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Discussione: Energia dalle alghe

  1. #1
    Novizio/a

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    Predefinito Energia dalle alghe



    Salve,

    io verrei mettere in piedi un progetto di produzione di energia da gassificazione di alghe, testarne i protocolli e venderne il chiavi-in-mano.

    Sono in contatto con :
    - aziende americane che crescono microalghe in bioreattori, producendone poi biodiesel per spremitura e trattamento,
    - aziende che forniscono sistemi di gassificazione
    - ...per quelle che forniscno turbine a ciclo combinato nelle quali utilizzare l'idrogeno prodotto non credo ci siano grossi problemi, ma lo affronterò successivamente
    - la finanza necessaria ad avviare un prgoetto di tale respiro.

    Mentre i contatti americani mi dicono che un tale progetto avrebbe in se moltissime complessità, in giro si cominciano a vedere i primi impianti pilota, come quello di una azienda che dice di avere già un chiavi-in-mano per il trattamento di più di 100.000 t/anno di alghe, gassificate in un sistema da 10-20 t/h per la produzione di una cinquantina di MW.

    Se la crescita delle microalghe in modo controllato e costante nei bioreattori, non è un grosso problema,
    Se gli attuali sistemi di gessificazione utilizzano anche rifiuti solidi urbani
    Se l'idrogneo prodotto può venire utilizzato senza grossi problemi in una turbina a ciclo combinato,
    ...cosa sto perdendo di vista che renderebbe il progetto tanto complesso??

    Grazie

  2. #2
    Appassionato/a

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    ne avevo sentito parlare, non ne so nulla ma tutto ciò è molto interessante.. ti terrò d'occhio! :-)

  3. #3
    Seguace

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    Salve a tutti,

    vorrei porre una serie di domande: di che tipo di alga parliamo? Le micro alghe sono davvero l'ideale per un impianto di gassificazione? non sarebbe meglio isolare una specie che possa fare una massa molto + "nutrita" e "discreta"? Secondo me le alghe hanno anche un altro inconveniente... sono molto ricche di acqua... come si pensa di eliminarla in modo economico? e se fossero alghe di acqua salata... sicuramente "un po'" di sale rimarrà agganciato all'alga, potrebbe influenzare negativamente il processo pirolitico? e le emissioni?

    Che tipo di burocrazie richiede un allevamento di alghe? sul piano normativo è concesso? Dal punto di vista sanitario?

    Scusate l'intervento ma erano domande che mi erano venute tanto tempo fa e non le avevo mai esposte... ora che qualcuno ne discute ho colto l'occasione per farle.

    A presto!

  4. #4
    Novizio/a

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    Belle domande e argomento interessante, io stavo guardando un pò in giro e mi sono reso conto che esiste un "meraviglioso mondo delle alghe" che meriterebbe di essere conosciuto e discusso. Ad esempio per aggiungere ancora un pò di carne al fuoco ho letto cifre impressionanti sulla potenzialità delle alghe nella produzione di olio.
    per intenderci si parla di 276 tonnellate di biomassa per acro (non so se peso secco o umido) che darebbero la possibilità di ottenere 33.000 galloni di olio per acro per anno (274 ton. !!!!????).
    Abbiamo forse trovato il santo Graal dei biocarburanti o mi sfugge qualcosa?
    aggiungo che per me è un argomento con cui dovrò confrontarmi in questi giorni, quindi spero di poter trarre spunti dalla discussione e contribuire con ciò che ho capito quando possibile
    Ultima modifica di cosimomos; 22-07-2008 a 10:09

  5. #5
    Monumento

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    Stamattina il responsabile di un fondo di investimenti di Londra mi ha detto che non vogliono sentire di investire in alghe anche se è una tecnologia matura per non dover discutere con le major del petrolio. Cosa vorrà dire ?

