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Discussione: biodiesel dalle alghe

  1. #61
    Seguace

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    Bryanx.. che metodo propone abiss per l'estrazione dell'olio?
    Anche il metodo che avevo proposto io non mi sembra male..
    Vi interessano ulteriori informazioni tecnico/scientifiche sul biodiesel?

    Clicca [qui]

  2. #62
    Appassionato/a

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    abiss ha detto di metterle a decantare in frigorifero...
    a temperatura ambiente nn ci sono riuscito... forse mettendole in frigorifero avremo la risposta...!

    cmq correggimi se sbaglio!
    Benzina?!? No grazie!! Il mio go-kart beve solo alcool etilico!!!Venitemi a trovare su http://sebes.altervista.org/blog ne vedrete delle belle!!!

  3. #63
    Seguace

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    Ah no.. io parlavo dell'estrazione dell'olio dalle alghe.. non per concentrare le alghe dall'acqua di coltura..
    Vi interessano ulteriori informazioni tecnico/scientifiche sul biodiesel?

    Clicca [qui]

  4. #64
    Novizio/a

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    Ciao Bryanx, complimenti per l'impresa davvero interessante.....volevo proporti due metodi per estrarre le alghe:

    1- copri il recipente e togli ogni nutrimento per qualche giorno; (credo che la decantazione possa avvenire solo se le alghe non siano più vive)

    2- metti del flocculante nel recipinete (lo trovi a buon mercato nei negozi, lo si usa per purificare l'acqua delle piscine, in alternativa ne puoi fare uno con elettrolisi dell'acqua con un pezzo di alluminio dentro) in questo modo tutte le alghe si depositeranno sul fondo

    spero di esserti stato utile!! ciao

  5. #65
    Appassionato/a

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    Mi scuso con tutti quelli che mi avevano chiesto del Botriococcus per fere le prove e non gle l'ho spedito. Purtroppo dopo aver investito 115 euro in un microscopio ho scoperto che il mi si è completamente contaminato con altre specie, di tutte le misure e tipi. Ne ho due provette in freezer e original con cui riavviare la coltura, ma ci metterò un po'. Nel frattempo ho comprato del naannocloropsis e della chlorella, per coltura in acqua salata. Dovrebbero, a quanto si dice, avere molti meno problemi di contaminazione. E' che mia moglie mi ha fatto togliere i fotobioreattori dal salotto, e in giadino è sempre o troppo caldo o troppo freddo!

  6. #66
    Appassionato/a

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    Per Bryanx e per il suo digestore però consiglierei di iniziare con una coltura di Spirulina.

    E' un alga filiforme, che raccogli con un retino. Ha uno sviluppo molto veloce e, vivendo in un ambiente con PH di 8/9 è difficile che si contamini.
    La composizione è :
    Proteine 50%
    Grassi 16%
    Carboidrati 8%
    Non va bene per il biodisel ma per il biogas si.
    Inoltre trovi su internet molte notizie per la coltivazione.

  7. #67
    Appassionato/a

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    Leggevo proprio ora dal sito della Bioking, (azienda che in joint venture con una compagnia aerea è stata incaricata di produrre biodiesel da alghe per mandare avanti costantemente due aerei) che la produzione da loro ottenuta si attesta sulle 120 tonnellate di OLIO di alga per Ha per anno.

    Il risultato è sicuramente strabiliante, nessuna altra coltivazione riesce ad ottenere 120 MT di OLIO per ettaro, tuttavia ciò che mi lascia perplesso è il fatto che loro le coltivano in un reattore, e sinceramente non oso neanche immaginare il costo di un reattore grande un ettaro ettaro, e quindi il relativo periodo di ammortamento, recupero, ecc.

    Non sò, forse la ho interpretata male io, forse le alghe scorrono nei tubi del reattore, e basta un reattore più piccolo per simulare questo ettaro, vostre opinioni al riguardo della reale grandezza che occorre del reattore per avere quella produzione ?

    questa è una foto che propongono del loro reattore:


    Certo, dal punto di vista etico, le alghe sarebbero il top, consumano co2 ed emettono o2, cosa si può volere di più.

    Saluti

  8. #68
    Appassionato/a

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    scusa riesci a venderla la Spirulina come biogas ?

