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Discussione: Energia dalle alghe

  1. #26
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    Se vuoi provare...accomodati...quasi quasi inserisco i loro contratti di vendita così si capisce meglio, ma non so se si può fare....dimenticavo dopo l'offerta ti possono chiedere dei soldi per aver "fatto l'offerta", dopo lo scopri...non te lo dicono prima!!!
    non so se si possono inserire i contratti però se me li mandi via mail mi fai un grosso piacere
    Ultima modifica di cosimomos; 04-08-2008 a 15:19 Motivo: correzione errori

  2. #27
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    Predefinito alghe

    Ciao Cosimo, scusa ma avevo cambiato indirizzo Email e non mi lasciava più rispondere. Non so se son disposti a collaborare, l'impressione che ho è che tutti i siti sull'argomento siano mirati a raccoglier denaro e non a divulgare tecnologie. Ho l'impressione che si sia a un passo dalla soluzione ma che manchi un pezzetto.Le uniche cose che mi attraggono dei sacchetti sono :
    derivazione da una tecnologia consolidata ( culture idroponiche)
    facile applicazione in presenza di strutture preesistenti ( serre tradizionali)
    Detto questo non so dirti quali sono le specie più adatte, le produzioni specifiche , i fertilizzanti , le temperature per questa tecnologia .

  3. #28
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    Rieccomi....
    io sto continuando a leggere quello che posso ma ma i dubbi rimangono.
    Hai ragione tu tutti parlano di mirabolanti prestazioni dei loro PBR ma nessuno li vende, piuttosto chiedono se vuoi investirci su.
    Io comunque ho contattato quelli dell'algaelink e mi hanno mandato qualche altra informazione sul processo e sui prezzi ma allo stato attuale non sono ancora in grado di dare un giudizio chiaro sulla cosa.
    Ci sono ancora delle componenti di costo (fisse e variabili) che vanno valutate, tra cui:
    FIX
    -il costo di una serra di dimensioni e caratteristiche adeguate
    -il costo di un desulfurizzatore per poter utilizzare i gas di scarico di un generatore come fonte di co2
    (-in alternativa il costo della co2)
    -il costo di un sito di stoccaggio del biodiesel prodotto
    -il costo della centrifuga per la separazione
    VAR
    - il costo per unità di output dei nutrienti
    - il costo per unità di output dei reagenti chimici (metanolo e agenti di flocculazione)
    - il costo per unità di output dell'energia necessaria
    - il costo per unità di output della manutenzione
    Rimango dell'idea che per capirci davvero qlqs o hai fior fior di esperti che lavorano per te oppure bisogna visitare un sito che già produce e farsi dare un bilancio con conto economico e stato patrimoniale.........(magari!)
    Ultima modifica di cosimomos; 11-08-2008 a 15:01 Motivo: correzione

  4. #29
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    il costo di una serra di dimensioni e caratteristiche adeguate (c.a.200€ permq. comprensivo di riscaldamento per ottenere costanti 30°in pianura padana)
    -il costo di un desulfurizzatore per poter utilizzare i gas di scarico di un generatore come fonte di co2( con tutta la CO2 che si produce nel mondo , proprio quella con lo zolfo devi usare ? Secondo me senza pensare di comperarla , se pensi di scaldare in cogenerazione le serre , dalla cogenerazione a CH4 ricavi tutta la CO2 che vuoi, si tratta di abbattere gli NOx , con un DeNOx non è difficile, se poi volessi ricavarne dei fertilizzanti invece del DeNOx potresti utilizzare un ReDOx e trasformare gli NOx in nitrati in soluzione acquosa e utilizzarli come fertilizzanti)
    (-in alternativa il costo della co2)
    -il costo di un sito di stoccaggio del biodiesel prodotto ( un Tank a norma VVFF da almeno 1000mc. costa sui 150€ al mc. compreso il sistema di riscaldamento e la coibentazione, perchè insisti con il biodiesel ? guarda che sia come carburante che come materia prima l'olio ha più mercato e meno costi)
    -il costo della centrifuga per la separazione ( sai già come estrarrai l'olio? comunque una centrifuga da 5 ton. h costa sui 25.000 €

  5. #30
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    Salve, scusate l'intromissione ma qualcuno forse voleva sapere che tipo di alga viene utilizzato, ma da quello che sò le specie più interessanti sono la Phaeodactylum tricornutum (Bacillariophyceae) o il Botryococcus braunii BBG-1. Forse si possono ottenere (per effettuare piccole prove pilota) anche nei negozi che vendono materiale per gli acquari.

