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#1 |
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Appassionato
Data registrazione: Apr 2007
Messaggi: 48
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Buonasera a tutti. sono Marco, scrivo dalla Sardegna e da 12 anni coltivo Vetiver. Lo scorso anno ho messo in piedi un'azienda agricola per fare fronte alle richieste di fornitura della pianta.
Il Vetiver si utilizza per regolare l'assetto idrogeologico ponendo siepi di piante (con una densità di impianto di 10 piante/metro)sulle curve di livello. Gli utilizzi però sono molto numerosi e spaziano dalla produzione di foraggio per ruminanti al filtraggio delle acque reflue sia con la tecnica dei reed beds (letti vegetati) sia il metodo idroponico. Vi racconto questo non per farmi pubblicità, ma perchè da queste piante possiamo ottenere una notevole quantità di biomassa adatta alla filiera energetica, per termogenerazione, biocarburanti di 2° generazione (flash pyrolisis) e fermentazione e saccarificazione simultanee per ottenere alcoli; se poi utilizziamo le piante per depurare le acque reflue estraendo inquinanti, nitrati, ecc.., otteniamo una quantità di trinciato decisamente ragguardevole. Avevo condotto un 3d sul vecchio forum denominato "Tipologia della biomassa" che può essere letto qui: tipologia della biomassa - BIOMASSE ed avevo promesso che appena in mio possesso avrei cominciato a rendere noti i risultati dei calcoli fatti sulla quantità di biomassa ottenuta dalla mia coltivazione nel modo più scientifico possibile. Bene, eccoli: Ho appena effettuato il primo taglio (con notevole ritardo per motivi di salute) ed ho effettuato tre saggi da due metri ciascuno su piante di poco più di 12 mesi di età (appena adulte), ho mediato il tutto ed il dato che ho ottenuto è pari a 4 Kg per metro lineare (in quanto si coltiva in siepi, come dicevo).Questo dato attiene a piante in asciutta, cioè che non hanno ricevuto alcun apporto idrico, nè per altro concimi o fertilizzanti di sorta. La varietà di siti lontani fra loro per garantire la varietà del sottosuolo di crescita. Facendo una proiezione di questo dato su 200 file lunghe 100m poste a 50Cm fra loro (un ettaro preciso) otteniamo la bellezza di 80 tonnellate solo per il primo taglio e da piante appena adulte. Ho pubblicato il tutto ed ogni info relativa a coltivazione, fisiologia ed utilizzo sul mio blog : Diario della coltivazione. Vi terrò informati sul prosieguo degli esperimenti e la raccolta dei dati che includeranno quantità totale della produzione annuale di massa fresca e secca. Cerco Entusiasti e specialisti che vogliano fare degli esperimenti e condividere i risultati: vi fornirò via posta la biomassa che servirà al caso. ------------------Che ve ne pare? Saluti Marco------------------------- |
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#2 |
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Super Moderator
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Il risultato è davvero molto interessante... sopratutto per quanto hai detto relativamente all'irrigazione e all'assenza della concimazione. Ulteriore interesse deriva dal fatto che sei in Sardegna e li le precipitazioni non sonocerto così abbindanti come nel nord italia... quindi mi domando se con apporto di stallatico e di maggiori precipitazioni cosa si potrebbe ottenere. Ne potrebbe soffrire la pianta?
