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Discussione: Energia dalle alghe

  1. #51
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    ùCiao Gilga,
    premettendo che non parlando di sperimentazione ma di ipotesi stiamo discutendo del sesso degli angeli e una tesi vale l'altra. La mia teoria si basa sulla possibilità di far esplodere la cellula portando istantaneamente la pressione esterna a un livello molto più basso di quella interna ( poi si scoprirà che le alghe monocellulari hanno sviluppato un meccanismo di scarico della pressione interna efficientisssimo che vanifica la mia tesi) . Può darsi che l'irraggiamento con ultrasuoni possa determinare lo stesso effetto....mah , mi viene da dire..... perchè non provare a farle passare attraverso una pompa ultrasonica ? Pompate poi in un decantatore dovrebbe galleggiare l'olio e il resto decantare. O no?
    Si, si parla di ipotesi. ma se da qualche ipotesi traspare una possibilità -reale- di impianto, da bravo imprenditore quale sono non ci metto niente a tirar fuori il coraggio di metter su un impiantino... ma come hai detto siamo solo alle ipotesi. Ci manca ancora molto ad un impianto funzionante.
    Per la storia degli ultrasuoni quasi per caso stamattina ho trovato questo video: YouTube - Oil Extraction from washed Agae
    quindi l'idea degli ultrasuoni che tu hai capito perfettamente nel futuro sarà uno dei metodi da prendere in considerazione, se non quello che (ad intuito) sarà adottato da tutti gli impianti.
    Se non altro perchè permetterà di eliminare le fasi di essicazione e pressatura, dando per scontato di accoppiare l'impianto di estrazione all'impianto di coltivazione.
    Si, sono per la semplicità... magari i centri di ricerca hanno avuto l'incarico di studiare impianti che diano un prodotto secco, giusto per portarlo in ingresso agli impianti di estrazione già esistenti per i vari semi oleosi... funziona così, no?
    Piccola parentesi, devo spezzare una lancia per la algaelink: in un loro video fanno vedere che riescono a separare le alghe dall'acqua e a trasformarle in "pellets" secchi. bravi!
    Ultima considerazione e poi chiudo: c'è tutto un gran blabla sulle alghe, impianti, prospettive di guadagno... troppo!
    Mancano ancora troppe cose per fare un buon impianto produttivo, e ancora troppi costi da abbattere. Sarei pronto a fare un impianto, ma il buon senso impone di aspettare. Aspettare un ceppo di alghe più facile da separare, più promettente dei ceppi attuali.

    Parliamo di ipotesi, hai scritto.
    esatto.
    tutti si buttano sulle alghe. sulle alghe come risorsa.
    Ma è una risorsa? non stiamo sbagliando tutto giusto perchè abbiamo il serbatoio della macchina in riserva?
    Il mio punto di vista si sta dimostrando negativo verso le alghe, e mi scusino quelli che le vedono come la panacea finale.
    Sono solo un macchinario, che mettiamo in un reattore al chiuso, una macchina che con la luce trasforma quello che noi immettiamo come "nutriente" per trasformarlo in "olio". Quanta CO2 immettiamo in questo macchinario? quanto Idrogeno? beh, il buon senso dovrebbe farci accorgere che in questi reattori chiusi quello che esce è giusto quello che si immette, magari cambiato di forma (catene CH e altro scarto di contorno), ma solo questo.
    Bando agli entusiasmi: le alghe sono solo sistemi per trasformare emissioni locali di CO2, solo così hanno senso. E se non si ha una centrale a carbone accanto al proprio terreno è veramente inutile sognare di costruire impianti di questo tipo.
    Torniamo a pensare a coltivare girasole o jatropha, quelle piante la CO la traggono dall'aria... e questo si che è il metodo per aiutare l'ambiente.
    Ecco, lo sapevo, mi sono perso in disquisizioni...
    Ciao!
    Guglielmo