  6. #31
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    Quote Originariamente inviata da Alessandro60 Visualizza il messaggio
    Salve, scusate l'intromissione ma qualcuno forse voleva sapere che tipo di alga viene utilizzato, ma da quello che sò le specie più interessanti sono la Phaeodactylum tricornutum (Bacillariophyceae) o il Botryococcus braunii BBG-1. Forse si possono ottenere (per effettuare piccole prove pilota) anche nei negozi che vendono materiale per gli acquari.
    Grazie Ale , però penso che qui il problema più grosso sia trovare una società che si impegni a dare chiavi in mano un impianto per produrre alghe comprese le specie con una garanzia sulla produttività come per tutti gli impianti industriali

  7. #32
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    mah, sui sistemi idroponici non c'è poi molto da inventare, secondo me le prospettive ci sono ma aumenterebbero se si usassero delle alghe OGM. Forse è questo il vero fulcro della ricerca delle grandi società e degli investimenti che stanno facendo.

    Per il discorso biomassa, non capisco dove sia il problema con le alghe. Stiamo sempre parlando di colture vegetali solo che vengono coltivate in altri sistemi.

  8. #33
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    In effetti l'utilizzo di OGM per queste attività è senz'altro interessante, penso che si possa affrontare coinvolgendo alcuni istituti universitari, forse anche un'aiuto allo sviluppo di sistemi industriali può avvenire dalla ricerca senza bisogno di andare all'estero. Non credo che l'universtà italiana debba imparare da qualcuno. Il problema è reperire i fondi, in questo caso il finanziamento può essere garantito dalla UE.

  9. #34
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    Caro Sulzer1 leggo ora il tuo post, sono stato qualche giorno in vacanza e ho ben pensato di non portamelo neanche il computer....
    Comunque volevo ringraziarti per la chiarezza delle tue risposte, sono dati preziosi.
    tornando a cose più tecniche la centrifuga (probabilmente una alfalaval) dovrebbe servire solo ad effettuare una prima e sommaria separazione della biomassa algale dall'acqua.
    Per quanto riguarda l'estrazione dell'olio le strade possibili sono varie ma la più affidabile sembra essere quella dell'essicazione (essiccatore a tamburo o rullo...insomma un drum dryer) e successivo invio ad una comune pressa per l'estrazione dell'olio.
    infine hai assolutamente ragione a dire che l'olio ha più mercato ma questa idea del biodiesel è nata per venire incontro alle esigenze di una azienda che ha una consistente flotta di mezzi che consumano più di 500.000 euro di gasolio all'anno.
    Rimane il problema, non da poco, della stima del "raccolto" non si tratta infatti di semi di girasole....
    Anche se fatta in vasche/serra o in fotobioreattori la coltivazione delle alghe non sembra garantire dei risultati standard.
    Gli stessi produttori di tali impianti ti dicono che è necessario un certo periodo di tempo per trovare il ceppo più adatto alle condizioni climatiche della zona.
    In ogni caso, al di là della attuale economicità di un simile progetto, quello delle alghe sembra essere un argomento da seguire, a tal proposito a settembre (17-18-19) si terrà in india un summit (Algae Biofuel Summit 2008).....se mi ci mandano ci vado volentieri, anche se ho l'impressione che se faccio una richiesta simile in azienda mi mandano aff******.

