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Discussione: biodiesel dalle alghe

  1. #81
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    Quote Originariamente inviata da Armando de Para Visualizza il messaggio
    Perdonato...
    Ma non ti prendo in giro.

    L'idrociclone funziona con mezzo bar di pressione, il cavitatore produce 100 l/h di olio a 8800 kcal kg con soli 8 kW, alghe del tipo Brauni.

    La concentrazione normalmente raggiunta è del 4% e non del 0,1%, in via sperimentale ho visto raggiungere concentrazioni superiori al 20% (mi hanno riferito anche un 40%, ma fino a che non lo vedo...), difficile per il momento da riprodurre in scala industriale anche se ci sto provando.

    Scusami, ma mi sorge un dubbio, ma tu riporti informazioni lette in rete o da tue esperienze personali e dirette???

    Nel primo caso capisco, nel secondo capisco che non hai abbastanza esperienza, l'idrociclone sai come funziona e in base a quale principio separa acqua e alghe?

    Un reattore a cavitazione MECCANICO sai come funziona e in base a quale principio?

    Ho letto molti interventi nel forum e molte cose sono state un po (passami il termine) "sparate"...

    C'è molta differenza tra un POUNDS e un PBR WELLS o un TUBOLAR, sia come produttività sia come consumi sia come spazio occupato.....

    Quindi non capisco come puoi affermare che il processo è antieconomico visto che probabilmente non hai esperienza in merito.
    Grande Armando,
    in un attimo la nebbia si dirada e dai corpo alle supposizioni.
    Da mesi cerco almeno un litro di olio da alghe per analizzarlo ( mi andrebbe benissimo l'avessi già fatto tu ). Se lo procuri pago io le analisi al SSOG

  2. #82
    Appassionato/a

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    I dati che ho riportato parlano della chlorella, i tuoi del BB, sono due microalghe completamente diverse, tuttavia la prima, quella che cito io, è stata anche prodotta in diverse tonnellate/anno, il Brauni non direi proprio.

    Il BB può autoflocculare quando raggiunge la sua concentrazione critica (che poi è sempre dello 0,1%), ed aumentare la concentrazione (e anche la dimensione) in situazioni di sofferenza/premorte raggiungendo anche quelle concentrazioni, tuttavia:

    -Il BB sicuramente, viste le sue concentrazioni durante la fase sofferenza, è di più economica separazione dall'acqua ma è attualmente ignoto se queste maxiconcentrazioni che raggiunge nella sua fase di sofferenza in piccolissime coltivazioni controllate le raggiungerebbe anche in produzioni massicce..
    -Il BB si moltiplica molto meno rapidamente della chlorella.
    (una volta ogni 4 giorni) in situazione ottimale, e per situazione ottimale intendiamo sempre una concentrazione dello 0,1% più tutti i nutrienti.
    - Quando inizia ad autoflocculare (per raggiungere le concentrazioni che dicevi) diminuisce ancora di più la moltiplicazione, fino ad interromperla, essendo questa una situazione di sofferenza.
    -I valori di produzione teorica del BB sono di diverse decine di volte inferiori a quelli della chlorella
    -Mentre la chlorella viene coltivata anche in produzioni massive (non a fini energetici) per fini alimentari/cosmetici, il BB viene coltivato in piccolissimi reattori indoor (qualche decina di litri o meno) a scopi medicali (o di ricerca) perchè molto più delicati.
    - Non ho notizie di produzioni massive di BB nel mondo a differenza di spirulina e chlorella.

    Ora a me sorge un dubbio.
    Io ho espressamente e più volte riportato che i dati a cui mi riferisco si basano su una produzione teorica di chlorella, l'unica microalga ATTUALMENTE producibile su larga scala.
    Tu attacchi velatamente ciò che dico, e sempre velatamente mi dai della persona che parla per "sentito dire" ma non SUI MIEI DATI e sull'unica microalga attualmente prodotta in massa (ti ricordo che, ai fini energetici, serve una produzione di massa).
    Tiri in ballo un alga diversa, con caratteristiche diverse che non è mai stata prodotta in massa, solo in laboratorio... e che ovviamente fà sembrare tutto ciò che ho scritto delle boiate inenerrabili.
    Mi viene semplicemente da chiedermi... Cui Prodes?.
    Continui poi dicendomi "Se non conosci il processo, come fai a dire che è antieconomico?"
    Torno qui a ripeterti che io ho valutato (con i miei mezzi) la fattibilità della produzione a fini energetici dell'unica microalga per la quale attualmente è abbozzabile un processo industriale di produzione, se vuoi contestarmi ciò che ho scritto sulla antieconomicità della chlorella a fini energetici, prego, sono tutto orecchie. Sicuramente non ho operato una critica al processo di produzione industriale del B. Brauni perchè, semplicemente, allo stato attuale non esiste.

    X Sulzer1, è possibile ordinare colonie vive di Spirulina, Chlorella e BB a meno di 200 euro, se ti interessa riusumo il link.