  2. #52
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    Caro Guglielmo,
    son d'accordo con te che in questa fase occorra purtroppo stare alla finestra e aspettare l'evoluzione applicativa nel settore delle alghe ma non concordo su ciò che dici dopo. Ergo , concordo sul fatto che gli investimenti nel settore agricolo rivolte a produrre olio siano più sicuri e proficui ( se vuoi farmi vedere come fai a guadagnare con jatropha .......) ma non concordo sulla tesi che possano essere la soluzione energetica mondiale. La terra è troppo piccola e ci vivono sopra troppe persone, in più queste persone producono un mucchio di sostanze azotate che tendono a inquinare gravemente gli ambienti in cui queste persone fanno confluire il loro reflui. Le alghe sono una grande promessa per risolvere questo problema, secondariamente si cibano di anidride carbonica come tutti gli organismi che svolgono la funzione clorofilliana e poi.... producono anche olio.Come ho già detto altre volte , non sono convinto che si possa alimentare l'atmosfera controllata in cui vivono le alghe con i gas di scarico di un motore a combustione interna perchè sono convinto che gli NOx e altri nocivi che i gas di scarico contengono , siano venefici per la vita delle piante.Per cui con ogni probabilità la CO2 più proficua potrebbe essere quella di fermentazione ( estratta dal biogas o dagli scarichi della fermentazione del bioetanolo) . La grande centrale a carbone avrebbe una grande valenza perchè fornirebbe il calore per stabilizzare il ciclo invece che disperderlo inutilmente nell'ambiente. Io ho una mia teoria sulla funzione delle alghe sul nostro pianeta e son convinto che molto di più dei giacimenti carbone conseguenti alle grandi foreste , sono state l'elemento che ha modificato l'atmosfera terrestre utilizzando l'anidride carbonica e segregandola nei giacimenti petroliferi. Probabilmente i bioreattori funzionano con l'efficienza decantata perchè riproducono le condizioni ottimali ( per esempio di un periodo del cretaceo ) di pressione, temperatura , contenuto di nutrienti e percentuale di CO2 perchè le alghe proliferino con un rigoglio impossibile nelle attuali condizione dell'atmosfera terrestre. Tanti anni fa un mio professore di geomorfologia ci spiegò le glaciazioni come un fenomeno derivante anche dalla bassissima percentuale di CO2 e gas serra nell'atmosfera terrestre . Potrebbe essere.....

  3. #53
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    per gilgamesh

    ricordo che non esistono solo le alghe di acqua dolce e di mare.

    Le alghe unicellulari si riproducono molto velocemente avendo un resa molto superiore ad altri tipi di coltivazione.

  4. #54
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    Caro Guglielmo,
    ... Per cui con ogni probabilità la CO2 più proficua potrebbe essere quella di fermentazione ( estratta dal biogas o dagli scarichi della fermentazione del bioetanolo) ....

    .. Io ho una mia teoria sulla funzione delle alghe sul nostro pianeta e son convinto che molto di più dei giacimenti carbone conseguenti alle grandi foreste , sono state l'elemento che ha modificato l'atmosfera terrestre utilizzando l'anidride carbonica e segregandola nei giacimenti petroliferi. ..
    Guarda che nutro anch'io una profonda stima per le alghe, sono piccoli laboratori capaci di tante cose. Il mio scetticismo riguarda solo la chimera dei bioreattori stagni, che mi sembra siano visti dai più come macchine per creare energia. Se usiamo le alghe a cielo aperto, oppure nei bacini dei depuratori, ecco, allora si che sono il primo ad intonare il cantico alle loro lodi. oppure anche certamente integrati in impianti con biogas da buttar via...
    Ma come dici tu per la loro proliferazione "industriale", cioè a misura di raccolto utile, hanno ancora bisogno di questi famigerati bioreattori. Tra l'altro hai detto una cosa giusta riguardo alla pressione come fattore nella crescita delle alghe: nell'impianto della algaelink i tubi sono proprio in pressione, si capisce dal rumore del loro video di presentazione. e dal gran numero di bulloni che serrano le flangie di accoppiamento tra i vari tubi.
    Mi vien da pensare ad uno scenario futuro in cui i bioreattori si comportano da nursery per alghe mandate poi a lavorare altrove, a trasformare biomasse, biogas o qualcos'altro di bio in genere. i bioreattori li vedo come anelli di una catena ancora da definire.
    Riguardo il cretaceo... non ci avevo pensato: in passato le alghe hanno già prodotto il petrolio! ...

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    ( se vuoi farmi vedere come fai a guadagnare con jatropha .......)
    Ho già l'appoggio di un governo africano, quindi sole manodopera e terra a volontà. l'unica cosa che ancora frena la partenza di quest'iniziativa è solamente etica, tutti i problemi tecnici sono di facile risoluzione. Assumendo come misura anche un migliaio di ettari, sarebbero necessari almeno giusto un migliaio di operai per la raccolta. Come fare per non far lavorare i bambini??
    Ecco, questo è il problema maggiore, non l'unico perchè si ha a che fare con culture estremamente diverse, chiaramente. Ma questo dei bambini da solo frena tutto.
    Al punto che vado avanti con i business plan e con i contatti, ma sto accarezzando l'idea di trasformare il tutto in una struttura benefica di diffusione capillare e di affidamento di queste coltivazioni alle missioni presenti sul territorio, capaci di gestire autonomamente le piantagioni facendole diventare risorse di villaggi, e centralizzare tutta la parte tecnologica di trasformazione in biodiesel dei raccolti. é un progetto che sta già funzionando in senegal sotto forma di onlus umanitaria, ad opera di un industriale italiano, a cui tra parentesi va tutto il mio plauso.
    Ecco, mi hai chiesto come si fa a guadagnare con la jatropha.. e questo è un modo, si guadagnano più punti-paradiso che euro, d'accordo, ma hai visto mai che un giorno servano pure quelli!
    CIao!