80 ton/ha anche fosse tutta sostanza a 50% di h2O sarebbe cmq raggurdevole visti i modi di conduzione. Hai riscontrato malattie o parassiti? dopo il taglio la pianta ributta? che meccanizzazione è disponibile sul mercato per l'impianto e la raccolta? Qualcuno che sappia indicare quale impiego possa essere prediletto per tale pianta? Pirolisi, biogas, bioetanolo... ? Grazie mille Girobatol per il tuo preziosissimo apporto! Complimentissimi! A presto! |
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#3 |
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Appassionato
Data registrazione: Apr 2007
Messaggi: 48
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Queste piante non possono soffrire da apporto di concimi, infatti minano inquinanti in quantità industriali: Diario della coltivazione: Come trattano le miniere altrove qui sono riportati i dati relativi alla tolleranza ai metalli pesanti, salinità delle acque, alcalinità/acidità dei terreni di coltura, ecc (ovviamente la termogenerazione non può avvenire dalla biomassa contaminata), guarda questo impianto in Australia per l'assorbimento di reflui: http://www.vetiver.com/ICV4-ppt/BA05-PP.pdf il design dei letti filtranti è molto chiaro e vi sono anche i grafici relativi all'assorbimento di azoto e fosforo che assommano rispettivamente a 1140 Kg/ha/anno e 149 Kg/ha/anno (il fosforo è più basso solo perchè meno presente nelle acque di scarto dell'impianto che è il macello di un allevamento : sangue= azoto) In definitiva no, non ne soffrirebbe affatto.........
Il conto della biomassa che sto facendo è appositamente "de minimis", ma sto passando tubi per irrigare alcune frazioni e fornire dati a questo riguardo comprensivi di quantità e modalità di somministrazione (uso solo irrigazione a goccia). Per quanto riguarda i parassiti la pianta è estremamente resistente in quanto pioniera e non ho mai notato nulla di negativo, solo qualche foro negli steli fioriferi sterili prodotti da larve minatrici (uno o due al metro di siepe al massimo). Molto più interessante è l'effetto barriera/ostello per la diversità di insetti e vertebrati che arriva ad ospitare, questo abbatte moltissimo la quantità di fitofarmaci richiesti dalle coltivazioni specie quelle estensive: vedi come poi i benefici (anche economici) si intersecano e ricadono su tutto il ciclo.... Le piante ributtano eccome, sono anzi molto incentivate alla riproduzione delle gemme basali dalla falciatura. Vi terrò aggiornati sulle quantità che ottengo nel corso dell'estate man mano che sfalcio e peso. Nel frattempo preparo del trinciato essiccato per testarlo nelle stufe onnivore. Bioterm si era proposto per i test calorici..batti un colpo o sei già al mare? saluti Marco
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Marco Forti B.A.Visual and Performing arts Charles Sturt University N.S.W. Australia www.diariodellacoltivazione.blogspot.com www.vetiversardegna.it |
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#4 |
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Super Moderator
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Ottimo, esauriente ed esaustivo.
Una sola perplessità... relativamente alla meccanizzazione della messa a dimora e della raccolta.... sai darci delle dritte? Sono certo che molti tra i frequntatori rimarranno positivamente colpiti dalla tua esperienza e dai dati che stai riportando. A presto! |
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#5 |
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Moderatore
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Dove lo posso trovare il vetiver che lo provo io nella mia caldaia
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Per amore della libertà si può - ancora - scendere in strada! |
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#6 |
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Appassionato
Data registrazione: Apr 2007
Messaggi: 48
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Per quanto riguarda la meccanizzazione abbiamo diverse oppozioni: per la messa a dimora in Australia hanno modificato una piantatrice per brassicae spp. (cavoli) che consta di due dischi sullo stesso asse posti ad angolo convergente in basso, si forniscono le piantine da sopra (due operatori alternativamente) così in breve si possono coprire grandi distanze nell'ordine dei chilometri; io invece ho un motocoltivatore 12 Cv con un assolcatore che produce un solco profondo giusti 20 cm; appoggio le piantine su un fianco del solco e lo chiudo col terreno riportato sul lato opposto con la zappa, successivamente raddrizzo le piante, riporto il resto del terreno rimasto sul primo lato, compatto ed innaffio: è faticoso (bassa cavolo, è bassa una cifra) ma faccio anche 350 metri in una giornata da solo (non sono Mandrake eh!).
