Mi Piace! Mi Piace!:  0
NON mi piace! NON mi piace!:  0
Grazie! Grazie!:  0
Pagina 4 di 6 primaprima 123456 ultimoultimo
Visualizzazione dei risultati da 61 a 80 su 115

Discussione: Energia dalle alghe

  1. #61
    Appassionato/a

    User Info Menu

    Predefinito



    Quote Originariamente inviata da Sulzer1 Visualizza il messaggio
    ...
    mi hai incuriosito e sono andato a rivedere gli appunti , si tratta proprio del fischer trops, il petrolio di Hitler Fischer-Tropsch process - Wikipedia, the free encyclopedia si fa anche con il metano e proprio con il metano si possono utilizzare i catalizzatori al cobalto perchè l'assenza di zolfo non li rovina come farebbe il syngas da carbone ricco di zolfo
    Niente male il processo Fischer-Tropsch.
    Non credo sia da scartare per la sua resa, ho trovato dei dati che riportano un rendimento in peso del 61,9-66,7% di miscela idrocarburica (e tra l'altro si decide quale) rispetto alla miscela di CO + H2 in ingresso, rendimento che non è alto, vero, ma potrebbe essere controbilanciato dai minori costi di stoccaggio, trasporto e distribuzione del prodotto finito. specie in paesi diversi dal nostro.
    Risulta anche a me che l'ideale sarebbe una fonte di metano, per cui vale la pena pensare a questo processo (tra l'altro anche semplice) come un altro tassello nella composizione di un impianto misto.
    E se ha ancora senso oggi come oggi pensare all'idea di metter su un impianto sfornasoldi nel campo delle nuove energie alternative.
    E se ha ancora senso oggi come oggi pensare all'idea di metter su un impianto sfornasoldi senza avere una risorsa sottomano da convertire.
    comunque leggendo di questo processo Fischer-Tropsch non ho potuto non notare come sarebbe azzeccato implementarlo usando come combustibile quel carbone che nessuno vuole in quanto impuro e con troppo zolfo, e che proprio per quello zolfo nessuno si prende la briga di bruciare nell'aria. Per esempio il nostro carbone sardo, da decenni non estratto e inutilizzato proprio per il suo contenuto di ceneri e zolfo.
    Lo zolfo va ad aggredire il cobalto? forma dei sali, allora. Probabilmente il metodo abbisognerebbe di qualche studio e di qualche miglioria... ma resta pur sempre un gran bel metodo.
    Ciao!
    Gu.

