Benvenuto in EnergeticAmbiente.it.
+ Rispondi
Pagina 1 di 4 1 2 3 4 ultimoultimo
Visualizzazione dei risultati da 1 a 25 su 80

Discussione: Pellet di paglia

  1. #1
    Ospite

    Predefinito

    Ciao,
    Vorrei sapere cosa ne pensate della produzione del pellet dalla paglia,di grano principalmente?
    Opero nel campo agricolo e questo materiale è presente in eccedenza non venendo valorizzato così mi piacerebbe produrre il pellet derivante da questo materiale sapendo già che in Danimarca è ormai una realtà da diversi anni.
    Naturalmente questo pellet costerebbe molto meno di quello di legno e sarebbe un piccollissimo impianto facilmente replicabile in moltissime realtà agricole italiane così da arrestare le speculazione energetiche di questi ultimi mesi/anni.

    Grazie

    Davide

    www.contoterzi.altervista.org

  2. #2
    Pietra Miliare
    Registrato dal
    Aug 2005
    Messaggi
    1,129

    Predefinito

    Credo che l'idea sia buona. Tempo fa le aziende che vendono materiali per apicoltori proponevano il pellet di paglia per alimentare l'affumicatore (è quel mantice e fornello che produce fumo per calmare le api). Proverò a guardare se ce l'hanno ancora a catalogo. Il problema del pellet è che fino ad adesso si è utilizzato il truciolo per la sua produzione. Linee di produzione direttamente da cippato o da paglia credo non ce ne siano, soprattutto per via del problema della spesa economica ed energetica per la triturazione. Qualcuno in Germania sembra abbia iniziato a produrre pellet da miscanto, bisognerebbe vedere che impianti utilizza, sicuramente andrebbero bene per qualsiasi tipo di paglia (riso escluso).
    A volte il pellet di legno costa al dettaglio più del mangime pellettato per conigli o maiali, chissà se qualcuno ha provato a metterlo nella stufa (contiene mais e soia sostanzialmente).
    Comunque bisognerà trovare per forza un'alternativa di produzione del pellet che non si affidi solo allo scarto delle segherie.

  3. #3
    Ospite

    Predefinito

    Grazie lollio,
    Hai centrato il problema ma x la pelletizzazione c'è già chi produce, o dice di farlo, impianti adeguati e spero presto di avere qualche risposta cmq in Danimarca se ne producono oltre il 1 mil di ton quindi il problema è quello dell'utilizzatore finale: le stufe/caldaie.
    Nessun costruttore contattato mi ha dato una risposta e faccio fatica a capire il xkè visto che un abbassamento del prezzo farebbe nuovamente tornare alto l'interesse verso questo prodotto anzi se qualcuno conosce qualke produttore di stufe "illuminato" mi piacerebbe poter scambiare quattro chiacchere ;)

    Ciao

  4. #4
    Pietra Miliare
    Registrato dal
    Aug 2005
    Messaggi
    1,129

    Predefinito

    Anche il pellet di crusca si potrebbe provare, il molino Pagani lo vende alle centrali elettriche da biomassa, non so però a che prezzo.

  5. #5
    Ospite

    Predefinito

    Molti materiali vengono pellettizzati ma il problema sono il costo della materia prima e la compatibilità nelle stufe e purtroppo trovare info su quest'ultimo punto è un'ardua missione :angry: :angry: :angry:

    e come ti dicevo la paglia è un materiale che l'anno prossimo verrà lasciato nei campi causa troppa offerta quindi mi sembra un ottimo prodotto,totalmete naturale e da provenienza sicura, per produrre calore

  6. #6
    Ospite

    Predefinito

    Ho bruciato centinaia di tonnellate di pellet di crusca, e quello che posso dire è che purtroppo è fortemente igroscopico. Stoccato sotto tettoia, in una settimana il pellet si gonfiava e raddoppiava di dimensioni, in dieci giorni diventava tre volte più grande e molto fragile, in due settimane si ritrasformava in farina di crusca.
    Il prezzo attuale non lo so, ma non era carissimo (certo, in confronto al cippato.. tutto è carissimo)

  7. #7
    Moderatore
    Registrato dal
    Aug 2005
    residenza
    Monserrato (CA)
    Messaggi
    1,045

    Predefinito

    Perchè non usare direttamente una caldaia a paglia?

  8. #8
    Ospite

    Predefinito

    Giorgio, non capisci! E' per sprecare un bel po' di energia pellettizzandola, senza contare il doppio trasporto verso il pellettizzatore e ritorno. In Danimarca ad esempio non capiscono niente, pensa che bruciano le balle di paglia senza pellettizzarle!

