembrato che tu cerchi la massima semplificazione.
    Ciao e scusa se sono stato banale.

  6. #56
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    Ciao, ho buttato giù 2 schizzi, tanto per farmi capire (spero), prossimamente ne farò altri.
    I materiali per eseguire prove sono facilmente reperibili in negozi di modellismo e ferramenta, il tutto sarà molto leggero essendo tutte le strutture sottoposte principalmente a trazione anzichè compressione.
    Ovviamente questa è un'idea di partenza da sviluppare, provare e cambiare.
    Parto da una attrezzatura da vela, in pratica un albero con boma per la randa ed un fiocco autovirante, più cavetti in acciaio per strallo, paterazzo e sartie.
    In una barca ci sono gli omini che regolano ad hoc le vele alle varie andature, qui no.
    Ma una regolazione di massima fissa delle 2 scotte potrebbe essere il punto di partenza per poi ragionare sul resto.
    Si potrebbe provare a montare quattro sistemi velici a croce regolando il tutto per rendere il massimo in bolina....potrebbe funzionare.
    Ciao
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  7. #57
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    Quote Originariamente inviata da Antonio Albergo Visualizza il messaggio
    Gentile Akab25, perdonami l'osservazione, che non vuole essere assolutamente una polemica. In un forum che accomuna tutti gli individui che vi partecipano, esiste una regola democratica alla quale tutti, in qualche modo devono attenersi. Nessuno obbliga nessuno, si può anche non condividere certi comportamenti che purtroppo si verificano nell'ambito di una discussione, ma ciò non toglie valore al principio su cui verte il forum.
    Vedi; i partecipanti di questa piazza con i quali interloquisci, dalle questioni più semplici alle più complesse, senza neanche conoscerli, rappresentano una moltitudine di figure professionali e non, a partire da me che sono un semplice autodidatta, fino all'ordinario universitario ecc. ecc. senza che nessuno viioli quella regola che ci accomuna tutti: il buon senso e la moderazione, senza delle quali difficilmente ci arricchiremmo della conoscienza cara a noi tutti.
    Apporta le tue esperienze nel forum, discuterne sarà un piacere.
    Un caro saluto
    Antonio
    Caro Antonio

    Non era mia intenzione essere polemico con nessuno ma semplicemente stimolare ad esere concreti e a usare un linguaggio cortese. aggiungero subito in oltre alcune note ulteriori che mi sembra di dover fare a quanto ho lettoin generale e non sono riferite a nessuno in particolare.

    Ma ho avuto ilpiacere di leggere il lavoro che è stato fatto sul motore elettrico a 12 poli e mi è piaciuo molto la collaborazione che ho rilevato tar i partecipanti al forum su questo argomento e mi piacerebbe trovare un clima simile.

    Vedo leggendo quanto postato un po in giro parlare di dati di velocità e di geometrie ma ancor anon ho capito che tipo di pala si sta ideando .

    Quindi faro alcune domande alla cortesia di chi mi vorra rispondere.

    1) Di cosa stiamo parlando ? di Minieolico di microeolico o cosa , vogliamo arrivare auna soluzione per autocostruzione o a una soluzione per produzione industriale ?

    2) dove si ipotizza l'istallazione in centri abitati in zone di campagnain montagna sul mare ?

    3) che potenze vogliamo tirare fuori ?

    4) peniamo a macchine montate su torri di 80 metri o a macchine da mettere sul tetto di casa ?

    se no cominciamo ad inquadrare questo tipo di problemi non andremo molto lontano perche sono sostanzialmente diverse le caratteristiche che ci possono consentire di ottenere dei risultati , vedo che si parla di similitucini con le barche avela, ma le barche a vela operano in condizzioni abbastanza standardizzate cosa che no si puo dire per una pala eolica ammeno che non si scelga un contesto ben preciso di dove operare, capisco che è affascinante fantasticare su la tecnica e e ipotizzare dei numeri ma dobbiamo darci delle condizioni di utilizzo altrimenti stiamo parlando del sesso degli angeli .

