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Discussione: MicroAlghe e BioDiesel, Ho eseguito uno studio esplorativo con esito deludente

  1. #1
    Appassionato/a

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    Predefinito MicroAlghe e BioDiesel, Ho eseguito uno studio esplorativo con esito deludente



    Ho fatto un piccolo studio esplorativo sulle Microalghe DESTINATE A MATERIA PRIMA PER LA PRODUZIONE DI BIODIESEL, quello che è venuto fuori non farà piacere ai sostenitori di questa fonte, come non ha fatto piacere a me. Lo riassumo strettamente perchè ora non ho molto tempo, poi se a qualcuno interessa approfondire o integrare qualche punto in particolare, è nel posto giusto, siamo in un forum .


    1- I PHOTOBIOREATTORI E IL FINTO PROBLEMA DELLA CRESCITA

    Le alghe non hanno bisogno dei photobioreattori per crescere, crescono bene in vasche, laghetti, pozze, stagni, crescono bene in tutto e con rendimenti simili a quelli dei photobioreattori. Chiunque abbia mai avuto a che fare con una piscina sà bene che il problema non è far crescere le alghe, ma ammazzarle.

    2- IL VERO PROBLEMA DELLE ALGHE CONCEPITE COME MATERIA PRIMA BIODIESEL, LA DIFFICILE SEPARAZIONE DELL'ALGA DALL'ACQUA RENDE IL PROCESSO ANTIECONOMICO.

    Giustamente mi domanderete "se le alghe crescono così bene e dappertutto, allora quale è il problema?".
    In effetti basterebbe una vasca ( o serie di vasche) profonde 20 cm che coprano un area di 6400 mq per ottenere (alga che raddoppia ogni 12 ore, contenuto olio estratto dall'alga 40%) 1024 litri di olio di alga al giorno, strabiliante no ?
    Ora viene però il lato dolente.
    Nelle vasche ci sono in ballo 1280000 litri di acqua.
    La concentrazione di alga nell'acqua è di circa lo 0,1%.
    Effettuiamo un harvesting continuo controllato tramite pompe.
    Dobbiamo estrarre alga aciutta, o cmq con una % di acqua non superiore al 7%, per rientrare nei parametri delle presse.

    -Le alghe papabili hanno dimensioni vicine al micron, la filtrazione come metodo di separazione và a farsi benedire
    - Se usiamo la "flocculazione", a causa dei prodotti chimici, non possiamo riciclare l'acqua, quindi dobbiamo reintegrare quasi 2 milioni e mezzo di litri di acqua al giorno.
    -Se usiamo un essiccatore, oltre a altri problemi (consumo elettrico eccessivo, incapacità di essiccare tutta la produzione), comunque ammesso per assurdo che costruiamo un megaessiccatore a pannelli solari ci troviamo sempre a non poter riciclare l'acqua.

    L'unico metodo efficace è una centrifuga per separare l'acqua dalle alghe, e qui entra in ballo il principale punto di debolezza.
    Con una concentrazione di alga dello 0,1% nell'acqua, in caso di una (MODESTA TRA L'ALTRO) produzione come quella sopra descritta, ci troviamo a dover utilizzare una centrifuga con una capacità di circa 110000 litri ora.
    Una centrifuga con questa capacità costa circa 500000 euro e consuma 20KW/h circa, a cui và aggiunto il consumo delle pompe di ricircolo, di quelle di harvesting.

    Ora dobbiamo procurarci una buona pressa, con 150000 euro ce la caviamo, ed abbiamo ottenuto i nostri 1000 litri di olio giornaliero.

    3 - VALORE DEL PRODOTTO OTTENUTO, INVESTIMENTO SOSTENUTO, DESTINAZIONE DEL PRODOTTO A BIODIESEL ECONOMICAMENTE SCONVENIENTE AI PREZZI DI MERCATO.