  10. #35
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    Quote Originariamente inviata da cosimomos Visualizza il messaggio
    Caro Sulzer1 leggo ora il tuo post, sono stato qualche giorno in vacanza e ho ben pensato di non portamelo neanche il computer....
    Comunque volevo ringraziarti per la chiarezza delle tue risposte, sono dati preziosi.
    tornando a cose più tecniche la centrifuga (probabilmente una alfalaval) dovrebbe servire solo ad effettuare una prima e sommaria separazione della biomassa algale dall'acqua.
    Per quanto riguarda l'estrazione dell'olio le strade possibili sono varie ma la più affidabile sembra essere quella dell'essicazione (essiccatore a tamburo o rullo...insomma un drum dryer) e successivo invio ad una comune pressa per l'estrazione dell'olio.
    infine hai assolutamente ragione a dire che l'olio ha più mercato ma questa idea del biodiesel è nata per venire incontro alle esigenze di una azienda che ha una consistente flotta di mezzi che consumano più di 500.000 euro di gasolio all'anno.
    Rimane il problema, non da poco, della stima del "raccolto" non si tratta infatti di semi di girasole....
    Anche se fatta in vasche/serra o in fotobioreattori la coltivazione delle alghe non sembra garantire dei risultati standard.
    Gli stessi produttori di tali impianti ti dicono che è necessario un certo periodo di tempo per trovare il ceppo più adatto alle condizioni climatiche della zona.
    In ogni caso, al di là della attuale economicità di un simile progetto, quello delle alghe sembra essere un argomento da seguire, a tal proposito a settembre (17-18-19) si terrà in india un summit (Algae Biofuel Summit 2008).....se mi ci mandano ci vado volentieri, anche se ho l'impressione che se faccio una richiesta simile in azienda mi mandano aff******.
    Caro Cosimo,
    prova a finire nell'unica spiaggia della Toscana in cui accettano i cani e vedrai il lap top come la unica fonte di distrazione .ti do una idea da subacqueo, se invece di centrifugare e poi disidratare le alghe , causassi loro un'embolia con conseguente rottura delle membrane cellulari? per esempio , giunte a maturazione le fai entrare in una autoclave , inietti azoto a 200 bar e le lasci saturare , ripristini in un attimo la pressione atmosferica. Se non si rompono così ste membrane........dopo si tratterebbe di centrifugare tutto assieme e separare prima i liquidi dai solidi e poi i liquidi dai liquidi. E' tutto da verificare, magari le membrane di sti foraminiferi resistono a ben peggio. Io ci verrei in India ma mi sa tanto che manderebbero aff anche me. A maggior ragione se si tratta di alimentare degli autotreni nella legalità. O sai già che avrai un costo del carburante così basso da poter subire l'accisa al di fuori del contingente o ti costerà di più andare ad alghe che a gasolio

  11. #36
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    Intedi forse trattarle col famigerato HFPR (high frequency pulse reactor)?
    Comunque fosse per me queste alghe le avrei mollate un pò di tempo fa....
    Ma il mio capo (ancora per due giorni e poi avrò finito) continua a menarla con questa storia delle alghe.
    Anzi ora ti spiego tutta la storia:
    qui in azienda fanno il solare fotovoltaico (e quello dovrebbero continuare a fare), ma come tu ben sai l'estro dei leader è difficile da tenere a freno, quindi hanno chiesto a me ,l'ultimo dei ********, di fare contemporaneamente il lavoro di un botanico, di un ingegnere, di un chimico e in più di contattare i fornitori degli impianti.
    Ho provato a spiegargli che fare il biodiesel dalle alghe presenta una certa varietà di problemi e incertezze (quelli di cui si discuteva nei post) e ho cercato con tutta la delicatezza possibile di fargli capire che non mi sembra che in azienda ci sia il know-how necessario per gestire una cosa del genere.
    Ciò nonostante si è incaponito con questa storia. Io non amo raccontare fesserie ma, a questo punto, gli butto giù una relazioncina traducendo le brochure che mi hanno mandato dalla algae link e gli dico: "vai tranquillo è l'investimento più sicuro e redditizio di cui abbia mai sentito parlare".
    P.S. ma in toscana ci sei andato solo al mare o ci vivi?