  8. #58
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    Quote Originariamente inviata da curioso42 Visualizza il messaggio
    Ciao, Antonio, piacere di incrociarti in questa discussione. Ho ricevuto da EnergeticAmbiente la mail che mi segnalava la tua idea. Siccome, come più volte ho scritto, sono curioso ed impiccione, non ho potuto non leggere tutto o quasi.
    Secondo me ci si sta allontanando dallo sviluppo della tua idea, che mi è sembrata semplice e funzionale, per affrontare altro come turbine eoliche e vento di bolina.
    Volete velocità? Allora prendete in considerazione le pale di un'elica che (non ci ho dormito stanotte per trovare altre soluzioni) è l'unica che può sfruttare il vento di bolina, anzi lo fa. I records di velocità li fanno proprio queste pale. Ho provato a calcolare la velocità che raggiunge l'estremità di una pala di alcuni generatori eolici (ognuno di 2 Mw) di una lunghezza di 40 mt. e questa è risultata sempre intorno ai 300 Km/h, ma ho letto anche di pale che si avvicinano alla velocità del suono. Non c'è niente da fare: per sfruttare il vento di bolina bisogna fare in modo da spostare tutta la massa (la pala di un'elica intorno al suo asse, un'intera barca a vela).
    Se volete la coppia e lo sfruttamento onnidirezionale del vento senza l'uso di banderuole, non c'è altro che il savonius e suoi derivati ai quali può essere associata la tua idea.
    Una cosa, però, non capisco, perchè la coppia di pannelli a 90° non la sostituisci con unico pannello piatto di plastica flessibile, llibera di ruotare di 90°, in modo da gonfiarsi in favore di vento e di assumere una posizione orizzontale in opposizione?
    Troppo semplice? Forse, ma, da quello che ho capito, mi è sembrato che tu cerchi la massima semplificazione.
    Ciao e scusa se sono stato banale.
    Caro curioso42, il piacere è reciproco, vorrei precisare intanto che io non sono l'autore di questa discussione, che ha avuto origine nel 2006, il quale sosteneva di aver realizzato un rotore eolico rivoluzionario, e quando qualcuno gli chiese di documentare la cosa, non avendo più risposta la discussione si arenò, ed è rimasta ferma per due o tre anni, qualcuno poi ha ripreso la discussione qualche mese fa, e poichè parlavano di pale mobili ho pensato di intervenire nella discussione mostrando un prototipo che realizzai nel 2005, che avevo ormai abbandonato, inquanto non trovai alcuna collaborazione per realizzarne un prototipo valido, il resto si è messo in moto da sè.
    Giustamente tu osservavi che la discussione si sta allontanando dall'idea di partenza, io personalmente non ho conoscienze relative
    alle barche a vela, ma può darsi che lo scambio di idee, possa innescare un processo intuitivo, a me piace ascoltare tutte le campane, non credi?
    Per quel che riguarda la comprensione del funzionamento, ingrandisci le immagini che ho postato, osservane le posizioni delle pale, e cerca di capire la direzione del vento, osservando il video, è difficile.
    Ti saluto
    Antonio

  9. #59
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    Quote Originariamente inviata da Akab25 Visualizza il messaggio
    Vorrei aggiungere un altra cosa , per me studiare un prototipo vuole dire studiare qualcosa che domani abbia un applicazione pratica e quindi pienamente funzionante quindi studiare i materiali la tecnologia e renderlo realizzabile in serie in modo conveniente. Non sono interessato a battibecchi ma a discussioni proficue e sapere da dove si parte e dove si vuole arrivare non a prendere una idea preconcetta e portarla avanti a tutti costi ma a analizzare le esperienze ed a essere pronti a modificarle per evoverle se non intuiro un atteggiamento simile come mi son unito a qesto progetto me ne vado non mi piace perdere tempo. Non mi piace perdere tempo a inventare l'acqua calda. Io per sviluppare i miei prototipi investo tempo e denaro e a una prima fase teorica faccio seguire una pratica dove si costruisce e si verifica ( tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare ).
    Caro Achab, lasciaci un po' speculare a vuoto; quando avremo cavato fuori qualcosa di valido ti verremo a chiamare perchè ci investa tempo e denaro.
    Per ora puoi dare un contributo gratuito alle nostre discussioni (bislacche, lo riconosco...)

  10. #60
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    Quote Originariamente inviata da Antonio Albergo Visualizza il messaggio
    ..... io personalmente non ho conoscienze relative
    alle barche a vela, ma può darsi che lo scambio di idee, possa innescare un processo intuitivo, a me piace ascoltare tutte le campane, non credi?
    .........
    Ciao Antonio, penso che il tuo (che è anche il mio) approccio sia giusto, scambiarsi idee ed opinioni per innescare un processo intuitivo, in pratica un brainstorming.
    Ho letto dichiarazioni sconcertanti sulle condizioni standardizzate in cui opererebbero le barche a vela...raramente mi è capitato di sentire cose più lontane dalla verità come questa, è vero semmai l'esatto contrario.

