Claudio va a ciapà i rat
Ciao Sulzer, ho letto molti tuoi interventi sulla materia e vedo che sei molto ferrato!
Ogni tanto faccio qualche intervento, soprattutto in materia UTF - accise (chissà che lavoro faccio...) ma nonostante sia "nel sistema" avrei da porti un quesito che mi è stato posto in occasione proprio di una verifica a un cogeneratore.
Nel caso venga installato un cogeneratore e successivamente, per sfruttare il calore, a questo venga accoppiato un ORC, che tariffa verrà riconosciuta all'energia così prodotta???
Sarebbe lo stesso nel caso la macchina nasca già accoppiata piuttosto che modificata successivamente?
Grazie!
masterci,quella iniziale del progetto, non cambia nulla se dopo inserisci una macchina per recuperare il calore ma aumenti solo la produzione di KWH, la tariffa è legata al uso del carburante, europeo o no,e dalla sua tracciabilità in origine, nessuna variazione esiste ad ora,percui sie hai il 0,18 ho il 0,28 dipende solo il tibo di biomassa, saluti
Nel caso venga installato un cogeneratore e successivamente, per sfruttare il calore, a questo venga accoppiato un ORC, che tariffa verrà riconosciuta all'energia così prodotta???
Sarebbe lo stesso nel caso la macchina nasca già accoppiata piuttosto che modificata successivamente?
Grazie![/QUOTE]
Quale onore ...
L'ORC è un sistema di recupero per produrre energia elettrica, non comporta un aumento dei consumi di carburante e non si raffigura tra gli utilizzi da riscaldamento , anzi diminuisce i consumi specifici. Per le competenze di UTF non comporta variazioni . Tanto le accise saranno applicate al consumo a coloro che l'energia la compreranno. Altro discorso penso sia quello che riguarda la IAFR e i certificati verdi o la tariffa omnicomprensiva . Spiego , anche se non è contemplato il caso specifico , l'aggiunta di un ORC che aumenta la potenza della centrale di almeno un 12 -17% potrebbe essere un intervento di refreshing e come tale essere soggetto come minimo a una nuova IAFR con conseguente prolungamento del periodo di tariffa relativo.
Ma sono solo un povero amante dei motori diesel......
Non fare il modesto!!!
Su questo discorso però non mi trovi completamente d'accordo....
La cosa, dal punto di vista officina elettrica, è un po' più complicata!
Innanzitutto proprio con riferimento al consumo specifico: sai bene che i consumi riconosciuti a un cogeneratore sono diversi rispetto a quelli di un semplice gruppo elettrogeno!
Riferendoci al gasolio, per semplificare, con un G.E. puoi chiedere una prova sperimentale per il riconoscimento di un consumo specifico superiore a 0,212 mentre per un cogeneratore (assurdo ma è così) ti spetta solo 0,212.
In questo caso avremmo un'officina costituita da 2 generatori in quanto avremmo 2 alternatori!
Quello a olio avrebbe un suo consumo (che non si abbassa per la presenza dell'ORC) e la presenza dell'ORC dal punto di vista UTF comporta certamente una variazione! (sostitutiva in aumento della potenza installata).
L'assurdità è data dal tipo di combustibile che dovrei considerare per l'ORC.... calore!!!
Ragionando per analogia alla verifica che sto facendo a una centrale a biomassa (trucioli) direi completamente esente....
Il discorso accise non è tanto sull'energia prodotta (giustamente come dici tu calcolata solo sul consumo e non sulla produzione) ma sul combustibile!!!
Con le conseguenze del caso (acquisizione della qualifica di operatore registrato, registri, DAA.....)
La mia domanda invece era proprio riferita alla tariffa onnicomprensiva!
L'energia prodotta dall'ORC come viene conteggiata??? Concordo sulla nuova IAFR, ma quanto viene pagato???
Altra domanda che mi è stata posta: la tariffa che viene riconosciuta al momento della qualifica (0,18 o 0,28 lasciando da parte lo 0,22) vale per 15 anni o è soggetta a modifiche nel tempo???
Un utente mi ha fatto leggere un'interpretazione data sul sole24 ore secondo cui la tariffa data vale per 15 anni (come per conto energia del fotovoltaico) e il fatto che le tariffe possano essere modificate ogni 3 anni vale per le nuove installazioni (come fotovoltaico che si abbassa del 2% anno)...
Tu come la vedi???
In questo caso avremmo un'officina costituita da 2 generatori in quanto avremmo 2 alternatori!