    Dopo aver investito circa 1 Milione di euro, in ipotesi di una produzione perfetta (nessuna contaminazione o imprevisto), abbiamo un valore della produzione di circa 1000 litri giornalieri di olio di alga, circa 600 euro giorno (prodotto assimilabile all'olio di palma grezzo, quindi necessario stimarlo allo stesso prezzo di mercato), quindi circa 216000 euro l'anno.
    Senza imprevisti vari almeno la metà se ne và in costi variabili (personale, costi energetici, logistica, assicurazioni sugli impianti, manutenzione impianti,ecc), e l'altra metà in ammortamento impianti stimato in circa 10 anni a 100000 euro anno, quindi UTILE 0 (con imprevisti si và in perdita).
    Se il capitale non è proprio, quindi si aggiunge il costo degli interessi, si và in perdita anche senza imprevisti

    La controprova tombale di questo studio esplorativo è il fatto che l'alga asciutta viene venduta (per usi cosmetici di solito) a circa 4$ kg dai grossisti.
    Nessuno sceglierebbe di far fare all'alga un ulteriore processo industriale (pressatura per ottenere olio) per ricavare un prodotto che vale 8-9 volte meno di prima.

    4- CI SONO SPERANZE PER LA PRODUZIONE DI BIODIESEL DALLE ALGHE PER IL FUTURO?
    Si, ce ne sono, se si smette di pensare ai photobioreattori e al finto problema "come farle crescere?", e si inizia a pensare ad un modo per ridurre i costi di separazione dell'alga dall'acqua, abbattendo i costi di produzione e (forse) rientrando nei parametri economici per la produzione di biodiesel.
    Si può anche pensare di risolvere il problema dal punto di vista dell'ingegneria genetica, sfornando un'alga con olio 40%+ e con una grandezza che permetta una separazione per filtrazione (grande almeno come la spirulina, se più grande meglio).

    Con i Migliori Saluti

  2. #2
    Monumento

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    Forse, ma è un forse che deriva da uno studio teorico e non è suffragato da prove , la soluzione starebbe nella rottura delle cellule quando l'alga è ancora in sospensione e la separazione dell'olio senza la fase di essicazione e successiva spremitura. Ciò che rimane visto l'alto contenuto di materia organica , potrebbe essere biodigerito e trasformato in biogas e ammendanti . Concordo che disidratare ha sempre un costo energetico troppo elevato. poi esiste comunque un altro costo elevato che si tratti di bioreattori o vasche , è il riscaldamento e il mantenimento tra i 20° e i 30° dell'acqua. Magari a luglio in sicilia non sarebbe un grande problema ma a febbraio a Torino?

  3. #3
    Paladino del Forum

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    Question redditività

    Bho, qui in questo progetto c'è anche gente che conosco e sembrano entusiasti....l'unico dato certo fin'ora sono i soldi che hanno cacciato....tanti!..

    index

  4. #4
    Appassionato/a

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    Sulzer, hai ragione sulla temperatura, tuttavia come ho detto ho pubblicato solo degli stralci e conclusioni, ho affrontato le tematiche correlate con un utente in MP e pubblico stralci di quei MP, senza indicare nome utente ed eliminando riferimenti geografici per privacy, che rispondono ad altri quesiti.

    MESSAGGIO 1

    ho letto quello che hai scritto sulle alghe

    ma non mi torna questo

    "alga che raddoppia ogni 12 ore", avevo letto che va nutrita con forte dosi di CO2

    e quindi il problema principale diventava il costo della CO2 prima di quello della centrifuga

    insomma cosi ho letto, non sono un esperto

    cosa ne pensi?

    RISPOSTA 1

    Ciao.

    Ho dato per scontato nello studio esporativo un ambiente di produzione ottimale.
    Nella fattispecie, per quello a cui tu ti riferisci, ovvero la CO2, ho dato per scontato che la coltivazione di alghe si trovasse in prossimità di una centrale elettrica di cogenerazione a combustibile vegetale, magari della stessa azienda, dal quale prelevare la CO2 necessaria dai gas di scarico, oltre che il calore e il potere refrigerante per mantenere la coltura a temperature adeguate.

    E' normale che in assenza di questo ulteriore fattore ottimale, la situazione si complica ulteriormente.

    Comunque il problema principale resta sempre la separazione, anche se si avesse il miscuglio ALGA-ACQUA a costo zero (e così non è) la redditività sarebbe molto bassa.
    Una centrifuga da quelle proporzioni non crea solo un problema di costo di acquisizione.
    E' un leviatano mostruoso ed ingombrante ed è impensabile di farla andare a potenza massima 24 ore al giorno come richiederebbe la seppur misera produzione ipotizzata.
    Non è neanche scalabile il tutto, perchè centrifughe da più di 150000 litri ora non ne ho trovate in giro, quindi se si vuole aumentare la produzione non si riescono neanche a creare economie di scala acquisendo macchinari più produttivi, mantenendo le proporzioni simili tra la piccola produzione e la maxiproduzione.