    Il primo modo per sfruttare "energeticamente" il vento da parte dell'uomo è stata la nautica, l'umanità ha quindi millenni di esperienza in riguardo, inizialmente empirica e successivamente tecnica e scientifica.
    Non saremmo quello che siamo oggi senza la nautica. Sino a una parte del secolo scorso (XX) la potenza di una nazione era determinata dalla grandezza della sua flotta e questa era principalmente mossa dal vento.

    Tornando al discorso principale, vorrei aiutare a capire alcuni principi di base su cui si basa la movimentazione a vela.
    In particolare il principio che ha rivoluzionato la marineria e che ha permesso lo sviluppo dell'umanità, ovvero il movimento in direzione contraria a quello del vento.

    Si può fare un semplicissimo esperimento sfruttando per comodità un fluido più denso (l'acqua) ed un semplice profilo alare disponibile in ogni casa (un cucchiaio).
    Se aperto il rubinetto poniamo la parte panciuta del cucchiaio sotto il flusso dell'acqua vedremo che il cucchiaio non viene affatto respinto, ma anzi risucchiato. Allego alcune foto.

    In pratica questo avviene perchè in un fluido quando aumenta la velocità diminuisce la pressione, quindi il profilo alare (vela) si trova con una faccia sottoposta ad una pressione e l'altra sottoposta ad una pressione diversa. Da qui una forza su un lato della vela che permette il movimento. (detta a soldoni) E' lo stesso principio che permette agli aerei di volare e non cadere.

    Il vento con cui lavora questo tipo di vela non è il vento reale ma quello apparente dato dalla somma tra quello reale e quello di velocità. E' per questo motivo che si riesce a superare la velocità del vento, in pratica si accelara lentamente e più la velocità del mezzo aumenta più il vento apparente aumenta e di conseguenza anche la forza che spinge il mezzo aumenta, è una reazione positiva che tende ad aumentare sempre la propria velocità e potenza. Ovviamente l'attrito viene a bilanciare questa reazione positiva essendo una forza opposta. L'aerodinamica ed il profilo alare hanno permesso a quella "auto" a vento di arrivare a oltre 200 km/ora con un vento di circa 60 km/ora

    Un trucco usato nella nautica, dove le avverse condizioni meteo sempre incostanti e il fatto di viaggiare tra due fluidi sempre in movimento tra loro crea le condizioni da cui fuggire velocemente o la necessità di raggiungere una meta il più velocemente possibile (...potere del denaro...!!), è quella di usare una vela di prua (davanti) in modo che il vento venga incanalato tra le 2 vele diminuendo gradualmente la sezione del "tubo" in cui scorre.
    Per l'effetto VENTURI l'aria scorrerà più velocemente man mano che la sezione diminuisce, e aumentando la velocità la pressione diminuisce.
    Questa soluzione aumenta di non poco il rendimento.
    Ovviamente nel caso di velieri e navi a più alberi la cosa si fà moooolto più complessa. Direi comunque che per i nostri esperimenti 2 vele sono + che sufficenti

    Di vele "principali" ne esistono vari tipi ne ho allegate alcune per esempio.

    Questo è "tutto". Ora non resta che divertirci a ragionare se e come questi principi ci possono aiutare a creare un qualcosa di nuovo e magari anche ben funzionate.
    Sarà dura, anzi durissima, ma è un bell'esercizio mentale.

    Ciao
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  11. #61
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    Tra l'altro non sottovalutate il fatto che spesso, le discussioni nei forum, sono oggetto di attenzione da parte di chi ha: disponibilità, uomini e mezzi, per sviluppare fisicamente un'idea, o un progetto carpito da chi lo ha proposto o discusso a lungo, senza poterlo mai realizzare, a parte il fai da te, quando è possibile.
    Meditate
    Saluti
    Antonio
    Ultima modifica di Antonio Albergo; 05-11-2009 a 19:15

  12. #62
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    Quote Originariamente inviata da stex1967 Visualizza il messaggio
    Ciao Antonio, penso che il tuo (che è anche il mio) approccio sia giusto, scambiarsi idee ed opinioni per innescare un processo intuitivo, in pratica un brainstorming.