  2. #62
    Monumento

    User Info Menu

    Predefinito

    Quote Originariamente inviata da gilgamesh Visualizza il messaggio
    Niente male il processo Fischer-Tropsch.
    Non credo sia da scartare per la sua resa, ho trovato dei dati che riportano un rendimento in peso del 61,9-66,7% di miscela idrocarburica (e tra l'altro si decide quale) rispetto alla miscela di CO + H2 in ingresso, rendimento che non è alto, vero, ma potrebbe essere controbilanciato dai minori costi di stoccaggio, trasporto e distribuzione del prodotto finito. specie in paesi diversi dal nostro.
    Risulta anche a me che l'ideale sarebbe una fonte di metano, per cui vale la pena pensare a questo processo (tra l'altro anche semplice) come un altro tassello nella composizione di un impianto misto.
    E se ha ancora senso oggi come oggi pensare all'idea di metter su un impianto sfornasoldi nel campo delle nuove energie alternative.
    E se ha ancora senso oggi come oggi pensare all'idea di metter su un impianto sfornasoldi senza avere una risorsa sottomano da convertire.
    comunque leggendo di questo processo Fischer-Tropsch non ho potuto non notare come sarebbe azzeccato implementarlo usando come combustibile quel carbone che nessuno vuole in quanto impuro e con troppo zolfo, e che proprio per quello zolfo nessuno si prende la briga di bruciare nell'aria. Per esempio il nostro carbone sardo, da decenni non estratto e inutilizzato proprio per il suo contenuto di ceneri e zolfo.
    Lo zolfo va ad aggredire il cobalto? forma dei sali, allora. Probabilmente il metodo abbisognerebbe di qualche studio e di qualche miglioria... ma resta pur sempre un gran bel metodo.
    Ciao!
    Gu.
    No , i tedeschi e anche i sudafricani avevano sperimentato che conveniva di più perdere una parte della liquefazione e usare i catalizzatori a base di ferro piuttosto che desolforare il gas di sintesi. Tieni presente che oramai nelle raffinerie lo zolfo viene estratto totalmente e venduto a parte come carica di vulcanizzazione delle gomme e per altri scopi. L'aspetto che ricordo creava più problemi era che la maggior parte di ciò che viene liquefatto è aromatico,e pertanto necessiterebbe di un altra fase di reforming per essere meno cancerogeno oltre che aumentare la CO2 nell'atmosfera.Forse il mondo è più maturo per questa tecnologia perchè l'Europa , grazie sopratutto alla chimica americana dal secondo dopoguerra ha convertito la chimica su base petrolio rispetto alla base carbone di matrice tedesca della prima parte del 900. Questo consentirebbe di trattare i derivati della liquefazione del carbone come si trattano quelli del petrolio, trasformare i ciclici in paraffinici ecc. e produrre per un mucchio di tempo ancora CO2 fossile in maniera da crearci una bella atmosfera cretacea definitiva di cui far godere rettili, alcuni insetti e alghe , perchè se andiamo avanti così non avremo neanche più bisogno dei fotobioreattori ma le produrremo direttamente dove adesso andiamo a fare il bagno

  3. #63
    Appassionato/a

    User Info Menu

    Predefinito

    da questo link del 13 novembre apprendo che la BIOKING (sconsigliata da ArmadoDePara) hanno un grossisimo problema legale e sono "out of business"

    AlgaeLink BioKing Algae Oil Scam: Algaelink is officially out of business

    AlgaeLink BioKing Algae Oil Scam: Algaelink is officially out of business

  4. #64
    Appassionato/a

    User Info Menu

    Predefinito

    Quote Originariamente inviata da gilgamesh Visualizza il messaggio
    Si, tanti punti paradiso ma in paradiso ci vado anche mooolto prima! ci sono i 3 paesi che si affacciano su quel lago (Kenya, Uganda e Tanzania) che stanno bisticciando per spartirsi i fondi mondiali stanziati per risolvere quel problema...

    Comunque quelle che tu chiami "entrature in loco ci sono, e quindi merita pensare a qualcosina.
    Pensavo poco fa a canna da zucchero - etanolo - co2 - alghe - olio - biodiesel, poi jatropha +alghe da olio, poi jatropha + alghe da etanolo--- poi per la verità i cicli possibili sono diventati troppi.

    E arriva questa Eichlornia crassipes. Mai sentita nelle stanze delle bioenergie, devo ammetterlo. Non ho trovato niente su questa pianta, tranne le solite notiziole comuni. Ho visto che sarebbe ideale per produrre metano, ma poi che me ne faccio del metano in africa? potrei dal metano con le solite alghe arrivare al biodiesel, ma non ho le notizie botaniche su questa pianta per afferrare l'intero processo.
    a grandi linee potrei azzardare dal giacinto al metano in condizioni anerobiche, e da quello trarre la Co2 per alimentare le alghe. Il sistema suona bene, viene fuori anche un pò di corrente per essere autonomi sulla riva di qualche fiume africano INQUINATO. Ma i fiumi africani sono inquinati? gli africani dove la fanno?
    Il giacinto assorbe anche metalli dall'acqua, nonchè composti azotati.. ottimi per le alghe. Rilascia però degli allelochimici che non so davvero cosa possono fare alle povere alghette...
    Vabbè, studierò un pò il caso, se qualcuno mi vuol dare qualche dritta è ben accetto.

