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#51 | |
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Appassionato
Data registrazione: Oct 2008
Località: Toscana
Messaggi: 100
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Citazione:
Per la storia degli ultrasuoni quasi per caso stamattina ho trovato questo video: YouTube - Oil Extraction from washed Agae quindi l'idea degli ultrasuoni che tu hai capito perfettamente nel futuro sarà uno dei metodi da prendere in considerazione, se non quello che (ad intuito) sarà adottato da tutti gli impianti. Se non altro perchè permetterà di eliminare le fasi di essicazione e pressatura, dando per scontato di accoppiare l'impianto di estrazione all'impianto di coltivazione. Si, sono per la semplicità... magari i centri di ricerca hanno avuto l'incarico di studiare impianti che diano un prodotto secco, giusto per portarlo in ingresso agli impianti di estrazione già esistenti per i vari semi oleosi... funziona così, no? Piccola parentesi, devo spezzare una lancia per la algaelink: in un loro video fanno vedere che riescono a separare le alghe dall'acqua e a trasformarle in "pellets" secchi. bravi! Ultima considerazione e poi chiudo: c'è tutto un gran blabla sulle alghe, impianti, prospettive di guadagno... troppo! Mancano ancora troppe cose per fare un buon impianto produttivo, e ancora troppi costi da abbattere. Sarei pronto a fare un impianto, ma il buon senso impone di aspettare. Aspettare un ceppo di alghe più facile da separare, più promettente dei ceppi attuali. Parliamo di ipotesi, hai scritto. esatto. tutti si buttano sulle alghe. sulle alghe come risorsa. Ma è una risorsa? non stiamo sbagliando tutto giusto perchè abbiamo il serbatoio della macchina in riserva? Il mio punto di vista si sta dimostrando negativo verso le alghe, e mi scusino quelli che le vedono come la panacea finale. Sono solo un macchinario, che mettiamo in un reattore al chiuso, una macchina che con la luce trasforma quello che noi immettiamo come "nutriente" per trasformarlo in "olio". Quanta CO2 immettiamo in questo macchinario? quanto Idrogeno? beh, il buon senso dovrebbe farci accorgere che in questi reattori chiusi quello che esce è giusto quello che si immette, magari cambiato di forma (catene CH e altro scarto di contorno), ma solo questo. Bando agli entusiasmi: le alghe sono solo sistemi per trasformare emissioni locali di CO2, solo così hanno senso. E se non si ha una centrale a carbone accanto al proprio terreno è veramente inutile sognare di costruire impianti di questo tipo. Torniamo a pensare a coltivare girasole o jatropha, quelle piante la CO la traggono dall'aria... e questo si che è il metodo per aiutare l'ambiente. Ecco, lo sapevo, mi sono perso in disquisizioni... Ciao! ![]() Guglielmo |
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#52 |
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Pietra Miliare
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Caro Guglielmo,
son d'accordo con te che in questa fase occorra purtroppo stare alla finestra e aspettare l'evoluzione applicativa nel settore delle alghe ma non concordo su ciò che dici dopo. Ergo , concordo sul fatto che gli investimenti nel settore agricolo rivolte a produrre olio siano più sicuri e proficui ( se vuoi farmi vedere come fai a guadagnare con jatropha .......) ma non concordo sulla tesi che possano essere la soluzione energetica mondiale. La terra è troppo piccola e ci vivono sopra troppe persone, in più queste persone producono un mucchio di sostanze azotate che tendono a inquinare gravemente gli ambienti in cui queste persone fanno confluire il loro reflui. Le alghe sono una grande promessa per risolvere questo problema, secondariamente si cibano di anidride carbonica come tutti gli organismi che svolgono la funzione clorofilliana e poi.... producono anche olio.Come ho già detto altre volte , non sono convinto che si possa alimentare l'atmosfera controllata in cui vivono le alghe con i gas di scarico di un motore a combustione interna perchè sono convinto che gli NOx e altri nocivi che i gas di scarico contengono , siano venefici per la vita delle piante.Per cui con ogni probabilità la CO2 più proficua potrebbe essere quella di fermentazione ( estratta dal biogas o dagli scarichi della fermentazione del bioetanolo) . La grande centrale a carbone avrebbe una grande valenza perchè fornirebbe il calore per stabilizzare il ciclo invece che disperderlo inutilmente