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Discussione: Pirolisi e Biochar la nostra risposta

  1. #1
    Novizio/a

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    Predefinito Pirolisi e Biochar la nostra risposta



    Vi invio un video , a chi è interessato alla tecnologia e se ha domande in merito oltre che a qualche idea per migliorare ulteriormente una risposta alle biomasse povere.
    Buona giornata a tutti.

    YouTube

  2. #2
    Appassionato/a

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    Waw coraggiosi dai , fa sempre piacere vedere dei coraggiosi sfidare un campo cosi' ostico per l'Italia .
    Gassificatore dell' ANKUR se non ho capito male dai vs. video , Taglia ?
    I filtri come sono distribuiti ?
    In pratica , così come lo avete configurato siamo a una potenza elettrica ? Termica utilizzabile ?
    Farebbe piacere anche conoscere visto che parlate di biomasse o essenza diverse , come stabilizzate la pirolisi

    Saluti Claudio
    Siamo tutti mendicanti, fino a che pretendiamo la ricompensa per quello che facciamo.

  3. #3
    Novizio/a

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    Predefinito Tecnologia ed esperienza nella gassificazione della biomassa.

    Salve a tutti e ben ritrovati dopo tanti anni.
    Volevo sapere se sul forum c'è solo questo angolino nascosto per parlare di "Gassificatori di Biomassa".
    Sembrerebbe che quì l'argomento principale sia più che altro la produzione di bio-char che è un sottoprodotto della
    gassificazione della biomassa legnosa e non la produzione di energia elettrica e termica.
    Il progetto in cui sono stato coinvolto circa 10 anni fa non è approdato a nulla e vorrei condividere questa esperienza
    con tutti perchè non sia stato tempo perso e magari serva ad altri.
    Saluti.

  4. #4
    Novizio/a

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    Predefinito

    OK, pare che questo angolino sia così recondito che nessuno lo vede, oppure a nessuno frega niente dei gassificatori.
    Comunque, vorrei divuolgare quì il "GRAN SEGRETO" del motivo dell'insuccesso dei gassificatori di biomassa piccoli.
    Non rispondete tutti in massa perchè rischiamo di bloccare il server.
    Probabilmente nessuno sen'è accorto, ma il vero segreto del fallimento è:
    Tipo del gassificatore, Imbert funzionano, stratified no? NO!
    Automazione di controllo farlocca e improvvisata? Si, ma NO!
    Pulizia dei gas approssimativa con filtri a maniche che si intasano a rotta di collo? Anche si, ma NO!
    Controllo del flusso dell'aria spartano o poco ortodosso? Ovviamente si, ma NO!
    Reattore di gassificazione che si intasa ogni tre per due? Anche questo si, ma NO!
    Gas poco pulito che intasa tutti i condotti dei motori e raspa via i pistoni in men che non si dica? Certamente, anche peggio. Ma NO non è questa la risposta risolutiva...
    E allora? Ve lo dirò più avanti.
    Ciao.

  5. #5
    Seguace

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    Predefinito

    Ciao Lawrence aspetto con ansia , forse l'argomento non interessa a molti , ma quando qualcuno risolve un problema a cui molti non hanno dato risposte è sempre un passo avanti

  6. #6
    Novizio/a

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    Predefinito

    Bene, Grazie Gibrun, fa sempre piacere quando qualcuno ti ascolta...
    Quindi, passiamo alla rivelazione del secolo, allo spoiler del millennio...
    Veramente è una stupidita incredibile. Ma, proprio per questo è rimasta nascosta agli occhi di tutti.
    Sono ormai più di dieci anni che ci sto lavorando e solo nell'ultimo mi sono accorto che questa cosa
    semplice, rimane invisibile, perchè sommersa da un altro milione di insidie.
    "Gli impianti di gassificazione da 100 a 1000 kW vengono costruiti (non con poche difficoltà perchè
    devono fare in modo poco costoso, questo, quello quell'altro e anche oltre, con la partecipazione
    di chi capita a tiro perchè magari è la prima volta che si fa, poi, alla fine l'impianto funzionicchia.
    Si poteva fare meglio, ma c'è tempo per aggiustarlo dopo che ha iniziato a produrre...) e poi?
    Lasciati in mano ad un conduttore che di estrazione fa il "boscaiolo" o l'"agricoltore"...
    Un impianto di gassificazione grazie agli incentivi che lima di lì, sega di là, togli la percentuale sull'energia
    autoconsumata, togli questo e quell'altro, non è che alla fine rimane un budget che consente la paga annuale
    di un ingegnere di processo e tre periti per la conduzione.
    Quindi, il nostro povero disgraziato viene messo a condurre un impianto che gli sviluppatori
    migliori dell'azienda che lo ha costruito hanno trovato.
    Concludendo, l'impianto non funziona perchè non lo si sa condurre.
    La colpa morì fanciulla e quindi l'impianto non funziona. Il resto è storia.



    P.S.
    Poi si può discutere su come sopperire a tutto il resto e anche a quest'ultima rogna ed ottenere un gassificatore che funziona.