  9. #69
    Appassionato/a

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    Ho fatto qualche studio esplorativo sull'argomento.
    Diciamo che, a differenza delle altre colture, il vantaggio delle microalghe è che i photobioreattori di nuova generazione (chiusi, tubolari) fanno si che la produzione teorica massima ottenibile, diventi da teorica a pratica.
    Questo grazie ai controlli computerizzati di temperatura, nutrienti (nitrati, CO2, altro), al mantenimento dell'ossigenazione (rimuovendo l'O2 in eccesso), al movimento continuo ecc. Tutto ciò fà si che si riesca ad ottenere una duplicazione dell'alga anche ogni 12 ore (questo dato poi varia da alga ad alga).
    Và anche detto che non è tutto oro quel che luccica, perchè, se consideriamo una coltivazione di alghe indipendente, quindi scollegata da altri processi produttivi, i costi per la massimizzazione della produzione possono incidere decisamente sulla redditività. Questo deriva da diversi fattori:
    - in un ambiente normale la CO2 presente non è neanche lontanamente vicina a quella necessaria per ottenere la produzione massimizzata, per ogni tonnellata di alga asciutta serve quindi approvvigionarsi di circa 2881 kg di CO2.
    - le alghe generalmente massimizzano la loro crescita tra i 24° e i 28° (cambia da alga ad alga), quindi in alcuni momenti dell'anno servirà energia termica ed in altri potere refrigerante.
    - per la solita tonnellata di alga asciutta servono circa 81 kg di "nitrogen" (non sò se voglia dire nitrato o nitrossido, chiedo venia) e 11 kg di fosforo.

    Ai più ormai la situazione inizierà ad apparire chiara, ovvero, la redditività della coltivazione di microalghe, come attività indipendente, è veramente difficile da quantificare; appare invece perfetta come attività con legame di dipendenza (e di vicinanza) ad un impianto elettrico di cogenerazione con motore endotermico. L'impianto di cogenerazione emette grandi quantità di CO2 utilizzabili nel photobioreattore, emette molta energia termica (e se non sbaglio anche potere refrigerante) che a volte si fà fatica a sfruttare, mentre per le microalghe sarebbe l'ideale. In questo modo si potrebbero utilizzare le alghe anche al fine ambientale di ridurre le emissioni di CO2 nell'atmosfera dell'impianto.
    Per i nitrati e il fosforo, non conosco i prezzi di mercato, quindi non sò quanto possano incidere 81 kg di nitrogen e 11 di fosforo sulla produzione di 1 Ton di alga asciutta, se li conoscete scriveteli pure.

    Detto ciò, cercando tra le varie soluzioni industriali turnkey, dalle quali magari partire per tentare di replicarle in una sperimentazione o, perchè no, prenderli in leasing, non è che ci sia l'imbarazzo della scelta, tutt'altro. L'unica soluzione sembrano essere i reattori algaelink, marchio della bioking, Home Page . Dichiarano una produzione per ettaro (essi, proprio un ettaro di tubi, mica roba da scherzarci) fino a 130 Ton di Olio per anno, più una grande quantità di "Algae Cake", il prodotto secondario che si ottinere dalla pressatura delle alghe, che sembra sia alta di proteine e nutrienti, quindi un prodotto valutabile.
    Ho contattato la AlgaeLink 48 ore fà ma non ho ancora ottenuto risposta, qualcuno è stato più fortunato di me nell'entrare in contatto con questa azienda ?

    Con i Migliori Saluti

  10. #70
    Amministratore

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    la produzione da loro ottenuta si attesta sulle 120 tonnellate di OLIO di alga per Ha per anno.
    Ciao,
    mi spiace contraddirti ma quei valori sono IMPOSSIBILI qui sulla terra. Diminuiscili almeno di un valore 10.

    Inoltre considera che qualsiasi cosa aggiungi per la produzione delle alghe che non sia di derivazione solare diminuisce l'EROEI dell'olio ottenuto.

    Le alghe sono il miglior sistema per produrre olio ma non bisogna sparare fregnacce (ovviamente non ce l'ho con te ma con chi spaccia questi valori).

    Ciao
    Roy
    Comprogreen.it: soluzioni di alta ecologia che supportano il forum. Acquista in piena sicurezza!
    Essere realisti e fare l'impossibile

  11. #71
    Appassionato/a

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    Impianto algaelink:
    come si fa ad estrarre le alghe? quanto costa un ettaro di tubi? che resa ha?