  5. #55
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    Appello agli acuti osservatori:

    Visto che mi sono intestardito nello scoprire cosa promettono alla algaelink, vorrei proporre questa immagine che compare sul loro sito, in cui si nota un loro impianto di tubi verdi. ma... che impianto è quello bianco che fuma?
    e soprattutto, che è quel tubo che finisce in mare e dopo una specie di "t" sprofonda nel terreno sotto al mare? in una falda? e se è una falda perchè non inserirlo nel terreno accanto all'impianto (più semplice)? falda o deposito sotterraneo di biogas?
    CHi ha una risposta plausibile?

    (clicca sull'allegato per ingrandire)
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  6. #56
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    se ti servono finanziamenti per motivi etici. Conosco un associazione. (ti posso aiutare ma non ti garantisco molto).

    Ecco, mi hai chiesto come si fa a guadagnare con la jatropha.. e questo è un modo, si guadagnano più punti-paradiso che euro, d'accordo, ma hai visto mai che un giorno servano pure quelli!
    cmq ti consiglio di non focalizzarti sulla jatropha, potresti focalizzarti su alghe marine. ( Acqua di Mare ne abbiamo in Abbodanza ).






  7. #57
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    Quote Originariamente inviata da gilgamesh Visualizza il messaggio
    Ho già l'appoggio di un governo africano, quindi sole manodopera e terra a volontà. l'unica cosa che ancora frena la partenza di quest'iniziativa è solamente etica, tutti i problemi tecnici sono di facile risoluzione. Assumendo come misura anche un migliaio di ettari, sarebbero necessari almeno giusto un migliaio di operai per la raccolta. Come fare per non far lavorare i bambini??
    Ecco, questo è il problema maggiore, non l'unico perchè si ha a che fare con culture estremamente diverse, chiaramente. Ma questo dei bambini da solo frena tutto.
    Al punto che vado avanti con i business plan e con i contatti, ma sto accarezzando l'idea di trasformare il tutto in una struttura benefica di diffusione capillare e di affidamento di queste coltivazioni alle missioni presenti sul territorio, capaci di gestire autonomamente le piantagioni facendole diventare risorse di villaggi, e centralizzare tutta la parte tecnologica di trasformazione in biodiesel dei raccolti. é un progetto che sta già funzionando in senegal sotto forma di onlus umanitaria, ad opera di un industriale italiano, a cui tra parentesi va tutto il mio plauso.
    Ecco, mi hai chiesto come si fa a guadagnare con la jatropha.. e questo è un modo, si guadagnano più punti-paradiso che euro, d'accordo, ma hai visto mai che un giorno servano pure quelli!
    CIao!
    Se sei propenso ad operare in quei Paesi ed avendo le necessarie ed obbligatorie entrature in loco (oltre ai mezzi finanziari), non hai mai pensato ad usare la Eichlornia crassipes (giacinto d'acqua) per estrarne combustibile?
    Il lago Vittoria è di circa 70.000 km quadri e "la bellissima schifezza fiorita" raddoppia di volume in 2 settimane e laggiù sta bloccando tutto e riducendo alla fame chi come economia di sussistenza si occupa esclusivamente di pesca e si cerca di arginare il fenomeno con erbicidi ed insetti infestanti...insomma...un paradiso per chi ci vive!....
    Saresti ricordato sui loro libri di scuola ed avresti un coupon zeppo di punticini paradiso....

  8. #58
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    Quote Originariamente inviata da biomassoso Visualizza il messaggio
    Se sei propenso ad operare in quei Paesi ed avendo le necessarie ed obbligatorie entrature in loco (oltre ai mezzi finanziari), non hai mai pensato ad usare la Eichlornia crassipes (giacinto d'acqua) per estrarne combustibile?
    Il lago Vittoria è di circa 70.000 km quadri e "la bellissima schifezza fiorita" raddoppia di volume in 2 settimane e laggiù sta bloccando tutto e riducendo alla fame chi come economia di sussistenza si occupa esclusivamente di pesca e si cerca di arginare il fenomeno con erbicidi ed insetti infestanti...insomma...un paradiso per chi ci vive!....
    Saresti ricordato sui loro libri di scuola ed avresti un coupon zeppo di punticini paradiso....
    Si, tanti punti paradiso ma in paradiso ci vado anche mooolto prima! ci sono i 3 paesi che si affacciano su quel lago (Kenya, Uganda e Tanzania) che stanno bisticciando per spartirsi i fondi mondiali stanziati per risolvere quel problema...