    Ciao stex, vorrei fare una precisazione a riguardo, il principio su cui verte l'inversione delle pale del mio prototipo, è proprio la differenza di pressione che si crea sulla pala posteriore, che è abbassata, mentre quella frontale è sollevata, pertanto nel momento in cui l'asse orizzontale supera di pochi gradi l'angolo sinistro rispetto alle linee di flusso del vento, c'è un punto in cui si crea una depressione dietro la pala posteriore, che risucchia la pala verso l'alto, obbligando quella frontale (messa di taglio) ad abbassarsi, la quale entrando in pressione, contribuisce allo scambio.
    Una volta abbassata, riceverà una pressione entrante e uscente da sinistra, allo stesso tempo si creerà una depressione posteriore crescente, che raggiungerà la punta massima allorquando la pala sarà in posizione perpendicolare alle linee di flusso, naturalmente questo è anche il punto di massima pressione.
    Continuando la rotazione, quindi superando la perpendicolare della pala rispetto le linee di flusso, la pressione (che esce a destra), così come pure la depressione creatasi dietro la pala, cominceranno a decrescere, fino ad annullarsi al completamento dei 180°, in questo punto si ha pressione/depressione zero, superato il punto zero ricomincia il ciclo.
    Perdonami se non sono stato sufficientemente chiaro, certo ragionando con il rotore d'avanti, risulterebbe più semplice la comprensione, ma credo che con le tue conoscenze non ti sarà difficile.
    Ti saluto
    Antonio

  13. #63
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    Ciao Antonio, ho dato un'occhiata alle foto del tuo prototipo e ragionato su quello che hai scritto, penso di aver capito.
    Hai mai pensato di utilizzare per le pale del materiale tessile opportunamente steccato ?
    I vantaggi sarebbero che avresti delle pale più leggere e con una curvatura a tuo piacimento e "facilmente" regolabile. Inoltre la curvatura in una vela steccata cambia autonomamente in funzione della pressione.
    Cioè nel momento in cui la pala è perpendicolare al flusso d'aria la pala sarà concava da quella parte e convessa dall'altra, creando un profilo aerodinamico migliore per l'avanzamento della pala.
    Allo stesso modo quando andrà in inversione la pala, la steccatura farà sì che la curvatura sia dalla parte opposta...come nelle vele.
    Se poi si riuscisse a creare un'appendice da applicare alla faccia portante (quella spinta dal vento quando perpendicolare ad esso), sagomata in modo tale che una volta ruotata la pala in "inversione" crei un effetto venturi, tipo le vele di prua, secondo me potresti migliorare le prestazioni. Se regolate bene potresti avere delle pale che in "inversione" contribuiscono alla rotazione in maniera attiva.
    Mi sa però che si debba limitare il basculamento delle pale ad un valore inferiore ai 90°, in modo da creare il giusto presupposto per sfruttare al massimo le differenze di pressione.

    Sto ragionando su una soluzione ad asse verticale e pale orizzontali tessili, vi varò sapere.
    Ciao

  14. #64
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    Il secondo prototipo, quello quasi vero, prevedeva proprio quello che dici: la struttura delle pale in acciaio inox, con lame poste di taglio ovviamente, e abito di tela. La curvatura era contemplata anch'essa, ma ne modificava alcune parti costruttive, pensa che avevo anche progettato un sistema per la messa in sicurezza, che sganciava le pale oltre una certa velocità, e metteva il rotore fuori servizio, il tutto mai più realizzato.
    Stex volevo farti notare che, prima che tu intervenissi alla discussione, avevo visto in rete un aerogeneratore ad asse orizzontale, che aveva quattro vele simili a quelle da SkateWind, collocate sulla circonferenza di una croce al posto delle pale.
    Quando ai parlato di vele, ho fatto subito l'associazione a quell'aerogeneratore, purtroppo non ho preso l'URL, prova a fare una piccola ricerca, sicuramente ne capirai più di me.
    Ti saluto
    Antonio
    Ultima modifica di Antonio Albergo; 07-11-2009 a 19:52