    Se permettete, visto che ho un pò di tempo, vorrei fare un riassunto delle varie notizie su questo impianto, la maggior parte delle quali deriva proprio dai siti della stessa algaelink o dai siti dei suoi distributori per l'estremo oriente (che si sbilanciano un pò di più).
    Dunque, cominciamo:

    intanto che io sappia vendono 2 tipi di impianto, uno da 480 metri lineari di tubi ed uno da 2000 metri. In aggiunta c'è anche un mini impianto per effettuare le prove iniziali.

    Singolo Impianto da 480 metri : occupazione di suolo 300 mq.
    Volume utile esposto alla luce 23,5 mc, resa al mc da 0,7 a 3,5 Kg/mc al giorno (dipende da ceppo, luce, calore), produzione di alghe da 16 a 83 Kg al giorno, cioè da 6.000 a 30.000 kg all'anno. Prezzo: 144.000 Euro

    Singolo Impianto da 2.000 metri : occupazione di suolo 1.200 mq.
    Volume utile esposto alla luce 98,1 mc, resa al mc da 0,7 a 3,5 Kg/mc al giorno, produzione di alghe da 69 a 343 Kg al giorno, cioè da 25.000 a 125.000 kg all'anno. Prezzo: 194.000 Euro

    Riempire un ettaro di terreno con impianti da 480 metri: costo circa 4.752.000 Euro (33 impianti)
    Riempire un ettaro di terreno con impianti da 2000 metri: costo circa 1.552.000 Euro (8 impianti)

    Se moltiplichiamo algebricamente le cifre, otteniamo che un ettaro (sempre secondo loro) produrrebbe da 200 ton a 1.000 ton di alghe all'anno.

    Costo del piccolo impiantino di test per valutare i ceppi migliori, con 6 mesi di supporto tecnico: circa 69.000 Euro (a maggio 2008, gli altri prezzi sono attuali)

    Tutti questi prezzi comprendono l'impianto di estrazione, centrifugazione e asciugatura della pasta di alghe, ma non l'impianto di estrazione dell'olio.

    Consumi:

    impianto 480 metri:
    NO3 al giorno 3,15 litri
    PO4 al giorno 1,55 litri
    Vitamina B al mese 46,5 gr
    Vitamina B12 al mese 0-2325 gr
    CO² al mese 166 kg
    Sale al litro di acqua 35 gr
    Consumo elettrico 3 - 4 Kw/h

    impianto 2000 metri:
    NO3 al giorno 12,6 litri
    PO4 al giorno 6,2 litri
    Vitamina B al mese 186 gr
    Vitamina B12 al mese 0-93 gr
    CO² al mese 664 kg
    Sale al litro di acqua 35 gr
    Consumo elettrico 12 - 16 Kw/h

    Un'ultima cosa: per l'estrazione delle alghe usano un flocculante.
    Ciao!
    Ultima modifica di gilgamesh; 05-10-2008 a 23:50 Motivo: grafico rifatto

  12. #72
    renatore
    Ospite

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    Quote Originariamente inviata da marcoghiandai Visualizza il messaggio
    ...tre vasche ...solo in una di esse si verificava una straordinaria proliferazione di alghe,erano come piccole foglioline verde pisello ... Marco
    Ciao,
    forse non si trattava di alghe ma di una pianta che si chiama Lenticchia d'acqua ( Lemna minor ? ).

    Buon lavoro da Renatore

  13. #73
    Appassionato/a

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    Mi spiace contraddirti ma dai preventivi che ho ricevuto io da Algaelink l'impianto di centrifugazione e asciugatura della pasta di alghe non è incluso proprio per nulla, ed una centrifuga in grado di processare la quantità di acqua di un ettaro di coltivazione costa più di 500.000 euro, e non oso neanche immaginare che mostro sia (150000 litri l'ora di prodotto da separare, quindi dovrebbe avere un flusso teorico di almeno 200000).

    Dire poi che per riempire un ettaro servono 8 impianti da 194000 euro per un totale di 1.552.000 euro mi sembra ... meglio astenersi dal dire ciò che sembra, mai sentito nominare le economie di scala?

    L'uso del flocculante chimico, per'altro solo nominato con la vaga frase "Alcuni dei nostri clienti usano ecc ecc" (vorrei proprio sapere quali clienti) riduce sicuramente il carico della centrifuga, tuttavia preclude la possibilità di riciclare i 3 milioni di litri di acqua giornalieri (produzione 1 ton olio al giorno) utilizzati, eppoi anche il far flocculare 3 milioni di litri d'acqua la vedo un pò tragica.