    Invece, carissimo biomassoso: mi è sembrato di capire dalle tue righe che da questo giacinto si può spremere qualche goccia di olio... è vero?
    dove trovo qualche informazione?

    Un ciao a tutti...

    PS carissimo Sulzer, circa un anno fa accennasti alla trasformazione diretta di metano in SynFuel. Semplificherebbe il mio caso, anche se dispendiosa. Come avviene? che impianti servono? scusa ma non riesco a trovare uno straccio di schema di impianto...

    Senza andare in Africa per "coltivare" come mostrava gilgamesh il lago di Maracaico in Venezuela è infestato dalla lenticchia d'acqua ...

    una causa è l'eutrofizzazione delle acque del lago (troppi fertilizzanti agricoli)

    vi do un riferimento da cui partire per approfondire la situazione: istituto per la protezione del lago di Maracaibo
    www.iclam.org.ve

  5. #65
    Appassionato/a

    User Info Menu

    Predefinito

    Per tornare al tema alghe ...
    Mettere i fotobiorearttori sul tetto di un capannone alternato a dei pannelli solari per l'acqua calda.
    Il tutto integrato con una cisterna di accumulazione del calore riempita di giaia e acqua pe ravere un calore costante durante l'anno nei fotobioreattori

  6. #66
    Appassionato/a

    User Info Menu

    Predefinito

    Quote Originariamente inviata da rbarba Visualizza il messaggio
    Per tornare al tema alghe ...
    Mettere i fotobiorearttori sul tetto di un capannone alternato a dei pannelli solari per l'acqua calda.
    Il tutto integrato con una cisterna di accumulazione del calore riempita di giaia e acqua pe ravere un calore costante durante l'anno nei fotobioreattori
    .. Ma hai pensato al carico sul tetto del capannone?

    Comunque visto che i fotobioreattori hanno bisogno di tanta CO2 quanta quella che può produrre un motore, nulla vieta di recuperare il calore stesso del motore per il riscaldamento dei fotobioreattori. Il problema non è il riscaldamento, è fornire alle alghe la CO2...

    Accoppiare i pannelli solari potrenne essere utile (ma non so quanto conveniente) nel caso tu avessi una fonte di CO2 alternativa e fredda da sfruttare, ma l'unica cosa che mi viene in mente è (come chiacchiere che avevo sentito) di estrarla dai carbonati, e non so con quale processo: se qualcuno lo sa me lo dica, qui a Carrara avrei tante cave di marmo da sfruttare!

    riguardo la Algaelink: permettetemi di esprimere un piccolo ghigno...
    ... ma mi dispiace per quelli che hanno comprato i loro impianti mai consegnati..

    ciao!
    Gu.

  7. #67
    Appassionato/a

    User Info Menu

    Predefinito

    errata corrige
    istituto per la protezione del lago di Maracaibo

    [url=http://www.iclam.gov.ve/]Instituto para el Control y la Conservaciòn del Lago de Maracaibo

    dalle foto aeree più dell' 11% della superfice del algo è coperta. Oltre 1400 Km2

    Supponiamo che lo strato medio di lenticchia d'aqua sia di 10 cm.
    Supponiamo che la densità di questo tappeto verde sia di 0,5 volte la densità dell'acqua.(una volta ascugata la biomassa)

    Se di tutta questa biomassa se ne raccogliesse 1 decimo ...diciamo 100 Km2

    Avremmo un quantitativo di 100 * 10^6 (m2) * 0,1 (m) * 0,5 (t/m3) = 5 * 10^6T di biomassa.

    Un analogo quantitativo di carbone è in grado di alimentare la centrale termoelettrica di Porto Tolle capace di fornire il 4-5 % dell'energia elettrica che si consuma in un anno in Italia.
    Ultima modifica di rbarba; 05-12-2008 a 14:09

  8. #68
    Novizio/a

    User Info Menu

    Predefinito

    Quote Originariamente inviata da energyenvironment Visualizza il messaggio
    Salve,

    io verrei mettere in piedi un progetto di produzione di energia da gassificazione di alghe, testarne i protocolli e venderne il chiavi-in-mano.