nell'ambiente. Io ho una mia teoria sulla funzione delle alghe sul nostro pianeta e son convinto che molto di più dei giacimenti carbone conseguenti alle grandi foreste , sono state l'elemento che ha modificato l'atmosfera terrestre utilizzando l'anidride carbonica e segregandola nei giacimenti petroliferi. Probabilmente i bioreattori funzionano con l'efficienza decantata perchè riproducono le condizioni ottimali ( per esempio di un periodo del cretaceo ) di pressione, temperatura , contenuto di nutrienti e percentuale di CO2 perchè le alghe proliferino con un rigoglio impossibile nelle attuali condizione dell'atmosfera terrestre. Tanti anni fa un mio professore di geomorfologia ci spiegò le glaciazioni come un fenomeno derivante anche dalla bassissima percentuale di CO2 e gas serra nell'atmosfera terrestre . Potrebbe essere..... |
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#53 |
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Appassionato
Data registrazione: Jun 2008
Messaggi: 83
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per gilgamesh
ricordo che non esistono solo le alghe di acqua dolce e di mare. Le alghe unicellulari si riproducono molto velocemente avendo un resa molto superiore ad altri tipi di coltivazione. |
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#54 | ||
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Appassionato
Data registrazione: Oct 2008
Località: Toscana
Messaggi: 100
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Citazione:
Ma come dici tu per la loro proliferazione "industriale", cioè a misura di raccolto utile, hanno ancora bisogno di questi famigerati bioreattori. Tra l'altro hai detto una cosa giusta riguardo alla pressione come fattore nella crescita delle alghe: nell'impianto della algaelink i tubi sono proprio in pressione, si capisce dal rumore del loro video di presentazione. e dal gran numero di bulloni che serrano le flangie di accoppiamento tra i vari tubi. Mi vien da pensare ad uno scenario futuro in cui i bioreattori si comportano da nursery per alghe mandate poi a lavorare altrove, a trasformare biomasse, biogas o qualcos'altro di bio in genere. i bioreattori li vedo come anelli di una catena ancora da definire. Riguardo il cretaceo... non ci avevo pensato: in passato le alghe hanno già prodotto il petrolio! ... Citazione:
Ecco, questo è il problema maggiore, non l'unico perchè si ha a che fare con culture estremamente diverse, chiaramente. Ma questo dei bambini da solo frena tutto. Al punto che vado avanti con i business plan e con i contatti, ma sto accarezzando l'idea di trasformare il tutto in una struttura benefica di diffusione capillare e di affidamento di queste coltivazioni alle missioni presenti sul territorio, capaci di gestire autonomamente le piantagioni facendole diventare risorse di villaggi, e centralizzare tutta la parte tecnologica di trasformazione in biodiesel dei raccolti. é un progetto che sta già funzionando in senegal sotto forma di onlus umanitaria, ad opera di un industriale italiano, a cui tra parentesi va tutto il mio plauso. Ecco, mi hai chiesto come si fa a guadagnare con la jatropha.. e questo è un modo, si guadagnano più punti-paradiso che euro, d'accordo, ma hai visto mai che un giorno servano pure quelli! CIao! |
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#55 |
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Appassionato
Data registrazione: Oct 2008
Località: Toscana
Messaggi: 100
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Appello agli acuti osservatori:
Visto che mi sono intestardito nello scoprire cosa promettono alla algaelink, vorrei proporre questa immagine che compare sul loro sito, in cui si nota un loro impianto di tubi verdi. ma... che impianto è quello bianco che fuma? e soprattutto, che è quel tubo che finisce in mare e dopo una specie di "t" sprofonda nel terreno sotto al mare? in una falda? e se è una falda perchè non inserirlo nel terreno accanto all'impianto (più semplice)? falda o deposito sotterraneo di biogas? CHi ha una risposta plausibile? ![]() (clicca sull'allegato per ingrandire) |
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#56 | |
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Appassionato
Data registrazione: Jun 2008
Messaggi: 83
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se ti servono finanziamenti per motivi etici. Conosco un associazione. (ti posso aiutare ma non ti garantisco molto).
