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  1. #1
    nicola_77
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    Salve a tutti,

    siamo un gruppo di studenti che sta dimensionando un impianto di fermentazione anaerobica per la valorizzazio di liquami zootecnici e colture energetiche dedicate.

    Per risolvere l'analisi dei costi e la fattibiltà economica del progetto avremmo bisogno di valutare i costi delle colture energetiche come

    l'insilato di mais, e

    l'insilato di sorgo.

    Per ora abbiamo trovato informazioni solamente circa i prezzi al mercato dell'insilato di mais ( 20 €/t), ma interesserebbe capire i costi diretti che l'azienda agricola deve sostemere (acqua, fertilizzanti e non so che altro).

    E' possibile valutare questo dato ??? Ci sono dei valori indicativi, anche per altri tipi di colture ?

    Se qualcuno può aitarmi....

    Ringrazio.


  2. #2
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    VI serve un database! Sono talmente tanti i fattori variabili che dovreste farlo in Acess. Per essere possibilile è possibile ma non credo troverai qualcuno che te lo passi o che riesca a riassumertelo in un post.
    Se ti può essere utile:

    http://www.borsamerci.mn.it/index.jsp?sid=...e=1166731810114

    http://www.venetoagricoltura.org/subindex.php?IDSX=19

  3. #3
    nicola_77
    Ospite

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    Grazie per la dritta Nicola,

    in effetti anche noi ci siamo resi conto che è molto difficile risalire al costo di produzione agricola unitario. I fattori che incidono su tale costo sono troppi e poco standardizzabili. Eppure per altri tipi di colture, sempre a vocazione energetica come quelle per la produzione di cippato.........facendo un giro sulla rete si trovano dei prezzi di riferimento. Sono studi specifici fatti da centri di ricerca e università.

    Ecco solo questo dubbio mi rimane: è assolutamente improbabile valutare i costi di produzione dell'insilato di mais o dell'insilato di sorgo perchè otterrei dei dati poco veritieri delle condizioni specifiche di campo (mi spiego meglio......magari il costo varia molto in funzione della condizioni climatiche locali e del tipo di terreno) o forse può essere che mai nessuno a predisposto campi di prova per valutare tutte le i nformazioni del caso.

    Comunque per il nostro studio utilizzareno il costo al mercato delle colture

    un saluto

    Nicola


  4. #4
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    La valutazione attraverso campi di prova è una prassi regolare ed esistono anche alcune serie storiche su determinati ambienti, se tu fossi veneto ti consiglierei "Potenzialità produttiva e sostenibilità dei sistemi colturali" a cura di Luigi Giardini della Pàtron Editore Bologna del 2004 che tratta una prova durata 40 anni su uno stesso appezzamento di terra per determinare gli effetti delle rotazioni a lungo termine. Compreso una piccola analisi economica di "prima approssimazione" dove si parla di margini superiori e inferiori di guadagno mantenedo stabili alcuni fattori fattori economici (ad esempio i contributi PAC). In fondo il gioco è semplice, attualmente è la comunità europea che stabilisce un margine minimo e massimo del prezzo (correggimi lollio se sbaglio!) quindi sottrarre al prezzo massimo il sistema meno costoso con i maggiori margini di resa per avere il guadagno massimo e viceversa per il guadagno minimo. Non sono un economo: ma se ci sono riusciti degli agronomi a fare due conti perchè non ci dovrebbe riuscire chi di economia se ne intende?
    Qua tocchiamo il vero problema delle biomasse in Italia, gli unici veramente preparati sono i dottori forestali (non a caso la legna da ardare è tra le poche attività redditizie a cui possono accedere) mentre per tutte le altre ci sono agronomi, biologi, ingegneri (di diversi rami), ecofurbi e appassionati che sanno tutto e niente. In pratica manca gente con esperienza pratica e con le "mani in pasta" perchè di pasta attualmente ne abbiamo poca.

    Ciao Nicola. Se mi farai vedere cosa siete riusciti a elaborare avrai la mia stima e il mio riconoscimento personale... non è un granchè ma non ho molto da offrire.

    Nicola


 

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