    Quote Originariamente inviata da eroyka
    Ciao,
    mi spiace contraddirti ma quei valori sono IMPOSSIBILI qui sulla terra. Diminuiscili almeno di un valore 10.

    Inoltre considera che qualsiasi cosa aggiungi per la produzione delle alghe che non sia di derivazione solare diminuisce l'EROEI dell'olio ottenuto.

    Le alghe sono il miglior sistema per produrre olio ma non bisogna sparare fregnacce (ovviamente non ce l'ho con te ma con chi spaccia questi valori).

    Ciao
    Roy
    Purtroppo mi vedo costretto a contestare integralmente il tuo intervento.
    In base alla duplicazione della Chlorella teorica in condizioni ottimali (3,3 volte al giorno), in base al contenuto di olio della Chlorella (40%+), in condizioni ottimali devo contraddirti perchè quei valori massimi teorici li sottoscrivo tutta la vita, ed anzi li ho anche sottostimati.

    Purtroppo devo anche contraddirti sulla seconda parte del tuo intervento, in base ai costi di separazione delle microalghe, al volume di acqua da trattare ad una concentrazione standard dello 0,1% di Chlorella nell'acqua, ai rischi di contaminazione, le microalghe sono attualmente il PEGGIOR modo di produrre olio; non starebbe in piedi neanche se avessimo la mistura alga+acqua allo 0,1% a costo zero, solo da centrifugare e pressare, e così non è.

    Con i Migliori Saluti

  14. #74
    Appassionato/a

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    Quote Originariamente inviata da TheSandman Visualizza il messaggio
    Mi spiace contraddirti ma dai preventivi che ho ricevuto io da Algaelink l'impianto di centrifugazione e asciugatura della pasta di alghe non è incluso proprio per nulla, ed una centrifuga in grado di processare la quantità di acqua di un ettaro di coltivazione costa più di 500.000 euro, e non oso neanche immaginare che mostro sia (150000 litri l'ora di prodotto da separare, quindi dovrebbe avere un flusso teorico di almeno 200000).

    Dire poi che per riempire un ettaro servono 8 impianti da 194000 euro per un totale di 1.552.000 euro mi sembra ... meglio astenersi dal dire ciò che sembra, mai sentito nominare le economie di scala?

    L'uso del flocculante chimico, per'altro solo nominato con la vaga frase "Alcuni dei nostri clienti usano ecc ecc" (vorrei proprio sapere quali clienti) riduce sicuramente il carico della centrifuga, tuttavia preclude la possibilità di riciclare i 3 milioni di litri di acqua giornalieri (produzione 1 ton olio al giorno) utilizzati, eppoi anche il far flocculare 3 milioni di litri d'acqua la vedo un pò tragica.
    Caro Sandman,
    Senza offesa, credo che tu ti sia proprio fissato col dover per forza centrifugare tutto il liquido del bioreattore.
    Se così fosse i tuoi dati ti darebbero senz'altro ragione, ma permettimi di farti presente che se l'algaelink vende i suoi impianti (dice lei che li sta vendendo) questo problema l'ha sicuramente aggirato.
    Personalmente ho notato che gli impianti algaelink sono dotati di un filtro in linea, che unito al loro sistema "esclusivo" di pulizia dei tubi permette di ottenere un filtrato di alghe non dico asciutto, ma sicuramente concentrato.
    Lo puoi vedere su questo video:
    YouTube - AlgaeLink® Photo-Bioreactors

    Anche il MIT ha sviluppato un filtro simile, come si vede in questo filmato:
    YouTube - MIT Algae Photobioreactor

    quindi penso che mi sia lecito pensare che le alghe posano essere filtrate, in qualche modo. L'uso dei flocculanti, specie per la algaelink, lo do per certo perchè in un loro documento tecnico lo avevo visto specificato senza ombra di dubbio, ma ora non mi ricordo dove l'avevo trovato... scusami ma i bioreattori di alghe stand-alone per la produzione di biodiesel li ho scartati dai miei pensieri, pur rimanendo come complemento in impianti diversi, dove si ha a disposizione una discreta fonte di CO2 da utilizzare.