Citazione:
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#57 | |
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Supporter EA
Data registrazione: Aug 2006
Località: Provincia Granda
Messaggi: 1.855
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Citazione:
Il lago Vittoria è di circa 70.000 km quadri e "la bellissima schifezza fiorita" raddoppia di volume in 2 settimane e laggiù sta bloccando tutto e riducendo alla fame chi come economia di sussistenza si occupa esclusivamente di pesca e si cerca di arginare il fenomeno con erbicidi ed insetti infestanti...insomma...un paradiso per chi ci vive!.... Saresti ricordato sui loro libri di scuola ed avresti un coupon zeppo di punticini paradiso.... |
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#58 | |
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Appassionato
Data registrazione: Oct 2008
Località: Toscana
Messaggi: 100
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Citazione:
![]() Comunque quelle che tu chiami "entrature in loco ci sono, e quindi merita pensare a qualcosina. Pensavo poco fa a canna da zucchero - etanolo - co2 - alghe - olio - biodiesel, poi jatropha +alghe da olio, poi jatropha + alghe da etanolo--- poi per la verità i cicli possibili sono diventati troppi. E arriva questa Eichlornia crassipes. Mai sentita nelle stanze delle bioenergie, devo ammetterlo. Non ho trovato niente su questa pianta, tranne le solite notiziole comuni. Ho visto che sarebbe ideale per produrre metano, ma poi che me ne faccio del metano in africa? potrei dal metano con le solite alghe arrivare al biodiesel, ma non ho le notizie botaniche su questa pianta per afferrare l'intero processo. a grandi linee potrei azzardare dal giacinto al metano in condizioni anerobiche, e da quello trarre la Co2 per alimentare le alghe. Il sistema suona bene, viene fuori anche un pò di corrente per essere autonomi sulla riva di qualche fiume africano INQUINATO. Ma i fiumi africani sono inquinati? gli africani dove la fanno? Il giacinto assorbe anche metalli dall'acqua, nonchè composti azotati.. ottimi per le alghe. Rilascia però degli allelochimici che non so davvero cosa possono fare alle povere alghette... Vabbè, studierò un pò il caso, se qualcuno mi vuol dare qualche dritta è ben accetto. Invece, carissimo biomassoso: mi è sembrato di capire dalle tue righe che da questo giacinto si può spremere qualche goccia di olio... è vero? dove trovo qualche informazione? Un ciao a tutti... PS carissimo Sulzer, circa un anno fa accennasti alla trasformazione diretta di metano in SynFuel. Semplificherebbe il mio caso, anche se dispendiosa. Come avviene? che impianti servono? scusa ma non riesco a trovare uno straccio di schema di impianto... Ultima modifica di gilgamesh; 05-10-2008 alle 21:18.. Motivo: aggiunta |
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#59 |
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Pietra Miliare
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Un ciao a tutti... PS carissimo Sulzer, circa un anno fa accennasti alla trasformazione diretta di metano in SynFuel. Semplificherebbe il mio caso, anche se dispendiosa. Come avviene? che impianti servono? scusa ma non riesco a trovare uno straccio di schema di impianto...[/QUOTE] Scusa ma non avevo visto la tua domanda. Se devo essere sincero non son sceso nel particolare nella produzione di synfuel , mi sono fermato quando mi sono accorto che circa metà dell'energia contenuta nel metano era utilizzata per il processo chimico di sintesi ( ogni metro cubo trasformato costa energeticamente un altro metrocubo). Avevo trovato 2 industrie , di cui una italiana che costruivano questi impianti per una applicazione che mi avevano chiesto in Sud America , ma parliamo di investimenti di parecchie decine di M$. Se stai ancora pensando al modo di utilizzare e trasportare il biogas , il Poli di Torino ad Alessandria sta progettando un "setaccio molecolare" che lo trasformi in biometano da mettere in rete, utilizzando un impianto di alghe per eliminare la CO2 di risulta. Non