Non mi sembra cambi , sopratutto avendo l'esempio lampante di tutte le centrali a ciclo combinato funzionanti in Italia
Quello a olio avrebbe un suo consumo (che non si abbassa per la presenza dell'ORC) e la presenza dell'ORC dal punto di vista UTF comporta certamente una variazione! (sostitutiva in aumento della potenza installata).
L'assurdità è data dal tipo di combustibile che dovrei considerare per l'ORC.... calore!!!
No , qui è fisica master, il calore è energia , non un combustibile , energia che è già contenuta nel combustibile di partenza e che l'ottimizzazione del ciclo rende più proficua , ciò non autorizza l'erario a penalizzarla rispetto a chi costruisce una centrale a ciclo combinato ex novo . L'esempio più calzante è una caldaia che fornisce vapore a 2 turbine , saranno mica tassate in modo diverso?
Ragionando per analogia alla verifica che sto facendo a una centrale a biomassa (trucioli) direi completamente esente....
Il discorso accise non è tanto sull'energia prodotta (giustamente come dici tu calcolata solo sul consumo e non sulla produzione) ma sul combustibile!!!
Con le conseguenze del caso (acquisizione della qualifica di operatore registrato, registri, DAA.....)
La mia domanda invece era proprio riferita alla tariffa onnicomprensiva!
L'energia prodotta dall'ORC come viene conteggiata??? Concordo sulla nuova IAFR, ma quanto viene pagato???
E' l'ottimizzazione di un ciclo, viene pagata come quella prodotta dal generatore principale , sempre che l'inserimento dello ORC non faccia superare alla centrale i fatidici 1000 Kwe
Altra domanda che mi è stata posta: la tariffa che viene riconosciuta al momento della qualifica (0,18 o 0,28 lasciando da parte lo 0,22) vale per 15 anni o è soggetta a modifiche nel tempo???
Un utente mi ha fatto leggere un'interpretazione data sul sole24 ore secondo cui la tariffa data vale per 15 anni (come per conto energia del fotovoltaico) e il fatto che le tariffe possano essere modificate ogni 3 anni vale per le nuove installazioni (come fotovoltaico che si abbassa del 2% anno)...
Tu come la vedi???[/QUOTE]
E' una interpretazione anomala , la tariffa varierà ogni 3 anni per tutti coloro che ne hanno diritto, che interesse ha lo stato a rendere antieconomico un investimento che ha stimolato ? Il fotovoltaico non deve comperare il combustibile per cui fissato un canone funziona sempre. La biomassa varia e se diventa più costosa dei rcavi l'unica è spegnere gli impianti. Lo stato italiano che promuove le rinnovabili per non pagare penali a Bruxelles , che vantaggio ne avrebbe ?
Lo so Sulzer che sembra assurdo ma purtroppo è così!!!
L'esempio che ti facevo ne è la prova....
Il carburante utilizzato per produzione di E.E., a differenza di quanto si crede, non è tutto esente!!!
Lo Stato riconosce un consumo massimo esente pari a 212 grammi/kWh.
Quello che viene consumato in eccesso paga accisa!!!
Ci sono quindi 2 strade: o accettare il 212 o chiedere la prova sperimentale dei consumi (circolare 33/D) ma SOLO in caso di gruppo elettrogeno.
Nel caso di cogeneratore (E.E. + calore) la prova sperimentale non è ammessa e spetta solo il 212.
Questo perchè non viene tassato il calore prodotto che, nel caso di utilizzo di una caldaia, avrebbe pagato l'accisa sul gasolio da riscaldamento!!
Praticamente lo Stato ti dice: non ti faccio pagare l'accisa sul combustibile per riscaldamento ma ti devi accontentare del 212 per la produzione di E.E.!
Lo so che è un'assurdità visto che il calore non utilizzato andrebbe perso in atmosfera ma è così....
Per come la penso io (ragionando non da funzionario) è meglio così visto che in alternativa si potrebbe prevedere un contacalorie per la determinazione del combustibile equivalente che sicuramente determinerebbe una tassazione ancora maggiore!
In ogni caso qui il problema non si pone perchè il parametro fisso del 212, determinato per il gasolio, calcolato sull'olio diventa circa 243 che risulta sufficiente per il consumo classico dei cogeneratori e quindi non serve la prova sperimentale!
Ti dico comunque che questo caso non mi è mai capitato (cogeneratore + ORC)... se dovesse capitare verrà certamente approfondito!
In merito alla tariffa, anche io la penso così infatti quell'interpretazione mi ha lasciato molto perplesso... boh!!!