    Con i Migliori Saluti
    Ultima modifica di TheSandman; 20-10-2008 a 15:20

  3. #83
    Seguace

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    Quote Originariamente inviata da Sulzer1 Visualizza il messaggio
    Grande Armando,
    in un attimo la nebbia si dirada e dai corpo alle supposizioni.
    Da mesi cerco almeno un litro di olio da alghe per analizzarlo ( mi andrebbe benissimo l'avessi già fatto tu ). Se lo procuri pago io le analisi al SSOG
    Posso fare un po di più (forse), ti invio a mezzo DHL o vieni a trovami la settimana prox. (sono all'estero ora), panello secco, olio da alghe e olio prodotto da biocrakking (gassifico le alghe, il gas prodotto viene arricchito con idrogeno [è un sottoprodotto del calore residuo quindi non costa nulla] e poi il tutto in presenza di particolari catalizzatori diventa liquido, nel liquido sono presenti benzina gasolio etc...in varie percentuali...

    Per olio e panello da alghe non ci sono problemi te ne posso dare quanto ne vuoi, per l'olio prodotto da biocrakking sto facendo dei test proprio in questi giorni e non sono sicuro di riuscere a portarlo in Italia senza avere problemi in dogana...ma con 50 € di mancia...vediamo al mio ritorno....

    Mi interessano le analisi dell'SSOG, le confronteremo con altre analisi che ho già fatto.

    A presto

  4. #84
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    [QUOTE=TheSandman;118880810]Bè, visto che c'è il filtro magico... contenti tutti, e io fissato.
    Con i Migliori Saluti
    Ciao Sand, io non mi permetto più di dare del niente a nessuno , neanche alle domande per non determinare l'acidosi in qualche post adolescente problematico.
    Ti ringrazio per l'offerta di alghe ma l'ultima volta che ne ho coltivate , facevano parte di un kit allegato al piccolo biologo regalatomi a Natale 1000 anni fa e mio nonno divenne una furia perchè gli impestai la vasca dei pesci rossi nel giardino di Nervi.
    Torniamo agli Idrocicloni. Non li ho mai utilizzati sulle alghe ma ovunque ho potuto sugli impianti di lavorazione e selezione di inerti li ho utilizzati per sostituire macchine a coclea e decantatori a cono inverso. Al di là delle usure che sicuramente erano superiori a quelle delle macchine tradizionali ( ma separavano acqua e sabbia silicea) il fattore di disidratazione era 1 a 10. In un vecchio impianto sul Po a Casale , 3 idro in serie permisero di selezionare 3 diverse classi granulometriche in un intervallo di 7 mm e di evitare di buttare nelle vasche di decantazione dei fanghi migliaia di ton di preziosa sabbia ogni anno.Il ciclone è regolabile in maniera semplicissima variando velocità e portata del liquido da separare per cui anche se mi pareva difficile utilizzarlo su una sospensione così leggera rispetto alla pietra potrebbe funzionare.
    Più volte hai parlato di flocculanti e dell'impossibilità di riutilizzare l'acqua dopo averli usati. Io ricordo che sempre nell'ambito che citavo prima iniziammo a usarli nelle vasche ed erano prodotti più dannosi dei fanghi che la legge Merli non ci permetteva di scaricare, a base di cianuri e cianati. Adesso mi risulta che adoperino resine anioniche e cationiche che flocculano anche l'acqua potabile che servono gli acquedotti. Son nozioni raffazzonate nei ricordi e non voglio dar lezioni a nessuno ma sei sicuro che i flocculanti inquinino l'acqua?

  5. #85
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    [QUOTE=Sulzer1;118881659][QUOTE=TheSandman;118880810]Bè, visto che c'è il filtro magico... contenti tutti, e io fissato.
    Con i Migliori Saluti
    Ciao Sand, io non mi permetto più di dare del niente a nessuno , neanche alle domande per non determinare l'acidosi in qualche post adolescente problematico.
    Ti ringrazio per l'offerta di alghe ma l'ultima volta che ne ho coltivate , facevano parte di un kit allegato al piccolo biologo regalatomi a Natale 1000 anni fa e mio nonno divenne una furia perchè gli impestai la vasca dei pesci rossi nel giardino di Nervi.
    Torniamo agli Idrocicloni. Non li ho mai utilizzati sulle alghe ma ovunque ho potuto sugli impianti di lavorazione e selezione di inerti li ho utilizzati per sostituire macchine a coclea e decantatori a cono inverso. Al di là delle usure che sicuramente erano superiori a quelle delle macchine tradizionali ( ma separavano acqua e sabbia silicea) il fattore di disidratazione era 1 a 10. In un vecchio impianto sul Po a Casale , 3 idro in serie permisero di selezionare 3 diverse classi granulometriche in un intervallo di 7 mm e di evitare di buttare nelle vasche di decantazione dei fanghi migliaia di ton di preziosa sabbia ogni anno.Il ciclone è regolabile in maniera semplicissima variando velocità e portata del liquido da separare per cui anche se mi pareva difficile utilizzarlo su una sospensione così leggera rispetto alla pietra potrebbe funzionare.
    Più volte hai parlato di flocculanti e dell'impossibilità di riutilizzare l'acqua dopo averli usati. Io ricordo che sempre nell'ambito che citavo prima iniziammo a usarli nelle vasche ed erano prodotti più dannosi dei fanghi che la legge Merli non ci permetteva di scaricare, a base di cianuri e cianati. Adesso mi risulta che adoperino resine anioniche e cationiche che flocculano anche l'acqua potabile che servono gli acquedotti. Son nozioni raffazzonate nei ricordi e non voglio dar lezioni a nessuno ma sei sicuro che i flocculanti inquinino l'acqua?
    Infine , se ricordi qualche post fa ( non so più dove perchè seguendo l'adolescente non mi raccapezzo più di quante discussioni ci sono che trattano lo stesso argomento) ti avevo accennato che vista l'intuizione che avevi di utilizzare gli ultrasuoni per rompere la membrana della cellula per estrarre l'olio , l'ideale era una pompa ultrasonica. Armando ha confermato che è il sistema che han testato
    Gu