    Dopotutto non è un caso che nessuna azienda abbia una produzione massiccia di biodiesel da alga, le uniche produzioni sono state in perdita e a scopo dimostrativo, solo per far salire l'attenzione mediatica ed attirare incauti investitori.

    Ovviamente tutto ciò è solo il mio modesto parere

    MESSAGGIO 2

    ma sei sicuro che basta la CO2 dei gas di scarico per chidere il ciclo?

    serebbe:il motore consuma l'olio prodotto dalle alghe che alimenta con calore e CO2

    sai quanti Kg di CO2 ci vogliono per 100Kg di alghe umide?(non riesco a trovare questo dato)

    RISPOSTA 2

    Carbon requirements (mass) 786 kg
    CO2 requirements (mass) 2881 kg
    CO2 Volume of 2881 kg 1467 m3
    Nitrogen requirements 81 kg
    Phosphorus requirements 11 kg

    questi sono i nutrimenti richiesti per la crescita di 1000 kg (tonnellata) di alga asciutta.

    Se coltivate in un ambiente chiuso bisogna anche prevedere un sistema di rimozione dell'ossigeno.

    Per il ciclo "l'olio delle alghe alimenta il motore, che produce energia elettrica, più CO2 e calore/refrigerazione" .
    Non ti nego che era la mia idea iniziale che mi ha instillato la curiosità necessaria per fare questo studio esplorativo, anche perchè sarebbe stato anche un modo per ridurre le emissione di CO2 in atmosfera dei motori endotermici; ovviamente è palese che è un ciclo a perdere, perchè il carburante per il motore lo reperiamo a 615 euro a tonnellata franco impianto (olio di palma grezzo) e produrre olio di alga ci costa (in caso di produzione perfetta) tanto quanto comprarlo.

    NOTA BENE: lo studio che ho effettuato non mira a dimostrare che la produzione di alghe non sia redditizia, come ho detto alcune alghe vengono vendute asciutte e triturate, a 4$ kg o più, principalmente per usi cosmetici/medici.
    Mira a dimostrare che non è possibile pensare alle alghe come materia prima per il biodiesel, o come olio combustubile per generazione elettrica, per il semplice fatto che con l'ulteriore processo industriale di pressa, per trasformare l'alga asciutta (umida) in olio (da commercializzare così come è o da esterificare per biodiesel), si ottiene meno prodotto (il 40%) e con caratteristiche simili ad altri oli, quindi con lo stesso valore commerciale.
    vale a dire che se abbiamo 1000 kg di alga asciutta, abbiamo un valore di 4000$, se lo trasformiamo in olio abbiamo un valore di (1000*40%)*0,615=400*0,615=246 euro ai quali vanno poi sottratti i costi dell'ulteriore processo industriale al quale lo abbiamo sottoposto (sia variabili che ammortamento impianti).

    Come ho già detto nello studio, se si riuscisse ad abattere i costi di separazione, le alghe sarebbero la più economica ed efficente fonte di olio per combustibile/materiale alimentare con grassi e proteine
    attualmente disponibile.

    MESSAGGIO 3

    quindi se mi vendono la co2 a 0,8/1 euro al kg (trovato su internet forse costa molto meno) spendo 2881 circa euro per 1000 kg di alga asciutta
    sbaglio?

    un motore da 1000Kw dovrebbe produrre 120kg di CO2 al giorno(anche qui mi potrei sbagliare)
    e consuma piu di 500litri

    quindi il resto della CO2 e l'altra roba va comprata

    per l'ossigeno in eccesso non lo so'

    se l'olio ci costa quanto comprarlo non risparmiamo, è vero ma ci copriamo da rialzi dei prezzi

    RISPOSTA 3

    Un motore da 1 MW elettrico consuma 224 (alcune fonti dicono 226) litri di carburante all'ora, quindi, mediamente 22 ore di esercizio al giorno, siamo a 4928 litri al giorno, e sono sicuro che emetta altrettanta CO2, almeno 5 ton, se non di più.