  12. #37
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    Quote Originariamente inviata da cosimomos Visualizza il messaggio
    Intedi forse trattarle col famigerato HFPR (high frequency pulse reactor)?
    Comunque fosse per me queste alghe le avrei mollate un pò di tempo fa....
    Ma il mio capo (ancora per due giorni e poi avrò finito) continua a menarla con questa storia delle alghe.
    Anzi ora ti spiego tutta la storia:
    qui in azienda fanno il solare fotovoltaico (e quello dovrebbero continuare a fare), ma come tu ben sai l'estro dei leader è difficile da tenere a freno, quindi hanno chiesto a me ,l'ultimo dei ********, di fare contemporaneamente il lavoro di un botanico, di un ingegnere, di un chimico e in più di contattare i fornitori degli impianti.
    Ho provato a spiegargli che fare il biodiesel dalle alghe presenta una certa varietà di problemi e incertezze (quelli di cui si discuteva nei post) e ho cercato con tutta la delicatezza possibile di fargli capire che non mi sembra che in azienda ci sia il know-how necessario per gestire una cosa del genere.
    Ciò nonostante si è incaponito con questa storia. Io non amo raccontare fesserie ma, a questo punto, gli butto giù una relazioncina traducendo le brochure che mi hanno mandato dalla algae link e gli dico: "vai tranquillo è l'investimento più sicuro e redditizio di cui abbia mai sentito parlare".
    P.S. ma in toscana ci sei andato solo al mare o ci vivi?
    Naa, vivo in Piemonte , le alghe sono una bella promessa e hanno tutti i numeri per diventarlo , solo che chi ha i soldi per far la ricerca sul serio si tiene giustamente brevetti e dati. Di al tuo capo che vada a gasolio ancora per un po' che è meglio

  13. #38
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    Ah ah , ma si mangia sto HFPR? No dico solo che per l'esperienza che ho di barotraumi dalla subacquea e per quella di estrazione di olio a freddo ( in questi anni ho provato a spremere di tutto , dal ricino alla jatropha ) l'ideale per estrarre olio da delle cellule nate e vissute immerse in acqua , non è asciugarle e spremerle, ma romperle e centrifugarle. Al limite potrai cercare di spremere la frazione solida post frantumazione. Questo perchè se non estrai tutta l'acqua prima di spremere rischi una emulsione difficile da rompere e perchè più son piccoli i "grani" da spremere e più particelle solide trovi nell'olio e più fatichi a togliertele dai piedi. un altro aspetto critico , la cui conoscenzache mi deriva dall'esperienza sui drum dryer , essicare efficacemente in poco spazio richiede : grandi flussi , d'aria , alte temperature, impianti di abbattimento delle polveri. Costi e grane. Con le alte temperature rischi anche di rovinare l'olio e se vuoi scendere sotto il 5% di umidità con qualunque materiale hai bisogno alte temperature.
    Lo so che sono un rompiballe ma a 50 anni è la quarta volta che cambio mestiere sempre scostandomi un po' da ciò che facevo prima per cui metto assieme le nozioni che ho appreso e le applico in campi dove sono inusuali.
    Ciao Guglielmo

  14. #39
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    se volete qualcosa comprare qualche cosa provate a vedere qui : Alibaba.com - The world's largest online B2B marketplace.

  15. #40
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  16. #41
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    non si mangia...è il nome del marchingegno che fa il lavoro di cui parli (cioè rompere le membrane cellulari) ma forse consuma più energia del sistema centrifuga/drum dryer/presse.
    Comunque..a presto

  17. #42
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    Quote Originariamente inviata da cosimomos Visualizza il messaggio
    non si mangia...è il nome del marchingegno che fa il lavoro di cui parli (cioè rompere le membrane cellulari) ma forse consuma più energia del sistema centrifuga/drum dryer/presse.
    Comunque..a presto
    ciò che descrive il nome è un enmettitore di onde ( penso intermittenti) , probabimente ultrasonore. Io sto pensando a un semplice stadio di compressione ( equivalente a una camera iperbarica ) e a un successivo immediato ripristino della pressione atmosferica. In teoria portare le alghe a 200 bar per un po' e poi sgasarle dovrebbe creare all'interno della cellula una sovrapressione che potrebbe lacerare la membrana. Sarebbe come portare le cellule a 2000 m sott'acqua e subito dopo in superficie. Non si discosta molto dalla steam explosion che tra gli altri stanno sperimentando a Cersaia all'ENEA. lì penso lo facciano per liberare cellulosa da legnina al fine di trasformare tutta la cellulosa in bioetanolo ( secondo me finirime per bere grappa di legna ) nel caso delle alghe penso che il vapore non sia così affine all'olio in fase di estrazione

  18. #43
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    Chiedo scusa per la riesumazione..

