CITAZIONE (eroyka @ 25/3/2005, 08:46)
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Innanzi tutto vorrei mettere in evidenza che oltre al prezzo sfalsato dei combustibili fossili che non tiene assolutamente conto dei costi sociali del danno ambientale e di salute, e che quindi è ampiamente sottostimato, i comb. fossili detengono il primato ASSSOLUTO in fatto di defiscalizzazione!! Gli incentivi per l'utilizzo del gasolio dati all'agricoltura ai trasporti e a tutta una serie di figure adottano i soldi delle NOSTRE tasse per ampliare e agevolare l'uso di combustibili mortali!
Se si finisse di incentivare i fossili e, pari pari, questi incentivi fossero applicati solo a combustibili ecologici, SENZA che lo stato debba mettere fuori una lira si invertirebbero gli equilibri fra gasolio (che aumenterebbe) e biodiesel (che diminuirebbe).
Questo già senza alcun investimento ma girando con razionalità i nostri soldi."
MMM...allora ignoro qualcosa di grosso su come il fisco fisco agisce sui carburanti.
Che tipo di incentivo riceviamo dallo stato se esso tra tasse ed accise è responsabile del 70% del prezzo del gasolio/benzina alla pompa?!
Per quello che riguarda l'agricoltura, la defiscalizzazione del gasolio ad uso agricolo è solo uno dei modi per sovvenzionare il mondo dell'agricoltura (altri sono: iva ribassata su tutti gli acquisti, contributi sulla produzione, ecc.).
Anzi, la quota di carburante a cui noi agricoltori abbiamo diritto annualmente è predeterminata in base agli ettari coltivati e rigidamente controllata.
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Anche questo è un dato altamente falsato e che indica una visione iper ristretta della cosa. Infatti in questo caso viene preso in considerazione solo il biodiesel e solo per una quota di terreni veramente minimale.
Dovete considerare che oltre al biodiesel esiste il bioetanolo che oltre che dacolture dedicate si può ricavare da TUTTI gli scarti ed eccedenze agricole! Se organizzato un recupero razionale di queste fonti rinnovabbili la quantità di alcool ricavabile è veramente notevole oltre ad eliminare problemi di smaltimento e a ridurre drasticamente lo schifoso vizio di gran parte dei contadini di bruciare a cielo aperto enormi quantità di biomassa sprecando risorse e immettendo fumi e CO2 gratuitamente nell'aria...."
Devo dire che almeno quì da noi nessuno brucia assolutamente nulla. Tutta la biomassa che viene prodotta dalle coltivazioni o è utilizzata negli allevamenti di bestiame oppure viene lasciata sul terreno perchè funga da fertilizzante
naturale.E nonostante questo mi vengono i brividi quando penso alle montagne di fertilizzante(che per buona parte finisce nei corsi d'acqua) che dobbiamo riversare nel terreno ogni stagione.
Non so a che scarti tu ti riferisca.
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Infine, se è vero che in italia di terreni da destinare a colture energetiche non sono enormi (anche se ce n'è tanti... veramente tanti), siamo in europa o no? Ebbene ci sono paesi che di spazi per questa agricoltura ne hanno in estrema abbondanza (vedi quelli dell'est) e senza togliere nulla al cibo si potrebbe arrivare a produrre un 20% del fabbisogno di combustibili. ."
Se leggi il mio post riguardo la conferenza tenutasi il 18 scorso a Padova trovi dati(relativi agli USA) molto diversi.
Pare che lo sfruttamento della cellulosa da biomassa sia una buona speranza ma ancora lontana da raggiungere.
Tra le altre cose mi sono sempre domandato cosa diavolo apettiamo a dotare ogni città italiana di uno o più termovalorizzatori sull'esempio di brescia di cui si dice produca il 30% di fabbisogno energetico della città.
Oltretutto dovrebbe essere un'attività redditizia per un imprenditore se è vero che i tedeschi si facevano pagare
a peso d'oro per bruciare le immondizie dei napoletani!
Poi penso che dentro questi bussolotti ci potemmo buttare di tutto, biomasse comprese no?
Bisognerebbe fare una raccolta firme per questo.(che firmerebbero in pochi perchè per l'italiano ignorante medio
inceneritore=inquinamento)
ciao