    Sono in contatto con :
    - aziende americane che crescono microalghe in bioreattori, producendone poi biodiesel per spremitura e trattamento,
    - aziende che forniscono sistemi di gassificazione
    - ...per quelle che forniscno turbine a ciclo combinato nelle quali utilizzare l'idrogeno prodotto non credo ci siano grossi problemi, ma lo affronterò successivamente
    - la finanza necessaria ad avviare un prgoetto di tale respiro.

    Mentre i contatti americani mi dicono che un tale progetto avrebbe in se moltissime complessità, in giro si cominciano a vedere i primi impianti pilota, come quello di una azienda che dice di avere già un chiavi-in-mano per il trattamento di più di 100.000 t/anno di alghe, gassificate in un sistema da 10-20 t/h per la produzione di una cinquantina di MW.

    Se la crescita delle microalghe in modo controllato e costante nei bioreattori, non è un grosso problema,
    Se gli attuali sistemi di gessificazione utilizzano anche rifiuti solidi urbani
    Se l'idrogneo prodotto può venire utilizzato senza grossi problemi in una turbina a ciclo combinato,
    ...cosa sto perdendo di vista che renderebbe il progetto tanto complesso??

    Grazie
    Vedo che il tuo messaggio è di qualche tempo fa - Hai fatto qualcosa nel frattempo? anche io ho intenzione di fare qualcosa avendo già disponibili alcune cose (il terreno vicino al mare, una pompa per prlevare l'acqua ecc ecc) Saluti

  9. #69
    Novizio/a

    User Info Menu

    Predefinito

    Salve a tutti gli amici del forum,

    sul discorso delle microalghe avete novità? leggevo i vostri commenti e siccome sono interessato ad un investimento di questo tipo vorrei capirci qualcosa in più. Ho contattato anch'io la società olandese AlgaeLink ma stò aspettando ancora delle risposte più concrete.

    Noto però che soprattutto negli Stati Uniti che questo argomento viene sviluppato in maniera più concreta.
    Aspetto una vostro riscontro per chi ne sà qualcosa in più

  10. #70
    Novizio/a

    User Info Menu

    Predefinito

    Ciao a tutti, secondo voi, in un futuro più o meno lontano o immaginario, sarà possibile sostituire/convertire i grandi impianti petrolchimici per l utilizzo di microalghe ? quindi includendo produzione e stoccaggio di alghe, produzione di biocarburanti, bioplastiche, e sostituzione dei reattori ad olio conbustibile con reattori ad alio, biomasse e idrogeno derivanti dalle alghe?

  11. #71
    Monumento

    User Info Menu

    Predefinito

    E perchè no?
    http://www.eni.com/it_IT/attachments/innovazione-tecnologia/piattaforme-tecnologiche/scheda-pt-biodiesel-da-alghe-rev-dic10.pdf
    Pensa che se si riuscisse a produrre in maniera conveniente economicamente l'olio di alghe , basterebbe pomparlo in questo impianto :
    http://www.eni.com/it_IT/media/note-stampa/2009/2009-07-31-inaugurato-nuovo-impianto-hydrockracking.shtml?menu2=archivio-media&menu3=note-stampa
    e diventerebbe tutti i prodotti petroliferi che sono già in commercio ora, senza esterificazione...
    In più ci sarebbe un effetto " depurativo " che porterebbe le alghe a raccogliere per crescere tutti i nutrienti che adesso sono inquinanti nei fertilizzanti e di conseguenza nelle acque.
    Forse è troppo bello per essere vero ?