    Comunque quelle che tu chiami "entrature in loco ci sono, e quindi merita pensare a qualcosina.
    Pensavo poco fa a canna da zucchero - etanolo - co2 - alghe - olio - biodiesel, poi jatropha +alghe da olio, poi jatropha + alghe da etanolo--- poi per la verità i cicli possibili sono diventati troppi.

    E arriva questa Eichlornia crassipes. Mai sentita nelle stanze delle bioenergie, devo ammetterlo. Non ho trovato niente su questa pianta, tranne le solite notiziole comuni. Ho visto che sarebbe ideale per produrre metano, ma poi che me ne faccio del metano in africa? potrei dal metano con le solite alghe arrivare al biodiesel, ma non ho le notizie botaniche su questa pianta per afferrare l'intero processo.
    a grandi linee potrei azzardare dal giacinto al metano in condizioni anerobiche, e da quello trarre la Co2 per alimentare le alghe. Il sistema suona bene, viene fuori anche un pò di corrente per essere autonomi sulla riva di qualche fiume africano INQUINATO. Ma i fiumi africani sono inquinati? gli africani dove la fanno?
    Il giacinto assorbe anche metalli dall'acqua, nonchè composti azotati.. ottimi per le alghe. Rilascia però degli allelochimici che non so davvero cosa possono fare alle povere alghette...
    Vabbè, studierò un pò il caso, se qualcuno mi vuol dare qualche dritta è ben accetto.

    Invece, carissimo biomassoso: mi è sembrato di capire dalle tue righe che da questo giacinto si può spremere qualche goccia di olio... è vero?
    dove trovo qualche informazione?

    Un ciao a tutti...

    PS carissimo Sulzer, circa un anno fa accennasti alla trasformazione diretta di metano in SynFuel. Semplificherebbe il mio caso, anche se dispendiosa. Come avviene? che impianti servono? scusa ma non riesco a trovare uno straccio di schema di impianto...
    Ultima modifica di gilgamesh; 05-10-2008 a 21:18 Motivo: aggiunta

  9. #59
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    ?

    Un ciao a tutti...

    PS carissimo Sulzer, circa un anno fa accennasti alla trasformazione diretta di metano in SynFuel. Semplificherebbe il mio caso, anche se dispendiosa. Come avviene? che impianti servono? scusa ma non riesco a trovare uno straccio di schema di impianto...[/QUOTE]
    Scusa ma non avevo visto la tua domanda.
    Se devo essere sincero non son sceso nel particolare nella produzione di synfuel , mi sono fermato quando mi sono accorto che circa metà dell'energia contenuta nel metano era utilizzata per il processo chimico di sintesi ( ogni metro cubo trasformato costa energeticamente un altro metrocubo). Avevo trovato 2 industrie , di cui una italiana che costruivano questi impianti per una applicazione che mi avevano chiesto in Sud America , ma parliamo di investimenti di parecchie decine di M$. Se stai ancora pensando al modo di utilizzare e trasportare il biogas , il Poli di Torino ad Alessandria sta progettando un "setaccio molecolare" che lo trasformi in biometano da mettere in rete, utilizzando un impianto di alghe per eliminare la CO2 di risulta.
    Non vorrei dire una stupidaggine ma penso che il processo di liquefazione del metano assomiglia alla parte finale del Fisher Trops dopo la gassificazione del carbone con l'utilizzo di catalizzatori .....
    mi hai incuriosito e sono andato a rivedere gli appunti , si tratta proprio del fischer trops, il petrolio di Hitler Fischer-Tropsch process - Wikipedia, the free encyclopedia si fa anche con il metano e proprio con il metano si possono utilizzare i catalizzatori al cobalto perchè l'assenza di zolfo non li rovina come farebbe il syngas da carbone ricco di zolfo
    Ultima modifica di Sulzer1; 12-10-2008 a 21:31

  10. #60
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    Se volete ho i preventivi che mi ha fatto Algaelink quando ho richiesto una quotazione, potrei postarveli ma vi avverto che è spazzatura, se proprio ci tenete fate un fischio e ve li allego.
    Quando si parla di alghe a scopo ottenimento prodotti energetici, si tralascia un piccolo fattore che ho ampliamente ribadito nel mio studio esplorativo sull'argomento, ovvero che attualmente le alghe hanno un mercato (ho verificato che è più vasto di quanto pensassi) che assegna loro un valore medio di 5+$ al kg per la spirulina, 8+$ kg per la chlorella.

    Questo dipende dagli enormi costi di semparazione, rischio contaminazione, e da altro che ora non rimembro.

