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Discussione: Energia dalle alghe

  1. #41
    Novizio/a

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    non si mangia...è il nome del marchingegno che fa il lavoro di cui parli (cioè rompere le membrane cellulari) ma forse consuma più energia del sistema centrifuga/drum dryer/presse.
    Comunque..a presto

  2. #42
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    Quote Originariamente inviata da cosimomos Visualizza il messaggio
    non si mangia...è il nome del marchingegno che fa il lavoro di cui parli (cioè rompere le membrane cellulari) ma forse consuma più energia del sistema centrifuga/drum dryer/presse.
    Comunque..a presto
    ciò che descrive il nome è un enmettitore di onde ( penso intermittenti) , probabimente ultrasonore. Io sto pensando a un semplice stadio di compressione ( equivalente a una camera iperbarica ) e a un successivo immediato ripristino della pressione atmosferica. In teoria portare le alghe a 200 bar per un po' e poi sgasarle dovrebbe creare all'interno della cellula una sovrapressione che potrebbe lacerare la membrana. Sarebbe come portare le cellule a 2000 m sott'acqua e subito dopo in superficie. Non si discosta molto dalla steam explosion che tra gli altri stanno sperimentando a Cersaia all'ENEA. lì penso lo facciano per liberare cellulosa da legnina al fine di trasformare tutta la cellulosa in bioetanolo ( secondo me finirime per bere grappa di legna ) nel caso delle alghe penso che il vapore non sia così affine all'olio in fase di estrazione

  3. #43
    Appassionato/a

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    Chiedo scusa per la riesumazione..

    Arrivo solo oggi su questo forum, stavo studiando l'opportunità di investire in una minifiliera per biodiesel da jatropha in africa assieme a qualche amico di qui, quando ho "scoperto" questa storia delle alghe magiche. Concordo con quelli che sono scettici riguardo la algaelink, non convincono neanche me. Resto convinto che non hanno tutto il processo nelle loro mani, vogliono vendere quello che ancora non hanno in vendita. Per esempio, nessuno ha notato quell'essicatore che danno assieme agli impianti da 480 e 2000 metri? é una mini serra con due ventilatorini da 20 watt se ricordo bene, ma chi lo carica? cosa essica? chi lo svuota? quanto essica al giorno? non ha meccanismi di sorta se non le finestre apribili su tutti e due i lati.
    E se leggete bene poi tra una riga e un'altra traspare una scritta che dice più o meno che gi impianti sono calcolati per essere posizionati nei deserti torridi.
    Quindi se non è deserto non garantiscono il funzionamento?
    E poi il fatto che forniscono i tubi e la raccorderia, ma nessun sistema di piedini o staffe per il loro posizionamento? per 144.000 e 194.000 Euro se non mi fornisci 1.000 euro di piedi per far star su i tubi, anche di putrido ferraccio verniciato, cosa posso pensare che manchi ancora per far funzionare il tutto?
    MAh... continuerò a pensare ancora un pò alle alghe, giusto per il fatto che farei l'impianto in africa e quindi sarei avvantaggiato dal clima..

    Ma veniamo al motivo per il quale sto scrivendo:
    Volevo rispondere al mio omonimo Sulzer: perchè ami così tanto il tuo HFPR e l'altro giochino di pressioni per far esplodere la membrana delle povere alghette? io pensavo più semplicemente ad un sistema ad ultrasuoni a 45 khz, di quelli usati nell'industria per esempio nella pulizia del materiale metallico, più o meno 15 kw di potenza, se ricordo bene. Creano delle microcavitazioni sulle superfici , con pressioni locali che superano quelle 200 atm che dici di ottenere col tuo sistema. Pensavo di inserire queste piastre semplicemente nel liquido anche in continuo, e poi separare l'olio in modo semplice e tradizionale. Qualcosa che mi sfugge?
    Ciao!
    Guglielmo

  4. #44
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    Quote Originariamente inviata da gilgamesh Visualizza il messaggio
    Chiedo scusa per la riesumazione..