  6. #86
    Novizio/a

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    Quote Originariamente inviata da Armando de Para Visualizza il messaggio
    Perdonato...
    Ma non ti prendo in giro.

    L'idrociclone funziona con mezzo bar di pressione, il cavitatore produce 100 l/h di olio a 8800 kcal kg con soli 8 kW, alghe del tipo Brauni.

    La concentrazione normalmente raggiunta è del 4% e non del 0,1%, in via sperimentale ho visto raggiungere concentrazioni superiori al 20% (mi hanno riferito anche un 40%, ma fino a che non lo vedo...), difficile per il momento da riprodurre in scala industriale anche se ci sto provando.

    Scusami, ma mi sorge un dubbio, ma tu riporti informazioni lette in rete o da tue esperienze personali e dirette???

    Nel primo caso capisco, nel secondo capisco che non hai abbastanza esperienza, l'idrociclone sai come funziona e in base a quale principio separa acqua e alghe?

    Un reattore a cavitazione MECCANICO sai come funziona e in base a quale principio?

    Ho letto molti interventi nel forum e molte cose sono state un po (passami il termine) "sparate"...

    C'è molta differenza tra un POUNDS e un PBR WELLS o un TUBOLAR, sia come produttività sia come consumi sia come spazio occupato.....

    Quindi non capisco come puoi affermare che il processo è antieconomico visto che probabilmente non hai esperienza in merito.
    Un saluto a tutti....
    rovistando in rete ho trovato il sito della spectech Special Technologies: Science and production assosiation

    dove utilizzano nuovi sistemi a cavitazione + impulsi magnetici ad alta frequenza.... per la produzione di biodiesel

    data l'ignoranza in materia.... chiedo lumi agli esperti del forum.

  7. #87
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    Quote Originariamente inviata da sax Visualizza il messaggio
    Un saluto a tutti....
    rovistando in rete ho trovato il sito della spectech Special Technologies: Science and production assosiation

    dove utilizzano nuovi sistemi a cavitazione + impulsi magnetici ad alta frequenza.... per la produzione di biodiesel

    data l'ignoranza in materia.... chiedo lumi agli esperti del forum.
    In quel caso la pompa a ultrasuoni viene utilizzata come reattore per accelerare la reazione di esterificazione, diciamo la fase dopo , Armando però ci proietta in un mondo in cui l'esterificazione si relega nei garages di coloro che vogliono produrselo autonomamente perchè dice che addirittura stanno già utilizzando la biomassa solida per produrre biocarburanti di terza generazione

  8. #88
    Seguace

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    Quote Originariamente inviata da TheSandman Visualizza il messaggio
    I dati che ho riportato parlano della chlorella, i tuoi del BB, sono due microalghe completamente diverse, tuttavia la prima, quella che cito io, è stata anche prodotta in diverse tonnellate/anno, il Brauni non direi proprio........................................... ..................
    .................................................. .....................................Ora a me sorge un dubbio.
    Io ho espressamente e più volte riportato che i dati a cui mi riferisco si basano su una produzione teorica di chlorella, l'unica microalga ATTUALMENTE producibile su larga scala.
    Tu attacchi velatamente ciò che dico, e sempre velatamente mi dai della persona che parla per "sentito dire" ma non SUI MIEI DATI e sull'unica microalga attualmente prodotta in massa (ti ricordo che, ai fini energetici, serve una produzione di massa).
    Tiri in ballo un alga diversa, con caratteristiche diverse che non è mai stata prodotta in massa, solo in laboratorio... e che ovviamente fà sembrare tutto ciò che ho scritto delle boiate inenerrabili.
    Mi viene semplicemente da chiedermi... Cui Prodes?.
    Continui poi dicendomi "Se non conosci il processo, come fai a dire che è antieconomico?"
    Torno qui a ripeterti che io ho valutato (con i miei mezzi) la fattibilità della produzione a fini energetici dell'unica microalga per la quale attualmente è abbozzabile un processo industriale di produzione, se vuoi contestarmi ciò che ho scritto sulla antieconomicità della chlorella a fini energetici, prego, sono tutto orecchie. Sicuramente non ho operato una critica al processo di produzione industriale del B. Brauni perchè, semplicemente, allo stato attuale non esiste.
    Con i Migliori Saluti
    Assolutamente nessun attacco velato e mi scuso se hai percepito questo.