    Arrivo solo oggi su questo forum, stavo studiando l'opportunità di investire in una minifiliera per biodiesel da jatropha in africa assieme a qualche amico di qui, quando ho "scoperto" questa storia delle alghe magiche. Concordo con quelli che sono scettici riguardo la algaelink, non convincono neanche me. Resto convinto che non hanno tutto il processo nelle loro mani, vogliono vendere quello che ancora non hanno in vendita. Per esempio, nessuno ha notato quell'essicatore che danno assieme agli impianti da 480 e 2000 metri? é una mini serra con due ventilatorini da 20 watt se ricordo bene, ma chi lo carica? cosa essica? chi lo svuota? quanto essica al giorno? non ha meccanismi di sorta se non le finestre apribili su tutti e due i lati.
    E se leggete bene poi tra una riga e un'altra traspare una scritta che dice più o meno che gi impianti sono calcolati per essere posizionati nei deserti torridi.
    Quindi se non è deserto non garantiscono il funzionamento?
    E poi il fatto che forniscono i tubi e la raccorderia, ma nessun sistema di piedini o staffe per il loro posizionamento? per 144.000 e 194.000 Euro se non mi fornisci 1.000 euro di piedi per far star su i tubi, anche di putrido ferraccio verniciato, cosa posso pensare che manchi ancora per far funzionare il tutto?
    MAh... continuerò a pensare ancora un pò alle alghe, giusto per il fatto che farei l'impianto in africa e quindi sarei avvantaggiato dal clima..

    Ma veniamo al motivo per il quale sto scrivendo:
    Volevo rispondere al mio omonimo Sulzer: perchè ami così tanto il tuo HFPR e l'altro giochino di pressioni per far esplodere la membrana delle povere alghette? io pensavo più semplicemente ad un sistema ad ultrasuoni a 45 khz, di quelli usati nell'industria per esempio nella pulizia del materiale metallico, più o meno 15 kw di potenza, se ricordo bene. Creano delle microcavitazioni sulle superfici , con pressioni locali che superano quelle 200 atm che dici di ottenere col tuo sistema. Pensavo di inserire queste piastre semplicemente nel liquido anche in continuo, e poi separare l'olio in modo semplice e tradizionale. Qualcosa che mi sfugge?
    Ciao!
    Guglielmo

  19. #44
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    Quote Originariamente inviata da gilgamesh Visualizza il messaggio
    Chiedo scusa per la riesumazione..

    Arrivo solo oggi su questo forum, stavo studiando l'opportunità di investire in una minifiliera per biodiesel da jatropha in africa assieme a qualche amico di qui, quando ho "scoperto" questa storia delle alghe magiche. Concordo con quelli che sono scettici riguardo la algaelink, non convincono neanche me. Resto convinto che non hanno tutto il processo nelle loro mani, vogliono vendere quello che ancora non hanno in vendita. Per esempio, nessuno ha notato quell'essicatore che danno assieme agli impianti da 480 e 2000 metri? é una mini serra con due ventilatorini da 20 watt se ricordo bene, ma chi lo carica? cosa essica? chi lo svuota? quanto essica al giorno? non ha meccanismi di sorta se non le finestre apribili su tutti e due i lati.
    E se leggete bene poi tra una riga e un'altra traspare una scritta che dice più o meno che gi impianti sono calcolati per essere posizionati nei deserti torridi.
    Quindi se non è deserto non garantiscono il funzionamento?
    E poi il fatto che forniscono i tubi e la raccorderia, ma nessun sistema di piedini o staffe per il loro posizionamento? per 144.000 e 194.000 Euro se non mi fornisci 1.000 euro di piedi per far star su i tubi, anche di putrido ferraccio verniciato, cosa posso pensare che manchi ancora per far funzionare il tutto?
    MAh... continuerò a pensare ancora un pò alle alghe, giusto per il fatto che farei l'impianto in africa e quindi sarei avvantaggiato dal clima..