    Ora, se riusciamo a trovare un metodo per far stare i costi produzione (ed estrazione) dell'olio da alga ai livelli dell'olio di jatropha bene, si rivoluziona il mercato, il prezzo dell'alga asciutta crolla da 5$kg a 0,2$kg, ecc.
    Come ho già fatto notare in disquisizioni precedenti il principale scoglio attualmente sembra essere la difficile separazione dell'alga dall'acqua, visto che si parla di milioni di litri al giorno per una produzione di 1 T/day, acqua che poi deve anche essere riutilizzata.
    Se così non è, parlare di alghe ai fini esergetici non ha senso, piantaccia per piantaccia, meglio buttare semi di jatropha in campi in disuso.

    Con i Migliori Saluti

  11. #61
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    Quote Originariamente inviata da Sulzer1 Visualizza il messaggio
    ...
    mi hai incuriosito e sono andato a rivedere gli appunti , si tratta proprio del fischer trops, il petrolio di Hitler Fischer-Tropsch process - Wikipedia, the free encyclopedia si fa anche con il metano e proprio con il metano si possono utilizzare i catalizzatori al cobalto perchè l'assenza di zolfo non li rovina come farebbe il syngas da carbone ricco di zolfo
    Niente male il processo Fischer-Tropsch.
    Non credo sia da scartare per la sua resa, ho trovato dei dati che riportano un rendimento in peso del 61,9-66,7% di miscela idrocarburica (e tra l'altro si decide quale) rispetto alla miscela di CO + H2 in ingresso, rendimento che non è alto, vero, ma potrebbe essere controbilanciato dai minori costi di stoccaggio, trasporto e distribuzione del prodotto finito. specie in paesi diversi dal nostro.
    Risulta anche a me che l'ideale sarebbe una fonte di metano, per cui vale la pena pensare a questo processo (tra l'altro anche semplice) come un altro tassello nella composizione di un impianto misto.
    E se ha ancora senso oggi come oggi pensare all'idea di metter su un impianto sfornasoldi nel campo delle nuove energie alternative.
    E se ha ancora senso oggi come oggi pensare all'idea di metter su un impianto sfornasoldi senza avere una risorsa sottomano da convertire.
    comunque leggendo di questo processo Fischer-Tropsch non ho potuto non notare come sarebbe azzeccato implementarlo usando come combustibile quel carbone che nessuno vuole in quanto impuro e con troppo zolfo, e che proprio per quello zolfo nessuno si prende la briga di bruciare nell'aria. Per esempio il nostro carbone sardo, da decenni non estratto e inutilizzato proprio per il suo contenuto di ceneri e zolfo.
    Lo zolfo va ad aggredire il cobalto? forma dei sali, allora. Probabilmente il metodo abbisognerebbe di qualche studio e di qualche miglioria... ma resta pur sempre un gran bel metodo.
    Ciao!
    Gu.

  12. #62
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    Quote Originariamente inviata da gilgamesh Visualizza il messaggio
    Niente male il processo Fischer-Tropsch.
    Non credo sia da scartare per la sua resa, ho trovato dei dati che riportano un rendimento in peso del 61,9-66,7% di miscela idrocarburica (e tra l'altro si decide quale) rispetto alla miscela di CO + H2 in ingresso, rendimento che non è alto, vero, ma potrebbe essere controbilanciato dai minori costi di stoccaggio, trasporto e distribuzione del prodotto finito. specie in paesi diversi dal nostro.
    Risulta anche a me che l'ideale sarebbe una fonte di metano, per cui vale la pena pensare a questo processo (tra l'altro anche semplice) come un altro tassello nella composizione di un impianto misto.
    E se ha ancora senso oggi come oggi pensare all'idea di metter su un impianto sfornasoldi nel campo delle nuove energie alternative.
    E se ha ancora senso oggi come oggi pensare all'idea di metter su un impianto sfornasoldi senza avere una risorsa sottomano da convertire.
    comunque leggendo di questo processo Fischer-Tropsch non ho potuto non notare come sarebbe azzeccato implementarlo usando come combustibile quel carbone che nessuno vuole in quanto impuro e con troppo zolfo, e che proprio per quello zolfo nessuno si prende la briga di bruciare nell'aria. Per esempio il nostro carbone sardo, da decenni non estratto e inutilizzato proprio per il suo contenuto di ceneri e zolfo.
    Lo zolfo va ad aggredire il cobalto? forma dei sali, allora. Probabilmente il metodo abbisognerebbe di qualche studio e di qualche miglioria... ma resta pur sempre un gran bel metodo.
    Ciao!
    Gu.
    No , i tedeschi e anche i sudafricani avevano sperimentato che conveniva di più perdere una parte della liquefazione e usare i catalizzatori a base di ferro piuttosto che desolforare il gas di sintesi. Tieni presente che oramai nelle raffinerie lo zolfo viene estratto totalmente e venduto a parte come carica di vulcanizzazione delle gomme e per altri scopi. L'aspetto che ricordo creava più problemi era che la maggior parte di ciò che viene liquefatto è aromatico,e pertanto necessiterebbe di un altra fase di reforming per essere meno cancerogeno oltre che aumentare la CO2 nell'atmosfera.Forse il mondo è più maturo per questa tecnologia perchè l'Europa , grazie sopratutto alla chimica americana dal secondo dopoguerra ha convertito la chimica su base petrolio rispetto alla base carbone di matrice tedesca della prima parte del 900. Questo consentirebbe di trattare i derivati della liquefazione del carbone come si trattano quelli del petrolio, trasformare i ciclici in paraffinici ecc. e produrre per un mucchio di tempo ancora CO2 fossile in maniera da crearci una bella atmosfera cretacea definitiva di cui far godere rettili, alcuni insetti e alghe , perchè se andiamo avanti così non avremo neanche più bisogno dei fotobioreattori ma le produrremo direttamente dove adesso andiamo a fare il bagno