Anche io ho un'impianto autorizzato con lo 0,22 entrato in funzione a gennaio 2009. Dal 15/08/09 stanno pagando lo 0,18 a tutti, tanto sono pre-conguagli e possono fare come gli pare.
Lo 0,22 dovrebbe rimanere, a norma di legge, e così mi ha anticipato qualche funzionario del g.s.e.
Solo che finchè non stabiliscono per lo 0,18/0,28 e la tracciabilità degli oli continueranno a dare i pre-conguagli e continueranno, come ovvio, a pagare il meno possibile.
Sulzer oggi ero ad AREZZO. come promesso allora olio recuperato fritto volendo si attinge alla tariffa massima, ma la burograzia e tale che ragionando non conviene farebbero troppi controlli,e allora su consiglio conviene lavorare con il CV, che conteggiano con coificente 1,3, a conti fatti se un piano calcolato ad 0,18, lo passi al solo Cv i margini di azione aumentano del 2-3%, perciò ottimo se pensiamo alla durata e in più sembrerebbe che questi non subiranno variazione negli anni futuri, il costo del carburante che ho preso in considerazione è una miscela varia che può lavorare in bassa temperatura con ottima fluidità, 6-10 CST, con costi in mercato sui 600 ton, trasporto incluso , e si tratta per periodi di fornitura non garantisce contratti annuali, (sono poco seri anche secondo mè), mentre per periodi medio corti si puo fare un conteggio abbastanza reale, poi se il tutto lo vuoi paragonare al 0,28, si è tutto bello ma sono molti pochi coloro che attingono gia questa tariffa, per ora è solo nella carta, ultime NEWS dovrebbero fare il conguaglio a fine anno notizie dal ministero di questi giorni, ma fino a prova contraria sono voci di corridoio da prendere con le pinze, finisco, l'uso di solo olio fritto, tecnicamente darebbe il massimo della tariffa, perchè olio italiano che viene recuperato in italia lavorato in modo non chimico in italia, PERCUI TRACCIABILE,poi se localmennte o politicamente vogliono mettere i bastoni fra le ruote e tutto possibile, saluti
[QUOTE=masterci;119011891]Lo so Sulzer che sembra assurdo ma purtroppo è così!!!
L'esempio che ti facevo ne è la prova....
Il carburante utilizzato per produzione di E.E., a differenza di quanto si crede, non è tutto esente!!!
Lo Stato riconosce un consumo massimo esente pari a 212 grammi/kWh.
Quello che viene consumato in eccesso paga accisa!!!
Ci sono quindi 2 strade: o accettare il 212 o chiedere la prova sperimentale dei consumi (circolare 33/D) ma SOLO in caso di gruppo elettrogeno.
In siciliano si direbbe che non ho " gagna di andarlo a cercare " nel senso che nn ricordo dove ho relegato il parametro UTF per gli oli vegetali , mi sembra che tu stia citando quello del gasolio, mentre per l'olio vegetale mi pare sia 240...
Nel caso di cogeneratore (E.E. + calore) la prova sperimentale non è ammessa e spetta solo il 212.
Questo perchè non viene tassato il calore prodotto che, nel caso di utilizzo di una caldaia, avrebbe pagato l'accisa sul gasolio da riscaldamento!!
Mi è stato spiegato più volte che l'accisa come riscaldamento si paga sul consumo eccedente i 240...
Praticamente lo Stato ti dice: non ti faccio pagare l'accisa sul combustibile per riscaldamento ma ti devi accontentare del 212 per la produzione di E.E.!
Lo so che è un'assurdità visto che il calore non utilizzato andrebbe perso in atmosfera ma è così....
Non è un assurdo e rientra nel discorso che faccio da sempre , il calore distribuito deve essere risultante dal massimo sfruttamento del combustibile per la produzione di EE. L'applicazione dello ORC porta i consumi a livelli vicini ai 200 gr. x Kwh , ciò che rimane è calore detassato , se si consuma di più non si è stati efficienti e bisogna pagare le accise.
In siciliano si direbbe che non ho " gagna di andarlo a cercare " nel senso che nn ricordo dove ho relegato il parametro UTF per gli oli vegetali , mi sembra che tu stia citando quello del gasolio, mentre per l'olio vegetale mi pare sia 240...
Sì infatti come ti dicevo nel post precedente a noi viene 243 determinato come proporzione con i p.c.i. di gasolio e olio.
Mi è stato spiegato più volte che l'accisa come riscaldamento si paga sul consumo eccedente i 240...
No sulla parte eccedente il parametro (212 gasolio, 243 olio, o consumo specifico determinato con prova sperimentale) si paga l'aliquota intera e non per uso riscaldamento!!!