    Ma veniamo al motivo per il quale sto scrivendo:
    Volevo rispondere al mio omonimo Sulzer: perchè ami così tanto il tuo HFPR e l'altro giochino di pressioni per far esplodere la membrana delle povere alghette? io pensavo più semplicemente ad un sistema ad ultrasuoni a 45 khz, di quelli usati nell'industria per esempio nella pulizia del materiale metallico, più o meno 15 kw di potenza, se ricordo bene. Creano delle microcavitazioni sulle superfici , con pressioni locali che superano quelle 200 atm che dici di ottenere col tuo sistema. Pensavo di inserire queste piastre semplicemente nel liquido anche in continuo, e poi separare l'olio in modo semplice e tradizionale. Qualcosa che mi sfugge?
    Ciao!
    Guglielmo
    ùCiao Gilga,
    premettendo che non parlando di sperimentazione ma di ipotesi stiamo discutendo del sesso degli angeli e una tesi vale l'altra. La mia teoria si basa sulla possibilità di far esplodere la cellula portando istantaneamente la pressione esterna a un livello molto più basso di quella interna ( poi si scoprirà che le alghe monocellulari hanno sviluppato un meccanismo di scarico della pressione interna efficientisssimo che vanifica la mia tesi) . Può darsi che l'irraggiamento con ultrasuoni possa determinare lo stesso effetto....mah , mi viene da dire..... perchè non provare a farle passare attraverso una pompa ultrasonica ? Pompate poi in un decantatore dovrebbe galleggiare l'olio e il resto decantare. O no?

  20. #45
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    una domanda, da uno che ne sà molto poco.

    non conviene far morire la cellula. se si ? perchè non si fa ?

  21. #46
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    Quote Originariamente inviata da energianow Visualizza il messaggio
    una domanda, da uno che ne sà molto poco.

    non conviene far morire la cellula. se si ? perchè non si fa ?
    è difficile convincere una cellula a cederti il suo materiale di riserva
    ci tiene

    Odisseo

  22. #47
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    è difficile convincere una cellula a cederti il suo materiale di riserva
    ci tiene
    no, basta ucciderla di botto.( Io penso di conoscere un metodo ).

    La mia teoria si basa sulla possibilità di far esplodere la cellula portando istantaneamente la pressione esterna a un livello molto più basso di quella interna ( poi si scoprirà che le alghe monocellulari hanno sviluppato un meccanismo di scarico della pressione interna efficientisssimo che vanifica la mia tesi) .

    Per capire se il mio metodo funziona devo capire :
    perchè vi serve la cellula morta ? vi serve la cellula senza membrana ?

  23. #48
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    Magari starai pensando al Cloro che distrugge le membrane cellurari.
    Il problema è che non potresti usare + quell'acqua a meno di purificarla.
    Qualcuno sa quanto costa eliminare il cloro dall'acqua? Secondo me non costa poco, soprattutto se si tratta di milioni di litri.

  24. #49
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    Quote Originariamente inviata da energianow Visualizza il messaggio
    no, basta ucciderla di botto.( Io penso di conoscere un metodo ).




    Per capire se il mio metodo funziona devo capire :
    perchè vi serve la cellula morta ? vi serve la cellula senza membrana ?
    magari con il ziklon B?

  25. #50
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    Quote Originariamente inviata da Happybear Visualizza il messaggio
    Magari starai pensando al Cloro che distrugge le membrane cellurari.
    Il problema è che non potresti usare + quell'acqua a meno di purificarla.
    Qualcuno sa quanto costa eliminare il cloro dall'acqua? Secondo me non costa poco, soprattutto se si tratta di milioni di litri.
    se usi cloro gassoso tende entro poco tempo ad abbandomnare l'acqua migrando in atmosfera. Succede nella disinfezione dell'acqua a scopo potabile


 

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