    Non accetto però che si traggano delle conclusioni del tipo "antieconomico" solo sulla base di una ricerca in internet, perdonami ma se ti becchi del superficiale te lo meriti e se non tutto viene spiegato in internet un motivo ci sarà, penso che non te lo devo spiegare.

    Ho volutamente specificato la tipologia di alga BB perchè conscio della difficoltà di coltivazione, ma ottenuto il risultato più difficile il resto è accademia, non sei d'accordo?

    Mai sentito palare di "SELEZIONE GENETICA"?

    Comunque specifico, chlorella et all si separano dall'acqua e si spremono con lo stesso sistema e non è assolutamente antieconomico.

    Ho letto da qualche parte qui nel forum che la gassificazione della chlorella ha gli stessi problemi della gassificazione della biomassa in genere, specifico anche questa se vuoi, il problema del gas sporco non esiste, anzi è ricchissimo d'idrogeno e funziona molto bene in turbina.

    E per finire la chlorella non è l'unica alga oggi prodotta massivamente, la produzione attuale di spirulina supera di molte unità la produzione di chlorella, se vuoi esiste anche la spirulina che produce olio fino al 32% in peso ed è già in produzione massiccia, roba leggermente modificata .

    Ti prego di non leggermi come un attacco velato o non velato, semplicemente ti specifico che quello che scrivi è sbagliato, perchè ovviamente ti mancano informazioni più dettagliate, non perchè sei un cretino anzi....

    Per tornare alla antieconomicità, ti racconto anche questa che però non ho ancora verificato (nei prox. giorni), hai mai visto un impianto di spremitura tradizionale con le fornelle per girasole o colza?

    Sai che prima di passare alla spremitura il prodotto viene umidificato?

    Ecco sembra che sia stata effettuata una prova e che sia andata a buon fine, hanno mescolato le alghe in questi giorni con la colza e poi hanno spremuto il tutto...ripeto che andrò a verificare...

    Lascio alla tua fantasia immaginare il resto e i risvolti di questa semplice applicazione.

  9. #89
    Seguace

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    Quote Originariamente inviata da Sulzer1 Visualizza il messaggio
    In quel caso la pompa a ultrasuoni viene utilizzata come reattore per accelerare la reazione di esterificazione, diciamo la fase dopo , Armando però ci proietta in un mondo in cui l'esterificazione si relega nei garages di coloro che vogliono produrselo autonomamente perchè dice che addirittura stanno già utilizzando la biomassa solida per produrre biocarburanti di terza generazione


    Bravo!!!
    Esattamente questo, carburanti di terza generazione

    Non ci sono solo adolescenti e smanettoni...hehehe

    Stiamo lavorando anche alla quarta generazione con nanobatteri (direttamente petrolio da acqua e CO2), ma non andiamo OT o ci bannano ;-)

  10. #90
    Appassionato/a

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    In effetti l'autoflocculazione che si verifica con il B Brauni può risolvere diversi problemi relativi al quesito "economicità della produzione di biomassa algale a fini energetici", attendiamo l'inustrializzazione del processo.

    Se alcuni dei miei dati li interpreti superficiali è forse perchè tu hai letto superficialmente i miei post. Io non ho mai voluto dimostrare che la produzione di alghe sia antieconomica, ma ho voluto dimostrare che attualmente produrre alghe a fini energetici è antieconomico, andiamo per gradi.
    Mi citi che l'alga attualmente prodotta in massa è la spirulina, e questo è già noto a tutti, ma ovviamente anche tu sai che questa produzione in massa di spirulina non è a fini energetici.
    Ora, partendo dal presupposto che:
    - l'olio di palma crude viene OGGI scambiato sulla borsa malaysiana a 1650 MYR/TON (349 euro tonnellata) e che i futures fino al 2010 si scambiano massimo a 1750 MYR
    - La spirulina, proprio perchè è più grande e si separa più facilmente, viene venduta all'ingrosso tra i 5 e gli 8 $ al chilo, essiccata.
    - La Chlorella viene venduta a circa 10$-12$ al chilo.
    -Il B. Brauni non ne ho idea, ma secondo me supera i 100 $ al chilo, così a naso.
    - Le analisi che ho io dell'olio di chlorella dimostrano che è assimilabile a quello di palma ai fini energetici (è più ricco di omega quindi migliore per l'alimentazione umana)

    Sulla base di quanto affermato precedentemene (libero di contestarmelo, sia chiaro):
    -quanto siamo vicini ad abbattere i costi di produzione e raffinazione delle alghe per poter vendere l'olio prodotto a 349 euro per tonnellata e stare in economicità, contro i 5000 dollari a tonnellata a cui attualmente viene venduta la spirulina essiccata e in 10000 della chlorella?
    - quanto siamo vicini a ciò che affermo io, ovvero che attualmente "la produzione di biomassa algale a fini energetici è altamente antieconomica", secondo te da che parte propende la bilancia?

