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Discussione: pellet scelta prestagionale 2018

  1. #41
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    visto che il mercato è drogato dal pellet farlocco vediamo i prezzi di quello certificato vero come vanno....
    se i controlli li fanno come sulla circolazione auto con i divieti nei giorni di smog cè da star tranquilli....
    pdc Templari Kita S Plus - Pit x acs BLR-Integra 500 lt. Impianto Fotovoltaico 6 kw Winaico. VMC Wolf cwl-d70. Casa 180 mq netti, EPHi 45 kwh/mqa, zona E 2388 gg. Cucina a induzione. No gas. contratto Enel 6 kw.

  2. #42
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    .... se faranno i controlli, immagino saranno come quelli che il GSE ha fatto e sta facendo per il Conto Energia! Molte richieste documentali, in primis, sopralluoghi e verifiche da parte di ispettori in seconda battuta.

    Il pellet A1 ed obbligo per molti di utilizzo, indipendentemente dal conto termico, è un discorso diverso, anche se come già avevo sostenuto nella discussione sulle nuove classificazioni delle caldaia a biomassa (5 stelle), questo obbligo inciderà sui prezzi del pellet, in aumento un po' ovunque.

  3. #43
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    preso pellet in prestagionale, A1 Tartak a 3.68 al sacco 15 kg ivato.

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  4. #44
    Appassionato/a

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    preso pellet in prestagionale, A1 Tartak a 3.68 al sacco 15 kg ivato.
    Essenza? Pino?

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  5. #45
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  6. #46
    Appassionato/a

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    Io quest anno mi sono aggregato ad un gruppo d acquisto e siam riusciti a spuntare il prezzo di 4.35€ a sacco portato a casa di questo pellet (dal negoziante dove facevo di solito il prestagionale quest anno aveva questo stesso pellet ma a €4.90 portato a casa ..... e gli ho dato il 2 di picche)
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  7. #47
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    Una domanda da profano..
    Che differenza cè tra EN plus A1 e DIN +..?
    Caldaia red compact 24 easy clean - Termocamino 30 kW - puffer 1300 Lt., scambiatore 40 + 12 piastre acs - centralina climatica HCC5 Sorel - zona climatica "C" - 1384 gradi giorno - Uw infissi zona C, 2.6W/m2K - casa 360 MC - temperatura interna 22° h 18/24..

  8. #48
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    Ciao raga .. vedo che qualcuno si sta' già approvigionando. Io ancora no attendo un Po per vedere che offerte o gruppi acquisto saltano fuori

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  9. #49
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    Che differenza cè tra EN plus A1 e DIN +..?
    La certificazione del pellet è di estrema importanza e permette al consumatore di scegliere un prodotto efficiente. Le certificazioni del pellet sono numerose e si differenziano in base ai requisiti necessari per ottenerle. Prima di scegliere un combustibile legnoso per il proprio impianto di riscaldamento domestico è utile conoscere la normativa tecnica di riferimento e assicurarsi che il prodotto che si vuole acquistare risponda alle caratteristiche qualitative previste dalle norme comunitarie.

    La normativa tecnica comunitaria, vigente anche in territorio italiano, non è l'unico metodo che un acquirente ha per essere sicuro della qualità del prodotto; esistono anche alcune certificazioni, utili ad accertare che il combustibile legnoso che si intende acquistare risponda a determinati parametri e alle esigenze di sostenibilità ambientale.

    Certificazione Enplus
    Si tratta di una certificazione rilasciata dal Deutsches Pelletinstitute, e si basa sulla normativa tecnica europea EN 14961 (in Italia corrisponde al pacchetto normativo UNI EN 14961). Tale certificazione attesta che l'intera filiera di produzione dei pellet è controllata e che i prodotti realizzati rispondono a determinati parametri. Per ogni produttore che si avvale del marchio EN Plus per i propri prodotti, sono previsti ogni anno dei controlli sull'intero processo di fabbricazione.

    Le classi di qualità
    Lo schema di certificazione EN Plus definisce tre diverse classi di qualità del pellet. Tali classi si basano su quanto previsto dalla ISO 17225-2 e sono:

    • EN Plus A1
    • EN Plus A2
    • EN Plus B

    Le tipologie di legno riportate in Tabella 1 possono essere utilizzate come materia prima per la produzione di pellet, in accordo con lo standard ISO 17225-2. La selezione delle materie prime è invece definita nella ISO 17225-1.