  13. #63
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    da questo link del 13 novembre apprendo che la BIOKING (sconsigliata da ArmadoDePara) hanno un grossisimo problema legale e sono "out of business"

    AlgaeLink BioKing Algae Oil Scam: Algaelink is officially out of business

    AlgaeLink BioKing Algae Oil Scam: Algaelink is officially out of business

  14. #64
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    Quote Originariamente inviata da gilgamesh Visualizza il messaggio
    Si, tanti punti paradiso ma in paradiso ci vado anche mooolto prima! ci sono i 3 paesi che si affacciano su quel lago (Kenya, Uganda e Tanzania) che stanno bisticciando per spartirsi i fondi mondiali stanziati per risolvere quel problema...

    Comunque quelle che tu chiami "entrature in loco ci sono, e quindi merita pensare a qualcosina.
    Pensavo poco fa a canna da zucchero - etanolo - co2 - alghe - olio - biodiesel, poi jatropha +alghe da olio, poi jatropha + alghe da etanolo--- poi per la verità i cicli possibili sono diventati troppi.

    E arriva questa Eichlornia crassipes. Mai sentita nelle stanze delle bioenergie, devo ammetterlo. Non ho trovato niente su questa pianta, tranne le solite notiziole comuni. Ho visto che sarebbe ideale per produrre metano, ma poi che me ne faccio del metano in africa? potrei dal metano con le solite alghe arrivare al biodiesel, ma non ho le notizie botaniche su questa pianta per afferrare l'intero processo.
    a grandi linee potrei azzardare dal giacinto al metano in condizioni anerobiche, e da quello trarre la Co2 per alimentare le alghe. Il sistema suona bene, viene fuori anche un pò di corrente per essere autonomi sulla riva di qualche fiume africano INQUINATO. Ma i fiumi africani sono inquinati? gli africani dove la fanno?
    Il giacinto assorbe anche metalli dall'acqua, nonchè composti azotati.. ottimi per le alghe. Rilascia però degli allelochimici che non so davvero cosa possono fare alle povere alghette...
    Vabbè, studierò un pò il caso, se qualcuno mi vuol dare qualche dritta è ben accetto.

    Invece, carissimo biomassoso: mi è sembrato di capire dalle tue righe che da questo giacinto si può spremere qualche goccia di olio... è vero?
    dove trovo qualche informazione?

    Un ciao a tutti...

    PS carissimo Sulzer, circa un anno fa accennasti alla trasformazione diretta di metano in SynFuel. Semplificherebbe il mio caso, anche se dispendiosa. Come avviene? che impianti servono? scusa ma non riesco a trovare uno straccio di schema di impianto...

    Senza andare in Africa per "coltivare" come mostrava gilgamesh il lago di Maracaico in Venezuela è infestato dalla lenticchia d'acqua ...

    una causa è l'eutrofizzazione delle acque del lago (troppi fertilizzanti agricoli)

    vi do un riferimento da cui partire per approfondire la situazione: istituto per la protezione del lago di Maracaibo
    www.iclam.org.ve

  15. #65
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    Per tornare al tema alghe ...
    Mettere i fotobiorearttori sul tetto di un capannone alternato a dei pannelli solari per l'acqua calda.
    Il tutto integrato con una cisterna di accumulazione del calore riempita di giaia e acqua pe ravere un calore costante durante l'anno nei fotobioreattori

  16. #66
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    Quote Originariamente inviata da rbarba Visualizza il messaggio
    Per tornare al tema alghe ...
    Mettere i fotobiorearttori sul tetto di un capannone alternato a dei pannelli solari per l'acqua calda.
    Il tutto integrato con una cisterna di accumulazione del calore riempita di giaia e acqua pe ravere un calore costante durante l'anno nei fotobioreattori
    .. Ma hai pensato al carico sul tetto del capannone?

    Comunque visto che i fotobioreattori hanno bisogno di tanta CO2 quanta quella che può produrre un motore, nulla vieta di recuperare il calore stesso del motore per il riscaldamento dei fotobioreattori. Il problema non è il riscaldamento, è fornire alle alghe la CO2...