  12. #72
    Novizio/a

    User Info Menu

    Predefinito

    Quote Originariamente inviata da Sulzer1 Visualizza il messaggio
    Mah, se leggi la 387 e poni un quesito al GSE risolvi in breve il dubbio amletico sulla interpretazione della biomassa. Recuperare CO2 da gas di scarico ( anche metano ) comporta sempre la gestione dell'azoto atmosferico, bruciando produce un bel po' di NOx, chissà se ste alghe si puppano anche gli NOx ? dicono siano una delle cause delle pioggie acide ; magari alle alghe piacciono.Se riesci a produrre olio vegetale ( qualcuno ha già visto un'analisi di olio da alghe? io no e non so se prevale l'oleico, il linoleico , palmitico....) il trasformarlo in biodiesel è una delle opportunità. se riesci a venderlo a meno del palma tutte le centrali IAFR a olio vegetali sono potenziali clienti ( ogni Mwe prodotto in un anno consuma circa 2.000 ton di olio , quanto hai intenzione di produrne?).
    Il Poli di Torino nella sede di Alessandria sta iniziando la costruzione di un impianto composto da :
    1) biodigestore a umido utilizzante biomassa mercatale con apporti esterni da coltivazione e scarti
    2)Impianto di separazione gas a menmbrane che permette di ricavare un "biometano" al 99% che verrà pompato in rete , un po' di azoto atmosferico e molta CO2 da fermentazione
    3) Un bioreattore a flusso vincolato formato da tubi trasparenti , estrazione dell'ossigeno , analizzatore e integratori
    In teoria l'intenzione sarebbe di : produrre biogas, depurarlo immettendo in rete biometano da utilizzare per teleriscaldamento in posti distanti dalla fermentazione ricavando certificati verdi , utilizzare la CO2 di scarto e i liquidi percolati della biofermentazione per alimentare le alghe del bioreattore , ricavare l'olio , riutilizzare il "panello proteico delle alghe per fare altro biogas.
    Ricavi :
    Vendita di biometano ( dato che serve a fare certificati verdi costa di più di quello di Putin)
    vendita di olio biocarburante ( per produrre altra energia)
    vendita di CarbontradeC sul mercato internazionale a 17 € la ton . di CO2 risparmiata ( su una delle borse internazionali saltando pari pari la mafia dei trader italiani)
    Scusa se mi sono dilungato troppo ma l'ho buttata di getto.
    P.S. l'unica definizione di biomassa valida ai sensi del decreto sulle rinnovabili e quella della 387 in Italia, se dessero ascolto a Bruxelles la parola assimilabili non esisterebbe nel vocabolario del legislatore .GSE ha già detto che va bene e sembra che l'autorità per l'energia sia daccordo a considerare il dispacciamento in rete del gas come per l'energia elettrica da rinnovabili.
    Ciao Sulzer hai del materiale riguardo questo progetto?

  13. #73
    Monumento

    User Info Menu

    Predefinito

    XEddypd1,
    direi che il mio intervento che hai citato(speriamo non si accorgano.....non si può) è datato. Da allora sono intervenuti alcuni cambiamenti a livello legislativo, rendendo più facile ,teoricamente, l'ultima parte del processo. se leggi in decreto di marzo di quest'anno , il biometano è diventato una realtà e di conseguenza tutta l'attuazione della filiera. Per la coltivazione delle alghe non sono informato degli sviluppi, i trader italiani continuano a fare i trader italiani......che si tratti di CV o Carbon Trading devono guadagnare solo loro.
    Ah, la separazione del metano dalla CO2 e dagli altri gas si chiama "upgrading", in campo metaniero si applica da sempre ( dai pozzi non esce mai un gas naturale come arriva ai fornelli) i sistemi sono vari e si applicano in funzione della composizione del gas iniziale, delle pressioni e delle quantità.

  14. #74
    Appassionato/a

    User Info Menu

    Predefinito

    Come mai non si parla più di alghe? Quali sono i reali problemi?

  15. #75
    Seguace

    User Info Menu

    Predefinito

    I progetti ci sono
    http://www.novaol.it/novaol/cms/prodotti/ricerca_sviluppo.html

    M
    a penso che ancora vi siano seri problemi tecnici......ti assicuro che con quello che costerà l'olio di soya quest'anno vista la siccità in argentina se ci fosse come alternativa olio di alga si andrebbe a nozze!!!!