    Arrivo solo oggi su questo forum, stavo studiando l'opportunità di investire in una minifiliera per biodiesel da jatropha in africa assieme a qualche amico di qui, quando ho "scoperto" questa storia delle alghe magiche. Concordo con quelli che sono scettici riguardo la algaelink, non convincono neanche me. Resto convinto che non hanno tutto il processo nelle loro mani, vogliono vendere quello che ancora non hanno in vendita. Per esempio, nessuno ha notato quell'essicatore che danno assieme agli impianti da 480 e 2000 metri? é una mini serra con due ventilatorini da 20 watt se ricordo bene, ma chi lo carica? cosa essica? chi lo svuota? quanto essica al giorno? non ha meccanismi di sorta se non le finestre apribili su tutti e due i lati.
    E se leggete bene poi tra una riga e un'altra traspare una scritta che dice più o meno che gi impianti sono calcolati per essere posizionati nei deserti torridi.
    Quindi se non è deserto non garantiscono il funzionamento?
    E poi il fatto che forniscono i tubi e la raccorderia, ma nessun sistema di piedini o staffe per il loro posizionamento? per 144.000 e 194.000 Euro se non mi fornisci 1.000 euro di piedi per far star su i tubi, anche di putrido ferraccio verniciato, cosa posso pensare che manchi ancora per far funzionare il tutto?
    MAh... continuerò a pensare ancora un pò alle alghe, giusto per il fatto che farei l'impianto in africa e quindi sarei avvantaggiato dal clima..

    Ma veniamo al motivo per il quale sto scrivendo:
    Volevo rispondere al mio omonimo Sulzer: perchè ami così tanto il tuo HFPR e l'altro giochino di pressioni per far esplodere la membrana delle povere alghette? io pensavo più semplicemente ad un sistema ad ultrasuoni a 45 khz, di quelli usati nell'industria per esempio nella pulizia del materiale metallico, più o meno 15 kw di potenza, se ricordo bene. Creano delle microcavitazioni sulle superfici , con pressioni locali che superano quelle 200 atm che dici di ottenere col tuo sistema. Pensavo di inserire queste piastre semplicemente nel liquido anche in continuo, e poi separare l'olio in modo semplice e tradizionale. Qualcosa che mi sfugge?
    Ciao!
    Guglielmo
    ùCiao Gilga,
    premettendo che non parlando di sperimentazione ma di ipotesi stiamo discutendo del sesso degli angeli e una tesi vale l'altra. La mia teoria si basa sulla possibilità di far esplodere la cellula portando istantaneamente la pressione esterna a un livello molto più basso di quella interna ( poi si scoprirà che le alghe monocellulari hanno sviluppato un meccanismo di scarico della pressione interna efficientisssimo che vanifica la mia tesi) . Può darsi che l'irraggiamento con ultrasuoni possa determinare lo stesso effetto....mah , mi viene da dire..... perchè non provare a farle passare attraverso una pompa ultrasonica ? Pompate poi in un decantatore dovrebbe galleggiare l'olio e il resto decantare. O no?

  5. #45
    Appassionato/a

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    una domanda, da uno che ne sà molto poco.

    non conviene far morire la cellula. se si ? perchè non si fa ?

  6. #46
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    Quote Originariamente inviata da energianow Visualizza il messaggio
    una domanda, da uno che ne sà molto poco.

    non conviene far morire la cellula. se si ? perchè non si fa ?
    è difficile convincere una cellula a cederti il suo materiale di riserva
    ci tiene

    Odisseo

  7. #47
    Appassionato/a

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    è difficile convincere una cellula a cederti il suo materiale di riserva
    ci tiene
    no, basta ucciderla di botto.( Io penso di conoscere un metodo ).

    La mia teoria si basa sulla possibilità di far esplodere la cellula portando istantaneamente la pressione esterna a un livello molto più basso di quella interna ( poi si scoprirà che le alghe monocellulari hanno sviluppato un meccanismo di scarico della pressione interna efficientisssimo che vanifica la mia tesi) .

    Per capire se il mio metodo funziona devo capire :
    perchè vi serve la cellula morta ? vi serve la cellula senza membrana ?

  8. #48
    Appassionato/a

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    Magari starai pensando al Cloro che distrugge le membrane cellurari.
    Il problema è che non potresti usare + quell'acqua a meno di purificarla.
    Qualcuno sa quanto costa eliminare il cloro dall'acqua? Secondo me non costa poco, soprattutto se si tratta di milioni di litri.