  6. #6
    Appassionato/a

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    Ho cominciato ad informarmi anche io, la cosa sembre veramente interessante. A parte i soldi iniziali la cosa che mi spaventa è la commercializzazione, si toccherebbero interessi giganteschi.

    C'è ancora qualcuno del forum che sta facendo crescere alghe?

  7. #7
    Novizio/a

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    dal punto di vista tecnico mi sembra di aver capito che tale genere di colture, indipendentemente dalla specifica tecnica (bioreattori aperti sia outdoor che indoor o chiusi, verticali o orizzontali etc.) siano particolarmente adatte ad un accoppiamento con impianti che producono massicce quantità di CO2.
    Una configurazione tipica potrebbe essere gassificatore->motore che brucia il syngas prodotto->vendita di elettricità alla rete; affiancato a un bioreattore che sfrutta la CO2, le ceneri e il calore provenienti dall'impianto per incrementare la produzione delle alghe e ottenere olio da trasformare in biodiesel e un sottoprodotto organico (una specie di pasta di alghe) da utilizzare come biomassa per il gassificatore.
    La profittabilità economica e gli aspetti ambientali andrebbero però vagliati attentamente.
    Infatti soprattutto per quanto riguarda il secondo aspetto, se è certo che le alghe assorbono e sfuttano la CO2 per la loro crescita, il processo di estrazione dell'olio e la successiva raffinazione in biodiesel potrebbero non essere così environmental-friendly.
    Altro aspetto che mi preoccupa (siamo in Italia!) è quello autorizzativo/legislativo al quale penso di dedicarmi nel pomeriggio per cominciare a dare qualche fondamento più certo a questa discussione, cercando di capire cosa ci posso fare poi con il biodiesel.....
    non vorrei dovermelo bere.
    Ultima modifica di cosimomos; 23-07-2008 a 16:28 Motivo: correzione errori

  8. #8
    Novizio/a

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    Ho girato un pò per il forum e ho notato che su questo argomento manca una discussione, come dire, organica.
    probabilmente perchè è nuovo e le cifre sono molto variabili.
    mi sembrerebbe utile però riuscire ad articolare un discorso esaustivo sulla produzione di olio dalle alghe (da trasformare in biodiesel) su scale economicamente (aziendalmente) sostenibile...purtroppo non si vive di sola aria.
    Sulle modalità di produzione, estrazione olio e raffinazione ho trovato molto interessanti due siti in particolare: quello degli americani della Valcent (vertigro) e quello degli olandesi della Algaelink (Bioking).
    Sul secondo che propone delle tecnologie, credo, più consolidate ci sono anche i prezzi dei bioreattori e di qualche altro macchinario accessorio.
    Il dubbio che mi assilla riguarda la possibilità di installare un simile marchingegno sul mio terreno e, come dicevo, la strada che poi dovrebbe prendere il mio olio o il mio biodiesel.
    In italia solo una parte (un contingente di 300.000 ton.)del biodiesel è assoggettato ad un regime fiscale agevolato (20% dell'accisa sui normali carburanti).
    Altro aspetto inquietante è che la legge non cita mai espressamente le alghe e questo mi fa paura!
    Chiudo con una preghiera a energyenvironment tu parli di "chiavi in mano", io non ho trovato nulla di simile in giro se puoi fammi sapere qualcosa magari potrei trarne spunto per ulteriori ricerche.

  9. #9
    Novizio/a

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    Per Sulzer1: il problema di discutere con le Sette Sorelle, francamente non lo vedo. Tranne che non sia una cosa "mafiosa" del tipo: <>. Io invece ho altri finanziatori che stanno innamorandosi della cosa. Quindi credo che il problema sia solo trovare quello giusto. Considera, tra l'altro che il problema della banche è sempre quello di "facciamo passare avanti gli altri, valutiamo sulla pelle degli altri i rischi e poi vediamo". In realtà la parte finanziaria è decisamente quella che mi preoccupa meno.