  16. #76
    Monumento

    User Info Menu

    Predefinito A che punto sono le alghe .....

    E' la rassegna di un mese fa e compendia tutto il 2011, mi sembra abbastanza esauriente dello stato attuale della sperimentazione e delle aspettative future

    2011_algae_review.pdf
    Ultima modifica di eroyka; 07-06-2012 a 10:59

  17. #77
    Amministratore

    User Info Menu

    Predefinito

    Grazie Sulzer della segnalazione.

    Lo leggerò con attenzione...
    Comprogreen.it: soluzioni di alta ecologia che supportano il forum. Acquista in piena sicurezza!
    Essere realisti e fare l'impossibile

  18. #78
    Seguace

    User Info Menu

    Predefinito

    Grazie! Me lo vado a leggere!

  19. #79
    Paladino del Forum

    User Info Menu

    Predefinito

    Salve.
    Parlando di energia dalle alghe, avete mai letto o pensato di produrre delle alghe in mare, come si fà con la pescicoltura?
    Credo che se anzichè utilizzare vaste zone di terreno utili alle coltivazioni di piante, fosse possibile coltivare le alghe in alto mare si potrebbe risparmiare un bel po di terreno?
    Quello che si lamenta oggi da più parti è che la estrazione di biodiesel dalle piante comporta un'esproprio di terreno per coltivare piante commestibii utili un domani quando la popolazione mondiale sarà cresciuta.
    Utilizzando porzioni di mare recintato e coltivando bioalghe sarebbe possibile risolvere questo problema.

  20. #80
    Appassionato/a

    User Info Menu

    Predefinito

    All'università sto lavorando con le microalghe....però le stiamo testando sopratutto per cercare integratori alimentari, farmaci, antibiotici...per lavorare le alghe su larga scala e creare il biodiesel ci vuole parecchi spazio, un luogo adatto...a mio parere personale il modo migliore potrebbe essere in grosse vasche che utilizzano la luce solare e non i bioreattori a luce artificiale anche se tutti e due hanno i loro pro/contro...
    e seconda problematica è che l'acqua in cui crescono le alghe deve essere sempre mantenuta sotto controllo: il ph,e le quantità di sali e sopratutto co2/o2 !
    A livello di produzione per integratori e farmaci sono ottime e producono grosse quantità ! Ma se si parla di biodiesel ci vuole un impianto veramente con i c...... ! Quantità enormi di alghe prodotte per avere buoni risultati economici....e anche cosi per ora il petrolio economicamente è molto superiore...bisogna affinare la tecnica e trovare veramente la specie di alga "super" che si riproduca in fretta, che possa sopportare stress, e ovviamente ad alto contenuto oleoso.
    Armerock...

  21. RAD
Pagina 4 di 6 primaprima 123456 ultimoultimo

Discussioni simili

  1. Biodiesel dalle alghe
    Da nel forum BIOMASSE
    Risposte: 3
    Ultimo messaggio: 25-03-2014, 12:05
  2. biodiesel dalle alghe
    Da bryanx78 nel forum BioCarburanti dalle microalghe
    Risposte: 147
    Ultimo messaggio: 05-07-2009, 17:56
  3. Energia dalle onde
    Da Archangel nel forum Maremotrice e Moto Ondoso
    Risposte: 9
    Ultimo messaggio: 27-12-2008, 09:24
  4. alghe ed energia : aiuto!
    Da swastana nel forum BioCarburanti dalle microalghe
    Risposte: 2
    Ultimo messaggio: 21-11-2007, 15:19
  5. Energia da alghe
    Da TEE nel forum RIFIUTI, RIUTILIZZO, RICICLO
    Risposte: 1
    Ultimo messaggio: 04-11-2007, 19:07

Permessi di invio

  • Non puoi inserire discussioni
  • Non puoi inserire repliche
  • Non puoi inserire allegati
  • Non puoi modificare i tuoi messaggi
  •