  9. #9
    Pietra Miliare
    Registrato dal
    Aug 2005
    Messaggi
    1,129

    Predefinito

    Una cosa è una caldaia di una certa potenza dove puoi bruciare direttamente la paglia, un'altra è la stufa a pellet, piccola e automatica. Il pellet è una bella invenzione, ha reso automatiche le stufe a legna, difatti ha avuto molto successo.

  10. #10
    Ospite

    Predefinito

    La domanda è legittima Giorgio ma i costi di stoccaggio e mantenimento del materiale integro vanno considerate.
    Un ballone di paglia del peso di 3 ql occupa lo spazio di 2 bancali da 15ql di pellet quindi pensa a tutti i problemi di movimentazione,il risparmio di energia del non pelletare probabilmento lo perderemmo con gli interessi nel trasportare la paglia e poi come dice Lollio non tutti hanno la possibilità di mettersi un ballone in casa :) :) :)
    La mia era una battuta si intende l'unica cosa che mi preme sottolineare e chepiù tipologie di combustibili riusciremo ad usare efficentemente maggiore saranno i benefici anche sotto e sopratutto dal punto di vista economico e poi come dicevo in un altro 3d: per me lo spreco x eccelenza è la movimentazione del pellet o della legna da altri continenti, come sta avvenendo di questi tempi, in questi casi lo spreco di energia è veramente assurdo quando con un pò di buona volontò è possibile trovare materiali anche sul ns suolo.

    http://www.wip-munich.de/downloads/dissemi..._2004_01_29.pdf

    CITAZIONE (Paolo Cattani @ 18/12/2006, 14:20)
    Giorgio, non capisci! E' per sprecare un bel po' di energia pellettizzandola, senza contare il doppio trasporto verso il pellettizzatore e ritorno. In Danimarca ad esempio non capiscono niente, pensa che bruciano le balle di paglia senza pellettizzarle!

    Ciao Paolo,
    Da quello che ho letto in Danimarca la paglia viene pellettizzata ma quello che cercavo di far capire è che ogni imprenditore agricolo ben organizzato potrebbe costruire un piccolo impianto pellettizzando la paglia eccedente della sua azienda e di agricoltori limitrofi tagliando quasi totalmente le spese di trasporto verso l'impianto e poi l'eventuale vendita verrebbe effettuata nella zona in cui abita.

    Ho preso di esempio la paglia proprio xkè in Italia è facilmente reperibile in qualsiasi compresorio, forse è un'utopia, ma se questo materiale risultasse idoneo ad essere bruciato allora si potrebbero vedere fiorire microimpianti che ridurebbero il costo del pellet bruciando qualcosa di veramente naturale di certa provenienza.

    Cosa ne pensi

  11. #11
    Ospite

    Predefinito

    Io vedo che chi ha la stufa a pellets deve continuamente acquistare sacchi, movimentarli, caricarseli in macchina, portarli in ascensore etc etc.
    Trovo che sia una scelta a dir poco masochistica, tanto valeva usare una stufa a legna ( o a gas, visto il prezzo attuale dei pellets)

    In Danimarca usano delle grosse stufe dove caricano direttamente, come se fosse una cartuccera, cinque o sei balle da tre quintali: regolando opportunamente l'aria, riescono a far durare la carica per una settimana, e ci scaldano tutta l'azienda agricola senza NESSUN costo di trasporto e di acquisto, o di pellettizzazione.

    QUESTO SI' che è risparmio di lavoro e di mezzi, senza dover prima pellettizzare, poi stoccare, poi riprendere il materiale stoccato e metterlo nella stufa etc, senza doverci mettere tempo in più, senza acquistare macchine costose e metteci del proprio lavoro.

    Se invece devono pellettizzare per vendere, a parte i costi di ammortamento ed i costi salariali che verrebbero caricati sul cliente finale... saranno mica tanto scemi a vendere il prodotto a metà del prezzo degli altri.... se c'è una differenza a loro favore sul prezzo di acquisto della materia prima, se la metteranno in tasca loro.

  12. #12
    Ospite

    Predefinito

    Ci sono alcune caldaie (non stufe) che bruciano direttamente la paglia ma nn viene buttato dentro, il ballone quadro da 5 ql (xkè là usano solo quelli),direttamente nella caldaia; se hai link in cui viene descritto ciò sarei molto felice di leggere anche quest'altra opportunità con un ulteriore risparmio di denaro ed energia.
    Il gas non è a buon mercato e in molte zone si usa ancora il gasolio,specialmente su scale industriale, quindi,sinceramente, non vedo perchè bisogna continuare ad ingrassare chi detiene il potere energetico in questo pianeta.
    Nessuno sta dicendo che questa sia la panacea del riscaldamento ma solamente una possibile alternativa e se alla fine risulta essere un'enorme illusione,pazienza...

