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Discussione: Energia dalle alghe

  1. #81
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    Quote Originariamente inviata da armerock Visualizza il messaggio
    All'università sto lavorando con le microalghe......bisogna affinare la tecnica e trovare veramente la specie di alga "super" che si riproduca in fretta, che possa sopportare stress, e ovviamente ad alto contenuto oleoso.
    Ciao.
    Ma io dicevo è possibile coltivare le alghe in alto mare, come si fa per la itticoltura? E' per caso di tua conoscenza una simile tecnica?
    Isistono dei tipi di aghe coltivabili per biodiesel in tal modo? Io non ne ho sentito mai parlare.
    Facendo in questo modo sarebbe possibile risparmiare un bel pò di terreno. Le alghe potrebbero crescere da sole con pochi interverti da parte umana. In fondo le alghe sono delle piante che hanno bisogno della luce solare e dei sali minerali e della CO2 per crescere.
    Io lancio semplicemente una proposta a chi si occupa di questo campo di esaminare tale possibilità.

    Saluti.

  2. #82
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    l'idea sarebbe perfetta, non ci sarebbe competizione sul terreno con nessun altra coltura...e si, ci sono alghe marina che vivono nello strato superficiale anche negli oceani anche se non sò quanto sono efficenti e il loro contenuto oleoso...il problema poi potrebbe essere il costo di recupero (andare fisicamente in barca a recuperarle),trovare un sistema efficace per contenerle e fare in modo che non ci siano troppo "predatori" o patogeni di alghe. Modi simili si usano tutto ora in laghi artificiali e la produzione non sembra andare male, ma in mare il problema cambia...non puoi gestirla al meglio come in un laghetto...
    Cmq mi informerò...sicuramente qualcuno ci ha già pensato e chi sà che non abbia già fatto qualche test!
    Armerock...

  3. #83
    Appassionato/a

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    Noi le alghe le coltiviamo. In mare aperto si può fare, ci sono anche dei brevetti ma ci sono problemi non secondari da risolvere.
    Le alghe si coltivano anche in fotobioreatori alla luce del sole senza luce artificiale.

  4. #84
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    Le alghe crescono sicuramente in mare , armerock in un intervento precedente ha espresso perfettamente quali sono i parametri fondamentali perchè crescano in maniera proficua , almeno per le alghe che necessitano di funzione clorofilliana : temperatura controllata ( calda) CO2 elevata, nutrienti abbondanti. Sono condizioni da periodo Cretaceo, quando alcuni ipotizzano che le alghe abbiano creato grandi depositi da cui sono originati grandi giacimenti petroliferi.E' stato anche il periodo in cui la vita sulla terra ha rischiato di estinguersi e gli esseri viventi si sono spostati in massa negli oceani per sopravvivere. Oggi tutti auspicano e cercano di creare le condizioni perché avvenga il contrario.
    Penso che sia difficile conciliare proliferazione accelerata delle alghe e aspetto dei mari come lo conosciamo.
    Per le poche informazioni che ho raccolto in questi anni sulla coltivazione , ho l'impressione che i vari metodi adottati abbiano pro e contro e i vari contro siano ostici da risolvere. Tutti devono affrontare i buio crepuscolare notturno e il conseguente raffreddamento. Gli impianti a tubi trasparenti in questi casi necessitano di apporto di ossigeno e di riscaldamento ( l'inerzia termica è bassa) quelli a vasca a pelo libero , se abbastanza profondi riescono quasi a sopperire con una ossigenazione ridotta e senza aumento di apporti termici. In tutti i casi metà del ciclo di accrescimento è perso proprio perchè al buio il processo si arresta. Il sistema ad illuminazione artificiale citato da Armerock è mediato dai coltivatori indoor di maria, ho letto che ultimamente rubano spesso i fanali del Porsche Cayenne perchè è l'ideale per apporto di luce e calore......
    A parte gli scherzi penso che il bilancio energetico non possa essere positivo illuminando le alghe e un altro grande problema energetico è dato dalla disidratazione. Le alghe crescono bene sino a che non superano percentuali bassissime nell'acqua di coltura, poi tendono a soffocarsi . Bisogna pertanto raccogliere un mucchio di acqua per raccogliere pochissime alghe.