    ENplus A1 ENplus A2 ENplus B
    Tronchi Alberi interi senza radici Boschi, piantagioni e altro legno vergine
    Sottoprodotti e residui della lavorazione del legno non trattati chimicamente Sottoprodotti e residui della lavorazione del legno non trattati chimicamente Sottoprodotti e residui della lavorazione del legno non trattati chimicamente
    Residui di lavorazione forestale Legno usato non trattato chimicamente
    Tronchi


    I requisiti per gli additivi
    Per additivo s'intende una sostanza intenzionalmente introdotta o durante il processo di produzione del pellet, o dopo la produzione, per migliorare la qualità del combustibile, ridurre le emissioni, rendere più efficiente il processo produttivo o contrassegnare il pellet.

    Gli additivi sono ammessi in quantità massima pari al 2% del peso totale del pellet (≤ 2 w%). La quantità di additivi aggiunta in fase di produzione è limitata all'1,8 w%, mentre la quantità degli additivi di post-produzione (es. oli di rivestimento) è limitata allo 0,2 w% del pellet. La tipologia (sostanza e nome commerciale) e la quantità (in w% come ricevuto) di tutti gli additivi impiegati dovrà essere documentata. Acqua, vapore e calore non sono considerati additivi. Additivi quali amido, farina di mais, farina di patate, olio vegetale, lignina kraft e lignina solforata, ecc., devono tutti derivare da prodotti forestali o agricoli o dalla loro lavorazione. Il Consiglio dei Rappresentanti EN Plus può decidere di escludere l'utilizzo di un particolare additivo qualora vi sia il sospetto che esso possa creare problemi operativi ai sistemi di riscaldamento o rappresentare un pericolo per la salute umana o per l'ambiente.

    I requisiti di sostenibilità
    Per certificare i requisiti di sostenibilità, è necessario attivare un processo che porta all’emissione, da parte di un organismo terzo e indipendente, di un certificato scritto attestante che le forme di gestione boschiva in un ben determinato contesto territoriale (e di conseguenza estensibile a tutti prodotti da questo derivanti) rispondono a determinati requisiti di sostenibilità E’ necessario definire criteri e indicatori della “gestione forestale sostenibile”, ovvero i parametri qualitativi e quantitativi che, quando periodicamente valutati (misurati o osservati), permettano di valutare le performance ambientali e la sostenibilità dei sistemi di gestione forestale.
    Come si riconosce la Enplus?
    Al momento dell’acquisto, il consumatore finale deve assicurarsi:

    1. che siano indicati tutti i riferimenti per poter contattare il produttore o il rivenditore;
    2. che sia riportata la dicitura “pellet di legno” accompagnata dalla classe di qualità del prodotto in base alla norma di riferimento (ISO 17225-2);
    3. che sia riportato il marchio di certificazione EN Plus completo di numero identificativo;
    4. che il numero identificativo corrisponda a un'azienda elencata, effettivamente in possesso della certificazione;
    5. che sia riportato il marchio di qualità con la classe corrispondente;
    6. che sia riportato il peso venduto (in kg o t);
    7. che il pellet acquistato sia idoneo all’apparecchio termico a cui è destinato, stufa o caldaia.

    Le altre certificazioni

    DIN PLUS: Certificazione rilasciata dal DIN CERTCO, istituto di certificazione del TÜV Rheinland Gruppe e del DIN, l'Istituto normativo tedesco (cioè il corrispettivo tedesco del nostro UNI), la cui affidabilità è riconosciuta a livello internazionale. Il marchio Din Plus valuta l'intero processo di produzione e certifica che il prodotto finito risponda a determinati parametri riguardanti le caratteristiche fisiche (diametro, lunghezza), il potere calorifico, la resistenza all'abrasione, il peso specifico, la percentuale di ceneri, l'umidità residua e la percentuale di additivi. Ad esempio, la percentuale di zolfo nei prodotti a marchio DIN Plus non deve superare lo 0,04%; il cloro non deve superare lo 0,02% e così via.

    ÖNORM: La certificazione Önorm per i pellet è riferita alla normativa austriaca ÖNORM M7135, la quale definisce i requisiti necessari per i combustibili legnosi pressati e le disposizioni da attuare per la loro verifica. Un produttore di pellet che vuole avvalersi del marchio ÖNORM, stipula un accordo con un istituto di analisi accreditato, il quale valuta inizialmente che il prodotto risponda ai requisiti richiesti e, annualmente, compie delle verifiche per constatare che la qualità del prodotto sia sempre rispettata.