Più pensieri mi da la meccanizzazione della raccolta della biomassa: io uso una rasasiepi a motore operata in ginocchio e ti assicuro che questa è una vera rogna. Per la raccolta c'è bisogno di un macchinario che passi a cavallo della siepe e che mentre falcia a 30 cm di altezza (quota ottimale) trincia il tutto in pezzetti di 2 cm massimo; poi si separa la parte legnosa dal fogliame e si ottengono insieme carburante e foraggio.
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Marco Forti B.A.Visual and Performing arts Charles Sturt University N.S.W. Australia www.diariodellacoltivazione.blogspot.com www.vetiversardegna.it |
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#7 | |
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Appassionato
Data registrazione: Apr 2007
Messaggi: 48
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Citazione:
Domani vado in campagna e te ne produco 4-5 kg che stanno comodamente in uno scatolone; lo essicco bene e te lo spedisco a casa. fammi avere il tuo indirizzo. Vorresti farmi avere poi qualche dato sull'esito? tipo potere calorico o qualunque cosa ti venga in mente?
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Marco Forti B.A.Visual and Performing arts Charles Sturt University N.S.W. Australia www.diariodellacoltivazione.blogspot.com www.vetiversardegna.it |
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#8 |
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Appassionato
Data registrazione: Apr 2007
Messaggi: 48
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In ogni caso GRAZIE a tutti.
In questi ultimi anni mi sono sentito un pò solo, magari come il matto che grida nel deserto. Il vostro apprezzamento è per me un grande beneficio ed un grandissimo incoraggiamento.
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Marco Forti B.A.Visual and Performing arts Charles Sturt University N.S.W. Australia www.diariodellacoltivazione.blogspot.com www.vetiversardegna.it |
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#9 |
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Moderatore
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Grazie a te girobatol che continui a seguirci sulla nuova piattaforma del forum e di offrire nuovi spunti di discussione (e di speranza) sulle energie rinnovabili e sulle biomasse.
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Per amore della libertà si può - ancora - scendere in strada! |
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#10 | |
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Supporter EA
Data registrazione: Aug 2006
Località: Provincia Granda
Messaggi: 1.909
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Citazione:
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#11 |
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Appassionato
Data registrazione: Apr 2007
Messaggi: 48
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Fantastico! hai già qualche indirizzo di laboratori professionali? Se me lo puoi far avere ti sarò debitore... In ogni caso anche se non per i risultati di grado scientifico, almeno per vedere come brucia, se impasta la coclea, quale caldaia lo gestisce bene; in futuro ne voglio acquistare una.
Intanto......Signori vi presento il trinciato di Vetiveria Zizanioides (applauso)
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Marco Forti B.A.Visual and Performing arts Charles Sturt University N.S.W. Australia www.diariodellacoltivazione.blogspot.com www.vetiversardegna.it |
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#12 | |
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Supporter EA
Data registrazione: Aug 2006
Località: Provincia Granda
Messaggi: 1.909
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Citazione:
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#13 |
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Appassionato
Data registrazione: Apr 2007
Messaggi: 48
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Grazie, ho appena invitato Giorgio a passare di qui, vediamo che ne dice.
molto obrigado!
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Marco Forti B.A.Visual and Performing arts Charles Sturt University N.S.W. Australia www.diariodellacoltivazione.blogspot.com www.vetiversardegna.it |
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#14 |
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Moderatore
Data registrazione: Aug 2005
Località: Monserrato (CA)
Messaggi: 975
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Ciao a tutti, eccomi qua!
Ho letto tutto quello che avete scritto, molto interessante. E il micanto? e il sorgo? Io posso provarlo nella mia caldaia (anche se immagino che la coclea avrà problemi), ma adesso no che c'è già troppo caldo! ![]() |
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#15 |
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Appassionato
Data registrazione: Apr 2007
Messaggi: 48
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Il micanto sta per fare il suo ritorno! ce ne è una coltivazione in un centro studi dell'ENEA al nord Italia in un luogo montuoso e freddo non so dove di preciso e so che ha resistito bene a queste condizioni avverse.