    Per quanto riguarda "se l'olio costa quanto produrlo non ci guadagnamo, ma ci copriamo dall'aumento dei prezzi", vista così è condivisibile, ma io ti ricordo ancora una cosa che non mi sembra tu abbia afferrato.

    1 Tonnellata di alga asciutta vale su mercato cosmetico/medicale 4000$ (4$ kg ingrosso), al tasso di cambio attuale di 1,43 sono circa 2797 Euro.

    La stessa tonnellata di alga asciutta, trasformata in olio, quindi 400 litri di olio, al valore di mercato, la piazzamo a 246 euro (0,615 € litro).
    Ora, sinceramente, chi farebbe un processo industriale ulteriore per trasformare una matera che vale 2797 euro in una che vale 246 euro ?
    Sarebbe come tentare di trasformare l'oro in piombo.

  5. #5
    Appassionato/a

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    MESSAGGIO 4

    ok ,risolto il quesito della CO2

    non ti posso dar torto sul discorso dell'algha asciutta venduta all'ingrosso, è ovvio che hai ragione

    pero considera che chi brucia quell'olio per produrre energia viene incentivato, ma non si avvicina minimamente a 2797 euro a tonnellata

    ma dove hai trovato questo dato 4$ al Kg?

    poi mi ero dimenticato di dirti che ovviamente per un raddoppio di produzione ogni 12 ore c'è bisogno di luce artificiale, quindi altre spese

    RISPOSTA 4

    Ciao,
    per i 4$ al kg mi sono anche regolato nettamente per difetto, come sono solito fare nelle mie previsioni, sottostimando i guadagni e sovrastimando i costi.
    Comunque, ecco il link su alibaba di una azienda "GOLD SUPPLIER", quindi certificata, che vende la spirulina a 7-8 $ al kg
    Spirulina Powder

    e qui troviamo la Chlorella, che è di separazione più difficile della spirulina (molto più piccola, centrifugazione e non filtrazione)
    Chlorella Powder
    a 10000$ la tonnellata, quindi 10$ al kg.


    Sempre più antieconomico fare olio dall'alga, piuttosto che vendere l'alga.
    Per il fatto che serve anche luce artificiale, io ho messo una duplicazione dell'alga ogni 12 ore, partendo da dati che ho acquisito che parlando di 3,3 duplicazioni al giorno, quindi mettendo 12 ore ho già previsto il periodo di buio non supportato da luce artificiale. Ovviamente poi questo cambia da alga ad alga e necessita studi più approfonditi del mio, che, torno a ripetere, è molto esplorativo e tratta più questioni di fattibilità economico/finanziaria, che tecniche (non di mia competenza)