    PELLET GOLD: Si tratta del marchio di qualità italiano più conosciuto, sviluppato da AIEL, Associazione Italiana Energie Agroforestali, e basato sui criteri stabiliti dalle norme UNI EN. Non è una vera e propria certificazione – perché AIEL non è un ente di certificazione – ma un'attestazione di qualità. In ogni caso, per ottenere il marchio Pellet Gold è necessario che i prodotti superino una serie di test e siano conformi ai parametri previsti dalle normative UNI EN 14961. Rispetto agli altri sistemi di attestazione, il marchio Pellet Gold prevede anche la valutazione del contenuto di formaldeide e la radioattività. Anche in questo caso, alle verifiche iniziali necessarie a conferire l'attestazione da parte di AIEL, periodicamente l'associazione realizza verifiche ispettive di sorveglianza e controllo.

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  10. #50
    Paladino del Forum

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    Grazie Dott.. molto gentile..

    quindi, se ho ben capito sono tutte certificazioni di pari qualità. la differenza consiste solo nel marchio di certificazione del singolo stato...
    cioè che sia EN PLUS - DIN PLUS od ONORM, sono tutti pellet che rispettano la normativa europea iso 17225-2.

    poco tempo fa discorrendo con un rivenditore di pellet di zona, parlando appunto delle certificazioni, mi ha fatto vedere il bollo metallico posto come sigillo di
    ogni singolo carico che viene rotto nel momento in cui la merce viene scaricata. nel codice del bollo sarebbero indicati tutti i dati della merce.. questo è una garanzia in più
    riguardo l'originalità del prodotto (per eventuali tarocchi dei sacchetti) o nulla cambia..

    edit:

    per cui i pellet che non hanno questi codici di certificazione non sono attendibili in quanto non sono soggetti ai controlli a cui sono sottoposti i pellet certificati..
    es. DIN 51731 (tedesco) o simili.. ho messo questo codice in quanto l'ho preso in mancanza di altri. i dati riportati, oltretutto non rispettano neanche
    la tabella del DIN 51731, sia come potere calorico min/max, ceneri etc..
    Caldaia red compact 24 easy clean - Termocamino 30 kW - puffer 1300 Lt., scambiatore 40 + 12 piastre acs - centralina climatica HCC5 Sorel - zona climatica "C" - 1384 gradi giorno - Uw infissi zona C, 2.6W/m2K - casa 360 MC - temperatura interna 22° h 18/24..

  11. #51
    Moderatore

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    Quote Originariamente inviata da aldo55 Visualizza il messaggio
    .. se ho ben capito sono tutte certificazioni di pari qualità. la differenza consiste solo nel marchio di certificazione del singolo stato...

    Secondo me no!

    La en plus certifica l' intera filiera (provenienza legname, qualità pellet, distributore....) (e credo sia quella presa in considerazione dal gse) mentre le altre certificano solo la qualità del prodotto (pellet).

    Quindi a parità di prezzo meglio scegliere ENplus A1 che

    1- deve avere certificato produttore
    2- deve risultare da fattura
    3- deve avere nome distributore
    4- deve avere marchiato anche il sacchetto!

    Quindi occhi aperti e per chi ha ottenuto i finanziamento a fondo perduto del conto termico...... attenzione massima!

    http://www.riccipietro.it/upld/news/...ificazioni.pdf
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  12. #52
    Paladino del Forum

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    Ah ok..

    Grazie scresan della delucidazione.. io ho iniziato da poco con caldaia a pellet e sono alle prime armi con questo tipo di mercato che pare assai vasto e intricato..
    Ho usato pochi tipi di pellet.. in genere marchiati EN plus A1 e in effetti il codice posto sotto il marchio mi dice la provvenienza e chi lo produce.. poi naturalmente conviene sempre provare prima di acquistare grandi quantità, per ovviare a inconvenienti, anche se per me i cknsumi di pellet sono molto esigui in quanto alterno con la legna.. ma meglio buon pellet che schiffezze..
    Caldaia red compact 24 easy clean - Termocamino 30 kW - puffer 1300 Lt., scambiatore 40 + 12 piastre acs - centralina climatica HCC5 Sorel - zona climatica "C" - 1384 gradi giorno - Uw infissi zona C, 2.6W/m2K - casa 360 MC - temperatura interna 22° h 18/24..

  13. #53
    Supporter EA

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    oggi fatto tutto:
    ordinato 5 bancali (x75 sacchi) EnPlus A1 a 3.68 + 2 bancali legna faggio a 130.

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  14. #54
    Paladino del Forum

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    Qui purtroppo credo costi minimo un euro in più a sacchetto a parità di pellet..
    Il più basso pare sia a 4,80.. ma solo voci di corridoio.. vedremmo..
    Caldaia red compact 24 easy clean - Termocamino 30 kW - puffer 1300 Lt., scambiatore 40 + 12 piastre acs - centralina climatica HCC5 Sorel - zona climatica "C" - 1384 gradi giorno - Uw infissi zona C, 2.6W/m2K - casa 360 MC - temperatura interna 22° h 18/24..