    Riguardo le dimensioni e i costi degli impianti, i dati che ho riportato sono tutti tratti da dati ufficiali della algaelink, in parte visionabili sulla loro pagina
    AlgaeLink | Commercial cultivation plants

    Per i costi ho solo fatto una moltiplicazione secca, certo che se ordini 8 impianti puoi strappare qualche sconticino! Resta comunque il fatto che per ogni "lunghezza" di tubi devi accorpargli il relativo macchinario di gestione, sia per esigenze di manutenzione sia per "spezzare" il rischio di epidemie o guasti assassini. Magari potresti usare un unico contenitore per le sostanze nutrienti o per il flocculante, ma si parla di piccole economie.

    Se vuoi spendere di meno mi sembra che il distributore indiano faccia prezzi più bassi, ecco la sua pagina di presentazione:
    Jeruz Algaelink Photo Bio-Reactor

    Tra l'altro qui si vede nello schema dell'impianto il filtro per la separazione delle alghe, e si cita la centrifuga alfa laval serie px come ottima per la successiva centrifugazione.

    Comunque io resto ancora dell'idea che la soluzione migliore è quella, ancora non sviluppata il larga scala, degli ultrasuoni per la separazione immediata dell'olio, senza stare a centrifugare, essicare e a spremere le povere alghette. Mi sembra che basterebbero ultrasuoni, disoleatore e decantatore.
    A questo proposito allego due video, il primo riguarda una prova di estrazione di olio dalle alghe in una soluzione alcolica:
    YouTube - Algae Oil Extraction in a Water Alcohol Mix
    questo invece il dispositivo della LG in cui pubblicizano la rottura delle membrane delle alghe:
    YouTube - Ultrasonic algae control
    Ok, questo è tutto, ora torno al lavoro. Mi preme comunque ribadire il mio punto di vista: se non si ha un tubo in arrivo pieno di CO2 da convertire, i bioreattori di alghe li lascio proprio stare. i numeri non mi tornano.
    Saluti!!
    Gu.

  15. #75
    Appassionato/a

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    Bè, visto che c'è il filtro magico... contenti tutti, e io fissato.

    A me sembra di aver citato l'unico medoto valido per processare 3 milioni di litri di acqua giornalieri (quantità di harvesting stimata per una produzione di 1 ton di olio al giorno) e poi riciclare l'acqua.

    Sarà ma dai documenti e dal preventivo che ho ricevuto io da algaelink non viene citato nessun filtro magico, solo una harvesting pump, ovvero una pompa che preleva la mistura di alga acqua per poi farci quello che più piace (flocculazione, centrifugazione e pressatura sono i loro consigli) il loro photobioreattore serve per la crescita, il resto del processo danno solo dei "consigli" (la flocculazione, il dryer, la centrifuga, la pressa, ecc).

    Per quanto riguarda gli impianti che vendono... dubito ne sia stato già venduto qualcuno, solo un pazzo acquisterebbe un impianto per produrre un qualcosa, quando poi ci sono così tante incognite sul cosa farci con quel qualcosa; questo fà tornare al discorso precedente, sono impianti per la crescita delle alghe in mistura dello 0,1%, poi il resto al momento non ci è dato saperlo (aziende che hanno ricevuto decine di milioni di dollari per studiare l'argomento hanno issato bandiera bianca su questa incognita)

    Per ciò che concerne la separazione dell'olio con gli ultrasuoni e poi decantazione...
    processiamo ad ultrasuoni 3 milioni di litri di acqua al giorno e poi li decantiamo?

    Il video del Mit è un video di un prototipo di impianto per la crescita, e non mi sembra evidenzi un sistema di separazione alga dall'acqua.

    Ognuno è libero di dire ciò vuole in democrazia, ma prima di dare del fissato ad una persona che ha esposto l'unico modo reale di processare una piccola produzione di alghe, e poi riciclare l'acqua, sarebbe almeno ottimale citare un metodo altrettanto valido e comprovato, insomma, qualcosa più di un "per me la possibilità di filtrare esiste".