    Accoppiare i pannelli solari potrenne essere utile (ma non so quanto conveniente) nel caso tu avessi una fonte di CO2 alternativa e fredda da sfruttare, ma l'unica cosa che mi viene in mente è (come chiacchiere che avevo sentito) di estrarla dai carbonati, e non so con quale processo: se qualcuno lo sa me lo dica, qui a Carrara avrei tante cave di marmo da sfruttare!

    riguardo la Algaelink: permettetemi di esprimere un piccolo ghigno...
    ... ma mi dispiace per quelli che hanno comprato i loro impianti mai consegnati..

    ciao!
    Gu.

  17. #67
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    errata corrige
    istituto per la protezione del lago di Maracaibo

    [url=http://www.iclam.gov.ve/]Instituto para el Control y la Conservaciòn del Lago de Maracaibo

    dalle foto aeree più dell' 11% della superfice del algo è coperta. Oltre 1400 Km2

    Supponiamo che lo strato medio di lenticchia d'aqua sia di 10 cm.
    Supponiamo che la densità di questo tappeto verde sia di 0,5 volte la densità dell'acqua.(una volta ascugata la biomassa)

    Se di tutta questa biomassa se ne raccogliesse 1 decimo ...diciamo 100 Km2

    Avremmo un quantitativo di 100 * 10^6 (m2) * 0,1 (m) * 0,5 (t/m3) = 5 * 10^6T di biomassa.

    Un analogo quantitativo di carbone è in grado di alimentare la centrale termoelettrica di Porto Tolle capace di fornire il 4-5 % dell'energia elettrica che si consuma in un anno in Italia.
    Ultima modifica di rbarba; 05-12-2008 a 13:09

  18. #68
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    Quote Originariamente inviata da energyenvironment Visualizza il messaggio
    Salve,

    io verrei mettere in piedi un progetto di produzione di energia da gassificazione di alghe, testarne i protocolli e venderne il chiavi-in-mano.

    Sono in contatto con :
    - aziende americane che crescono microalghe in bioreattori, producendone poi biodiesel per spremitura e trattamento,
    - aziende che forniscono sistemi di gassificazione
    - ...per quelle che forniscno turbine a ciclo combinato nelle quali utilizzare l'idrogeno prodotto non credo ci siano grossi problemi, ma lo affronterò successivamente
    - la finanza necessaria ad avviare un prgoetto di tale respiro.

    Mentre i contatti americani mi dicono che un tale progetto avrebbe in se moltissime complessità, in giro si cominciano a vedere i primi impianti pilota, come quello di una azienda che dice di avere già un chiavi-in-mano per il trattamento di più di 100.000 t/anno di alghe, gassificate in un sistema da 10-20 t/h per la produzione di una cinquantina di MW.

    Se la crescita delle microalghe in modo controllato e costante nei bioreattori, non è un grosso problema,
    Se gli attuali sistemi di gessificazione utilizzano anche rifiuti solidi urbani
    Se l'idrogneo prodotto può venire utilizzato senza grossi problemi in una turbina a ciclo combinato,
    ...cosa sto perdendo di vista che renderebbe il progetto tanto complesso??

    Grazie
    Vedo che il tuo messaggio è di qualche tempo fa - Hai fatto qualcosa nel frattempo? anche io ho intenzione di fare qualcosa avendo già disponibili alcune cose (il terreno vicino al mare, una pompa per prlevare l'acqua ecc ecc) Saluti

  19. #69
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    Salve a tutti gli amici del forum,

    sul discorso delle microalghe avete novità? leggevo i vostri commenti e siccome sono interessato ad un investimento di questo tipo vorrei capirci qualcosa in più. Ho contattato anch'io la società olandese AlgaeLink ma stò aspettando ancora delle risposte più concrete.

    Noto però che soprattutto negli Stati Uniti che questo argomento viene sviluppato in maniera più concreta.
    Aspetto una vostro riscontro per chi ne sà qualcosa in più

  20. #70
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    Ciao a tutti, secondo voi, in un futuro più o meno lontano o immaginario, sarà possibile sostituire/convertire i grandi impianti petrolchimici per l utilizzo di microalghe ? quindi includendo produzione e stoccaggio di alghe, produzione di biocarburanti, bioplastiche, e sostituzione dei reattori ad olio conbustibile con reattori ad alio, biomasse e idrogeno derivanti dalle alghe?