  9. #49
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    Quote Originariamente inviata da energianow Visualizza il messaggio
    no, basta ucciderla di botto.( Io penso di conoscere un metodo ).




    Per capire se il mio metodo funziona devo capire :
    perchè vi serve la cellula morta ? vi serve la cellula senza membrana ?
    magari con il ziklon B?

  10. #50
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    Quote Originariamente inviata da Happybear Visualizza il messaggio
    Magari starai pensando al Cloro che distrugge le membrane cellurari.
    Il problema è che non potresti usare + quell'acqua a meno di purificarla.
    Qualcuno sa quanto costa eliminare il cloro dall'acqua? Secondo me non costa poco, soprattutto se si tratta di milioni di litri.
    se usi cloro gassoso tende entro poco tempo ad abbandomnare l'acqua migrando in atmosfera. Succede nella disinfezione dell'acqua a scopo potabile

  11. #51
    Appassionato/a

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    Quote Originariamente inviata da Sulzer1 Visualizza il messaggio
    ùCiao Gilga,
    premettendo che non parlando di sperimentazione ma di ipotesi stiamo discutendo del sesso degli angeli e una tesi vale l'altra. La mia teoria si basa sulla possibilità di far esplodere la cellula portando istantaneamente la pressione esterna a un livello molto più basso di quella interna ( poi si scoprirà che le alghe monocellulari hanno sviluppato un meccanismo di scarico della pressione interna efficientisssimo che vanifica la mia tesi) . Può darsi che l'irraggiamento con ultrasuoni possa determinare lo stesso effetto....mah , mi viene da dire..... perchè non provare a farle passare attraverso una pompa ultrasonica ? Pompate poi in un decantatore dovrebbe galleggiare l'olio e il resto decantare. O no?
    Si, si parla di ipotesi. ma se da qualche ipotesi traspare una possibilità -reale- di impianto, da bravo imprenditore quale sono non ci metto niente a tirar fuori il coraggio di metter su un impiantino... ma come hai detto siamo solo alle ipotesi. Ci manca ancora molto ad un impianto funzionante.
    Per la storia degli ultrasuoni quasi per caso stamattina ho trovato questo video: YouTube - Oil Extraction from washed Agae
    quindi l'idea degli ultrasuoni che tu hai capito perfettamente nel futuro sarà uno dei metodi da prendere in considerazione, se non quello che (ad intuito) sarà adottato da tutti gli impianti.
    Se non altro perchè permetterà di eliminare le fasi di essicazione e pressatura, dando per scontato di accoppiare l'impianto di estrazione all'impianto di coltivazione.
    Si, sono per la semplicità... magari i centri di ricerca hanno avuto l'incarico di studiare impianti che diano un prodotto secco, giusto per portarlo in ingresso agli impianti di estrazione già esistenti per i vari semi oleosi... funziona così, no?
    Piccola parentesi, devo spezzare una lancia per la algaelink: in un loro video fanno vedere che riescono a separare le alghe dall'acqua e a trasformarle in "pellets" secchi. bravi!
    Ultima considerazione e poi chiudo: c'è tutto un gran blabla sulle alghe, impianti, prospettive di guadagno... troppo!
    Mancano ancora troppe cose per fare un buon impianto produttivo, e ancora troppi costi da abbattere. Sarei pronto a fare un impianto, ma il buon senso impone di aspettare. Aspettare un ceppo di alghe più facile da separare, più promettente dei ceppi attuali.

    Parliamo di ipotesi, hai scritto.
    esatto.
    tutti si buttano sulle alghe. sulle alghe come risorsa.
    Ma è una risorsa? non stiamo sbagliando tutto giusto perchè abbiamo il serbatoio della macchina in riserva?
    Il mio punto di vista si sta dimostrando negativo verso le alghe, e mi scusino quelli che le vedono come la panacea finale.
    Sono solo un macchinario, che mettiamo in un reattore al chiuso, una macchina che con la luce trasforma quello che noi immettiamo come "nutriente" per trasformarlo in "olio". Quanta CO2 immettiamo in questo macchinario? quanto Idrogeno? beh, il buon senso dovrebbe farci accorgere che in questi reattori chiusi quello che esce è giusto quello che si immette, magari cambiato di forma (catene CH e altro scarto di contorno), ma solo questo.
    Bando agli entusiasmi: le alghe sono solo sistemi per trasformare emissioni locali di CO2, solo così hanno senso. E se non si ha una centrale a carbone accanto al proprio terreno è veramente inutile sognare di costruire impianti di questo tipo.
    Torniamo a pensare a coltivare girasole o jatropha, quelle piante la CO la traggono dall'aria... e questo si che è il metodo per aiutare l'ambiente.
    Ecco, lo sapevo, mi sono perso in disquisizioni...
    Ciao!
    Guglielmo