Comunque la fortuna è che l'olio è stato assimilato al BTZ e quindi si pagano 64€/ton anzichè 430!!!
Non è un assurdo e rientra nel discorso che faccio da sempre , il calore distribuito deve essere risultante dal massimo sfruttamento del combustibile per la produzione di EE. L'applicazione dello ORC porta i consumi a livelli vicini ai 200 gr. x Kwh , ciò che rimane è calore detassato , se si consuma di più non si è stati efficienti e bisogna pagare le accise.
Sì ho capito cosa cosa vuoi intendere ma ribadisco che invece, ora come ora, lo Stato penalizza questa cosa!!!
Se io utilizzo due G.E. identici che mi consumano diciamo sui 240 grammi (parlo di gasolio perchè è più comune) vuoi perchè sovradimensionati, vuoi per continue accensioni e spegnimenti, e a uno di questi applico un ORC (quindi diventa un cogeneratore) mi trovo il paradosso che il G.E. puro non paga accisa per tutto i consumo determinato (240 grammi) mentre quello con ORC che dovrebbe essere premiato perchè ha ottimizzato ilrendimento sfruttando il calore paga l'accisa ad aliquota piena sulla differenza tra 240 e 212 (ossia 28 grammi/kwh)!!! E credimi che vengono fuori delle belle somme.....
Attenzione all' olio fritto come dicevo non si può impiegarlo direttamente ma bisogna prima trattarlo con autorizzazione in modalità semplificata e poi destinarlo al generatore altrimenti diventà paragonabile all' inceneritore per cui sottoposto agli stessi vincoli di emissioni e norme di trattamento rifiuti
Azz come potrebbe essere tracciato un olio di frittura secondo il sistema di tracciatura CE?????
Tantissimo olio che finisce sulla nostra tavola o nelle friggitorie è di provenienza extra UE...
Da quello che si è capito la tracciabilità richiesta è dalla produzione e non solo dalla rilavorazione!
Ma su questo gli esperti siete tu e sulzer e quindi non metto lingua!!!
Comunque buono a sapersi...
Va dimostrato che l'olio sia ottenuto da colture condotte in paesi dell'UE e spremuto meccanicamente. Per questo motivo bisogna documentare da quali superfici l'oleaginosa è stata prodotta (dati catastali), qual è stata la resa ottenuta (fatture vendita), ecc. ecc.
Esiste già un Regolamento Europeo (CE 73/2009) che fissa delle norme a cui devono attenersi le aziende agricole per dimostrare l'origine delle produzioni aventi diritto agli aiuti PAC (Politica Agricola Comunitaria).
Si tratta di un documento, chiamato fascicolo aziendale o quaderno di campagna, sui cui si riportano alcuni dati riguardanti le coltivazioni condotte nell'azienda agricola.
Ad esempio per avere diritto ad alcuni contributi previsti dalla PAC si richiede che l'azienda agricola possieda il cartellino ENSE (ente nazionale sementi) che si trova sui sacchi di semente, comprovante le quantità di seme utilizzato per la semina della coltura.
- è difficile dimostrare la tracciabilità di olio acquistato nell'UE derivante da spremitura meccanica;
I nuovi incentivi previsti per gli impianti certificati IAFR alimentati a biomasse (EX in filiera corta) con potenza elettrica < 1 MW (la tariffa onnicomprensiva di 280 €/MWh), pur essendo previsti dalla legge non vengono ancora riconosciuti dal GSE, (a quanto risulta ad oggi) perché si è in attesa di una normativa definitiva sulla definizione di tracciabilità in ambito biomasse agricole (il cosiddetto sistema integrato di gestione e controllo). Il pagamento dei 280 €/MWh è, fatto salva la necessaria certificazione di impianto IAFR, subordinata all’emanazione dei decreti attuativi che stabiliscono le regole per definire l’idoneità delle biomasse utilizzate.
Il pagamento della tariffa omnicomprensiva è fatto dal Gestore Servizi Elettrici, una SPA pubblica appartenente al Ministero delle Attività Produttive. Pertanto GSE applica le leggi promosse da tale ministero, per pagare a tariffa omnicomprensiva deve verificare che vengano rispettate determinate norme relative alla provenienza delle biomasse, nel nostro caso l’olio vegetale derivante da spremitura meccanica di semi oleosi. Poiché i semi oleosi riguardano il settore agricolo, sarà il Ministero delle politiche Agricole e Forestali che dovrà stabilire le regole per provare la provenienza dell’olio (tracciabilità/rintracciabilità del prodotto), attraverso l’emanazione dei relativi decreti attuativi che costituiranno il metro di valutazione di GSE.