  7. #7
    Novizio/a

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    Predefinito

    Qualche precisazione, rileggendo il post precedente sembrerebbe che stia dando la colpa a coloro che si sono stati incaricati di condurre gli impianti
    e per causa loro non hanno funzionato.
    Un impianto, pur piccolo, di gassificazione, tipicamente il 200kW perchè richiede meno burocrazia, come minimo, nella misura più semplice è
    una stazione di generazione di energia elettrica da 200kW che immette in rete elettrica nazionale. Quindi, tolte le altre complicazione dell'impiantino
    chimico di gassificazione, restano le incombenze della stazione di generazione. L'aggancio in fase con la rete, lo sgancio quando si esce di sincronismo
    ecc... Ho visto molti impianti di gassificazione ma nessuno capace di un aggancio in rete stabile in automatico, ma neppure in manuale perchè la procedura
    pur semplice da eseguire per un elettrotecnico rimane qualcosa di quasi impossibile per un agricoltore o un boscaiolo.
    Dall'altro lato, troviamo il gassificatore che ha un numero di controlli da eseguire anche più complessi dell'aggancio in fase di rete. Questi controlli sono di
    portata dell'aria di alimento, di pressione del reattore, sia positiva che negativa a seconda del tipo di impianto. Il controllo delle perdite di carico del sistema di
    pulizia, la quantità in peso di biomassa da gassificare in alimento, la portata dei gas verso i motori la potenza meccanica erogara dai motori, il numero di
    giri fuori sincronismo con la rete. La temperature per una corretta gassificazione e tanto altro. La gestione di questi controlli richiede un software di controllo
    molto complesso che spesso e volentieri termina in un "intervento operatore". Quest'operatore non è in grado di comprendere a causa della sua estrazione
    scolastica e/o modo di pensare e di vivere (con tutto il diritto di esserlo) questi processi complessi e quindi ecco, bene o male dove tutti gli impianti hanno fatto
    cilecca.
    Aggiungiamo pure che chi li realizza ha impiegato per realizzare il software "pivellini" alle prime armi perchè professionisti del mestiere non si trovano e
    sopratutto non si trovano allo stesso prezzo dei "pivellini". Con queste premesse gli impianti automatici per finta necessitano un essere umano che "per davvero"
    sappia cosa fare. Questo implica, dimostratamente che gli impianti messi in commercio oggi funzionicchiano quando è presente un operaio, un elettrotecnico, un softwarista,
    un chimico/processista ed un ingegnere i quali (tutti) hanno partecipato alla progettazione.
    Ecco, spiegato l'arcano misterioso per cui i gassificatori di biomassa per la generazione di energia elettrica hanno fatto "buca".

  8. #8
    Novizio/a

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    Bene, vedo dalle numerose risposte che senbra una cretinata. Sicuramente gli impianti costruiti fino ad ora da un centinaio di costruttori più disparati
    non funzionano perchè è lo sbilanciamento "orgonico" dell'energia, o per via del campo magnetico virtuale... che non li fa andare. Oppure più seriamente
    il "processo" non è quello giusto, la regolazione della miscela aria/biomassa non è regolare...
    Ovviamente, il fatto che malgrado un impianto sia costruito con una certa serietà o solo per "tecnologia aleatoria" potesse funzionare se ben controllato
    magari anche manualmente, non dice nulla perchè la colpa morì fanciulla. O perchè non si ha facilmente a disposizione personale sufficientemente istruito
    e intelligente da capire l'istruzione ricevuta.

  9. #9
    Supporter EA

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    Predefinito

    Lawrence, una curiosità.....
    se posso, tu cosa fai nella vita come lavoro ?

    SOLARBAYER - SOLARFOCUS - RED - HELIOS - KINGSPAN
    Vedi chi sono: ERREGI SAS
    Guarda sempre ultimo lavoro: SOLARBAYER LEGNA HVS 25 + PUFFER + SOLARE

  10. #10
    Novizio/a

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    Il farmacista...
    Ovviamente no. Cosa faccio nella vita? Qualcosa che è un pò un consulente, un pò un inventore, un pò tutto e un pò niente visto che oggi il "nulla" viene apprezzato moltissimo.
    Ma odio molto, ormai a morte, la domanda "e a me chi me lo dice" perciò, risparmiatemela. Non sono il solito "inventore cantinaro" e non mi piace essere marchiato così.
    So fare tante cose bene, altre meno alcune per niente, ma sono sempre le cose che non mi riescono quelle per le quali sono più ricercato.
    Se la domanda è riferita alla sottointesa "ma chi ti credi di essere per dire queste cose" la risposta potrebbe essere poco piacevole.
    Se la domanda è per capire, allora è proprio così. Spesso vengo coinvolto in avventure che sembrano belle ed interessanti, coinvolgenti e remunerative, ma
    poi, finiscono sempre (non da parte mia) in liti, fallimenti, querele, tribunali, dispute e quando va bene in un bel "nulla di fatto" buttiamo tutto alle ortiche tanto
    se nessuno fino ad ora l'ha fatto (l'impresa) vuol dir che non si può fare, se invece c'è già chi lo fa non vale la pena mettercisi.
    Sono un tecnico elettronico, strumentale, progettista, programmatore di sistemi automatici industriali (Rockwell) e di processo, chimico e non.
    Questo è ciò che descrive meglio ciò che faccio per vivere sinteticamente ma realmente.
    Siccome sono circa dieci anni che sto studiando il mondo dei gassificatori e dell'energia alternativa ed ora mi sono proprio rotto di quanto ci ronza
    d'intorno senza ripargarmi, o quasi, mi è venuto in mente di rivelare questi inghipppi, dove in tanti ci sono cascati, costruendo terribili ciofeche di
    impianti di gassificazione, così, perchè l'esperienza non vada perduta.
    Quindi, mi aspettavo qualcuno che mi domandasse, magari, perchè la vedo così. Alchè avrei risposto ecc...

  11. RAD

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