  5. #85
    Appassionato/a

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    ... certo che le alghe crescono nel mare :-)
    Qui stiamo parlando di crescita massima che è un'altra cosa. Si può fare anche in mare esempi ce ne sono con varie metodologie e problematiche.
    L'ossigeno non serve anzi ... il calore può servire ma, normalmente, serve molto di più il raffrescamento.

    qui un esempio:

    NASA - OMEGA Project
    Ultima modifica di nll; 16-08-2013 a 00:16 Motivo: Unione messaggi consecutivi dello stesso utente

  6. #86
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    Quote Originariamente inviata da AlgainEnergy Visualizza il messaggio
    qui un esempio
    Ecco grazie Algain è come pensavo, esistono già dei progetti in tal senso. Mi pareva strano che nessuno ci avesse pensato.
    La coltivazione delle alghe in mare io penso possa avere un ottimo futuro, specialmente in Italia, dove abbiamo poca terra ma molto mare attorno alle nostre coste. Io penso che il Ministero dovrebbe occuparsi di incentivare progetti in tal senso e le industrie del settore realizzare impianti pilota. I modi e i termini come realizzarli non sono un problema. Utilizzare della luce artificiale per coltivare delle alghe non mi sembra molto economico tranne per particolari tipi di alghe curative ad alto costo.
    Io parlo di alghe non solo unicellulari come quelle sperimentate dalla NASA ( mi sembra di aver capito) , ma anche di alghe pliricellulari.
    Non credo che tali tipi di coltivazioni siano dannosi per l'ambiente ma anzi dovrebbero essere utili visto che assorbono CO2 e rilasciano O2; anzi dovrebbero contrastare il tanto temuto e dannoso effetto serra dovuto alla CO2. In ogni caso il mare già produce naturalmente alghe.

  7. #87
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    Algain, l'esempio che hai postato, ma ne trovi altri simili, funziona di giorno, per lo svolgimento della funzione clorofilliana serve il sole per attuare la fase di fissazione del carbonio e il successivo ciclo di Calvin da cui le piante costruiscono glucosio o lipidi o amminoacidi ( se mi leggesse chi me lo ha spiegato tanti anni fa mi picchierebbe con il libro di biologia in testa, meno male che non c'è più) . Quando il sole cala e l'organismo rimane al buio, il funzionamento si inverte e le alghe come tutte le piante verdi,iniziano un processo ossidativo detto di respirazione cellulare, durante il quale consumano ossigeno e non fissando anidride carbonica non crescono.Nei tubi di notte devi pompare ossigeno come devi estrarlo di giorno.
    L'energia termica di cui parlavamo prima ha come unico scopo l'accelerazione dei processi . Le alghe che danno risultati rapidi amano il caldo , se pianti bambù in una serra riscaldata in pianura Padana avrai tempi di accrescimento simili a quelli della Malesia , esistono però canne che crescono nel clima padano , ci impiegano solo più tempo.
    Vorrei solo scrivere ancora una cosa sulla coltivazione in fotobioreattori in mare. Il mare nn è una superficie vuota sotto cui non avviene nulla. Coprire parecchi ettari di mare con una struttura che catturi i raggi solari significherebbe condannare tutta la biocenosi ( il complesso degli animali e piante che vivono sino a una certa profondità) a scomparire, creando un deserto liquido che si ripercuoterebbe sino al fondale più profondo, essendo tutti gli ecosistemi concatenati. Direi che molti meno danni farebbero delle algae-farms collocate in zone aride desertiche dove non siano possibili altre coltivazioni.
    Un altro " desiderata" che per adesso nesssuno è riuscito a concretizzare è la fitodepurazione , nella realtà organismi così robusti da riuscire a depurare ogni tipo di inquinante contenuto nelle acque delle fognature fertilizzandosi con i nutrienti che le accompagnano non sono ancora stati selezionati. In genere quando hanno una propensione per un determinato elemento o una certa molecola vengono avvelenati dall'altra , rendendo vani tutti i tentativi di convivenza nelle vasche. Magari la NASA è riuscita e non lo ha ancora divulgato, sarebbe un risultato eccezionale anche senza riuscire a produrre biodiesel....
    Ultima modifica di Sulzer1; 17-01-2013 a 19:31

  8. #88
    Appassionato/a

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    Sulzer1, le alghe le coltiviamo in fotobioreattori quindi qualcosa conosco :-). Il fotoperiodo giorno/notte fa bene all'alga. L'aumento di produttività deve essere fatto in altro modo.
    La coltivazione in mare non mi interessa per vari motivi.
    La fitodepurazione con alghe funziona e bene, le prove le abbiamo fatte.. c'è solo un problema che bisogna diluire il refluo:le quantità di reflue sono elevate se poi le diluisci devi trattare volumi enormi.