vorrei dire una stupidaggine ma penso che il processo di liquefazione del metano assomiglia alla parte finale del Fisher Trops dopo la gassificazione del carbone con l'utilizzo di catalizzatori ..... mi hai incuriosito e sono andato a rivedere gli appunti , si tratta proprio del fischer trops, il petrolio di Hitler Fischer-Tropsch process - Wikipedia, the free encyclopedia si fa anche con il metano e proprio con il metano si possono utilizzare i catalizzatori al cobalto perchè l'assenza di zolfo non li rovina come farebbe il syngas da carbone ricco di zolfo Ultima modifica di Sulzer1; 12-10-2008 alle 21:31.. |
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#60 |
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Appassionato
Data registrazione: Aug 2008
Messaggi: 78
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Se volete ho i preventivi che mi ha fatto Algaelink quando ho richiesto una quotazione, potrei postarveli ma vi avverto che è spazzatura, se proprio ci tenete fate un fischio e ve li allego.
Quando si parla di alghe a scopo ottenimento prodotti energetici, si tralascia un piccolo fattore che ho ampliamente ribadito nel mio studio esplorativo sull'argomento, ovvero che attualmente le alghe hanno un mercato (ho verificato che è più vasto di quanto pensassi) che assegna loro un valore medio di 5+$ al kg per la spirulina, 8+$ kg per la chlorella. Questo dipende dagli enormi costi di semparazione, rischio contaminazione, e da altro che ora non rimembro. Ora, se riusciamo a trovare un metodo per far stare i costi produzione (ed estrazione) dell'olio da alga ai livelli dell'olio di jatropha bene, si rivoluziona il mercato, il prezzo dell'alga asciutta crolla da 5$kg a 0,2$kg, ecc. Come ho già fatto notare in disquisizioni precedenti il principale scoglio attualmente sembra essere la difficile separazione dell'alga dall'acqua, visto che si parla di milioni di litri al giorno per una produzione di 1 T/day, acqua che poi deve anche essere riutilizzata. Se così non è, parlare di alghe ai fini esergetici non ha senso, piantaccia per piantaccia, meglio buttare semi di jatropha in campi in disuso. Con i Migliori Saluti |
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#61 | |
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Appassionato
Data registrazione: Oct 2008
Località: Toscana
Messaggi: 100
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Citazione:
Non credo sia da scartare per la sua resa, ho trovato dei dati che riportano un rendimento in peso del 61,9-66,7% di miscela idrocarburica (e tra l'altro si decide quale) rispetto alla miscela di CO + H2 in ingresso, rendimento che non è alto, vero, ma potrebbe essere controbilanciato dai minori costi di stoccaggio, trasporto e distribuzione del prodotto finito. specie in paesi diversi dal nostro. Risulta anche a me che l'ideale sarebbe una fonte di metano, per cui vale la pena pensare a questo processo (tra l'altro anche semplice) come un altro tassello nella composizione di un impianto misto. E se ha ancora senso oggi come oggi pensare all'idea di metter su un impianto sfornasoldi nel campo delle nuove energie alternative. E se ha ancora senso oggi come oggi pensare all'idea di metter su un impianto sfornasoldi senza avere una risorsa sottomano da convertire. comunque leggendo di questo processo Fischer-Tropsch non ho potuto non notare come sarebbe azzeccato implementarlo usando come combustibile quel carbone che nessuno vuole in quanto impuro e con troppo zolfo, e che proprio per quello zolfo nessuno si prende la briga di bruciare nell'aria. Per esempio il nostro carbone sardo, da decenni non estratto e inutilizzato proprio per il suo contenuto di ceneri e zolfo. Lo zolfo va ad aggredire il cobalto? forma dei sali, allora. Probabilmente il metodo abbisognerebbe di qualche studio e di qualche miglioria... ma resta pur sempre un gran bel metodo. Ciao! ![]() Gu. |
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#62 | |
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Pietra Miliare