    Con i Migliori Saluti

  6. #6
    Monumento

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    Caro Sandman,
    abbi pazienza , di alghe capisco poco anche se mi affascinano ( l'unica conoscenza che ho risale a 3 esami, micropaleongtologia, zoologia e geochimica un milione di anni fa) ma di emissioni da motori endotermici negli ultimi anni ne ho masticate parecchie. Gli unici casi di utilizzo dei gas di scarico per alimentare la crescita di biomassa che conosco sono le esperienze consolidate nelle serre olandesi di fiori. Sono impianti di cogenerazione a gas naturale e al massimo si utilizza il 10% in atmosfera controllata. Le emissioni da combustione di gas naturale sono intrinsecamente pulite ma contengono comunque un nemico naturale dei vegetali , gli NOx ( o ci raccontano balle dicendo che sono la principale causa delle piogge acide?). Secondo me la miglior fonte di CO2 priva di aggressivi nei confronti delle alghe sono i processi fermentativi. Pensa quanto CO2 produrrà la fermentazione del bioetanolo e quanta altra da separare dal biogas per produrre il biometano. L'altro settore in cui ho parecchio macinato negli ultimi anni sono gli oil expellers ( la colpa è della jatropha) secondo me pensare di trattare le alghe come il girasole è un altra mattana, o si trova la maniera di rompere le cellule che contengono l'olio nelle alghe ancora immerse nell'acqua o siamo di nuovo al troncio di Vianello e Tognazzi.io mi immagino di far patire un barotrauma alle alghe , altri pensano di usare la steam explosion , nell'uno e nell'altro caso si tratta di sottoporre la cellula a una pressione gassosa in ambiente liquido molto elevata e poi riportarla repentinamente a pressione atmosferica se non ancora più bassa. In teoria al diminiure della pressione esterna la pressione interna aumenta a velocità molto più elevata della permeabilità ai gas della parete della cellula e questa si rompe liberando l'olio.( in teoria).
    L'estrazione a quel punto potrebbe avvenire in 2 tempi, una prima fase di decantazione e una seconda di centrifugazione dell'olio affiorato in superficie ( se affiorasse un olio al 50%i parametri della centrifuga cambierebbero sicuramente.
    Per quanto riguarda l'utilizzo dell'alga come cosmetico , quanti kg. pensi di poterne vendere a 2200 $ o giù di lì ? Se ne producessi qualche centinaio di tonnellate a ettaro , in quanto tempo pensi che potresti saturare il mercato? Non sarebbe meglio , come avevo già suggerito , cercare di fermentarle in veicolo acquoso e farci biometano, anidride carbonica e ammendanti?
    Tanto facciamo tutti della teoria ( chissà cosa ne pensano all'ENI dopo aver speso 500Mil. di € in ricerca sulle alghe?)
    Ahh, all'AlfaLavall dicono che oltre certe dimensioni vale la pena di mettere più centrifughe in batteria che fare una centrifugona.
    Se ci pensi il mondo sta impazzendo per trovare un posto dove mettere la CO2 e tu sei preoccupato di non trovarne . A un euro al kg. si paga quella della Coca Cola.
    Se ho capito bene ci vogliono 2, 881 ton di CO2 per ton di alga a 16€ per ton. di Carbon Trading ti mancano dai conti
    46,096 € di ricavi, ci avevi pensato?
    Ultima modifica di Sulzer1; 20-09-2008 a 22:51

  7. #7
    Appassionato/a

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    Ciao Sulzer,

    Piccola Premessa.
    quelli sono stralci di messaggi privati che ho riportato, con questioni poste da un utente sull'argomento, e le mie risposte.
    Li ho pubblicati perchè potevano essere interessanti e complementari all'argomento. Faccio notare ciò per dire che non ero io preoccupato su dove reperire la CO2, ma chi mi ha posto questo quesito nel messaggio privato.
    Fine premessa.

    Sul fatto che non sia possibile trattare l'alga come il girasole, direi che qui concordiamo pienamente infatti, se torniamo al post originale, ho detto che l'anello debole è la separazione dell'alga dall'acqua, così come viene eseguita attualmente, che rende il processo antieconomico ai fini della produzione di "bioenergia" (bioetanolo, biometano, olio, biodiesel, ecc), e fà si che l'attuale valore di mercato dell'alga asciutta sia di GRAN LUNGA superiore del valore dei prodotti energetici potenzialmente ottenibili da quell'alga asciutta.

    Per quanto riguarda le tesi da te proposte sull'estrazione dell'olio senza separazione preliminare, sulle quali ammetto di essere di gran lunga ignorante, sono senza ombra di dubbio la chiave di volta del problema "energia da microalghe", perchè farebbero crollare il prezzo del prodotto rendendo (spero) praticabile la strada dell'utilizzazione dell'alga come materia prima energetica.

    In sostanza, andiamo a ricollegarci al post iniziale, che sintetizza la necessità di smettere di concentrarsi sulla crescita dell'alga, che comunque cresce alla grande un pò ovunque, e focalizzare le attenzioni su metodi alternativi che rimpiazzino la vecchia separazione tramite leviatani-centrifuga.

    Tu proponi la steam explosion, sulla quale mi trovi impreparato, ti và di parlarcene meglio?
    Io propongo la genetica per avere un alga con un buon contenuo di olio che non sia più così micro, in modo da poterla separare per filtrazione, così poi nessuno potrebbe impedirci di trattare l'alga come il girasole

    Sul Carbon trading mi hai colto a guardia aperta, sò cosa è, ho studiato come funziona in america ma sinceramente non credevo che fosse applicato in paesi sottosviluppati come l'Italia, tra l'altro oltre ai 46000 euro di ricavi sul carbon trading che mi hai fatto gentilmente notare, in caso di estrazione olio tramite pressa ci sarebbere da aggiungere anche i ricavi derivati dal prodotto residuo chiamato "algae cake" che dovrebbe avere un valore di mercato come componente di mangimi per animali, ma al momento non sò quantificarli; tuttavia questo cambierebbe di poco il risultato finale perchè anche la stima sui costi non era proprio omnicomprensiva.