  12. #52
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    Caro Guglielmo,
    son d'accordo con te che in questa fase occorra purtroppo stare alla finestra e aspettare l'evoluzione applicativa nel settore delle alghe ma non concordo su ciò che dici dopo. Ergo , concordo sul fatto che gli investimenti nel settore agricolo rivolte a produrre olio siano più sicuri e proficui ( se vuoi farmi vedere come fai a guadagnare con jatropha .......) ma non concordo sulla tesi che possano essere la soluzione energetica mondiale. La terra è troppo piccola e ci vivono sopra troppe persone, in più queste persone producono un mucchio di sostanze azotate che tendono a inquinare gravemente gli ambienti in cui queste persone fanno confluire il loro reflui. Le alghe sono una grande promessa per risolvere questo problema, secondariamente si cibano di anidride carbonica come tutti gli organismi che svolgono la funzione clorofilliana e poi.... producono anche olio.Come ho già detto altre volte , non sono convinto che si possa alimentare l'atmosfera controllata in cui vivono le alghe con i gas di scarico di un motore a combustione interna perchè sono convinto che gli NOx e altri nocivi che i gas di scarico contengono , siano venefici per la vita delle piante.Per cui con ogni probabilità la CO2 più proficua potrebbe essere quella di fermentazione ( estratta dal biogas o dagli scarichi della fermentazione del bioetanolo) . La grande centrale a carbone avrebbe una grande valenza perchè fornirebbe il calore per stabilizzare il ciclo invece che disperderlo inutilmente nell'ambiente. Io ho una mia teoria sulla funzione delle alghe sul nostro pianeta e son convinto che molto di più dei giacimenti carbone conseguenti alle grandi foreste , sono state l'elemento che ha modificato l'atmosfera terrestre utilizzando l'anidride carbonica e segregandola nei giacimenti petroliferi. Probabilmente i bioreattori funzionano con l'efficienza decantata perchè riproducono le condizioni ottimali ( per esempio di un periodo del cretaceo ) di pressione, temperatura , contenuto di nutrienti e percentuale di CO2 perchè le alghe proliferino con un rigoglio impossibile nelle attuali condizione dell'atmosfera terrestre. Tanti anni fa un mio professore di geomorfologia ci spiegò le glaciazioni come un fenomeno derivante anche dalla bassissima percentuale di CO2 e gas serra nell'atmosfera terrestre . Potrebbe essere.....

  13. #53
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    per gilgamesh

    ricordo che non esistono solo le alghe di acqua dolce e di mare.

    Le alghe unicellulari si riproducono molto velocemente avendo un resa molto superiore ad altri tipi di coltivazione.

  14. #54
    Appassionato/a

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    Quote Originariamente inviata da Sulzer1 Visualizza il messaggio
    Caro Guglielmo,
    ... Per cui con ogni probabilità la CO2 più proficua potrebbe essere quella di fermentazione ( estratta dal biogas o dagli scarichi della fermentazione del bioetanolo) ....