    In generale credo che uno dei problemi sia effettivamente la normativa. La sto studiando a fondo e se il biodiesel o l'olio vegetale estratto può avere limiti di agevolabilità, se usato come biomassa questo, invece, non viene "espressamente" riportato tra le specie riconosciute come biomassa. Da altri contatti in Commissione Europea, sono venuto a sapere che il "vuoto" è già sotto esame e verrà corretto a breve. Poi, sulla modalità di recepimento di tali osservazioni Comunitarie da parte del Legislatore Italiano, beh,... la vedremo!
    Un altro problemino potrebbe essere il fatto che le specie migliori di alghe sotto il punto di vista energetico e di crescita, potrebbero non essere presenti nel nostro Paese e importarle dall'estero richiede trafile burocratiche di un certo tipo.
    Il problema del CO2, non mi pare insormontabile: l'impianto di cui mi hanno parlato, lo autoconsuma a partire da quello che produce per la generazione elettrica; altrimenti basta affiancarlo ad un' impianto di produzione standard (ce ne sono fin troppi con coimbustibile fossile!)
    Piuttosto:
    - non so se la gassificazione di biomasse restituisce schifezze tipo quella dei rifiuti (diossine etc.)
    - bisognerebbe che la produzione di alghe abbia un ritmo continuo e costante
    - che le varie tecnologie bioreattore, gassificazione, turbine a gas prese e funzionanti da sole, siano tarate per funzionare opportunamente insieme
    - che i fornitori di ciascuna tecnologia, che saranno partner del progetto, abbiano una strategia di investimenti in ricerca & sviluppo decisamente robusta, dal momento che questo tipo di innovazioni, ammesso che oggi riescano a funzionare correttamente, dovranno avere risultati sempre migliori negli anni (vedi il fotovoltaico ed esempio)
    - ... e varie altre amenità di carattere più organizzativo che tecnico.

  10. #10
    Monumento

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    Quote Originariamente inviata da energyenvironment Visualizza il messaggio
    Per Sulzer1: il problema di discutere con le Sette Sorelle, francamente non lo vedo. Tranne che non sia una cosa "mafiosa" del tipo: <>. Io invece ho altri finanziatori che stanno innamorandosi della cosa. Quindi credo che il problema sia solo trovare quello giusto. Considera, tra l'altro che il problema della banche è sempre quello di "facciamo passare avanti gli altri, valutiamo sulla pelle degli altri i rischi e poi vediamo". In realtà la parte finanziaria è decisamente quella che mi preoccupa meno.