    Che dire, piacerebbe anche a me sapere cosa ne pensano quelli dell'enel dopo aver speso gli spiccioli che citi in ricerca su questo settore, dubito tuttavia che siano venute fuori cose positive, come non son venute fuori cose positive dopo i milioni di dollari spesi dalla greenfuel, che sembra abbia issato bandiera bianca sull'argomento.

    Discussione comunque molto interessante.

    P.S.
    Sauzer, vado un momento in off topic e ti chiedo un favore.
    Siccome sembri una persona con competenze in diversi settori, sapresti darmi una risposta al quesito che pongo in questo post che ti linko, sulle autorizzazioni per apertura impianto trattamento rifiuti, tema che mi stà molto più a cuore perchè prevedo di investirci a breve? http://www.energeticambiente.it/rifi...i-esausti.html Grazie

  8. #8
    Seguace

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    Quote Originariamente inviata da TheSandman Visualizza il messaggio

    Carbon requirements (mass) 786 kg
    CO2 requirements (mass) 2881 kg
    CO2 Volume of 2881 kg 1467 m3
    Nitrogen requirements 81 kg
    Phosphorus requirements 11 kg

    questi sono i nutrimenti richiesti per la crescita di 1000 kg (tonnellata) di alga asciutta.

    .

    scusate se mi intrometto ma se serve così tanto fosforo la vedo nera per il futuro Il picco del fosforo - Eco alfabeta
    lo si può ricavare anche in altri modi da materia organica (i rifiuti per esempio) ,fanghi ma costa molta più energia il che fa abassare EROEI dell'intero ciclo (sbaglio o per le microalghe è di 5??) , secondo me è meglio lasciar il tutto per qualcosa di più utile che produrre biodiesel o al max prodotto di nicchia.
    http://www.greb.ca/publicationspdf/Peakphosphorus.pdf
    Ultima modifica di francescoG1; 23-09-2008 a 23:12

  9. #9
    Monumento

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    L'informazione diffusa a mio parere fa male, nell'articolo che hai postato si parla di fosforo e dell' utilizzo che se ne fa in agricoltura . Si dice che i giacimenti di fosfati sono in esaurimento e non se ne trovano altri per sostituirli. Dopo tu leggi il post di Sandman dove , ricavandola da una discussione con un " coltivatore " di alghe ,inserisce una tabella dei nutrienti necessari per la coltivazione di un determinato tipo di alghe . A questo punto tu fai un'associazione con l'articolo che hai appena letto e trai la conclusione che l'umanità ha trovato un altro pericolo da cui difendersi, l'esaurimento delle scorte di fosforo ( a confronto i guerriglieri del Polisario marocchino che fanno gli attentati ai giacimenti di fosfati sono il problema minore).
    Se leggi una serie di post antecedenti questa pagina , vedrai che la maggior parte di coloro che si occupano di alghe stanno cercando di utilizzare per fertilizzarle le acque reflue ricche di fosforo , perchè prima che una fonte di biocarburanti ( speriamo lo diventino sul serio) le alghe sono il miglior mezzo di biodepurazione delle acque che la natura ci mette a disposizione. L'articolo che hai postato non dice purtroppo che la maggior parte del fosforo usato in agricoltura e tutto quello adoperato nel settore dei detersivi , va disperso nei fiumi e poi nel mare, provocando la crescita delle alghe sbagliate nel posto sbagliato. Certo che a livello sperimentale non si può far altro che nutrire le alghe con prodotti per l'agricoltura attingendo dalle stesse fonti dell'articolo.......
    Ciao Sulzer

  10. #10
    Seguace

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    Quote Originariamente inviata da Sulzer1 Visualizza il messaggio
    Se leggi una serie di post antecedenti questa pagina , vedrai che la maggior parte di coloro che si occupano di alghe stanno cercando di utilizzare per fertilizzarle le acque reflue ricche di fosforo , perchè prima che una fonte di biocarburanti ( speriamo lo diventino sul serio) le alghe sono il miglior mezzo di biodepurazione delle acque che la natura ci mette a disposizione.