Il sorgo da granella è coltivato comunemente per alimentazione bovina ed usato nella rotazione agraria (chi ne fa ancora). Io me lo trovo sempre fra i piedi nel campo: si è inselvatichito chissà quanto tempo fa. P.S. non credere che questa sia la solita coltivazione esotica che arriva e se ne va, il barile di petrolio viaggia verso i 150$ e le cose cambiano.
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Marco Forti B.A.Visual and Performing arts Charles Sturt University N.S.W. Australia www.diariodellacoltivazione.blogspot.com www.vetiversardegna.it |
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#16 | |
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Supporter EA
Data registrazione: Aug 2006
Località: Provincia Granda
Messaggi: 1.909
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Citazione:
Riguardo il Miscanto qui stiamo impiantando un 3.000 ettari di Capim Elefante da pellettizzare per uso industriale....il Miscanto è della famiglia del Mais, il Capim di quello della canna da zucchero......la differenza è che qui col Capim si fa un raccolto ogni 4 mesi quindi 3 su base annua, col Miscanto il raccolto è solo annuale..... E prova sto cippato di Vetiver in caldaia anche col caldo...hai una FACI come la mia......io personalmente vi ho inserito di tutto e mai nessun problema....al massimo un cigolio della coclea....saluti |
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#17 |
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Appassionato
Data registrazione: Apr 2007
Messaggi: 48
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E dai che ho le mani piene di vesciche e la tendinite che mi assale a forza di trinciare 'sta cosa.....mi tocca farlo a mano con il trinciapollo per il momento, mi sto tenendo intorno al centimentro e attentissimo ad eliminare qualsiasi frazione più grande, se vuoi ti faccio una misura statistica al 1/20 di millimetro che devo fare per convincerti? Ne ho raccolto tre sacchi enormi ieri ma mi ci vorranno settimane per trinciarlo tutto.
Domanda: Capim e Miscanto hanno bisogno di acqua? vista la famiglia di provenienza...
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Marco Forti B.A.Visual and Performing arts Charles Sturt University N.S.W. Australia www.diariodellacoltivazione.blogspot.com www.vetiversardegna.it |
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#18 |
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Moderatore
Data registrazione: Aug 2005
Località: Monserrato (CA)
Messaggi: 975
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Biomasso ma per raccogliere il Capim che stai piantando che macchine si usano?
Anche nella mia FACI cigola la coclea! Dai marco, appena ne hai a sufficienza fatti sentire e me lo mandi. Con paccocelere 3 costa solo 9€ fino a 30 kg. |
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#19 |
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Appassionato
Data registrazione: Apr 2007
Messaggi: 48
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Ti lo portu a Casteddu eu a fine mese. ne ho già trinciato 2 kg.
Fortza Pistis!
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Marco Forti B.A.Visual and Performing arts Charles Sturt University N.S.W. Australia www.diariodellacoltivazione.blogspot.com www.vetiversardegna.it |
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#20 | |
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Supporter EA
Data registrazione: Aug 2006
Località: Provincia Granda
Messaggi: 1.909
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Citazione:
A differenza del Miscanto che si raccoglie a fine ciclo vegetativo quindi secco con umidità residua del 14-18%, il Capim resta sempre vivo e si raccoglie verde con una umidità anche del 100% tipo il mais che si vede da noi...... Stiamo valutando di cipparlo in grandi pezzi caricati poi su un 60 metri cubi e sparsi a seccare su un'area di 2 ettari che faremo asfaltare.....3-4 giorni rivoltato meccanicamente ed il sole dei tropici gratuito ce lo porta ad un 20% di umidità che è ottimale per la trafila.....segue una trinciatura meccanica sul campo d'asfalto che lo sminuzza della granulometria voluta e lo sputa sul solito autocarro che lo porta poi alla bocca del caricamento pellettatrici e l'eccedenza al magazzino di stoccaggio...... Come vedi nulla di complicato se non nelle dimensioni.....cosa impossibile nella asfittica e stapopolata Europa.......saluti |
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#21 |
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Appassionato
Data registrazione: Apr 2007
Messaggi: 48
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Per tenervi aggiornati circa l'andamento dela coltivazione, vi mostro la ricrescita delle piante usate per il calcolo della biomassa dopo UNA SETTIMANA. saluti Marco
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Marco Forti B.A.Visual and Performing arts Charles Sturt University N.S.W. Australia www.diariodellacoltivazione.blogspot.com www.vetiversardegna.it |
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#22 |
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Appassionato
Data registrazione: Apr 2007
Messaggi: 48
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Secondo voi che tempi e che temperatura dovrei impostare per ottenere un grado di umidità ottimale?