    In generale credo che uno dei problemi sia effettivamente la normativa. La sto studiando a fondo e se il biodiesel o l'olio vegetale estratto può avere limiti di agevolabilità, se usato come biomassa questo, invece, non viene "espressamente" riportato tra le specie riconosciute come biomassa. Da altri contatti in Commissione Europea, sono venuto a sapere che il "vuoto" è già sotto esame e verrà corretto a breve. Poi, sulla modalità di recepimento di tali osservazioni Comunitarie da parte del Legislatore Italiano, beh,... la vedremo!
    Un altro problemino potrebbe essere il fatto che le specie migliori di alghe sotto il punto di vista energetico e di crescita, potrebbero non essere presenti nel nostro Paese e importarle dall'estero richiede trafile burocratiche di un certo tipo.
    Il problema del CO2, non mi pare insormontabile: l'impianto di cui mi hanno parlato, lo autoconsuma a partire da quello che produce per la generazione elettrica; altrimenti basta affiancarlo ad un' impianto di produzione standard (ce ne sono fin troppi con coimbustibile fossile!)
    Piuttosto:
    - non so se la gassificazione di biomasse restituisce schifezze tipo quella dei rifiuti (diossine etc.)
    - bisognerebbe che la produzione di alghe abbia un ritmo continuo e costante
    - che le varie tecnologie bioreattore, gassificazione, turbine a gas prese e funzionanti da sole, siano tarate per funzionare opportunamente insieme
    - che i fornitori di ciascuna tecnologia, che saranno partner del progetto, abbiano una strategia di investimenti in ricerca & sviluppo decisamente robusta, dal momento che questo tipo di innovazioni, ammesso che oggi riescano a funzionare correttamente, dovranno avere risultati sempre migliori negli anni (vedi il fotovoltaico ed esempio)
    - ... e varie altre amenità di carattere più organizzativo che tecnico.
    Mah, se leggi la 387 e poni un quesito al GSE risolvi in breve il dubbio amletico sulla interpretazione della biomassa. Recuperare CO2 da gas di scarico ( anche metano ) comporta sempre la gestione dell'azoto atmosferico, bruciando produce un bel po' di NOx, chissà se ste alghe si puppano anche gli NOx ? dicono siano una delle cause delle pioggie acide ; magari alle alghe piacciono.Se riesci a produrre olio vegetale ( qualcuno ha già visto un'analisi di olio da alghe? io no e non so se prevale l'oleico, il linoleico , palmitico....) il trasformarlo in biodiesel è una delle opportunità. se riesci a venderlo a meno del palma tutte le centrali IAFR a olio vegetali sono potenziali clienti ( ogni Mwe prodotto in un anno consuma circa 2.000 ton di olio , quanto hai intenzione di produrne?).
    Il Poli di Torino nella sede di Alessandria sta iniziando la costruzione di un impianto composto da :
    1) biodigestore a umido utilizzante biomassa mercatale con apporti esterni da coltivazione e scarti
    2)Impianto di separazione gas a menmbrane che permette di ricavare un "biometano" al 99% che verrà pompato in rete , un po' di azoto atmosferico e molta CO2 da fermentazione
    3) Un bioreattore a flusso vincolato formato da tubi trasparenti , estrazione dell'ossigeno , analizzatore e integratori
    In teoria l'intenzione sarebbe di : produrre biogas, depurarlo immettendo in rete biometano da utilizzare per teleriscaldamento in posti distanti dalla fermentazione ricavando certificati verdi , utilizzare la CO2 di scarto e i liquidi percolati della biofermentazione per alimentare le alghe del bioreattore , ricavare l'olio , riutilizzare il "panello proteico delle alghe per fare altro biogas.
    Ricavi :
    Vendita di biometano ( dato che serve a fare certificati verdi costa di più di quello di Putin)
    vendita di olio biocarburante ( per produrre altra energia)
    vendita di CarbontradeC sul mercato internazionale a 17 € la ton . di CO2 risparmiata ( su una delle borse internazionali saltando pari pari la mafia dei trader italiani)
    Scusa se mi sono dilungato troppo ma l'ho buttata di getto.
    P.S. l'unica definizione di biomassa valida ai sensi del decreto sulle rinnovabili e quella della 387 in Italia, se dessero ascolto a Bruxelles la parola assimilabili non esisterebbe nel vocabolario del legislatore .GSE ha già detto che va bene e sembra che l'autorità per l'energia sia daccordo a considerare il dispacciamento in rete del gas come per l'energia elettrica da rinnovabili.
    Ultima modifica di Sulzer1; 24-07-2008 a 16:28

  11. #11
    Novizio/a

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    Quello che dici mi pare molto interesssante: altro che dilungarsi!
    ... e sono anche daccordo con alcune tue perplessità, tipo la produzione di olio vegetale, biodiesel etc. in verità, la cosa che ti sottolineavo io era proprio di NON produrre olio (sia per tutte le ragioni che descrivi, sia per quelle altrettanto utili riportate da Cosimomos sul limite di agevolazione fiscale). Al contrario, mi interessa di più far crescere le alghe (ad un ritmo opportunamente alto e costante), poi utilizzarle "direttamente" come biomassa all'interno di un gassificatore al plasma. In questo modo il combustibile non è l'olio ma la biomassa (conformemente, secondo quello che dici con la 387 o con circolari del GSE). Se la linea passa i certificati verdi non te li toglie nessuno.