  15. #65
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    Quote Originariamente inviata da Antonio Albergo Visualizza il messaggio
    Il secondo prototipo, quello quasi vero, prevedeva proprio quello che dici: la struttura delle pale in acciaio inox, con lame poste di taglio ovviamente, e abito di tela. La curvatura era contemplata anch'essa, ma ne modificava alcune parti costruttive, pensa che avevo anche progettato un sistema per la messa in sicurezza, che sganciava le pale oltre una certa velocità, e metteva il rotore fuori servizio, il tutto mai più realizzato.
    Stex volevo farti notare che, prima che tu intervenissi alla discussione, avevo visto in rete un aerogeneratore ad asse orizzontale, che aveva quattro vele simili a quelle da SkateWind, collocate sulla circonferenza di una croce al posto delle pale.
    Quando ai parlato di vele, ho fatto subito l'associazione a quell'aerogeneratore, purtroppo non ho preso l'URL, prova a fare una piccola ricerca, sicuramente ne capirai più di me.
    Ti saluto
    Antonio
    Grazie Antonio dell'info, farò una ricerca in rete.
    Beato te che hai tempo e mezzi per i prototipi...tanto di cappello e comlimenti. Io mi limiterò a modellini.
    Ci sentiamo.

  16. #66
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    Predefinito L'elicottero di Leonardo

    Un mio avo disegnò una macchina volante con una vela ad elicoide.
    Che ne dite di applicare il principio ad una VAWT?
    Lift + boundary effect.
    In sostanza circa una scala a chiocciola che ruota.
    Da farsi in polistirolo con una macchina da taglio CNC a filo caldo e da rivestire con una resina indurente.
    Tali macchine arrivano a diametri di 3mtX6mt di lunghezza, probabilmente per microeolico sino a 2-3Kw.
    Esteticamente sarebbero anche belle e non fischiano.
    Per l'alternatore, senza dubbi uno a magneti permamenti assiali.

  17. #67
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    Vedo che sono tutti molto concentrati sul problema di generare elettricità.
    Ma si dimentica il fatto che la turbina gira a velocità variabile col vento e quindi un alternatore darebbe una corrente di frequenza variabile.

    A me pare che sarebbe meglio usare una dinamo per produrre corrente continua, immagazzinarla in un parco batterie a tensione costante e poi al momento di prelevarla trasformarla con un invertitore in corrente alternata alla frequenza giusta e con un trasformatore alla tensione giusta (sarebbe più facile avere la tensione giusta partendo da una corrente continua a 12 o 24 volt).

    Mi viene però di chiedere: se accoppio una dinamo a un rotore che gira a velocità variabile, la tensione della corrente prodotta sarebbe costante o variabile ? E se è variabile si dovrà usare un regolatore di tensione per mandarla alle batterie, o non importa ?

  18. #68
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    Un mio avo disegnò una macchina volante con una vela ad elicoide.
    Che ne dite di applicare il principio ad una VAWT?
    Lift + boundary effect.
    In sostanza circa una scala a chiocciola che ruota.
    Da farsi in polistirolo con una macchina da taglio CNC a filo caldo e da rivestire con una resina indurente.
    Tali macchine arrivano a diametri di 3mtX6mt di lunghezza, probabilmente per microeolico sino a 2-3Kw.
    Esteticamente sarebbero anche belle e non fischiano.
    Per l'alternatore, senza dubbi uno a magneti permamenti assiali.
    Ciao Leonardon, se hai disegni o schizzi, postali.
    Ciao
    Antonio

  19. #69
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    Un mio avo disegnò una macchina volante con una vela ad elicoide.
    Che ne dite di applicare il principio ad una VAWT?
    Lift + boundary effect.
    In sostanza circa una scala a chiocciola che ruota.
    Insomma una coclea, come quella che si usa per produrre energia da una caduta d'acqua.
    Perchè no ? Ma la coclea dovrebbe essere sempre orientata verso il vento.
    Non so quanto renderebbe ma non mi pare che ci abbia mai pensato nessuno.

  20. #70
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    Insomma una coclea, come quella che si usa per produrre energia da una caduta d'acqua.
    Perchè no ? Ma la coclea dovrebbe essere sempre orientata verso il vento.
    Non so quanto renderebbe ma non mi pare che ci abbia mai pensato nessuno.
    Detto così è alquanto generico, se Leonardon posta anche uno scarabocchio, anche a memoria, lo si può osservare, e magari intuirne il principio.

  21. #71
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    Vedo che sono tutti molto concentrati sul problema di generare elettricità.
    Ma si dimentica il fatto che la turbina gira a velocità variabile col vento e quindi un alternatore darebbe una corrente di frequenza variabile.