    .. Io ho una mia teoria sulla funzione delle alghe sul nostro pianeta e son convinto che molto di più dei giacimenti carbone conseguenti alle grandi foreste , sono state l'elemento che ha modificato l'atmosfera terrestre utilizzando l'anidride carbonica e segregandola nei giacimenti petroliferi. ..
    Guarda che nutro anch'io una profonda stima per le alghe, sono piccoli laboratori capaci di tante cose. Il mio scetticismo riguarda solo la chimera dei bioreattori stagni, che mi sembra siano visti dai più come macchine per creare energia. Se usiamo le alghe a cielo aperto, oppure nei bacini dei depuratori, ecco, allora si che sono il primo ad intonare il cantico alle loro lodi. oppure anche certamente integrati in impianti con biogas da buttar via...
    Ma come dici tu per la loro proliferazione "industriale", cioè a misura di raccolto utile, hanno ancora bisogno di questi famigerati bioreattori. Tra l'altro hai detto una cosa giusta riguardo alla pressione come fattore nella crescita delle alghe: nell'impianto della algaelink i tubi sono proprio in pressione, si capisce dal rumore del loro video di presentazione. e dal gran numero di bulloni che serrano le flangie di accoppiamento tra i vari tubi.
    Mi vien da pensare ad uno scenario futuro in cui i bioreattori si comportano da nursery per alghe mandate poi a lavorare altrove, a trasformare biomasse, biogas o qualcos'altro di bio in genere. i bioreattori li vedo come anelli di una catena ancora da definire.
    Riguardo il cretaceo... non ci avevo pensato: in passato le alghe hanno già prodotto il petrolio! ...

    Quote Originariamente inviata da Sulzer1 Visualizza il messaggio
    ( se vuoi farmi vedere come fai a guadagnare con jatropha .......)
    Ho già l'appoggio di un governo africano, quindi sole manodopera e terra a volontà. l'unica cosa che ancora frena la partenza di quest'iniziativa è solamente etica, tutti i problemi tecnici sono di facile risoluzione. Assumendo come misura anche un migliaio di ettari, sarebbero necessari almeno giusto un migliaio di operai per la raccolta. Come fare per non far lavorare i bambini??
    Ecco, questo è il problema maggiore, non l'unico perchè si ha a che fare con culture estremamente diverse, chiaramente. Ma questo dei bambini da solo frena tutto.
    Al punto che vado avanti con i business plan e con i contatti, ma sto accarezzando l'idea di trasformare il tutto in una struttura benefica di diffusione capillare e di affidamento di queste coltivazioni alle missioni presenti sul territorio, capaci di gestire autonomamente le piantagioni facendole diventare risorse di villaggi, e centralizzare tutta la parte tecnologica di trasformazione in biodiesel dei raccolti. é un progetto che sta già funzionando in senegal sotto forma di onlus umanitaria, ad opera di un industriale italiano, a cui tra parentesi va tutto il mio plauso.
    Ecco, mi hai chiesto come si fa a guadagnare con la jatropha.. e questo è un modo, si guadagnano più punti-paradiso che euro, d'accordo, ma hai visto mai che un giorno servano pure quelli!
    CIao!

  15. #55
    Appassionato/a

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    Appello agli acuti osservatori:

    Visto che mi sono intestardito nello scoprire cosa promettono alla algaelink, vorrei proporre questa immagine che compare sul loro sito, in cui si nota un loro impianto di tubi verdi. ma... che impianto è quello bianco che fuma?
    e soprattutto, che è quel tubo che finisce in mare e dopo una specie di "t" sprofonda nel terreno sotto al mare? in una falda? e se è una falda perchè non inserirlo nel terreno accanto all'impianto (più semplice)? falda o deposito sotterraneo di biogas?
    CHi ha una risposta plausibile?

    (clicca sull'allegato per ingrandire)
    Immagini Allegate Immagini Allegate

  16. #56
    Appassionato/a

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    se ti servono finanziamenti per motivi etici. Conosco un associazione. (ti posso aiutare ma non ti garantisco molto).

    Ecco, mi hai chiesto come si fa a guadagnare con la jatropha.. e questo è un modo, si guadagnano più punti-paradiso che euro, d'accordo, ma hai visto mai che un giorno servano pure quelli!
    cmq ti consiglio di non focalizzarti sulla jatropha, potresti focalizzarti su alghe marine. ( Acqua di Mare ne abbiamo in Abbodanza ).