  9. #89
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    [QUOTE=AlgainEnergy;119404024]Sulzer1, le alghe le coltiviamo in fotobioreattori quindi qualcosa conosco :-).
    Io invece ho anticipato che non ho esperienza diretta, non ho però notizia di cambiamenti occorsi negli ultimi anni nella sintesi clorofilliana, quando parlavo di ossigeno intendevo ovviamente anche quello contenuto nell'aria atmosferica

    Il fotoperiodo giorno/notte fa bene all'alga. L'aumento di produttività deve essere fatto in altro modo.
    E' possibile , vale per molte piante, le colture idroponiche forzate con cicli alterati da luce artificiale danno frutti orrendi

    La fitodepurazione con alghe funziona e bene, le prove le abbiamo fatte.. c'è solo un problema che bisogna diluire il refluo:le
    quantità di reflue sono elevate se poi le diluisci devi trattare volumi enormi.
    Ergo, all'atto pratico è irrealizzabile, anche gli esseri umani si mitridatizzano bevendo veleni a diluizioni omeopatiche

  10. #90
    Appassionato/a

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    Per ora è così. Le cose stanno migliorando. La diluizione è elevata ma non a livello omeopatico :-)) Siamo ad 1 a 20. Ma integrando con mezzi meccanici puoi quasi arrivare a quasi uno a uno. Servono tempo e soldi per finire la sperimentazione ma credo che siamo sulla strada giusta.
    Per la coltivazioni non credo sia utile, se non in casi specifici,usare mezzi artificiali, luce o altro per aumentare la produzione, noi coltiviamo un prodotto di qualità senza diminuire la quantità. Basta solo osservare la natura e si capiscono molte cose.
    Anche la concentrazione gr/litro si può migliorare. In alcuni casi siamo passati, in campo, da 2 a quasi 8 gr/litro e la produzione massima era quando l'alga aveva una concentrazione tra 6,5/7 gr/l.
    In definitiva sono per impianti a basso costo sia di costruzione che energetici così da ottenere un ottimo rapporto qualità/prezzo.

    Le alghe vanno bene per integratori, cosmesi, magimi per ora.

    Reflui ancora un pò di ricerca e integrata con altri metodi.

    Energia: qui secondo me è un discorso più complesso. Ci sono varie strade: OGM, alimentazione scarti per ottenere olio o per produzione dirette come ad es.: idrogeno, etc
    Io credo di più in quelle dirette. Qui non mi pronuncio sui tempi. Dipende da troppi fattori in primis soldi, persone ma anche un pò di fortuna nelle selezioni. E' un processo biologico e alcune intuizioni hanno necessità di tempo per essere messe a punto.

  11. #91
    Banned

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    Salve.
    L'argomento della discussione era di ricavare energia dalle alghe. Si era partiti dalle coltivazioni di alghe fatte a terra, ma si è visto che in italia tale sistema non andrebbe bene perchè l'italia non ha molta terra o spazio da dedicare a tale sistema per quanto riguarda i biocarburanti. La terra potrebbe servire più utilmente per la coltivazione di piante per uso alimentare. Anche se in questo campo bisogna dire che molte terre vengono abbandonate ormai dai proprietari agricoltori perchè le culture non sono più remunerative: i soldi e il lavoro speso non vengono compensati. Risultato che molti prodotti agricoli vengono importati ( vedi arance dalla Spagna, Algeria,Marocco..).
    L'estensione della coltivazione in mare di alghe era partita dalla considerazione che estensioni di terreno verrebbero sottratti all'agricoltura. La coltivazione di alghe non credo influisca significativamente sull'ecosistema marino sottostante. Si tratta solamente di delimitare zone circoscritte di mare non interferenti con la navigazione di navi, come si fa per la itticoltura. Nelle zone del sud Italia ed isole vi è abbondanza di sole ( o sole mio) , e le alghe possono crescere lontani dalla costa senza interferire con i luoghi di villegiatura o col paesaggio. In pratica nemmeno si vedono. Poichè i limiti di proprietà territoriale sono le 12 miglia marine, queste recinzioni con tubi galleggianti, potrebbero essere collocate sulle dieci miglia.