  15. #55
    Appassionato/a

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    Quote Originariamente inviata da scresan Visualizza il messaggio
    Secondo me no!

    La en plus certifica l' intera filiera (provenienza legname, qualità pellet, distributore....) (e credo sia quella presa in considerazione dal gse) mentre le altre certificano solo la qualità del prodotto (pellet).
    Credo che la norma cui faccia riferimento il GSE sia la certificazione UNI EN ISO 17225-2, credo inoltre che sia EN PLUS A1 che DIN PLUS A1 rientrino in tali parametri.

    Ciao Matteo
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  16. #56
    Moderatore

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    ALLEGATO X

    Disciplina dei combustibili

    .............................

    Parte II

    Caratteristiche merceologiche dei combustibili e metodi di misura

    Combustibili consentiti

    ...........................


    Sezione 4

    Individuazione delle biomasse combustibili e delle loro condizioni di utilizzo(parte 1, sezione 1, paragrafo 1 lettera n) e sezione 2, paragrafo 1, lettera h))

    1. Tipologia e provenienza

    a) Materiale vegetale prodotto da coltivazioni dedicate;

    b) Materiale vegetale prodotto da trattamento esclusivamente meccanico dicoltivazioni agricole non dedicate;

    c) Materiale vegetale prodotto da interventi selvicolturali, da manutenzione forestalee da potatura;

    d) Materiale vegetale prodotto dalla lavorazione esclusivamente meccanica di legnovergine e costituito da cortecce, segatura, trucioli, chips, refili e tondelli di legnovergine, granulati e cascami di legno vergine, granulati e cascami di sughero vergine,tondelli, non contaminati da inquinanti;

    e) Materiale vegetale prodotto dalla lavorazione esclusivamente meccanica diprodotti agricoli.

    f) Sansa di oliva disoleata avente le caratteristiche riportate nella tabella seguente,ottenuta dal trattamento delle sanse vergini con n-esano per l'estrazione dell'olio disansa destinato all'alimentazione umana, e da successivo trattamento termico, purchéi predetti trattamenti siano effettuati all'interno del medesimo impianto; tali requisiti,nel caso di impiego del prodotto al di fuori dell'impianto stesso di produzione,devono risultare da un sistema di identificazione conforme a quanto stabilito al punto3:

    ...........

    E' evidente che serve la traciabilità delle materie prime, e non solo le analisi chimico/fisiche del pellet, .......unico sistema per evitare la lavorazione di materie prime "contaminate".

  17. #57
    Supporter EA

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    e cosa vorrebbe dire ?

    è sempre stato così (da anni), per chi si comporta seriamente.
    quindi, nulla di nuovo......

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  18. #58
    Appassionato/a

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    Io parlavo solo di ciò che il GSE richiedeva per essere in regola con gli incentivi rilasciati, credo che EN PLUS e DIN PLUS si equivalgano come certificazione del prodotto e ne garantiscano entrambi tutta la filiera di produzione.
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  19. #59
    Supporter EA

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    non dico a te matteocorna, ma a scresan..... che come sempre (e non conosco il motivo, o forse "si".....) fa continuo "allarmismo" inutile su cose che sono così da anni e anni.
    se ci sono stati e ci sono pellet "strani", non incriminiamo il settore, ma auspichiamo più controlli seri.....
    ma tant'è.... siamo in itaGGGGlia e i controlli sono delle cose sconosciute.......
    Ultima modifica di Dott Nord Est; 12-05-2018 a 13:00

    IL RISCALDAMENTO A LEGNA, PELLET, CIPPATO E SOLARE TERMICO

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  20. #60
    Moderatore

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    Ciao Matteo, allego tuo screen shot con evidenziati i due punti :

    1- la certificazione del prodotto pellet (caratteristiche chimico fisiche) (norma UNI)
    2- la certificazione della filiera (... ivi incluso il rispetto delle condizioni ..... allegato X.....)

    Quindi il GSE non richiede solo pellet a norma uni, ma anche che rispetti le altre condizioni (provenienza della materia prima, ovvero filiera....)

    In conclusione diffiderei da sacchetti che non hanno stampigliato sopra il logo della ENplus!!!!

    Per quanto riguarda i prezzi...... anche dalle mie parti (confine con austria/slovenia), a 3,65 a sacchetto si trova solo pellet "strano" mentre quello certificato "serio", con tutti i crismi (di solito austriaco) (certificato + stampigliatura logo ENplus o certificazione del distributore se consegna con autobotte) supera i 4,50 a sacchetto.
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  21. RAD
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