Ad oggi sono circolate diverse bozze di questi decreti ma di fatto, fino alla loro pubblicazione ufficiale, ed il conseguente recepimento da parte del GSE, la tariffa di 280 €/MWh non viene riconosciuta.
Non dico da dove arriva ma garantisco che chi deve applicare la tariffa lo sta leggendo
Va osservato che il sistema di incentivazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili (tariffa onnicomprensiva e certificati verdi) ha ad oggetto la “produzione” mentre “l’entrata in esercizio dell’impianto” è stata assunta dalla citata legge n. 244/2007 e successive modificazioni ed integrazioni, al solo scopo di indicare a quali impianti il regime incentivante (introdotto ex novo dalla legge stessa) potesse essere applicato.
Considerato che le nuove disposizioni incidono esclusivamente sull’entità di tariffe e coefficienti lasciando invariata la disciplina degli altri elementi del sistema di incentivazione, si ritiene in linea con il dettato normativo la prima delle soluzioni prospettate, in base alla quale i nuovi valori si applicano alla produzione di energia elettrica successiva alla data di entrata in vigore della citata legge n. 99/2009.
Ho capito, non mi è mai successo il caso perchè ho sempre presentato in C.d.S. impianti già dotati di sistema di recupero in cui l'ORC è considerato parte integrante della centrale, dovesse capitarmi contesterei sicuramente l'imposizione. Grazie , ho impiegato un po' a capirlo......
Si dice il peccato...... diciamo che chi deve applicarla l'ha già letta......
E' anche vero, però, che la Finanziaria 2008 dice che i coefficienti potranno essere variati ogni 3 anni con decreto del MSE, e dovranno comunque garantire adeguata remunerazione per chi ha fatto questi investimenti.
Ci sarebbero gli estremi per dei ricorsi della madonna!
attenzione ai ricorsi contro certi settori dell'aministrazione c'è da bruciarsi le mani e dopo non si puoi più lavorare se ti bruci le mani, e bisogna dividere gli investitori dagli speculatori,che sono un esercito,comunque il discorso ORC come aggiunta ad impianti gia funzionanti diventi penalizzante suona strano anche se masterci eè stato eloquente nella spiegazione, visto che stiamo valutando questa ipotesi su cogeneratori a gasolio gia funzionanti, saluti e BUON NATALE E FELICE ANNO NUOVO SIGNORI ,(post scrittum sono in polonia ora)
L'interpretazione data da UTF dell'applicazione dello ORC è scientificamente errata e confutabile facilmente, fa specie che un tecnico ( UTF al suo interno ha fior di ingegneri ) possa interpetare l'energia termica utilizzata dall'ORC per produrre energia elettrica come il teleriscaldamento . Purtroppo , se dovesse capitare il caso e il tecnico interessato non si convincesse , l'unico rimedio sarebbe un ricorso . Essendo esso fondato difficilmente sarebbe perso.
Gordi , mangi di nuovo schifezze?
SULZER se a 18 o 20 sono schifezze, dipende , per me sono giuste poi sai quando si cambia odori, in più l'appetito vien mangiando,e sto diventando agricoltore, ciao
E' una interpretazione anomala , la tariffa varierà ogni 3 anni per tutti coloro che ne hanno diritto, che interesse ha lo stato a rendere antieconomico un investimento che ha stimolato ? Il fotovoltaico non deve comperare il combustibile per cui fissato un canone funziona sempre. La biomassa varia e se diventa più costosa dei rcavi l'unica è spegnere gli impianti. Lo stato italiano che promuove le rinnovabili per non pagare penali a Bruxelles , che vantaggio ne avrebbe ?[/QUOTE]
Per Sulzer 1:
ciao, ma cosa intendi per chi ne ha diritto? se uno parte con una tariffa la mantiene per 15 anni oppure in base alle modifiche normative gli potrebbe cambiare nel corso del tempo?? (e quindi fare i conti iniziali ad esempio sulla 0,28 (una volta chiarita la tracciabilità) e poi non si sa cosa può succedere nell'arco di 15 anni??)
Grazie mille per la risposta.
Giubo.
Chi ha diritto alla tariffa, ovvero chi è stato qualificato IAFR.
La tariffa può variare ogni 3 anni, ovvero ogni 3 anni possono essere fatte delle "correzioni" ai coefficienti, che dovrebbero comunque garantire una certa remunerazione.