    Questo è un link interessante,anche se di qualche anno fa, per chi ha voglia di capire...

    http://www.pelletcentre.info/CMS/webedit/i...obsticles_1.pdf

    CITAZIONE (Paolo Cattani @ 18/12/2006, 18:53)
    Se invece devono pellettizzare per vendere, a parte i costi di ammortamento ed i costi salariali che verrebbero caricati sul cliente finale... saranno mica tanto scemi a vendere il prodotto a metà del prezzo degli altri.... se c'è una differenza a loro favore sul prezzo di acquisto della materia prima, se la metteranno in tasca loro.

    Ti ricordo che nel 1978 1 ql di frumento costava 33000lire/ql e fino ad agosto di quest'anno il frumento veniva pagato 12.5 euro/ql quindi dimmi se c'è qlcosa ke nn va? Prova a fare un semplice calcolo dell'inflazione e capire quanto dovrebbe costare il frumento oggigiorno???

    Il mondo agricolo,la parte che lavora e nn specula, non è composta da "furbetti del quartierino" e quindi il discorso del mettersi in tasca ecc ecc... non fa parte di questo settore, spiacente!!!

  13. #13
    Ospite

    Predefinito

    Coiè mi dici che pur potendo guadagnare, non lo farebbero mai?

  14. #14
    Ospite

    Predefinito

    assolutamente no!!! Nessuno lavora per niente ma mi è sembrato di capire dal tuo discorso (probabilmento frientendendo) che il "mettersi in tasca"implicasse guadagni altissimi sfruttando la situazione/momento come fanno molti importatori/commercianti.
    In questo momento con il pellet che supera i 30 euro/ql è meglio tornare al gas visto che in assenza di risparmio è meno impegnativo ma se ci fosse qualcuno che potesse produrlo,anche con materiale diverso, su scale nazionale e x una buona parte del fabbisogno del paese ad un prezzo onesto non vedo cosa ci sia di così sbagliato visto che le stufe/caldaie ci sono e qulacuno continua anche a comprarle.

    Poi,probabilmente, sono tutte parole al vento xkè magari questo materiale non andrà bene o inquinerà + di una centrale nucleare ma fino a che non troverò risposte esaustive continuerò a cercare

  15. #15
    Appassionato/a
    Registrato dal
    Oct 2006
    Messaggi
    59

    Predefinito

    Ciao katta,io abito in campagna,in provincia di forli-cesena, avendo la terra e alternando le varie coltivazioni annuali tra cui il grano e orzo,abbiamo disponibilita di paglia,ma anche di fieno.
    Con l'agravarsi della redditivita' agricola che da alcuni anni clpisce i produttori stessi, la tua idea non mi sembra cosi'peregrina.
    Considerando che chi ha terra ha anche macchine varie, che si prestano al caso.
    L'unica incertezza a riguardo,e' la vastita' di area coperta che verrebbe impegnata, per proteggere la paglia dalla umidita'.
    Anni fa un tale mi racconto,di aver visto, qui vicino a ravenna scaldare un capannone con una stufa a balle piccole.
    Saluti,buona l'idea.

  16. #16
    Ospite

    Predefinito

    L'area coperta non è un problema, sono secoli che si fanno i pagliai.... (anche senza cercare gli aghi)
    Gli svogliati che non vogliono rassetare il tetto di paglia per evitare che la pioggia penetri, di solito li coprono con un telone.

  17. #17
    Appassionato/a
    Registrato dal
    Jan 2006
    Messaggi
    202

    Predefinito


    Io avrei paura nel processo di pellettizzazione, quando è troppo secco è facilmente icendiabile... ma perchè abbandonare il buon caro vecchio pellet di legno (con tutte le sue problematiche sulla qualità) per buttarsi su materiali improbabili? Poi il potere calorifico della paglia è bassino.. per produrre lo stesso quantitativo di calore del legno ci vuole molta più massa.

  18. #18
    Ospite

    Predefinito

    No, non è vero. Il potere calorifico teorico della paglia è paragonabile a quello del legno, semmai quello che ti può fregare è l'umidità. A meno che per massa tu non intenda il volume occupato.
    Nel caso di paglia di grano o di orzo (coltivazioni asciutte) mi sentirei di avallare la scelta della paglia come combustibile, nel caso del riso, per esempio, non lo farei.