    Con i Migliori Saluti

  16. #76
    Appassionato/a

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    Quote Originariamente inviata da TheSandman Visualizza il messaggio
    Ognuno è libero di dire ciò vuole in democrazia, ma prima di dare del fissato ad una persona che ha esposto l'unico modo reale di processare una piccola produzione di alghe, e poi riciclare l'acqua, sarebbe almeno ottimale citare un metodo altrettanto valido e comprovato, insomma, qualcosa più di un "per me la possibilità di filtrare esiste".
    Con i Migliori Saluti
    Chiedo venia per il "fissato", non voleva essere offensivo ma solo una scherzosa constatazione di come ritrovo in tanti 3D sempre questi tuoi dati di milioni di litri d'acqua da centrifugare.
    Non metto in dubbio che i tuoi dati siano sbagliati, anzi. Per centrifugare quelle quantità d'acqua bisogna avere davvero le alghe nel cervello.
    Degli ultrasuoni si sa solo che dovrebbero funzionare, ma ripeto non ho ancora visto un impianto che li implementi se non quelli di transesterificazione dove sembra accelerino molto la reazione. Che la algaelink venda i suoi impianti ribadisco che lo dicono loro, basta andare sui loro comunicati stampa, nei quali per inciso dicono che li hanno venduti ma che entreranno in funzione a fine 2008. sorridiamoci sopra.
    e riguardo al filtro mi unisco al tuo sarcasmo sul famoso "filtro magico": mostrano nei video (anche in quello del MIT, all'incirca a metà video) che riescono a separare le alghe dall'acqua con un filtro addirittura grossolano, quando fisicamente viste le dimensioni delle alghe viene davvero da chiedersi quale bacchetta magica abbiano usato per costruire quel filtro.
    Non vorrei essere preso per un fissato sostenitore dei bioreattori per alghe, ormai non credo più neanche alla befana.

    Mi dici di citare un metodo alternativo valido per la separazione delle alghe: non ce l'ho. I miei link volevano essere solo uno spunto di discussione per capire se c'era qualche speranza per questi bioreattori, uno spunto per parlare assieme di questa tecnologia e del suo ipotetico futuro. Personalmente sono ormai convinto che al momento non esistono numeri validi per prendere in considerazione un impianto del genere, ma vista la bellezza e il fascino falsamente promettente di quei bei tubi verdi merita cercare una qualche possibilità per il futuro.
    Si, il fascino dei bei tubi verdi uguale al fascino della gallina delle uova d'oro... ecco, diciamoci la verità.
    Allegri Saluti!
    Gu.

  17. #77
    Appassionato/a

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    ciao.

    Forse sono stato un pò precipitoso a prendermela psuer il "fissato" e devo ammettere che anche io ho subito tempo addietro il fascino dei "tubi verdi", salvo poi rendermi conto che da quando ero bambino e avevo la mia piscinetta in acciato di 4 metri x 4, il problema era sempre stato quello di ammazzarle le alghe, non di farle crescere e che una vasca (di profondità adeguata, dai 25 ai 30 cm per permettere il massimo irradiamento solare) stava ai livelli del photobioreattore, e che purtroppo i problemi erano altri.
    Comunque, ora faccio questo esperimento, contatto un pò di aziende che hanno postato richieste di fornitura di spirulina e chlorella e vedo che quantità necessitano, per capire meglio il mercato; Come ho già esposto in altri thread i prezzi di mercato che ho snasato (5$ kg medio per la spirulina pura) potrebbero stare far stare in ampia economicità la produzione di alga asciutta anche col mostro centrifugante. Purtroppo dimentichiamoci il prodotto energetico, per quello mi piace di più il giacinto, che ora vedrò di studiare un pò.
    (ma è una pianta che mette le radici in terra? quale sarebbe il suo ambiente ideale di coltura controllata, a che temperatura muore? rispondi magari sul suo thread dedicato)

    Vi allego un link dove trovare video di una produzione artigianale di spirulina.
    SpirulinaSource.com | Spirulina Movies
    Saluti

  18. #78
    Seguace

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    Quote Originariamente inviata da gilgamesh Visualizza il messaggio
    Degli ultrasuoni si sa solo che dovrebbero funzionare, ma ripeto non ho ancora visto un impianto che li implementi se non quelli di transesterificazione dove sembra accelerino molto la reazione.
    Basta fare una ricerca semplicissima "cavitation reactor" cerca immagini

    Funziona anche per l'estrazione dell'olio dalle alghe, ho personalmente fatto dei test e a seguito è diventato un sistema industriale che oggi viene commercializzato (senza troppe pubblicità).