  12. #12
    Monumento

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    Quote Originariamente inviata da energyenvironment Visualizza il messaggio
    Quello che dici mi pare molto interesssante: altro che dilungarsi!
    ... e sono anche daccordo con alcune tue perplessità, tipo la produzione di olio vegetale, biodiesel etc. in verità, la cosa che ti sottolineavo io era proprio di NON produrre olio (sia per tutte le ragioni che descrivi, sia per quelle altrettanto utili riportate da Cosimomos sul limite di agevolazione fiscale). Al contrario, mi interessa di più far crescere le alghe (ad un ritmo opportunamente alto e costante), poi utilizzarle "direttamente" come biomassa all'interno di un gassificatore al plasma. In questo modo il combustibile non è l'olio ma la biomassa (conformemente, secondo quello che dici con la 387 o con circolari del GSE). Se la linea passa i certificati verdi non te li toglie nessuno.
    Eneregy la prima autorizzazione per una centrale a olio vegetale e relativi certificati verdi per 12 anni l'abbiamo ottenuta nel 2005. Le tecnologie di cui parli , tipo un gassificatore al plasma , sono piuttosto complicate , un motore diesel gira nello stesso modo da più di 100 anni. Ma a parte le pubblicazioni su internet e gli interventi sul forum , l'hai già visto sto "gassificatore al plasma? e sei convinto che dal punto di vista energetico gassificare un carburante liquido renda più che usarlo direttamente come carburtante in un diesel? Sai perchè in italiano il diesel fuel si chiama "gas-olio"? Perchè sino a che non hanno inventato il motore diesel veniva usato per produrre gas di città. Quando si sono accorti che poteva alimentare direttamente i motori han smesso subito di gassificarlo perdendo una parte dell'energia per il cambiamento di stato. Per i solidi ( le alghe) perdi ancora di più. La pirolizzazione ha significato per combustibili solidi che non possono alimentare direttamente i motori.
    Son sempre prolisso. Volevo chiedere un altra cosa;sto idrogeno dalle alghe quanto pensi che possa essere? lo sai che escluse le celle non esistono turbine o motori a ciclo otto commerciali che girino a idrogeno puro? Tutti i produttori di macchine per energia elettrica consentono al massimo il 10% trovando difficoltà a bruciare il syngas troppo ricco.
    Ma sto gassificatore al plasma li emette i raggi protonici di startrek ?
    Ciao Burlonsulzer

  13. #13
    Novizio/a

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    Quote Originariamente inviata da energyenvironment Visualizza il messaggio
    Piuttosto:
    - non so se la gassificazione di biomasse restituisce schifezze tipo quella dei rifiuti (diossine etc.)
    - bisognerebbe che la produzione di alghe abbia un ritmo continuo e costante
    - che le varie tecnologie bioreattore, gassificazione, turbine a gas prese e funzionanti da sole, siano tarate per funzionare opportunamente insieme
    - che i fornitori di ciascuna tecnologia, che saranno partner del progetto, abbiano una strategia di investimenti in ricerca & sviluppo decisamente robusta, dal momento che questo tipo di innovazioni, ammesso che oggi riescano a funzionare correttamente, dovranno avere risultati sempre migliori negli anni (vedi il fotovoltaico ed esempio)
    - ... e varie altre amenità di carattere più organizzativo che tecnico.
    -Dipende dalla tecnologia utilizzata per gassificare se lo si fa a temperature inferiori ai 400 gradi(dissociazione molecolare) non si formano diossine
    -anche se la produzione di alghe non è costante il biogas è stoccabile e i gassificatori sono molto versatili e solitamente "accettano" molti tipi di materiali, quindi l'impianto di generazione può comunque essere tenuto in funzione.
    -il bioreattore prende dall'impianto di generazione solo CO2 e eventualmente calore quindi non credo ci siano problemi di compatibilità.
    - se non sbaglio le alghe dovrebbero assorbire anche il NOx