    A me pare che sarebbe meglio usare una dinamo per produrre corrente continua, immagazzinarla in un parco batterie a tensione costante e poi al momento di prelevarla trasformarla con un invertitore in corrente alternata alla frequenza giusta e con un trasformatore alla tensione giusta (sarebbe più facile avere la tensione giusta partendo da una corrente continua a 12 o 24 volt).

    Mi viene però di chiedere: se accoppio una dinamo a un rotore che gira a velocità variabile, la tensione della corrente prodotta sarebbe costante o variabile ? E se è variabile si dovrà usare un regolatore di tensione per mandarla alle batterie, o non importa ?
    La dinamo produce una tensione proporzionale alla velocità, mentre in un alternatore varia solo la frequenza ma non il valore di picco dell'onda.
    Di solito nelle auto per ricaricare le batterie utilizzano un alternatore, raddrizzando la tensione con un ponte di diodi.
    Quindi direi che la soluzione potrebbe essere:
    Alternatore -> Batterie -> Inverter -> rete enel.

    Ora lavoro nel campo informatico ma ho lavorato oltre 10 anni nel campo elettronico.....sigh !!

    All'inizio degli anni '90 lavorai attivamente ad un prototipo di auto elettrica innovativa e tra le varie soluzioni (+ o - azzaccate) c'era l'utilizzo di SUPERCAPACITOR per l'immagazzinamento dell'energia (elettrica) in frenata e la successiva cessione in fase di ripartenza. In pratica il precursore del KERS oggi usato in formula 1.
    Penso potrebbero essere utilizzati al posto delle batterie...avendo tempi di carica bassissimi.
    E' vero anche che hanno (o almeno avevano) una resistenza interna altina, ma per essere utilizzati per ributtare energia in rete senza grossi picchi potrebbero andare bene....dipende molto da cosa gli si richiede.

  22. #72
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    Insomma una coclea, come quella che si usa per produrre energia da una caduta d'acqua.
    Perchè no ? Ma la coclea dovrebbe essere sempre orientata verso il vento.
    Non so quanto renderebbe ma non mi pare che ci abbia mai pensato nessuno.
    Quando parlavo di pale "orizzontali" simili a vele intendevo qualcosa di simile.
    In realtà stavo pensando a 4 sezioni di elicoide ripetute per l'intero giro dell'asse, inoltre dovrebbero essere accoppiate con altre sezioni di elicoide poste sopra alle prime ma sviluppate su un piano inclinato che ruota sullo stesso asse delle prime.

    E' un gran casino disegnare 'sta roba, ma prima o poi ci riusciro....spero
    Io per le "pale" pensavo sempre a materiale tessile steccato, questo permetterebbe di cambiare il passo dell'elicoide variando l'altezza tra il piano superiore e quello inferiore e ruotando uno di essi.
    L'asse di rotazione comunque sarebbe verticale.

    Non so se sono riuscito a farmi capire. E' un pò difficile così a parole.
    Ciao

  23. #73
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    Sai Stex, comincio ad intuire quello che vuoi realizzare, ma è necessario qualche schizzo, anche uno scarabocchio.
    Il supercapacitor, è un dispositivo interessante, che necessita un'approfondimento a parte.
    Nel frattempo forse ho trovato l'autore iniziale di questa discussione, che subito dopo è scomparso lasciando la discussione ferma per più di due anni.
    Nelle sue parole usa: turbina rivoluzionaria (titolo della discussione), e sfruttamento dei venti di bolina, ti ricorda qualcosa Stex???.
    Ora, che sia una bufala o no, è ancora presto per dirlo, vedremo di che si tratta, tu nel frattempo procedi per la tua strada.
    L'articolo e quì: HO INVENTATO LE PALE EOLICHE DEL FUTURO - Energia Eolica Domani
    A presto
    Antonio
    Ultima modifica di eroyka; 10-11-2009 a 14:24

  24. #74
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    Io per le "pale" pensavo sempre a materiale tessile steccato


    Ciao a tutti, sono in accordo con le vostre idee

    posto un disegnino che ho fatto l'anno scorso......pensavo che un deflettore tipo quello di stregatto riesca a far rendere anche la fase negativa.
    Immagini Allegate

  25. #75
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    Però non capisco da dove tira il vento nel primo disegno


 

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