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Citazione:
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#63 |
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Appassionato
Data registrazione: Jul 2005
Messaggi: 87
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da questo link del 13 novembre apprendo che la BIOKING (sconsigliata da ArmadoDePara) hanno un grossisimo problema legale e sono "out of business"
AlgaeLink BioKing Algae Oil Scam: Algaelink is officially out of business AlgaeLink BioKing Algae Oil Scam: Algaelink is officially out of business |
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#64 | |
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Appassionato
Data registrazione: Jul 2005
Messaggi: 87
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Citazione:
Senza andare in Africa per "coltivare" come mostrava gilgamesh il lago di Maracaico in Venezuela è infestato dalla lenticchia d'acqua ... una causa è l'eutrofizzazione delle acque del lago (troppi fertilizzanti agricoli) vi do un riferimento da cui partire per approfondire la situazione: istituto per la protezione del lago di Maracaibo www.iclam.org.ve |
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#65 |
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Appassionato
Data registrazione: Jul 2005
Messaggi: 87
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Per tornare al tema alghe ...
Mettere i fotobiorearttori sul tetto di un capannone alternato a dei pannelli solari per l'acqua calda. Il tutto integrato con una cisterna di accumulazione del calore riempita di giaia e acqua pe ravere un calore costante durante l'anno nei fotobioreattori |
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#66 | |
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Appassionato
Data registrazione: Oct 2008
Località: Toscana
Messaggi: 100
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Citazione:
Comunque visto che i fotobioreattori hanno bisogno di tanta CO2 quanta quella che può produrre un motore, nulla vieta di recuperare il calore stesso del motore per il riscaldamento dei fotobioreattori. Il problema non è il riscaldamento, è fornire alle alghe la CO2... Accoppiare i pannelli solari potrenne essere utile (ma non so quanto conveniente) nel caso tu avessi una fonte di CO2 alternativa e fredda da sfruttare, ma l'unica cosa che mi viene in mente è (come chiacchiere che avevo sentito) di estrarla dai carbonati, e non so con quale processo: se qualcuno lo sa me lo dica, qui a Carrara avrei tante cave di marmo da sfruttare! riguardo la Algaelink: permettetemi di esprimere un piccolo ghigno... ![]() ... ma mi dispiace per quelli che hanno comprato i loro impianti mai consegnati.. ciao! Gu. |
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#67 |
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Appassionato
Data registrazione: Jul 2005
Messaggi: 87
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errata corrige
istituto per la protezione del lago di Maracaibo [url=http://www.iclam.gov.ve/]Instituto para el Control y la Conservaciòn del Lago de Maracaibo dalle foto aeree più dell' 11% della superfice del algo è coperta. Oltre 1400 Km2 Supponiamo che lo strato medio di lenticchia d'aqua sia di 10 cm. Supponiamo che la densità di questo tappeto verde sia di 0,5 volte la densità dell'acqua.(una volta ascugata la biomassa) Se di tutta questa biomassa se ne raccogliesse 1 decimo ...diciamo 100 Km2 Avremmo un quantitativo di 100 * 10^6 (m2) * 0,1 (m) * 0,5 (t/m3) = 5 * 10^6T di biomassa. Un analogo quantitativo di carbone è in grado di alimentare la centrale termoelettrica di Porto Tolle capace di fornire il 4-5 % dell'energia elettrica che si consuma in un anno in Italia. Ultima modifica di rbarba; 05-12-2008 alle 13:09.. |
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#68 | |
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Novizio
Data registrazione: Aug 2009
Località: Siracusa
Messaggi: 11
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Citazione:
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