
Originariamente inviata da
gigi0000
Sono sparito per troppo tempo e me ne rammarico, ma ho veramente avuto un periodo particolarmente oneroso, a cui non escludo ne possano seguire altri.
Approfitto di un momento di pausa, per aggiungere qualche piccola tessera al mosaico, tentando contemporaneamente di rispondere, almeno in parte, anche agli amici che mi hanno contattato privatamente e che ringrazio per la loro disponibilità.
Il progetto iniziale potrebbe trovare effettivamente sbocco nella cooperazione con altre iniziative analoghe "L'unione fa la forza" con la sola eccezione, a parer mio, di poter essere relegati alla sola funzione di finanziatori, senza alcuna facoltà decisionale.
A mio avviso, sarebbe più profiqua una forma cooperativa più "casereccia", ove tutti potrebbero essere membri attivi, nei limiti delle proprie capacità e possibilità, auspicabilmente in collaborazione con omologhi del luogo, per non affrontare troppi problemi nella fase iniziale.
Circa i finanziamenti, effettivamente, non sono sempre da tener in considerazione le "sparate" propagandistiche degli enti erogatori, ma vi sono anche altre possibilità concrete offerte da ineccepibili banche locali.
La scorsa settimana, a Milano, ho partecipato ad una riunione dei Consoli di 4 Nazioni dell'Africa Australe, che aveva per tema il comune intento di attrarre ed agevolare gli investimenti dei giovani imprenditori italiani. Sono previsti all'uopo una serie di convegni congiunti presso le Camere di Commercio di tutta Italia, cominciando dalla Lombardia ed a partire dal prossimo mese.
Queste assise saranno molto snelle, non costituite da lunghe e barbose esposizioni dei relatori e invece prettamente orientate alla specifica informazione ed alle risposte alle domande degli astanti. Vi relazionerò in merito.
I Paesi di cui si tratta - i più affidabili sul piano politico, economico e della credibilità internazionale - ricoprono tutta la gamma di condizioni climatiche ed ambientali, cha vanno dal temperato, all'equatoriale, dal marino al montano, dall'arido alla foresta pluviale, ecc. si adattano quindi a qualsiasi coltivazione di oleaginose.
Con questo mi permetto di non essere così favorevole alla Jatropha: non sono un esperto e mi affido a ciò che ho letto in proposito, ma temo che non sia la coltura più interessante, ma semplicemente da sfruttare in presenza di manodopera sottopagata.
Anche in altre discussioni di questo forum vi sono parecchie critiche in proposito che coincidono con le mie perplessità, affermando che la resa in prodotto sia proporzionale alla disponibilità d'acqua, mentre quella economica, come detto, sia funzione del costo del lavoro, divenendo sconveniente al verificarsi di minime variazioni salariali, ovvero laddove la coltivazione dovesse avvenire fuori da terreni accidentati, poichè in campi piani e accessibili dalle macchine, sarebbero più vantaggiose altre coltivazioni che potrebbero dare due o più raccolti l'anno.
In queste pagine, seppur momentaneamente formate da uno sparuto gruppetto di partecipanti, abbiamo già qualche interessato all'investimento (piccole cifre: 10/20.000 Euro), un chimico di grande esperienza, anche pratica,del settore specifico, ci mancherebbe un agronomo e qualche altra persona che credesse nell'iniziativa, per poter cominciare seriamente a pensare al progetto concreto.
Chi ha voglia di contattare i propositori iniziali?
Chi ha voglia di divulgare l'iniziativa tra amici, conoscenti ed in altri settori del forum?
Chi ha voglia di puntualizzare l'idea di Ameth e quella di Maurizio Benin?
Chi ha voglia ...?
Saluti.