  21. #71
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    E perchè no?
    http://www.eni.com/it_IT/attachments/innovazione-tecnologia/piattaforme-tecnologiche/scheda-pt-biodiesel-da-alghe-rev-dic10.pdf
    Pensa che se si riuscisse a produrre in maniera conveniente economicamente l'olio di alghe , basterebbe pomparlo in questo impianto :
    http://www.eni.com/it_IT/media/note-stampa/2009/2009-07-31-inaugurato-nuovo-impianto-hydrockracking.shtml?menu2=archivio-media&menu3=note-stampa
    e diventerebbe tutti i prodotti petroliferi che sono già in commercio ora, senza esterificazione...
    In più ci sarebbe un effetto " depurativo " che porterebbe le alghe a raccogliere per crescere tutti i nutrienti che adesso sono inquinanti nei fertilizzanti e di conseguenza nelle acque.
    Forse è troppo bello per essere vero ?

  22. #72
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    Quote Originariamente inviata da Sulzer1 Visualizza il messaggio
    Mah, se leggi la 387 e poni un quesito al GSE risolvi in breve il dubbio amletico sulla interpretazione della biomassa. Recuperare CO2 da gas di scarico ( anche metano ) comporta sempre la gestione dell'azoto atmosferico, bruciando produce un bel po' di NOx, chissà se ste alghe si puppano anche gli NOx ? dicono siano una delle cause delle pioggie acide ; magari alle alghe piacciono.Se riesci a produrre olio vegetale ( qualcuno ha già visto un'analisi di olio da alghe? io no e non so se prevale l'oleico, il linoleico , palmitico....) il trasformarlo in biodiesel è una delle opportunità. se riesci a venderlo a meno del palma tutte le centrali IAFR a olio vegetali sono potenziali clienti ( ogni Mwe prodotto in un anno consuma circa 2.000 ton di olio , quanto hai intenzione di produrne?).
    Il Poli di Torino nella sede di Alessandria sta iniziando la costruzione di un impianto composto da :
    1) biodigestore a umido utilizzante biomassa mercatale con apporti esterni da coltivazione e scarti
    2)Impianto di separazione gas a menmbrane che permette di ricavare un "biometano" al 99% che verrà pompato in rete , un po' di azoto atmosferico e molta CO2 da fermentazione
    3) Un bioreattore a flusso vincolato formato da tubi trasparenti , estrazione dell'ossigeno , analizzatore e integratori
    In teoria l'intenzione sarebbe di : produrre biogas, depurarlo immettendo in rete biometano da utilizzare per teleriscaldamento in posti distanti dalla fermentazione ricavando certificati verdi , utilizzare la CO2 di scarto e i liquidi percolati della biofermentazione per alimentare le alghe del bioreattore , ricavare l'olio , riutilizzare il "panello proteico delle alghe per fare altro biogas.
    Ricavi :
    Vendita di biometano ( dato che serve a fare certificati verdi costa di più di quello di Putin)
    vendita di olio biocarburante ( per produrre altra energia)
    vendita di CarbontradeC sul mercato internazionale a 17 € la ton . di CO2 risparmiata ( su una delle borse internazionali saltando pari pari la mafia dei trader italiani)
    Scusa se mi sono dilungato troppo ma l'ho buttata di getto.
    P.S. l'unica definizione di biomassa valida ai sensi del decreto sulle rinnovabili e quella della 387 in Italia, se dessero ascolto a Bruxelles la parola assimilabili non esisterebbe nel vocabolario del legislatore .GSE ha già detto che va bene e sembra che l'autorità per l'energia sia daccordo a considerare il dispacciamento in rete del gas come per l'energia elettrica da rinnovabili.
    Ciao Sulzer hai del materiale riguardo questo progetto?

  23. #73
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    XEddypd1,
    direi che il mio intervento che hai citato(speriamo non si accorgano.....non si può) è datato. Da allora sono intervenuti alcuni cambiamenti a livello legislativo, rendendo più facile ,teoricamente, l'ultima parte del processo. se leggi in decreto di marzo di quest'anno , il biometano è diventato una realtà e di conseguenza tutta l'attuazione della filiera. Per la coltivazione delle alghe non sono informato degli sviluppi, i trader italiani continuano a fare i trader italiani......che si tratti di CV o Carbon Trading devono guadagnare solo loro.
    Ah, la separazione del metano dalla CO2 e dagli altri gas si chiama "upgrading", in campo metaniero si applica da sempre ( dai pozzi non esce mai un gas naturale come arriva ai fornelli) i sistemi sono vari e si applicano in funzione della composizione del gas iniziale, delle pressioni e delle quantità.

  24. #74
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    Come mai non si parla più di alghe? Quali sono i reali problemi?

  25. #75
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    I progetti ci sono
    http://www.novaol.it/novaol/cms/prodotti/ricerca_sviluppo.html

    M
    a penso che ancora vi siano seri problemi tecnici......ti assicuro che con quello che costerà l'olio di soya quest'anno vista la siccità in argentina se ci fosse come alternativa olio di alga si andrebbe a nozze!!!!


 

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