    I problemi maggiori credo che siano a monte. cioè nella scelta del tipo di alga e di bioreattore e nel testarne la sua resa in loco, nella possibilità di introdurla sul territorio se fosse un ogm. Effettivamente a valle un qualche sbocco per l'olio si troverebbe.
    Anche l'idea di utilizzare direttamente le alghe come biomassa da gassificare potrebbe essere valida ma credo che comunque non converrebbe usare un alga con il 50% di sostanza oleosa per questo scopo.
    ed al momento non sono in grado di fare una stima su quale sia il costo di una ton. di s.s.di alghe ed una di cippato di legno o di pelletts(?) di paglia.
    comunque appena scovo qualcosa di nuovo vi faccio sapere ..a presto

  14. #14
    Monumento

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    Cosimo, l'anno scorso ENI da sola ha stanziato 500.000.000 di eurini per la ricerca sulle alghe, dici che non sanno già quali van meglio? I gas di scarico tout court da CH4 vengono già adoperati nelle serre olandesi ma in basse percentuali sembra proprio per i NOx. Se pensi che nel caso delle alghe dovrebbero essere : raffreddati, compressi , analizzati, dosati e iniettati .....
    Se vai su //www.wowenergies.com c'è un attrezzo che si chiama wowclean. Nella versione illustrata ti confonde le idee perchè è fatto per abbattere i gas di scarico da petcoke . Se lo guardi bene è utilizzabile senza reagenti con l'apporto solo di energia elettrica per produrre ozono. Nel caso di gas che non contengano zolfo ,cloro e metalli pesanti, il risultato finale è una soluzione di nitrato d'ammonio liquida e un gas ricchissimo di CO2 e freddo . pensa che se adoperi per raffreddare il gas prima di depurarlo la macchina illustrata prima del clean che si chiama wowgen recuperi ancora un mucchio di energia elettrica. Pensa che ciclo integrato :
    1)coltivi le alghe
    2) produci energia elettrica
    3)abbattendo i gas di scarico produci CO2 e fertilizzanti di composizione costante,certa e adatta alle alghe che vuoi coltivare
    4) spremi le alghe e usi l'olio per alimentare i motori mentre della biomassa che rimane fai delle crocchette che chiami soilen e dato che son ricche di proteine le dai da mangiare a un mucchio di persone risolvendo il problema della fame nel mondo ......
    ah il soilen lo puoi fare verde , blu o rosso a seconda delle alghe , dicono che ai bambini dopo un po' crescano delle branchiette dietro le orecchie come in waterworld.
    Ciao burlonsulzer
    Ultima modifica di Sulzer1; 29-07-2008 a 18:40

  15. #15
    Novizio/a

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    Mi sa che questa estate vado in vacanza in olanda a fare il corso della Algae Link, magari ci capisco qualcosa...
    Anche se non mi pare che i loro prodotti prevedano il riutilizzo dei gas di scarico come fonte di CO2.
    Ma mi sembra che siano gli unici a proporre dei prodotti abbastanza standardizzati che coprono l'intero ciclo dalla scelta del ceppo di alghe al biodiesel.
    A proposito dell'ENI pare che stesse facendo sperimentazione in tunisia e che poi sia andato tutto a ramengo...... i motivi non è dato conoscerli.

  16. #16
    Appassionato/a

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    Ho letto di quel corso, se non sbaglio 200€ per una full immersion di un giorno.Ricordo bene?

    EDIT: la BIOKING

    Riprendendo il discorso generale, credo che le alghe siano da sfruttare per la loro peculiarità principale, ossia quella di accumulare olio. Poi la biomassa risultante potrebbe essere usata senza grandi trasformazioni come fertilizzante.