  17. #57
    Paladino del Forum

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    Quote Originariamente inviata da gilgamesh Visualizza il messaggio
    Ho già l'appoggio di un governo africano, quindi sole manodopera e terra a volontà. l'unica cosa che ancora frena la partenza di quest'iniziativa è solamente etica, tutti i problemi tecnici sono di facile risoluzione. Assumendo come misura anche un migliaio di ettari, sarebbero necessari almeno giusto un migliaio di operai per la raccolta. Come fare per non far lavorare i bambini??
    Ecco, questo è il problema maggiore, non l'unico perchè si ha a che fare con culture estremamente diverse, chiaramente. Ma questo dei bambini da solo frena tutto.
    Al punto che vado avanti con i business plan e con i contatti, ma sto accarezzando l'idea di trasformare il tutto in una struttura benefica di diffusione capillare e di affidamento di queste coltivazioni alle missioni presenti sul territorio, capaci di gestire autonomamente le piantagioni facendole diventare risorse di villaggi, e centralizzare tutta la parte tecnologica di trasformazione in biodiesel dei raccolti. é un progetto che sta già funzionando in senegal sotto forma di onlus umanitaria, ad opera di un industriale italiano, a cui tra parentesi va tutto il mio plauso.
    Ecco, mi hai chiesto come si fa a guadagnare con la jatropha.. e questo è un modo, si guadagnano più punti-paradiso che euro, d'accordo, ma hai visto mai che un giorno servano pure quelli!
    CIao!
    Se sei propenso ad operare in quei Paesi ed avendo le necessarie ed obbligatorie entrature in loco (oltre ai mezzi finanziari), non hai mai pensato ad usare la Eichlornia crassipes (giacinto d'acqua) per estrarne combustibile?
    Il lago Vittoria è di circa 70.000 km quadri e "la bellissima schifezza fiorita" raddoppia di volume in 2 settimane e laggiù sta bloccando tutto e riducendo alla fame chi come economia di sussistenza si occupa esclusivamente di pesca e si cerca di arginare il fenomeno con erbicidi ed insetti infestanti...insomma...un paradiso per chi ci vive!....
    Saresti ricordato sui loro libri di scuola ed avresti un coupon zeppo di punticini paradiso....

  18. #58
    Appassionato/a

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    Quote Originariamente inviata da biomassoso Visualizza il messaggio
    Se sei propenso ad operare in quei Paesi ed avendo le necessarie ed obbligatorie entrature in loco (oltre ai mezzi finanziari), non hai mai pensato ad usare la Eichlornia crassipes (giacinto d'acqua) per estrarne combustibile?
    Il lago Vittoria è di circa 70.000 km quadri e "la bellissima schifezza fiorita" raddoppia di volume in 2 settimane e laggiù sta bloccando tutto e riducendo alla fame chi come economia di sussistenza si occupa esclusivamente di pesca e si cerca di arginare il fenomeno con erbicidi ed insetti infestanti...insomma...un paradiso per chi ci vive!....
    Saresti ricordato sui loro libri di scuola ed avresti un coupon zeppo di punticini paradiso....
    Si, tanti punti paradiso ma in paradiso ci vado anche mooolto prima! ci sono i 3 paesi che si affacciano su quel lago (Kenya, Uganda e Tanzania) che stanno bisticciando per spartirsi i fondi mondiali stanziati per risolvere quel problema...

    Comunque quelle che tu chiami "entrature in loco ci sono, e quindi merita pensare a qualcosina.
    Pensavo poco fa a canna da zucchero - etanolo - co2 - alghe - olio - biodiesel, poi jatropha +alghe da olio, poi jatropha + alghe da etanolo--- poi per la verità i cicli possibili sono diventati troppi.

    E arriva questa Eichlornia crassipes. Mai sentita nelle stanze delle bioenergie, devo ammetterlo. Non ho trovato niente su questa pianta, tranne le solite notiziole comuni. Ho visto che sarebbe ideale per produrre metano, ma poi che me ne faccio del metano in africa? potrei dal metano con le solite alghe arrivare al biodiesel, ma non ho le notizie botaniche su questa pianta per afferrare l'intero processo.
    a grandi linee potrei azzardare dal giacinto al metano in condizioni anerobiche, e da quello trarre la Co2 per alimentare le alghe. Il sistema suona bene, viene fuori anche un pò di corrente per essere autonomi sulla riva di qualche fiume africano INQUINATO. Ma i fiumi africani sono inquinati? gli africani dove la fanno?
    Il giacinto assorbe anche metalli dall'acqua, nonchè composti azotati.. ottimi per le alghe. Rilascia però degli allelochimici che non so davvero cosa possono fare alle povere alghette...
    Vabbè, studierò un pò il caso, se qualcuno mi vuol dare qualche dritta è ben accetto.