    Tornando al tuo "Mai sentito parlare di selezione genetica", se leggi NON SUPERFICIALMENTE il mio thread dal titolo "Ho eseguito uno studio esplorativo bla bla", vedi che io invoco proprio la genetica come possibile soluzione del problema, per avere un alga più grande e con più olio.

    Con i Migliori Saluti

  11. #91
    Novizio/a

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    Quote Originariamente inviata da Armando de Para Visualizza il messaggio


    Bravo!!!
    Esattamente questo, carburanti di terza generazione

    Non ci sono solo adolescenti e smanettoni...hehehe

    Stiamo lavorando anche alla quarta generazione con nanobatteri (direttamente petrolio da acqua e CO2), ma non andiamo OT o ci bannano ;-)
    .....se potete continuate .... l'argomento si fa interessante...

  12. #92
    Seguace

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    Quote Originariamente inviata da sax Visualizza il messaggio
    Un saluto a tutti....
    rovistando in rete ho trovato il sito della spectech Special Technologies: Science and production assosiation

    dove utilizzano nuovi sistemi a cavitazione + impulsi magnetici ad alta frequenza.... per la produzione di biodiesel

    data l'ignoranza in materia.... chiedo lumi agli esperti del forum.
    Ciao, conosco personalmente i ragazzi della Spectech, i loro reattori non sono male, un po cari e un po complicato come reattore quindi soggetto a diversi tipi di rotture, preferisco i sistemi più semplici a statore e doppio rotore controrotante, costano molto meno e come manutenzione hai solo la sostituzione dei rotori.

    In foto un impianto per biodiesel con cavitatore molto buono, semplice e poco costoso, 80% in meno di energia per la reazione e 30% in meno di reagenti e minor produzione di glicerina, non dico chi lo produce perchè non faccio pubblicità e non vendo questi sistemi.

    Ti metto anche una foto del reattore della spectech che ho fatto durante alcuni test.....andati male ;-)

    Anche la foto del primo impianto al mondo che ha utilizzato la combinazione di due diversi tipi di reattori a cavitazione per produrre biodiesel o miscele stabili olio-acqua o crakking freddo, versatile e multiuso...l'ho inventato 5 anni fa e costruito dopo due anni, ma mi sembra che sia passato un secolo.
    Oggi lo utilizzo per aumentare la produttività delle componenti leggere dalla rafinazione del petrolio, il crakking avviene a soli 180° C...(NON LO DITE IN GIRO MI RACCOMANDO)
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  13. #93
    Seguace

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    Thesandman, ripeto l'analisi che fai è sbagliata, non puoi dire che è antieconomico produrre olio semplicemente perchè conviene di più vendere il prodotto per altri usi, oppure dire che è antieconomico perchè costa troppo estrarre le alghe dall'acqua e spremerle.
    Il punto è che per te è antieconomico ad oltranza, solo perchè hai deciso così.
    CON CHE CAVOLO LA PRODUCIAMO L'ENERGIA E/O VETTORI ENERGETICI ALTERNATIVI AL PETROLIO???
    Qui sotto i dati reali di un impianto che produce olio da alghe, i costi sono per litro prodotto in dollari...e non è uno dei migliori impianti...

    Without CO2 Source With CO2 Source
    Heating Costs 0,01 0,006
    Water Costs 0,004 0,004
    Cooling Costs 0,007 0,004
    Chemical Costs 0,021 0,016
    Culture Costs 0,01 0,004
    Cleaning Costs 0,01 0,01
    Lighting Costs 0,002 0,002
    Circulation Costs 0,007 0,007
    General Electricity Costs 0,01 0,008
    Total 0,081 0,061
    Maintenance & Repair Costs 0,14 0,1
    Unidentified Costs 0,002 0,002
    Grand Total 0,223 0,163

    Da una tua attenta analisi non ti sarà sfuggito che i costi sono due, con CO2 e senza CO2, molto al di sotto dei tuoi 392 €/ton del palma e ai 1500 €/ton che veniva venduto non più tardi di 5 mesi fa con punte a 1700 €/ton (SE VUOI TI MANDO UNA MEZZA TONNELLATA DI OFFERTE UFFICIALI DEI PRODUTTORI).