    Il sistema è molto semplice, si utilizza un idrociclone che separa l'acqua dalle alghe (l'acqua viene riutilizzata senza problemi), rimane circa un 30-40% di acqua, più che sufficiente per poter inserire questa pappa (abbastanza liquida) in un "reattore di cavitazione meccanico" alias pompa idrosonica alias caldaia idrosonica...

    Si comincia ad estrarre la miscela in continuo quando raggiunge e supera la temperatura di 85°C, per semplice decantazione si separa l'acqua dall'olio e dal residuo (non secco), il residuo poi viene ulteriormente spremuto con una semplice pressa e a seguito ulteriore decantazione (c'è ancora un 10% circa di acqua).

    Quindi non sono gli ultrasuoni ad estrarre l'olio dalle alghe ma il fenomeno prodotto dagli stessi e cioè la cavitazione!!!

    Qualcuno vuole un po di olio da alghe???

  19. #79
    Appassionato/a

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    Quote Originariamente inviata da Armando de Para Visualizza il messaggio
    Basta fare una ricerca semplicissima "cavitation reactor" cerca immagini

    Funziona anche per l'estrazione dell'olio dalle alghe, ho personalmente fatto dei test e a seguito è diventato un sistema industriale che oggi viene commercializzato (senza troppe pubblicità).

    Il sistema è molto semplice, si utilizza un idrociclone che separa l'acqua dalle alghe (l'acqua viene riutilizzata senza problemi), rimane circa un 30-40% di acqua, più che sufficiente per poter inserire questa pappa (abbastanza liquida) in un "reattore di cavitazione meccanico" alias pompa idrosonica alias caldaia idrosonica...

    Si comincia ad estrarre la miscela in continuo quando raggiunge e supera la temperatura di 85°C, per semplice decantazione si separa l'acqua dall'olio e dal residuo (non secco), il residuo poi viene ulteriormente spremuto con una semplice pressa e a seguito ulteriore decantazione (c'è ancora un 10% circa di acqua).

    Quindi non sono gli ultrasuoni ad estrarre l'olio dalle alghe ma il fenomeno prodotto dagli stessi e cioè la cavitazione!!!

    Qualcuno vuole un po di olio da alghe???
    Perdonami, ma è una presa in giro ?
    Serve una centrifuga e serve una pressa.
    Con queste due cose già estraggo l'olio... ed è un processo antieconomico.
    Tu vuoi aggiungere un ulteriore passaggio industriale (o meglio due, cavitazione e decantazione) e stare in economia?
    Che poi a questo punto, visto che devo comunque centrifugare sempre i famosi 3 milioni di litri d'acqua al giorno (per la solita ipotetica produzione di 1 ton di olio al giorno) , e mi rimane una miscela al 40%, quindi mi ritrovo ancora la melma da processare a ultrasuoni (stoccare, cavitazionare nel reattore, decantare, riciclare l'acqua).
    E poi si deve anche ripressare il residuo.
    A questo punto utilizzo una centrifuga migliore che me la dà all'8% la miscela, già pronto per la pressa.
    Qualcosa non mi torna.

    Con i Migliori Saluti

    Saluti

  20. #80
    Seguace

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    Perdonato...
    Ma non ti prendo in giro.

    L'idrociclone funziona con mezzo bar di pressione, il cavitatore produce 100 l/h di olio a 8800 kcal kg con soli 8 kW, alghe del tipo Brauni.

    La concentrazione normalmente raggiunta è del 4% e non del 0,1%, in via sperimentale ho visto raggiungere concentrazioni superiori al 20% (mi hanno riferito anche un 40%, ma fino a che non lo vedo...), difficile per il momento da riprodurre in scala industriale anche se ci sto provando.

    Scusami, ma mi sorge un dubbio, ma tu riporti informazioni lette in rete o da tue esperienze personali e dirette???

    Nel primo caso capisco, nel secondo capisco che non hai abbastanza esperienza, l'idrociclone sai come funziona e in base a quale principio separa acqua e alghe?

    Un reattore a cavitazione MECCANICO sai come funziona e in base a quale principio?

    Ho letto molti interventi nel forum e molte cose sono state un po (passami il termine) "sparate"...

    C'è molta differenza tra un POUNDS e un PBR WELLS o un TUBOLAR, sia come produttività sia come consumi sia come spazio occupato.....

    Quindi non capisco come puoi affermare che il processo è antieconomico visto che probabilmente non hai esperienza in merito.
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  21. RAD
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