    Invece, carissimo biomassoso: mi è sembrato di capire dalle tue righe che da questo giacinto si può spremere qualche goccia di olio... è vero?
    dove trovo qualche informazione?

    Un ciao a tutti...

    PS carissimo Sulzer, circa un anno fa accennasti alla trasformazione diretta di metano in SynFuel. Semplificherebbe il mio caso, anche se dispendiosa. Come avviene? che impianti servono? scusa ma non riesco a trovare uno straccio di schema di impianto...
    Ultima modifica di gilgamesh; 05-10-2008 a 22:18 Motivo: aggiunta

  19. #59
    Monumento

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    ?

    Un ciao a tutti...

    PS carissimo Sulzer, circa un anno fa accennasti alla trasformazione diretta di metano in SynFuel. Semplificherebbe il mio caso, anche se dispendiosa. Come avviene? che impianti servono? scusa ma non riesco a trovare uno straccio di schema di impianto...[/QUOTE]
    Scusa ma non avevo visto la tua domanda.
    Se devo essere sincero non son sceso nel particolare nella produzione di synfuel , mi sono fermato quando mi sono accorto che circa metà dell'energia contenuta nel metano era utilizzata per il processo chimico di sintesi ( ogni metro cubo trasformato costa energeticamente un altro metrocubo). Avevo trovato 2 industrie , di cui una italiana che costruivano questi impianti per una applicazione che mi avevano chiesto in Sud America , ma parliamo di investimenti di parecchie decine di M$. Se stai ancora pensando al modo di utilizzare e trasportare il biogas , il Poli di Torino ad Alessandria sta progettando un "setaccio molecolare" che lo trasformi in biometano da mettere in rete, utilizzando un impianto di alghe per eliminare la CO2 di risulta.
    Non vorrei dire una stupidaggine ma penso che il processo di liquefazione del metano assomiglia alla parte finale del Fisher Trops dopo la gassificazione del carbone con l'utilizzo di catalizzatori .....
    mi hai incuriosito e sono andato a rivedere gli appunti , si tratta proprio del fischer trops, il petrolio di Hitler Fischer-Tropsch process - Wikipedia, the free encyclopedia si fa anche con il metano e proprio con il metano si possono utilizzare i catalizzatori al cobalto perchè l'assenza di zolfo non li rovina come farebbe il syngas da carbone ricco di zolfo
    Ultima modifica di Sulzer1; 12-10-2008 a 22:31

  20. #60
    Appassionato/a

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    Se volete ho i preventivi che mi ha fatto Algaelink quando ho richiesto una quotazione, potrei postarveli ma vi avverto che è spazzatura, se proprio ci tenete fate un fischio e ve li allego.
    Quando si parla di alghe a scopo ottenimento prodotti energetici, si tralascia un piccolo fattore che ho ampliamente ribadito nel mio studio esplorativo sull'argomento, ovvero che attualmente le alghe hanno un mercato (ho verificato che è più vasto di quanto pensassi) che assegna loro un valore medio di 5+$ al kg per la spirulina, 8+$ kg per la chlorella.

    Questo dipende dagli enormi costi di semparazione, rischio contaminazione, e da altro che ora non rimembro.

    Ora, se riusciamo a trovare un metodo per far stare i costi produzione (ed estrazione) dell'olio da alga ai livelli dell'olio di jatropha bene, si rivoluziona il mercato, il prezzo dell'alga asciutta crolla da 5$kg a 0,2$kg, ecc.
    Come ho già fatto notare in disquisizioni precedenti il principale scoglio attualmente sembra essere la difficile separazione dell'alga dall'acqua, visto che si parla di milioni di litri al giorno per una produzione di 1 T/day, acqua che poi deve anche essere riutilizzata.
    Se così non è, parlare di alghe ai fini esergetici non ha senso, piantaccia per piantaccia, meglio buttare semi di jatropha in campi in disuso.

    Con i Migliori Saluti

  21. RAD
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