    E comunque anche questo confronto con il palma è sbagliato, hai mai fatto un iter autorizzativo di un impianto per la produzione di energia da olio vegetale?

    Prova a dire che vuoi usare l'olio di palma e vedi cosa ti rispondono.

    Ho letto tutti i tuoi interventi e per questo ho deciso dopo mesi di inattività in questo forum di intervenire, ho letto benissimo il tuo intervento in merito alla modificazione del DNA, ma se leggi attentamente ho scritto "SELEZIONE GENETICA" che è tutta un'altra cosa...
    Diciamo che senza citarti sto rispondendo indirettamente a molte cose che hai scritto e che altri hanno scritto...tanto per chiarezza ;-)

  14. #94
    Novizio/a

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    In foto un impianto per biodiesel con cavitatore molto buono, semplice e poco costoso, 80% in meno di energia per la reazione e 30% in meno di reagenti e minor produzione di glicerina, non dico chi lo produce perchè non faccio pubblicità e non vendo questi sistemi.

    Ti metto anche una foto del reattore della spectech che ho fatto durante alcuni test.....andati male ;-)

    Anche la foto del primo impianto al mondo che ha utilizzato la combinazione di due diversi tipi di reattori a cavitazione per produrre biodiesel o miscele stabili olio-acqua o crakking freddo, versatile e multiuso...l'ho inventato 5 anni fa e costruito dopo due anni, ma mi sembra che sia passato un secolo.
    Oggi lo utilizzo per aumentare la produttività delle componenti leggere dalla rafinazione del petrolio, il crakking avviene a soli 180° C...(NON LO DITE IN GIRO MI RACCOMANDO)[/quote]


    GRANDE Armando.....grazie infinite delle info...

    Posso chiederti se non ti scoccia...quali sono le tecnologie e gli impianti migliori secondo te per la produzione di olio da alghe/biodiesel.....?

  15. #95
    Appassionato/a

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    Bene, questi dati aprono tutt'altro scenario, e sono il primo ad esserne entusiasta.
    (non sono un oltranzista delle posizioni, è solo che fino a che non si vedono dati oggettivi è difficile discostarsi dai dati rilevati)
    Nel ringraziarti anticipatamente per i tuoi interventi, vorrei porti alcuni quesiti specifici in base ai dati che hai postato.
    Che tipologia di alga (o microalga) tratta l'impianto?
    Con che genere di impianto è curata la crescita? (raceaway ponds, reattori tubolari, altro)
    Location geografica?
    Quale fonte di CO2 è utilizzate per la stima dei costi "with CO2 source"?
    Quale processo industriale è utilizzato e quindi quali macchinari utilizza per arrivare dalla mistura acqua-alga in minima concentrazione (che concentrazione ci ritroviamo all'harvesting?) fino all'olio?
    Che produzione ha l'impianto citato e su quanti ettari? Produzione per ettaro? Dove è localizzata questa produzione? (pressi di lago, pressi difiumi, pressi del mare, deserto, indifferente)
    Varie ed eventuali
    Se hai tempo e voglia di rispondere a questi quesiti, penso che la comunità tutta ed io in primis te ne saremo molto grati.

    Per ciò che concerne il prezzo del palma, i grafici dei prezzi sono lì, anche se 1500 euro mi sembra esagerato, ma 1200 euro me li ricordo bene anche io... tuttavia il periodo è strano, infatti ora sembra proprio che con tutto quell'olio di palma non sappiano cosa farci.

    P.S. Guardacaso stò per iniziare l'iter di certificazione iafr (per gli incentivi) di un impianto (in progetto) che deve andare in mix sia ad olio da cucina esausto ma anche ad olio di palma (purtroppo la disponibila dell'olio da cucina esausto è tutt'altro che costante).
    Se mi dici cosa mi rispondono in anticipo mi fai un piacere, ma sò che già molti impianti ad olio di palma sono in funzione e sono stati autorizzati.

    Con i Migliori Saluti

  16. #96
    Seguace

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    - Chlorella geneticamente MODIFICATA purtroppo, 46% è il valore medio in peso di produttività dell'olio
    - Il tipo d'impianto è molto innovativo, diciamo che per tipologia assomiglia al wells (non posso aggiungere altro causa brevettazione)
    - La fonte di CO2 è chimica, carbonati... ;-) (ma ci sono altre soluzioni che sto provando e che promettono bene)
    - L'impianto di spremitura è tradizionale (presse in acciao speciale 2) anche se doppia, cioè la pasta viene passata minimo due volte, la novità è l'utilizzo dell'idrociclone che mi evita i costi energetici delle supercentrifughe e il costo iniziale d'acquisto (si mette per questo motivo una pressa in più, costa molto meno), la concentrazione media dell'acqua fino alla spremitura è del 20% circa, ma fino al 40% riusciamo a spremerle in tre stadi.
    - L'impianto attualmente produce 500 litri/giorno, in circa 1000 m2 (tutto l'impianto)
    - E' indifferente, questo tipo di bioreattori possono essere posizionati un po ovunque (con il giusto tipo di alga anche al polo nordo sud, non scherzo).