    si ma quanto se nè produrrebbe in questo modo ??? non credo molto ,giusto per applicazioni di nicchia? , non di certo per sostituire in tronco il petrolio. penso comunque che gli scarti della produzone di olio possano essere utilizzati come concime organico, giusto?

    e poi il problema esaurimento fosforo ricavato dalle miniere non è di poco conto.
    A questo punto tu fai un'associazione con l'articolo che hai appena letto e trai la conclusione che l'umanità ha trovato un altro pericolo da cui difendersi, l'esaurimento delle scorte di fosforo ( a confronto i guerriglieri del Polisario marocchino che fanno gli attentati ai giacimenti di fosfati sono il problema minore).
    faccio finta di non averlo letto, perchè sembra che per te sia una bufola sulla base di cosa poi, o sbaglio??? a poi chi te l'ha detto che l'articolo l'ho appena letto? perchè non è vero.. bella comunque la storiella...e problema che va affrontato e non messo da parte.
    Ultima modifica di francescoG1; 24-09-2008 a 12:06

  11. #11
    Monumento

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    si ma quanto se nè produrrebbe in questo modo ??? non credo molto ,giusto per applicazioni di nicchia? , non di certo per sostituire in tronco il petrolio. penso comunque che gli scarti della produzone di olio possano essere utilizzati come concime organico, giusto?

    e poi il problema esaurimento fosforo ricavato dalle miniere non è di poco conto.
    Allora , forse non mi sono espresso bene,la maggior parte del fosforo ricavato dai giacimenti minerari finisce nelle acque reflue assieme a quello che immettono alcuni miliardi di persone, miliardi mucche , miliardi di piccioni ecc. probabilmente una volta trovato il modo di sfruttarlo con le alghe avremmo il problema di dove mettere tutte queste alghe, per cui prodotto di nicchia diventerebbe il petrolio. Il fosforo che non finisce nelle acque reflue si fissa negli organismi che se ne alimentano , utilizzare le acque reflue per fissare i fosforo significherebbe avere a disposizione molta biomassa solida ricca di fosforo che se fermentata per produrre biogas darebbe come sottoprodotto un ammendante che conterrebbe anche del fosforo . Il fosforo contenuto nei prodotti della decomposizione ha un pregio rispetto ai sali industriali.... quando lo spargi nei campi si perde molto meno nelle acque. Ergo così sostituiresti una parte dei concimi industriali e inquineresti meno le acque.Non ti viene in mente a questo punto che qualcuno potrebbe non essere contento di questa evoluzione/involuzione del sistema agricolo( lo facevano già i nostri nonni quando i giacimenti del polisario non si conoscevano)? la maggior parte dei prodotti da biodigestione hanno un valore come concime pari a 1/4 1/5 di quelli industriali, questo significa che se non venissero prodotti vicino ai luoghi di utilizzo il costo di trasporto li renderebbe antieconomici anche a costo zero. Si tratterebbe di rivoluzionare talmente la filiera di produzione e distribuzione attualmente in uso nel mondo che sino all'esaurimento dell'ultimo giacimento di fosfati difficilmente gli agricoltori torneranno in massa a distribuire letame nei campi.
    Sulzer
    ps, non prendertela , a volte sono colorito nelle affermazioni ma non mordo

  12. #12
    Appassionato/a

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    Non avevo notato che c'erano nuove risposte alla discussione, chiedo venia.

    X Francesco:
    -1 Non te la prendere col buon Sulzer, all'inizio appare un pò duro nel commentare, però insomma, diciamo che quello che dice ha il suo peso e vale la pena starlo a sentire.
    -2 Mi trovi ignorante sul problema dell'esaurimento dei giacimenti di Fosforo, ti ringrazio per avermi messo a conoscenza del problema (sai, ce ne sono così pochi al mondo)
    Tuttavia, come ha detto Sauzer quella tabella (che, per dovere di cronaca, informo essere dell'alga Chlorella) per ora si riferisce alla divisione "sperimentale" della coltivazione di alghe di massa, quei nutrimenti potranno (anzi, diciamo, in un futuro dovranno) essere presi dalle acque reflue, essendo le alghe un ottimo filtro.
    3- Invito, dopo aver speso del tempo per far focalizzare a tutti il problema principale delle "Alghe come materie prime per biocarburanti/energia", ovvero la
    SEPARAZIONE DELL'ALGA DALL'ACQUA E L'OTTENIMENTO DELL'OLIO;
    processo che porta il valore dell'alga asciutta tra i 5$ e i 10$ al kg (e non stiamo parlando neanche di un mercato tanto di nicchia, gli usi cosmetici, medicali, integratori alimentari hanno un mercato non trascurabile che crescerebbe anche se i prezzi della materia si riducessero) a proseguire (se si ha interesse) la discussione, concentrandosi su questo punto cruciale, che rende il tutto antieconomico.