  12. #92
    Appassionato/a

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    Si zegami la proposta delle alghe in mare era partita per questi motivi però se leggi bene i vecchi post ci sono varie problematiche da risolvere in mare....come contenere al meglio le alghe, trovare un medoto poco costoso per recuperarle ( anche se una rete con trama 0,2 micrometri andrebbe bene per le prime 2 problematiche...quanto costerebbe è un altro problema xD ) poi il problema che le alghe vengono mangiate da una miriade di animali più grandi, e non intendo solo i pesci....che servirebbe un inoculo iniziale bello grande per far partire al meglio la proliferazione ( problema risolvibile)...
    Armerock...

  13. #93
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    E'un ragionamento molto simile al fotovoltaico, lo spreco di campi coltivati dipende solo da 2 fattori : la facilità di costruire sul nuovo e la ricerca di utilizzi più redditizi da parte di chi possiede la terra. L'Italia è coperta di tetti , capannoni industriali, scuole, edifici pubblici in generale . Al contrario del fotovoltaico le alghe si accontentano di non essere colpite dalla luce diretta del sole. Costruire strutture immense galleggianti sul mare e dotate di tutte le indispensabili opere accessorie, fornirle della energia e dei nutrienti necessari , prevederle resistenti a tutti i climi e gli eventi meteorologici , sa di dissertazione accademica. Fermo restando il fatto che ad oggi nessuno è riuscito a dimostrare fattibile economicamente la produzione di alghe come biocarburante.........

  14. #94
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    Quote Originariamente inviata da Sulzer1 Visualizza il messaggio
    Fermo restando il fatto che ad oggi nessuno è riuscito a dimostrare fattibile economicamente la produzione di alghe come biocarburante.........
    Alcuni tipi di alghe hanno una percentuale in grassi maggiore di alcune piante utilizzate come biocombustibili.
    Il fatto che la NASA se ne stia occupando vuol dire che l'idea non è tanto meneghina. Se tutti ci dovessimo occupare di cose già conosciuse il progresso si fermerebbe. Qualcuno si deve pur occupare di cose nuove e trovare nuove strade per i combustibili del fututro che non saranno i prodotti petroliferi, che sono a termine.
    Costruire delle strutture gallegianti in mare potrebbe essere vantaggioso se sfruttiamo l'energia stessa che fornisce il mare con le onde, le correnti e le maree.Si potrebbe sfruttare contemporaneamente il sole che picchia senza ombre ed ostacoli,sia il movimento del mare. I sistemi di segualazione luminosi e sonori di queste strutture, possono essere alimentate dal movimento del mare, idem per quanto riguarda la ossigenazione o insufflamento di CO2 atmosferica nelle alghe.
    Dovrebbe essere un sistema integrato che prevede l'utilizzo di diverse forme disponibili di energia, riducendo al minimo l'intervento umano.
    Può darsi che come dici tu queste siano solo dissertazioni accademiche, ma si basano su tecnologie conosciute a portata dell'intelletto umano. Basta solo metterle in pratica. Come in puzle costuire con mattoni già esistenti cose nuove che potranno essere utili in futuro.
    Ultima modifica di experimentator; 21-01-2013 a 02:35

  15. #95
    Appassionato/a

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    Mi piace il tuo ragionamento zagami ma putroppo nè tu nè io abbiamo i soldi per realizzarlo e la gente che ha i soldi finche non è cerca che finanziare questo progetto gli possa dare dei ritorni nessuno comincerà neanche a creare la prima "gabbia galleggiante"....
    Io nel mio piccolo all'università sto cercando di fare il possibile nel mondo delle alghe...ma mancano i finanziamenti per comprare le attrezzature che ci servono e anche con tutta l'inventiva e la buona volontà certe cose si possono fare solo con certi strumenti...
    Bisognerebbe cambiare modo di pensare e cercare di migliorare il mondo...un tempo la scienza ha fatto passi da giganti perchè erano le prime scoperte e ci si poteva permettere un laboratorio "artigianale.fai da te" ma oggi purtroppo siamo dipendenti dalla tecnologia per avanzate! a mano a mano che le cose si complicano....
    Armerock...