    La cosa che più mi piace è che possono essere realizzati anche sottoterra, sono molto costosi come impianti, diciamo che sono delle Ferrari.

    Preferisco una tipologia d'impianto leggermente più semplice ma molto più economica, il wells classico a botte perchè ho trovato la soluzione che mi permette di non utilizzare le alghe geneticamente modificate, il motivo del geneticamente modificato è la scarsità di luce oltre che una elevata produzione di olio (le alghe sono bianche se trovo una foto te la posto), mentre con la soluzione che ho trovato risolvo la scarsità di luce (le botti sono alte anche 4 mt) e al tempo stesso mi aumenta la produttività di tre volte con semplici alghe selezionate...

    Per il prezzo dell'olio hai ragione (sbaglio anch'io ) ho fatto confusione con l'olio di girasole.

    p.s. dimenticavo; la regione Umbria, il trentino, la Toscana sono certo (visto che li ho realizzati anch'io) che ti imporranno di non utilizzare olio di palma, altre regione si stanno adeguando, il fatto che ci sono impianti in funzione a olio di palma oggi non significa nulla, sono stati approvati qualche anno fa e prima di una rognosa direttiva europea (alla quale in effetti non ci siamo ancora allineati), comunque sono d'accordo nel non utilizzare l'olio di palma anche se come imprenditore oggi ne posso trarre un maggior vantaggio economico.
    Che potenza ha l'impianto che vuoi realizzare e che tipo di motorizzazione vuoi utilizzare?
    Ultima modifica di Armando de Para; 20-10-2008 a 19:10

  17. #97
    Seguace

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    Una delle tante soluzioni per abbattere i costi te la copio e incollo a seguito (ho personalmente sperimentato la stessa cosa per risolvere il problema dei nitrati con i liquami di maiale, tutti i costi degli alimenti per le alghe vengono abbattuti, anche la CO2, a breve sarà realizzato un impianto pilota in provincia di Brescia, i risultati sono stati estremamente positivi, direi inattesi)

    A team of experts from the University of Jaen (UJA), led by
    Sebastian Sanchez Villasclaras, has initiated a study of
    Research aimed at cleaning the wastewater to tertiary
    Through a microalgae which produce large quantities of
    liquid hydrocarbons.
    In a note, Andalusia Research indicated that this project
    subsidized by the Ministry of Science and Innovation under the title
    'Developing an integrated system for tertiary treatment of
    urban wastewater and production of hydrocarbons through
    Micro 'Botryococcus braunii'', with the collaboration of the
    University of Granada (UGR) and of Tetuan.
    The project aims to make the tertiary treatment of water
    waste to produce clean water or reusable in the environment
    where they are performed. Thus, he said that currently "very few" are
    the
    sewage treatment plants that perform the third stage due to its high
    cost.
    The main advantage of this treatment is that the tertiary
    water produced can be marketed.
    The initiative also seeks to obtain oil, "because
    This microalgae is capable of producing it. "In this case,
    hydrocarbons accumulate in the interior of the algae, and then will be
    excreted. In this way, "in addition to purify water, you get
    another value, which produces biomass of this algae. "
    So far, experiments have been undertaken using
    photobioreactor different configurations and operating scale
    and laboratory-level mini. In the two scales of work
    uses waste water from a secondary treatment
    waste water treatment plant (WWTP) in the province of Jaen.
    The results initially obtained show the possibility of using
    wastewater from treatment side, as a means
    for algae cultivation and simultaneously to remove nitrates,
    phosphate, ammonia and phenols, which are the most common toxic
    urban waste water, "according to lead researcher said.
    "Thus, the only water he would have to implement a process
    disinfection so that it can be reused in agriculture or
    industrial, "he concluded.

  18. #98
    Appassionato/a

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    Thumbs up

    Quote Originariamente inviata da Armando de Para Visualizza il messaggio
    - Chlorella geneticamente MODIFICATA purtroppo, 46% è il valore medio in peso di produttività dell'olio
    - Il tipo d'impianto è molto innovativo, diciamo che per tipologia assomiglia al wells (non posso aggiungere altro causa brevettazione)
    - La fonte di CO2 è chimica, carbonati... ;-) (ma ci sono altre soluzioni che sto provando e che promettono bene)
    - L'impianto di spremitura è tradizionale (presse in acciao speciale 2) anche se doppia, cioè la pasta viene passata minimo due volte, la novità è l'utilizzo dell'idrociclone che mi evita i costi energetici delle supercentrifughe e il costo iniziale d'acquisto (si mette per questo motivo una pressa in più, costa molto meno), la concentrazione media dell'acqua fino alla spremitura è del 20% circa, ma fino al 40% riusciamo a spremerle in tre stadi.
    - L'impianto attualmente produce 500 litri/giorno, in circa 1000 m2 (tutto l'impianto)
    - E' indifferente, questo tipo di bioreattori possono essere posizionati un po ovunque (con il giusto tipo di alga anche al polo nordo sud, non scherzo).