al momento sto provando con 70°C ed un paio d'ore.... utili consigli?
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Marco Forti B.A.Visual and Performing arts Charles Sturt University N.S.W. Australia www.diariodellacoltivazione.blogspot.com www.vetiversardegna.it Ultima modifica di girobatol; 27-07-2008 alle 10:31.. |
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#23 |
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Appassionato
Data registrazione: Apr 2008
Messaggi: 36
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Ciao Girobatol.
Per la raccolta si potrebbe usare una tricia portata dal trattore (quelle che si usano per fare gli insilati di mais a una fila), ci regoli l'altezza di taglio e anche le dimensioni del cippato. Poi lo puoi gestire meglio, come dell'insilato, e si essica prima che raccolto intero per me!. Ma ci sono problemi di temperatura per la pianta? cioè nel nord italia sopravvive?. Io avrei un azienda agricola, con terreno e irrigazione, e conosco degli agricoltori che hanno la trincia da trattore. Oltre ad avere un amico che ha un impianto di pellettatura (pellets da stufe) qui vicino. Se ti interessa contattami. sul miscanto avrei dei dubbi, so che lo hanno provato nelle mie zone, ma il problema era nell'alto costo dei rizomi per la semina, e non ricaccia o sbaglio? Ciao. |
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#24 |
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Appassionato
Data registrazione: Apr 2007
Messaggi: 48
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Grazie Wilco,
per quanto riguarda le temperature, beh non sopporta il permafrost ossia il terreno permanentemete gelato; sopporta il freddo fino a -13 (così la letteratura riporta). La mia esperienza diretta fatta nell'inverno 2002-2003 ci portò dieci notti di fila fra i -3 e i -4 nel mese di febbraio. le chiome sono diventate color paglia (le piante in inverno vanno in riposo vegetativo fino a quando le T minime non scollinano stabilmente sopra i 10-12°C che in Sardegna è a metà Maggio) Ma alla ripresa non ho notato il minimo problema, normale accrescimento dalle gemme alla base. Neanche la neve dovrebbe preoccupare perchè fra neve e terreno la temperatura dovrebbe essere 0°C. Il terreno gela solo a temperature più basse. Nelle zone più a rischio o per eccesso di zelo si potrebbe disporre della paglia o del trinciato alla base delle piante in modo che geli la condensa sopra il terreno e non il terreno stesso....Poi so per certo che esistono dei vivai nei dintorni di Milano da almeno 15 anni (ma non vendono piante ai privati) quindi penso che la pianura padana non sia affatto a rischio. Sulle montagne siamo più a rischio invece. anche se sono stati condotti studi in Chile per riabilitare miniere di rame sulle Ande a 2500 metri (http://www.vetiver.org/ICV4-Roc%92o%20Fonseca.pdf) ed i risultati hanno mostrato una discreta crescita che non è poco nella vita... Miscanto? in Sardegna lo fumano i ragazzini....
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Marco Forti B.A.Visual and Performing arts Charles Sturt University N.S.W. Australia www.diariodellacoltivazione.blogspot.com www.vetiversardegna.it Ultima modifica di girobatol; 28-07-2008 alle 07:44.. |
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#25 |
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Supporter EA
Data registrazione: Aug 2006
Località: Provincia Granda
Messaggi: 1.909
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Giusta la prima, errata la seconda.......vedi:
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