    Per ora ci sono solo poche start-up (quasi tutte negli USA ) che ci stanno lavorando sopra, e sono ancora alla fase di R&D sul campo. Bisognerebbe capire se i risultati riscontrati in laboratorio rimangono soddisfacenti per un impianto in scala.

    Un fattore positivo è che ancora non ci sono brevvetti internazionali che coprono il processo, tranne qualcuno che protegge i vari tipi di bioreattori che sono stati sviluppati.


    EDIT2: conoscete qualche laboratorio dove si possono acquistare le varie specie di alghe?

  17. #17
    Monumento

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    Scusa Cosimo, a volte buffoneggio. Intendevo dire che in Olanda da un mucchio di tempo usano i gas di scarico dei cogeneratori a gas naturale per accellerare la crescita vegetativa dei fiori. (è sempre funzione clorofilliana ) . L'indirizzo che posto mostra un bioreattore semplice e se si chiede hanno anche le alghe.
    Ciao Sulzer
    Valcent Products Inc,. - High Density Vertical Bioreactor - HDVB - Thu Jul 31, 2008

  18. #18
    Novizio/a

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    Figurati sulzer, era evidente che scherzavi.
    Il sito della valcent me lo sono già rivoltato come un calzino e credo che loro siano in fase sperimentale.
    Io pensavo sul serio di andare in olanda perchè questi simpaticoni della algae link/ bio king hanno veramente tutto.
    dai ceppi algali ai macchinari per raffinare l'olio in biodiesel.
    siccome io vorrei buttare giù un business plan con cifre, non dico concrete, ma almeno ragionevoli ho bisogno di capire quale è il processo.
    Ovvero quali sono esattamente i macchinari di cui ho (avrei) bisogno quanto costano, la manutenzione di cui necessitano etc etc.
    Loro (gli olandesi) la danno come una tecnologia standardizzata e consolidata ma io ho i miei dubbi....
    se le rese per ettaro fossero quelle dichiarate e non ci fossero problemi la gente si starebbe buttando su quegli impianti come avvoltoi su una carogna.
    comunque cercherò di contattarli per capire se hanno un referente in italia.
    Insomma si parla di quasi 300 ton. di biodiesel per ettaro all'anno!
    Saluti sulzer e mi raccomando se vuoi venire anche tu in olanda fammi sapere che ci organizziamo......male che vada si fa un coffe shop tou ad amst.

  19. #19
    Seguace

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    Quote Originariamente inviata da cosimomos Visualizza il messaggio
    Io pensavo sul serio di andare in olanda perchè questi simpaticoni della algae link/ bio king hanno veramente tutto.
    Se posso consigliarti, lascia perdere!!!

    Dopo due anni non ho cavato un ragno dal buco; fatti mandare un contratto d'acquisto e poi capirai perchè....

    - Garanzie ZERO
    - Consegna tempi e modi praticamente indefinito
    - Produttività indefinita
    - Se ritardano la consegna possono aumentare il prezzo
    - e molte moltissime altre cavolate....

    Se vuoi provare...accomodati...quasi quasi inserisco i loro contratti di vendita così si capisce meglio, ma non so se si può fare....dimenticavo dopo l'offerta ti possono chiedere dei soldi per aver "fatto l'offerta", dopo lo scopri...non te lo dicono prima!!!

    Ti consiglio di prendere l'albergo in centro a Goes, proprio diffronte c'è un coffe shop niente male e nel ristorante dell'albergo (stranamente ristrutturato dopo molti anni di inattività) si magiano delle ostriche molto buone...

  20. #20
    Monumento

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    Bravo Armando , questi son consigli, mi mandi per favore un po' di dati ? Li contatto e con la scusa delle alghe vado a mangiar ostriche e faccio un giro al coffe.... Come sela cavano con il vino bianco? non vorrei trovarmi di fronte a ostriche buone e birra. Piuttosto mi porto dietro un buon blac de blanc

  21. RAD
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