    x Sauzer
    Tu hai parlato di steam explosion e di barotrauma, per far affiorare l'olio all'alga, far decantare, e poi ridurre al minimo il lavoro della centrifuga.
    Teniamo sempre in ipotesi la solita piccola produzione (ma già di livello industriale) di 1000 litri al giorno di olio (circa 2 tonnellate e qualcosina di alga asciutta al giorno), quindi 2 milioni e mezzo di litri di acqua da processare e riciclare.
    Così come non è economica la centrifugazione e successiva pressatura, pensi realmente sia applicabile la steam explosion (o barotrauma), con decantazione, su 2 milioni e mezzo di litri di acqua, per ottenere un prodotto che vale 620 euro consegnato franco impianto (ok ok, più i certificati di carbon trading,)?

    Torno a ripetere che, a mio avviso, l'unica strada è l'ingegneria genetica per arrivare ad un alga con almeno il 40%+ di olio, grande quanto la spirulina (meglio più grande), separabile per filtrazione.
    Non a caso, l'unica produzione industriale di massa di alghe (scopo integratori alimentari di omega3 e altri grassi per vegetariani) è di spirulina, più grande delle altre microalghe, ma con una % di olio che non supera il 18-20% (forse meno, non ricordo) quindi non adatta a scopi energetici.
    Le produzioni di altre microalghe più piccole, seppur industriali, non sono di massa, valore di mercato dagli 8$ kg in sù.

    Con i Migliori Saluti

  13. #13
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    mi ha detto un amico che per ricavare energia la cosa più semplice è creare un fermentatore anaerobico. può essere utilie questa affermazione alla discussione ?

  14. #14
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    Quote Originariamente inviata da energianow Visualizza il messaggio
    mi ha detto un amico che per ricavare energia la cosa più semplice è creare un fermentatore anaerobico. può essere utilie questa affermazione alla discussione ?
    se hai qualcosa da fermentare ed nella giusta concentrazione si

  15. #15
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    scusa io non sono esperto. Di che concetrazioni parli ?

    hai qualche link in italiano.

  16. #16
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    Quote Originariamente inviata da energianow Visualizza il messaggio
    scusa io non sono esperto. Di che concetrazioni parli ?

    hai qualche link in italiano.
    Sarebbe da presuntuoso madarti dei link, vai nella sezione dove parlano di biogas e trovi vagoni di informazioni

  17. #17
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    per thesandam :
    qual'è il prezzo di acquisto di un chilo di alghe in italia ?
    ( i tuoi link postati sono di aziende cinesi )

    conosci aziende milanesi che comprono alghe ?

  18. #18
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    Sarebbe da presuntuoso madarti dei link, vai nella sezione dove parlano di biogas e trovi vagoni di informazioni
    io ci posso pure andere, ma se tu lo sai e lo scrivi io sono più felice. Fino ad adesso non ho trovato nessuna informazione nella sezione biogas. Repetita iuvant.

  19. #19
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    Ciao.

    Aziende che acquistano alghe milanesi non ne conosco, ridurre alla sola milano il mercato mi sempra un pò riduttivo

    Quello che Sulzer presumo volesse dire è che il fermentatore è ottimo se hai qualcosa da fermentare (e tu potresti dirmi "e noi abbiamo le alghe") e nella giusta concentrazione (e qui purtroppo non ci siamo perchè le alghe le abbiamo ad una percentuale dello 0,1% nell'acqua); sempre lì và a sbattere il problema, separare queste benedette alghe dall'acqua santa.

    Saluti

  20. #20
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    be, dimmi almeno una azienda italiana o straniera che acquista alghe.

    io sò che essite un metodo per estrarre le alghe ( magari coltivando alghe non unicellulare ).

  21. RAD
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