    La cosa che più mi piace è che possono essere realizzati anche sottoterra, sono molto costosi come impianti, diciamo che sono delle Ferrari.
    Per la tipologia di impianto di coltivazione e raffinazione che hai citato, a che cifre di investimenti siamo?
    Stai attento a dire qui che un impianto produce 500 litri al giorno in 1000 m2, io ho detto che secondo me un ettaro di alghe aveva una produzione teorica massima di 120 ton olio anno e mi son sentite dire un "non spariamo cialtronerie", forse proprio in questo stesso post, tu gli stai dicendo che per ogni ettaro tiri fuori oltre 2000 tonnellate di olio, diciamo che questo è un punto abbastanza "enigmatico"
    C'è la possibilità per noi comuni mortali metter su tali impianti? di visionarli? di replicarli?

    Per la discussione sul motore potenza di poco meno di 1 MW (giusto giusto per la omnicomprensiva), ma su questo magari continuiamo
    in privato, non vorrei andare off topic nel post

    Con i Migliori Saluti

  19. #99
    Seguace

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    He he...
    scusa se rido, ma qualcuno qualche tempo fa..luglio per la precisione mi ha detto che la produzione delle alghe dipende dalla quantità di "energia" solare che ricevono e mi ha fatto un calcolo estremamente preciso della quantità di energia solare che arriva in un anno in un m2 di terreno, poi ha calcolato l'efficenza di conversione delle alghe e poi mi ha detto il limite teorico (secondo lui) massimo di produttività di un fotobioreattore per m2....

    Non posso citare il nome di questa persona perchè conosciuta in questo forum come non posso citare il nome di un famoso prof. universitario, un luminare nella modificazione genetica delle ALGHE (che oggi collabora con me), che ha confermato il calcolo fatto dall'amico...

    Mi limito a dire che si fa un po di confusione con il fotovoltaico....quale energia necessita per la trasformazione di CO2 e H2O in molecole organiche?

    E' come dire (l'esempio non calza perfettamente ma da un'idea) che per trasformare il petrolio in combustibili pregiati devo consumare più energia di quella che poi ricavo dai combustibili prodotti....

    In questo caso il petrolio è la CO2 e l'H2O...una semplice naturale ed efficiente trasformazione

    Negli anni 70 sia i russi che gli americani avevano prodotto per i loro reciproci programmi di esplorazione spaziale dei bioreattori in grado di produrre alghe nello spazio senza luce solare....

    Passiamo oltre...chi rompe su questa questione gli diciamo di andar a coltivar patate.

    I costi....li conoso ma non vendo impianti per la produzione di alghe, mediamente in Italia con gli attuali incentivi e con un mancato acquisto di olio ad un prezzo medio ragionevole di 650 €/ton un impianto industriale si ripaga in poco meno di tre anni...compreso di impianto di generazione elettrica....costi più o meno vivi stando dalla parte del torto ovviamente.

    Non vendo impianti per la produzione di alghe perchè ho fatto una lunga sperienza con gli impianti di generazione elettrica...non voglio più avere rotture di ....castane...gli impianti li progetto e li costruisco per me....e per dimostrare che è possibile!!!

    Mi sono costati un sacco di sacrifici; viaggi continui, sole, truffe e araffoni.

    Chi oggi propone impianti industriali chiavi in mano propone idee ma concretamente è difficile che trovi uno dei pochi in grado di realizzarli...sono solo 4 i centri di ricerca avanza al mondo in grado di garantirti il giusto tipo di alga (quasi sempre modificata e non costa 200-300 €, ma 200-300 mila € hai visto questa voce nei costi che ho inserito prima), l'ingegnerizzazione del sistema alla fine te lo devi fare tu perchè nessuno ti da le garanzie necessarie a fronte di un cospiquo impegno finanziario, le variabili sono troppe e imprevedibili e non c'è abbastanza esperienza.....pensa solo alla formazione del personale tecnico.

    Siamo pionieri di un sistema che è vecchio quanto la vita presente in questo pianeta.

    p.s. scusa rileggo solo ora, ho scritto male i m2 sono 10000...ho perso uno zero per strada...
    Ultima modifica di Armando de Para; 20-10-2008 a 23:00

  20. #100
    Appassionato/a

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    Finalmente una persona seria MODERAZIONE: Per l'insulto ti becchi un'ammonizione. alla prossima c'è il ban
    Roy Virgilio - L'amministratore

    Ho 3 domande per te :

    a) Un alga modificata che costa circa 200-300 mila €. Un alga modificate quanto è + efficiente di alga normale ?

    b) Con le alghe tu produci Biodiesel ? o solo Biogas ?

    c) Qual'è il costo che hai per produrre un litro di Biodiesel ?

  21. RAD
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