  19. #19
    Appassionato/a
    Registrato dal
    Mar 2005
    residenza
    Venezia (Prov.)
    Messaggi
    129

    Predefinito

    Noi abbiamo fatto varie esperienze col pellet di paglia, attualmente sto provando quello di paglia/fieno, paglia/ravizzone. Purtroppo sulle stufe il residuo di ceneri è troppo elevato e in poche ore (nella stragrande maggiorza di stufe) causa intasamento del braciere con cali di resa. Sulle caldaie la cosa è diversa e molto + interessante. Ora stiamo bruciando il pellet fatto coi gusci di mandorle ed il pellet di palma. La combustione è migliore ma il residuo è sempre troppo elevato inoltre quello di palma è ricco di minerali e la cenere è pesantissima. Mi è stato parlato bene del pellet di Kenaf prodotto in Campania ma non ne sono ancora entrato in possesso per testarlo.
    Comunque le prove continuano.
    Ciao!

    Edited by stefanob76 - 20/12/2006, 17:20

  20. #20
    Ospite

    Predefinito

    Ciao stefano,finalmente un costruttore ;) , in che senso il pellet di paglia nelle caldaie risulta essere interessante? avete già qualke cliente che lo utilizza? e x quanto rigurda le emissioni? avete fatto dei test anche su quelle?

  21. #21
    Appassionato/a
    Registrato dal
    Mar 2005
    residenza
    Venezia (Prov.)
    Messaggi
    129

    Predefinito

    Risulta interessante perchè brucia bene e non ha problemi di accensione nelle caldaie.....Non nelle stufe dove il livello di ceneri ne penalizza l'uso.
    Il livello di emissioni non è stato verificato comunque non c'è produzione in Italia e quindi non ci abbiamo dato molto peso, quello che abbiamo provato noi arrivava dalla Slovacchia (idem il ravizzone).La stufa a pellet com'è concepita attualmente non ha grandi possibilità di scostarsi tanto dal pellet di legna.

  22. #22
    Appassionato/a
    Registrato dal
    Jan 2006
    Messaggi
    202

    Predefinito

    CITAZIONE (Paolo Cattani @ 18/12/2006, 22:57)
    No, non è vero. Il potere calorifico teorico della paglia è paragonabile a quello del legno, semmai quello che ti può fregare è l'umidità. A meno che per massa tu non intenda il volume occupato.
    Nel caso di paglia di grano o di orzo (coltivazioni asciutte) mi sentirei di avallare la scelta della paglia come combustibile, nel caso del riso, per esempio, non lo farei.

    http://www.petrolvilla.it/redazionale/4/images/foto06.gif

    Ho trovato solo questi in rete, che in sostanza non danno ragione a nessuno dei due perchè se consideri gli estremi delle forcelle dei valori di "paglia frumento" con "potatura da olivo" hai risultati differenti. Ma in questo forum siete in molti convinti che il prezzo del pellet e alcune caratteristiche delle paglie e del mais possano spingere verso queste ultime, per cui nn insisto. Mi lasci perplesso quando parli di coltivazioni asciutte, come se il fatto di applicare una sommersione parziale potesse incidere sulla umidità residua della pianta. Come ha già fatto notare qualcun'altro il problema della paglia è l'umidità che può accumulare e i processi fermentativi. In zootecnia per conservare correttamente il mais lo insilano, lo faranno per un motivo!!!!

  23. #23
    Ospite

    Predefinito

    la paglia di frumento,ke nn ha nulla a che fare con l'insilato, si raccoglie ad una umidità massima del 14% altrimenti può dare fastidio al processo meccanico.Per chi non fosse pratico di agricoltura la paglia di frumento è totalmente diversa dal fieno che invece ha umidità + alte tanto + dai residui del mais (gli stocchi) che hanno umidità superiori al 50%.
    Secondo me l'umidità e lo stoccaggio (non esistono problemi di fermentazione nella paglia di grano) sono gli ultimi dei problemi.

    Nel link che ho postato prima c'è un rapporto dettagliatissimo delle differenze tra wood pellet e straw pellet ma purtroppo non ho le competenze necessarie per capire ma penso che i dati siano + che completi.

    X gli esperti: che problemi può dare un elevato residuo di silice?

  24. #24
    Supporter EA
    Registrato dal
    Aug 2006
    residenza
    Provincia Granda
    Messaggi
    3,234

    Predefinito

    La silice viene usata come abrasivo, quindi puoi immaginare a lungo andare cosa possa fare ad un macchinario...da non sottovalutare anche la silicosi da inalazione di ceneri volatili.

  25. #25
    Ospite

    Predefinito

    Sai quali sono i valori entro cui la silice non dà problemi?


 
+ Rispondi
Pagina 1 di 4 1 2 3 4 ultimoultimo

Permessi di invio

  • Non puoi inserire discussioni
  • Non puoi inserire repliche
  • Non puoi inserire allegati
  • Non puoi modificare i tuoi messaggi