  16. #96
    Monumento

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    Vinassa de Regny negli anni 30 del secolo scorso ipotizzo un progetto nella depressione dancala che oggi sarebbe in associazione perfetta con la coltivazione delle alghe ..... un canale dal mar Rosso avrebbe alimentato la depressione aumentando la superficie del mare interno e modificandone la salinità, contemporaneamente si sarebbe prodotta energia idroelettrica ( il salto della depressione è 125 metri e prevedeva di innalzare il livello di 25) su questa superficie di c.a. 5.000 km quadrati si potrebbero coltivare un mucchio di alghe.....
    Chi va a proporlo agli Afar ? Sono un popolo un po' nervoso .....

  17. #97
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    Quote Originariamente inviata da armerock Visualizza il messaggio
    Mi piace il tuo ragionamento zagami ma putroppo nè tu nè io abbiamo i soldi per realizzarlo .
    Quello che dici tu è purtroppo vero, ma il nostro compito è parlarne, sviscerare i lati positivi e negativi di un determinato argomento.
    Può darsi che qualcuno seguendo i nostri suggerimenti si decide a intraprendere questa strada.
    Purtroppo in passato sono stati finanziati progetti inutili in Italia spendendo miliardi e miliardi senza conclusione, come l'energia nucleare o da fusione o da fissione. Per come la vedo io questo tipo di energia non dovrebbe essere consumata in questa epoca storica, ma conservata in futuro per i viaggi spaziali di lunga percorrenza, infatti l'energia chimica non potrebbe mai garantire un lungo viaggio nello spazio. Senza contare che l'energia nucleare potrebbe servire in futuro come arma di difesa per possibili impatti di asteroidi, o altro (alieni ?).
    Ma non vorrei uscire fuori argomento. Lo sfruttamento delle risorse marine per le bioalghe o altro, secondo il mio parere sarà una scelta obblicata in futuro. Si prevede che tra 30-50 anni la popolazione mondiale sarà raddoppiata e non ci saranno risorse alimentari sufficienti per tutti, specialmente per i paesi del terzo mondo. Anche coltivando la terra in maniera intensiva il cibo non basterà.

  18. #98
    Novizio/a

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    Si marcia verso l'apocalisse insomma...

  19. #99
    Appassionato/a

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    Concordo di nuovo con te zagami ! ;-)
    L'energia nucleare sarebbe da risparmiare per i viaggi spaziali, l'unica fonte che potrebbe veramente farci arrivare lontano...anche se secondo me spendere miliardi e miliardi di euro per finanziare viaggi a cavolo sulla luna,marte,ect quando sarebberò utili qui per risolvere i problemi di energia e alimentazione....secondo me si potrebberò risolvere tutti i problemi se si finanziasserò le ricerche in campo energetico! E parlando di alimentazione si potrebberò creare orti urbani, e cercare sistemi per arrestare l'avanzata dei deserti e sopratutto smettere di coltivare migliaia di ettari di piante "oleose" per creare biodisel e coltivare piante "alimentari"...e cominciare a sfruttare il mare per le alghe...anche se ci sarebberò da fare molte prove...
    Armerock...

  20. #100
    Monumento

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    X armerock, guarda che nella realtà di coltivazioni di oleaginose per produrre biodiesel non ne esistono. La produzione di solo olio sarebbe una attività in perdita. Se escludi la produzione di olio di oliva e una parte del girasole alimentare , la maggior parte degli oli derivanti da semi sono sottoprodotti delle proteine vegetali per la alimentazione degli animali da allevamento. Se non si allevassero mucche, maiali, galline e pesci in maniera intensiva a nessuno verrebbe in mente di addizionare del 5% di biodiesel il gasolio. E' un procedimento inverso a quello che tu pensi , si addiziona il gasolio di biodiesel perché c'è troppo olio nel mondo e non si produce troppo olio perché c'è bisogno di biodiesel

  21. RAD
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